ATP Umago: Giannessi eroico, ora Lorenzi. Fognini out

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ATP Umago: Giannessi eroico, ora Lorenzi. Fognini out

Giannessi rimonta Dutra Silva e centra la sua prima semi ATP. Dodig estromette la tds n.1 Goffin, in ritardo di condizione. Ottima prestazione di Rublev che sorprende Fognini

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dai nostri inviati ad Umago

[LL] A. Rublev b. [3] F. Fognini 6-7(5) 6-2 7-6(2) (da Umago, Laura Guidobaldi)

Prestazione eccelsa del 19enne Andrey Rublev che, in una battaglia protrattasi al tie-break del terzo set, supera Fabio Fognini con lo score di 6-7(5) 6-2 7-6(2). Dopo Monfils e Goffin, ora il Croatia Open perde anche la testa di serie n. 3. Fabio ha disputato un buon match soprattutto nel primo set. Poi a dovuto fronteggiare un avversario che, nonostante la giovane età, ha dimostrato di non tremare nei momenti topici del match. Ottimo alla risposta e con il dritto martellante e precisissimo, la stella russa della NextGen ha vinto un match con autorità e grande lucidità. Sabato, per la sua prima semifinale in un torneo ATP, troverà  dall’altra parte della rete il “veterano” e wild card Ivan Dodig che ha estromesso il n. 1 del seeding David Goffin.

 

Il detentore del titolo contro la stellina NextGen. Fabio Fognini sa che Andrey Rublev è avversario molto pericoloso. E infatti il russo, attuale n. 74 Atp, tiene testa al ligure che, nonostante si porti in vantaggio 3-1 e 4-2 nel primo set, si fa rimontare da un Andrey solido e centrato. Passa in vantaggio 6-5 ma Fabio lo trascina al tie-break. Senza complessi e con grande autorità, Rublev si porta rapidamente in vantaggio 4-1. Ma grazie all’esperienza e ad un tennis pregevole, il ligure alla fine fa suo il primo parziale per 7 punti a 5 per la gioia degli spettatori del Goran Ivanisevic Stadium. Tantissimi gli italiani giunti ad acclamare il tennista di Arma di Taggia che, però, nel secondo set si scioglie, preso di sorpresa da un Rublev particolarmente aggressivo, centrato e lucido.

Con il prosieguo del match, il 19enne di Mosca aumenta l’intensità, la precisione, alzando il livello del proprio tennis e, dopo 1 ora e 16 minuti di gioco, si regala il secondo set per 6-2. Martellando all’impazzata Fabio da una parte all’altra del campo, il giovane russo continua a disegnare il campo in modo magistrale. Le righe sono tutte sue. I tifosi italiani si scatenano con cori e urla in un tifo quasi calcistico. Ma anche il russo comincia ad avere i suoi sostenitori in tribuna, soprattutto quando Fognini lancia ancora violentemente a terra la racchetta, gesto che gli causa un penalty point, avendo già ricevuto un worning precedentemente. Ora Fabio appare più scoordinato e disunito. Resta comunque attaccato all’avversario nello score. Impressionante Rublev nelle risposte al servizio, con fendenti profondi, tesissimi, pesanti e fulminei che schizzano sulle righe. Fabio sale in vantaggio 5-4 e il pubblico del Centrale aumenta ulteriormente l’intensità delle urla e degli incoraggiamenti. I due giungono ad un secondo tie-break e, questa volta, il giovanissimo tennista di Mosca dimostra tanta maturità quanta freddezza. Prende il largo sul 5-0 per poi regalarsi la sua prima semifinale in un torneo ATP chiudendo il terzo parziale per 7 punti a 2. Nelle dichiarazioni post match, lo stesso Fabio Fognini ha riconosciuto la grande prestazione dell’avversario.

