ATP San Pietroburgo: Fognini rimontato, trionfo Dzumhur

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ATP San Pietroburgo: Fognini rimontato, trionfo Dzumhur

Il nostro N.1 vince il primo set in modo convincente ma poi si perde sul più bello. Primo titolo ATP per il bosniaco

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D. Dzumhur b. [3] F. Fognini 3-6 6-4 6-2

Nella settimana della Laver Cup di Praga, con Federer e Nadal eccezionalmente impegnati a dividersi la stessa metà del campo di gioco, il circuito maschile ha fatto tappa a Metz e San Pietroburgo. Nella città che fu di Pietro il Grande, in particolare, si è disputato il St. Petersburg Open, torneo giunto quest’anno all’appuntamento numero ventidue, il cui albo d’oro annovera tra i vincitori tre giocatori capaci di issarsi al vertice del ranking mondiale quali il beniamino di casa Kafelnikov – sua la prima edizione nel 1995 – Kuerten e, più di recente, Murray. Campione uscente è il next-gen Alexander Zverev, vittorioso un anno fa sull’elvetico Stan Wawrinka.

A contendersi il titolo sono quest’oggi l’azzurro Fabio Fognini – già finalista nel 2012 poi sconfitto da Klizan – e il bosniaco Damir Dzumhur, 25 anni e numero 55 delle ultime classifiche, giustiziere all’esordio del nostro Paolo Lorenzi e qui a caccia del primo titolo ATP. Per l’italiano, invece, si tratterebbe del sesto alloro in bacheca ma il primo lontano dalla terra battuta. Prima testa di serie del seeding russo era lo spagnolo Bautista Agut la cui corsa verso la finale è stata interrotta, nonostante un paio di match point a favore, proprio da Fognini al termine di una maratona estenuante conclusasi al tie-break del terzo parziale. Per Dzumhur c’è da registrare un avvicinamento all’atto conclusivo quasi immacolato con un solo set lasciato per strada contro il britannico Broady. Non si tratta di un inedito assoluto: il ligure conduce infatti per due a zero nei confronti diretti, disputati entrambi sul rosso di Umago nel 2015 e nel 2016, anno in cui il ligure ha finito per sollevare il trofeo. Bookmaker unanimi nell’attribuire all’azzurro i favori del pronostico. Sbagliando, come avremo modo di vedere.

 

Si comincia con Dzumhur alla battuta. L’inizio, per entrambi, non è dei migliori e i primi due game, infarciti di errori gratuiti e palle break, sono comunque appannaggio del giocatore al servizio. Il bosniaco palesa fin da subito una certa insofferenza e la volontà, nemmeno troppo celata, di innervosire l’avversario con qualche plateale lamentela di troppo. A trarne beneficio, in un clima di tensione tangibile, è però l’italiano, per l’occasione insolitamente serafico, che senza strafare opera il primo allungo di giornata. Dzumhur conferma una maggiore efficacia con il rovescio, colpo con il quale è in grado di produrre un gioco di sbarramento migliore, mentre è sul lato destro che più facilmente presta il fianco ad un avversario puntuale nel capitalizzare il mismatch tecnico. Con l’azzurro avanti di un break, il parziale senza troppi sussulti segue ora l’ordine dei servizi. Nel corso del nono gioco il nativo di Sarajevo è però ancora una volta in apnea con la battuta a disposizione: la seconda palla break, che è anche un set point, è quella buona e un lob di pregevole fattura manda in archivio un parziale a conti fatti mai in discussione che Fognini si aggiudica con il punteggio di 6-3.

