Italiani verso New York: sorriso Travaglia, Seppi non molla

Focus

Italiani verso New York: sorriso Travaglia, Seppi non molla

La settimana degli italiani. Nel buio, qualche speranza dalle qualificazioni degli US Open. Travaglia e Brescia positivi, Seppi torna a competere. Il resto non brilla

Pubblicato

il

 
 

Ubichallenge by AOW. Vuoi vincere con noi? Partecipa al concorso

In attesa di bilanci finali post US Open, sinora, l’estate sul cemento nord-americano non è andata affatto bene per il tennis italiano, già turbato per la molto discussa positività di Sara Errani a un test anti-doping. Negli appuntamenti più importanti (Washington, Canadian Open, Cincinnati, Stanford) che precedono il grande epilogo di New York con gli US Open, abbiamo avuto ben poche gioie: la maggiore – e questo fa pensare al livello degli altri risultati azzurri- è arrivata dalla solita, incostante, Camila Giorgi, capace a Cincinnati, partendo dalle qualificazioni, di arrivare agli ottavi e di fare soffrire la numero 1 del mondo. Era dunque difficile aspettarsi, nella settimana che precede l’ultimo Slam dell’anno, grandi sorprese positive e difatti non ne sono arrivate. Fa però certamente piacere ritrovare un Andreas Seppi in grado, al rientro nel circuito dopo Wimbledon, di apparire nuovamente molto motivato e su buoni livelli di gioco sin dal suo primo torneo (sconfiggere Tipsarevic e Bedene e perdere di un soffio da Struff non era affatto scontato). Se Lorenzi per sua stessa ammissione ancora deve calibrare nuovamente il suo tennis al cemento all’aperto ed è un po’ in ritardo, se Fabbiano continua a giocare male e ad essere in serie aperta di sconfitte ai primi turni, se la Vinci resta in seria difficoltà di risultati e deve sperare solo che l’aria di New York la rigeneri nuovamente – pena un balzo all’indietro in classifica che potrebbe esser maggiore di una trentina di posizioni- non arrivano certamente buone notizie dalle quali di Flushing Meadows.

La solitamente folta truppa di tennisti italiani che ad ogni Slam si presenta in cerca di gloria, non ha, per usare un eufemismo, brillato e purtroppo anche questa è un’abitudine. Se però a Parigi e Londra negli ultimi mesi avevamo piazzato almeno un paio di tennisti nel tabellone principale, a New York il solo Travaglia, dei tredici tennisti italiani giunti a Flushing Meadows, ha guadagnato un posticino nel main draw. Un risultato che da una parte suona come conferma delle buone qualità del marchigiano, già qualificatosi due mesi fa a Wimbledon: Stefano, se sta bene fisicamente, ha il tennis per trovare un posto nella top 100. Dall’altra, però, queste quali newyorkesi sono la conferma che il nostro movimento sa produrre nel tennis di retrovia, quello dei tennisti non inclusi nella top 100, quantitativamente buoni numeri, specie tra gli uomini, ma che è allo stesso tempo incapace di produrre tennisti capaci di introdursi -anche solo sporadicamente- nel tennis che conta.

 

Venendo all’analisi dei risultati, partiamo dal tennista maggiormente positivo, Andreas Seppi, questa settimana tornato nel circuito, terminando una pausa che durava ininterrotta da Wimbledon. Uno stop, condito da tre settimane di riposo dagli allenamenti, resosi necessario per consentire la periodica terapia all’anca a cui il bolzanino da qualche anno è costretto a sottoporsi. Per il suo ritorno si è recato a Winston Salem, cittadina abitata da poco più di 200.000 persone, ubicata nel North Carolina. Il bolzanino partecipava per la quarta volta al Winston Salem Open (miglior risultato sono i quarti ottenuti nel 2014), l’unico torneo del circuito a disputarsi all’interno di un campus universitario, il Wake Forest University, sin dal 2011, anno nel quale subentrò, come data nel calendario tennistico, a New Haven. Il 33enne di Caldaro (Bolzano), sceso all’86°posto del ranking ATP, al primo turno ha affrontato il coetaneo serbo Janko Tipsarevic, 66 ATP, contro il quale aveva un poco incoraggiante bilancio nei precedenti: lo aveva sconfitto solo in due delle cinque occasioni in cui si erano affrontati (l’ultimo confronto, vittorioso per l’azzurro, era stato sull’erba di Antalya lo scorso giugno). Andreas a Winston Salem è riuscito a mettere in parità il conto dei precedenti, festeggiando con una netta vittoria il suo rientro dopo quasi due mesi nel circuito: in appena 62 minuti di partita, archiviati col punteggio di 6-2 6-2, ha avuto facilmente la meglio, grazie anche a buonissime percentuali con il servizio (80% di punti vinti servendo la prima, 67% con la seconda) su un molto falloso Tipsarevic.

