Nigel Sears torna in panchina: sarà negli States con Makarova

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Nigel Sears torna in panchina: sarà negli States con Makarova

L’ex coach di Hantuchova e Ivanovic esordirà nel box della russa a New Haven e sarà presente anche agli US Open. I due decideranno se proseguire il rapporto al termine dello Slam

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Nigel Sears torna ad allenare. L’ex coach di Amanda Coetzer, Daniela Hantuchova e Ana Ivanovic, fermo da quando la serba ex numero 1 del mondo ha deciso di appendere la racchetta al chiodo quasi un anno fa, ha confermato che, a partire dal Connecticut Open in programma dal prossimo 20 di agosto, inizierà a collaborare con Ekaterina Makarova. Una collaborazione “a termine”, almeno per ora, dal momento che allenatore e giocatrice si sono ripromessi di valutare l’esperienza al termine dell’ultimo slam stagionale, prima di decidere se proseguire o meno il rapporto.

Negli ultimi mesi Sears si è dedicato alla televisione, ricoprendo il ruolo di analista per BT Sports, ma non aveva mai accantonato l’dea di tornare ad allenare: Lavorare per la televisione mi piace e mi gratifica, ma se si dovesse presentare l’opportunità di tornare a vestire i panni del coach la valuterei con attenzione. Dovrebbe essere qualcosa di molto stimolante, però. Non mi tufferei sulla prima proposta”. Evidentemente il ruolo di mentore della recente campionessa in doppio a Wimbledon rappresenta qualcosa per cui vale la pena prendersi una pausa dal piccolo schermo.

Già numero 8 del mondo nell’aprile del 2015, Makarova era precipitata fuori dalle prime 50 al termine di un periodo avaro di risultati, ma è riuscita a farvi ritorno grazie al successo ottenuto domenica scorsa a Washington, a oltre tre anni di distanza dall’ultimo torneo vinto, a Pattaya nel febbraio del 2014. La ventinovenne moscovita stava lavorando senza l’aiuto di un coach dal momento in cui l’occasionale partnership con Anastasia Myskina – madre di tre figli e per questo impossibilitata a seguire Ekaterina in giro per il mondo in modo continuativo – si è interrotta ormai diverso tempo fa.

 

Vincere questo torneo è stato qualcosa di molto emozionante – ha dichiarato Makarova dopo il trionfo nella capitale degli Stati Unitisoprattutto per come sono riuscita a superare i momenti duri. Dai quarti di finale in poi ho sempre dovuto rimontare un set di svantaggio, ma ogni volta sentivo che il mio tennis stava tornando, ed ero piena di fiducia in ogni momento. Ultimamente ho viaggiato senza un coach, e il supporto dei tifosi è la cosa che più mi è utile per superare le difficoltà”. D’ora in poi, almeno per qualche settimana, penserà Nigel Sears a guidarla.

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Doppia festa in casa Seppi: compleanno e… fiocco rosa!

È nata negli Stati Uniti la primogenita di Andreas Seppi

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Dopo la finale disputata al New York Open domenica scorsa, Andreas Seppi è corso a Boulder, in Colorado, dove da qualche tempo risiede con la moglie Michela, pronto a festeggiare il 36° compleanno che sarebbe arrivato venerdì di questa settimana.

Prima del compleanno, però, è arrivato un enorme regalo atteso da tempo: la nascita della sua prima figlia, la piccola Liv. Andreas è diventato padre proprio il giorno prima di compiere 36 anni: “Il regalo è arrivato in anticipo, ma non avrei pensato ad un regalo migliore – ha scritto Andreas sul suo profilo Instagram – grazie Michela per essere una fantastica moglie, e per essere già diventata una fantastica mamma”.

Naturalmente sono arrivati gli auguri da parte di tanti colleghi e amici del mondo del tennis, con in testa Fabio Fognini che si è distinto con un poetico “E mo… so cazzi! Auguri ragazzi!”.

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Bublik è convinto che i giornalisti facciano domande sciocche ‘tutte le volte’

MARSIGLIA – Il giovane kazako, già protagonista di un’intervista pepata a L’Equipe qualche giorno fa, ribadisce i concetti… e rincara la dose. Intanto, giocherà la sua terza semifinale ATP

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Alexander Bublik - ATP Marsiglia 2020 - Foto di Cristina Criswald

da Marsiglia, la nostra inviata

Dopo la vittoria conquistata al terzo set contro Denis Shapovalov (7-5 4-6 6-3), che gli è valsa la qualificazione alla sua terza semifinale nel circuito maggiore, il kazako Alexander Bublik non si è risparmiato in conferenza stampa ripetendo i concetti già espressi qualche giorno fa nell’intervista rialsciata a L’Equipe. Incalzato dai giornalisti sull’argomento, Alex infatti ha ribadito senza remore le ragioni che l’hanno spinto a diventare un tennista professionista:

Ho detto che mi piace giocare, colpire la palla, ma non lo farei mai se non si guadagnassero soldi” afferma Alex con un certo cipiglio alla domanda un po’ sibillina di un giornalista francese, “Anche tu non faresti un lavoro che non ti fa guadagnare perché non potresti avere da mangiare (cit: ‘bread on the table’). È molto semplice. Devi allenarti, poi ti fai male al ginocchio (indicandosi il ginocchio dolorante su cui gli è stato applicato un impacco di ghiaccio, ndr), devi sacrificare la tua vita privata, ma devi andare avanti, devi ascoltare cose di m…. sui social (qualcuno ha scelto di abbandonarli, infatti, ndr) o dai giornalisti che ti chiedono cose stupide. Ripeto, mi piace giocare ma non sacrificherei mai la mia vita se non guadagnassi denaro“.

 

Per Alexander allora i giornalisti fanno domande sciocche? “Oh sì, tutte le volte!” risponde un imperturbabile e spavaldo Alex. Di sicuro il coraggio delle opinioni non gli manca.

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L’ITF pubblica l’elenco dei test antidoping del 2019. Nadal, Federer e Fognini tra i più controllati

Il più ‘bersagliato’ è però Chung, testato addirittura 30 volte fuori dai tornei. Il curioso caso di Giulia Capocci, campionessa di wheelchair tennis

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Come di consueto a inizio stagione, l’ITF ha divulgato il riassunto di tutti i test anti-doping effettuati nella stagione 2019. Nel documento che potete consultare integralmente qui, i tennisti vengono elencati in ordine alfabetico e per ognuno di loro è specificato il numero di volte che sono stati testati sia durante che fuori competizione. Da questo conteggio sono esclusi i test effettuati dalle organizzazioni anti-doping nazionali.

Il report segnala delle tendenze che difficilmente possono superare il grado di ‘curiosità’, considerando che non siamo in possesso degli elementi per spiegare il motivo per cui un tennista viene testato più degli altri, sia durante che al di fuori di un torneo. I big three sono certamente clienti piuttosto frequenti delle stanze dei controlli: Djokovic è stato testato 24 volte (10 durante i tornei e 14 fuori), Federer e Nadal entrambi 29 volte (9-20 il primo, 12-17 il secondo). Fognini e Nishikori vantano lo stesso ‘score’ di Nadal, mentre la palma di tennista più bersagliato del circuito ATP spetta a Hyeon Chung, che ha ricevuto solo 4 controlli in-competition ma ben 30 fuori. Il ‘recordman’ di test effettuati durante i tornei è invece Struff, a quota 14.

Al femminile, le big maggiormente sotto controllo nel 2019 sono state Barty e Svitolina (29 test, ben 14 dei quali in-competition per l’ucraina), seguite da Konta (28); in testa c’è però la slovacca Kuzmova, sottoposta a controlli ben 34 volte come Chung. Relativamente poco testate Sharapova (12 volte) e Serena Williams (11), che due anni fa aveva inveito contro l’agenzia antidoping statunitense per la frequenza eccessiva – a suo dire – dei controlli. In generale, e questo vale per i top player di entrambi i circuiti, nessun giocatore che abbia trascorso la stagione ai vertici è stato controllato meno di 15 volte e una quota ben superiore al 50% ha ricevuto più di 20 controlli. Tra le maggiori stranezze si includono i 22 test fuori da tornei a cui è stata sottoposta Giulia Capocci, finalista lo scorso anno a Wimbledon nel torneo di doppio in carrozzina.

 

Per quanto riguarda i giocatori che di recente sono stati oggetto di procedimenti disciplinari, spiccano i 23 controlli di Farah (che però è stato pienamente riabilitato, dopo l’iniziale positività) e i 24 di Jarry, al momento sospeso in via cautelare. La brasiliana Haddad Maia, che è stata sospesa lo scorso luglio ed è squalificata fino a maggio, ha ricevuto appena quattro controlli nel 2019, a uno dei quali – quello durante il torneo di Bol – è risultata positiva.

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