Percorso ineccepibile di Andrey Rublev che, grazie al ritiro di Borna Coric, entra nel main draw da lucky loser per poi avanzare fino alla semifinale. Sabato incrocerà la racchetta con il “veterano” wild card Ivan Dodig. Il croato, 32 anni e n. 412 del mondo (ma n. 7 in doppio) quest’anno non aveva ancora vinto un match di singolare in un torneo ATP e non raggiungeva la semifinale in un torneo del circuito maggiore dal 2013.

A. Giannessi  b. R. Dutra Silva 6-7(3) 6-2 7-5 (da Umago, Michelangelo Sottili)

Alessandro Giannessi offre al pubblico della Next Gen Arena una strepitosa prova di fisico e carattere durata quasi tre ore. Sotto 2-5 al terzo, infila cinque giochi consecutivi a un incredulo Rogerio Dutra Silva e si conquista così la prima semifinale ATP in carriera.

Inizia bene il match di “Gianna” il cui dritto fa danni nella metà campo di un Rogerio poco centrato che sembra pagare la vittoria di ieri contro Monfils. In vantaggio nel gioco e nel punteggio, lo spezzino cede però il servizio sul 4-2 dopo una contestazione per quella che l’arbitro giudica, correttamente, una late call. Il brasiliano mostra segni di ripresa e inchioda Giannessi nell’angolo del rovescio per poi sfondare sull’altro lato. La svolta arriva con uno scambio durissimo chiuso a rete da Rogerio quando serve sotto 5-6 e 0-15: è il primo di otto punti consecutivi che lo portano 4-0 al tie-break, un vantaggio incolmabile per Giannessi che, rivolto al suo angolo, sussurra “sono morto”. Si ricomincia con Gianna che brekka pur lamentando un fastidio alla coscia sinistra per cui chiederà un MTO sul 2-1. Tra drittoni mancini e drop shotmicidiali, Alessandro salva palle break a ripetizione e chiude il secondo set 6-2. Prova allora a farsi trattare la stessa coscia anche Dutra Silva: torna in campo e perde il servizio, ma poi prende in mano il gioco anche perché le gambe italiane smettono di girare a dovere e il dritto ne risente in peso e precisione. Il brasiliano sale 5-2 e, dopo aver praticamente rinunciato al game di risposta, serve per match e va 30-0. Con un moto di orgoglio, Alessandro si riprende e gira la partita in quel nono gioco mozzafiato dove non concede match point, trasforma la quinta palla break e tira dritto fino al 7-5. Nell’intervista dopo il match, Alessandro si dichiara soddisfatto della sua prima semi nel World Tour e dell’ingresso nei primi 90 del ranking, ma assicura che non ha alcuna intenzione di accontentarsi.

[4] P. Lorenzi b. [8] J. Vesely 1-6 7-5 6-3 (da Umago, Ilvio Vidovich)

Paolo Lorenzi si regala la prima semifinale ad Umago rimontando Jiry Vesely nell’ultimo quarto di finale in programma. Dopo aver subito la potenza del ceco nel primo set, l’azzurro si riprende alla grande e finisce per vincere meritatamente al terzo.

Si è trattato del quarto match a livello ATP tra Lorenzi e Vesely, con l’azzurro che era sempre uscito sconfitto nelle precedenti sfide. Due delle quali a livello Slam nel 2015 (Wimbledon e Parigi), vinte entrambe in tre set dal tennista ceco. Ma quella più significativa in relazione al match di oggi era sicuramente l’ultima, disputata tre mesi fa sulla terra di Marrakech, che aveva visto prevalere ancora una volta il gigante ceco, ma stavolta solo al fotofinish, al tiebreak del terzo. Sotto i riflettori della Next Gen Arena partiva meglio il ceco, che non soffriva nei suoi turni di battuta e che già nel quarto game, alla seconda palla break strappava il servizio al 34enne senese di adozione. Spingeva molto il n. 57 ATP, sia con il servizio che con la risposta, con l’intento di comandare il gioco ed evitare che Lorenzi portasse lo scambio sul terreno a più congeniale del palleggio da fondo. Tattica che gli riusciva benissimo, complice anche un Lorenzi non ancora del tutto in partita – come ammetterà nel post match. Altro break nel sesto gioco e a seguire il 24enne di Pribram in poco più di mezz’ora incamerava il primo set per 6-1.

