ATP Madrid: Nadal da 30 e lode, Thiem KO

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ATP Madrid: Nadal da 30 e lode, Thiem KO

MADRID – Il maiorchino conquista il suo 30° titolo Masters 1000 davanti al suo pubblico. L’austriaco manca due set point nel tie-break del primo set e 4 palle break nel game finale che avrebbero riaperto il match

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da Madrid, il nostro inviato

 

[4] R. Nadal b. [8] D. Thiem 7-6(8) 6-4

Al termine di una finale che ha regalato emozioni e spettacolo, tra ribaltamenti continui di punteggio e meravigliosi punti vincenti, Rafa Nadal conquista il suo trentesimo Masters 1000, eguagliando così il primato detenuto sino ad oggi in solitario da Djokovic. Il primatista della Race 2017 porta a 15 la striscia stagionale di vittorie consecutive sulla terra, dove quest’anno nessuno lo ha mai sconfitto. Davvero impressionate lo stato di forma di Rafa: mostra, oltre che una profondità di colpi con entrambi i fondamentali che non vedevamo da almeno tre anni con questa continuità, anche una fiducia nei suoi mezzi tale da consentirgli di rischiare con successo nei momenti delicati del match: è davvero tornato il più forte giocatore della storia sulla terra battuta ed è una bruttissima notizia per tutti i suoi rivali. Anche oggi, per vincere, il maiorchino ha dovuto giocare un gran tennis, perché Dominic Thiem ha mostrato, per la prima volta in un palcoscenico così importante, tutte le caratteristiche tecniche e mentali che solo chi ha le stimmate del futuro campione possiede. L’austriaco esce dal campo a testa alta e con un pizzico di rimpianto per i due set point sciupati nel corso del primo set e le cinque palle break non convertite nel secondo parziale, ma risulta probabilmente solo rimandato il suo tentativo di essere il primo tennista nato dopo il 1988 (anno in cui sono nati del Potro e Cilic) a conquistare un Grande Slam o un Masters 1000: sarà tra i protagonisti più attesi da domani a Roma.

Si affrontavano due giocatori arrivati in finale con percorsi analoghi: Rafa aveva sofferto solo nel suo esordio contro Fognini, durato 2 ore e 57 minuti, uno dei due giocatori, assieme ad Edmund a Montecarlo, a togliergli un set nelle sue quattordici partite sin qui disputate sulla terra nel 2017, per poi avere la meglio su avversari di altissimo livello come Kyrgios e due top ten, Goffin e Djokovic. Thiem era invece stato ben cinque volte ad un punto dall’eliminazione del torneo contro Dimitrov negli ottavi, ma, sia nel secondo turno contro Donaldson, che dai quarti in poi contro Coric e Cuevas, non aveva mai lasciato più di 4 giochi a parziale ai suoi avversari, sebbene essi fossero indubbiamente di un ranking inferiore rispetto a quelli eliminati dallo spagnolo. Il precedente di appena 20 giorni fa, la finale di Barcellona in cui Nadal aveva lasciato appena quattro giochi all’austriaco, sembrava molto rassicurante per il maiorchino: le speranze del 9 del mondo, che aveva perso altre due volte, sempre sulla terra, contro lo spagnolo, si basavano sul ricordo del rosso di Buenos Aires 2016, quando annullò un match point a Rafa per poi sconfiggerlo

Ieri, nella conferenza stampa seguita alla sua vittoria su Djokovic, Rafa aveva ricordato il valore e la pericolosità del suo avversario, sottolineando come Thiem fosse attualmente terzo nella Race 2017 e che sulla terra rossa, dove aveva conquistato il titolo dell’ATP 500 di Rio, quest’anno avesse un ottimo bilancio di 14 vittorie ed appena 2 sconfitte (oltre che con Nadal a Barcellona, Dominic aveva perso a Monte Carlo da Goffin). Era invece molto diversa l’esperienza con la quale i due contendenti affrontavano partite così importanti in scenari di questo livello: Rafa era alla sua ottava finale al Mutua Madrid Open e quarantacinquesima in assoluto nei Masters 1000; l’austriaco, invece, sino a ieri non aveva giocato neanche una semifinale in un torneo di questa categoria. Dominic poteva magari contare sull’entusiasmo conferito dall’arrivare a questi livelli per la prima volta, ma certamente non lo aiutava aver avuto sei ore di riposo in meno rispetto al beniamino di casa, avendo terminato la sua semifinale ieri intorno alla mezzanotte.

Un sole ancora caldo accoglie, poco dopo le 18, l’ingresso in campo dei protagonisti della nona finale che si disputa nell’impianto della Caja Magica, in un Manolo Santana pieno di gente carica di entusiasmo per il suo campione, ma che sarà, come del resto in tutta la settimana, sempre corretta nel corso della partita. Tra le tribune, le telecamere incamerano l’ex pallone d’oro brasiliano Ronaldo: a differenza di quanto accaduto con l’omonimo Cr7 ieri, ci sono solo applausi per lui.

Dopo due giochi di studio, sul 40-30 e servizio Nadal, si vede il primo bel punto dell’incontro, che dà prima svolta della partita: Thiem si difende bene sullo smash di Nadal e riesce a fare suo il punto. L’austriaco prende fiducia, si scioglie e sfrutta l’aiuto di Rafa, che gli regala palla break mandando in rete un rovescio, convertito con una bella volée di rovescio dopo essersi costruito il punto con coraggio. Il pubblico del Santana capisce il momento difficile del suo campione e fa partire ancora più forte il sostegno per il maiorchino, che nel sesto gioco, alza livello del suo gioco, costringendo in due occasioni Thiem a forzare, dopo suoi grandi recuperi: Rafa ottiene due palle break e se la prima l’austriaco è bravo ad annullarla con un dritto lungolinea, sulla seconda sbaglia una facile volée di rovescio: dopo mezz’ora esatta di gioco, è 3 pari. Rafa è in gran forma e ributta sempre la pallina dall’altra parte, ma Thiem è bravo a cavarsi dagli impacci con un ottimo rendimento della prima. Ma nel decimo gioco, tre banali errori dell’austriaco (due col dritto ed uno con la volée) mandano sullo 0-40 Nadal: qui Dominic dimostra come stia maturando ad altissimi livelli, mantenendo la calma e continuando a spingere sull’acceleratore: prima fa sbagliare Nadal col rovescio in back, poi trova due vincenti col dritto, prima di portarsi sul 5 pari con due servizi vincenti. Si va dunque al tie-break, epilogo giusto di un primo set equilibrato e ben giocato, nel quale Nadal aveva sino a quel momento conquistato 40 punti contro i 38 di Thiem.

Il gioco decisivo è meraviglioso: 16 minuti di continui ribaltamenti di punteggio, con entrambi i giocatori che danno fondo alle loro capacità per portarlo a casa, regalando punti spettacolari e tantissime emozioni. Il primo ad allungare sul 4-2, grazie ad uno splendido recupero su smash di Thiem, è il campione di Manacor. Il 9 del mondo, però, ancora col dritto, recupera e, sfruttando errori col rovescio del maiorchino, si porta sul 6-5, dopo 71 minuti di partita, conquistando  il suo primo set point, che non converte mandando un rovescio in rete. Rafa tira fuori dal cilindro un missile col rovescio incrociato e passa sul 7-6, ma, nuovamente Thiem conferma di essere il terzo giocatore nella ATP Race non per caso e, prima lo annulla con un gran dritto vincente, poi conquista la sua seconda palla per il set, sull’ 8-7 con una gran volée di rovescio. Nadal mostra in questo momento il suo stato di fiducia nel suo tennis e si riporta in parità con un dritto lungolinea vincente e, dopo aver raccolto una brutta stecca di dritto di Thiem, converte il suo quinto set point, con l’austriaco che butta lungo nuovamente col suo miglior fondamentale, dopo 78 minuti, ben 23 minuti dopo i primi avuti nel decimo gioco.

