Wimbledon: Konta brucia i sogni di Halep. Pliskova sarà n.1

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Wimbledon: Konta brucia i sogni di Halep. Pliskova sarà n.1

WIMBLEDON – Simona Halep si ferma a due punti dalla vetta del ranking. Konta riporta il Regno Unito in semifinale e regala la n.1 a Pliskova: sarà la 23esima della storia

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dalla nostra inviata a Londra

[6] J. Konta b. [2] S. Halep 6-7(2) 7-6(5) 6-4

Johanna Konta scrive un’altra pagina del tennis del Regno Unito. La 26enne naturalizzata britannica nel 2012 accede per la prima volta in carriera alla semifinale dei Championships, la seconda in uno slam dopo quella storica dell’Australian Open 2016. È inoltre la prima tennista della terra di Albione a raggiungere la semifinale a Church Road dal 1978, anno in cui vi si issò Virgina Wade, dopo che vinse lo slam londinese nel 1977. Attualmente n. 7 del mondo, nel mese di maggio ha raggiunto il best ranking alla posizione n. 6. Grande rammarico per Simona Halep che, dopo aver visto sfumare il trionfo parigino e la leadership tre settimane fa, quest’oggi rivive lo stesso fallimento dopo essere stata a soli due punti dalla vetta del ranking nel tie-break del secondo set, quando ha condotto 5-4 con il servizio a favore. Johanna chiude il match con lo score di 6-7(2) 7-6(5) 6-4 in 2 ore e 15 minuti. Giovedì disputerà un altro match storico poiché dall’altra parte della rete ci sarà la “veterana”, nonché 5 volte campionessa ai Championships, Venus Williams. La maggiore delle Williams a 37 anni disputerà la sua 10a semifinale all’All England Club.

 

Il corollario della vittoria di Johanna Konta è l’assegnazione della vetta del ranking WTA a Karolina Pliskova, che diventa così la 23esima numero 1 del mondo del tennis femminile. Ci riesce dopo una poco edificante uscita al secondo turno, ma corona una grande continuità di rendimento a cui probabilmente è mancato un vero acuto. Priva di titoli Slam, è la sesta tennista a salire in vetta al ranking senza aver conquistato un Major. L’ultima prima di lei era stata Caroline Wozniacki.

La cronaca del match

In una giornata grigia e uggiosa, per fortuna c’è l’ormai celebre tetto del Centrale. La posta in gioco è altissima per Simona Halep che quest’oggi corre per il n. 1 del mondo e il traguardo di diventare la prima tennista rumena a sedere sul trono del ranking da quando è stata creata la classifica nel 1975. E comincia alla grande Simona, propinando alla britannica un tennis pesante, profondo e martellante da fondo campo. Johanna non è da meno anche se nel braccio di ferro degli scambi è quasi sempre lei a soccombere. La rumena sale rapidamente 3-0 ed ecco che c’è l’incredibile reazione della Konta, che inanella tre giochi di fila, aumentando il ritmo all’impazzata e bombardando con fendenti profondi e supersonici. Ora i missili da fondo vanno a segno, così come riesce a disegnare perfettamente il campo contro una Halep che è costretta a rincorrere e ad arginare l’avanzata di Johanna. Le due si ritrovano così sul 5-5. Non ci pensa un secondo Johanna, che non dà un attimo di tregua all’avversaria, scaraventandole addosso dritti e rovesci devastanti. Nonostante il punteggio, in campo sembra un assolo della Konta mentre la rumena cerca di prolungare ulteriormente gli scambi per indurre in errore la britannica e poi chiudere con le sue angolazioni. Per ora ci riesce perché fa un passo in avanti sul 6-5.

Si arriva al tie break. La Halep si porta in vantaggio 3-2, quando la Konta sparacchia in tribuna un dritto al volo da calcio di rigore. Assordante ed esplosivo il pubblico che impazzisce di gioia ad ogni punto della loro beniamina così come si dispera ad ogni suo errore. Arrivano 4 setpoint rumeni e Simona, chiudendo per 7 punti a 2, è a un set dalla stora.

Continua il braccio di ferro tra le due che si portano sul 4-4 nel secondo set. Come nel primo parziale, entrambe continuano a “sparare” all’impazzata, con un tennis forse troppo monocorde, anche se la Konta non disdegna di uscire dagli schemi, tant’è che sul 5-5 del secondo set, annovera ben 19 giocate al volo con 13 punti vinti, a fronte delle sole 6 discese a rete della rumena. Johanna sale ancora 5-4 e nonostante sia stata a due punti dal set, viene ripresa dalla Halep sul 5-5. Ora spinge e avanza Johanna, tra gli applausi generosi di un pubblico fedelissimo.

Un altro tie-break decide le sorti anche del secondo parziale. La Halep continua a mettere in campo il suo tennis granitico ma l’avversaria la raggiunge sul 3-3, poi Simona sale 5-4; tuttavia, alla fine, l’ultimo punto decisivo è tutto britannico, con la Konta che si aggiudica la seconda frazione per 7 punti a 5. Grande rammarico per Simona che era stata a due punti dal match, dalla semifinale e, soprattutto, dalla prima posizione mondiale. Nel frattempo continua a piovere e annunciano che la conclusione del match tra la Rybarykova e la Vandeweghe si svolgerà sul Centrale, a seguire. La battaglia tra la Halep e Johanna continua senza esclusione di colpi. Ma ecco che la 26enne di origini ungheresi spezza l’equilibrio dello score e strappa per la prima volta la battuta alla rumena, salendo 3-2 nel set decisivo.

Ora è lei a condurre le danze compiendo un ulteriore step verso la storia del tennis britannico. Simona Halep ha comunque un guizzo d’orgoglio e, dopo il calo di tensione, si avvicina all’avversaria sul 3-4. Konta non si ferma più. Avanza ancora 5-3; la Halep inanella tre punti travolgenti e si riavvicina sul 4-5. Chi dimostrerà maggiore sangue freddo? La tennista di Eastbourne ora si procura due matchpoint. Gliene basta uno, anche perché Simona, forse distratta da uno spettatore che urla in tribuna, commette l’errore sanguinoso di appoggiare malamente un dritto a rete.

La rumena spreca un’altra grande occasione e Karolina Pliskova ringrazia; con la sconfitta della Kerber per mano della Muguruza e la débâcle di Halep quest’oggi, ora è la tennista ceca ad impugnare lo scettro del ranking. Per Johanna Konta si apre un altro capitolo di storia poiché è la prima britannica a raggiungere la semifinale dei Championships, dopo Virginia Wade nel 1978, un anno dopo il suo trionfo nel 1977. L’aspetta un’altra battaglia storica contro la fuoriclasse “veterana” Venus Williams che, a 37 anni, disputerà giovedì la sua 10a semifinale a Church Road.

Muguruza e Venus perfette. Grande Rybarikova, fuori Coco 

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Barclays sarà il nuovo banking partner di Wimbledon a partire dal 2023

Wimbledon e Barclays hanno trovato un accordo pluriennale, che comincerà dall’edizione 2023. Tra gli ambasciatori c’è anche Francis Tiafoe

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Dopo la contestata edizione 2022, con l’esclusione di russi e bielorussi e la mancata assegnazione di punti per le classifiche ATP e WTA, Wimbledon si prepara a tornare per il 2023. Dal 3 al 16 luglio del prossimo anno si svolgerà la 147esima edizione dei Championships, che si presenta già con alcune novità.

Tra queste c’è l’annuncio di un nuovo banking partner: sarà Barclays, banca internazionale britannica presente in oltre 50 paesi del mondo, che ha trovato un accordo pluriennale con il torneo londinese. Come si legge dal comunicato, presente sul sito ufficiale del torneo, l’accordo prevede anche la più grande donazione di sempre (che sarà effettuata annualmente) di uno sponsor ufficiale alla Wimbledon foundation.

Per dare ancora più risalto alla partnership, Barclays ha individuato lo statunitense Francis Tiafoe come testimonial, che l’anno scorso a Wimbledon ha raggiunto gli ottavi di finale (suo miglior risultato), perdendo 7-5 al quinto da Goffin.

 

“Sono elettrizzato dall’idea di lavorare con Barclays per aiutare a cambiare la vita dei giovani che non avrebbero possibilità di giocare a tennis – ha dichiarato il 24enne del Maryland. “Giocare a Wimbledon è sempre stato il mio sogno, quindi essere un ambasciatore di questa banca per me è davvero molto speciale”.

Barclays rafforza così il suo rapporto con il mondo dello sport, dato che già da oltre 20 anni è anche banking partner della Premier League, l’equivalente inglese della Serie A.

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Wimbledon 2023, novità in vista: sale il montepremi, via libera all’intimo colorato per le giocatrici

La 136^ edizione prenderà il via lunedì 3 luglio e terminerà domenica 16: tante le novità in programma

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Centre Court and No.1 Court under the closed roofs at The Championships 2021. The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 1 Monday 28/06/2021. Credit: AELTC/Bob Martin

Il fascino di Wimbledon è qualcosa che resta immutato nel panorama tennistico. L’All England Law Tennis Club ha presentato ufficialmente l’edizione 2023 del torneo più famoso al mondo. La 136^ edizione prenderà il via lunedì 3 luglio e terminerà domenica 16.

Economicamente, il torneo del 2022 ha fatto incassare circa 47.141 milioni di dollari: il novanta per cento di questi sarà ridistribuito nel montepremi del prossimo anno. Si tratta del secondo incasso più alto di sempre dopo il 2019. Numeri da record anche per il concorso riservato ai tifosi di tennis con in palio la possibilità di prelazione all’acquisto dei biglietti per il Championship 2023. Per loro ci sarà la possibilità di acquistare i ticket d’ingresso al costo dell’edizione 2022.

Ian Hewitt, presidente dell’All England Club, ha dichiarato: “Sono lieto di confermare che il guadagno extra dello scorso anno sarà ridistribuito alla LTA”.

 

Ci sarà un’importante novità nella prossima edizione del torneo femminile. Grazie all’impegno della WTA, infatti, si è trovato l’accordo sul consentire l’utilizzo di intimo di colore medio/scuro se le tenniste lo vorranno.

Sally Bolton, amministratrice delegata dell’All England Club, ha dichiarato: “Ci impegniamo ad ascoltare i giocatori e ad ascoltare il loro feedback su come poter migliorare. Abbiamo aggiornato la regola dell’abbigliamento bianco a Wimbledon proprio per assecondare le richieste ricevute”.

Intanto, il team dei professionisti dell’All England Club si amplia con Laura Robson e Jamie Delgado che entreranno a far parte del Club da fine novembre. La prima non ha bisogno di presentazioni: medaglia d’argento olimpica e campionessa juniores di Wimbledon, con la casella n. 27 del ranking WTA tra i più alti toccati dalla tennista. Delgado, invece, è stato allenatore di Murray, Muller e Shapovalov, oltre è stato capitano della Gran Bretagna in Coppa Davis.

I loro ruoli saranno incentrati sulle relazioni internazionali con i giocatori, con un mandato che include viaggi nei tornei di tutto il mondo per favorire la cooperazione tra i vari organizzatori.

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Wimbledon in subbuglio dopo il ban ai tennisti russi

Critiche al presidente del club Ian Hewitt per la gestione inadeguata, si cerca un sostituto. Problemi con la comunità locale anche nell’annessione del Golf Club

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Era il 20 aprile 2022 quando gli organizzatori di Wimbledon decisero di escludere tennisti russi e bielorussi dallo Slam londinese come conseguenza della guerra in Ucraina; e dopo oltre cinque mesi sono ancora tanti gli strascichi di questa decisione. A pagarne le conseguenze adesso non sono solo i tennisti che si sono ritrovati senza punti nel ranking (come il finalista Kyrgios che avrebbe potuto ambire ad un posto alle FInals, o la vincitrice Rybakina che sarebbe a ridosso della top 10), ma anche svariati dirigenti e organizzatori del torneo. Come scrive Simon Briggs su The Telegraph infatti, Wimbledon è “in tumulto” e sono tanti i malumori interni.

Per prima cosa va registrata la partenza di tre ‘direttori senior’ su sette (tra cui il direttore commerciale Gus Henderson, e il direttore immobiliare Robert Deatker), e si sta facendo sempre più pressione affinché anche l’attuale presidente dell’All England Club, Ian Hewitt, lasci il suo posto anziché terminare il suo mandato nel 2024. “Mentre il comitato dell’All England Club aveva originariamente sostenuto il divieto ai tennisti russi, un insider ha affermato che la leadership del club era stata colpevole di “una combinazione di arroganza e ingenuità” nell’aspettarsi che il resto del mondo del tennis accettasse la decisione senza esitazioni” scrive Briggs.

Il 75enne Hewitt – sempre più spinto verso l’uscita – non gode più delle simpatie dei suoi colleghi, mentre Sally Bolton, promossa da responsabile delle operazioni dell’AELTC ad amministratore delegato nel 2020, fatica a ingranare nel suo nuovo ruolo. In pole position per prendere il posto di Hewitt c’è Debbie Jevans – già direttrice dello sport alle Olimpiadi di Londra 2012 – che in tal caso diventerebbe la prima presidente donna del club. Così dovrebbe evolversi la situazione nei prossimi giorni: “È probabile che l’assemblea generale annuale dell’AELTC – prevista per l’inizio di dicembre – approverà un vicepresidente che subentrerà la prossima estate, limitando così l’influenza di Hewitt in questi ultimi mesi smorzando le sue speranze di continuare fino al 2024”. Sottolineiamo che quello di presidente è un ruolo non retribuito, nonostante l’impegno che richieda e la quantità di denaro che il diretto interessato si ritrova a gestire; tutto a causa di una costituzione datata 1868 che può scegliere il presidente del club solamente tra una cerchia ristrettissima di membri, a differenza del ruolo che ricopre Shelly Bolton, CEO, che è a tutti gli effetti una dipendente e quindi può venir scelta tra una rosa molto più ampia.

 

A causare tanto trambusto all’interno del quartier generale del tempio sacro del tennis non è solo l’esclusione dei tennisti russi e bielorussi nell’ultima edizione, ma anche l’annessione del vicino Wimbledon Park Golf Club avvenuta nel 2018. Per 65 milioni di sterline, il torneo di Wimbledon ha di fatto triplicato il suo spazio a disposizione e, tra le altre cose, si sta progettando un nuovo stadio da 8.000 posti, suscitando non poche critiche della comunità locale“A giugno, l’importante oppositore locale Christopher Coombe aveva predetto che l’intera saga sarebbe durata a lungo: “cinque set con un tie-break”” si legge su The Telegraph. Indipendentemente da come andrà a finire, il club di Wimbledon sta affrontando uno dei periodi più intricati della sua storia, e la critica maggiore che gli viene fatta è quella di avere al timone della nave persone carenti sia in leadership che in competenze tennistiche (basti pensare che Bolton non era a conoscenza dei cambiamenti di condizioni di gioco con il tetto chiuso). La scelta di un presidente adeguato quindi è più cruciale che mai.

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