Coppa Davis più ristretta ma soltanto in serie B (Crivelli)

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Coppa Davis più ristretta ma soltanto in serie B (Crivelli)

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Coppa Davis più ristretta ma soltanto in serie B (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

Cara, vecchia, povera Coppa Davis, che sente sulle spalle tutto il peso dei suoi 117 anni e sul collo il fiato di manifestazioni nuove e più frizzanti come la Laver Cup, soprattutto più gradite ai top player che invece stanno abbandonando in massa la gloriosa Insalatiera. Così, per evitare un declino sempre più impellente alla più antica manifestazione a squadre dello sport, l’Itf ha deciso nuove modifiche alla formula, limitandosi però ad estenderle alle partite dei Gruppi Zonali del 2018, per intenderci la serie B e la serie C, per evitare figuracce come quella di agosto, quando in pompa magna annunciò una rivoluzione che doveva andare incontro ai giocatori e invece partorì solo il topolino delle squadre campioni che l’anno dopo debuttano in casa. TEMPO RISTRETTO Dunque, il 2, 3 e 4 febbraio prossimi il primo turno del Gruppo I e del Gruppo II si giocheranno in due giorni (la serie B il venerdì e il sabato, la C il sabato e la domenica), come già accade in Fed Cup, ma con un ordine diverso: primo giorno con due singolari e il doppio (che quindi resta vivo), secondo giorno con due singolari, tutti al meglio dei due set su tre. In caso di 3-0 già nel primo giorno, si giocherà solo il quarto match, in caso sia decisivo il quarto match, non si giocherà il quinto (e questo varrà anche per il Gruppo Mondiale, dove c’è Italia, che resta su tre giorni. Chiara l’intenzione di ridurre l’impegno e i tempi di gioco e seguire così i desiderata delle tv e dei top player, cui una settimana in nazionale, magari su una superficie diversa da quella in cui sono impegnati nei tornei, sta sempre più stretta. David Haggerty, presidente Itf, è chiaro in proposito: «L’intenzione è di riportare la Davis al suo antico prestigio e di recuperare i giocatori più forti: se la formula funzionerà, dal 2019 la applicheremo anche al Gruppo Mondiale’. Altra modifica: non più quattro convocati per nazione ma cinque. Un dettaglio

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A Firenze big azzurri e niente Sinner (Gensini). Nardi, prima volta ad Astana (Strocchi). Kyrgios accusato di aver aggredito l’ex fidanzata (Braghieri)

La rassegna stampa di mercoledì 5 ottobre 2022

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A Firenze big azzurri e niente Sinner (Francesco Gensini, Corriere dello Sport)

L’appuntamento col tennis torna a Firenze dopo ventotto anni e lo fa al “PalaWanny” da lunedì 10 a domenica 16 con gli italiani più competitivi, da Berrettini a Sonego passando per Musetti, ma purtroppo senza Sinner che ieri ha annunciato ufficialmente che non ci sarà per il problema alla caviglia che ha causato il ritiro a Sofia e il forfait ad Astana. «Ho parlato con i miei dottori – è stato il suo messaggio social – e mi hanno invitato a restare ancora un po’ a riposo. Purtroppo, questo significa che non potrò prendere parte al torneo di Firenze». Ci saranno invece Auger-Aliassime e Cressy e, grazie alle wild card, i giovanissimi azzurri Passaro, Nardi e Maestrelli, definiti da Binaghi «più certezze che speranze e, se volete vedere il futuro del tennis italiano seguite questi tre ragazzi». Proprio il presidente della Federtennis, insieme a Dario Nardella (sindaco di Firenze) e Paolo Lorenzi (direttore tecnico del torneo), ha partecipato alla presentazione di “UniCredit Firenze Open” ieri mattina nella Galleria degli Specchi di Palazzo Medici Riccardi. «Siamo venuti a Firenze – ha detto Binaghi – per rimanerci il più a lungo possibile. La presenza qui è un gran segnale, tanto più nell’occasione in cui sempre a Firenze, dove è nata il 18 maggio 1910, la Federazione cambierà nome durante l’Assemblea generale di domenica 16: la Fit diventerà la Fitp, Federazione italiana tennis e padel. E’ bello che ci siano tanti giocatori italiani, compresi anche gli emergenti: mi auguro che a vincere sia uno di loro». […]

Nardi, prima volta ad Astana (Gianluca Strocchi, Tuttosport)

 

