US Open: come è cambiato e come cambierà il Billie Jean King National Center

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US Open: come è cambiato e come cambierà il Billie Jean King National Center

New York – Con lo storico Louis Armstrong Stadium in ristrutturazione fino al 2018, il campo sostitutivo divide i giocatori. Mentre il tetto dell’Arthur Ashe continua ad infastidire le orecchie dei giocatori, specialmente Nadal

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Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare” cantava il romagnolo Piero Focaccia nel 1963, in un classico della canzone popolare italiana delle estati in cui le ferie italiane erano un vero e proprio status sociale. Trasportando le parole in salsa US Open si potrebbe cantare: “Per quest’anno non cambiare, stesso campo, stesso cemento”. Ma i cambiamenti sono inevitabili, e i giocatori e gli appassionati di tennis che quest’anno si ritrovano al Billie Jean King National Tennis Center per assistere allo spettacolo del tennis mondiale non possono fare a meno di notare un “ingombrante” cambiamento: la chiusura e conseguente ristrutturazione dello storico Louis Armstrong Stadium. L’imponente stadio, che diverrà da 14.000 mila posti a sedere e tetto retrattile, è stato lo stadio principale dell’US Open americano prima dell’arrivo, venti anni fa, dell’Arthur Ashe Stadium.

Al suo posto adesso i giocatori si sfidano su un suo fratello minore temporaneo. Disponibilità 8500 posti a sedere. Posizionato tra il sito di ristrutturazione del vecchio campo e il cancello Est del Tennis Center. Il campo dispone ovviamente di tutte le necessità tecniche del caso, eppure il feeling che emana divide i giocatori. Come se mancasse qualcosa di quella magia che esprimono i campi figli della tradizione del grande tennis. “Sembra di essere agli US Open, ma c’è qualcosa di strano”, ha detto la numero 13 del seed Petra Kvitová, in un’intervista a Fox News dopo aver battuto sul campo la serba Jelena Jankovic 7-5, 7-5 il 28 agosto. “Per esempio quando il sole scendeva non riuscivo a vedere bene il servizio dell’avversaria. E ho dovuto modificare il gioco per risolvere la situazione”, ha concluso. Di differente opinione invece l’americano John Isner, numero 15 del seed, che sul campo sostitutivo ha battuto nel primo turno il francese Pierres-Hugues 6-1, 6-3, 6-3, e sempre a Fox News ha dichiarato: “Un campo da tennis è sempre un campo da tennis. Magari visivamente è molto differente, ma dopo un po’ di partite ci si abitua a tutto”.

MODIFICHE STRUTTURALI ANCHE PER IL TETTO DELL’ARTHUR ASHE STADIUM 

 

Un cambiamento sostanziale – e decisamente imponente –  lo aveva anche subito nel 2016 il gioiello di punta dell’US Open statunitense: l’Arthur Ashe Stadium, modernizzato con un nuovo tetto retrattile da 150 milioni di dollari statunitensi. Risolvendo così il fastidioso problema della sospensione dei match in caso di pioggia. Eppure qualcosa anche in questo caso risultava strano e fuori posto. Cosa? Da una parte le voci del pubblico che, con il tetto chiuso, rimbombavano così forte da disturbare i giocatori in campo. E dall’altra i rumori di fondo, che si scopriranno essere il risultato di una somma di fattori: il vecchio sistema di condizionamento (attivo dal 1997), la struttura dello stesso tetto e un trasmettitore per i telefoni cellulari. Il New York Times l’anno scorso scriveva a riguardo: “I fan adesso non avranno più bisogno degli ombrelli, ma forse dovranno comprarsi delle cuffie”.