Il secondo turno per Andreas è stata l’occasione di affrontare per la seconda volta in carriera Aljaz Bedene, 48 ATP e 12°testa di serie del tabellone, già sconfitto in tre set molto lottati nell’unico precedente di Miami, nel 2013. In North Carolina per Andreas raggiungere il successo contro il ventottenne sloveno naturalizzato britannico è stato più semplice di 4 anni e mezzo fa, grazie anche ad una decisione arbitrale controversa che quantomeno ha condizionato il finale di partita. Infatti, dopo l’ora di gioco richiesta dal primo set per essere conquistato da Seppi col punteggio di 6-4, nel secondo, il bolzanino è stato aiutato da una reazione spropositata avuta da Bedene. Il britannico, sul 5-4 e servizio, arrivato al set point, se lo è visto cancellare da una chiamata del giudice di sedia contraria a quanto chiamato dal giudice di linea. Da quel momento in poi, si è spenta la luce per Bedene, molto irritato per l’accaduto, che cosi facendo ha agevolato la vittoria di Seppi col punteggio di 6-4 7-5 in 1 ora e 57 minuti di gioco. Al terzo turno, contro Jan-Lennard Struff, 56 ATP, si è presentata per l’allievo di coach Max Sartori la possibilità di vendicare la netta sconfitta dell’anno scorso, rimediata nell’unico precedente proprio a Winston Salem. Purtroppo, Andreas vi è andato soltanto molto vicino, al termine di un match questa volta molto equilibrato. E dire che sul 6-3 5-4 e servizio a favore di Struff, la partita sembrava ormai compromessa per l’azzurro, che invece non solo l’ha portata al terzo, ma ha anche servito a sua volta per il match, prima di perdere al tie-break del setdecisivo, lasciando spazio al 27enne tedesco, vincitore col punteggio di 6-3 6-7(3) 7-6(3) dopo 2 ore e 32 minuti di battaglia.

Anche il nostro numero 2, Paolo Lorenzi, era a Winston Salem, dove è tornato per la seconda volta, dopo la delusione dello scorso anno, quando perse da Bjorn Fratangelo. Quello in North Carolina era il suo terzo torneo consecutivo sul cemento nord-americano, dopo i due Masters 1000 di Montreal e Cincinnati: Paolo ha esordito, grazie al bye ricevuto in qualità di settima testa di serie del tabellone, al secondo turno contro il 23enne mancino brasiliano Thiago Monteiro, 114 ATP, in quello che era uno scontro inedito. Un inizio molto falloso del toscano ha portato il tennista carioca sul 6-2 2-0, mettendo in seria salita la partita per il nostro giocatore, bravo però a sfruttare il calo e i regali dell’avversario nel terzo gioco del secondo parziale e portare la gara sul suo canovaccio preferito, quello della battaglia. Paolo a quel punto è diventato il favorito dell’ incontro e difatti ne è venuto a capo nel terzo, con un break, l’unico del parziale – Monteiro chiuderà con percentuali di punti vinti superiori al 60%, sia con la prima che con la seconda – ottenuto nel nono gioco. Lorenzi ha così portato a casa, dopo 2 ore e 24 minuti di partita, il passaggio al terzo turno, col punteggio di 2-6 6-4 6-4. Il successivo avversario, Taylor Fritz, 116 ATP (ma giusto un anno fa era 53), omaggiato di una wild card dagli organizzatori, era un avversario senza dubbio da prendere con le molle su questi campi, come mostravano le vittorie del 19enne statunitense nei turni precedenti, su Jaziri e Sugita. Paolo, pur servendo male (appena il 46% di prime in campo, 4 ace e ben 7 doppi falli) ha fatto partita pari, perdendo entrambi i set al tie-break, dopo aver rimontato Fritz in ambo i parziali, nei quali lo statunitense era andato a servire per il parziale. Come detto, purtroppo non è bastato: il californiano ha vinto 7-6(3) 7-6(5) in 1 ora e 57 minuti di partita.

