US Open, la statistica del day 3: almeno un italiano arriverà alla seconda settimana

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US Open, la statistica del day 3: almeno un italiano arriverà alla seconda settimana

Lorenzi soprende Muller, Fabbiano vince al quinto contro Thompson: i due si affronteranno al 3T garantendo la presenza di un italiano nella seconda settimana. In Era Open è accaduto soltanto altre cinque volte

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Fa sicuramente più notizia la sconfitta della stella Next-Gen Zverev per mano di Coric, ma la statistica del giorno è riservata agli italiani. Un derby ha consentito a Travaglia si accedere al 2T, approfittando della giornata di disgrazia di Fognini, un altro derby consentirà ad uno tra Lorenzi e Fabbiano di raggiungere la seconda settimana agli US Open. Più complicato il percorso di Travaglia, che al 2T affronterà Troicki e poi al 3T troverebbe eventualmente Berdych o Dolgopolov.

Concentriamoci su Lorenzi e Fabbiano e diamo qualche numero, iniziamo da Lorenzi:

  • Lorenzi ripete l’ottimo risultato del 2016, quando arrivò al 3T (e perse al quarto set da Murray)
  • Per Lorenzi il 3T è il miglior risultato in uno Slam
  • Agli US Open il bilancio complessivo di Lorenzi è ora 5-5 (50%)
  • Lorenzi ha vinto 9 partite negli Slam, 5 agli US Open
  • Lorenzi è virtualmente numero 39, anche se dovesse arrivare al 4T non migliorerebbe il proprio best ranking (33)

Fabbiano e Lorenzi non si sono mai incontrati in un match del circuito principale ATP, si sono però incontrati due volte a livello di Challenger ed il bilancio è 2-0 per Lorenzi.

 

Come arriva a questo appuntamento Fabbiano?

  • Prima di lunedì Fabbiano non aveva mai vinto un match in uno Slam
  • Il 3T è dunque il miglior risultato in carriera in uno Slam per Fabbiano
  • Il bilancio complessivo di Fabbiano agli US Open è ora di 2-2 (50%)
  • Fabbiano è virtualmente numero 72 (best ranking), se vincesse contro Lorenzi salirebbe attorno alla 63esima posizione

Dunque almeno un italiano approderà al 4T agli Us Open. È un evento raro, ma non unico, ecco i precedenti:

  • 1977 – Barazzutti arriva sino alla SF e si arrende a Connors
  • 1978 – Panatta perde in cinque set da Connors, futuro campione, al 4T
  • 1994 – Il qualificato Pozzi perde al 4T da Karbacher
  • 2005 – Sanguinetti perde, sempre al 4T, da Nalbandian
  • 2015 – Dopo aver battuto Nadal, Fognini viene sconfitto al 4T da F.Lopez

In Era Open soltanto cinque altri italiani hanno raggiunto il 4T e solo Barazzutti ha saputo spingersi oltre. Il vincitore tra Lorenzi e Fabbiano troverà, verosimilmente, Kevin Anderson (o Coric) al 4T. La montagna sudafricana sembra troppo alta da scalare, ma non si sa mai.

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Verso Musetti-Sinner, coach Tartarini: “Jannik è fortissimo, è una partita come un’altra”

Le parole dell’allenatore di Musetti dopo il successo di Lorenzo contro Mager: “Una vittoria che fa bene al morale, si sentiva in palla”. Oggi alle 18:30 il derby contro Sinner ad Anversa

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Musetti e Tartarini allo US Open 2021

Nel match di esordio ad Anversa, Lorenzo Musetti ha sconfitto con un doppio tiebreak Gianluca Mager regalandosi un altro derby agli ottavi di finale. Alle 18:30 di oggi (mercoledì 20 ottobre) affronterà infatti Jannik Sinner. Abbiamo raggiunto telefonicamente Simone Tartarini alla vigilia della sfida con Jannik, ecco le sue parole.

Oggi Lorenzo l’abbiamo visto davvero bene, in una partita molto combattuta.

Effettivamente oggi ha giocato molto bene, soprattutto rispetto alle ultime prestazioni (ride, ndr).

Mager era partito molto forte.

Sì, Gianluca ha giocato un ottimo primo set, ma Lorenzo è stato bravo a non lasciare la partita, infatti non si è mai lamentato ed è rimasto concentrato sul gioco. È riuscito così a colpire sempre in spinta e nel primo tie-break è stato quasi perfetto.

 

Una vittoria che fa bene al morale.

Sì, fa bene al morale e fa bene a lui che capisce che se si lavora con impegno i risultati arrivano. Infatti in settimana si era preparato molto bene e si sentiva in palla.

Qui ad Anversa i campi non ci sono sembrati velocissimi.

Sono un po’ più veloci rispetto a Sofia e Indian Wells ma niente di eccessivo, assomigliano ai campi francesi. Poi le palline sono ottime, l’usura è lenta e si gioca molto bene.

Domani il derby con Sinner che si sta giocando dei punti pensanti in ottica Finals. Con lui sta forse nascendo una nuova rivalità tipo Coppi-Bartali?

Ma no! (ride, ndr). Per me è una partita come un’altra. Lo stesso direi per Lorenzo. Poi certamente Jannik è fortissimo, ma dicendo questo non scopro nulla. Domani prima faremo un po’ di warm-up, poi alle 18:30 in campo e speriamo per il meglio.

