Coppa Davis: Goffin spietato, Italia eliminata

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Coppa Davis: Goffin spietato, Italia eliminata

CHARLEROI – Goffin lascia 8 game a Lorenzi ( a Seppi ne aveva concessi appena due in più). Barazzutti non ha provato la “carta” Bolelli, Paolo ha a fatto quello che ha potuto. A settembre il Belgio ospiterà l’Australia

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Coppa Davis, Quarti di finale
BELGIO-ITALIA 3-2

I video delle conferenze stampa sul nostro canale Youtube

 

D. Goffin b. P. Lorenzi 6-3 6-3 6-2 (da Charleroi, il nostro inviato)

Lorenzi-goffin

I belgi non sono superstiziosi: è il minimo che si possa dire dopo aver scambiato qualche parola con i colleghi della stampa e il pubblico qui a Charleroi. Nel pre-partita si respira un’atmosfera di festa, quasi come se si trattasse di un’esibizione che fa da porta d’ingresso verso la seconda semifinale negli ultimi tre anni per i ‘diavoli rossi’, come viene chiamata la nazionale di calcio.

Goffin non si fa trascinare dall’entusiasmo ed inizia subito a macinare gioco, portando a casa i suoi turni di servizio senza affanno, lasciando solo due punti nei primi tre giochi alla battuta. 3-2 Goffin dopo venti minuti. Lorenzi gioca discretamente, cercando di contenere le incursioni del 27enne di Liegi, usando spesso la soluzione in back per tagliare il ritmo allo scambio. Goffin è preciso, e alla prima occasione non si fa pregare, portando a casa il break nel nono gioco. Al servizio sul 5-3, il belga chiude il primo set con un gran rovescio diagonale: 6-3 dopo 36 minuti, con solo tre punti su venti vinti da Paolo in risposta.

La musica non cambia dopo i due minuti di riposo a fine set, con il senese che subisce subito il break: si tratta del secondo break di fila subito da Lorenzi. Proabilmente rilassato dal set e break di vantaggio, Goffin molla un po’ la presa nel quarto gioco: è bravo l’azzurro ad approfittarne per ottenere il contro-break dopo circa 50 minuti di partita. L’impressione che il match torni in equilibrio, però, dura poco: il belga ottiene subito un altro break dopo un game piuttosto combattuto e finito ai vantaggi. Adesso si fa sempre più dura per Paolo, che continua a lottare punto su punto e a caricarsi quando riesce a vincere scambi più intensi. Ma Goffin non si lascia influenzare, mostra quella costanza tipica di chi è stabilmente tra i primi 20 del mondo e sul 5-3 in suo favore ottiene il terzo break su cinque turni di servizio del giocatore italiano. Dopo poco meno di un’ora e venti di partita il Belgio è ad un set dalla semifinale. Si ha l’impressione che Paolo abbia fatto il possibile, impegnando Goffin sicuramente di più rispetto alla prima frazione, ma chiaramente non è abbastanza.

Mentre Lorenzi passa dal completo in blu targato ‘Italia’ alla maglia bianca nella pausa a fine set, lo Spiroudome diventa una vera e propria bolgia: l’urlo ‘David, David’ scandisce ogni intervallo tra un punto e l’altro. Goffin, come d’abitudine, non sembra curarsene, continuando a produrre gioco e accelerazioni con la scioltezza di chi passa un’altra giornata in ufficio come tante altre. Il copione, infatti, non cambia: Lorenzi deve faticare – e rischiare – di più per mantenere i propri turni di servizio. Goffin controlla alla battuta e converte la prima palla break, portandosi avanti 3-1 e servizio. Partita praticamente finita, ma Paolo non ci sta e vuole giocarsela fino all’ultimo punto: nel gioco successivo riesce ad essere più aggressivo e toglie il servizio a zero al numero uno belga. La reazione non tarda ad arrivare: Goffin trova delle ottime risposte e rinconquista il break di vantaggio. Si gioca al coperto su un campo piuttosto veloce, ma i break si accumulano: sono addirittura tre consecutivi nel terzo set. Con il belga avanti 5-2 dopo un game al servizio ingiocabile, la partita – e l’avventura della Davis 2017 dell’Italia – si avvia all’epilogo. Al servizio Lorenzi non riesce a tenere il turno di battuta e consegna le chiavi della semifinale alla squadra belga dopo un’ora e cinquantuno minuti di gioco. La festa a Charleroi può solo continuare.

