Mondo Futures: Hunt fa la storia. A Sassuolo prima gioia per Rondoni

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Mondo Futures: Hunt fa la storia. A Sassuolo prima gioia per Rondoni

Vincendo il primo turno del Futures di Tumon, Hunt scrive la storia del tennis: è il primo tennista con disabilità a entrare nella classifica ATP. Tris di Viola in Spagna

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Taipei, Cina Taipei F2 ($25.000) – Nello scontro tra i diciannovenni Yosuke Watanuki e Yusuke Takahashi (tds numero 1) per il secondo Futures di Taipei vince Watanuki con il punteggio di 6-2 6-3. Watanuki è alla sua seconda vittoria nel mese di giugno, Takahashi invece rimanda la vittoria numero quattro in stagione.

Risultato finale: Y. Watanuki b. [1] Y. Takahashi 6-2 6-3

Budapest, Ungheria F5 ($25.000) – Goncalo Oliveira (tds numero 3) vince il suo secondo Futures stagionale in singolare del 2017 senza perdere neanche un set. Il portoghese era uno, se non il, favorito sulla terra ungherese di Budapest e ha confermato quanto di buono fatto vedere nell’ultimo periodo. In finale ha battuto con un doppio 6-2 il qualificato serbo Pedja Krstin.

 

Risultato finale: [3] G. Oliveira b. [Q] P. Krstin 6-2 6-2

Lisbona, Portogallo F8 ($25.000) – Vittoria casalinga per Joao Monteiro (tds numero 2), al suo secondo successo stagionale. Il ventitreenne numero 397 del ranking ha superato in finale il connazionale Nuno Borges con il punteggio di 6-4 1-6 7-5. Male Alessandro Bega, partito come testa di serie numero 1 ed eliminato al primo turno da Jc Aragone per 6-4 6-2.

Risultato finale: [2] J. Monteiro b. N. Borges 6-4 1-6 7-5

Palma del Rio, Spagna F18 ($25.000) – Terza vittoria in stagione per Matteo Viola (tds numero 5). A Palma del Rio il ventinovenne supera nei quarti Roberto Ortega-Olmedo (tds numero 4) 6-3 6-4 e in semifinale il connazionale Raul Brancaccio 7-6(8) 6-3. In finale ha trovato la wild card Alejandro Davidovich Fokina, superato in due set molto combattuti 7-6(0) 7-5. Epilogo diverso nel torneo di doppio: lì Viola, in coppia con Adrien Bossel, perde in finale contro Frederik Nielsen e David O’Hare con il punteggio di 6-1 7-6(1).

Risultato finale: [5] M. Viola b. [WC] A. Davidovich Fokina 7-6(0) 7-5

Winston-Salem, Stati Uniti F19 ($25.000) – I giovani tennisti statunitensi continuano a sgomitare nei Futures a stelle e strisce per porsi all’attenzione di un movimento che vive da anni un periodo nero. La scorsa settimana Christopher Eubanks aveva vinto il suo primo torneo in carriera, a Winston-Salem il ventunenne viene fermato dal connazionale ventenne Tommy Paul con un doppio 6-4.

Risultato finale: T. Paul b. C. Eubanks 6-4 6-4

Villa Maria, Argentina F3 ($15.000) – Facundo Arguello si prende sia il singolare che il doppio sulla terra di Villa Maria. L’argentino non vinceva un torneo in singolare dal 2015, quando era al ridosso della top 100, attualmente invece il ventiquattrenne è numero 597 del ranking. Arguello in finale ha superato con un netto 6-2 6-0 il connazionale Juan Ignacio Galarza.

Risultato finale: F. Arguello b. J. Galarza 6-2 6-0

Havre, Belgio F1 ($15.000) – Fisicamente è ancora tutto da formare, d’altronde ha appena diciassette anni, ma Miomir Kecmanovic (tds numero 2) è sicuramente uno dei prospetti più interessanti del panorama del tennis europeo. In Belgio il serbo vince il suo terzo Futures sulla terra in carriera superando in finale Christopher Heyman (tds numero 3) con il punteggio di 6-4 3-6 6-2.