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Lo spagnolo Nicola Kuhn torna tedesco

Mamma russa, austriaco di nascita, spagnolo d’adozione, davisboy teutonico, “pro” iberico e non è finita

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Definire la nazionalità di alcuni tennisti è al contempo incredibilmente complesso e noiosamente facile. Nasci in un posto che non è quello di origine dei genitori, i quali tra l’altro hanno nazionalità diverse tra loro, cresci in un altro Paese, ne rappresenti tennisticamente un altro ancora, poi si scopre che tuo padre era in realtà un agente sotto copertura di una potenza straniera, ma alla fine era solo un sogno. Deriva fiction a parte, tutto ciò si semplifica agevolmente limitandosi a guardare la bandierina nella scheda ATP o WTA dell’atleta in questione. Così, Denis Shapovalov e Leylah Fernandez sono tennisti canadesi, Emma Raducanu e Cameron Norrie britannici, Nicola Kuhn…

Beh, prima di tutto, ricordiamo chi è Nicola Kuhn: ventunenne allenato da Javier Fernandez e n. 249 della classifica, è colui che non ha trasformato otto match point prima di crollare in preda ai crampi contro Mischa Zverev, tedesco ma anche russo, nato nella Mosca allora sovietica da Irina e Alexander senior che però non era ancora senior. Kuhn ha anche vinto due titoli Challenger, arrivando al n. 174 ATP verso la fine del 2019 e parla spagnolo, tedesco, russo, francese e inglese.

Babbo tedesco (Repubblica Federale o Democratica?) e mamma russa (di nuovo, ex sovietica), Nicola è venuto alla luce a Innsbruck, risiede in Spagna a Torrevieja da quando aveva tre mesi e dichiara il duro come superficie preferita. Anche nel caso di questo ex promettente teenager, per evitare di tirare in ballo albero genealogico, storia, geopolitica e chissà che altro, si ricorre alla solita semplificazione e viene definito un tennista spagnolo appunto perché nella pagina ATP di Kuhn c’è la bandiera della Spagna.

Giusto o sbagliato che sia. Sbagliato, in effetti, più che altro perché lunedì 18 ottobre è comparsa la bandiera tedesca sotto il suo nome. Lo sfondo è ancora quello della Rojigualda, ma non possiamo pretendere tutto e subito, specialmente nel giorno in cui il ranking aveva sottratto a Jannik Sinner i 250 punti di Sofia e tre posizioni, mentre la scheda activity di qualsiasi giocatore risultava completamente priva di… attività. Prima di lamentarci, tuttavia, pensiamo al sito user-hostile della WTA.

Nicola Kuhn: prima, dopo e viceversa

Per Kuhn – stavamo parlando di lui? – si tratta in realtà di un ritorno, dal momento che aveva già gareggiato per la Germania mettendosi in mostra alla Coppa Davis Junior del 2015. Nel dicembre dello stesso anno, come spiega Marca, Nicola era passato alla Spagna grazie all’impegno del Consiglio Superiore dello Sport, della Lega Calcio Professionistico e della IMG; curiosamente, lo stesso giorno “diventava spagnola” la nativa di New York Paula Badosa, colei che invece non ha più bisogno di presentazioni. La scorsa settimana ad Alicante, Kuhn ha giocato il suo ultimo derby iberico nello sfortunato sorteggio contro Verdasco ad Alicante, quindi in un torneo di casa. E dovrebbe tornare in campo, sempre da da giocatore di casa, la prossima settimana al Challenger di Ismaning in Baviera.

 

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WTA Tenerife: Giorgi avanza nonostante due penalty game!

Al termine di un match incredibile Camila la spunta nonostante ripetute ammonizioni. Al secondo turno giocherà con Kovinic

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Camila Giorgi a Wimbledon 2021 (Credit: AELTC/Ian Walton)

Camila Giorgi ha conquistato il passaggio al secondo turno del Tenerife Ladies Open in una partita rocambolesca come poche nella quale ha ricevuto ammonizioni a ripetizione, arrivando persino a dover cedere un punto e ben due game per le intemperanze sue e del padre Sergio.

La tennista marchigiana ha sconfitto la spagnola Alione Bolsova per 7-6(4) 3-6 6-4 in un match durato ben oltre le tre ore durante il quale ci sono state parecchie proteste da parte di Camila per le chiamate dei giudici di linea. Il primo warning era arrivato per una discussione prolungata da parte di Sergio Giorgi con l’arbitro, proseguita anche dopo che l’ufficiale di gara aveva invitato a terminare la conversazione. Poi ne sono arrivate altre per abuso di palla e per aver lanciato la racchetta nella rete, peraltro nemmeno troppo lontana dal raccattapalle, rischiando quindi una squalifica diretta.

Dopo aver vinto il primo set in volata al tie-break, Giorgi si era portata in vantaggio per 3-0 “pesante” nel secondo set, ma è stato proprio in quel momento che il nervosismo di Giorgi è arrivato al culmine, rimediando “warning” a ripetizione fino al penalty game del 3-2. Bolsova ha sfruttato il nervosismo della giocatrice italiana mettendo a segno una serie di sei giochi consecutivi che le hanno consegnato il secondo set.

 

Nella terza partita Giorgi ha ripreso il controllo del match, salendo fino al 5-2, ma poi facendosi “strappare il servizio” per colpa di un altro penalty game proprio quando avrebbe dovuto servire per il match. Fortunatamente per lei, Camila è poi riuscita a conquistare il game finale su servizio di Bolsova chiudendo quindi questa incredibile partita.

Giorgi, testa di serie n. 4 del torneo, se la dovrà vedere al secondo turno con la macedone Danka Kovinic (n. 74 WTA), contro la quale non ha mai giocato in match ufficiali.

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