Le fatiche della semifinale sembrano cominciare a pesare sulle gambe del taggiasco, in qualche circostanza meno rapido del consueto nella ricerca della palla. Dopo quattro giochi interlocutori è il bosniaco a dare uno strappo deciso. Due doppi falli su altrettante palle game costano molto cari a Fognini, costretto a cedere la battuta e a rincorrere l’avversario nel punteggio. Dzumhur in questo frangente ha però la colpa di vanificare il vantaggio testé acquisito, tanto che è sufficiente all’azzurro un gioco di ribattuta accorto, il sesto, per ristabilire l’equilibrio. I due game successivi non aggiungono molto alla storia della partita che tuttavia, da lì a poco, prende una piega poco favorevole all’azzurro. Fognini, incapace di ottenere punti facili con il servizio, è costretto a cedere per la seconda volta il proprio turno di battuta, concedendo all’avversario la possibilità di servire per il set. Dzumhur, imparata la lezione, non trema e un con un ace rinvia la contesa al terzo e decisivo parziale.

Al rientro in campo dopo il pit-stop Fognini mostra un linguaggio del corpo assai poco rassicurante, complice una stanchezza – accompagnata da qualche noia fisica – che col passare dei minuti pare essersi decisamente acuita. I fatti confermano purtroppo l’impressione e in un amen Dzumhur è già avanti per 2 a 0. Il match nella sostanza finisce qui perché Fognini, più che una partita organica, adesso si produce inevitabilmente in una successione estemporanea di colpi a braccio sciolto e per il venticinquenne bosniaco, a cui è sufficiente non assumersi rischi e girare lontano dalle righe, è facile condurre in porto l’incontro. 6-2 lo score finale, con poco altro da raccontare se non la gioia e le braccia levate al cielo per il primo hurrà della carriera di Dzumhur che domani andrà a migliorare ulteriormente il personale best ranking [sarà N.40]. Tanto rammarico, invece, per il tennista azzurro, ritrovatosi sul più bello con il serbatoio vuoto in un match, per quanto visto in un set e mezzo, che in condizioni fisiche ottimali sarebbe stato abbondantemente alla sua portata.

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ATP Montpellier: forfait Fucsovics, Sinner ai quarti senza giocare. Marton: “Non posso più giocare con questo dolore”

Problemi al piede sinistro per Marton. Rimandato a venerdì l’esordio in Francia per Jannik Sinner, che partirà direttamente dai quarti. Affronterà Krajinovic o Sonego

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Jannik Sinner - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)

Ad inizio torneo, guardando il tabellone dell’ATP250 di Montpellier, il primo pensiero è stato subito indirizzato verso un possibile quarto di finale tutto italiano. La presenza di (almeno) un azzurro è ora certa, poiché Jannik Sinner si trova direttamente proiettato ai quarti senza giocare. L’altoatesino, infatti, sfrutta il ritiro di Marton Fucsovics, un avversario contro cui ha quasi sempre faticato. È andata così anche nell’ultimo confronto diretto tra i due, con il n°17 del mondo che è a Melbourne è riuscito per la prima volta in carriera a rimontare due set di svantaggio, lasciando poi soltanto tre game al suo avversario negli ultimi tre set.

L’ungherese però, nel giorno del suo 31° compleanno, è stato costretto al ritiro dall’Open Sud de France, dopo che ieri aveva vinto in tre set il suo match d’esordio contro Geoffrey Blancaneaux. Presto svelata la motivazione che ha impedito a Marton di scendere in campo. Una foto pubblicata su Instagram ritrae il piede sinistro dell’ungherese trafitto dall’ago di una siringa. Il messaggio recita: “Mi dispiace, ragazzi, devo ritirarmi. Ho provato tutto, ma non riesco più a giocare con questo dolore. Avrò bisogno di tempo per recuperare. Non il mio compleanno più felice”.

 

Sinner, che deve nel corso della sua carriera deve ancora vincere un match a Montpellier, partirà direttamente dai quarti, dove venerdì affronterà uno tra Filip Krajinovic e Lorenzo Sonego, in campo domani. Il match tra Roberto Bautista e Arthur Fils, che sarebbe dovuto essere il secondo della sessione serale, è stato anticipato come primo e chiuderà una giornata non fortunatissima a Montpellier visto che c’è stato anche il ritiro di Ugo Humbert. Il francese è stato vittima di una brutta caduta durante il match contro Alejandro Davidovich Fokina e si è ritirato sul punteggio di 6-1 6-7.

Il tabellone completo dell’ATP250 di Montpellier

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ATP di Cordoba: Vavassori eliminato dal rientrante Pella

Prima vittoria da ottobre 2021 per Guido Pella: battuto in due set Andrea Vavassori. A Delbonis il derby argentino con Tabilo. Oggi tocca a Cecchinato

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UniCredit Firenze Open Firenze 15/10/2022 Andrea Vavassori - Foto Giampiero Sposito

Entra nel vivo il programma dell’ATP di Cordoba con l’Italia che perde un suo rappresentante: nella notte italiana, infatti, è stato eliminato Andrea Vavassori da Guido Pella con un doppio 6-2.

L’argentino è tornato in campo e lo ha fatto nel migliore dei modi con una vittoria molto significativo. Vicinissimo al ritiro, non giocava una partita ufficiale a livello ATP da ottobre 2021 per una lesione cronica al ginocchio destro. La sua voglia di tornare protagonista nel circuito però lo ha spinto a rimettersi in gioco e già a novembre 2022 aveva fatto una fugace apparizione nel Challenger di Montevideo, mentre quest’anno si era presentato al primo turno dell’Australian Open perdendo in tre set dal connazionale Cerundolo. Crollato al n. 1018 del ranking, Pella è presente al Cordoba Open grazie ad una wild card. Di fatto non c’è mai stata partita tra lui e Vavassori, con Pella subito avanti di un break nel primo parziale e bravo a cancellare le chance azzurre di rientro in partita. Vavassori ha un’occasione nel quinto gioco del primo set per rimettere a posto le cose, dopo aver rischiato di finire sotto di due break, ma non sfrutta più di tanto gli errori dell’argentino.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI CORDOBA

 

Il secondo break conquistato, coincide con il 6-2 definitivo del primo parziale. Il secondo set si apre con l’azzurro che strappa il servizio al suo avversario. Ma Vavassori non spinge più di tanto sull’acceleratore e restituisce il favore, complice il 35% di prime palle servite. Dopo una fase equilibrata, Pella piazza quattro giochi in fila e si regala gli ottavi di finale dove ad attenderlo ci sarà il vincente del match tra Hugo Dellien e Pedro Cachin.

In precedenza Luciano Darderi aveva battuto Hugo Gaston per accedere al turno successivo. L’azzurro impiega 1ora e 18′ per eliminare Hugo Gaston 6-4, 6-3. Partita perfetta per il n. 200 del ranking ATP che ottiene l’88% dei punti con la prima di servizio. Mentre oggi farà il suo esordio in questa edizione del torneo Marco Cecchinato e scenderà di nuovo in campo Darderi (qui il programma odierno degli italiani).

A chiudere gli incontri di primo turno disputati nella notte italiana, è stata la sfida vinta da Federico Delbonis in rimonta su Alejandro Tabilo per 6-7(8), 6-2, 7-6(6). Il n. 131 del ranking perde il primo parziale dopo aver sciupato ben quattro set point. Nel secondo set l’argentino rimette a posto le cose dominando il parziale. Il cileno conquista il break nel quinto gioco del terzo set e si conquista due match point, prima di cedere la battuta nel decimo gioco e riaprire la contesa. Anche nel tiebreak Tabilo ha una grande chance per portare a casa il match, ma Delbonis, trascinato dal pubblico, è più lucido.

Argentina protagonista degli incontri del pomeriggio italiano: Andujar si ritira sotto di un set nel match con J. M. Cerundolo, mentre Coria, in rimonta, liquida Monteiro in tre set, 6-7(5), 6-1, 6-2. Molto equilibrata la sfida tra Garin e Martinez: la spunta il cileno 7-6(3), 2-6, 6-0. Sugli scudi anche Barrios Vera che batte Galan con il punteggio di 7-6(6), 6-2.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI CORDOBA

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ATP Dallas, Verdasco : “Se oggi giocassi al livello del 2009 potrei aspirare a uno slam” [ESCLUSIVA]

“Quando ero n.7 al mondo, i primi quattro giocatori vincevano ogni torneo. Era impossibile sollevare un titolo importante” afferma il 39enne Fernando Verdasco. “Ora forse è più giusto”

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Da Dallas, il nostro inviato

Intervista esclusiva con il veterano spagnoloFernando Verdasco dopo la sconfitta al primo turno del Dallas Open. Nonostante i 39 anni d’età e i numerosi problemi fisici Nando continua a guardare al futuro con ottimismo.

