Cash, Stich e Sukova candidati alla Hall of Fame nel 2018

Flash

Cash, Stich e Sukova candidati alla Hall of Fame nel 2018

Presentati i candidati per entrare a far parte delle leggende del tennis. Tra loro ci sono anche Anders Jarryd, campione di doppio degli anni 80, e Tom Okker, ex numero tre del mondo negli anni 70

Pubblicato

il

 

Dopo aver introdotto Andy Roddick e Kim Clijsters tra gli immortali del tennis, ora è la volta di altri tennisti che hanno segnato la storia del nostro sport. Il presidente della Hall of Fame, altra gloria del tennis mondiale, Stan Smith, ha dichiarato: “Tra i candidati di quest’anno abbiamo i campioni di Wimbledon, i vincitori dei Giochi Olimpici, gli atleti che sono stati in cima alle classifiche per lunghi periodi di tempo. I candidati per il 2018 provengono da cinque diverse nazioni”. Tra loro infatti spiccano i campioni degli anni 80 Pat Cash, Anders Jarryd ed Helena Sukova. L’australiano è riuscito a ritagliarsi un posto d’onore nel periodo di Stefan Edberg e Ivan Lendl, il quale fu battuto da Cash nella finale di Wimbledon del 1987. Riuscì ad approdare alla quarta posizione mondiale e a conquistare due volte la Coppa Davis nel 1983 e nel 1986, in entrambe le circostanze battendo in finale a Melbourne la Svezia per 3-2. Nella finale del 1983 perse contro Mats Wilander e vinse contro Joakim Nyström. Nella finale del 1986 portò la propria squadra alla vittoria, grazie ai successi in entrambi i singolari (contro Stefan Edberg e Mikael Pernfors) e in doppio.

Anders Jarryd fu invece maestro nella specialità di doppio: completò il Career Grand Slam, con l’aggiunta del bronzo alle Olimpiadi di Seoul in coppia con Stefan Edberg e il poker alle Finals. Lo svedese conquistò ben otto titoli Major e ha coronato il sogno di raggiungere la vetta della classifica mondiale di doppio nel 1985. Restando nella specialità di doppio un’altra figura che emerge è quella Helena Sukova, vincitrice di 14 titoli del Grande Slam, nove nel doppio femminile e cinque nel misto (69 trofei in totale). Inoltre la tennista ceca ha conquistato due medaglie d’argento olimpiche nel doppio femminile, nel 1988 e nel 1996.

Michael Stich, invece, è uno dei pochi ad avere un bilancio positivo negli scontri diretti con Pete Sampras. Tennista tedesco, soprannominato Mr. Tiebreak per la sua straordinaria lucidità nei momenti difficili del match, nel 91 si è aggiudicato il torneo di Wimbledon, nel 92 arriva l’oro alle Olimpiadi in doppio e nel 93 le Finals, issandosi fino alla seconda posizione mondiale. Infine, tra i candidati ad entrare tra le leggende troviamo Tom Okker. L’olandese ha militato per sette stagioni consecutive tra i primi dieci del mondo (best ranking 3 e numero uno in doppio), raggiungendo tre semifinali e una finale Slam agli US Open, persa contro Arthur Ashe. Ciò nonostante Okker ha conquistato 31 titoli in singolare e 78 in doppio (tra questi due Slam, US Open e Roland Garros).

 

Continua a leggere
Commenti

Flash

WTA Tallinn: Kontaveit si aggiudica il derby estone. In finale la attende Krejcikova

Krejcikova vince in rimonta la sfida maratona con Belinda Bencic. Kontaveit regola in due set la connazionale Kanepi

Pubblicato

il

Anett Kontaveit - WTA Tallinn 2022 (foto Facebook WTATallinnOpen)

Saranno la ceca Barbora Krejcikova e l’estone Anett Kontaveit a giocare l’ultimo atto del Tallinn Open, torneo WTA 250 alla prima edizione in corso di svolgimento nella capitale estone. Seconda finale stagionale per l’ex numero 2 del mondo dopo quella persa a gennaio contro Badosa a Sidney. Quarta finale per l’estone che andrà alla caccia del secondo titolo stagionale dopo quello conquistato a San Pietroburgo, il settimo della carriera.
Una vittoria a testa nei precedenti tra Krejcikova e Kontaveit. L’estone ha sconfitto Krejcikova alle WTA Finals di Guadalajara dello scorso anno, mentre Krejcikova ha battuto l’estone ad inizio stagione nelle semifinali del torneo di Sidney.