Vi era anche un terzo italiano a Winston Salem, Thomas Fabbiano, ancora a secco di vittorie nel circuito maggiore dall’ erba di Eastbourne (da fine giugno, come risultato positivo, ha solo raggiunto i quarti al Challenger di Gatineau, in Canada). Dopo aver perso all’esordio nei tabelloni principali di Wimbledon, Atlanta, Washington, Montreal e Cincinnati, non è andata meglio in North Carolina. Colpa anche di un sorteggio sfortunato, che lo ha accoppiato a Kylie Edmund, 45 ATP,  vincitore con il punteggio di 6-2 6-3 in 1 ora e 11 minuti di un match mai regolarmente in discussione, con Thomas incapace di convertire anche una sola delle quattro palle break conquistate e troppo in difficoltà quando costretto a giocare la seconda (appena il 44% di punti vinti quando non entrava la prima).

Tra le nostre donne, l’unica tennista ad aver giocato nel circuito maggiore è stata la numero 1, Roberta Vinci, 42 WTA. La tarantina si è infatti iscritta all’unico torneo in programma questa settimana, il Connecticut Open di New Haven, competizione appartenente alla categoria dei Premier, dotata di ricco montepremi (776.000 dollari di montepremi) e qualificata entry list (erano iscritte sei top 20). Alla vigilia degli US Open, dove difende i quarti di finale raggiunti l’anno scorso e la relativa pesantissima cambiale di punti (ben 430 che, se persi integralmente, la farebbero uscire quantomeno dalle prime 70), Roberta ha confermato purtroppo di non stare al meglio fisicamente (ha sofferto forti dolori di schiena dopo Wimbledon) e di essere in crisi di fiducia, per colpa dei pessimi risultati nei quali è incappata da febbraio in poi (solo una volta ha raggiunto i quarti, a giugno a Maiorca). Così è in parte comprensibile la brutta quanto netta sconfitta rimediata in Connecticut, dove tornava per l’ottava volta in carriera e dopo i quarti di finale del 2016, suo miglior risultato a New Haven. La Vinci era stata sorteggiata contro la 25enne tennista polacca Magda Linette, 85 WTA, che affrontava per la prima volta. Impossibile per Roberta vincere una partita nella quale non è riuscita a incidere col servizio neanche con la prima (53% punti vinti), entrando poco in partita nei giochi di servizio della Linette, la quale ha vinto il 71% punti giocati con la prima, il 69 % con la seconda e annullato due delle sole 3 palle break concesse. La tennista polacca ha così vinto 6-3 6-1 in appena 61 minuti di partita.

Questa era anche la settimana in cui si disputava il torneo delle quali per gli US Open e ai campi dell’impianto di Flushing Meadows a New York, per provare a entrare nel tabellone principale si è presentata una folta pattuglia di tennisti azzurri, ben 13 (inferiore di una sola unità ai 14 che avevano provato a qualificarsi nei mesi scorsi al Roland Garros e Wimbledon). Nove ragazzi – Riccardo Bellotti, Matteo Berrettini, Simone Bolelli, Salvatore Caruso, Marco Cecchinato, Simone Giustino, Stefano Napolitano, Stefano Travaglia e Luca Vanni – e quattro ragazze – Georgia Brescia, Jasmine Paolini, Camilla Rosatello e Martina Trevisan, ma, di questi, solo uno è riuscito a garantirsi l’assegno di 50000 dollari garantito a chi sarà in campo da lunedì nel tabellone principale. Trattasi di Stefano Travaglia, capace di bissare l’ “exploit” di Wimbledon: il 25enne tennista marchigiano, sino a quest’ anno rallentato da una sfortunata serie di contrattempi fisici – l’ultimo dei quali, un infortunio alla schiena, gli aveva fatto saltare la prima metà del 2016 – solo da qualche mese ha abbandonato definitivamente i Futures e si sta dedicando a Challenger e qualificazioni dei tornei del circuito maggiore. Fortunatamente ora la sua classifica glielo consente, ma, appena un anno fa,  nell’agosto 2016, era fuori dai primi 500 ATP! A New York, dove era trentesima testa di serie del tabellone cadetto, Stefano ha prima sconfitto il 30enne kazako Aleksandr Nedovyesov, 247 ATP, col punteggio di 7-6(5) 7-5 in 1 ora e 38 minuti, poi ha avuto la meglio in 70 minuti del 23enne statunitense Christian Harrison, 247 ATP, liquidato col punteggio di 6-3 6-1. Nel turno decisivo per guadagnare un posto nel main draw, Stefano ha affrontato e avuto la meglio sul 28enne tedesco Peter Gojowczyk, recente semifinalista sull’erba di Newport e 105ATP, battuto nettamente con un duplice 6-3 in un’ora e sei minuti.

