Coppa Davis e Federation Cup, al via le fasi finali delle competizioni junior

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Coppa Davis e Federation Cup, al via le fasi finali delle competizioni junior

Da oggi a giovedì si disputa a Budapest la fase a gironi. Venerdì e sabato quarti e semifinali. Domenica si assegnano i due titoli. Italia presente in entrambi gli eventi

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È iniziato tutto nel mese di febbraio con al via 180 squadre provenienti da 102 paesi, che si sono progressivamente date battaglia attraverso i vari turni di qualificazione. Sono rimaste in 32, 16 maschili e 16 femminili. Terminerà tutto domenica, a Budapest, con l’assegnazione dei due trofei. Pronostico incerto per quanto riguarda la Coppa Davis, con il 16enne Timofey Skatov (semifinalista poche settimane a New York nel torneo junior) unico rimasto del team russo che lo scorso anno si laureò campione battendo in finale il Canada. C’è invece una grande favorita nella Federation Cup: si tratta della squadra statunitense, che può contare sulla presenza di Whitney Osuigwe e Amanda Anisimova (rispettivamente numero 2 e numero 4 del ranking junior), con la seconda che ha recentemente trionfato agli US Open. Assenti le campionesse in carica della Polonia, eliminate quest’anno nei turni preliminari.

Per quanto riguarda l’Italia, due le squadre al via. Quella maschile, capitanata da Stefano Pescosolido, potrà contare su Lorenzo Musetti (numero 82 del ranking junior), Giulio Zeppieri (154) ed Emiliano Maggioli (169). Gli azzurrini saranno testa di serie numero 5 e sono stati sorteggiati nel gruppo D, insieme ad Argentina (2), Cina e Russia. Sarà invece Giovanni Paolisso a guidare la squadra femminile (testa di serie numero 6) composta da Elisabetta Cocciaretto (numero 43 del ranking), Federica Rossi (156) e Federica Sacco (464). Sorteggiate nel gruppo A, le giovani azzurre sfideranno USA (prime favorite), Uruguay e Bielorussia.

La manifestazione per tennisti con età non superiore a 16 anni, giunta ormai alla sua 33esima edizione, prevede lo svolgimento di una prima fase con la classica formula del round robin (da oggi fino a giovedì). Le prime due classificate di ciascun gruppo otterranno l’accesso ai quarti di finale che si disputeranno nella giornata di venerdì. Poi semifinali sabato e finali domenica.

 

Junior Davis Cup

Gruppo A

Czech Republic (1)
Dalibor Szrcina
Jonas Forejtek
Andrew Paulson
Captain: Josef Cihak

Japan (7)
Tomoya Ikeda
Keisuke Saitoh
Fumiya Yoshino
Captain: Ko Iwamoto

Peru
Mateo Vereau
Sebastian Rodriguez
Juan Carlos Rojas
Captain: Miguel Maurtua

Canada
Justin Boulais
Alex-Antoine Marquis
Nick Lagaev
Captain: Ruben Alcantara Delgado

Gruppo B

Croatia (4)
Duje Ajdukovic
Admir Kalender
Roko Horvat
Captain: Igor Blazevic

Brazil (6)
Mateus Alves
Joao Ferreira
Natan Rodrigues
Captain: Roland Santos

Chinese Taipei
Tseng Chun Hsin
Tsai Chang Lin
Lin Han Chih
Captain: Tseng Yu Te

Belgium
Louis Herman
Raphael Collignon
Diego Digraci
Captain: Reginald Willems

Gruppo C

USA (3)
Govind Nanda
William Grant
Tyler Zink
Captain: Eric Nunez

Australia (8)
Ken Cavrak
Dane Sweeny
Rinky Hijikata
Captain: Ben Mathias

Hungary
Peter Makk
Peter Sallay
Dominik Buzonics
Captain: Istvan Gulyas

Morocco
Soufiane El Mesbahi
Ismail Saadi
Younes Lalami Laaroussi
Captain: Tahiri El Mehdi

Gruppo D

Argentina (2)
Thiago Tirante
Juan Cerundolo
Alejo Lingua
Captain: Sebastian Gutierrez

Italy (5)
Lorenzo Musetti
Giulio Zeppieri
Emiliano Maggioli
Captain: Stefano Pescosolido