[7] B. Krejcikova b. [2] B. Bencic 6-7(5) 7-6(2) 6-2
Sfida tra due giocatrici molto diverse, Bencic gioca in maniera più potente e aggressiva, Krejcikova varia di più, andando alla ricerca di angoli e usando spesso lo slice per rallentare il ritmo. Un primo set che vive di alti e bassi, come un viaggio sulle montagne russe. Belinda Bencic è la prima a piazzare il primo break, complice un sanguinoso doppio fallo della ceca. Chiamata a servire per il set la campionessa olimpica si trova a fronteggiare una ceca che gioca a braccio sciolto. La ceca colpisce senza paura tanto da conquistare agilmente due palle break. Bencic non pare intenzionata a mollare e con due ottime prime si spiana la strada per rimettere il game in equilibrio. Alla terza palla break, un altro dritto a rete di Bencic vale il controbreak per la ceca.

Bencic continua ad andare in difficoltà, al punto da dover fronteggiare due set point nel dodicesimo game. Sul primo Bencic fa correre la ceca e annulla con un dropshot. Sul secondo si salva con una prima vincente. La tenacia di Bencic viene ripagata nel tie-break. La svizzera tiene duro per fare poi la differenza nel tie-break (7-5), conquistando un set nel quale ha dovuto salvare 8 break point.

 

Krejcikova dal canto suo perde il set nonostante abbia vinto un maggior numero di punti (51 a 49) e un saldo migliore a quello della svizzera, seppur negativo per entrambe, emblema di un set nervoso che ha vissuto di strappi: 16 vincenti e 17 gratuiti per la ceca, 10 vincenti e 22 gratuiti per Bencic.

Il secondo set viaggia sulla stessa intensità. Nessuna delle due giocatrici cede il servizio, anche se Bencic ha dovuto salvare altri tre break point. Primi quattro game arrivati lottati ai vantaggi, poi prende il servizio diventa maggiormente un fattore. Entrambe si dimostrano molto efficaci con la prima, con oltre l’80% di punti conquistati, latitano sulla seconda con Bencic che raccoglie un disastroso 18%. La ceca, tuttavia, anche nel secondo set, non è in grado di convertire le palle break, con Bencic che alza il livello del gioco ogni volta che si trova ad un passo dal baratro. A decidere il parziale è nuovamente il tie-break che questa vola si rivela a senso unico con Krejcikova che domina 7-2. A fine secondo set l’orologio segna 2h35′ di gioco!

Nel terzo set Bencic accusa il colpo. Con un contropiede di rovescio Krejcikova piazza il break che si rivelerà decisivo. La ceca vola 3-0, poi 4-1 e 5-2. Nell’ultimo game la campionessa olimpica annulla cinque match point, di cui tre di fila sullo 0-40, ma è costretta ad alzare bandiera bianca al sesto tentativo dopo 3 ore e ventidue minuti.

[1] A. Kontaveit b. K. Kanepi 6-4 6-4

A delineare il nome della seconda finalista del Tallinn Open è il derby tra le due atlete di casa: la numero 4 al mondo Anett Kontaveit e la numero 32 Kaia Kanepi. Neanche il tempo di scendere in campo che Kontaveit fa subito capire quali siano le sue intenzioni. Aggressiva in risposta la più giovane delle due estoni si conquista subito una palla break. Kanepi si salva sulla prima, ma cede subito sul break alla seconda occasione dato che la risposta potente e centrale di rovescio di Kontaveit piega la resistenza di Kanepi sul lato del rovescio. Kontaveit sembra in controllo mentre Kanepi sembra tremare sopratutto quando si trova a servire la seconda. Nel settimo game le accelerazioni della  testa di serie numero 1 mettono in difficoltà Kanepi che si trova in un balena sotto 0-40. A riprova delle difficoltà di Kanepi con la seconda, una risposta vincente di Kontaveit vale il secondo break. Chiamata a servire per il set il braccio di Kontaveit trema come spesso le è capitato nella partita importanti in questa stagione. La numero 4 al mondo fallisce 3 set point, addirittura uno con un doppio fallo. Le occasioni fallite da Kontaveit fanno fiducia a Kanepi che recupera uno dei due break di svantaggio. Sul 5-4 Kontaveit si issa facilmente sul 40-0, fallisce il quarto match point, ma alla quinta occasione mette in cascina il primo parziale dopo 43 minuti di gioco con un comodo smash.

Il secondo set segue lo stesso copione del primo con Kontaveit che piazza subito il break in apertura. Il match segue l’andamento dei servizi, con entrambe le tenniste brave a gestire lo scambio sopratutto quando la prima entra in campo. Infatti, è  la seconda a tradire Kanepi che chiuderà la partita con 8 punti su 24. Chiamata a servire per il match Kontaveit ritorna quella del finale di stagione dello scorso anno, quando conquistò 4 titoli e il pass per le Finals. Il match si chiude con un ace che vale il 6-4 6-4 dopo un’ora e ventuno minuti di gioco. 

Il tabellone completo del WTA di Tallinn

Continua a leggere

Flash

WTA Parma: Sakkari pronta per il doppio turno non sbaglia la partenza, finale contro Sherif

Sesta finale della carriera per la n. 7 WTA, la terza del 2022 dopo San Pietroburgo e Miami. Maria andrà alla ricerca del secondo alloro, il primo arrivò a Rabat 2019. Sfiderà l’egiziana N.74

Pubblicato

il

Maria Sakkari - Roma 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[1] M. Sakkari b. D. Kovinic 7-5 6-2

Il sole è tornato a splendere più forte che mai. E’ questa la grande notizia della mattinata emiliana, per gli organizzatori del Parma Ladies Open, che dopo essere stati costretti a cancellare l’intera giornata di ieri causa maltempo e precipitazioni a dirotto; oggi possono finalmente tirare un sospiro di sollievo perché il clima pare aver compreso la situazione straordinaria del torneo romagnolo, dimostrandosi clemente. Infatti, ulteriori rinvii e posticipazioni non sarebbero state accolte col sorriso, poiché questo avrebbe significato ulteriori salti mortali per completare l’evento. Quindi, per fortuna basta e avanzano i doppi turni.

Sarà forse proprio per questa certezza, qualora avesse fatto sua la semi, di sapere di dover riscendere in campo per giocarsi il titolo nel pomeriggio – attorno alle 18:00 – che la favorita numero uno Maria Sakkari è riuscita per una volta in questa settimana a partire con il piede giusto, salvo poi perdersi e ritrovarsi. Tutto questo nell’arco nel primo parziale, insomma nel perfetto stile della 27enne di Atene. L’aver resistito al momento di difficoltà senza farsi travolgere definitivamente, le ha permesso di acquisire quella fiducia necessaria per dominare il secondo parziale imponendosi sulla montenegrina Danka Kovinic per 7-5 6-2 in 1h32′.

 

Ora l’obbiettivo per l’ex n. 3 del mondo è chiarissimo, mettere in bacheca il secondo titolo della carriera dopo quello, sempre conquistato su terra, a Rabat nel 2019. La greca sembra essersi ritrovata in Italia, sarà stato l’incontro con il proprio idolo Gigi Buffondel quale ha dichiarato, di imitare le gesta in allenamento parando a rete come il grande portiere campione del mondo nel 2006 – a rivitalizzarla; ma sta di fatto che ha ritrovato un quarto di finale dopo oltre tre mesi e ha aggiunto una vittoria al suo non invidiabile record di 6-16 nelle semifinali disputate sul Tour mondiale. Adesso, inoltre, dopo aver centrato la terza finale stagionaleSan Pietroburgo in febbraio, e quella al WTA 1000 di Miami in marzo: entrambe perse, per mano di Kontaveit e Swiatek -, ha voglia di migliorare un altro record personale, non proprio brillante, che la vede 1-4 negli ultimi atti del circuito maggiore.

IL MATCH – In totale contro tendenza, con quanto fatto vedere nell’intera settimana emiliana – nelle sue tre precedenti partite ha sempre perso il primo set, per poi puntualmente mettere a segno la rimonta -, Sakkari ha un avvio di incontro perfetto: parziale di 12 punti a 3 per la tennista greca, e così il 3-0 “pesante” nello score è presto servito. Al contrario inizio peggiore non poteva esserci per Kovinic, un approccio alla sfida a dir poco da incubo. La 27enne montenegrina infatti, si dimentica la prima negli spogliatoi facendo registrare nei suoi primi due turni di servizio, un deludente 25% per quanto riguarda la resa della prima palla (1/4); inoltre non contenta non è riuscita a racimolare neanche un quindici quando ha dovuto servire la seconda (0/5).

In questi primi scampoli di match, si ammira una versione della 27enne ateniese assolutamente centrata, certamente per ora la migliore della sette giorni in quel di Parma. Maria non lascia mai, in nessun caso, l’iniziativa all’avversaria comandando a spada tratta ogni singolo scambio: in particolar modo a far decisamente male è il suo dritto dal centro, con cui decide da quale lato del campo la n. 78 WTA debba incominciare a fare il tergicristallo in difesa. Tuttavia, e non sorprende più di tanto conoscendo la solita tenuta ondivaga della n. 1 del seeding – specialmente in una stagione con più ombre che luci -, all’improvviso l’interruttore della luce dell’ex n. 3 del ranking si spegne fragorosamente. In verità in un periodo di crisi energetica, con le bollette incontrollabili, come quello che stiamo vivendo non sarebbe una cattiva notizia; ma certamente non era né il momento giusto per farlo né ovviamente era questa l’intenzione della semifinalista del Roland Garros 2021. Tant’è comunque: contro filotto di Danka, che vince quattro giochi consecutivi portandosi in vantaggio sul 4-3 e mettendosi finalmente alla testa della contesa.

14 punti a 6 per la nativa di Cettigne, un parziale che ribalta completamente l’inerzia del duello. Sul piano tattico è cambiato poco, ma tanto basta per modificare le dinamiche dello scontro. Prima di tutto è salito il rendimento della battuta montenegrina, tuttavia era abbastanza irrealizzabile pensare che l’ex n. 46 al mondo potesse mantenere i numeri citati in precedenza per la durata complessiva del confronto. Statistiche che ovviamente fanno riflettere maggiormente sull’inizio del match, dove di certo Sakkari ha giocato esprimendo un livello alto ma è pur vero che è stata notevolmente avvantaggiata dal – praticamente – assente fondamentale di avvio gioco dell’avversaria. Ma se si vuole realmente scovare ciò che ha mandato in tilt la giocatrice ellenica, è stata una palla corta eseguita nel quarto game; sulla quale Danka si è superata con un recupero eccezionale.

Dunque perché allora la n. 7 WTA è andata in bambola, quando i meriti dell’altra erano di gran lunga superiori ai suoi demeriti in questo specifico punto? E’ facile, non appena una come Maria esce dalla sua confort zone di picchiatrice da fondo campo, e non ottiene ciò che sperava, non può che piantarsi e smarrire, oltre che la fiducia nel rigiocare nuovamente una variazione di quel tipo, anche le certezze nei suoi punti di forza. Brava però Kovinic, che acuisce le insicurezze altrui mediante l’utilizzo di colpi più arrotati, ma soprattutto alzando decisamente la traiettoria delle proprie esecuzioni: ciò provoca conseguentemente diversi non forzati della semifinalista dello US Open 2021, rispetto ad una prima parte di match in cui era infallibile.

Conosciamo però questo sublime, ma allo stesso tempo maledetto sport, basta un’inezia per rimescolare ancora ed ancora i rapporti di forza di una partita. Quello che bisognare fare è saper resistere, reggere l’urto della mareggiata quando arriva, e aggrapparsi come delle sanguisughe a qualunque appiglio. E’ Sakkari rispetta alla lettera questo diktat, affidandosi al suo servizio. Grazie alla battuta riesce a tenersi in vita, riacquistando a poco a poco la fiducia persa. Seguendo questo percorso, l’ateniese ritrova d’incanto il proprio tennis e potendo nuovamente contare su di un dritto, che frulla meravigliosamente breakka incredibilmente nell’undicesimo game; per poi andare ad appore il sigillo qualche istante dopo per il 7-5 (55 minuiti).

Ora sembra essere stati catapultati, tramite improba macchina del tempo, ai primi game della partita dove Maria faceva il bello ed il cattivo tempo. Allora Kovinic comprende che, continuando su questa scia ci sarebbe ben poco per lei da raccogliere. Così con coraggio e spavalderia inizia a prendere la rete, cancella una palla break in apertura di parziale che aveva sentore di match point, e si salva evitando di dover subito rincorrere. Ma oramai la strada è stata tracciata, nel terzo game grazie ad un moto d’orgoglio evita ancora – per la seconda volta, seppur solo ai vantaggi senza concede break point – di mandare la n. 1 del tabellone in vantaggio. Tuttavia al terzo tentativo l’inevitabile si manifesta. Sakkari allunga, perciò, sul 3-2 confermando poi prontamente per il 4-2. Danka non c’è più in campo e, attraverso una striscia di quattro game consecutivi – dal 2-2 – concede all’ex n. 3 del ranking di potersi giocare la sesta finale della carriera; la terza del 2022: l’ultima persa a Miami contro Swiatek.

M. Sherif b. [6] A. Bogdan 6-4 3-6 6-4

IL MATCH – Nella seconda semifinale, quella della parte bassa, si affrontano per la prima volta la tds n. 6 Ana Bogdan e l’egiziana Mayar Sherif. La 29enne rumena, reduce dal derby vinto nei quarti contro Irina Camelia Begu, si aggiudica la frazione d’apertura per 6-4 dopo 53 minuti di gioco. Un primo set veramente duro sul piano della richiesta fisica, ma anche per quanto riguarda il dispendio delle energie mentali, per le giocatrici: basti pensare che per completare i primi due game della partita sono stati impiegati 10 minuti esatti, mentre per raggiungere la prima metà del parziale – sul 3-3 – ben 33 giri di lancette. Tuttavia vi è stata un’assoluta dominatrice del parziale inaugurale, almeno in termini di occasioni costruite in ribattuta, e questa è stata la 26enne del Cairo. Mayar ha avuto chance di break già nel primo gioco dell’incontro, partendo a razza e issandosi immediatamente sullo 0-40. Ma Ana, con grande forza di volontà, è riuscita rialzarsi dalle sabbie mobili di un game che avrebbe potuto segnare in maniera indissolubile il resto della frazione. I problemi per la n. 53 WTA però, come detto, non sono terminate qui: ha sofferto anche sul 1-1, essendo costretta ai vantaggi, per capitolare definitivamente nel sempre dirimente settimo “malefico” turno di servizio della contesa. Lo strappo si è rivelato decisivo, visto che la n. 74 del ranking ha chiuso poco istanti dopo. A delineare realmente la differenza, è stata la leggera superiorità in termini di efficacia della battuta egiziana rispetto a quella rumena: 71% contro il 67% di trasformazione con la prima, ma soprattutto il 63% di realizzazione con la seconda al cospetto del solo 50% dell’avversaria. E questi numeri sulla seconda di servizio, inevitabilmente, si ripercuotono anche sulla efficienza delle ribattute a questo fondamentale: Bogdan raccoglie solo il 38% dei punti rispondendo alla seconda, mentre il 50% (6/12) di Sherif è il dato che veramente ha cambiato le carte in tavola.

La partita è molto piacevole da guardare, sicuramente sta offrendo maggiori spunti tecnici rispetto alla prima semifinale dove le protagoniste se le sono date di santa ragione da fondo senza mostrare qualche tipo di variazione con una certa costanza. Invece in questo incontro di giornata, entrambe le giocatrici in campo non disdegnano di prendere la rete o di eseguire puntuali drop-shot per sorprendere la diretta contendente. Anche il secondo set si rivela una vera battaglia agonistica, a livello di chilometraggio addirittura più dura. Se nella precedente frazione erano stati impiegati poco più di 30 minuti, per giungere sul 3-3; in questo caso mezz’ora serve solo per portare lo score sul 2-2. Due i game maratona, colpevoli di questa durata prolungata: il secondo da 12 punti e due palle break cancellate dall’egiziana; il quarto con ancora Mayar a vedere i sorci verdi, in questa situazione la bellezza di 16 punti giocati. Ma la giocatrice africana, mai doma, frantuma tutte e cinque i break point concessi. Sempre di ripercorrere quanto visto nella frazione inaugurale, ma a parti invertite. La 29enne di Sinaia continua a costruirsi opportunità a pioggia, e dopo essersi salvata per l’ennesima volta sul 3-3 ad oltranza cade nell’ottavo gioco. L’ex n. 59, non si fa sfuggire l’occasione tanto sudata, e non perdona: 6-3 in 54 minuti. Si va la terzo. Un set vinto grazie ad un innalzamento sensibile del rendimento del proprio servizio da parte dell’ex n. 59 WTA – che comunque vada rientrerà in Top 50 -, e pari merito un contestuale calo di quello avversario: 70% di prime contro il 68%, soprattutto l’88% di punti vinti con la prima (64% per Sherif). Tuttavia più di tutto a creare il vuoto, tra le due, l’86% di concretizzazione con la seconda contro un misero 31%, infatti la tds n. 6 si è intascata il 69% rispondendo alla seconda, al contrario della nativa della città che sorge sul Nilo che ha raccolto un punto ribattendo la seconda altrui (1/7; 14%). Non è che sia andata meglio per Sherif sulla prima, anzi, ha vinto solo il 13% (2/16) in risposta.

Nel terzo set battaglia infinita: dopo break e controbreak nel terzo e quarto gioco, si arriva alla stretta finale con 3 game fiume dopo il 3 pari: Bogdan però chiamata a servire per restare nel match sul 4-5 cede il servizio a zero, lanciando l’egiziana verso la sua seconda finale nel Tour.

Ha collaborato Luca De Gaspari

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI PARMA 2022

Continua a leggere

Flash

Fiori d’arancio per Roberto Dell’Olivo e Marta Magni

Convolano oggi a nozze i due fotografi collaboratori di Ubitennis. Loro foto sono state pubblicate su questo sito e su le principali testate italiane

Pubblicato

il

Roberto Dell'Olivo, Ubaldo Scanagatta e Luca Baldissera

Siamo lieti di dare notizia del matrimonio tra Roberto Dell’Olivo e Marta Magni, due fotografi di grande qualità e altrettanto grande passione per il tennis che hanno collaborato e collaborano attualmente con Ubitennis. Le nozze oggi 1° ottobre a Todi.

Sono innumerevoli gli eventi seguiti in veste di fotografo da parte di Dell’Olivo: dai tornei del Grande Slam agli scontri di Coppa Davis, passando per i vari eventi ATP e WTA. Decine e decine di tornei. Le foto di Roberto hanno fatto il giro del mondo e sono state pubblicate dai principali quotidiani d’Italia e non solo da Ubitennis che ne ha forse battezzato i primi passi tanti anni fa. Proprio quest’anno, al Rolex Monte-Carlo Masters, a Roberto è stato assegnato il primo premio del concorso fotografico relativo al torneo del 2019, riconoscimento che certifica la sua spiccata dote artistica nel suo ruolo di fotografo. Il premio è stato conegnat con ritardo a causa del COVID che aveva cancellato un’edizione del torneo. Dunque felicitazioni da parte di tutta la redazione di Ubitennis per il matrimonio tra Marta e Roberto.

E a questo punto una domanda sorge spontanea: ad un matrimonio tra due fotografi, chi mai potrà prendersi la responsabilità di fare il fotografo nuziale?

 

Io posso solo dire che sono molto riconoscente nei confronti di Roberto Dell’Olivo che ha cominciato a collaborare con Ubitennis tanti anni fa, ma pubblicando foto anche per La Nazione, Il Giorno, Il Resto del Carlino, accomunando la sua grande passione per il tennis a quella per fotografia e dotandosi di apparecchiature fotografiche sempre più sofisticate. Roberto si è creato all’interno della Ubitennis community tanti amici, e non solo partecipando ad alcuni Ubiday celebrati nella mia casa di Firenze fino a quando la pandemia non ce lo ha impedito. Ma riprenderemo quanto prima l’antica tradizione. E conto di avere insieme a Roberto sua moglie Marta che, conosciuta nel corso di alcuni tornei challenger (nella sua Todi e altrove) dove esercitava il suo lavoro di fotografa (con la stessa passione per il tennis di Roberto), è sbocciato l’amore che oggi li unisce in matrimonio. Ai due coniugi vanno i miei affettuosissimi auguri personali e quelli di tutta la redazione in cui Roberto negli anni ha conquistato tante meritate amicizie.

Luca Baldissera, Vanni Gibertini, Ubaldo Scanagatta e Roberto Dell’Olivo – Australian Open
Roberto Dell’Olivo, Ilvo Vidovich e Michelangelo Sottili
Roberto Dell’Olivo al centro, con i giornalisti di Ubitennis Ilvo Vidovich e Antonio Garofalo
Alain Manigley e Roberto Dell’Olivo, premiazione fotografi – Montecarlo 2022

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement