ATP Stoccarda: Mischa Zverev ferma la corsa di Haas, gioia Lopez

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ATP Stoccarda: Mischa Zverev ferma la corsa di Haas, gioia Lopez

Il maggiore dei fratelli Zverev pone fine alla favola del tedesco: 6-4 6-4. Troverà Feliciano, alla prima semifinale della stagione, vittorioso su Berdych. Derby Pouille-Paire

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In un torneo che martedì aveva già perso la sua stella, e quindi la principale fonte di guadagno ed esposizione mediatica, la presenza di tre tedeschi nei quarti di finale (due in un derby) ha sicuramente diradato alcune delle preoccupazioni degli sfortunati organizzatori. L’erba si dimostra, come da tradizione, la superficie più imprevedibile del circuito, e le uniche teste di serie arrivate al venerdì sono la sesta, Mischa Zverev, la quarta, Lucas Pouille, e la terza, Tomas Berdych.

È proprio il ceco a dare il via alla giornata affrontando Feliciano Lopez. Gli scontri fra i due sono in perfetta parità, sei per parte. Una sola, tra le precedenti dodici partite, si è svolta su erba: al Queen’s tre anni fa, con il successo in tre set dello spagnolo. Berdych inizia al servizio. Nel terzo gioco, due allegri rimbalzi e un notevole passante di rovescio dello spagnolo, costringono Berdych a dover annullare tre palle break consecutive, cancellate con l’aiuto della battuta. Poco da segnalare per la successiva mezz’ora, se non qualche bella volée di Lopez e qualche dritto del ceco. Sotto 5-6 e servizio, due errori di rovescio di Lopez regalano altrettanti set point a Berdych, annullati però con il servizio. Si arriva quindi ad un giusto tiebreak. Il primo minibreak è per il ceco dopo un tentativo, morto sul nascere, di demivolée di dritto di Lopez. Il ceco ha quindi altri tre set point sul 6-3. Il secondo è quello buono: il dritto tradisce ancora Feliciano, 7-6 Berdych.

Nel secondo set è il ceco il primo ad andare in difficoltà: nel sesto gioco va sotto 15-40, merito di due back di Feliciano che a stento si alzano dal terreno. Berdych le annulla entrambe con servizio e dritto. Un dritto in rete del ceco concede la terza palla break del gioco a Lopez. Questa volta lo spagnolo riesce finalmente ad effettuare il break, grazie ad un rovescio lungo di Berdych: 4-2 per Feliciano. Sul 5-3, al momento di servire per il set, Lopez deve annullare due palle per il controbreak prima di poter riportare la situazione in parità: 6-3. La percentuale di prime di Berdych in questo set è stata del 52%, in calo dal 68% del primo. Feli è in difficoltà al servizio anche ad inizio terzo set. Nel secondo gioco, dal 40-15 si ritrova a dover annullare quattro palle break ai vantaggi. Lopez riesce ad agganciare sull’uno pari, per quanto sembri ormai che sia il ceco a dominare gli scambi. È però proprio il ceco ad andare per primo in difficoltà nel settimo gioco. L’impazienza che ne sembra dominare il gioco lo porta a commettere un paio di gratuiti di troppo e un passante di dritto incrociato di Lopez fa il resto: 4-3 per lo spagnolo. Gli scambi sono più lunghi in questo set, e Feliciano mostra di saper anche remare. Berdych alla lunga non regge e puntuale arriva l’errore. L’incontro termina 6-7 6-3 6-4 per Lopez al secondo match point.

 

Secondo quarto di finale e secondo incontro in carriera tra Philipp Kohlschreiber e Lucas Pouille, quarta testa di serie. Il primo è avvenuto questo febbraio, sul cemento indoor di Rotterdam, con la vittoria del tedesco in due set. Nel primo set le emozioni giungono tutte al termine del parziale. Il francese deve ad annullare due palle break nell’ottavo gioco, prima di salire 0-40 sul servizio di Kohlschreiber e di chiudere al secondo set point, 6 giochi a 4. Vinto il primo però, Pouille stacca la spina e fa due dei successivi venti punti, completamente in balia dell’avversario e della distrazione. Sotto 0-4 0-30, riesce con un sussulto di orgoglio a conquistare il primo gioco del set ed a rientrare, perlomeno mentalmente, in partita. Il set si chiude velocemente 6-2 per il tedesco, anche se Pouille sembra aver intenzione di ricominciare a giocare. Questo ritrovato vigore dà fiducia alla quarta testa di serie e toglie un po’ di sicurezza al tedesco. Pouille torna a giocare punti spettacolari, come la risposta di dritto in allungo che lo porta sul 15-30 nel quarto gioco. Kohlschreiber sbaglia qualcosa in più, commette un doppio fallo e regala una palla break. Alla seconda capitola, cedendo il servizio. La controlled aggression, ossia la strategia d’attacco e pressione a basso rischio, di Pouille si rivela troppo ardua da arginare per Kohl, che non riesce a rendersi pericoloso in risposta. Il francese chiude 4-6 6-2 6-3 e raggiunge la quinta semifinale dell’anno. Affronterà il vincente tra Paire e Janowicz.