Il terzo break consecutivo subito da Lorenzi nel primo game del secondo non sembrava far presagire nulla di buono per il 34enne di origine romana, invece da quel momento in poi cominciava tutta un’altra partita. Vesely si distraeva un attimo (“Aveva sempre vinto con me, era avanti un set ed un break, forse si è rilassato” commenterà scherzosamente l’azzurro a fine partita) e Paolo era bravo a riprendere subito il break e a rimettersi in carreggiata. Complice anche un calo di intensità di Vesely e una maggiore incisività con il servizio del n. 34 del mondo, sui propri turni di battuta l’azzurro non soffriva più. Al contrario, il tennista ceco sul proprio servizio non riusciva più a comandare così agevolmente il gioco come nel primo set e faticava sempre di più. Il dodicesimo gioco era quello della svolta. Vesely cercava con tutte le sue forze di arrivare al tie-break, tornando a spingere da fondo in maniera notevole, seppur non più con la stessa potenza di mezz’ora prima. Ma Lorenzi era veramente “on fire”, recuperava tutto e soprattutto negli ultimi due punti del game si difendeva in maniera stupenda, disinnescando alla distanza la potenza del ceco e conquistando così il parziale per 7-5.

Si andava al terzo con la sensazione che il match fosse ormai girato a favore dell’azzurro. Incredibilmente però era il gigante ceco (quasi due metri di altezza) a strappare il servizio al suo avversario nel terzo gioco, complice un paio di inusuali errori del giocatore di Siena. Ma era solo un piccolo passaggio a vuoto, Lorenzi recuperava subito il break, mentre Vesely subito dopo iniziava a lamentare problemi alla mano sinistra, dei crampi oppure un indolenzimento. Problemi che lo costringevano a chiamare il fisioterapista al cambio campo dopo aver praticamente regalato il quinto game a Lorenzi sparando a tutto braccio ogni risposta. Il match si decideva nel gioco successivo, dove Vesely cercava di spingere e di accorciare il più possibile gli scambi, continuando a provare a rilassare la mano tra un punto e l’altro. Ma chiedeva troppo al suo gioco, tanto da commettere un doppio fallo sulla palla del tre pari e poi cedere nuovamente la battuta. Lorenzi non si voltava più indietro e finiva in bellezza con due ace (uno quasi a 190 km/h) nell’ultimo game che conquistava a zero, per il 6-3 che gli regalava la terza semifinale ATP stagionale e gli applausi del pubblico italiano, abbastanza numeroso sulle tribune. Sarà dunque derby con Giannessi: i due si sono affrontati un mese fa nella finale del Challenger di Caltanisetta, vinta da Lorenzi in due set. “Ci siamo allenati insieme sia a Caltanisetta che qui: ci porta bene” ha commentato Lorenzi a fine match. Probabilmente sperando in cuor suo che finisca come in Sicilia.

[WC] I. Dodig b. [WC/1] D. Goffin 7-5 6-3 (da Umago, Ilvio Vidovich)

Saluta Umago la testa di serie n. 1 David Goffin, ancora in evidente ritardo di condizione dopo l’infortunio alla caviglia patito al Roland Garros. Tanti, troppi, gli errori del n. 14 del mondo oggi. Dall’altro lato c’è da rendere merito ad Ivan Dodig che ha saputo sfruttare l’occasione giocando una partita di ottimo livello, solido al servizio (63% di punti sulla prima) ed aggressivo alla risposta (55% dei punti quando Goffin ha giocato la seconda).

Per il belga, al suo secondo match ufficiale dopo l’infortunio, la partita era iniziata subito in salita. Due palle break da salvare già nel quarto gioco: ce la faceva, ma poi capitolava nel successivo turno di battuta. Dodig, che aveva iniziato in maniera impeccabile, molto centrato sia al servizio che in risposta, saliva sul 5-2.  Il tennista croato arrivava a procurarsi due set point, continuando a sfruttare la debolezza di Goffin sulla seconda di servizio (2 punti su 9 sino a quel momento). In bilico sul cornicione, il n. 13 del mondo aveva un sussulto d’orgoglio e trovava la forza di arrestare l’emorragia del punteggio. Il belga inanellava un parziale di 12 punti a 1 e raggiungeva l’avversario sul 5 pari. E pensare che prima del controbreak del nono gioco aveva fatto 3 punti in 3 turni di servizo di Dodig. Ma era un fuoco di paglia quello di Goffin. Davanti allo sguardo attento del suo collega ed amico Franko Skugor, con cui ieri nella tarda serata aveva perso (con rammarico, come ha ammesso oggi nel post partita) il derby croato di doppio contro i fratelli Draganja, il 32 enne croato, sprofondato al n. 412 del ranking (la classifica più bassa dal febbraio 2009, lui che è stato anche n. 29 del mondo), non si faceva intimorire e riprendeva ad aggredire l’avversario. Tattica che pagava ancora, dato che otteneva il nuovo break che gli valeva il primo set con il punteggio di 7-5.

Che il Goffin di oggi fosse lontano parente del giocatore che aveva battuto Djokovic nei quarti e messo inizialmente in difficoltà Nadal nella semifinale di Montecarlo era evidente, ma la conferma che il lavoro da fare in allenamento è ancora tanto arrivava dalla clamorosa palla break che si divorava nel terzo gioco (metteva out in larghezza un dritto a campo sguarnito). Dodig capiva di avere l’incredibile occasione di tornare in una semifinale ATP dopo quasi quattro anni (ottobre 2013 a Tokyo), si salvava e otteneva il break nel gioco successivo. Goffin aveva ancora un ultimo sussulto. Recuperava lo svantaggio, impattava sul 3 pari e saliva 0-30 nel settimo gioco. Ma il tennis del primo belga a riuscire ad entrare nella top ten oggi era in grado di produrre solo qualche rara giocata degna del suo ranking. Erano molti di più gli errori, alcuni veramente clamorosi, che infatti tornavano a susseguirsi copiosamente sul terreno del Goran Ivanisevic Stadium di Umago e consentivano al tennista di Medjugorje di recuperare, riportasi in vantaggio di un break nell’ottavo gioco e infine di conquistare anche il secondo parziale per 6-3 e giocarsi la possibilità di disputare la sua seconda finale ATP dopo sei anni (anche la precedente l’aveva raggiunta in Croazia, a Zagabria) contro il vincitore del match tra Fognini e Rublev. Assolutamente niente male per una wild card n. 412 del mondo – ma che con la semifinale è già sicuro di tornare tra i primi 300 –  che prima di Umago non aveva vinto nemmeno un match a livello di main draw ATP in stagione.

Risultati:

[WC] I. Dodig b. [WC/1] D. Goffin 7-5 6-3
A. Giannessi b. R. Dutra Silva 6-7(3) 6-2 7-5
[LL] A. Rublev b. [3] F. Fognini 6-7(5) 6-2 7-6(2)
[4] P. Lorenzi b. [8] J. Vesely 1-6 7-5 6-3

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Wimbledon: Vavassori piace e diverte, ma Tiafoe è troppo solido

LONDRA – Andrea attacca e gioca bene, Frances tira, corre e alla fine vince senza rischiare. Tanti applausi per l’italiano

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[23] F.Tiafoe b. [Q] A.Vavassori 6-4 6-4 6-4 (da Londra, il nostro inviato)

Inizio piuttosto teso sul court 17 di Wimbledon, con Frances Tiafoe che si presenta in campo quasi 9 minuti in ritardo, e Andrea Vavassori che dà il via al match perdendo subito il servizio. L’italiano è comprensibilmente contratto, lo si capisce dai lanci di palla sbagliati e da qualche accelerazione non abbastanza convinta, ma insomma, siamo davanti a un ragazzo che sta giocando una partita sognata chissà quante volte.

Frances da parte sua non sembra proprio in forma scintillante, nel secondo game concede un paio di occasioni a Vavassori per rientrare subito, e poi subisce la reazione di Andrea che dallo 0-2 recupera e sorpassa fino al 3-2. Poco dopo, sul 3 pari, inizia a piovere, ed è un peccato, perchè l’inerzia si era spostata, da bordocampo sento Tiafoe smoccolare parecchio per le difficoltà a stare in equilibrio, e questo ben prima dello scroscio. D’altronde, con quegli appoggi potenti e pesanti, l’erba intonsa delle prime giornate diventa traditrice, l’americano qui non è mai andato oltre il terzo turno.

 

Come era purtroppo prevedibile, la pausa (di un’oretta circa) permette a Frances di riordinare le idee, il che si traduce, a furia di botte da fondo, servizi e buoni passanti, in un break che viene capitalizzato per il 6-4. A inizio secondo set un doppio fallo, una bella risposta dell’americano, e un errore sottorete costano ancora un game di servizio a Vavassori. Da quel momento Tiafoe non rischia più (mentre Andrea si salva da uno 0-40) e siamo 2 set a zero, 6-4 6-4. Non è male la partita, anzi, Vavassori fa vedere cose belle in attacco e prende tanti applausi, ma il gap di cilindrata in favore di Frances si fa sentire, ogni volta che colpisce comodo l’americano fa male soprattutto al rovescio di Andrea, che ha un ottimo slice ma non basta.

“Che bello essere qui, peccato il primo set. Mi sento bene, ora testa al doppio di mercoledì!”

Ormai nei game di servizio di Vavassori c’è lotta, con palle break assortite, in quelli di Tiafoe non si gioca o quasi, e l’inevitabile break decisivo arriva nel nono game del terzo set. Il 6-4 6-4 6-4 conclusivo è giusto per quanto visto in campo, la speranza è di poter rivedere ancora Vavassori a questo livello. Nel frattempo, solo complimenti per Andrea.

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ATP Eastbourne: Fritz piega Cressy in una finale da erba d’altri tempi

Dopo un primo set dominato dal N.14 del mondo, zero palle break concesse da entrambi nei due successivi. La spunta Taylor al tie-break decisivo

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[3] T. Fritz b. M. Cressy 6-2 6-7(4) 7-6(4)

 

Se avete nostalgia dell’erba dei tempi che furono e passate le giornate su Youtube per ritrovare il prato spelacchiato nei pressi della rete probabilmente la finale di Wimbledon che si giocherà tra due settimane non vi renderà felici. Potete però ripiegare sulla finale del torneo di Eastbourne che hanno disputato Taylor Fritz e Maxime Cressy in un derby americano inatteso quanto old-fashioned.

Il campione di Indian Wells aveva già vinto questo torneo tre anni fa da giovanissimo ed evidentemente ha un rapporto speciale con questi campi. Cressy è senza alcun dubbio il miglior giocatore di serve&volley sistematico al mondo in questo momento, almeno in singolare. Non solo è il migliore ma è probabilmente anche l’unico sotto i 2 metri di altezza.

Alla fine ne è venuto fuori un match da 1992 più che da 2022: Fritz ha dominato il primo set con due break nel primo e nel settimo gioco sfruttando 2 palle break su 3. Da lì in avanti nessuno dei due giocatori ne vedrà più una fino alla fine.

In questo modo Fritz ha chiuso l’incontro, vinto al tie-break decisivo, non concedendo nemmeno una palla break in tutto l’incontro cedendo appena 10 punti complessivi alla battuta su 83 (12%). Paradossalmente 2 di questi 10 punti li ha persi nel tie-break del secondo set e gli sono costati dunque l’allungamento del match al terzo.

Nel tie-break decisivo invece i ruoli si sono invertiti: è stato Fritz a portare a casa due mini-break che gli sono valsi il terzo titolo della carriera, il secondo della stagione dopo il Masters 1000 in California e anche il secondo sui prati di Eastbourne.

Una cosa è sicura però: non prendete impegni per martedì perché Auger-Aliassime contro Cressy rischia di essere di gran lunga il primo turno più spettacolare di Wimbledon 2022.

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ATP Maiorca: Tsitsipas rischia più volte ma si impone al fotofinish contro Bautista Agut, 1° titolo su erba

Stefanos Tsitsipas spreca un vantaggio di un set e un break, serve per il match, non chiude ma vince comunque. Nono titolo in carriera, il primo sui prati

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Stefanos Tsitsipas - ATP 250 Maiorca 2022 (foto Twitter)

Clicca qui per ascoltare il video intero!

[2/WC] S. Tsitsipas b. [5] R. Bautista Agut 6-4 3-6 7-6(2)

 

I grandi complimenti di Toni Nadal, in veste di direttore dell’ATP 250 di Maiorca, sono emblematici della finale che Stefanos Tsitsipas e Roberto Bautista Agut hanno interpretato. Un ultimo atto pieno di colpi di scena, in cui il greco è sempre stato avanti nel punteggio ma ha subito per ben due volte il ritorno dello spagnolo. Il tiebreak del terzo set, tuttavia, è stato un assolo del numero 6 del mondo, che lo ha dominato dal primo all’ultimo punto.

IL MATCHBautista Agut parte in maniera fallosa sia con le volée che col dritto, concedendo subito tre palle break consecutive al greco. Tsitsipas ha dalla sua anche la fortuna e un nastro beffardo gli smorza la palla quel tanto che basta per mandarla dall’altra parte, ritrovandosi 1-0 e servizio. Vantaggio mantenuto grazie ad un grande controllo degli scambi da fondo; Bautista Agut prova a fare restare a galla con palle arrotate e profonde, ma la potenza del dritto del 23enne di Atene continua a fare seri danni e in 11 minuti è 3-0 pesante. Poco dopo i punti vinti dal numero 20 del mondo eguagliano i game di Tsitsipas e si va 4-0. Per la prima volta Bautista riesce a vincere due quindici consecutivi e a sbloccarsi e, inaspettatamente, anche a recuperare uno dei due break di svantaggio. Aiutandosi con il servizio l’iberico risale fino al 3-4, accompagnando il tentativo di rimonta con diversi “Vamos!”. Bautista Agut è definitivamente entrato in partita e Tsitsipas rischia un po’ troppo, finendo subito sotto 0-30 anche per via di un doppio fallo. Da quel momento, però, il greco chiama in causa il suo gran servizio, conquistando quattro punti di fila e mantenendo il vantaggio. La testa di serie numero 5 prova a rimanere in scia, ma nel decimo game l’ellenico trova due ace e due prime vincenti e archivia 6-4 la prima frazione in cui, come spesso accade, ottiene molto dalla battuta (79% di punti vinti con la prima).