Ha vinto solo otto game in tre set, ma bisogna fare la (solita) levata di cappello per Paolo Lorenzi: l’avversario, la superficie e il pubblico (probabilmente in questo ordine) non lo favorivano, ed ha fatto quello che ha potuto. Applicato punto dopo punto, prima ha provato a usare lo slice per limitare la pressione dell’avversario, poi a spingere di più sul lato sinistro per guadagnare campo ed evitare che Goffin si sposti verso sinistra per giocare il diritto anomalo. Anche nel terzo, quando oramai Goffin giocava di inerzia, ha provato a tornare in partita, recuperando il break di svantaggio quando il belga è andato a servire sul 3-1. Alle domande della stampa, ha detto in onestà: « Goffin è più forte di me su questa superficie e avrei avuto bisogno di un po’ di fortuna per far girare la partita. Lui è stato bravo e nelle poche occasioni in cui avrei potuto fare qualcosa in più sono sempre girate dalla sua parte ».
Le difficoltà per Paolo non sono finite in campo: pochi minuti dopo il match il controllo anti-doping lo attendeva, ma il senese era già stato in bagno prima della richiesta! Alla richiesta del supervisore dell’ITF Lorenzi ha continuato a bere per sottoporsi al test… ma non sono mancate le polemiche per il tempismo poco opportuno, se vogliamo. Intanto la stagione continua, e Lorenzi sarà a Marrakech domani, per l’inizio della lunga stagione su terra battuta.

Ha mostrato la sua solita tranquillità, invece, David Goffin, che si è detto « contento di poter gustare questa vittoria e di aver portato il punto decisivo per l’accesso in semifinale. Ho giocato bene, sono a mio agio su questa superficie e nonostante Lorenzi abbia provato varie soluzioni con il rovescio in slice, dei diritti più liftati o degli scambi più fisici, ho sempre dimostrato di avere le armi necessarie a fargli del male » ha commentato il 27enne originario di Liegi. Non possiamo che dargli ragione, oggi ha dimostrato ancora una volta perché si trova vicino ai top 10 ed è addirittura ottavo nella race, il ranking basato sul rendimento nel 2017.

Alla seconda semifinale in tre anni, con un giocatore maturo come Goffin, Steve Darcis ritornato in ottima condizione e capace di esaltarsi in Coppa Davis – in Germania ha trascinato i diavoli rossi senza Goffin alla vittoria, battendo Philip Kolhschreiber e Alexander Zverev – e un doppio oramai consolidato, il Belgio si afferma come una realtà assoluta di questa epoca della massima competizione tennistica a squadre. A settembre i ‘diavoli rossi’ affronteranno l’Australia, ancora una volta in casa, come è accaduto in otto degli ultimi nove incontri. Si giocherà molto probabilmente su terra battuta per sfavorire gli australiani. A Gent, o Ostende come contro il Brasile, ma in ogni caso nelle Fiandre, visto che la federazione belga è composta in realtà da due federazioni distinte linguisticamente (francofoni e fiamminghi), e l’organizzazione della Davis viene alternata tra le due. Anche con Kyrgios in grande forma, il Belgio parte leggermente favorito, e chissà che Goffin e compagni non si riprocurino l’occasione di alzare l’insalatiera, dopo quella fallita due anni fa davanti al proprio pubblico contro la Gran Bretagna.

Per onor di cronaca riferiamo che si è giocato anche l’ultimo singolare che ha visto scendere in campo il belga Joris De Loore ed il nostro Alessandro Giannessi. Il tennista azzurro si è imposto in due set con il punteggio di 6-4 7-6(9).

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Niente Coppa Davis per Nadal: a novembre esibizioni in Sudamerica tra polemiche e una causa milionaria in arrivo

Argentina (con Del Potro), Cile, Messico e Colombia aspettano Rafa. Intanto un’azienda chiede un risarcimento da 10 milioni per essere stata messa da parte nell’organizzazione del tour

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Rafael Nadal (ESP) in action against Botic Van De Zandschulp (NED) in the fourth round of the Gentlemen's Singles on Centre Court at The Championships 2022. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 8 Monday 04/07/2022. Credit: AELTC/Simon Bruty

Il 2022 di Rafa Nadal continua a essere ricco di accadimenti: dopo i due trionfi Slam, i problemi fisici e l’attesa paternità, ora potrebbe arrivare anche un affaire giudiziario. Lui e una società rappresentata a livello legale dalla madre saranno probabilmente citati in giudizio in una causa da 10 milioni di dollari. Il pomo della discordia è in questo caso il tour di esibizioni che il campione spagnolo affronterà a fine novembre in Sudamerica. E le notizie fuoriuscite su questa serie di incontri, con date annesse, hanno anche un significato meramente tennistico: ammesso che la Spagna si qualifichi alle finali di Coppa Davis, la squadra capitanata da Bruguera non potrà comunque contare sulla sua stella più luminosa.

Stando alla stampa argentina, il 23 novembre Nadal sarà al Parque Roca di Buenos Aires, dove affronterà l’idolo di casa Juan Martin del Potro nell’ultima passerella d’addio al tennis del giocatore di Tandil. L’indomani, o al massimo il 25, Rafa si dovrebbe spostare in Cile per regalare al pubblico la gioia di vedere il proprio portacolori Tabilo sfidare un 22 volte campione Slam. Se non si dovessero creare conflitti con le ATP Finals di Torino (dal 13 al 20 novembre), proprio nei giorni delle esibizioni, invece, sarà in corso a Malaga la fase finale della Davis. Per quanto Nadal abbia già realizzato imprese ai limiti del possibile nel corso della sua carriera, viene difficile pensare che possa anche essere ubiquo.

D’altro canto, non è nemmeno così scontata la presenza della squadra spagnola visto che prima – a settembre – dovrà superare un girone di ferro condiviso con Serbia e Canada, oltre che con la Corea del Sud. E anche in questa occasione, la Spagna con tutta probabilità dovrà fare a meno di Rafa, impegnato la settimana precedente a New York (US Open) e quella successiva a Londra (Laver Cup). L’Italia del capitano Volandri guarderà interessata, stando però attenta a non sottovalutare il suo di girone.

 

Questo il risvolto “di campo” della vicenda che però è alquanto bollente soprattutto per il suo lato economico-giudiziario. Il tour di esibizioni dovrebbe infatti fruttare a Rafa ben 10 milioni di dollari. “Dovrebbe” perché nell’organizzazione delle partite non tutto è andato liscio. Il manager di Nadal, Carlos Costa, ha infatti ricevuto pesanti accuse da Lisandro Borges dell’azienda argentina “World Padel Center LCC”. Borges ha spiegato al canale televisivo argentino “Todo Noticias” che Costa ha chiuso un accordo con Marcelo Figoli per il pagamento da 10 milioni, mentre sarebbe stato ancora in corso di validità un contratto di esclusiva tra l’azienda di Borges e la società che detiene i diritti d’immagine di Nadal (Aspermir, la cui rappresentante legale è la madre di Rafa) per la programmazione e la vendita delle quattro partite. Il manager spagnolo avrebbe risposto che l’iniziale richiesta di proroga del contratto non si sarebbe poi mai tradotta nella sua firma.

Carlos Costa è un farabutto e gliel’ho detto, ma per lui non conta niente. Crede di poter fare quello che vuole perché ha alle spalle Rafael Nadal. Fare causa a quello che secondo me è il miglior atleta della storia ed anche un bravissimo ragazzo perché il suo manager è un mascalzone, non mi diverte, ma la verità è che quando qualcuno ti crea tanti problemi quanto quest’uomo (Costa, ndr) ha causato a noi, non ci sono altre strade”. Così Borges non ha fatto trasparire tutta la sua frustrazione per il danno d’immagine subito dopo essersi speso per organizzare in prima persona l’esibizione argentina e con la collaborazione dei fratelli Lapentti (Nicolas è un ex top 10) quella messicana. L’imprenditore ha infatti raccontato di aver coinvolto anche il governo argentino e di aver predisposto una serie di attività, iniziando anche l’opera di promozione.

Borges, prima di intraprendere la strada legale, ha cercato una mediazione scrivendo una lettera sia alla società Aspermir che allo stesso Nadal. La risposta attesa nei cinque giorni successivi non è arrivata e così il processo sembra ormai inevitabile.

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David Ferrer è il nuovo direttore della Coppa Davis

L’ex numero 3 al mondo prende il posto di Albert Costa, in carica dal 2019: ha vinto il trofeo tre volte da giocatore. “Entusiasta per questo nuovo ruolo”

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Madrid,Davis Cup USA-ESP

La competizione a squadre più famosa della storia del tennis continua a parlare in spagnolo: è notizia di stamattina, infatti, che il nuovo direttore del torneo è David Ferrer. Ad annunciarlo è la stessa compagnia Kosmos, fondata nel 2017 dal calciatore Gerard Pique, che da tre anni ha rivoluzionato il format della competizione, attirando su di sé anche numerose critiche.

Il 40enne di Alicante, uno dei tennisti più amati della sua generazione, aveva annunciato il suo ritiro dalle competizioni al termine del torneo di Madrid nel 2019, ponendo la parola fine ad una carriera che lo aveva visto  spingersi fino alla posizione 3 del ranking ATP, frutto dei 27 titoli conquistati a partire dal 2000, anno del suo esordio tra i pro. Proprio qualche mese fa, raccontandosi ad Ubitennis, aveva descritto il suo speciale rapporto con la Coppa Davis, da lui ricordata come “la vittoria che mi ha fatto provare più orgoglio di tutte”, la sua predilezione per Federer (“ha fatto sembrare il tennis uno sport semplice”) e la “gratitudine per aver potuto giocare nello stesso periodo dei migliori tre della storia”.

Ferrer e la Coppa Davis, la magica insalatiera da lui sollevata in ben tre occasioni (2008, 2009 e 2011), per un totale di 20 match disputati: nelle ultime due vittorie spagnole era proprio Albert Costa a guidare la nazionale iberica, dopo il suo successo come giocatore nel 2000. E adesso i due si passano il testimone alla guida del torneo che così tanto ha dato loro: “Sono davvero entusiasta per questo mio nuovo ruolo”, le prime parole di Ferrer. “Questa è una competizione unica, che da giocatore vorresti sempre vincere per quello che rappresenta: giochi per il tuo Paese, in una squadra, in un’atmosfera incredibile!”. A Ferru vanno i migliori auguri per questa sua nuova avventura!

 

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata al 25 luglio 2022!

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Presentata la Coppa Davis a Bologna, Binaghi: “Vogliamo vincere il trofeo entro quattro-cinque anni”

Il presidente FIT presenta il girone della Coppa Davis a Bologna con il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Parte oggi la vendita dei biglietti

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Filippo Volandri e Angelo Binaghi - Bologna 2022 (Twitter - @federtennis)
Filippo Volandri e Angelo Binaghi - Bologna 2022 (Twitter - @federtennis)

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Si avvicina il tempo dei gironi di Coppa Davis 2022, che saranno disputati alla Unipol Arena di Bologna dal 13 al 18 settembre. Nel girone dell’Italia, paese ospitante e qualificatosi tramite la vittoria con la Slovacchia ai playoff, ci saranno Argentina, Croazia e Svezia. Proprio il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha presentato oggi in una conferenza stampa congiunta con il presidente FIT Angelo Binaghi l’appuntamento tennistico di settembre. “Ringrazio la Federazione Italiana Tennis e il Dipartimento per lo Sport, ma anche la sottosegretaria Vezzali, con cui abbiamo già collaborato più volte e costruito un sodalizio che per la Regione sta dando risultati straordinari. […] In questo contesto, ospitare la Davis Cup è un sogno che si realizza. Io sono del ’67, faccio parte quindi di quella generazione cresciuta con l’Italia in Coppa Davis e grazie a quei quattro ragazzi e al capitano che è seduto qui in prima fila (Nicola Pietrangeli n.d.r.) abbiamo conosciuto il tennis. Ricordo che, in quelle stagioni, uno dei nostri condomini dove abitavamo inaugurò per la prima volta la costruzione di campi da tennis, che creavano inevitabilmente un movimento sportivo più robusto del passato. Poi, è pur vero che dopo quelle stagioni straordinarie oggi siamo a un punto che non si è mai visto nella storia nazionale del tennis, avendo toccato addirittura 10 atleti nella top 100 maschile. Ieri l’altro ero a Montechiarugolo, per la conferenza stampa di quello che sarà il torneo Challenger 125 nel parmense – con Francesca Schiavone, testimonial del torneo e che sta vincendo la partita più importante della sua vita – mentre domenica Musetti trionfava al Challenger 125 di Forlì. Insomma, il tennis e il padel rappresentano attualmente un’opportunità straordinaria per il nostro Paese.“.

Gli fa eco il presidente Binaghi, che non nasconde la sua speranza di portare a casa la Coppa Davis. Speranze fondate, perchè l’Italia se riuscirà ad avere tutti i suoi migliori è sicuramente tra le favorite del torneo, specialmente dopo la defezione della Russia. “E’ il momento giusto anche perché noi vogliamo vincere. Non chiediamo al nostro capitano di vincere per forza quest’anno la Coppa Davis ma, come è giusto fare in ogni azienda che si rispetti, abbiamo un programma di medio termine, 4-5 anni. Abbiamo iniziato lo scorso anno un ciclo che deve portarci alla vittoria, a riconquistare la Coppa Davis. Partiamo da Bologna e credo che ci siano tutti i requisiti per dover puntare a questo successo, sia per quanto riguarda l’organizzazione federale sia soprattutto per il valore dei nostri giocatori, nonostante in questo periodo abbiano avuto una serie di infortuni. Pensiamo che Bologna e l’Emilia Romagna abbiano insieme a noi un’occasione straordinaria. Quindi credo che quella dell’Emilia Romagna sia la scelta migliore per consentire alla nostra Nazionale di poter essere vista e supportata dal maggior numero di appassionati possibile. Qui a Bologna non giocherà un romano come Matteo Berrettini o un altoatesino come Jannik Sinner: giocherà la Nazionale, che è di tutti, e deve essere facilmente fruibile dal maggior numero possibile di appassionati del nostro sport”.

 

Oggi, alle ore 18, prende il via sul sito tickets.italy.daviscupfinals.com e su quello di Ticket One (www.ticketone.it) la vendita al pubblico dei biglietti per i sei match del girone di Bologna, con i tesserati FIT che potranno usufruire di uno sconto del 20% sia sui tagliandi individuali che sugli abbonamenti. Inoltre, saranno disponibili pacchetti di corporate hospitality (per informazioni scrivere a hospitality.daviscup@federtennis.it) e pacchetti turistici, realizzati in collaborazione con Bologna Welcome, che consentiranno di coniugare la passione per il tennis con il godimento delle bellezze turistiche della città di Bologna e dell’Emilia-Romagna.

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