Risultato finale: [2] M. Kecmanovic b. [3] C. Heyman 6-4 3-6 6-2

Kaltenkirchen, Germania F4 ($15.000) – In un tabellone senza veri e propri favoriti Bernabe Zapata Miralles (tds numero 1) fa valere la sua classifica contro avversari molto modesti e riesce a conquistare il primo torneo stagionale. In finale contro Nik Razborsek lo spagnolo vince con il punteggio di 6-4 7-5.

Risultato finale: [1] B. Zapata Miralles b. N. Razborsek 6-4 7-5

Tumon, Guam F1 ($15.000) – Nella piccola isola di Guam, spersa nel mare delle Filippine a oltre mille chilometri da paesi come Giappone, Filippine e Papua Nuova Guinea, Alex Hunt fa la storia del tennis. Battendo con un doppio bagel Christopher Cajigan nel primo turno del Futures di Tumon, il ventitreenne neozelandese infatti è il primo tennista con disabilità (Hunt è nato senza l’avambraccio sinistro) a entrare nella classifica dei professionisti. Ad aggiudicarsi il torneo è stato Hiroyasu Ehara (tds numero 1), il quale ha battuto il connazionale Takao Suzuki con il punteggio 7-6(4) 4-6 6-3.

Risultato finale: [1] H. Ehara b. T. Suzuki 7-6(4) 4-6 6-3

Hong Kong, Hong Kong F1 ($15.000) – Il ventitreenne cinese Yecong He (tds numero 4) vince a Hong Kong il suo primo Futures singolare in carriera superando in finale Yuki Mochizuki per 6-2 6-3. Mochizuki che al secondo turno avrebbe dovuto giocare contro Arturo Dell’Eva, ventenne italiano al suo primo ITF in carriera: vinto il primo turno contro Patrick Rynsaardt, Dell’Eva si è ritirato senza scendere in campo contro il giapponese.

Risultato finale: [4] Y. He b. Y. Mochizuki 6-2 6-3

Herzlia, Israele F11 ($15.000) – Mor Bulis (tds numero 7) si aggiudica singolare e doppio a Herzlia, conquistando così il suo primo singolare in carriera. Il ventunenne israeliano ha battuto in finale Fran Zvonimir 6-3 6-4. Eliminata al primo turno invece la testa di serie numero 1 del seeding Hugo Grenier, superato al 8-6 al tie-break del terzo da Alon Elia.

Risultato finale: [7] M. Bulis b. F. Zgombic 6-3 6-4

Sassuolo, Italia F18 ($15.000) – Pietro Rondoni vince il suo primo Futures singolare in carriera. Rondoni ha battuto ai quarti Walter Trusendi (tds numero 1) in rimonta 6-7(6) 7-5 6-2, poi in semifinale lo spagnolo Javier Marti (tds numero 4) 6-3 3-6 6-3. In finale contro Adrian Obert, Rondoni ha vinto 6-3 6-1. Nel torneo di doppio, Marco Bortolotti e Walter Trusendi, partiti come teste di serie numero 2, sono arrivati in finale ma si sono arresi con un doppio 6-3 alla coppia brasiliana Orlando Luz e Marcelo Zormann.

Risultato finale: P. Rondoni b. A. Obert 6-3 6-1

Daegu, Sud Corea F4 ($15.000) – Sconfitta nella seconda finale consecutiva in Sud Corea per Cheong-Eui Kim (tds numero 2), il sudcoreano non ha bissato il successo della scorsa settimana: contro il connazionale Hong Chung (tds numero 4), Kim ha perso nettamente 6-1 6-3. Per Chung è il primo successo in stagione.

Risultato finale: [4] H. Chung b. [2] C. Kim 6-1 6-3

Alkmaar, Olanda F1 ($15.000) – L’ex top 50 Thiemo De Bakker vince ad Alkmaar il primo Futures olandese dell’anno battendo Maxime Chazal (tds numero 2) 6-3 7-5. Oltre al numero 2 del seeding, De Bakker ha eliminato, in semifinale, anche il numero 1 Botic Van de Zandschulp con il punteggio di 6-2 6-1.