China
Chaokete Buyun
Zhou Xinmu
Wang Xiaofei
Captain: Yu Jin Xing

Russia
Timofey Skatov
Rail Ibragimov
Pavel Verbin
Captain: Alexey Kuznetsov

Junior Fed Cup

Gruppo A

USA (1)
Amanda Anisimova
Whitney Osuigwe
Caty McNally
Captain: Erik Kortland

Italy (6)
Elisabetta Cocciaretto
Federica Rossi
Federica Sacco
Captain: Giovanni Paolisso

Uruguay
Guilermina Grant
Agustina Cuestas
Mikaela Fros
Captain: Eduardo Braseras

Belarus
Anna Kubareva
Viktoriyia Kanapatskaya
Ksenia Brich
Captain: Dzmitry Klimenko

Gruppo B

Russia (3)
Daria Frayman
Kamilla Rakhimova
Anastasia Tikhonova
Captain: Oxana Mishukova

Thailand (8)
Thasaporn Naklo
Napatt Nirundorn
Supapitch Kuearum
Captain: Pracharapol Khumsaman

Canada
Layne Sleeth
Alexandra Vagramov
Leylah Annie Fernandez
Captain: Nikolai Haessig

Hungary
Adrienn Nagy
Fanni Gecsek
Reka Anna Zadori
Captain: Gabor Pelva

Gruppo C

Ukraine (4)
Marta Kostyuk
Daria Snigur
Alina Tsyurpalevych
Captain: Talyna Beiko

Colombia (7)
Maria Camila Osorio Serrano
Jessica Paola Plazas Munoz
Antonia Samudio Reyes
Captain: Catalina Castano Alvarez

Chinese Taipei
Joanna Garland
Lee Kuan Yi
Chang Ting Pei
Captain: Hsieh Cheng Yin

Burundi
Sada Nahimana
Aisha Niyonkuru
Hoziane Kitambala
Captain: Assani Murisho

Gruppo D

Japan (2)
Yuki Naito
Naho Sato
Himari Sato
Captain: Yoshinori Nakayama

France (5)
Yasmine Mansouri
Giulia Morlet
Carole Monnet
Captain: Camille Pin

Argentina
Ana Geller
Jazmin Ortenzi
Maia Haumuller
Captain: Marceloi Gomez

Morocco
Oumaima Aziz
Salma Loudili
Hind Semlali
Captain: Mounir Elaarej

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Rientro amaro per Bouchard al WTA 125 di Vancouver

Sconfitta in due set per la canadese Eugenie Bouchard, al rientro dopo oltre un anno. Vince facile Bronzetti, out Cocciaretto

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Eugenie Bouchard - Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

C’era molta attesa su cosa potesse offrire Eugenie Bouchard al ritorno in campo dopo oltre un anno. La tennista canadese è ritornata a disputare un torneo nella sua terra natia, grazie alla wild card concessa dagli organizzatori del WTA125 di Vancouver. Tuttavia, l’esordio stagionale della ventottenne di Montréal non ha avuto un esito positivo. Infatti sul campo è arrivata la sconfitta con un doppio 6-2 per mano dell’olandese Arianne Hartono, numero 166 del ranking WTA, maturata in poco più di 70 minuti di gioco.

L’ex numero 5 del mondo, attualmente senza ranking, aveva disputato il suo ultimo match nel marzo 2021, arrendendosi in due set alla cinese Lin Zhu. Poi è arrivato un intervento alla spalla che ha posto la parola fine alla stagione della canadese, alimentando i dubbi di un suo ritorno al tennis giocato. Dubbi diventati sempre più forti alla luce dell’attività sui social e del ruolo di commentatrice tecnica per TennisTV.

Rientro che in realtà doveva già avvenire lo scorso giugno dato che Bouchard risultava nell’entry list del torneo di Wimbledon grazie al ranking protetto, ma la scelta degli organizzatori di non assegnare punti ha portato la tennista canadese a rinunciare all’evento, posticipando la data di rientro.

 

Ho maturato molta esperienza fuori dal campo. Ho attraversato momenti davvero difficili che hanno messo alla prova la mia pazienza, tutto questo mi ha fatto capire quanto amassi il tennis. Prima d’ora non sono mai dovuta rientrare da un intervento chirurgico, non avevo mai avuto un infortunio così grave, per me è come ricominciare da zero” ha dichiarato la tennista canadese al termine dell’incontro.

Se l’esordio in Canada ha visto Bouchard conquistare solo quattro game, l’opportunità di riscatto è già dietro. Proprio grazie al ranking protetto la tennista canadese sarà tra le tenniste in gara nelle qualificazioni dello US Open che prenderanno il via la prossima settimana. Non vi è solo la Bouchard tra le protagoniste del WTA 125 di Vancouver. Infatti, al via erano presenti due nostre portacolori che stanno rifinendo la preparazione per l’imminente US Open. Subito semaforo rosso per Elisabetta Cocciaretto, sconfitta il tre set dalla britannica Watson. Esordio senza problemi, invece, per Lucia Bronzetti. La numero 66 WTA e testa di serie numero 2 del torneo canadese non ha avuto problemi nel regolare la qualificata britannica Miyazaki.

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ATP

Borna Coric: “Contro Nadal senza pressione, mi godrò il momento. Non è un problema fare quello che ami”

Il croato prepara la prima sfida dopo 5 anni contro un suo idolo, e parla delle proprie condizioni fisiche

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Borna Coric - US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Quando arrivi troppo in alto, poi puoi solo cadere. Borna Coric forse non è arrivato così in alto come avrebbe voluto (e potuto) ma la caduta, anche grave, l’ha presa eccome. Il 14 ottobre 2018 gioca la prima finale 1000 della carriera, qualche settimana dopo si attesta al n.12, il suo best ranking, sembra che finalmente quella grande promessa tanto attesa sia stata mantenuta. Da lì non c’è stato l’atteso salto di qualità, ma solo tanti problemi in serie, con l’infortunio alla spalla che lo ha tenuto fuori dal marzo del 2021 allo scorso marzo. Ora, però, qualche luce la vede: ieri una bella vittoria contro Lorenzo Musetti, e oggi il privilegio di sfidare il suo idolo Rafa Nadal, che batté a Basilea nel primo incontro nel 2014, perdendo l’ultimo precedente nel 2017 in Canada (in mezzo anche uno schiacciante 6-1 6-3 di Borna proprio qui a Cincinnati nel 2016, e una vittoria del maiorchino allo US Open 2015).

Lo stadio era pieno per il nostro quarto di finale“, racconta Coric ai microfoni dell’ATP dopo il successo su Lorenzo Musetti. “Mi ricordo che mi piaceva, ero super felice, mi sentivo come un bambino in un negozio di caramelle. Ero nel momento, stavo vivendo il mio sogno”. Quella vittoria, in quell’ottobre di 8 anni fa, arrivò nel momento in cui il croato stava salendo la scala del tennis, in cui doveva emergere, non ancora maggiorenne. Condizioni ben diverse da oggi, con un infortunio alla spalla in più, e gli anni che passano da reggere: “Non è mai facile tornare dopo un grave infortunio. Sono stato fuori per un anno e non è mai facile tornare e giocare un buon tennis, quindi ogni vittoria che si ottiene è estremamente importante anche per la mia fiducia e per la mia classifica, che non è ancora lì dove voglio che sia“.

La questione della sua spalla, oramai la principale quando si parla di Coric, viene ben approfondita dall’attuale n.152 al mondo, consapevole di quanto possa condizionarlo, e di quanto vada ben trattata e allenata: “Devo essere onesto, ben presto è diventato normale per me perché se voglio fare il mio lavoro, che è giocare a tennis, devo farlo. Non credo sia un enorme sacrificio avere 30 minuti in più di lavoro per arrivare a giocare a tennis. Puoi fare ciò che ami, non è un grosso problema. Se di solito vengo un’ora prima dell’allenamento, ora devo venire un’ora e mezza. Questo è tutto“. “Ma non ci penso più quando gioco ad essere sincero“, prosegue il croato, “perché anche se provo un po’ di dolore, e a volte capita, so che niente si può rompere. Non posso fare più danni, quindi a volte devo solo accettare che avrò un po’ di dolore e per me va bene“.

 

Certamente il suo gioco, soprattutto la sua mentalità e il suo approccio, si sono dovuti adattare ai problemi occorsi negli anni, come dimostrano queste parole. Parole di resilienza e abnegazione, quasi alla Nadal, la cui forza mentale è ciò che più lascia a bocca aperta: “Amavo tutto del suo gioco, in cui non c’è niente di sbagliato. Quindi puoi guardare ogni colpo e provare a farlo, perché è uno dei migliori del Tour. Riguarda più lo spirito combattivo, da cui penso che tutti possiamo imparare, e che può essere il nostro idolo“. Ma, dopotutto, va ricordato che stasera i due si affronteranno in campo, battezzando il ritorno in campo di Nadal più di un mese dopo il quarto a Wimbledon contro Fritz, per quella che in ogni caso sarà una partita speciale per Borna Coric, 9 vittorie in carriera contro top 5, l’ultima contro Thiem (n.4) all’ATP Cup 2020. “Giocherò senza alcune pressione“, conclude l’ex n.12 del mondo, “Ora posso divertirmi ancora di più perché non ho avuto questo tipo di partite e la competizione negli ultimi due anni. Mi diverto ancora di più rispetto a quando avevo 17 o 18 anni, e dato che sono stato a giocare a Challengers e tutto il resto, ora posso divertirmi ancora di più“.