Ad aver sofferto di più per la mancanza del silenzio sono stati ovviamente i giocatori, come la spagnola Garbiñe Muguruza, che dichiarò al Times dopo un match: “Non ho sentito silenzio per un momento. Un rumore ed un eco senza sosta”. E se l’anno scorso tutti hanno stretto i denti e convissuto con il rimbombo e rumori vari – tra le altre cose il tetto è stato chiuso per quasi la metà dei giorni del torneo (7 su 14), per un totale di 15 ore di gioco – quest’anno i tecnici dell’evento si sono attivati per risolvere il problema. L’organizzazione ha infatti dichiarato di aver ricollocato due strutture nella parte superiore dell’impianto e messo mano anche al sistema di condizionamento, con l’introduzione di sistemi anti rumore e migliorie acustiche. Nessuna modifica è stata invece introdotta per dissipare il rimbombo dato dalle voci dei fan, che sostengono i tecnici dello stadio, anche nel torneo del 2016 è andato a diminuire automaticamente nella seconda settimana, forse per la consapevolezza dello stesso pubblico e per l’importanza dei match in corso nello stadio.

Se davvero la situazione è risolta lo sapremo ufficialmente solo a fine torneo. Anche se nel secondo giorno dell’edizione 2017, che ha visto una pioggia copiosa scendere sui campi di Flushing Meadow, le prima partite sul campo centrale con tetto chiuso, tra cui lo scontro tra il numero 1 del mondo Rafael Nadal e il serbo Dusan Lajovic (battuto per 7-6, 6-2, 6-2), hanno continuato ad avere un sottofondo rumoroso, come ha sottolineato più volte anche il campione spagnolo in conferenza stampa al termine del match. “Per il rumore in diverse occasioni è stato difficile capire quando arrivava la palla e sono stato costretto a fermarmi più volte“.  Che ci sia da aspettare il 2018, con l’entrata in operatività del nuovo tetto retrattile del Louis Armstrong Stadium, per non avere più “bisogno delle cuffie” in campo e non fare scontentare lo spagnolo attuale primo numero uno al mondo? Lo scopriremo l’anno prossimo!

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ATP

ATP Race to Turin: Berrettini e Sinner, per entrare tra i primi sette serve un gran finale di stagione

Ai due azzurri serve una mezza impresa per partecipare alla kermesse di fine anno e la concorrenza è folta: la situazione

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Matteo Berrettini - Laver Cup 2022 (Twitter @LaverCup)
Matteo Berrettini - Laver Cup 2022 (Twitter @LaverCup)

Si infiamma la corsa per la qualificazione alle Nitto ATP Finals di Torino, in programma dal 13 al 20 novembre 2022. A meno di due mesi dalla manifestazione, la situazione vede Matteo Berrettini e Jannik Sinner dover compiere un mezzo miracolo per riuscire a entrare direttamente tra gli otto maestri che si sfideranno al PalaAlpitour. La situazione è complicata dal fatto che Novak Djokovic, vincitore di Wimbledon, è già quasi sicuro del posto (gli basta terminare tra i primi 20 della Race). Il target per i due azzurri dunque diventa il settimo posto della Race, attualmente occupato da Felix Auger-Aliassime. Jannik questa settimana è di scena all’ATP 250 di Sofia, dove difende il titolo; Matteo, dopo aver preso parte alla Laver Cup (che non assegna punti ATP), prenderà parte salvo sorprese all’ATP di Firenze a partire dal 10 di ottobre.

Al momento sono invece due i giocatori già sicuri al 100% di un posto nei primi otto, gli spagnoli Carlos Alcaraz e Rafael Nadal. Quali altri sono i potenziali protagonisti di Torino? Quanto manca agli azzurri per arrivare tra i primi otto?

La classifica ATP aggiornata è disponibile al seguente link, che porta alla sezione “Sotto Rete” del sito web di Intesa Sanpaolo, main sponsor della manifestazione e partner di Ubitennis.

 

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ATP

ATP Race to Milan: Nakashima vince a San Diego e ipoteca la qualificazione

Il tennista americano sarà quasi certamente a Milano. Sono tanti gli italiani che sperano in un posto alla Allianz Cloud

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A close up of Brandon Nakashima (USA) during his game against Nick Kyrgios (AUS) in the fourth round of the Gentlemen's Singles on Centre Court at The Championships 2022. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 8 Monday 04/07/2022. Credit: AELTC/Simon Bruty

Dall’8 al 12 novembre a Milano si disputerà la quinta edizione del torneo Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals.

Il torneo è riservato agli otto giocatori nati dopo il 31 dicembre 2000 che nel corso della stagione hanno realizzato il maggior numero di punti.

Il torneo meneghino, oltre ad essere un importante laboratorio per la sperimentazione di nuove regole, nel corso delle edizioni si è anche rivelato il trampolino di lancio di alcuni dei giocatori più importanti dell’attuale scena mondiale, a partire da Daniil Medvedev che partecipò all’edizione inaugurale del 2017 e oggi occupa la poltrona numero 4 della classifica ATP della quale era il leader sino allo scorso 11 settembre; Stefanos Tsitsipas, attuale numero 6 e vincitore dell’edizione 2018; Jannik Sinner numero 11 del ranking e vincitore dell’edizione 2019; Carlos Alcaraz, campione in carica del torneo e odierno numero uno della classifica mondiale.

 

La tabella seguente riporta i nomi dei precedenti vincitori e la miglior classifica assoluta da loro raggiunta:

ANNO*VINCITOREMIGLIOR PIAZZAMENTO ATP
2017Chung Hyeon19
2018Stefanos Tsitsipas3
2019Jannik Sinner9
2021Carlos Alcaraz1

*2020 non disputato causa Covid

Proprio Alcaraz, essendo nato il 5 maggio 2003, è ovviamente il miglior Under 21 del mondo, ma è certo che rinuncerà al torneo riservato ai suoi coetanei per prendere parte alle NITTO ATP Finals di Torino che cominceranno il 13 novembre, alle quali è già matematicamente qualificato. Il suo successore è uno dei primi 15 nomi dell’attuale classifica Race to Milano.

La classifica Race to Milano aggiornata è disponibile al seguente link, che porta alla sezione “Sotto Rete” del sito web di Intesa Sanpaolo, main sponsor della manifestazione e partner di Ubitennis.

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ATP Sofia: troppo Sonego per Miralles, l’azzurro accede agli ottavi di finale

Per l’azzurro Lorenzo Sonego si tratta della sesta partita consecutiva senza perdere un set

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L. Sonego. B. Zapata Miralles 6-3 6-4

Lorenzo Sonego è reduce dalla vittoria a Metz della settimana scorsa dove ha battuto avversari come Hubert Hurkacz e Alexander Bublik. Non vinceva partite consecutive di main draw da giugno. Bernabe Zapata Miralles invece non gioca una partita ufficiale da quasi tre settimane. Lo spagnolo ha vinto più partite di main draw nel 2022 rispetto a tutte le altre stagioni messe assieme nella sua carriera finora (8 contro 6). La vittoria di Sonego per 6-3 6-4 è la sesta consecutiva senza perdere un set.

IL TABELLONE COMPLETO DEL TORNEO

 

PRIMO SET – Sonego parte meglio del suo avversario e sin dai primi colpi sembra manovrare bene con il diritto. Il primo break per l’azzurro arriva nel secondo game dopo un lungo scambio sulla diagonale di rovescio. Zapata Miralles soffre gli scambi da fondo e risulta per questo molto falloso; Sonego invece è molto ispirato nei colpi di rimbalzo dimostrando di sentire molto bene la palla quest’oggi. Nel settimo gioco Lorenzo piazza un ottimo game al servizio per portarsi avanti 5-2. Il 6-3 con cui Sonego archivia il primo set arriva dopo uno scambio intenso terminato con l’ennesimo forzato di Miralles.

SECONDO SET – Lo spagnolo tiene con successo il game di apertura del secondo set. Sonego risponde con un game autoritario al servizio. Zapata Miralles salva un game, il terzo, che si stava complicando per lui e si porta avanti 1-2. In questo set lo spagnolo serve meglio rispetto al primo e conquista più punti sia con la prima che con la seconda palla. Nel nono game Lorenzo si porta sullo 0-40 dopo un errore di rovescio di Zapata con il campo aperto; il doppio fallo successivo consegna a Sonego la possibilità di servire per il match. L’azzurro però comincia male con un doppio fallo e un errore di misura con il dritto; con due punti coraggiosi Sonego torna 30-30, mentre con il successivo ace si guadagna un match point. L’errore di Miralles chiude i conti e consegna la vittoria a Sonego con il punteggio di 6-3 6-4.

IL TABELLONE COMPLETO DEL TORNEO

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