Ciao Fernando, sei arrivato alla partita di oggi dopo aver giocato due dure match di qualificazioni. Come ti sei sentito in campo dal punto di vista fisico?
VERDASCO: La partita più dura è stata sicuramente il primo turno di qualificazioni contro Zhu che ho vinto 7-6 al terzo set. Mi sono  sentito più stanco dopo quella partita rispetto a ieri, ciò nonostante ieri sera avevo un piccolo dolore all’avambraccio e al gomito che ho dovuto operare più volte negli ultimi due anni. Anche dopo l’Australian Open mi sono trovato a dover affrontare dei piccoli problemi fisici che non mi hanno permesso di giocare i due Challenger prima di questo torneo. Ovviamente quando giochi tre partite consecutive hai davvero poco tempo per recuperare e un gomito dolorante rende tutto più complicato. Oggi non ero in grado di servire allo stesso livello delle due partite precedenti contro un giocatore come McDonald che e’ in fiducia e di livello più alto rispetto a coloro che avevo affrontato nelle qualificazioni. Ciò nonostante nel primo set ero avanti 3-2 e anche nel secondo parziale ci sono stati molti game combattuti che purtroppo non sono riuscito a vincere. Il tennis è cosi, puoi vincere un match 6-1 6-1 ma ogni game va ai vantaggi e sei fortunato quel giorno ad aggiudicarti i punti decisivi. Oggi da questo punto di vista e’ stata una giornata negativa per me, ma allo stesso tempo sono contento di aver giocato tre partite nello stesso torneo e spero che mi sia d’aiuto per le prossime settimane.

 

Nelle ultime stagioni abbiamo avuto diversi giocatori in grado di vincere Masters 1000 o ottenere ottimi risultati negli slam. Tu hai raggiunto il tuo best ranking (numero 7 del mondo) nel 2009, pensi che il livello generale oggi sia paragonabile a quando eri all’apice della tua carriera?
VERDASCO: Penso che oggi sia molto diverso. Quando ho raggiunto la settima posizione del ranking i primi quattro giocatori del ranking vincevano praticamente ogni singolo torneo a cui partecipavano. Era praticamente impossibile per gli altri giocatori pensare di sollevare un titolo importante, solamente Cilic, Del Potro o Wawrinka sono riusciti a vincere uno slam in quel periodo. In quasi 20 anni e 80 slam giocati e’ successo in tre o quattro occasioni. Ora c’è sicuramente più spazio per tutti, da un certo punto di vista è più giusto… Se mi chiedi come giocatore se avessi preferito occupare la settima posizione oggi o nel 2009 la mia risposta è oggi. Roger si è appena ritirato, Murray non è più allo stesso livello di dieci anni fa e Rafa purtroppo deve sempre convivere con molti infortuni. Ho la sensazione che la settima testa di serie in un grande torneo puo’ avere reali possibilità di vittoria, ai miei tempi non era possibile. 

Quali sono i tuoi programmi per le prossime settimane? Hai già deciso con la tua famiglia e team quali tornei parteciperai?
VERDASCO: Fortunatamente ho avuto due wild card, sia per Delray Beach per la prossima settimana sia per Doha la settimana seguente. Spero che il gomito non mi dia ulteriori problemi così almeno posso partecipare a questi due eventi. Per quanto riguarda il mese di Marzo non ho ancora idea se giocherò a Dubai riposandomi la settimana di Indian Wells per tornare a Miami. Potrei anche saltare Dubai e giocare il Sunshine Double. Dipenderà tutto dalle mie condizioni fisiche e da come il mio corpo risponde nelle prossime due settimane.   

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