Il terzo quarto di finale è anche il più atteso: il derby tedesco tra la Cindarella story del torneo, il 39enne Tommy Haas, e Mischa Zverev. L’unico precedente fra i due, vinto da Haas, è di otto anni fa, sempre in Germania e sempre sull’erba, quella di Halle però. Già dall’avvio di partita pare di essere catapultati a qualche tempo fa, più per il gioco di rete che non per l’età. Haas nel terzo gioco ha però un passaggio a vuoto: due doppi falli e un dritto lungo concedono tre palle break a Zverev. Haas le annulla tutte e tre, più una quarta, ma cede alla quinta, appoggiando in rete un difficile smash in salto. Zverev ha un’altra palla break per salire 5-2, questa volta vanificata da un attacco leggermente avventato. Lo Zverev maggiore non soffre però al servizio e, dopo poco più di mezz’ora di gioco, porta a casa il set, 6 giochi a 4. 67% di prime in campo, 9 aces e 89% di punti vinti con la prima per Zverev. Zverev continua a macinare ace e punti al servizio. Sono cinque nei primi due giochi del secondo set. La partita resta gradevole, i punti a rete sono tanti e le sfide di tocco spesso appassionanti. Manca un po’ di pathos, perlopiù a causa dell’infallibilità al servizio di Zverev. In maniera totalmente analoga al boomerang televisivo di cui parlavano Clerici e Tommasi, mentre scrivo queste righe Zverev va sotto 0-40 al servizio dopo un bellissimo passante di rovescio lungo linea di Haas. Bastano però delle prime e delle volée ben messe e il pericolo rientra: 4-4. Nel gioco successivo Zverev ha subito due palle per servire per il match: sulla seconda, un passante di rovescio gli permette di strappare il servizio ad Haas. Chiudere al servizio è una formalità: 6-4 6-4 per Zverev, sempre in controllo della partita e con un unico momento di difficoltà nell’ottavo gioco del secondo set. Mischa incontrerà ora Feliciano, che conduce 3-0 nei precedenti.

Benoit Paire e Jerzy Janowicz si affrontano nell’ultimo quarto di finale di giornata. I precedenti tra i due danno entrambi ragione al polacco, vincitore nel 2015 a Montpellier e San Pietrosburgo. Janowicz, ora numero 155, è in tabellone grazie alla classifica protetta (PR), di cui può usufruire a causa dell’infortunio al ginocchio dello scorso anno che lo ha tenuto fuori dai campi di gioco per più di 6 mesi. La superficie di gioco dovrebbe favorire il semifinalista di Wimbledon 2013, che sull’erba ha una percentuale di vittorie in carriera pari al 60%, contro il 41% di Paireche ha più volte affermato di detestare la superficie. Il primo break dell’incontro è per il francese al quarto gioco, dopo un tentativo di rovescio in back che il nastro beffardamente rimanda nel rettangolo di Janowicz. La partita è, come prevedibile, incostante. Paire si alterna tra doppi falli, ace e palle corte deliziose, e Janowicz tra vincenti e grossolani errori in risposta. Il polacco si trova ancora a sotto al servizio sull’1-4. Una palla che tocca la riga quanto basta per essere dentro e un doppio fallo di frustrazione immediatamente successivo danno il 5 a 1 al francese. Paire chiude poi a 15 al servizio. 6-1 in 20 minuti, 8 aces e 2 doppi falli e 71% di prime in campo. 

C’è un po’ più di partita, almeno nel punteggio, nel secondo set, se non altro perché nel primo set s’è visto davvero poco. I turni di servizio scorrono via velocemente, fin troppo: il gioco che porta Paire sul 5-5 dura 37 secondi. Nel gioco successivo arriva la prima palla break del set su un gran vincente di dritto in risposta di Paire. Janowicz la annulla con una prima centrale al corpo, e allunga sul 6-5. È tiebreak dunque. Il polacco va subito avanti di un minibreak grazie ad un gratuito di dritto del francese. Paire se lo riconquista subito con un attacco profondo sul rovescio di Janowicz. Uno dei tanti gratuiti di dritto in uscita dal servizio capovolgono la situazione: minibreak per Paire che però, ancora, riconcede immediatamente il favore. Il tiebreak sembra seguire una trama opposta a quella del set appena giocato: punti solo in risposta. L’ennesimo errore di dritto, e l’ennesimo minibreak, portano Paire sul 5-4 e gli danno la possibilità di poter chiudere la partita al servizio. Due servizi vincenti gli assicurano la vittoria: 6-1 7-6 per Paire, alla prima semifinale su erba. In semifinale affronterà Pouille (1-1 i confronti diretti).

Risultati:

[6] M. Zverev b. [WC] T. Haas 6-4 6-4
F. Lopez b. [3] T. Berdych 6-7(4) 6-3 6-4
[4/W] L. Pouille b. P. Kohlschreiber 6-4 2-6 6-3
B. Paire b. [PR] J. Janowicz 6-1 7-6(4)

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Roland Garros: Auger-Aliassime al terzo turno, finisce la corsa di Carabelli. Fuori a sorpresa Fritz [VIDEO]

Il n. 9 del mondo mostra tutti i miglioramenti su questa superfice e riesce a cavarsela in un secondo set molto combattuto. Avanti Isner e Khachanov

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Felix Auger-Aliassime - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Dopo la grande paura dell’esordio, con la rimonta da due set sotto – un doppio 6-2 – contro il qualificato peruviano Varillas, che aveva fatto riemergere i fantasmi dello scorso anno quando al primo turno dell’Open di Francia era stato sconfitto in quattro parziali da Andreas Seppi, Felix Auger-Aliassime ha centrato la qualificazione al terzo turno del Roland Garros in modo agevole con lo score di 6-0 6-3 6-4 in 2h17 interrompendo la corsa di un altro sudamericano proveniente dalle qualificazioni al suo primo main-draw Slam: Camilo Ugo Carabelli. Il 22enne di Buenos Aires, numero 155 del mondo, aveva approfittato, nel suo debutto assoluto in un tabellone principale di un Major, dello stato di forma assolutamente precario di Karatsev. Comunque gli sono volute oltre quattro ore e dieci per superare il russo, al long tie-break della quinta frazione, e le fatiche della sfida con Aslan si sono ripercosse nel bagel subito in apertura.

Poi, però l’argentino ha offerto una prestazione più che dignitosa, specialmente nel secondo set, dove ben 6 giochi sui 9 totali si sono decisi ai vantaggi. Un 6-3, dunque per certi versi bugiardo considerando anche il fatto che il canadese ha commesso qualche errore di troppo ed è inciampato in diversi doppi falli. In seguito, molto lucido Felix nell’amministrare con tranquillità il break decisivo della terza frazione maturato nel terzo game. Tanti meriti, al di là della poca esperienza di Ugo (prima del torneo non aveva mai affrontato un Top 50, discreta carriera da junior dove è stato al massimo n. 70) per Auger che ha mostrato tutti i miglioramenti compiuti su questa superfice da quando siede sulla sua panchina Toni Nadal. In particolar modo, oggi, ottima resa nei pressi della rete con 26 punti vinti su 33 discese complessive. Bene anche il numero dei punti diretti con il servizio: 8 ace; e il dato sui vincenti: 41 a fronte di 37 non forzati. Soli 6 winners, contro 27 gratuiti per il n. 155.

IL MATCH – Inizio da incubo per Carabelli che cede il primo parziale senza incamerare alcun game. Un bagel ad aprire l’incontro che ha messo in mostra tutta la differenza di livello tra i due protagonisti della sfida. Le 146 posizioni che distanziano il n. 9 del mondo dal 22enne argentino, si vedono tutte; dalla pesantezza di palla alla profondità dei colpi; dalla solidità dei fondamentali all’incisività del servizio. Il 21enne di Montreal fa il bello ed il cattivo tempo, giocando sul velluto e potendo esibire al meglio le sue armi principali che si riassumono nello schema concreto e risolutivo dell’uno-due: servizio e drittone come primo colpo dopo la battuta. Una manata dal lato destro, in grado di poter spolverare qualsiasi angolo sia dal centro del campo con le direzioni inside-in e inside-out che con le classiche traiettorie incrociate in diagonale e anomale in lungolinea.

 

Inoltre potendo giocare a braccio totalmente sciolto, il classe 2000 di origini africane ha regalato anche spettacolo nell’affollato Campo 7 eseguendo pregevoli smorzate e disimpegnandosi in chirurgiche discese a rete con tanto di ricamini in demi-volée a sigillare i punti. Tutto ciò sotto gli sguardi compiaciuti di Frederic Fontang e Toni Nadal. Chiaramente la prestazione fornita finora dalla tds n. 9 va presa con le pinze, visto che il sudamericano è poco avvezzo a questi livelli. I numeri di questa frazione a senso unico raccontano di un predominio sotto ogni aspetto da parte di Felix, dal bottino tra winners e unforced (9/5) ai punti ottenuti con il servizio – 62% con la prima e 75% con la seconda – fino alla concretizzazione dei break point (3/3). Dall’altra parte il qualificato albiceleste racimola un misero 18% con il primo servizio e solo il 40% con la seconda, dato che contribuisce al bilancio finale dei punti vinti nel parziale (26 contro 11).

Ad inizio secondo set Auger-Aliassime molla un po’ la presa e rallenta un attimo. Un comprensibile e fisiologico appagamento dopo il 6-0. In questo avvio di set è il servizio a tradirlo: commette tre doppi falli nei primi due turni di servizio della frazione, e nel secondo di questi concede anche tre palle break – l’argentino ne aveva avuta solo una nel terzo game del match. Riesce a salvarsi su tutte e tre le occasioni. Ma quantomeno il nativo di Buenos Aires nel gioco precedente è riuscito nell’intento d’interrompere l’emorragia, ponendo fine ad una striscia di 7 sette game consecutivi del suo avversario, e grazie a questo sussulto è finalmente entrato in partita trovando le prime esecuzioni degne di nota con un ceto grado di profondità – fino a quel momento aveva sempre giocato costantemente corto, con i suoi colpi che raramente atterravano negli ultimi centimetri di campo disponibili. Tenendo meglio lo scambio da fondo, Carabelli può anche essere più verticale ed aggressivo nel suo gioco dandosi la possibilità di andare a prendersi il punto a rete.

Il semifinalista dello Us Open 2021 continua a sbagliare qualcosina di troppo, non riesce più a variare le traiettorie come invece faceva magnificamente nel primo set. E non potendo più affidarsi a palle lavorate, con maggiore top-spin, dunque non riuscendo ad eseguire come prima colpi più arrotati in sicurezza, ciò comporta che il margine di errore si assottigli essendo costretto a giocare sempre in spinta. Inoltre il n. 155 del ranking rinvigorito anche dal primo turno di servizio vinto a 0 (il quarto game del set, sul 2-2) costringe il canadese al terzo game alla battuta su tre ai vantaggi. Ma Auger in qualche modo, nonostante le palesi difficoltà in questo frangente della sfida, alla sesta palla game impatta sul 3-2. Proprio quando Camilo Ugo sembrava essere il giocatore in campo con più possibilità di centrare l’allungo, dando la sensazione di essere il tennista più solido in quel momento, ecco che due gratuiti gli complicano nuovamente la vita.

Poi a quel punto il dritto della tds n. 9 del seeding torna a frullare meravigliosamente. Il n. 1 di Canada torna a costruire ogni 15 in modo impeccabile, aprendosi il campo con lo sventaglio sul bimane dell’avversario per poi chiudere con l’anomalo in avanzamento. Anche il drop-shot, che per un po’ ha latitato, torna a funzionare proprio in occasione dello scambio che certifica la palla break. Il problema, per il vincitore del torneo di Rotterdam, è che continua a crearsi delle difficoltà dove altrimenti non ci sarebbero. Non chiude subito un game di servizio in cui era 40-15 (il secondo in fila), facendosi rimontare ai vantaggi e (quattro turni alla battuta su quattro ad oltranza) concede anche una palla break. Ma alla fine riesce comunque a portarsi sul 5-2. Obbligato a servire per rimanere nel parziale e prolungarlo, il tennista argentino dimostra di non voler mollare e accorcia le distanze, in quello che è il sesto gioco su otto del set decisosi ai vantaggi. L’abnegazione di Carabelli viene premiata da un ghiottissimo 30-30 sul 5-3 e servizio Felix. Ma la battuta del canadese è micidiale, e dopo un combattuto secondo parziale (a discapito di quello che potrebbe far pensare il punteggio) durato oltre l’ora di gioco, Aliassime è ad un solo set dai sedicesimi di finale.