Il tabellone completo dell’ATP250 di Maiorca

Il secondo parziale parte in modo più equilibrato rispetto al primo, ma quando sembra che possa esserci una partita vera Bautista Agut spegne nuovamente la luce. Nel terzo game, infatti, l’iberico commette tre gratuiti di rovescio e concede altrettante palle break (seppur non consecutive): sulle prime due è bravo a cancellarle, ma sulla terza sbaglia una comoda volée di rovescio sopra la rete. In men che non si dica Tsitsipas si porta in vantaggio 3-1 e sembra totalmente in controllo del match, ma Bautista Agut non è certo un giocatore arrendevole. Prima un suo gran rovescio lungolinea, quindi due non forzati del numero 6 del mondo gli valgono due palle break per rientrare in partita. La seconda chance è quella giusta, con il 34enne di Castellon De La Plana che riesce ad agguantare il suo avversario sul 3-3. Qualcosa sembra essersi inceppato nel gioco del greco, che smarrisce la prima, va spesso fuori giri e regala altre due chance di break a Bautista Agut. Lo spagnolo se le procura al termine di uno scambio spettacolare, facendo giocare a Tsitsipas una complicata volée bassa e infilandolo successivamente con il dritto. Alla prima possibilità la testa di serie numero 5 opera l’allungo e, al momento di chiudere, tira fuori il meglio si sé con un pallonetto millimetrico, una smorzata vincente e un ace. Diventano cinque i giochi consecutivi vinti da Bautista Agut, che chiude 6-3 e rimanda tutto al terzo set.

Il match si fa decisamente più combattuto, con i due giocatori che sono ben consci di quanto sia importante partire bene. Tsitsipas non ha problemi nei suoi primi due giochi al servizio, tenuti entrambi a 15, mentre Bautista Agut difende il suo primo turno ai vantaggi. Nel quarto gioco l’iberico si porta comodamente sul 40-0, ma abbassa la concentrazione e subisce il rientro del suo rivale, che con cinque punti consecutivi ottiene il break. Abbastanza clamoroso il modo in cui Tsitsipas opera l’allungo, dato che – esattamente come nel primo set – è un nastro beffardo a mettere fuori giri Bautista Agut, che stava per mettere a segno una comoda volée di rovescio. La palla, tuttavia, bacia il net e ricade tra i piedi dello spagnolo, bravo a salvarsi rapidamente ma impotente sul colpo successivo del numero due del seeding, che si scusa in tutti i modi. L’ellenico ne approfitta, sale velocemente 4-1 e poco dopo ha un’opportunità del doppio break, ma l’iberico è bravo a cancellarla a rete. Si procede on serve fino al 5-3, quando Tsitsipas è chiamato a chiudere. Il numero 6 del mondo avverte la tensione del momento, concede una chance di break e, questa volta, la fortuna sorride al suo avversario. Il numero 20 del mondo, infatti, risponde come può ad una corposa prima della testa di serie numero due, che manca completamente l’impatto con la palla per via di un rimbalzo irregolare e viene ancora raggiunto da Bautista Agut, che impatta sul 5-5. Tsitsipas si fa riprendere da 40-0 ma non concede break point, mentre lo spagnolo tiene a zero il suo ultimo turno di battuta: sarà il tiebreak a decretare il vincitore del torneo. Il primo minibreak è del greco, che trova un importante dritto sulla riga e proprio con questo colpo fa la differenza, portandosi sul 4-1. Con un altro punto spettacolare il numero 6 ATP allunga il suo vantaggio, si procura quattro match point consecutivi e chiude subito con una seconda vincente un tiebreak dominato dall’inizio alla fine. Termina 6-4 3-6 7-6 in 2h31 per Tsitsipas, che si è trovato prima avanti di un set e un break, poi ha servito per il torneo nel terzo set, ma in entrambe le occasioni era stato rimontato da un mai domo Bautista Agut. Questo successo è il 40esimo in stagione, che gli valgono anche il nono titolo in carriera, il primo in assoluto sull’erba. Grazie alla vittoria odierna, inoltre, l’ellenico scavalca Alcaraz e torna al secondo posto nella race, alle spalle soltanto di Rafael Nadal. Al termine di Wimbledon Tsitsipas salirà al numero 4 ATP, poiché usciranno a Novak Djokovic i 2000 punti ottenuti grazie alla vittoria dell’anno scorso. Il serbo scenderà dunque al numero 7 del ranking.

Il tabellone completo dell’ATP250 di Maiorca

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