Per il resto, solo due italiani sono arrivati quantomeno al terzo e decisivo turno: Simone Bolelli, che di un soffio ha mancato la terza qualificazione consecutiva ad un torneo dello Slam e Georgia Brescia, 206 WTA al suo esordio nelle quali di un Major. Il bolognese ha avuto la meglio prima sul trentenne tedesco Daniel Brands, 201 ATP, sconfitto 6-2 6-3 in 1 ora di gioco, poi ha vinto una bella partita eliminando il 18enne norvegese Casper Ruud, 110 ATP, col punteggio di 6-2 6-4 in 1 ora e 21 minuti. L’ultimo passo gli è però stato fatale: il 31enne transalpino Vincent Millot, 164 ATP, ha fermato il cammino di Simone, eliminandolo al termine di una partita durata 2 ore e 1 minuto, archiviata con il punteggio di 1-6 6-4 6-3 a favore del francese. Come accennato, anche la Brescia è arrivata molto vicino a qualificarsi: la 21enne “quadrumane” (colpisce sia il dritto che il rovescio impugnando con le due mani la racchetta) di Monza, ha prima vinto in 2 ore e15 minuti contro la 23enne rumena Patricia Maria Tig, 129 WTA, con il punteggio di 7-6(11) 1-6 6-2, poi ha avuto la meglio sull’ex top100 svizzera Stefanie Voegele, 202 WTA, ritiratasi dopo 1 ora e 24 minuti di incontro, con la nostra giocatrice già avanti 6-2 4-2. Nel terzo e ultimo turno, purtroppo, Georgia si è dovuta arrendere di fronte alla 22enne ceca Teresa Martincova, 122 WTA, la quale ha avuto la meglio in 1 ora e 35 minuti con il punteggio di 7-5 6-4.

Continua a leggere
Commenti

ATP

Medvedev sotto pressione, ma carico: “Posso fare grandi cose tra Cincinnati e New York”

Numero 1 a rischio per il russo, reduce dal k.o. contro Kyrgios. Nadal può superarlo, in una battaglia proiettata anche allo US Open dove Medvedev difenderà il titolo

Pubblicato

il

Daniil Medvedev - Miami 2022 (foto Twitter @miamiopen)

La precoce sconfitta di Montreal contro Nick Kyrgios – uno che, in giornata ‘sì’, può battere chiunque – ha messo un filo di pressione addosso a Daniil Medvedev. Il russo è pronto all’esordio a Cincinnati contro l’olandese Botic Van de Zandschulp (battuto due volte a livello Slam), e sa di non non poter sbagliare se vuole difendere il primo posto nel ranking. Il sorpasso in vetta da parte di Rafa Nadal avverrebbe infatti in caso di successo del maiorchino nel torneo e contemporanea eliminazione di Medvedev prima dei quarti di finale. In ogni caso, è una battaglia destinata a riaccendersi allo US Open dove il 26enne di Mosca – anche qui, pressione non poca – difende il titolo conquistato esattamente un anno fa.