Il secondo set si apre subito con un gioco importante, che si rivelerà decisivo per le sorti del parziale e del match: Thiem forse ripensa alle occasioni avute e non sfruttate sino a quel momento, mentre Nadal mette in campo tutta la sua esperienza in partite di questa importanza, spingendo sin dai primi punti. L’austriaco manda fuori due dritti e in un attimo si è sul 30-40. Dopo uno scambio infinito, Dominic non ne ha più e sparacchia lungo un dritto, mandando lo spagnolo sull’1-0 e servizio: sarà l’unico break del parziale. Le emozioni tuttavia non cessano qui, anzi. Nel game successivo, durato 11 minuti e 14 punti, l’austriaco fa capire che non è uscito mentalmente dalla partita e, con un gran dritto anomalo lungolinea conquista una nuova palla break: in questo frangente non è fortunato perché la sua risposta termina sul nastro, accomodandola per Rafa che chiude facilmente. I due giocatori mantengono per due volte ciascuna il servizio a 0, portando il punteggio sul 4-2 e si arriva sul 5-3 per Nadal senza situazioni particolari di punteggio da riportare. Nel nono gioco serve Thiem e Rafa ha fretta di chiudere una partita difficile: alza ancor di più la velocità di crociera e con due spettacolari dritti lungolinea giunge sul 15-40, guadagnando due match-point. L’austriaco mostra la sua tempra di guerriero e li annulla: nel primo si aiuta col nastro che devia nella propria meta campo la risposta di Rafa, sul secondo, Dominic è bravo e coraggioso ad attaccare, costringendo in corridoio il passante di rovescio lungolinea.

A questo punto il 9 ATP manda Nadal ad avere la pressione di dover servire per chiudere il match, portando a casa il game con due grandi dritti. L’austriaco ne ha ancora: pressa con palle forti e profonde il maiorchino che va in difficoltà: sul 15-40 l’allievo di Gunther Bresnik (assente questa settimana nel suo box) ha due palle per allungare il match. Rafa le annulla prima con un ace (il terzo della sua partita) e poi, scatenando la folla, con un coraggiosissimo e splendido dritto lungolinea. Il nove volte campione del Roland Garros si rilassa un secondo e commette il quarto doppio fallo del suo incontro, regalando a Thiem la terza palla del 5 pari, annullata nuovamente con un dritto in contropiede. Sembra finita quando Rafa, con un nuovo ace guadagna il suo terzo match point, ma Thiem gioca ormai a braccio sciolto e con un bellissimo dritto lungolinea lo annulla. Rafa deve tirar fuori una palla corta che manda alle corde Thiem.

Questo punto manda in visibilio il Manolo Santana, che si alza in piedi in estasi per applaudire lo spettacolo a cui sta assistendo. Dopo 2 ore e 17 minuti di una bellissima finale, arriva finalmente il momento per Nadal di potersi lasciare andare ai festeggiamenti col suo pubblico, conquistando per la quinta volta in carriera il Masters 1000 di Madrid: il maiorchino spinge da fondocampo, attacca sul rovescio di team e raccoglie con una stop volley di rovescio il successo, che lo incorona come assoluto favorito degli Internazionali e, soprattutto, del Roland Garros alle porte.

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ATP Nur-Sultan, Lorenzo Musetti vince all’esordio

Seppur non giocando benissimo, il 19enne italiano la spunta in tre set contro Polmans mostrando solidità mentale nei momenti decisivi

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Lorenzo Musetti - US Open 2021 (Rhea Nall/USTA)

Vittoria convincente di Lorenzo Musetti all’esordio nel torneo ATP 250 indoor di Nur-Sultan, contro un avversario non estremamente ostico ma che lo ha messo in difficoltà quel tanto che bastava per stimolare la sua grinta e il suo agonismo. Il giovane tennista italiano contro Marc Polmans ha risposto con una prestazione non brillantissima sotto il punto di vista del tennis espresso ma senza troppe sbavature, e soprattutto nella quale ha mantenuto il controllo del gioco nei momenti chiave, vincendo 6-4 2-6 6-4. Ciò non può che essere valutato positivamente dopo il periodo negativo passato in nord-America, con i primi segnali di uscita dal tunnel si erano già visti a New York. Oggi l’aspetto di maggior rilievo è quello mentale: la reazione che c’è stata a cavallo tra secondo e terzo set infatti la si può avere solo trovando convinzione in sé stessi e a quanto pare Musetti ha riacquisito la voglia di lottare in campo.

IL MATCH – Il qualificato Marc Polmans dispone di un gioco solido nel palleggio, con le traiettorie dei colpi alte e in sicurezza (infatti raramente è incappato in errori gratuiti), e cerca spesso di mischiare le carte con smorzate di dritto e incursioni a rete. Musetti si è adattato presto a questo stile ed è stato sempre avanti nel primo set: dopo un break iniziale che non è riuscito a confermare, lo slancio decisivo è arrivato sul 2-2. Al frizzante australiano non sono mancante chance per rifarsi sotto (aiutato anche da qualche distrazione di Musetti che ha concesso palle break in quattro game differenti) ma l’italiano nei momenti topici ha sempre messo la concretezza al primo posto, vincendo il primo set 6-4 dopo 50 minuti di gioco.

Nel secondo set i demoni tornano a far visita a Musetti e quest’ultimo, dopo un vantaggio iniziale di un break, perde inspiegabilmente incisività con i colpi ridando vigore a Polmans. L’australiano n. 165 del mondo accetta volentieri il regalo e sfrutta al massimo il momento fiacco del suo avversario – calo più mentale che fisico – vincendo cinque game consecutivi (di cui tre break), chiudendo il set 6-2. L’entusiasmo di Polmans trova la sua massima espressione nel parziale decisivo nel quale l’australiano cerca la rete appena possibile facendo affidamento su un’abilità di polso non indifferente. Musetti però disegna bene il campo, e grazie a rapidità di gambe e a colpi precisi trova le contromisure necessarie che gli permettono di stare avanti. Anche la prima di servizio inizia a dargli una grossa mano e il match che fino a quel momento era rimasto su un livello gradevole, regala dei faccia a faccia ravvicinati ancora più entusiasmanti.

 

Alla fine un break nel terzo game si rivela fatale e Lorenzo chiude 6-4 2-6 6-4 dopo 2 ore e 19 minuti di gioco. Con l’uscita di scena inattesa di Andreas Seppi al primo turno, resta dunque Musetti l’unico italiano rimasto in gara nella capitale kazaka e ora al secondo turno per il n. 57 del mondo ci sarà il serbo Laslo Djere, n. 49.

Il tabellone aggiornato di Nur-Sultan

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ATP Winston-Salem: Ilya Ivashka vince il primo titolo in carriera

Il bielorusso demolisce in meno di un’ora lo svedese Mikael Ymer, concedendo solo due giochi. Sesto giocatore fuori dalla top 50 a vincere un titolo nel 2021

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Ilya Ivashka - ATP Winston-Salem 2021 (via Twitter, @WSOpen)

L’atto finale del Winston-Salem Open si è rivelato un incontro a senso unico con il bielorusso Ilya Ivashka, numero 63 ATP, che ha coronato la sua settimana d’oro sconfiggendo in 56 minuti lo svedese Mikael Ymer, numero 90 ATP, con il punteggio di 6-0 6-2.

Nella strada verso il primo titolo in carriera, alla prima finale, il bielorusso ha eliminato tre teste di serie: CIlic (match in cui è stato a due punti dalla sconfitta), Struff e soprattutto il numero 1 del tabellone Carreno Busta, concedendo solo un set in tutto il torneo. Ivashka è diventato l’ottavo giocatore a conquistare il suo primo titolo in questo 2021 e il sesto fuori dalla top 50 a sollevare un trofeo quest’anno.

I numeri del match spiegano chiaramente il dominio del bielorusso: 100% di punti vinti con la prima di servizio, nessun punto concesso sul suo servizio nel primo set a Ymer e solo due punti nell’intero match. Ymer non è stato in grado di gestire il servizio del bielorusso e spesso è stato portato all’errore dai colpi profondi di Ivashka.

 

Ivashka con questo successo lunedì raggiungerà il suo best ranking al numero 53. “Questa settimana ho avuto tutto” ha affermato Ivashka durante la cerimonia di premiazione. “Nel secondo turno sono stato a due punti dalla sconfitta e ora sono qui. È incredibile quante cose cambiano in un match”. Ivashka ha riportato la Bielorussia al successo quasi vent’anni dopo il titolo vinto da Max Mirnyi a Rotterdam, nel 2003. “Sono cresciuto guardando Max giocare, era un idolo per noi” ha affermato Ilya. “Volevo un successo sin da bambino. Non molte persone in Bielorussia hanno vinto un titolo ATP, è una grandissima sensazione”. Per Ivashka adesso l’attenzione si sposta sullo US Open, dove martedì lo attende la sfida con lo statunitense Sandgren.

Per Ymer, nonostante la sconfitta, rimane la gioia per la prima finale a livello ATP in carriera – ottenuta battendo in semifinale Alcaraz – e la risalita in classifica al numero 72, non lontano dal suo best ranking al numero 67 raggiunto a marzo 2020. Anche lo svedese volerà a New York, dove al primo turno lo attende la sfida non proibitiva contro lo statunitense Brooksby.

A cura di Giuseppe Di Paola

Il tabellone completo di Winston-Salem

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ATP Winston-Salem, Ymer mette ko Alcaraz: è finale contro Ivashka

Lo svedese e il bielorusso si sfideranno nell’ultimo atto prima dello US Open per sollevare il loro primo titolo ATP

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Mikael Ymer - Winston-Salem 2021 (via Twitter, @atptour)

Correva l’anno 2011 quando Robin Soderling si aggiudicò lo Swedish Open di Bastad sconfiggendo in finale David Ferrer. Allora nessuno lo avrebbe detto, ma quella è rimasta l’ultima finale di un giocatore svedese sul circuito ATP per un decennio. Un periodo di tempo incredibile, se si pensa alla tradizione tennistica del paese scandinavo. A porre fine al digiuno è stato Mikael Ymer, 22enne di belle speranze che pian piano si sta costruendo un tennis solido. Giocherà la finale di Winston-Salem, dopo aver superato un po’ a sorpresa in semifinale Carlos Alcaraz, la giovane stella spagnola: 7-5 6-3 il risultato finale, con lo svedese che ha ribaltato la partita mettendo a segno una striscia di sette giochi consecutivi quando è passato da 3-5 sotto nel primo set a 7-5 3-0 nel secondo. L’ho un po’ sfinito allungando gli scambi – ha detto Ymer quando gli hanno chiesto quale è stata la chiave della vittoria –. Con il tipo di gioco che lui ha e con gli strumenti che io ho a disposizione, era l’unica opzione. Ha funzionato”.

Quella di Winston-Salem sarà una finale tra due giocatori che cercano il loro primo titolo in carriera, perché lo sfidante di Ymer sarà Ilya Ivashka, altro tennista proveniente da una nazione – la Bielorussia – che negli ultimi anni ha raccolto ben poco sul circuito maschile: l’ultimo a sollevare un trofeo è stato Max Mirnyi a Rotterdam 2003. Ivashka ha avuto la meglio sul finlandese Emil Ruusuvuori con un netto 6-2 6-1, confermando di trovarsi bene sul cemento e di poter essere una mina vagante ai prossimi US Open. “Mi sento bene, questa settimana sto giocando il miglior tennis. Vediamo cosa succederà in finale – ha detto Ivahska dopo la vittoria -. Vincere un titolo ATP è sempre stato un mio sogno”. Appuntamento stasera, alle ore 23 italiane.

 

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