L’equilibrio nella terza frazione si rompe già nel terzo game, con il break subito a 15 dal qualificato albiceleste. Il canadese rischia di restituire immediatamente il favore, ma aggrappandosi al fondamentale d’inizio gioco rimonta dallo 0-30 e s’inerpica 3-1. A questo punto, si prosegue on-serve per quattro giochi consecutivi senza ulteriori scossoni, – con il n. 9 molto prolifico a rete con 5 punti vinti su 7 discese – fino al momento della verità: il nono game come nel secondo set. Carabelli ancora una volta si rivela encomiabile, annulla tre match point e prolunga la resistenza. La quale però si spezza definitivamente sul 5-4, Auger-Aliassime mette le mani sul terzo turno al quarto match ball.

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Roland Garros: buona la prima per Medvedev, Bagnis battuto con un triplice 6-2

Il russo approda al secondo turno dello slam francese superando in tre set l’argentino. Al secondo turno Djere o Berankis

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Daniil Medvedev - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Daniil Medvedev - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Dopo la sconfitta all’esordio sulla terra rossa in quel di Ginevra contro Richard Gasquet, ritrova il sorriso Daniil Medvedev che in un’ora e 38minuti liquida la pratica Facundo Bagnis, numero 103 del ranking ATP, e approda al secondo turno dello slam parigino, contro il serbo Laslo Djere.

Per il russo il successo è arrivato con un periodico 6-2; ha mostrato buona condizione fisica visti i recenti problemi fisici e l’intervento all’ernia, non cedendo alla fatica anche quando lo scambio si è allungato. Positive anche le statistiche con 35 vincenti messi a referto dal russo a fronte di 19 gratuiti, con ben 12 ace. Punto dolente i 7 doppi falli che con un avversario più ostico di Bagnis avrebbero potuto incidere in ben altra maniera. Dal canto suo l’argentino, anch’egli non al 100% della forma (era reduce dal ritiro al primo turno di Ginevra) ha provato a resistere alla potenza di Medvedev, cercando di muovere il russo. Tuttavia, Bagnis si è dimostrato troppo falloso e poco incisivo col servizio.

 

IL MATCH – Primo set dominato dal russo, che pronti via si procura il palla break. Bagnis ad inizio match è molto combattivo e con un’ottima combinazione servizio e attacco a rete si salva una prima volta, ma due vincenti uno di dritto e uno di rovescio al termine di due scambi durati rispettivamente 16 e 14 colpi regalano il break al numero 2 al mondo.

La seconda di Medvedev è poco incisiva e il russo paga dazio nel secondo game con Bagnis che si guadagna subito due occasioni per l’immediato contro break con un dritto incrociato che trafigge Medvedev a rete. Due aces ad oltre 190 km/h rimettono il game in equilibrio. Un rovescio out del russo e il primo doppio fallo dell’incontro rimettono la sfida in parità.

Da quel momento è un monologo del russo, 92% di punti vinti con la prima (dodici su tredici), 6 aces e una aggressività in risposta che mette in difficoltà un buon giocatore da rosso come Bagnis. A fare la differenza è stata la quantità di errori di Bagnis ben 11 contro i 5 del russo, mentre Medvedev che alterna corsa e potenza non soffrendo neanche gli scambi lunghi. Infatti, quando lo scambio si allungava Medvedev ha vinto 12 punti su 17 scambi andati oltre i 9 colpi.

Il dominio di Medvedev è totale nel secondo set, con il russo che con un doppio break si issa facilmente sul 4-0. Unico passaggio a vuoto il sesto game, con Medvedev che recupera da 0-40, beneficiando prima di un gratuito di Bagnis e poi mettendo a segno tre vincenti di dritto.

Il russo dimostra anche una certa confidenza al gioco sul rosso, sia per l’ottima capacità di lettura dei dropshot tentati da Bagnis, che quasi mai si rivelano pericolosi, sia per la buona capacità nel variare gli scambi con dei dropshot ben eseguiti che spesso trovano impreparato l’argentino.

Anche nel terzo set, così come nei due precedenti, Medvedev piazza il break in apertura approfittando ancora degli errori di Bagnis col dritto. A rimettere in gioco l’argentino ci pensa Medvedev nel corso di un orribile quarto game, nel quale mette in campo solo due prime, commette tre doppi falli e innervosito dalla situazione sparacchia out un dritto che rimette il set in equilibrio.

Bagnis però cede subito alla pressione del russo in risposta, che in un attimo si ritrova 0-40. L’argentino si salva per ben due volte ma poi spreca tutto con un dritto mal eseguito che finisce fuori in lughezza. La fuga di Medvedev viene certificata con il break del 5-2 con l’argentino che prova a correre Medvedev per tutto il campo ma si incarta con una palla corta sulla palla break che finisce in corridoio. Per Medvedev è una formalità chiudere al servizio l’incontro per il 6-2 finale.

Buona prestazione dunque per il russo, ma forse non basta questo match per dire che Medvedev sia tornato al top della forma considerando che in questa prova Slam, prima dello scorso anno aveva uno score di zero vittorie e quattro sconfigge: “Amo il Roland Garros dallo scorso anno, prima non potevo dirlo, non sono mai rimasto molto ha dichiarato il russo a fine incontro spesso la domenica per me era già finito. Quest’anno per fortuna ho iniziato il martedì e sono contento di aver vinto. Ci rivediamo giovedì

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Roland Garros, Nadal: “Wimbledon? Sia l’ATP che il torneo hanno una parte di ragione”

Le parole di Rafa dopo l’esordio vittorioso in tre set su Thompson: “E’ stato un buon esordio, ma devo migliorare in tutto”

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Dopo i dubbi romani legati alle sue condizioni fisiche che hanno seguito la sconfitta contro Shapovalov, Nadal torna vincente e lo fa a Parigi con la vittoria n.299 in una prova slam, ai danni dell’australiano Jordan Thompson. Il piede che lo tormenta? Per ora è un ricordo lontano. La testa adesso è proiettata a fare bene, una partita alla volta, un passo alla volta. Ecco le parole dello spagnolo durante la conferenza stampa.

IL MODERATORE: Quanto eri felice della tua prima partita qui al Philippe Chatrier?

RAFAEL NADAL:Beh, è ​​un buon inizio, ovviamente, tre set filati. Questo è tutto. Voglio dire, ho giocato bene per un po’. Ci sono cose che potrei fare meglio e che devo fare meglio. Ma è un inizio positivo, e questo mi dà la possibilità di avere un altro giorno di allenamento domani e poi un’altra possibilità dopo domani”.

 

D. Passando al secondo round. Hai detto che c’erano alcune aree che vorresti migliorare. Quali sono queste aree? È questo il tipo di partita del primo turno che ti aspettavi di avere?

RAFAEL NADAL: “Non prevedo le cose (sorridendo). Non lo so. Ho bisogno di migliorare in tutti i modi. Penso di aver bisogno di migliorare il mio movimento, per qualche istante la velocità del mio diritto, la velocità di palla, che penso potrebbe essere migliore e dovrebbe essere migliore. È vero che ho fatto le cose bene, per un po’ è andata bene. È vero che oggi le condizioni erano più pesanti del solito qui, molto umido, il campo lento. Non so perché. Non so perché oggi il campo fosse molto umido, avendo il tetto sopra per molto tempo. Sì, voglio dire, sono contento della performance, comunque, no? È stato un inizio positivo. Poi ovviamente sono un tipo di giocatore che cerca sempre qualcos’altro, cose da migliorare. È quello che cercherò di trovare negli allenamenti di domani e poi nella prossima partita”.

D. Sembravi abbastanza in forma, almeno per il primo set e mezzo, ma come sta il tuo piede in questo momento? Come va l’infortunio? Con questo infortunio tu hai giocato solo cinque partite sulla terra rossa prima di Parigi, com’è il tuo livello di fiducia rispetto agli anni passati?

RAFAEL NADAL: “Ovviamente la fiducia è maggiore quando vinci Monte-Carlo, Barcellona, ​​Madrid o Roma. Senza dubbio le cose in questo mondo sono facili da capire, no? Quando vinci più partite e più tornei, hai più fiducia. Anche gli avversari lo sentono e alla fine sei più abituato al livello che devi giocare per vincere le partite. Quando questo non è il caso, le cose sono diverse. Ma non mi sarei mai aspettato di vincere 15 Monte-Carlo e Roma, quindi questa è la situazione oggi. Mi sono infortunato, e basta. Quello che è successo è passato, ed eccoci qui. Siamo al Roland Garros. Sono qui per fare del mio meglio. E come è il mio livello di fiducia, come sarebbero le cose o se non mi fossi fatto male, non lo so. Non lo sapremo mai. Non sono un grande fan del pensare alle cose che potrebbero accadere se — “se” è una parola pericolosa. E poi è il momento di accettare il momento, di accettare la situazione e di avere la fiducia per mettere tutti i miei sforzi in ogni singolo giorno, per migliorare sempre di più. Vediamo fino a che punto posso andare avanti”.

D. La mia domanda non riguarda la partita di oggi, ma Toni, tuo zio ed ex allenatore, che ora è consigliere di Felix Auger-Aliassime. Cosa ti ha dato all’inizio della tua carriera e che tipo di allenatore è? Cosa può dare a Felix nella sua carriera?

RAFAEL NADAL: “Beh, più di ogni altra cosa è mio zio, quindi quello che mi ha dato è: tutto. Gioco a tennis grazie a lui. Se sono un giocatore professionista, senza dubbio è merito suo, no? Per il resto è una domanda per Felix, non più per me. Puoi chiedergli quali sono le cose che sente che Toni gli porta, e sono sicuro che Toni può aiutarlo e lo sta aiutando in modo positivo. Ha molta esperienza ed è appassionato di questo sport. È intelligente, no? Sa molto di tennis, quindi sono sicuro che sarà in grado di aiutarlo“.

D. Qual è la tua opinione sulla decisione dell’ATP di rimuovere i punti in classifica da Wimbledon?

RAFAEL NADAL: “Non ho un’opinione chiara. Il problema da parte dei giocatori è sempre lo stesso. C’è sempre una persona e un board, una persona o un board che prendono le decisioni. E il resto delle persone che gestiscono l’evento seguono quella posizione. Nel nostro tour, ogni singolo giocatore ha un’opinione diversa, ed è per questo che non raggiungiamo mai le cose che potremmo ottenere se fossimo coesi. Alla fine, in questo mondo, è necessario che qualcuno prenda decisioni. Se io sono d’accordo o meno, oggi non importa. Il consiglio, il consiglio dell’ATP prende una decisione. Dobbiamo accettare questa decisione. Per il resto non sarò il giocatore che viene qui e che mette il mio board in una posizione difficile per la decisione che prende. Questo è il mio punto di vista. Penso che noi giocatori, non siamo preparati abbastanza bene per prendere decisioni importanti, perché alla fine è uno sport individuale. Ognuno ha la propria opinione personale in termini di quanto profitto ottiene da ogni singola decisione presa dall’ATP. Alla fine, capisco entrambe le parti. Rispetto e capisco la posizione di Wimbledon, senza dubbio, ma d’altra parte capisco e rispetto anche che l’ATP stia proteggendo i suoi membri. Questo è tutto. Non è che uno sta facendo una cosa negativa e l’altro sta facendo la cosa buona. A mio parere personale, hanno entrambi buone ragioni per prendere le decisioni che prendono oggi. Si spera che ATP e Wimbledon possano stare insieme e sedersi insieme e negoziare un futuro migliore per entrambe le parti”.

Q. Ho una domanda sul tuo avversario oggi. Ha servito in kick molto bene da sinistra. Quale pensi sia stata la cosa più difficile da superare per te in questa partita?

RAFAEL NADAL: “Beh, la partita è iniziata bene per me, no? Immediatamente ho avuto dei break, quindi i risultati dicono che è stata più o meno una partita solida da parte mia. È vero che quando sta servendo bene le cose diventano più difficili, no? È veloce. Ha buone gambe e può essere veloce e può essere pericoloso. Ma è vero che qui con un campo così grande come questo e giocando sulla terra battuta si hanno più possibilità contro un giocatore come lui che può fare grandi punti e grandi colpi, ma allo stesso tempo sbaglia anche lui. Quindi sulla terra è difficile”.

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