Risultato finale: T. De Bakker b. [2] M. Chazal 6-3 7-5

Gdynia, Polonia F2 ($15.000) – Fatica nei primi due turni il numero 1 del tabellone di Gdynia Markus Eriksson, poi lo svedese vince agevolmente in due set gli altri tre incontri. In finale Eriksson ha superato 7-5 6-1 Robin Stanek (tds numero 5), ritornando al successo in singolare a distanza di oltre un anno.

Risultato finale: [1] M. Eriksson b. [5] R. Stanek 7-5 6-1

Bucarest, Romania F4 ($15.000) – Dopo quattro anni di digiuno in singolare, Pedro Sakamoto (tds numero 5) torna alla vittoria. Il ventitreenne brasiliano nel corso del torneo ha eliminato tra gli altri Claudio Fortuna (tds numero 3) per 6-0 6-3, in finale ha lasciato a Michiel De Krom appena quattro game, 6-1 6-3 il punteggio.

Risultato finale: [5] P. Sakamoto b. M. De Krom 6-1 6-3

Kazan, Russia F1 ($15.000) – Tabellone quasi completamente composto da russi nel Futures di Kazan, e così non stupisce che a giocarsi il torneo sono stati tennisti di casa. Evgeny Karlovskiy (tds numero 1) batte in finale 3-6 6-3 7-5 Alexander Igoshin (tds numero 4), per il ventiduenne numero 446 del ranking si tratta del secondo torneo stagionale dopo quello di un mese fa conquistato in Germania.

Risultato finale: [1] E. Karlovskiy b. [4] A. Igoshin 3-6 6-3 7-5

Colombo, Sri Lanka F1 ($15.000) – Fabrizio Ornago (tds numero 3) viene eliminato in semifinale da Sumit Nagal (tds numero 1) con il punteggio di 6-2 4-6 6-1. L’indiano poi in finale ha battuto anche Alexander Zhurbin (tds numero 6) con un netto 6-3 6-2.

Risultato finale: [1] S. Nagal b. [6] A. Zhurbin 6-3 6-2

Hua Hin, Tailandia F3 ($15.000) – Nella finale del terzo Futures tailandese dell’anno vince a sorpresa il ventenne vietnamita Nam Hoang Ly (tds numero 3) contro Yannick Jankovits (tds numero 2). Ly ha recuperato il 6-2 subito nel primo parziale vincendo il tie-break del secondo per 7-5 e 6-4 il set decisivo. Per lui è il primo Futures stagionale, il secondo in carriera per quel che riguarda il singolare.

Risultato finale: [3] N. Ly b. [2] Y. Jankovits 2-6 7-6(5) 6-4

Hammamet, Tunisia F24 ($15.000) – Il doppista Lucas Miedler (tds numero 1) perde a sorpresa la finale di Hammamet contro Sergio Gutierrez-Ferrol 7-5 6-4. Lo spagnolo non vinceva un torneo di singolare dal 2012, quando si aggiudicò un Futures in Turchia.

Risultato finale: S. Gutierrez-Ferrol b. [1] L. Miedler 7-5 6-4

Istanbul, Turchia F24 ($15.000) – Erano stati protagonisti di un buon inizio di stagione, poi Dimitar Kuzmanov (tds numero 4) e Marc Sieber (tds numero 1) si sono un po’ persi. Nel ventiquattresimo Futures turco i due si sono giocati la vittoria finale, andata al bulgaro al terzo set (6-3 2-6 6-1). L’unico italiano in tabellone Nicolo Turchetti raggiunge la semifinale, persa con un doppio 6-3 contro Sieber.

Risultato finale: [4] D. Kuzmanov b. [1] M. Sieber 6-3 2-6 6-1

Rochester, Stati Uniti F20 ($15.000) – Fa centro al primo torneo stagionale il danese Mikael Torpegaard (tds numero 1). A Rochester Torpegaard vince senza perdere neanche un set e superando in finale Samuel Monette per 6-2 6-4.

Risultato finale: [1] M. Torpegaard b. S. Monette 6-2 6-4

Harare, Zimbabwe F2 ($15.000) – Benjamin Lock (tds numero 1) vince il Futures di casa battendo 6-3 6-1 Baptiste Crepatte (tds numero 6). Il francese in semifinale ha eliminato il favorito alla vittoria finale, il sudafricano Nicolaas Scholtz 6-3 7-6(5).