Nell’incontro con i media in apertura del Masters 1000 dell’Ohio, Medvedev ha ricordato come proprio da Cincinnati nel 2019 fa partì la sua ascesa (primo trofeo sollevato in un torneo di questo livello) con l’approdo immediatamente successivo alla finale dello US Open (persa, in quella occasione, proprio contro Nadal). “Arrivai alle 4 del mattino per un ritardo aereo e il giorno dopo avrei giocato il primo turno – ha ricordato -, ero molto stanco, ho iniziato nell’ottica di vedere man mano come mi sentissi. Alla fine sappiamo com’è andata e ho grandi ricordi, specie della semifinale vinta contro Djokovic. Questo torneo non è cambiato, sa offrire una grande atmosfera.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Cincinnati

 

ROAD TO NEW YORK – Della sconfitta con Kyrgios in Canada, onestamente, Medvedev sembra aver smaltito le tossine. Impermeabile (questa volta) anche agli screzi con il pubblico che al solito hanno fatto notizia. Ma senza lasciare strascichi. “È sempre orribile perdere al primo turno – la sua analisi a freddo -, detto ciò, avevo di fronte un avversario di alto livello e ho giocato comunque una buona partita“. Capitolo chiuso, perché è opportuno guardare subito avanti in una coda d’estate per lui così densa di significato: “I risultati delle ultime stagioni qui negli Stati Uniti mi danno fiducia – ha concluso -, credo di poter fare grandi cose sia in questa settimana sia poi a New York. Vincere giocando bene rappresenta ovviamente la strada migliore verso lo US Open, ma va anche detto che il livello di questi primi turni è molto alto, bisogna pensare partita per partita“. Agli ottavi di finale, in proiezione, potrebbe trovare Shapovalov.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Cincinnati

Continua a leggere

ATP

ATP Cincinnati: tiebreak fatali a Berrettini, eliminato da Tiafoe

Terza sconfitta consecutiva per il numero 2 d’Italia, che non perde mai il servizio ma è costretto a cedere al tiebreak del terzo

Pubblicato

il

Matteo Berrettini - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

F. Tiafoe b. [12] M. Berrettini 7-6 (3) 4-6 7-6 (5)

È un Berrettini decisamente diverso rispetto a quello visto a Montreal, più vivo, più combattivo ma ancora lontano dalla miglior condizione. Va detto che sulla sua strada il numero 15 del mondo ha trovato un avversario in stato di grazia o quasi, un Francis Tiafoe clamoroso in risposta nei momenti decisivi – vedi i due tiebreak – e impenetrabile al servizio nel terzo set (emblematico il 96% di punti vinti con la prima). Dal canto suo, il finalista di Wimbledon 2021 può essere tutto sommato soddisfatto, anche se ovviamente una vittoria avrebbe fatto molto bene al morale. Questo KO è infatti il terzo consecutivo dopo la sconfitta al primo turno a Montreal la scorsa settimana e la finale persa a Gstaad contro Ruud.

IL MATCH Berrettini parte piuttosto contratto in avvio, commettendo tre errori di dritto e uno di rovescio nel primo game. Tiafoe ha subito a disposizione due palle break, sventate dall’azzurro con due seconde che lo aiutano a sbloccarsi. Lo statunitense nel complesso inizia meglio: più reattivo in risposta e meno errori da fondo, ma dopo quattro giochi il punteggio recita 2-2. La testa di serie numero 12, nonostante una mobilità non perfetta, inizia a scaldare i motori, trovando qualche prima in più e una maggiore incisività e profondità coi propri colpi. Il 26enne di Roma non riesce però ad essere pericoloso nei game in risposta, con la partita che scorre via più velocemente: dopo appena 33 minuti Berrettini sale 5-4.

 

Superate le incertezze del primo game del match, l’italiano concede appena tre punti nei successivi quattro turni di battuta, soltanto uno negli ultimi tre. Nel decimo gioco Tiafoe tentenna, incappa in qualche gratuito di troppo e concede un set point al suo avversario, cancellato però con un’ottima prima. Dopo un turno di battuta da sette minuti lo statunitense riesce a salvarsi e, poco dopo, si arriva al tiebreak, che inizia con due gravi errori (uno per parte). Berrettini parte con un doppio fallo, ma Tiafoe restituisce subito il favore sbagliando un dritto decisamente comodo. L’azzurro si porta avanti 3-2 ma, da quel momento, non conquisterà più un punto. Lo statunitense, infatti, orchestra alla grande il punto del 4-3, poi trova due minibreak consecutivi grazie ad altrettante risposte profonde, archiviando 7-6 (3) il primo parziale.

Nel secondo gioco del secondo set Berrettini riesce ad interrompere la striscia di dieci punti consecutivi vinti da Tiafoe (dal 2-3 nel tiebreak del primo parziale all’1-0 0-15 del secondo), portando a casa ai vantaggi il game dell’1-1. Il numero 25 del ranking allenta per un momento la presa, cedendo i primi due quindici ma riuscendo, anche lui ai vantaggi, a tornare avanti nel punteggio. Fino a questo momento la vera differenza tra i due (seppur non così marcata) risiede nella risposta al servizio. È decisamente efficace quella di Tiafoe, come evidenziato in modo lampante nel tiebreak del primo set, mentre è meno penetrante quella di Berrettini, anche considerando che le percentuali di prime in campo dello statunitense non sono così elevate (50% nel primo set, 43% nei primi due giochi del secondo parziale).

Non è un caso, infatti, che la situazione cambi non appena il 26enne romano alzi leggermente il livello con questo fondamentale. Accade nel quinto game, in cui Berrettini trova maggiore profondità fin dall’inizio dello scambio, procurandosi due chance di break consecutive. Basta la prima perché il 24enne del Maryland, forse anche nel tentativo di essere più aggressivo con la seconda, commette doppio fallo. Nel gioco successivo la testa di serie numero 12 va subito avanti 30-0, perde tre punti di fila ma dal 30-40 infila tre prime eccezionali, con cui si salva e sale 4-2. Si gioca ormai nei suoi turni di battuta, ma Berrettini riesce a garantirsi l’opportunità di servire per il set sul 5-4. Annullata con coraggio una pericolosissima palla break, l’italiano conquista 6-4 il secondo parziale, rimandando ogni verdetto al terzo.

Nonostante il set appena perso è Tiafoe a partire meglio, risultando praticamente ingiocabile al servizio. Nei primi tre game il numero 25 ATP conquista sempre i primi tre punti, spianandosi sempre la strada anche grazie al 9/9 con la prima. Sotto 2-3 Berrettini si vede costretto a fronteggiare due break point consecutivi: il primo svanisce grazie al consolidato schema servizio-dritto, mentre nell’occasione successiva è lo statunitense a mandare lunga di pochi centimetri la risposta alla seconda del suo avversario. Il numero 2 d’Italia ringrazia e conquista un game importantissimo, al termine del quale si lascia andare in un urlo liberatorio. Poco dopo, con Tiafoe avanti 4-3, la storia si ripete: Berrettini vince un punto clamoroso sul 15-30, sbaglia con il dritto sul 30-30 ma annulla la palla break con una prima pesante. Con grande fatica l’azzurro si salva ancora ai vantaggi, caricandosi nuovamente: 4-4.

Il copione della partita è ben definito, con il 24enne del Maryland che tiene con grande tranquillità i propri turni di battuta (concedendo soltanto tre punti in cinque giochi) e viene acclamato dal pubblico. Ben più complicati invece quelli del finalista di Wimbledon 2021, che impatta comunque sul 5-5. Tiafoe deve fronteggiare il primo – piccolo – momento di difficoltà del terzo set sul 30-30, ma se la cava e si porta in modo rocambolesco sullo 0-30 nel dodicesimo gioco. Berrettini riesce ad approdare ai vantaggi, annullando un match point incredibile: la risposta dello statunitense colpisce il nastro, l’italiano si avventa sulla palla e attacca con il dritto. Tiafoe tenta il passante incrociato di rovescio e sembra trovarlo: non si sente, infatti, la chiamata dell’occhio di falco live, ma la palla è fuori di una manciata di millimetri. Nei due punti successivi Berrettini trova un ace e un dritto vincente, raggiungendo il tiebreak che, come il resto del match, è estremamente equilibrato. È Tiafoe a trovare il primo minibreak sul 3-3, frutto ancora di una gran risposta che indirizza lo scambio e, tenendo i due servizi successivi, si procura altri tre match point, volando sul 6-3. L’azzurro annulla i primi due, ma al quarto complessivo deve cedere: finisce 7-6 (3) 4-6 7-6 (5) in favore di Tiafoe, che vince meritatamente un match davvero intenso. Questa vittoria per lui assume un sapore ancora più dolce considerando che, prima di questo match, il bilancio di Berrettini nei tiebreak stagionali era di 11-3. Una piccola impresa dunque quella del numero 25 del ranking, che al secondo turno troverà Sebastian Korda.

