ATP Madrid: Nadal da 30 e lode, Thiem KO

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ATP Madrid: Nadal da 30 e lode, Thiem KO

MADRID – Il maiorchino conquista il suo 30° titolo Masters 1000 davanti al suo pubblico. L’austriaco manca due set point nel tie-break del primo set e 4 palle break nel game finale che avrebbero riaperto il match

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da Madrid, il nostro inviato

 

[4] R. Nadal b. [8] D. Thiem 7-6(8) 6-4

Al termine di una finale che ha regalato emozioni e spettacolo, tra ribaltamenti continui di punteggio e meravigliosi punti vincenti, Rafa Nadal conquista il suo trentesimo Masters 1000, eguagliando così il primato detenuto sino ad oggi in solitario da Djokovic. Il primatista della Race 2017 porta a 15 la striscia stagionale di vittorie consecutive sulla terra, dove quest’anno nessuno lo ha mai sconfitto. Davvero impressionate lo stato di forma di Rafa: mostra, oltre che una profondità di colpi con entrambi i fondamentali che non vedevamo da almeno tre anni con questa continuità, anche una fiducia nei suoi mezzi tale da consentirgli di rischiare con successo nei momenti delicati del match: è davvero tornato il più forte giocatore della storia sulla terra battuta ed è una bruttissima notizia per tutti i suoi rivali. Anche oggi, per vincere, il maiorchino ha dovuto giocare un gran tennis, perché Dominic Thiem ha mostrato, per la prima volta in un palcoscenico così importante, tutte le caratteristiche tecniche e mentali che solo chi ha le stimmate del futuro campione possiede. L’austriaco esce dal campo a testa alta e con un pizzico di rimpianto per i due set point sciupati nel corso del primo set e le cinque palle break non convertite nel secondo parziale, ma risulta probabilmente solo rimandato il suo tentativo di essere il primo tennista nato dopo il 1988 (anno in cui sono nati del Potro e Cilic) a conquistare un Grande Slam o un Masters 1000: sarà tra i protagonisti più attesi da domani a Roma.

Si affrontavano due giocatori arrivati in finale con percorsi analoghi: Rafa aveva sofferto solo nel suo esordio contro Fognini, durato 2 ore e 57 minuti, uno dei due giocatori, assieme ad Edmund a Montecarlo, a togliergli un set nelle sue quattordici partite sin qui disputate sulla terra nel 2017, per poi avere la meglio su avversari di altissimo livello come Kyrgios e due top ten, Goffin e Djokovic. Thiem era invece stato ben cinque volte ad un punto dall’eliminazione del torneo contro Dimitrov negli ottavi, ma, sia nel secondo turno contro Donaldson, che dai quarti in poi contro Coric e Cuevas, non aveva mai lasciato più di 4 giochi a parziale ai suoi avversari, sebbene essi fossero indubbiamente di un ranking inferiore rispetto a quelli eliminati dallo spagnolo. Il precedente di appena 20 giorni fa, la finale di Barcellona in cui Nadal aveva lasciato appena quattro giochi all’austriaco, sembrava molto rassicurante per il maiorchino: le speranze del 9 del mondo, che aveva perso altre due volte, sempre sulla terra, contro lo spagnolo, si basavano sul ricordo del rosso di Buenos Aires 2016, quando annullò un match point a Rafa per poi sconfiggerlo

Ieri, nella conferenza stampa seguita alla sua vittoria su Djokovic, Rafa aveva ricordato il valore e la pericolosità del suo avversario, sottolineando come Thiem fosse attualmente terzo nella Race 2017 e che sulla terra rossa, dove aveva conquistato il titolo dell’ATP 500 di Rio, quest’anno avesse un ottimo bilancio di 14 vittorie ed appena 2 sconfitte (oltre che con Nadal a Barcellona, Dominic aveva perso a Monte Carlo da Goffin). Era invece molto diversa l’esperienza con la quale i due contendenti affrontavano partite così importanti in scenari di questo livello: Rafa era alla sua ottava finale al Mutua Madrid Open e quarantacinquesima in assoluto nei Masters 1000; l’austriaco, invece, sino a ieri non aveva giocato neanche una semifinale in un torneo di questa categoria. Dominic poteva magari contare sull’entusiasmo conferito dall’arrivare a questi livelli per la prima volta, ma certamente non lo aiutava aver avuto sei ore di riposo in meno rispetto al beniamino di casa, avendo terminato la sua semifinale ieri intorno alla mezzanotte.

Un sole ancora caldo accoglie, poco dopo le 18, l’ingresso in campo dei protagonisti della nona finale che si disputa nell’impianto della Caja Magica, in un Manolo Santana pieno di gente carica di entusiasmo per il suo campione, ma che sarà, come del resto in tutta la settimana, sempre corretta nel corso della partita. Tra le tribune, le telecamere incamerano l’ex pallone d’oro brasiliano Ronaldo: a differenza di quanto accaduto con l’omonimo Cr7 ieri, ci sono solo applausi per lui.

Dopo due giochi di studio, sul 40-30 e servizio Nadal, si vede il primo bel punto dell’incontro, che dà prima svolta della partita: Thiem si difende bene sullo smash di Nadal e riesce a fare suo il punto. L’austriaco prende fiducia, si scioglie e sfrutta l’aiuto di Rafa, che gli regala palla break mandando in rete un rovescio, convertito con una bella volée di rovescio dopo essersi costruito il punto con coraggio. Il pubblico del Santana capisce il momento difficile del suo campione e fa partire ancora più forte il sostegno per il maiorchino, che nel sesto gioco, alza livello del suo gioco, costringendo in due occasioni Thiem a forzare, dopo suoi grandi recuperi: Rafa ottiene due palle break e se la prima l’austriaco è bravo ad annullarla con un dritto lungolinea, sulla seconda sbaglia una facile volée di rovescio: dopo mezz’ora esatta di gioco, è 3 pari. Rafa è in gran forma e ributta sempre la pallina dall’altra parte, ma Thiem è bravo a cavarsi dagli impacci con un ottimo rendimento della prima. Ma nel decimo gioco, tre banali errori dell’austriaco (due col dritto ed uno con la volée) mandano sullo 0-40 Nadal: qui Dominic dimostra come stia maturando ad altissimi livelli, mantenendo la calma e continuando a spingere sull’acceleratore: prima fa sbagliare Nadal col rovescio in back, poi trova due vincenti col dritto, prima di portarsi sul 5 pari con due servizi vincenti. Si va dunque al tie-break, epilogo giusto di un primo set equilibrato e ben giocato, nel quale Nadal aveva sino a quel momento conquistato 40 punti contro i 38 di Thiem.

Il gioco decisivo è meraviglioso: 16 minuti di continui ribaltamenti di punteggio, con entrambi i giocatori che danno fondo alle loro capacità per portarlo a casa, regalando punti spettacolari e tantissime emozioni. Il primo ad allungare sul 4-2, grazie ad uno splendido recupero su smash di Thiem, è il campione di Manacor. Il 9 del mondo, però, ancora col dritto, recupera e, sfruttando errori col rovescio del maiorchino, si porta sul 6-5, dopo 71 minuti di partita, conquistando  il suo primo set point, che non converte mandando un rovescio in rete. Rafa tira fuori dal cilindro un missile col rovescio incrociato e passa sul 7-6, ma, nuovamente Thiem conferma di essere il terzo giocatore nella ATP Race non per caso e, prima lo annulla con un gran dritto vincente, poi conquista la sua seconda palla per il set, sull’ 8-7 con una gran volée di rovescio. Nadal mostra in questo momento il suo stato di fiducia nel suo tennis e si riporta in parità con un dritto lungolinea vincente e, dopo aver raccolto una brutta stecca di dritto di Thiem, converte il suo quinto set point, con l’austriaco che butta lungo nuovamente col suo miglior fondamentale, dopo 78 minuti, ben 23 minuti dopo i primi avuti nel decimo gioco.

Il secondo set si apre subito con un gioco importante, che si rivelerà decisivo per le sorti del parziale e del match: Thiem forse ripensa alle occasioni avute e non sfruttate sino a quel momento, mentre Nadal mette in campo tutta la sua esperienza in partite di questa importanza, spingendo sin dai primi punti. L’austriaco manda fuori due dritti e in un attimo si è sul 30-40. Dopo uno scambio infinito, Dominic non ne ha più e sparacchia lungo un dritto, mandando lo spagnolo sull’1-0 e servizio: sarà l’unico break del parziale. Le emozioni tuttavia non cessano qui, anzi. Nel game successivo, durato 11 minuti e 14 punti, l’austriaco fa capire che non è uscito mentalmente dalla partita e, con un gran dritto anomalo lungolinea conquista una nuova palla break: in questo frangente non è fortunato perché la sua risposta termina sul nastro, accomodandola per Rafa che chiude facilmente. I due giocatori mantengono per due volte ciascuna il servizio a 0, portando il punteggio sul 4-2 e si arriva sul 5-3 per Nadal senza situazioni particolari di punteggio da riportare. Nel nono gioco serve Thiem e Rafa ha fretta di chiudere una partita difficile: alza ancor di più la velocità di crociera e con due spettacolari dritti lungolinea giunge sul 15-40, guadagnando due match-point. L’austriaco mostra la sua tempra di guerriero e li annulla: nel primo si aiuta col nastro che devia nella propria meta campo la risposta di Rafa, sul secondo, Dominic è bravo e coraggioso ad attaccare, costringendo in corridoio il passante di rovescio lungolinea.

A questo punto il 9 ATP manda Nadal ad avere la pressione di dover servire per chiudere il match, portando a casa il game con due grandi dritti. L’austriaco ne ha ancora: pressa con palle forti e profonde il maiorchino che va in difficoltà: sul 15-40 l’allievo di Gunther Bresnik (assente questa settimana nel suo box) ha due palle per allungare il match. Rafa le annulla prima con un ace (il terzo della sua partita) e poi, scatenando la folla, con un coraggiosissimo e splendido dritto lungolinea. Il nove volte campione del Roland Garros si rilassa un secondo e commette il quarto doppio fallo del suo incontro, regalando a Thiem la terza palla del 5 pari, annullata nuovamente con un dritto in contropiede. Sembra finita quando Rafa, con un nuovo ace guadagna il suo terzo match point, ma Thiem gioca ormai a braccio sciolto e con un bellissimo dritto lungolinea lo annulla. Rafa deve tirar fuori una palla corta che manda alle corde Thiem.

Questo punto manda in visibilio il Manolo Santana, che si alza in piedi in estasi per applaudire lo spettacolo a cui sta assistendo. Dopo 2 ore e 17 minuti di una bellissima finale, arriva finalmente il momento per Nadal di potersi lasciare andare ai festeggiamenti col suo pubblico, conquistando per la quinta volta in carriera il Masters 1000 di Madrid: il maiorchino spinge da fondocampo, attacca sul rovescio di team e raccoglie con una stop volley di rovescio il successo, che lo incorona come assoluto favorito degli Internazionali e, soprattutto, del Roland Garros alle porte.

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ATP Lione: Norrie di ordinaria amministrazione, Watanuki sorprende Kwon, una certezza Baez. Avanti anche Guinard e Coria

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Cameron Norrie - Roma 2022 (foto Twitter @the_LTA)

Il martedì dell’ Open Parc Auvergne-Rhône-Alpes Lyon, atp 250 che si gioca a Lione, in territorio del Roland Garros, vede l’esordio nel torneo del suo principale favorito, il n.11 al mondo e 1 del seeding Cameron Norrie. Il britannico, dopo la brutta sconfitta la scorsa settimana a Roma, prova subito a risollevarsi sulla terra in vista dello Slam rosso. Lo fa molto bene rifilando un ordinario 6-4 6-4 a Francisco Cerundolo, che dopo l’exploit di Miami(un po’ fortuito alla Steven Bradbury) sembra essere tornato al suo onesto livello. Ha mantenuto il possibile contro l’aggressività e la solidità da fondo del mancino, addirittura andando avanti di un break nel primo set, ma non riuscendo a trovare la zampata vincente. Nel secondo invece dimostra la classica garrua argentina, recuperando il break di svantaggio(che sapeva tanto di ipoteca per l’inglese) e arrivando tranquillo fino al 5-4: qui al servizio trema un po’, regala qualcosa e alla fine, dopo un match point annullato in spinta, sul secondo è costretto a cedere, con un doppio 6-4. Norrie fa il suo dovere da favorito, come sempre senza niente di eclatante, ma porta a casa il risultato e si appresta a sfidare nei quarti di finale Sebastian Baez, di cui parleremo più avanti.

Scorrendo i risultati, uno in particolare fa subito sollevare qualche sopracciglio per la meraviglia: la vittoria di Yosuke Watanuki su Soonwoo Kwon. Il giapponese, n.263 al mondo e lucky loser, ha regolato con un banale 6-3 6-4 il ben più quotato sudocoreano, capace di esprimere un ottimo tennis sulla terra. E dire che aveva anche iniziato alla grande, con il break in avvio che lo aveva portato sul 2-0, ma Watanuki, anche servendo 5 ace, ha preso poi le redini del parziale, recuperando e vincendolo 6-3. Nel secondo c’è stato invece un solo break, rivelatosi poi quello decisivo per regalare un altro scalpo importante(dopo Pedro Martinez) al giapponese, oltre a un bel quarto di finale ATP. Rimanendo in tema di derby, non c’è stato solo quello asiatico, ma anche quello francese, che conferma il periodo scuro di Hugo Gaston. Il n.58 ATP, forte di una wildcard, ha perso in 2h e 20 contro il qualificato Manuel Guinard. 6-4 6(5)-7 6-2 il punteggio a favore del n.158 al mondo, che ha proprio fatto il vuoto nel set decisivo, disarmando la fantasia di Gaston. Al prossimo turno affronterà il lucky loser Michael Mmoh, voglioso di giocare vista la sua wildcard al Roland Garros.

 

Oltre a due transalpini uno contro l’altro, hanno giocato anche due argentini, in match diversi ma con risultato uguale: la vittoria. Sebastian Baez, tds n.7 e 38 al mondo, ha battuto 5-7 6-4 6-2 Oscar Otte, giocatore sempre ostico che non regala mai nulla; ma il gioco difensivo di Baez, che sa rapidamente trasformarlo in offensivo, è certamente più adatto a questi tornei, e gli ha permesso di vincere un match intenso, equilibrato nei primi due set, a senso unico nel terzo, dove la vena terraiola è uscita fuori. Il recente campione dell’ATP Estoril dunque si conferma un osso molto duro, e nei quarti avrà il n.1 del seeding Cameron Norrie . Parlando di argentini, l’altra vittoria albiceleste di giornata l’ha messa a segno Federico Coria contro un altro tedesco, Daniel Altmaier, con il punteggio di 6-3 3-6 6-3, con la partita che si è accesa a suon di break e contro-break dall’inizio del secondo set in poi. Chiude con un buon 72% con la prima il fratellino del Mago Guillermo, prenotandosi un posto al secondo turno contro la tds n.2 Pablo Carreno-Busta, il meno spagnolo degli spagnoli.

Il tabellone completo dell’ATP 250 Lione

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ATP Ginevra, Medvedev stecca al rientro contro un ottimo Gasquet. Out Cecchinato

Niente da fare per Daniil alla prima su terra battuta, il francese mette a segno la seconda vittoria contro un top 2. Cecchinato surclassato da Majchrzak

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Richard Gasquet – ATP Ginevra 2022 (foto via Twitter @atptour)

R. Gasquet b. [1/WC] D. Medvedev 6-2 7-6(5)

Torna in campo Daniil Medvedev dopo l’operazione all’ernia e il progetto musicale con Shapovalov. Il palcoscenico – un ATP 250 su terra battuta – non sarebbe certo un appuntamento imprescindibile in condizioni normali, ma c’è un quarto di finale al Roland Garros da difendere e il tempo stringe. Tra la superficie del Gonet Geneva Open (la cui lentezza è mitigata dai 400 metri di altitudine) e l’assenza dalle competizioni, non ci si poteva aspettare troppo da Medvedev e così è stato. Un set e mezzo passato a lamentarsi verso il suo angolo, a cambiare racchette (solo una rotta su cinque) e a tirare un po’ dove capita, per poi cominciare a trovare almeno in parte il proprio gioco senza peraltro riuscire a portare il match alla partita finale. Ma è stata innanzitutto la giornata del vincitore, quel Richard Gasquet alla sua seconda vittoria in carriera contro un top 2 dopo il successo su Federer a Monte Carlo nel 2005 – il loro primo duello. Ora è 1-16 contro i numeri uno e 1-20 contro i numeri due. E, pareggiando il conto nelle quattro sfide con Daniil, ci deliziato con tocchi e rovesci lungolinea che mettono di buon umore (magari non l’avversario).

L’incontro si fa presto in salita per un Medvedev a disagio: dritti fuori di metri e doppi falli gli costano due break nel primo parziale senza che in risposta riesca a creare la minima apprensione a Gasquet che si limita a fare il dalla parte del rovescio. Vedere Medvedev per la prima volta senza conoscerlo deve lasciare perplessi; o forse no, nel senso che, se tutto storto colpisce il dritto al volo con quello swing, nessuno dovrebbe sorprendersi quando la palla va a fare un altro buco nell’ozonosfera. E invece, con quella stortezza, con quegli swing, è numero 2 al mondo. Pure 1 è stato.

 

Nel secondo parziale il leitmotiv non cambia granché, tra un Richard che dispensa pazienza e ottimo tennis e un Daniil che tenta di battere il record di racchette cambiate (che poi sono tutte uguali, facesse almeno come certi giocatori di circolo che hanno attrezzi completamente diversi e solide teorie a giustificarne la rotazione). Prova anche un paio di smorzate, ma il solo risultato che ottiene è evidenziare la corsa in avanti e la “mano” del classe 1986.

A caccia del secondo break per un 4-1 che chiuderebbe un match rimasto al massimo socchiuso (a essere generosi), Gasquet viene penalizzato da una chiamata sbagliata (il giudice di linea dà buona una palla fuori, l’arbitro non lo corregge e lui non si ferma in tempo per chiedere la verifica). L’episodio cambia l’inerzia della sfida e ciò non si manifesta solo con il controbreak, bensì con un Medvedev in fiducia che non rivolge più al coach Cervara occhiate del tipo “complimenti, sono proprio forte” dopo ogni pessima giocata. O, semplicemente, l’ultima racchetta impugnata ha la tensione giusta.

Nel tie-break spalla a spalla tra azzardi e timori, è Richard il primo ad avere la palla per chiudere; anzi, Medvedev neanche gliela fa arrivare perché manda lunga la seconda battuta e dunque ai quarti contro Majchrzak va Gasquet.

K. Majchrzak b. [Q] M. Cecchinato 6-2 6-3

Dopo aver superato le qualificazioni e Dominic Thiem nel derby delle zero vittorie ATP nel 2022, Marco Cecchinato si arrende a un buonissimo Kamil Majchrzak, n. 81 del ranking e di regola più a suo agio sulle superfici veloci, pur avendo nella smorzata il colpo preferito, come ha ben dimostrato nella sfida del martedì ginevrino. Solidissimo ed efficace particolarmente dalla parte del rovescio, è stato spesso in grado di annullare il vantaggio che il Ceck sa prendersi con il kick da sinistra, piazzando cinque break. La differenza più evidente nei dati sul servizio, è appunto la bassa resa di Marco con la prima, il 48% contro il 73 di Kamil.

Parte subito forte, Majchrzak, che strappa il servizio azzurro rispondendo bene con il colpo bimane e poi conferma depositando tre drop-shot irraggiungibili. Cecchinato muove il punteggio, si scuote e si procura una palla per rientrare, cancellata però dall’ace. Il polacco non molla la presa fino al 5-1, ma il turno di battuta perso anche per un avversario che non ci sta è subito recuperato. Marco rimane aggrappato alla seconda partita per i primi cinque giochi, poi due smorzate in rete e la risposta di rovescio polacca aprono la strada all’allungo decisivo che arriva con il punto sulla diagonale sinistra. Sono passati 59 minuti e non succede molto altro nei successivi, ultimi dieci.

Il tabellone dell’ATP 250 di Ginevra

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ATP Ginevra: Fognini opaco, ne approfitta Kokkinakis. Avanti anche O’Connell, Sousa, Basilashvili e Nikles

Terza vittoria sul rosso in carriera per l’australiano Thanasi Kokkinakis. Fabio Fognini mai realmente in partita. Qualche sorpresa negli altri match, tra cui un pazzesco derby svizzero

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Fabio Fognini - Montecarlo 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Dopo un lunedì nettamente soddisfacente al Geneva Open, torneo 250 che si gioca a Ginevra in preparazione del Roland Garros (grazie alla bella vittoria di Marco Cecchinato) non si può dire altrettanto di questo inizio di martedì: la sconfitta di Fabio Fognini fa male. Thanasi Kokkinakis, infatti, aveva vinto la sua ultima partita sulla terra battuta il 28 maggio 2015 (7 anni fa) contro Bernard Tomic al Roland Garros, di certo non è un esperto, a differenza dell’azzurro. Il 6-4 6-3 maturato in un’oretta e mezzo è però strameritato dal n.85 al mondo, sempre in controllo e capace di mantenere Fognini a distanza, salvo un piccolo blackout nel primo set, come andiamo a vedere.

IL MATCH – L’inizio per Fabio è promettente, trattandosi di uno 0-40: ma molto bravo Kokkinakis a rientrare ed annullare tutte le occasioni, sfruttando un buon servizio e picchiando da fondo. Arrendevole Fognini nel game successivo, che mette poche prime e sbaglia troppo da fondo, trovandosi lui sotto di un break. L’australiano è più costante e molto solido da fondo, oltre a servire meglio(ma questo era ben prevedibile). Nel solito, fatidico settimo game, Fognini sembra ritrovare l’ispirazione da fondo, tracciando bene il campo di rovescio e conducendo a vari errori l’australiano: altro 0-40, che stavolta sulla seconda palla break è finalizzato, aiutato da un brutto errore in uscita col dritto di Kokkinakis, sempre troppo aggressivo e poco paziente. Sugli scambi da fondo chiaramente meglio Fabio, deve solo chiedere qualcosa in più al servizio. Altre due palle break nel nono game che potrebbero segnare un solco psicologico a favore del n.52 al mondo, ma c’è un gran rientro di Thanasi, che col dritto incide con forza e trova anche buoni uno-due, quando può, perché merito a Fognini di rispondere sempre bene e con profondità. Alla fine, proprio nel momento in cui sembrava essere salito, l’azzurro getta alle ortiche il primo set: complice qualche rimbalzo malevolo(tanti in questo parziale) e delle ottime risposte di Kokkinakis, cede il servizio quasi in maniera velleitaria, evidenziando la mancanza della prima e poca reattività in uscita.

Pessimo invece l’avvio di secondo set per l’ex n.9 al mondo, che nel secondo gioco si vede strappare il servizio dopo varie palle per impattare sull’1-1: sfortunato per la deviazione del nastro sulla palla break, ma gioca praticamente da fermo provando a far correre solo il braccio, quasi con fretta di accorciare gli scambi, e questo permette a Kokkinakis, senza strafare, di andare avanti. Qualche timido segnale, finalmente, arriva ancora una volta nel settimo game, dove per la prima volta nel set Fognini arriva ai vantaggi in risposta: la fiamma è comunque molto flebile, dato che Kokkinakis non trema alla battuta, e Fabio troppo a intermittenza trova buone risposte o le sue famose verticalizzazioni, unico modo per stanare l’australiano, con la coperta che si fa sempre più corta. Alla fine chiude agevolmente 6-3 il secondo set e il match Thanasi, ancora contando molto su servizio e uno-due, sottolineando le precarie condizioni fisiche di Fabio, che getta via l’ultimo game, senza neanche provare più di tanto a rientrare. La speranza è che si rimetta in sesto per il Roland Garros, al via la prossima settimana. Bravo comunque Kokkinakis, solido e sempre costante, che al prossimo turno affronterà un vero specialista delle polveri rosse, l’argentino Federico Delbonis, tds n.7 e due volte semifinalista qui, l’ultima nel 2019.

 

GLI ALTRI MATCH – quella della sconfitta di Fognini è certamente una notizia sorprendente, ma non è l’unica emersa dalle partite giocate oggi in Svizzera. Infatti Albert Ramos-Vinolas, n.42 ATP e ottimo giocatore sulla terra(anche una finale 1000, a Montecarlo nel 2017) è stato battuto dall’australiano Christopher O’Connell. 7-6(5) 6-4 il finale a favore del n.124 al mondo, che non ha mai subito break e ha scavato la differenza proprio con il servizio: 11 ace e un incredibile 84% di punti vinti con la prima. Affronterà al prossimo turno il big server per eccellenza, attualmente, la tds n.4 Reilly Opelka. Ma i dispiaceri spagnoli non si esauriscono con Ramos, dato che è caduto anche Pablo Andujar, per quanto certamente meno a sorpresa. Il suo giustiziere è stato infatti Joao Sousa, portoghese, che ha avuto vita facile portando a casa il match con un rapido 6-1 6-4 in 1h e 17 minuti, dominando dall’inizio alla fine il match, tranne un passaggio a vuoto all’inizio del secondo, dove Andujar è andato avanti 3-0 e sembrava in controllo, salvo poi subire la rimonta dell’ex n.28 al mondo.

Il prossimo avversario di Sousa sarà una delle teste di serie del torneo, precisamente la numero 5, Nikoloz Basilashvili. Il georgiano ha giocato un solo set, vinto 6-4, e approfittando poi del ritiro di Facundo Bagnis. Parziale giocato in 4 game intensissimi, per poi scivolare in una sorta di lenta monotonia fino al break ottenuto nel nono game dal n.25 al mondo, che arriverà dunque più riposato al secondo turno. Ma se il match di Basilashvili è stato breve, altrettanto non si può dire del derby svizzero tra Leandro Riedi e Johan Nikles. La vittoria è stata di quest’ultimo, qualificato, per 5-7 7-6(3) 7-5, sull’avversario che era invece una wild card. Grande emozione per il n.317 al mondo, alla prima vittoria ATP in carriera, per di più in casa e dopo oltre 2h e 30 di match con un connazionale anche favorito. Per Nikles, dopo questa battaglia, ci sarà l’olandese Tallon Griekspoor, quindi potrebbe anche sognare un’altra impresa per proseguire in questo sogno.

Il tabellone completo dell’ATP 250 Ginevra

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