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ATP

Opelka ancora contro l’ATP: “Un sistema corrotto che va a discapito della remunerazione del talento”

Il gigante statunitense si sfoga su Twitter criticando l’operato del Board dell’ATP e del consiglio dei giocatori in merito alle modifiche del calendario

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Reilly Opelka – Indian Wells 2021 (foto via Twitter @FILAtennis)

Assente dai campi da gioco dalla sconfitta contro Nick Kyrgios in quel di Washington, torna a fare sentire la sua voce fuori dal coro Reilly Opelka. Il servebot statunitense è noto per esprimere sempre la sua opinione sui social e nelle interviste su quello che non funziona nei rapporti tra tornei e giocatori, con aspre critiche nei confronti di Gaudenzi, più volte invitato alle dimissioni. Pertanto, non sorprende che in seguito alle ultime novità nel panorama tennistico, Opelka abbia detto sulle modifiche del calendario previste a partire dal 2023 e non solo.

Riepiloghiamo, a partire dal prossimo anno vi saranno diverse novità nel calendario. La più significativa riguarda i tornei più importanti a livello ATP, ossia i Masters 1000. Infatti, dal 2023 non saranno solo Indian Wells e Miami i tornei che si svolgeranno su 2 settimane, bensì anche Roma, Madrid e Shanghai. Dal 2025 la riforma riguarderà anche gli altri due mille nord americani, Canada e Cincinnati.

Questa riforma si innesta in un periodo di “compravendite” per quanto riguarda i diritti di alcuni tornei. Lo scorso febbraio la USTA, proprietaria dei diritti del torneo ATP di Cincinnati, ha messo in vendita la licenza andando a caccia di un acquirente disposto a spendere un importo almeno a nove cifre. Acquirente che secondo le ultime voci dovrebbe essere Ben Navarro, celebre milionario statunitense, proprietario del torneo femminile di Charleston.

 

A fine 2021 ero stato invece il torneo di Madrid a cambiare “organizzazione”, con l’uscita di scena di Ion Tiriac e l’ingresso della società di managemente IMG, già proprietaria dei diritti del torneo di Miami.

Questo giro di denaro ha mandato su tutte le furie Opelka alla luce delle disparità che secondo lui vi sono a livello ATP, tra quanto spetta ai tornei e quanto invece finisce del prize money a disposizione dei giocatori.

Quindi fatemi capire bene, Madrid e Cincinnati vengono vendute per $ 400 milioni / $ 300 milioni. Nello stesso anno il Board dell’ATP decide di concedere ai Masters 1000 una tonnellata di giorni in più, riducendo nel contempo le players commitment protections, portando a sanzioni molto più severe per eventuali Masters 1000 saltati”.

Ma le critiche non si sono limitate solo alle decisioni dell’ATP. Con un sarcasmo per nulla celato Reilly ha giudicato negativamente l’operato dei rappresentati ei giocatori, rei di non aver negoziato accordi negli interessi dei giocatori stessi che loro rappresentano.

“Sembra che il board dei rappresentati dei giocatori abbia fatto una grande lavoro nel negoziare per nostro conto. Hanno ottenuto un incremento del 2% dei prize money e acconsentito alla più grande presa in giro [Opelka la definisce ‘biggest known sucker play’] per la compartecipazione dei ricavi [dei tornei], accettando una percentuale sul profitto netto, invece che lordo”.

Opelka rincara la dose evidenziando come l’accordo permetta ai tornei di poter “manipolare” i numeri secondo il proprio tornaconto:[Questo accordo] permette ai tornei di continuare la pratica di manipolazione dei loro numeri. Basta chiedere a chiunque è coinvolto nel processo le differenze tra i numeri che i tornei presentano ai potenziali venditori rispetto a quelli che utilizzano durante la negoziazione dei prize money”.

La frecciata finale è rivolta alla USTA: “Quanto ha pagato la USTA per la licenza [del torneo di Cincinnati]? Prima che qualcuno polemizzi sul fatto che un atleta professionista parli di denaro, qui si parla di denaro, ma si parla di un sistema corrotto che sistematicamente va a discapito della remunerazione del talento in questa così detta partnership.

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