Risultato finale: [1] B. Lock b. [6] B. Crepatte 6-3 6-1

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La strana giornata di Stefano Napolitano

A Santa Margherita di Pula il tennista biellese finisce di giocare il suo secondo match del giorno nel cuore della notte

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Stefano Napolitano (foto Instagram @ste.napolitano)

Al Future M25 di Santa Margherita di Pula (Sardegna, terra battuta) Stefano Napolitano (appena entrato nella scuderia di coach Francesco Aldi all’Enjoy Sporting Club) ha vissuto venerdì 22 aprile una giornata che potremmo definire surreale. In caso di pioggia il doppio turno ci sta, è già successo a tanti suoi colleghi, ma finire il secondo match alle due di notte appartiene al catalogo delle cose stravaganti. Tutto è iniziato quando la pioggia ha ripetutamente ritardato la conclusione del suo incontro di secondo turno contro il francese Laurent Lokoli (n.335 ATP), terminato a favore dell’azzurro 7-5 7-6(8). E un incontro così tirato poteva già bastare per una giornata di tennis, ma purtroppo gli organizzatori l’hanno richiamato in campo ‘after suitable rest’ (dopo un adeguato riposo) come dicono i britannici.

Lo aspettava un Francesco Maestrelli riposato e reduce da un buon filotto di risultati (semifinale proprio qui la settimana scorsa). Il tennista biellese ha inizialmente fatto gara di testa, portando a casa il primo set. Poi fatica e stress hanno avuto la meglio, complici anche il campo pesantissimo e le palline inzuppate di umidità. Oltre al fatto che giocarsi i punti decisivi nel cuore della notte, davanti al solo giudice arbitro, non è proprio una di quelle esperienze raccomandabili. Finiva così 4-6 6-2 6-3 a favore del tennista pisano che oggi sabato affronterà in semifinale il 18enne siciliano Gabriele Piraino. In questi casi normalmente si dice che l’inesperienza potrebbe giocare brutti scherzi al giovane Gabriele, poi ci ricordiamo che l’avversario di anni ne ha appena 19, e allora siamo felici di questa ulteriore conferma dell’eccezionale stato di salute del tennis italiano. Nell’altra semifinale altro derby italiano tra Edoardo Lavagno e Alexander Weis, entrambi in un ottimo momento di forma.

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Nei dintorni di Djokovic: tutti i piani di Kecmanovic

I due Masters 1000 statunitensi hanno messo in evidenza il salto di qualità del 22enne serbo Miomir Kecmanovic. Che grazie all’aiuto di coach Nalbandian ha cambiato il suo approccio al gioco. “Prima giocavo solo in un modo, ora ho più soluzioni”

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Miomir Kecmanovic - Miami 2022 (foto Twitter @atptour)

Sono due le principali considerazioni che emergono analizzando quanto accaduto nel “Sunshine Double” in campo maschile. La prima è la conferma che Carlitos Alcaraz è il nuovo “crack” del tennis mondiale maschile. La seconda è che in tennis statunitense può legittimamente sperare di aver trovato in Taylor Fritz un giocatore in grado di lottare nei prossimi anni per un posto nella top 10. Ma oltre a questo, c’è anche da evidenziare come alle spalle dei citati vincitori dei due primi Masters 1000 stagionali – ora entrambi top 15 ATP – un altro giovane si è ritagliato un ruolo da protagonista sul cemento statunitense: Miomir Kecmanovic. Il 22enne serbo, infatti, in entrambi i tornei si è dovuto inchinare solo ai due futuri vincitori, perdendo da entrambi in tre set e giocando contro il 18enne fenomeno spagnolo quello che per molti è stato sinora il match più bello della stagione.

L’ex n. 1 del mondo juniores aveva iniziato l’anno reduce da un periodo complicato, in particolare la stagione scorsa nella quale non era riuscito a proseguire nel trend di crescita – sia a livello di risultati che di classifica – degli anni precedenti. Entrato tra i top 50 ad agosto 2019, Miomir aveva raggiunto il best ranking di n. 39 (migliorato di una posizione dopo i risultati di Indian Wells e Miami) poco più di un anno dopo, grazie al primo titolo ATP conquistato sulla terra rossa di Kitzbuhel nel settembre 2020. Ma da lì la faccenda si era complicata. Prima con un finale di stagione in cui non era riuscito a passare più di un turno negli altri sei tornei disputati, poi con un 2021 deludente, come certificato dallo score stagionale di 14 vittorie e 26 sconfitte dopo che i due precedenti anni da “pro” a tempo pieno lo avevano visto concludere con un saldo positivo tra vittorie e sconfitte. Delusione acuita dal fatto che a partire da maggio, dal Roland Garros in poi, per Miomir i set decisivi erano diventati tabù. Dopo la sconfitta al quinto set nel secondo turno dello Slam parigino contro il connazionale Djere, in cui si era trovato avanti due set a zero, il giovane belgradese aveva infatti perso al quinto anche negli ultimi due Major stagionali ed in nove dei dieci match al meglio dei tre in cui era andato al terzo, l’ultimo dei quali l’amarissima sconfitta 13-11 nel tie-break decisivo in Coppa Davis contro Kukushkin.

Sì la scorsa stagione è stata dura, non è andata come speravo, ma chi lo sa, magari mi tornerà indietro in questa” aveva dichiarato ad inizio stagione il giovane belgradese, dando la sensazione di essersi lasciato alle spalle le amarezze del 2021. E professando, spiegandone i motivi, un certo ottimismo dopo il lavoro fatto in off-season con il suo nuovo coach, un grande ex come David Nalbandian, subentrato nella scorsa stagione allo storico allenatore di Miomir, il croato Miro Hrovatin. “Sono molto più preparato fisicamente e penso in maniera diversa in campo. Questo è l’aspetto su cui, più di tutti, ha influito David. Prima giocavo solo in un modo e se qualcosa non funzionava non avevo altre opzioni: un piano B, un piano C… Adesso ho diverse soluzioni a cui affidarmi”.

 

E che qualcosa in Miomir fosse cambiato si era iniziato a notare già a Melbourne, dove aveva sfruttato il corridoio lasciato libero dal forfait obbligato di Djokovic spingendosi sino agli ottavi di finale, prima di inchinarsi a quella vecchia volpe di Gael Monfils. Risultato assolutamente non scontato, sia per il potenziale carico emotivo da gestire pensando alle aspettative in patria per il fatto di aver “preso il posto” di Nole, sia perché i suoi precedenti risultati Slam (mai oltre il secondo turno) non inducevano certo all’ottimismo. E se sul primo aspetto “Misha” (il suo soprannome in Serbia, ndr) aveva negato di avvertire una pressione particolare nel ritrovarsi lì dove avrebbe dovuto trovarsi il suo fenomenale connazionale, sul secondo invece aveva ammesso che cominciava a non essergli indifferente. “Questa cosa mi ronzava in testa, giocavo gli Slam da tre anni e avevo sempre perso al secondo turno. Mi sono tolto un peso dal cuore, finalmente ho superato il secondo turno.

Vediamo se riesco a mantenere questo livello, spero di riuscirci” aveva dichiarato ai giornalisti serbi lasciando Melbourne. Viste da lontano, le due successive sconfitte con Francisco Cerundolo sulla terra sudamericana in febbraio (a cui si aggiungeva quella contro il cileno Tabilo) erano apparse ai più critici come i segnali che la performance di Melbourne non era stata che un fuoco di paglia. Invece a posteriori assumono un’altra valenza, sia in considerazione dell’exploit – anche grazie al supporto della dea bendata – del tennista argentino con la semifinale raggiunta a Miami, sia perché evidenziano come Miomir si sia messo in gioco sulla terra, superficie che nonostante la vittoria a Kitzbuhel non ha mai amato particolarmente ma che si è reso conto essergli necessaria per ampliare il bagaglio tecnico e tattico e fare un salto di qualità. Ha infatti saltato Montecarlo per recuperare dalle fatiche del Sunshine Double (10 partite disputate in totale, solo Alcaraz ne ha giocate di più, 11), ma tornerà sul mattone tritato già dalla prossima settimana, nel torneo di casa: l’ATP 250 di Belgrado.

Da quanto visto sul cemento USA, spiccano alcuni aspetti del “nuovo” Kecmanovic. Sicuramente la condizione fisica: battagliare alla pari per due ore e mezza con Alcaraz sotto il sole (e l’umidità) della Florida non è da tutti. Ma non è solo una questione di fisico: come aveva spiegato a inizio anno, Miomir adesso gioca in modo diverso. Se prima con i colpi ricercava prevalentemente la profondità, attraverso la quale indurre all’errore dell’avversario, ora il tennista di Belgrado cerca di sfruttare il campo anche in ampiezza, giocando con maggiore angolazione. Ed è diventato più aggressivo, soprattutto con il dritto, cercando di essere lui a conquistare il punto senza attendere – come faceva spesso in passato – l’errore dell’avversario. Grazie anche al supporto di una prima di servizio che sta diventando un’arma importante (81 ace nei primi quattro mesi del 2021, quando il suo record in un anno sono i 166 fatti nel 2019).

Forse però il salto di livello più importante è stato a livello mentale. Kecmanovic ha sempre avuto la tendenza a lamentarsi un po’ troppo tra un punto e l’altro quando le cose in campo non giravano per il verso giusto e a scivolare nella spirale di un body language negativo. Non che questo comportamento sia sparito del tutto, ma la sensazione è che ora riesca a circoscrivere mentalmente la cosa e a resettare, senza portarsi dietro strascichi emotivi nei punti successivi e soprattutto cercando di mantenere un linguaggio del corpo positivo. Lo ha ammesso anche lui: “In campo dimostro più voglia ed energia, “mordo” di più – sono riuscito a svoltare nel modo giusto a livello mentale”. A proposito di svoltare: tornando al discorso dei set decisivi, quest’anno il suo score nei match finiti al terzo è di 5 vittorie e 4 sconfitte.
Già, sembra proprio ci sia un nuovo Miomir Kecmanovic in circolazione. Ed ha più di un piano…

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Mondo Futures: è ancora grande Italia grazie a Lavagno e Oradini

Mentre l’Italia sportiva è ancora scossa dalla mancata qualificazione ai Mondiali di calcio, gli azzurri del tennis raddoppiano negli ITF.

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Edoardo Lavagno (Credit: @edoardolavagno on Instagram)

M15 Marrakech (MOR, terra rossa) – VINCITORE: Edoardo Lavagno

Il torneo di Marrakech si conclude nel miglior modo possibile per Edoardo Lavagno (n.390 ATP), che esce vincitore dall’ultima sfida con Nicholas David Ionel (n.353 ATP), testa di serie numero uno e grande favorito alla vigilia, per 6-4 6-2. Il mancino torinese si rende protagonista di una grande prestazione, sulla scia dell’intera trasferta marocchina, e conquista il suo quarto titolo in carriera, poco più di un mese dopo la sua prima affermazione stagionale a Punta Cana. A corredare il tutto arriva anche il nuovo best-ranking, di certo una sensazione familiare per lui, che nel 2021 era stato il secondo italiano in assoluto (dietro solo a Flavio Cobolli) a scalare più posizioni in classifica: basti pensare che a Gennaio 2021 era addirittura fuori dai primi mille al mondo. Abbiamo raggiunto telefonicamente Edoardo per avere un suo commento: “Partita che sapevo sarebbe stata difficile perché con questo avversario ci avevo già giocato a fine 2020 (sul cemento) e ci avevo perso al tie-break del terzo. E’ un giocatore molto solido che serve bene, ma per fortuna ho indovinato tutte le scelte tattiche, rimanendo sempre in controllo dello scambio, per poi cercare di accelerare col mio dritto. Soprattutto sono stato freddo nei momenti che avrebbero potuto diventare pericolosi. Adesso torno in Italia e mi alleno qualche giorno, poi dovrei giocare il Challenger di Sanremo”.

Per quanto riguarda gli altri italiani in tabellone, spicca la vittoria all’esordio del qualificato Andrea Gola sul terzo favorito del seeding Jose Vidal Azorin (n.455 ATP), gran protagonista del finale di stagione scorsa.

 

M15 Sharm El Sheikh (EGY, cemento) – VINCITORE: Giovanni Oradini

Altro giro, altra doppietta italiana: a Sharm El Sheikh regna infatti Giovanni Oradini (n.546 ATP), al primo hurrà della carriera. Per il prodotto di Mississippi State arriva subito il riscatto dopo la finale persa su questo stesso campo sette giorni fa, per mano di Samuel Ruggeri: battuto in finale 2-6 6-3 6-1 il russo Kirill Kivattsev (n.700 ATP), ancora alla ricerca di bissare il titolo di Georgia nell’ormai lontano 2017. Il roveretano mette la ciliegina sul suo grande inizio di stagione, che l’ha visto arrivare due volte in finale ed altrettante in semifinale; lo abbiamo contattato per conoscere i suoi piani futuri: “Sono ovviamente molto molto contento. Del resto negli ultimi tre mesi stavo giocando bene e quindi diciamo che la vittoria era un po’ nell’aria. Adesso torno a casa per un paio di giorni di riposo poi vado a Padova a giocare le pre-qualificazioni BNL per gli Internazionali di Roma. Poi vedremo assieme al mio coach se andare a Nottingham o a Santa Margherita di Pula. O in subordine a Monastir”.

Buono il torneo anche per Lorenzo Rottoli, che si spinge fino ai quarti contro il finalista Kivattsev: particolarmente intenso il match di secondo turno dal quale esce vincitore contro il connazionale Marco Brugnerotto, tds numero 4, che si arrende dopo circa tre ore di match. Delusione invece per il vincitore di sette giorni fa, Samuel Vincent Ruggeri, che nello speciale remake della finale è sconfitto all’esordio da Francesco Vilardo.

M25 Medellin (COL, terra rossa) – VINCITORE: Benjamin Lock

Il protagonista che non ti aspetti: a Medellin trionfa infatti Benjamin Lock (n.459 ATP), al suo ottavo centro in carriera, il primo da quando la pandemia ha cambiato il corso delle cose. Il 29enne trova quindi il modo di consolarsi dopo la recente retrocessione del suo Zimbabwe in Coppa Davis, competizione della quale lui è ormai un veterano (ha all’attivo circa 50 presenze), anche grazie alla scarsa concorrenza tra i convocabili in nazionale. Nel palmares del nativo di Harare, quello di Medellin è il primo alloro conseguito su una superficie diversa dal cemento, sebbene bisogna considerare determinanti i quasi 1500 metri di altitudine della cittadina colombiana tristemente famosa nella storia. Il tutto, unito alle continue interruzioni per pioggia, ha portato a questo risultato finale, incluse le sorprendenti uscite premature delle teste di serie 1 e 3, Nicolas Mejia (n.260 ATP) e Akira Santillan (n.387 ATP). Il grande sconfitto è tuttavia Oliver Crawford (n.373 ATP), che nonostante abbia tutt’altra prospettiva di carriera rispetto al rivale, non riesce a scrollarsi di dosso il gigante africano, che si assicura il successo nel tie-break decisivo per un punteggio complessivo di 7-6(3) 4-6 7-6(5). Il 22enne di Chicago è ormai a secco da un anno, e tra un infortunio e l’altro sta rischiando di veder scivolare via le belle premesse che il tifo USA riponeva su di lui.

I risultati dal mondo Futures si completano con la vittoria casalinga di due famose conoscenze del circuito challenger, nonché ex Top-100, come Jason Kubler (n.191 ATP) a Canberra e Kenny De Schepper (n.441 ATP) a Toulouse-Balma, quest’ultimo a cinque anni e mezzo di distanza dalla sua ultima volta. Rinky Hijikata (n.258 ATP) vince anche a Calabasas e sembra ormai pronto per il salto di categoria; discorso simile per Mate Valkusz (n.401 ATP), che a Opatija riprende la sua marcia trionfale ai danni del nostro Riccardo Bonadio. Vittorie locali anche per Sidharth Rawat (n.482 ATP) a New Delhi e Carlos Lopez Montagud (n.472 ATP) a Palmanova, quest’ultimo in back-to-back. Alexander Donski (n.525 ATP) e Yuki Mochizuki (n.506 ATP) mettono le mani per la prima volta su un trofeo in questa stagione, nei tornei sempreverdi di Monastir e Antalya. Infine, a Quinta do Lago si impone Valentin Vacherot (n.393 ATP).

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