Il tabellone completo dell’ATP Masters 1000 di Cincinnati

Continua a leggere

ATP

ATP Cincinnati: Murray vince la maratona con Wawrinka, sarà derby con Norrie. Avanti anche Cilic e Bautista

Accedono al secondo turno anche Schwartzman, Karatsev e Isner. Subito fuori Goffin, Basilashvili scherzato da McDonald

Pubblicato

il

Andy Murray e Stan Wawrinka, Cincinnati 2022 (foto: twitter @CincyTennis)

È stato un lunedì ricchissimo quello appena trascorso al Western & Southern Open, con diverse battaglie ad intrattenere gli appassionati. Su tutte, non si può che partire dal match del giorno, ossia la sfida numero 24 tra Andy Murray e Stan Wawrinka. Lo svizzero, in tabellone usufruendo del ranking protetto, è stato l’unico ad avere palle break nel primo set (una nel terzo gioco, due consecutive nell’undicesimo), pur non riuscendo mai ad allungare. Ci ha pensato lo scozzese, allora, a portarsi avanti di un set, con due minibreak chirurgici al tiebreak: uno all’inizio e uno alla fine. Wawrinka non aveva però nessuna intenzione di mollare e, facendo forza anche sul suo fantastico rovescio, è riuscito a fatica a pareggiare il computo dei set. Più l’incontro proseguiva e più si alzava il livello di tennis, con i due (ormai non più giovanissimi) costretti a diversi interventi del fisioterapista durante i cambi campo. Alla fine è stato Murray a spuntarla 7-6 (3) 5-7 7-5, commovendosi durante l’intervista post partita e regalando alcune perle di rara bellezza.

Il tennis britannico può sorridere grazie a Sir Andy ma non solo: vince all’esordio anche Cameron Norrie, che sarà proprio l’avversario di Murray al secondo turno. La testa di serie numero 9 prevale – anche in questo caso dopo una lunga battaglia – su Holger Rune, in evidente crisi di risultati. Il danese infatti, dopo la grande stagione sulla terra culminata con i quarti al Roland -Garros, ha inanellato sette sconfitte consecutive, subendo 10 KO negli ultimi 12 incontri. Termina 7-6 (5) 4-6 6-4 in favore del campione di Indian Wells 2021 che, come detto, troverà Murray.

 

In generale si può dire che sia stata un po’ la giornata dei terzi set, dato che pochissimi match si sono conclusi in due. Tra questi da segnalare c’è la roboante sconfitta di Nikoloz Basilashvili, che racimola soltanto un game contro Mackenzie McDonald: 6-0 6-1. Partita a tratti surreale, con 29 gratuiti del georgiano – a fronte di soli 8 vincenti – e un misero 14% di punti conquistati con la seconda di servizio. Decisamente più solido lo statunitense, che al secondo turno raggiunge la testa di serie numero 3 Carlos Alcaraz. Vittoria in straight sets anche per Aslan Karatsev, sempre pericoloso su questi campi (7-5 7-5 a Brandon Nakashima), oltre che per Marin Cilic (6-3 6-3 a Jaume Munar), Marcos Giron (6-3 6-4 a David Goffin) e Emil Ruusuvuori (7-6 6-2 a Jeffrey John Wolf).

A prendersi la scena tuttavia, come detto, sono i trionfatori alla distanza. Il primo è Roberto Bautista-Agut, che rimonta un Francisco Cerundolo ancora a secco di vittorie sul cemento americano: termina 6-7 (5) 6-4 6-2 in favore della testa di serie numero 15. Ora per lui c’è Giron, con vista su un probabile ottavo di finale contro Rafa Nadal. Un’altra rimonta tocca a Diego Schwartzman, che piega 5-7 6-4 6-2 la resistenza di Alex Molcan e raggiunge Karatsev al secondo turno. Profeta in patria John Isner, che conquista il passaggio del turno grazie a due grandi tiebreak in risposta prima che al servizio: nulla da fare per Benjamin Bonzi, steso, 7-6 (11) 3-6 7-6 (4). Per Long John ora c’è l’ostacolo Hubert Hurkacz.

Il tabellone completo del Masters 1000 di Cincinnati

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement