WTA Rabat: Errani e Schiavone avanti a braccetto

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WTA Rabat: Errani e Schiavone avanti a braccetto

Comodi successi in due set per le azzurre. Sara doma la wild card russa Blinkova, ottima prova di Francesca contro Babos (tds n.4). Trevisan sconfitta all’ultimo turno di quali

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IL RUGGITO DELLA LEONESSA – Al torneo di Rabat difficile partita di esordio per la nostra Francesca Schiavone (102 WTA) contro la numero 4 del tabellone, l’ungherese Timea Babos (34 WTA), che incontra per la prima volta in carriera: per la tennista milanese un altro accesso al tabellone principale grazie ad una wild card, come accaduto al torneo di Bogotà (che Francesca ha trionfalmente vinto senza perdere un set), come accadrà al torneo di Madrid e come non accadrà agli Internazionali d’Italia (forse gli organizzatori colombiani, marocchini e spagnoli non hanno controllato attentamente la carta d’identità della nostra “ragazza”…). Primo set che si avvia con Babos al servizio, tenuto a zero. Schiavone potrebbe avere qualche problema fisico (vista la fascia protettiva per la schiena che indossa) ma, dopo aver annullato una palla break con un ace centrale, riesce a tenere il proprio servizio in scioltezza e nel gioco successivo conquista addirittura 2 palle break che le consentono di portarsi in vantaggio. Purtroppo nel successivo turno di servizio 2 doppi falli consecutivi sul 40 pari riportano il match in equilibrio e deconcentrano la tennista lombarda che non riesce a fare nemmeno un punto nel gioco di battuta della tennista magiara. Schiavone cerca di continuare a mettere in atto il suo piano tattico che prevede un continuo alternarsi di palle lente, poi cariche di effetto, quindi spinte per cercare di non dare punti di riferimento all’avversaria: questo atteggiamento le consente di tenere in tranquillità il servizio e poi di strappare nuovamente il servizio a Babos nel settimo gioco. Nei game successivi si vede del gran tennis: Timea riesce ad ottenere una palla break sul 30-40, ben annullata da Francesca, che ha poi la possibilità di portarsi sul 5-3 ma non ne approfitta e deve fronteggiare poi altre 2 palle break, capitolando sulla seconda e facendo riavvicinare la rivale sul 4-4. Nel turno di servizio la nostra “Leonessa” continua ad infastidire Babos con le sue stilettate e alla prima occasione si conquista una palla break con uno “strettino” di diritto e successiva volée morbida incrociata di rovescio, che viene poi trasformata dopo uno scambio tutto di contenimento fino al decisivo errore in lunghezza della giocatrice ungherese. Dopo il cambio campo Francesca serve per il primo set ma le emozioni non sono ancora finite: 2 palle break per Babos, la nostra giocatrice riesce ad annullarle entrambe andando all’arrembaggio e si conquista una prima palla set, che non viene trasformata per un errore di diritto. Ma sul secondo set point il diritto che va fuori, seppur di pochissimo, è quello di Timea e Francesca Schiavone incamera il primo set per 6-4.

Fin dall’inizio del secondo set si comprende il profondo stato di confusione della numero 34 del mondo, particolarmente nervosa ed alla disperata ricerca di soluzioni per uscire dalla ragnatela costruita con maestria ed esperienza dalla nostra portacolori. Ma la musica non cambia: break per Francesca in avvio, successivo turno di servizio tenuto a zero, ancora un break per l’italiana nel terzo gioco malgrado la tennista magiara abbia avuto più di una occasione per chiudere il game, ancora gioco in battuta tenuto cedendo un solo punto e ci si ritrova sul 4-0 per Schiavone. Nel gioco successivo finalmente Timea Babos riesce a fatica a tenere il servizio, accorciando le distanze. Ma l’inerzia del match è saldamente in mano alla nostra Schiavone che cerca di abbreviare gli scambi presentandosi appena possibile a rete dopo aver spostato da una parte e dall’altra la povera giocatrice ungherese, che si ostina a cercare di sfondare con il diritto che invece continua a finire in rete. Nel sesto gioco ci sono 2 palle break per Timea che vengono brillantemente annullate da Francesca per portarsi sul 5-1 e poi chiudere in bellezza la partita al primo match point, dopo 1 ora e 21 minuti di gioco maestrale. Prossimo turno apparentemente abbordabile per la nostra esponente che dovrebbe affrontare la vincente tra una qualificata e la terza wild card del torneo, la tennista marocchina Lina Qostal. Vedere come il tennis di Francesca Schiavone (fatto di tocco, variazioni di ritmo, scelte tattiche geniali) possa essere ancora attuale nel tennis di oggi se e quando viene supportato da una condizione fisica eccellente (malgrado le primavere…) fa nascere una domanda: ma perché dovrebbe andare ad aprire un’accademia negli Stati Uniti? Non sarebbe forse più utile ai tennisti nostrani potersi avvalere di cotanta insegnante? Ai posteri l’ardua sentenza…

BUON INIZIO PER SARA – Nella prima giornata del Gran Prix de SAR La Princesse Lalla Meryem di Rabat, Sara Errani (102 WTA) inizia il suo percorso contro la russa Anna Blinkova (127 WTA e wild card), una prima volta per le 2 giocatrici complice anche la differenza di età (+11 gli anni per l’italiana): un esordio apparentemente agevole per Sarita che ha assoluto bisogno di riprendere fiducia in vista dei prossimi tornei della stagione su terra battuta. Parte forte Errani che tiene il proprio servizio a zero e conquista subito 2 palle break al terzo gioco, portandosi in vantaggio e andando sul 3-1 tenendo con sicurezza il proprio servizio. Nei giochi successivi ritorna l’equilibrio, entrambe le giocatrici non corrono rischi particolari nei propri turni di servizio e si arriva al nono gioco dove la nostra giocatrice cerca di aumentare il ritmo per costringere all’errore Blinkova. Questa strategia risulta essere vincente in quanto Sara riesce a chiudere la frazione al primo set point sul punteggio di 6-3. Nel secondo set si palesano in maniera evidente le difficoltà di entrambe le giocatrici con il servizio: per la nostra giocatrice è cosa ahimè risaputa, mentre per la giovane russa 7 doppi falli equamente ripartiti tra i 2 set sono evidentemente una zavorra troppo pesante per pensare di poter mettere in difficoltà l’ex numero 5 del mondo. Dopo i primi 2 giochi tranquilli inizia la ridda di break e contro break: perde prima il servizio Sara Errani, nel gioco successivo però Blinkova restituisce il favore, la giocatrice italiana non riesce assolutamente ad approfittare dell’occasione per chiudere la partita e cede nuovamente la battuta. Anche la tennista russa non è comunque in grado di confermare il break e quindi si arriva sul 3-3. Nel gioco successivo Sara cerca di essere un po’ più attenta e riesce, non senza fatica, a portare a casa un altro turno di servizio, nel game seguente (il più combattuto del match) si risolve definitivamente la questione, Errani riesce al terzo tentativo (dopo aver annullato a sua volta 3 occasioni per il 4-4) a strappare ancora una volta la battuta alla sua giovane avversaria e ad andare a servire per il match. L’ultimo gioco è una formalità: la nostra giocatrice vola subito 40-0, ottenendo 3 match point che le consentono di incamerare il set e l’incontro con il punteggio 6-3 per accedere al secondo turno. A livello di gioco Sara sembra aver ritrovato quella continuità che sulla terra battuta è necessaria per riuscire a portare a casa dei risultati importanti. Vedremo se questa prestazione tutto sommato buona indica un effettivo miglioramento del livello di gioco della tennista romagnola oppure se la differenza di tasso tecnico e di età sia stata determinante nella vittoria odierna.

 

FINISCE IL SOGNO DI MARTINA – In mattinata si è purtroppo conclusa la rincorsa al tabellone principale per la nostra Martina Trevisan: dopo le 2 convincenti vittorie nei primi turni, la tennista argentina Nadia Podoroska (n.166 del mondo) si è rivelata troppo forte per lei. Dopo un primo set tutto sommato equilibrato, chiusosi sul risultato di 6-3 con un solo break, la partenza di Martina nella seconda frazione è stata poco brillante e questo ha consentito alla giocatrice sudamericana di prendere il largo e chiudere comodamente la frazione e l’incontro con il punteggio di 6-2 per complessivi 67 minuti di gioco.

GLI ALTRI INCONTRI – Nella prima partita della giornata sul campo centrale, Ekaterina Makarova (Russia, 43 WTA) regola senza grossi problemi Yanina Wickmayer (Germania, 72 WTA), particolarmente in difficoltà sul servizio (7 doppi falli e 50% di prime in campo), con il punteggio di 6-3 6-2 in poco più di 70 minuti di gioco. Sul campo 2 si incontrano Varvara Lepchenko (USA, 73 WTA) e Kirsten Flipkens (Belgio, 92 WTA) che danno vita ad un incontro altalenante: primo set appannaggio dell’americana con il punteggio di 6-3 grazie ad un break al quinto gioco, che però nella seconda frazione perde la bussola e subisce 3 break di fila perdendo il set per 6-1. Nella terza decisiva frazione break e contro break nei primi 2 giochi, poi equilibrio fino al 3-3 quando Lepchenko approfitta dell’unica palla break ottenuta nel set per strappare il servizio all’avversaria, gestire in tranquillità il proprio turno alla battuta e chiudere la contesa alla seconda palla match sul punteggio di 6-3. La testa di serie n°5 del torneo Yulia Putintseva (Kazakistan, 32 WTA) affronta al primo turno Andrea Petkovic (Germania, 79 WTA), primo set in equilibrio fino all’ottavo gioco quando la giocatrice kazaka conquista il break che le consentirà di servire per la partita e chiudere al primo set point sul 6-3. Inizio secondo set con entrambe le giocatrici che non riescono a tenere il primo turno di servizio, purtroppo Petkovic non riesce a tenere nemmeno la battuta nel gioco successivo, concedendo a Putintseva il vantaggio. La tedesca riesce a recuperare all’ottavo gioco ma nel game successivo regala altre 2 palle break (15 in tutto) a Yulia che ringrazia e vola a chiudere il match sul 6-4 trasformando il secondo match point. Ultimo match della prima giornata tra la statunitense Alison Riske (39 WTA e tds n°8) e la francese Alize Cornet (41 WTA). Partenza decisa da parte di Riske, che strappa subito il servizio all’avversaria e conferma il break nel gioco successivo, prendendo il comando delle operazioni. Dopo non aver sfruttato una palla break a testa, nel settimo gioco la giocatrice americana brekka di nuovo la tennista francese e va a servire per il primo set, che conquista per 6-2 sfruttando il primo set point conquistato. Nella seconda frazione Alison ritenta la stessa tattica, parte fortissimo e si porta sul 3-0 con Alize Cornet che sembra sparita dal campo. Addirittura ha la possibilità di andare 4-0 e praticamente chiudere l’incontro, invece la giocatrice francese non solo si aggiudica il suo turno di servizio, ma recupera lo svantaggio e riporta il set in parità sul 3-3. Nei giochi successivi si assiste ad una serie di break e contro break (saranno 4 consecutivi) che porta la partita sul 5-4, con Riske che ha la possibilità di servire per il match che riesce ad aggiudicarsi solamente al quarto match point complici alcune belle giocate di Cornet che non si arrende fino all’ultimo. La giocatrice americana sarà l’avversaria di Sara Errani nel secondo turno.

Risultati:

E. Makarova b. Y. Wickmayer 6-3 6-2
V. Lepchenko b. K. Flipkens 6-3 1-6 6-3
[5] Y. Putintseva b. A. Petkovic 6-3 6-4
[WC] F. Schiavone b. [4] T. Babos 6-4 6-1
S. Errani b. [WC] A. Blinkova 6-3 6-3
[8] A. Riske b. A. Cornet 6-2 6-4

Qualificazioni

[9] N. Podoroska b. M. Trevisan 6-3 6-2

Andrea Franchino

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Australian Open

Sandgren è ancora un rebus per Fognini: Italia fuori dall’Australian Open

MELBOURNE – Fabio fallisce ancora l’accesso ai quarti di finale. Sandgren, che lo aveva già battuto a Wimbledon, vince in quattro set. Non c’è più Italia all’Australian Open

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Fabio Fognini - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

T. Sandgren b. [12] F. Fognini 7-6(5) 7-5 6-7(2) 6-4 (da Melbourne, il nostro inviato)

Quando l’occasione è tanto ghiotta per entrambi i contendenti, è facile che una partita di tennis si trasformi in una lotta più psicologica che tecnica. Sia Fabio Fognini che Tennys Sandgren, che si incontrano sulla Melbourne Arena nel pomeriggio, sono perfettamente consapevoli dell’importanza della posta in palio, e il match ne risente pesantemente.

Il primo set vede Fabio inseguire costantemente, essendo il secondo ad andare al servizio. Ma sulla battuta dell’italiano, Tennys non riesce mai a essere pericoloso, mentre Fognini arriva ben 5 volte a palla break; tre consecutive sull’1-1, ben annullate da Sandgren con il servizio e un bell’attacco a rete, altre due sul 5-5, ma anche qui è lo statunitense a spingere e non dare possibilità all’azzurro. Tecnicamente, il match è un confronto fra clava e fioretto: mazzate e corsa da parte di Tennys, splendidi impatti anticipati e accelerazioni fintate, con l’aggiunta di tagli e palle corte molto ben eseguite da parte di Fognini. Ma in ogni caso, si arriva al tie-break. Qui Sandgren scappa subito 4-0, approfittando degli errori di Fabio, si fa recuperare sul 5-5, ma chiude 7-5, con altri due dritti sbagliati dall’azzurro, che sembra davvero sul punto di “sbroccare” per la frustrazione.

 

Fabio perde effettivamente la pazienza, complice un fallo di piede chiamatogli proprio sul 5 pari nel tie-break, subito dopo warning per time violation sul 5-4. Durante il cambio di campo di fine set, Fognini riceve un warning per condotta antisportiva, e la cosa lo fa andare su tutte le furie: “Ma perché? Cosa ho fatto?”. Fabio dice qualcosa al giudice di sedia Dumusois a proposito del suo asciugamano (che gli aveva provocato il “time violation” sul 5-4), dopo averlo apostrofato in malo modo: “Hai rovinato la partita! Ti devi vergognare!” e poi chiede l’intervento del supervisor: “Vieni qua!” urla a Gerry Armstrong, che è dall’altra parte del campo. I due discutono per diversi minuti, e poi Fognini chiede di andare in bagno. Il prolungarsi della pausa fisiologica innervosisce molto Tennys, che in effetti le sue ragioni le ha, ma non è colpa di Fabio se l’arbitro consente tutto questo.

Totalmente fuori di testa e di conseguenza dal match, Fabio prende break nel primo game del secondo set, per la frustrazione si strappa la maglietta di dosso e arriva un penalty point. A quel punto, forse per calmarsi, chiede l’intervento del fisioterapista per farsi curare una vescica alla mano destra. Armstrong è lì e dice al giudice di sedia di concedere la richiesta. Il gioco si ferma per un medical time-out, ma anche quest’altra pausa non sembra aiutare Fognini che non vince più un punto e arriva a perderne 15 consecutivi. Per Tennys infatti è sufficiente tenere la palla in campo per salire 4-0 con due break, Fognini tira un colpo dentro e uno fuori. Quasi all’improvviso, arriva un contro-break per l’azzurro, che si scuote, inizia a piazzare vincenti da applausi (in particolare alcuni dritti a uscire in avanzamento a dir poco splendidi), e vince addirittura cinque game consecutivi. Sotto 4-5, però, tocca a Sandgren reagire, pareggiare, e a furia di mazzate dal centro del campo brekkare ancora l’italiano, per poi chiudere 7-5. Che partita schizofrenica, sia nello svolgimento del punteggio sia dal punto di vista emotivo e tecnico, difficile trovare una logica o un filo conduttore. Sta di fatto che Fabio è sotto di due set, ora è durissima.

Tennys Sandgren – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

LA REAZIONE DI FABIO – Nel terzo set, break Sandgren sull’1-1. poi intervento del fisioterapista per lui, un fastidio alla gamba pare. Immediato contro-break di Fognini, e da qui in poi il match rientra nei binari della normalità, con i due che tengono la battuta senza concedersi possibilità a vicenda fino al 6-6. C’è tensione, poco bel gioco quasi tutto da parte dell’azzurro, ma le capacità difensive e di contrattacco di Tennys sono notevoli e lo cavano d’impaccio diverse volte. Il tie-break vede una brutta sequenza di 7 errori gratuiti consecutivi, due Fognini e cinque di Sandgren, ne esce l’italiano in vantaggio 5-2. Dopodiché, con un vincente di dritto seguito da una risposta fallita dall’avversario Fabio chiude il parziale, si va al quarto, che sofferenza ragazzi.

Almeno, rispetto al “circo” di fine primo set-inizio secondo, ora la contesa si svolge più sul campo che tra le polemiche. Serve alla grande e martella con spallate sgraziate ma efficaci Tennys, anticipa e fionda le sue belle accelerazioni Fognini, sul piano del tennis puro ovviamente la qualità dell’italiano è di altra categoria, ma come si è visto non basta quella per vincere a volte. Senza rischi per chi è alla battuta si arriva al 5-4 per Sandgren, è una fase determinante adesso. Purtroppo, il decimo game è fatale a Fabio: dopo una schermaglia a rete conclusa in favore dello statunitense, arriva un match point. Al termine di un bello scambio, la volée di dritto manda Tennys ai quarti di finale qui a Melbourne per la seconda volta, dopo il 2018. Gran livello dello statunitense nelle fasi decisive, bisogna ammetterlo. Avrà il vincente tra Federer e Fucsovics.

Bravo, complimenti a lui, ma i rimpianti per Fognini sono tanti (arrabbiatissimo, non ha stretto la mano all’arbitro Dumusois, lo stesso di Kyrgios-Nadal a Wimbledon 2019), il torneo è stato buono, ma una volta arrivati a questo punto con un avversario giocabile, la sensazione di occasione persa rimane.

Stanco ma soddisfatto Sandgren alla fine: “Sì, grazie a tutti, è stato divertente vero? Giocare con lui è sempre una battaglia, è talmente bravo, mi aspettavo una lotta e così è stato. In quei momenti di tensione ero stanchissimo anch’io, non mi è dispiaciute l’interruzione alla fine, ho dovuto rimanere concentrato e non smettere di spingere però. L’importante però è essere ai quarti! Beh, Fucsovics gioca benissimo, Roger è Roger, venite a vederci chiunque mi tocchi!“.

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Australian Open, junior: tre vittorie e quattro sconfitte per gli azzurrini

Vincono Rottoli (contro la tds 4), Gigante e Nardi. Fuori Maestrelli, Gramaticopolo, Tabacco e Pigato

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da Melbourne, il nostro inviato

Sono partiti i tabelloni junior all’Australian Open 2020. In campo sette azzurri ieri, 3 vittorie (in particolare la sorprendente affermazione di Lorenzo Rottoli sul forte svizzero Von der Schulenburg ), e quattro sconfitte. Sfortunato Fausto Tabacco, infortunatosi verso la fine del suo match.

L. Nardi b. D. Javia 6-3 6-3
L. Rottoli b. J. Schulenburg 2-6 6-3 6-4
M. Gigante b. E. Philippov 6-3 6-4
M. Krumich b. F. Maestelli 7-6(4) 6-2
A. Fery b. B. Gramaticopolo 6-2 6-4
T. Legout b. F. Tabacco 6-1 5-2 rit.
[8] P. Kudermetova b. L. Pigato 6-2 6-4

 

Oggi in campo Samuel Vincent Ruggeri contro il tedesco Max Wiskandt, Fabio Cobolli contro l’australiano Chen Dong, e Melania Delai contro la qualificata tedrsca Eva Lys.

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Australian Open

Australian Open: Giorgi a corrente alternata, fuori al terzo con Kerber

Fa e disfa tutto Camila Giorgi. Alla fine la spunta Angelique Kerber con la continuità e la difesa. “Ma credo di aver fatto una bellissima partita”

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Camila Giorgi - Australian Open 2020

[17] A. Kerber b. C. Giorgi 6-2 6-7(4) 6-3(da Melbourne, il nostro inviato)

La Margaret Court Arena, in questo bel sabato mattina, è abbastanza affollata, come il resto dell’impianto di Melbourne Park. Il week-end dell’Australia Day, la festa nazionale che celebra la “scoperta” del continente, invoglia la gente a uscire. Tra gli spettatori che assistono insieme a noi alla prestazione di Camila Giorgi, nella prima parte della partita quella che ha il posto migliore è Angelique Kerber, e l’impressione è che lo svolgimento della vicenda non le dispiaccia affatto. Camila, come sempre, imposta il suo gioco fatto di accelerazioni anticipate entro i primissimi colpi dello scambio. Il problema è che oggi le percentuali tanto positive viste contro Kuznetsova sono scese in modo drammatico, almeno all’inizio.

Il primo set si risolve in 25 minuti
, non ho modo di descriverlo tecnicamente, mi affido quindi ai numeri: per l’azzurra, 8 vincenti e 20 errori (Angie 4/1), un ace e 8 doppi falli, fondamentalmente fa tutto Giorgi. Kerber come detto fa la spettatrice privilegiata limitandosi a respingere le pallate di Camila (quelle che stanno dentro le righe, almeno), e incassa il 6-2 senza che sia necessario spingersi oltre un onesto palleggio difensivo. Da bordocampo, le cosa più evidente è la differenza di “net clearance” tra le due: i colpi di Angie passano un metro sopra il nastro, quelli di Giorgi una spanna. La cosa positiva è che nel momento in cui è l’azzurra a gestire il gioco (nel bene e nel male), basterebbe che le percentuali salissero e potrebbe cambiare tutto. Speriamo.

Il secondo set, infatti, vede un netto miglioramento delle statistiche per l’italiana, il che si traduce immediatamente in un punteggio che procede spalla a spalla, con le ragazze che tengono i servizi senza concedersi nessuna palla break a vicenda fino al 4-4. In questi 8 game, Camila sta a 14 vincenti e 16 errori, 3 ace e altrettanti doppi falli, una bella differenza. Nel gioco, il confronto di stili è chiaro, dal punto di vista tattico Giorgi deve stare attenta alle scelte di traiettoria per le sue accelerazioni. Tende infatti a spingere aprendo il gioco specialmente in lungolinea, e per una semplice ragione geometrica, in quei casi o fai punto o poi ti tocca correre, perchè il campo lo hai lasciato vuoto dal lato della diagonale. Tre vincenti di bella qualità portano Camila in vantaggio 5-4, ora Kerber se vuole salvare il set dovrà fare qualcosa in più che respingere la pressione dell’avversaria attendendo l’errore. Ed è brava a farlo.

Tecnicamente, è da apprezzare la capacità della tedesca di non arretrare davanti al bombardamento di Giorgi, è fenomenale nell’impattare palle che le arrivano nelle caviglie andando letteralmente accovacciata con le ginocchia per terra, spesso in controbalzo, rifiutandosi di cedere metri di campo. Lo faceva alla grandissima la mai abbastanza rimpianta Agnieszka Radwanska, quanto ci manca “Aga la Maga”.

Nel frattempo, finalmente continua nel suo gioco di aggressività totale, Camila sale 6-5, Angie senza tremare pareggia 6-6, e giustamente questo equilibratissimo parziale si risolverà al tie-break. E’ trascorsa esattamente un’ora e un quarto. Un passante da standing ovation manda la tedesca avanti 3-1, tre drittacci imprendibili di Giorgi rimediano e siamo 4-3 con mini-break per l’italiana. Poco dopo, un rovescio lungo di Kerber regala il 6-4 e due set point a Camila, un grandissimo scambio chiuso di dritto decreta il 7-4, ce la giochiamo al terzo set.

“Non ho notato se lei ha rallentato il servizio alla fine, ma credo stesse bene, sennò non corri su ogni palla, non stai giù. Io mi sento bene, il polso è a posto. Il servizio mio lo sentivo bene, andava a 180, 190, non si può dire nulla di quello. Il prossimo impegno sarà la Fed Cup”

 

Due palle break fallite con altrettanti errori per Giorgi nel terzo game del parziale decisivo fanno mettere le mani nei capelli (anzi, nella zazzera) a papà Sergio nel box giocatori. Effettivamente l’occasione era ghiotta, in questa fase la tedesca sembra piuttosto frastornata, e soprattutto ha abbastanza arretrato la sua posizione rispetto al campo. Altra palla break stavolta cancellata da un super-dritto e Angie si salva, 2-1 per lei. Nel game succesivo, una brutta sequenza di gratuiti di Camila le costa una palla break (stava 40-15), il dritto che le vola lungo consegna break e vantaggio di 3-1 all’avversaria, non ci voleva. Rinfrancata dall’omaggio, Kerber tiene il servizio con autorità, 4-1, si fa dura adesso purtroppo. In questi 5 game, i numeri dell’italiana sono ritornati deficitari, con 7 vincenti e 14 errori, a fronte del 4/3 di Angie.

“Ho fatto il mio gioco, sono stata aggressiva per tutta la partita, ho rischiato io, cercando sempre di andare avanti. Se stai a fondo e stai lì ad aspettare l’errore dell’avversaria è diverso, più facile. Io penso a me stessa, credo di aver fatto una bellissima partita”

Rendendosi conto di essere nei guai, Giorgi è bravissima a reagire immediatamente, con una striscia di 8 punti a 1, e contro-break annesso, siamo 4-3. Uno scatto di reni in un momento fondamentale come questo potrebbe essere una chiave decisiva del match, grande Camila. Purtroppo, però, forse pagando lo sforzo di un paio di scambi durissimi, l’azzurra stecca una palla nel game successivo, si trova sotto 15-40, e con un gratuito di rovescio cede ancora la battuta, 5-3 Kerber. Accidenti (e mi limito). Al servizio per chiudere, Angie difende a denti stretti le rabbiose pallate di Camila, va 40-15, e il 65esimo errore dell’italiana (a fronte di 49 vincenti) le dà la vittoria e gli ottavi di finale, dove attende Anastasia Pavlyuchenkova (precedenti 7-6 per Kerber), che ha eliminato Karolina Pliskova. Peccato per Giorgi, quell’ottavo game del set decisivo è stato pagato carissimo.

Soddisfatta Kerber a fine partita: “Ho cercato di muovermi meglio che potevo, e di tenere duro, lei tira fortissimo, è splendido essere agli ottavi qui. Grazie per tutto il sostegno ragazzi, l’Australian Open sarà sempre un torneo speciale per me. Ora devo prepararmi alla prossima battaglia, cercherò di godermi il tempo passato sia in campo che fuori dal campo! Nel primo set lei ha sbagliato tanto, poi però è venuta fuori bene, alla fine del secondo ha preso la partita in mano. Io sono stata un po’ troppo passiva, lei ha rischiato e si è presa il set. Nel terzo, è girato tutto su uno, due punti. All’inizio lei ha avuto le palle break, poi io ho servito bene per salire 4-1, poi lei è rientrata. E alla fine ho solo cercato di lottare e giocare punto a punto. Il suo gioco? Veloce, molto veloce, la avevo già affrontata, non è facile con lei, non sai mai cosa aspettarti. Devi stare attenta fino all’ultimo punto, perché lei continua sempre a giocare pesante e profondo”.

Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

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