ATP Roma: Nadal e Djokovic in controllo. Stan out, super delPo

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ATP Roma: Nadal e Djokovic in controllo. Stan out, super delPo

Il n.2 mondiale spegne Bautista Agut. Del Potro di forza contro Nishikori. Il gigante americano supera lo svizzero in due set, Raonic lascia le briciole a Berdych. Cilic domina un Goffin irriconoscibile. Thiem salva ancora tre match-point contro Querrey, ora Nadal

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[4] R. Nadal b. [13] J. Sock 6-3 6-4 (dal nostro inviato a Roma, Stefano Tarantino)

Inizio non dei migliori per Sock, Rafa parte forte e centra subito il break, 2-0 per lo spagnolo. Sock esce dal torpore iniziale e inizia a tirare (quando può) a tutto braccio, soprattutto di diritto. Inattesa arriva una palla break pure per l’americano, ma Nadal la annulla e si porta sul 3-0. Sock non si fa intimorire dalla partenza dello spagnolo, tiene la battuta a zero e va 15-30 sul servizio di Rafa, che però rimedia e va 4-1. Il centrale va riempiendosi, ancora qualche sediolino vuoto, la temperatura è gradevole dopo il gran caldo pomeridiano. Rafa cicca qualche risposta di troppo (anche di metri) Sock tiene da fondo campo e sotto rete si difende da ottimo doppista. L’impegno dell’americano però non basta, Rafa da fondo campo macina gioco come al solito e senza problemi dopo 39 minuti chiude il primo set 6-3. Match comunque divertente, Sock non si sottrae alla lotta e ci prova. Inizio secondo set fotocopia del primo, Nadal non intende lasciare nulla d’intentato, break a zero per lo spagnolo in apertura. Ma Sock non ci sta, l’americano picchia sempre quando può con il diritto, il pubblico plaude il suo coraggio, arriva la palla del controbreak. Scambio lungo da fondo campo, il primo a sbagliare strano a dirsi è Nadal, 1-1. Sock è nel momento migliore, tiene la battuta a zero con 3 serve&volley conclusi da 3 pregevoli stop volley che fanno saltare in piedi il pubblico. L’americano fa sul serio e va 0-30 sul servizio di Nadal che mette 4 punti in fila per il 2 pari. Il set prosegue sui binari dell’equilibrio, 2 ace di Rafa per il 3 pari, Sock trova l’ennesima palla corta della serata e si porta sul 4-3. L’equilibrio si rompe nel nono gioco, Sock paga caro un piccolo passaggio a vuoto, sbaglia 3 diritti e per la rabbia scaglia la pallina fuori dal Centrale. Rafa serve per il match sul 5-4 e con la solita sicurezza porta a casa il match chiuso con un rovescio vincente. Per lui domani rivincita della finale di Madrid con Thiem, la marcia di avvicinamento dello spagnolo a Parigi al momento prosegue decisa. Soddisfatto lo spagnolo nella conferenza stampa sia della sua prova sia della sua condizione fisica

[2] N. Djokovic b. R. Bautista Agut 6-4 6-4 (dal nostro inviato a Roma, Stefano Tarantino )

 

È la settima sfida tra Nole Djokovic e Roberto Bautista Agut, il serbo conduce 5-1 nei precedenti, ha perso solo a Shanghai in semifinale l’anno scorso. Si seguono i servizi nei primi game, ma lo spettacolo è più che decente. Nole mostra ottima profondità e buoni spostamenti, Bautista non è da meno, sfidato spesso sul rovescio tiene da fondo campo ma quando può apre il diritto e fa male. Il primo game che va ai vantaggi è il sesto, ma Nole alla fine tiene la battuta. Quello invece che decide il primo parziale è il settimo, Nole alza il ritmo e centra il break mandando un paio di volte Bautista fuori giri. Quello che manca all’ex nr.1 del mondo è la continuità, nel game successivo Djokovic commette un paio di gratuiti e concede la palla del controbreak, ma è bravo ad annullarla con un servizio vincente e poi a tenere il servizio con un bel vincente di diritto incrociato. Il break del settimo game risulta decisivo, Nole chiude 6-4 in 49 minuti. Il Centrale è quasi pieno, il caldo si fa sentire. Il secondo set sembra proseguire sulla falsariga del primo, Nole pare avere un ritmo maggiore, trova buoni angoli e si apre il campo una meraviglia. Bautista prova a tener botta, ma capitola nel terzo game cedendo la battuta, Djokovic conferma il break e va sul 3-1, meritando un’ovazione del pubblico grazie ad uno splendido recupero su una palla corta del suo avversario. Lo spagnolo però è duro a morire e il serbo non può permettersi il lusso di abbassare la guardia. Così quando Bautista decide di armare il suo diritto per Nole sono guai. Sono ben 5 i vincenti con questo colpo dello spagnolo tra il sesto ed il settimo game che gli consentono non solo di recuperare il break ma anche di mettere la testa avanti sul 4-3. Nole stringe i denti, prima raggiunge l’avversario sul 4-4 e poi trova un break fondamentale nel game successivo, che sarà il più lungo del match (ben 14 punti giocati). Una serie infinita di scambi estenuanti con Djokovic che trasforma la quarta palle break con un rovescio che pizzica la riga di fondo campo. Il serbo va a servire per il match e con sicurezza chiude la contesa. Al prossimo turno Nole avrà Del Potro (13-4 i precedenti per l’ex nr.1 del mondo) o Nishikori (conduce sempre Nole per 11-2), si alza l’asticella nel percorso verso la ricerca della finale.

J. Isner b. [3] S. Wawrinka 7-6(1) 6-4 (dalla nostra inviata a Roma, Francesca Marino)

Dopo i vari andirivieni del programma degli incontri di oggi, era prevedibile il pienone al Pietrangeli: per arrivare in tribuna stampa si deve sgomitare e beccarsi anche le critiche degli spettatori in piedi che reclamano il loro posto fuori dalla cornice marmorea. Wawrinka calca il palco scenografico del Pietrangeli acclamato in netta maggioranza, dopo aver battuto a fatica Benoit Paire nella giornata di ieri. Isner non può lamentarsi, ci sono diversi sostenitori a suo favore, che dall’inizio alla fine del match intonano “Let’s go John let’s go!”Il primo set è da copione con il bombardiere Isner che durante i suoi turni di battuta non consente scambi prolungati a causa della sua prima palla sempre al di sopra dei 200km/h. Stanislas soffre visibilmente le bordate in battuta di John, specialmente sul rovescio. “Stai lontano dal campo”, questi i consigli dell’allenatore di Stan dalla panchina proprio accanto alla tribuna stampa. Nonostante l’evidente insoddisfazione manifestata da Wawrinka tra un punto e l’altro urlando, il suo gioco rimane sempre una delizia per gli occhi di chi assiste. Rovesci ad una mano piazzati sulla riga, dritto in top, piatto, drop shot, volèe… in due parole: Stanislas Wawrinka. Lo svizzero, però, non riesce a porre argini alle mine lanciate dal gigante statunitense e gli incoraggiamenti della bellissima fidanzata (“alè Stan, alè”) sono vani. Sono solo due le palle break a favore del 32enne di Lausanne nel terzo gioco, a dimostrazione del grande equilibrio del match. Il primo set si decide al tiebreak, dominato dall’americano (7-1), mentre Stan continua a dire a se stesso “I’m a stupid!”, lanciando la racchetta contro una transenna (scena già vista nella partita contro Paire).

Il secondo set comincia con un Wawrinka ancora molto nervoso, quasi irriconoscibile. Proprio lui che si è sempre contraddistinto per essere impassibile anche di fronte alle difficoltà. Scuote la testa, ma riesce comunque a tenere il primo turno di battuta, seppur a fatica, dopo uno scambio in cui si è visto di tutto: smorzata dello svizzero aiutata dalla rete, recupero di Isner, lob in risposta, John ci arriva in corsa e a Stan non resta che appoggiare una comoda volèe di rovescio. I game sono brevi anche quando è il numero 3 del mondo a servire, a causa di numerosi errori gratuiti dall’altro 32enne, quello a stelle e strisce. Il match è comunque coinvolgente, tanto che perfino il pubblico del centrale si affaccia per godere dall’alto dello spettacolo offerto dai numeri 3 e 24 del ranking. Il pubblico del Pietrangeli sostiene il campione svizzero quasi più del suo box e quando Stan alza le braccia per chiedere l’incitazione degli spettatori, lo stadio si infiamma e seguono ripetuti scrosci di applausi. Arrivano così le prime due  palle break del set sul 3-2 Wawrinka, entrambe annullate da Isner con dritto potentissimo incrociato ed ace a 220km/h, con il quale chiuderà il suo turno di battuta (3 pari). Nel game successivo prima palla break a favore dell’americano, che trasforma con una stop volley di dritto inarrivabile per Stanislas ed è 4-3. Durante il turno di battuta di Isner dei piccioni volano i campo, suscitando ilarità nel pubblico, ma nemmeno questo serve per distrarre Isner che oltre a servire bene come sempre, inizia ad inanellare una serie di risposte vincenti niente male, complice anche Wawrinka che non riesce a servire al meglio delle sue potenzialità, pur mantenendo il turno di battuta. 5-4 e ormai Stan è già sotto la doccia, mentre Isner archivia la pratica, chiudendo il match 6-4. Così John Isner raggiunge per la prima volta in carriera i quarti di finale a Roma, dopo aver battuto Ramos, Mayer ed infine Wawrinka, portandosi avanti 3-1 negli scontri diretti con lo svizzero; ad attenderlo ci sarà Marin Cilic, mentre Stan the Man farà i bagagli e tornerà ad allenarsi, sperando di rivederlo in condizioni migliori e, soprattutto, meno nervoso nel prossimo torneo.

J.M. del Potro b. [7] K. Nishikori 7-6(4) 6-3 (da Roma, Carlo Carnevale)

Delpo, Delpo” grida un nugolo di tifosi allegri in un angolo del Pietrangeli, ricolmo di pubblico, mentre agitano una bandiera argentina: l’entusiasmo è tale che tutta la folla viene coinvolta nel coro, trasformando il campo delle statue in un piccolo teatro di Davis. Juan Martin del Potro si galvanizza e supera di carattere Kei Nishikori, avversario ostico per quanto smorzato dalla terra rossa: quinto successo personale in sei confronti, con l’unica vittoria del giapponese giunta lo scorso ottobre a Basilea. L’asiatico è sostenuto dal solo coach Dante Bottini, che discute con l’incordatore quando le nuove racchette non presentano la tensione giusta. Non c’è Michael Chang. Due set gradevoli, senza scambi memorabili, con un braccio di ferro fatto di punti brevi e soluzioni rapide. Del Potro si affida ovviamente al servizio e al dritto, oggi profondissimo e pesante, mostrando netti miglioramenti con il rovescio rispetto ai primi periodi dopo l’operazione al polso. Il back difensivo lascia sempre più spesso il posto ad un top ordinato, seppur di contenimento e quasi mai definitivo. Nishikori muove bene i piedi, cerca di allungare le traiettorie per non far entrare in campo l’avversario e reagisce per due volte al break subito per trascinare il primo set al tie-break: delPo da fondo a tutto il repertorio con il dritto, spingendo a uscire per poi trovare l’allungo necessario con il minibreak del 5-4. Il sole scompare dietro gli alberi che circondano il Foro, il leggero vento che soffia è una manna: del Potro accelera appena fuori dai blocchi del secondo set per volare 4-1, ruggendo in direzione del box dell’avversario, reo di aver alzato troppo il volume. Il resto è burocrazia: l’argentino torna nei quarti a Roma dopo otto anni, da quando nel 2009 venne eliminato da Novak Djokovic. Domani ritroverà il serbo nel piatto forte di giornata, l’ultimo match sul Centrale

[8] D. Thiem vs S. Querrey 3-6 6-3 7-6(7) (Michelangelo Sottili)

Chi vince fra loro due si aggiudica il torneo: questa, almeno, è stata la conseguenza delle due precedenti sfide tra Dominic Thiem e Sam Querrey – una vittoria a testa, entrambe ad Acapulco. Pochi minuti, un doppio fallo, due gratuiti di rovescio (incomprensibile quello sulla palla break) e Thiem si ritrova a servire sotto 0-3. Complice anche la risposta austriaca, Querrey concede pochissimo in battuta e, con pochi scambi, il set scivola indolore verso l’inevitabile 6-3. La seconda partita comincia con Thiem al servizio e l’americano che segue a ruota facendosi apprezzare per diversi rovesci vincenti. Al sesto gioco, Dominic riesce finalmente a muovere i 198 cm di Querrey e a conquistarsi due palle break consecutive che Querrey annulla con altrettanti ace, ma l’austriaco fa uscire due spettacolari winner dal lato sinistro: è lo strappo decisivo che porta al terzo set. Con i due che cercano di spaccare la palla a ogni colpo, la partita è ora equilibrata ed emozionante. Al quinto gioco, dopo aver litigato con Lahyani per una late call, Querrey spara l’ennesimo rovescio ad annullare l’unica palla break del set. Nel tie-break, un gran passante di dritto regala a Querrey due match point, ma Thiem pareggia (scambio pieno di paura quello del 6-5, servizio americano), ne annulla un terzo e, quando finalmente si conquista la palla per chiudere, la sfrutta a dovere. Al prossimo turno, quella che di questi tempi potrebbe essere una finale anticipata con Rafael Nadal.

[6] M. Cilic b. [9] D. Goffin 6-3 6-4 (Matteo Orlandi)

Dopo la velocissima vittoria della Kontaveit, tocca a David Goffin e Marin Cilic accendere il pubblico della Next Gen Arena. Quattro a uno i precedenti in favore del belga, che gioca sullo stesso stadio dove lo scorso anno rifilò a Berdych la più grande umiliazione della sua carriera. Sin dai primissimi scambi si percepisce un Cilic maggiormente centrato rispetto all’avversario odierno: il break decisivo del primo parziale arriva già nel secondo gioco con il croato che recupera da 30-0 e strappa il servizio con 4 punti consecutivi. La partita è però viva e Goffin prova a rispondere nel game successivo dove approfitta di un paio di sbavature dell’avversario per salire 15-40: Cilic però si aggrappa alla prima e tiene la battuta. La sensazione è che il croato riesca a comandare con efficacia lo scambio da fondo, mentre Goffin sembra meno solido del solito soprattutto in fase di palleggio da fondo, complice forse anche un problemino alla coscia sinistra che lo porterà a chiamare un medical time out. Sul 1-3 il belga recupera da 0-40 un game fiume dove annulla 4 break point e tiene in vita il set che viene comunque incamerato da Cilic per 6-3. Nel secondo parziale, l’equilibrio si spezza sul 2-2 quando Goffin cede la battuta a 15 sparacchiando di metri l’ultimo rovescio. La partita si gioca ormai sul servizio del croato. Il pubblico, più numeroso rispetto ai giorni precedenti, prova a sostenere il belga nella prospettiva di assistere a un terzo set e Cilic alimenta le speranze con un brutto passaggio a vuoto sul 4-3, quando commette un paio di errori non forzati e getta a rete la volee del 30-40, facendo impattare il numero 10 al mondo sul 4 pari: ma non è proprio la giornata di Goffin. Nel game successivo salva due palle break prima di capitolare e mandare Cilic a servire per il match, che non fallisce e chiude tenendo la battuta a 15. Giornata no per Goffin che non ha saputo trovare le contromisure necessarie al gioco di potenza da fondo del croato che porta a casa una convincente vittoria. Dopo l’acuto su terra a Istanbul, continua il buon momento sul rosso di Cilic che ora può guardare il tabellone anche con una certa fiducia: attende infatti ai quarti il vincente di Wawrinka-Isner. Ritorna tra i primi otto a Roma a sei anni dal 2011 (sconfitta contro Nadal).

[5] M. Raonic b. [12] T. Berdych 6-3 6-2 (Emmanuel Marian)

Tutto facile per Milos Raonic, abbattutosi come un ciclone sui resti di un dimesso Tomas Berdych. Inquilino per oltre un decennio della top 10 ATP, si ha l’ormai fondato sospetto che per il giocatore ceco il tennis stia sempre più diventando un pretesto per girare il mondo insieme alla splendida moglie Ester Satorova, visti i risultati decisamente in ribasso del suo tremendo 2017. Altalenante al servizio e confuso in attacco, il buon Tomas ha subito un’esecuzione durata appena sessanta minuti, tempistica che avrebbe lasciato l’osservatore interdetto anche qualora il match si fosse disputato su erba. Raonic, serafico, è stato dominante con il temutissimo archibugio, che gli ha regalato addirittura 27 punti su 28 con la prima palla in campo, ed ha raccolto con notevole destrezza le molte opportunità che lo smarrito avversario gli ha concesso nel momento in cui si è trovato in ribattuta. Berdych ha iniziato a scricchiolare nell’ottavo gioco, quando ha concesso la prima palla break dell’incontro tirando largo un comodo dritto a sventaglio; break in effetti concesso subito dopo a causa di un esiziale doppio fallo. Preso il comando della contesa, il canadese di Podgorica ha chiuso con agio la frazione inaugurale cavalcando un devastante parziale di dodici punti a due, e nel secondo set ha banchettato sulle sciagure di un avversario con la testa ovunque tranne che in campo. Un break nel terzo e un altro nel quinto game sono stati più che sufficienti a Milos per chiudere la comoda pratica e qualificarlo ai quarti di finale, dove troverà Sascha Zverev.

Risultati:

[16] A. Zverev b. F. Fognini 6-3 6-3
[6] M. Cilic b. [9] D. Goffin 6-3 6-4
[5] M. Raonic b. [12] T. Berdych 6-3 6-2
[2] N. Djokovic b. R. Bautista Agut 6-4 6-4
J. Isner b. [3] S. Wawrinka 7-6(1) 6-4
J.M. del Potro b. [7] K. Nishikori 7-6(4) 6-3
[8] D. Thiem vs S. Querrey 3-6 6-3 7-6(7)
[4] R. Nadal b. [13] J. Sock 6-3 6-4

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C’è Holger Rune in Danimarca (e questa sera anche a Parigi)

Il giovane danese, che stasera giocherà il terzo turno del Roland Garros contro Gaston, sarà in futuro il grande rivale di Alcaraz? Nell’attesa, una digressione sul tennis danese

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Holger Rune - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Secondo Shakespeare c’è del marcio in Danimarca, o almeno c’era quando scrisse “Amleto”.

A oltre 400 anni di distanza da quei giorni possiamo dire che nel presente e soprattutto nel futuro del regno di Danimarca c’è anche il tennis grazie a un ragazzo di 19 anni che fisicamente assomiglia così tanto al protagonista di Titanic, che se non avessimo visto più volte il film saremmo inclini a credere che Jack Crawford sia riemerso incolume dai fondali dell’Atlantico.

Ci riferiamo a Holger Vitus Nodskov Rune, numero 40 della classifica mondiale che questa sera scenderà in campo a Parigi per affrontare al terzo turno Hugo Gaston.

 

Sarà Rune il giocatore in grado di lanciare il guanto della sfida a Carlos Alcaraz e a dare vita nei prossimi lustri – magari in compagnia di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti – a una saga all’altezza di quella a cui hanno dato vita Federer, Nadal, Djokovic e Murray negli ultimi 15 anni?

Ce lo auguriamo per il bene del tennis, ma per il momento a suo proposito ci sentiamo solo di dire che ci sembra un buon giocatore, dotato di notevole temperamento, che studia per diventare un campione.

E dove studia il giovane Holger? Studia nella piccola, civilissima nazione citata in apertura di articolo e abitata da sei milioni di anime, che nei secoli scorsi ha dato i natali a illustri letterati e filosofi, ma che è sempre stata parca di tennisti. 

Caroline Wozniacki – numero 1 del tennis femminile tra il 2010 e il 2012 – rappresenta la classica eccezione alla regola.

Ma cosa risponderebbe Rune a un novello Farinata degli Uberti che gli chiedesse: “chi fuor li maggiori tuoi?” o, per dirla in prosa, “chi furono i tuoi predecessori?”

Nonostante Rune non ce lo abbia chiesto ci prendiamo la libertà di rispondere in sua vece.

Holger Rune è il giocatore danese arrivato più in alto nella classifica del singolare da quando l’ATP la introdusse nel 1973.

Scorrendo a ritroso l’album di famiglia del tennis danese, subito dietro di lui ci imbattiamo in un nome che non ci suona nuovo, ovvero quello di Kenneth Carlsen (ma forse ci confondiamo con il Diavolo, al secolo Kent Carlsson) che nel giugno del 1993 sull’onda degli ottavi di finale raggiunti in Australia toccò la posizione numero 41.

Carlsen è il solo danese insieme a Rune –  a maggio vincitore a Monaco del suo primo torneo –  ad avere vinto tornei ATP e quello che sino ad oggi ne ha conquistati di più: 3.

Oltre a Rune e Carlsen gli unici tennisti danesi ad essere riusciti ad entrare tra le prime 100 posizioni mondiali in singolare sono stati Kristian Pless (65), Frederik Fetterlein (75) e un giocatore di cui parleremo in chiusura di articolo.

La Danimarca vanta però un giocatore che nella specialità del doppio nel 2012 vinse il torneo di Wimbledon, ovvero Frederick Nielsen.

Al trionfo di Frederick non poté assistere suo zio Kurt poiché era  morto l’anno precedente. E chissà quante emozioni e quanti ricordi avrebbero attraversato quel giorno il cuore di Kurt Nielsen nel vedere il nipote giocare sullo stesso campo in cui aveva disputato e perduto la finale del singolare nel 1953 e nel 1955, prima contro Vic Seixas e poi contro Tony Trabert.

Kurt Nielsen alla luce dei risultati è il tennista più forte che la Danimarca abbia mai avuto. Per restare ai quattro major, oltre alle finali di Wimbledon già citate, Nielsen arrivò una volta ai quarti dello US Open e 5 volte agli ottavi del Roland Garros.

Non disputò mai l’Australian Open e non volle mai unirsi al circuito dei professionisti.

Quasi altrettanto forte fu il mancino Jan Leschly che nel 1967 fu sconfitto da Clark Graebner nella semifinale dello US Open .

Avevamo promesso di citare in chiusura di articolo il nome del quinto danese capace di raggiungere la top 100 nell’era Open.

Fedeli alla promessa  sveliamo il suo nome: Torben Ulrich, che insieme al fratello Jorgen nei ricordi del nostro Direttore costituiva una coppia di hippy ante litteram.

Ulrich fu un campione di longevità tennistica; nel 1968 a 40 anni arrivò sino agli ottavi di finale degli US Open e a 45 suonati al numero 96 della classifica ATP.

Non è però questa la ragione per la quale lo abbiamo tenuto a guisa di dulcis in fundo, bensì perché è il padre di Lars Ulrich; Lars Ulrich è il fondatore e batterista di uno dei più importanti gruppi della scena rock mondiale degli ultimi 40 anni,  i “Metallica” e concittadino di Holger Rune: entrambi sono infatti nativi di Gentofte. 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, day 7 LIVE: In campo Giorgi-Sabalenka. Sinner vince con un ginocchio dolorante su McDonald

La diretta del sabato parigino, dedicato ai terzi turni dei tabelloni del singolare maschile e femminile: tre italiani cercano gli ottavi

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Schermo Roland Garros - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
https://twitter.com/Ubitennis/lists/tennis-news-93659

IL PROGRAMMA DI SABATO 28 MAGGIO

15.05 – SET SABALENKA – La bielorussa n.7 del mondo Sabalenka si fa bastare un break nel settimo game e chiude il primo set 6-4 su Camila Giorgi

14.46 – MATCH ZHENG – La cinese approfitta del ritiro di Cornet, arrivato dopo 9 giochi persi consecutivamente, senza riuscire a vincerne nemmeno uno

 

14.45 – MATCH MEDVEDEV – Il n.2 del mondo Daniil Medvedev supera 6-2 6-4 6-2 Filip Krajinovic

14.38 – Medvedev in vantaggio di un break anche nel terzo set, dopo aver vinto i primi due. Il russo è sopra 4-2 su Kecmanovic

14.33 – In campo Camila Giorgi contro la testa di serie n.7 Aryna Sabalenka

14.32 – SET ZHENG – La cinese Qinwen Zheng sta strapazzando la tennista di casa Cornet, vincendo il primo set 6-0

14.22 – MATCH RUBLEV – Con un po’ di fortuna e tantissimo coraggio, Andrey Rublev vince il tie-break del quarto set per 13 punti a 11, annullando cinque set point (lasciando poco rammarico a Criastian Garin), prima di arrivare lui a match point e chiudere alla seconda chance

14.10 – Riparte il programma femminile con due match in corso: Shelby Rogers è sotto 1-4 contro Daria Kasatkina, mentre Qinwen Zheng è sopra 2-0 su Alize Cornet

14.05 – Tie-break time tra Rublev e Garin nel quarto parziale

14.04 – SET MEDVEDEV – Il n.2 del mondo prosegue il suo cammino agevole nel match. Medvedev sale due set a zero, vincendo 6-4 su Kecmanovic

13.59 – MATCH SINNER – Buone prime e solidità da fondo permettono a Jannik Sinner di mantenere il servizio per un’ultima volta, e battere 6-3 7-6(6) 6-4 lo statunitense Mckenzie McDonald. Per il 3° anno consecutivo, l’italiano raggiunge gli ottavi di finale al Roland Garros

13.55 – Nel quarto set tra Rublev e Garin, il punteggio è di 5 pari. Il russo conduce due set a uno; Sinner intanto serve per chiudere il match

13.49 – Dopo il break, si prosegue seguendo il servizio nel match di Sinner, con l’italiano ora a servire per salire 5-2

13.41 – MATCH SWIATEK – La n.1 de mondo Iga Swiatek vince la 17esima partita al Roland Garros (su 19 disputate), la 31esima consecutiva in questa stagione, superando 6-3 7-5 la montenegrina Danka Kovinic

13.40 – SET MEDVEDEV – Il russo Daniil Medvedev chiude il primo set sul serbo Kecmanovic 6-2, e si porta avanti di un break, 2-1 e servizio, anche nel secondo

13.35 – Agevolmente Sinner mantiene la battuta e sale 3-0

13.30 – Grande risposta di Sinner e Jannik sale 2-0 e servizio nel terzo set.

13.21 – Ha iniziato Medvedev sul Lenglen: 4-2 avanti con Kecmanovic. Garin avanti di un break (2-0) al quarto con Rublev. Swiatek è 4-3 e servizio nel secondo set dopo aver vinto il primo contro Kovinic.

13.18 – SET SINNER – Grande Jannik Sinner che in un tie-break a fasi alterne ma condotto sin dall’inizio chiude 8-6 dopo un’ora e mezza di secondo parziale: sale due set a zero contro Mackenzie McDonald. Jannik era 5-2 0-40.

13.10 – SET RUBLEV – Rublev fa suo il terzo set: 6-2 contro Garin. Un momento di spavento: il russo ha scagliato per rabbia in precedenza una pallina contro la sedia e per poco non colpiva un raccattapalle.

13.06 – Sinner e McDonald sono al tie-break del secondo set; Jannik ha salvato in totale undici set point per il suo avversario e si è trovato a far fronte a un fastidio al ginocchio sinistro

12.52 – Fisioterapista ora da Sinner. Ma non c’è medical time-out. Sul centrale, Swiatek-Kovinic 6-3. Rublev-Garin 2-2 nel terzo set

12.50 – Un game fiume di 26 punti porta Sinner al controbreak! L’azzurro sembra stare meglio, ha annullato in tutto dieci set point a McDonald tra questo game e quello precedente e alla fine è riuscito a rientrare nel set. Servirà dopo il cambio campo sul 5-4. Grande cuore per Jannik, decisamente troppo indeciso al momento di chiudere l’americano.

12.40 – SET GARIN – Un set pari sul campo 14, Garin vince il secondo contro Rublev 6-3

12.39 – MATCH BEGU – Non c’è stata storia sul Lenglen, Begu ha battuto 6-1 6-4 la francese Jeanjean che termina la sua corsa

12.35 – Sinner tiene la battuta da 0-40 salvando cinque set point; McDonald servirà per il secondo set sul 5-3

12.29 – Il gioco riprende ma sono evidenti i problemi per Sinner che verso destra fatica a muoversi

12.27 – Fisioterapista da Jannik Sinner. Problema al ginocchio sinistro: è entrato in campo con una fasciatura, probabile problema al tendine rotuleo.

12.26 – Rublev serve indietro 4-3 nel primo set con Garin; Begu è 6-1 5-3 con Jeanjean; ha iniziato Iga Swiatek sul centrale contro Danka Kovinic rubando subito il servizio

12.25 – Ha avuto palle break Sinner, ma non le ha sfruttate e poi ha ceduto il servizio. 4-2 McDonald nel secondo set

12.07 – Sinner e McDonald sono sul 2-2 nel primo set. Begu senza problemi: 6-1 4-1 contro Jeanjean

11.52 – SET RUBLEV – Primo set Rublev contro Garin: 6-4

11.46 – Sinner chiude il primo parziale con l’81% di punti vinti con la prima di servizio. Sugli altri campi: Rublev serve per il primo set, 5-4 contro Garin. Begu è 6-1 1-0 e servizio sul Lenglen contro la francese Jeanjean.

11.46 – SET SINNER – Sinner si prende il primo set: 6-3

11.41 – Sinner salva palla del contro-break e tiene il servizio, poi fa altrettanto McDonald. Ora l’azzurro serve per il primo set

11.31 – McDonald segue a rete la seconda, Sinner trova la risposta vincente col rovescio: break per l’azzurro, che sale 4-2 e servizio nel primo set.

11.27 – Si continua seguendo i servizi; 3-2 Sinner, serve l’americano.

11.15 – Sono partiti Sinner-McDonald. 1-1 nel primo set

11.05 – Sono in campo Sinner e McDonald per il riscaldamento sul Simonne Mathieu. Intanto, il programma del Lenglen si apre con Begu-Jeanjean.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

10.45 – Buongiorno amici di Ubitennis, e benvenuti alla diretta scritta del Roland Garros nel giorno di sabato 28 maggio 2022. Oggi termineranno i terzi turni dei tabelloni maschile e femminile e sarà una giornata di passione per il tennis italiano con Jannik Sinner subito in campo alle 11 contro Mackenzie McDonald sul Simonne Mathieu. A seguire, sullo stesso campo, Camila Giorgi sfida Aryna Sabalenka. Nel pomeriggio, sul Court 14, Lorenzo Sonego prova a mettere i bastoni tra le ruote di Casper Ruud.

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ATP

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Novak Djokovic - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Novak Djokovic non spreca energie per passare alla seconda settimana del Roland Garros 2022: la vittoria in tre set contro Aljaz Bedene è facile e così in conferenza stampa, più che della partita in sé, si è parlato di argomenti collaterali (come anche il capitolo Boris Becker, che riportiamo a parte). Ecco cosa ha detto Nole Djokovic.

D: Sei passato ancora una volta agli ottavi. Cosa pensi del tuo prossimo avversario, Diego Schwartzman?

Djokovic: “Si tratta di uno dei giocatori più rapidi che abbiamo sul circuito, e i suoi migliori risultati in carriera sono arrivati sulla terra; quindi, senza dubbio è un avversario tosto. Lo conosco bene. Abbiamo giocato contro diverse ottime partite su superfici diverse. Quando giochi contro di lui devi sempre aspettarti che la pallina torni indietro. Sono pronto per una battaglia molto fisica. Non ho speso molto tempo fin qui in campo. E sto colpendo la palla molto bene, quindi non vedo l’ora di giocare”.

 

D: Arsene Wenger stava guardando la tua partita oggi, non so se lo sai, così come Zidane e Woody Harrelson. Hai avuto la possibilità di parlare con qualcuno di loro? Cosa pensi del fatto che queste persone vengono a vederti?

Djokovic: “Ho visto Arsene e Seedorf. E’ un onore che queste leggende del calcio vengano a guardare le mie partite. La maggior parte di noi giocatori di tennis è tifoso di calcio, guardiamo i club, le nazionali, tutte le competizioni. Quindi è un bel feeling vedere gente del loro livello e del loro palmares venire al campo. Ti dà ulteriori motivazioni. Ho visto Arsene a inizio match oggi. Questo ha avuto un buon impatto su di me, avevo ancor più motivazioni nel fare bene”.

D: Una domanda su Bedene. Ha iniziato con la Slovenia, poi ha rappresentato la Gran Bretagna, ma ha avuto problemi nel cambio di nazionalità e dunque è tornato indietro. Sono curioso di sapere come la pensi tu su queste regole.

Djokovic: “Non so bene i dettagli della sua vicenda, ma è una buona domanda. Non ho una chiara opinione in merito, perché da un lato mi piace vedere un giocatore rimanere della sua nazionalità, ma dall’altro non mi sento di giudicare se qualcuno vuole cambiare nazionalità, perché ci sono un sacco di motivi per cui uno lo può fare. Non si tratta solo di soldi, a volte ci sono ragioni familiari o di vita. Quindi, se un giocatore decide di cambiare paese, può avere le sue ragioni per farlo e dovrebbe avere la possibilità di riuscirci. Ora, parlando di questa regola, non sono sicuro di come funzioni nei dettagli; quindi, non so dire se è troppo severa o no. So che se giochi la Davis Cup o la Fed Cup per un paese allora è più difficile cambiare, ci vuole più tempo. Difficile per me dire ora cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Io mi sono trovato in una situazione simile quando avevo 14 anni. C’è stato un dialogo con la Gran Bretagna ma insieme ai miei genitori ho deciso di stare in Serbia e sono felice che abbiamo preso questa decisione. Ma ci sono molti giocatori in tutto il mondo che cercano migliori opportunità e non posso giudicarli. Tutti cercano di ottenere le migliori condizioni possibili per sé stessi e la famiglia”.

D: I rifugiati che erano nel centro di detenzione con te a Melbourne sono stati tutti rilasciati nelle ultime settimane. Mi chiedo cosa pensi di questo e se pensi che la tua esperienza abbia a che fare qualcosa con questo. E inoltre in Australia abbiamo un nuovo governo. Secondo te questo avrà qualche effetto sul tuo ritorno a Melbourne nel 2023?

Djokovic: “Tutti i rifugiati hanno lasciato il centro?”

D: “A quanto mi risulta sì”

Djokovic: “Se questo è vero sono ovviamente molto felice, perché so quanto le condizioni fossero difficili per loro. Particolarmente per coloro che erano lì da nove anni. Sono rimasto lì per una settimana, e non posso immaginare cosa voglia dire starci per nove anni. Non hanno fatto nulla di sbagliato, cercavano asilo e basta. Questo è qualcosa che non ho mai capito, ma se ho portato un po’ di attenzione sulla questione in un modo positivo per loro ne sono molto felice. Ho visto una foto di Ali, un ragazzo con cui parlavo, so che è andato negli Stati Uniti. Sono molto felice di sapere che è vivo e libero. A volte sottovalutiamo la libertà. Finchè non vivi una situazione così, non sai quanto sia importante. Per quanto riguarda il governo australiano, sì, ho sentito la news, ma non so dire se il mio visto sarà restituito e se sarò autorizzato ad entrare in Australia. Mi piacerebbe. Vorrei andarci e giocare l’Australian Open. Non porto rancore. E’ successo quel che è successo. Se avessi l’opportunità di tornare in Australia per giocare in un posto dove ho ottenuto i miei migliori risultati, sarei felice di farlo”.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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