La rincorsa verso le Nitto Atp Finals di Torino si fa sempre più in salita per Jannik Sinner. Il 21enne azzurro, n.12 del ranking mondiale e della Race dopo l’infortunio alla caviglia in semifinale a Sofia, ha infatti ufficializzato la sua forzata rinuncia al torneo di Firenze della prossima settimana. «E’ stato frustrante dovermi ritirare a Sofia, ho parlato col mio medico e mi è stato consigliato di prendermi un breve periodo di riposo per consentire alla caviglia di recuperare – scrive l’altoatesino sui social –. Sfortunatamente dovrò saltare il prossimo torneo a Firenze: mancare a un appuntamento in Italia è un dolore extra per me. Ad ogni modo è ora il momento di lavorare col mio team per tornare più forte, sperando di essere pronto per Vienna e Parigi». Sorride invece Luca Nardi, che ha centrato la sua prima vittoria in un tabellone principale del circuito maggiore all’Astana Open, Atp 500 sul veloce indoor della capitale kazaka. Il 19enne pesarese, n.152 Atp, promosso dalle qualificazioni, ha sconfitto 7-6 (4) 6-2 il russo Alexander Shevchenko, n.146 Atp, anche lui qualificato. Nardi al 2° turno oggi sfida per la prima volta il greco Stefanos Tsitsipas, n.6 del ranking e terzo favorito del seeding. Avanza il russo Daniil Medvedev, n. 4 della classifica (6-3 6-1 allo spagnolo Albert Ramos-Vinolas), mentre è uscito di scena all’esordio lo spagnolo Carlos Alcaraz: il 19enne trionfatore degli Us Open ha incassato il primo ko nel tour da n.1 del mondo cedendo 7-5 6-3 al belga David Goffin, ripescato dalle qualificazioni dopo il ritiro del danese Holger Rune. […] 

Kyrgios accusato di aver aggredito l’ex fidanzata (Valeria Braghieri, Il Giornale)

Spalanca le braccia, volge gli occhi al cielo, impreca, sfascia racchette. Di continuo. Scagliandole a terra con la potenza dei suoi 1,93 metri di altezza. Se la prende con l’arbitro, con l’avversario, con l’allenatore, mai abbastanza con se stesso. Ha bisogno di scaricare in campo la sua isteria. Nick Kyrgios da Canberra (Australia) ma anche un po’ greco e anche un po’ malese. Ventisette anni di poderoso talento perennemente in bilico su un carattere malfermo. Ma finché gli servono a essere uno sparapalline da record e miliardi è il benvenuto. Ingestibile e irascibile: l’unico ad aver difeso Djokovic quando lo hanno estromesso dall’Open d’Australia perché non vaccinato contro il Covid. Perché le regole lo impigliano, la disciplina pure: si allena pochissimo, si arrangia con la potenza, lascia fare al tocco di palla. Se vinci vale tutto. Il campo è un ring: si scarica sotto rete. Ma anche a casa, a quanto pare. A dicembre, la sua ex fidanzata di origini italiane, Chiara Passari, lo ha accusato di aggressione. I fatti risalirebbero al gennaio 2021 ma il caso è stato reso pubblico solo a luglio mentre il tennista stava giocando a Wimbledon. Ora che il campione rischia fino a due anni di carcere per violenza domestica, cosa si inventa il suo avvocato, Michael Kukulies-Smith? Intende chiedere l’assoluzione per vizio di mente. Il legale ha spiegato di aver riesaminato la storia clinica di Kyrgios dal 2015, compresa la sua salute mentale. In particolare ha citato le dichiarazioni dello stesso tennista che ha raccontato di aver attraversato un lungo periodo di solitudine, depressione e negatività in cui ha fatto uso di alcol e droghe e ha allontanato familiari e amici. Ora il magistrato Glenn Theakston, che si occupa del caso, ha aggiornato il processo al prossimo 3 febbbraio quando Kyrgios ha già fatto sapere che intende comparire in aula. In quell’occasione la difesa dovrebbe presentare la richiesta formale di assoluzione. […]

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Sinner, dopo il ritiro arriva il forfait. Djokovic trionfa e vede le Finals (Fiorino). Fenomeno Spagna terra di campioni (Martucci)

La rassegna stampa di lunedì 3 ottobre 2022

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Sinner, dopo il ritiro arriva il forfait. Djokovic trionfa e vede le Finals (Luca Fiorino, Corriere dello Sport).

Oltre al danno la beffa. Jannik Sinner ha dato forfait all’Astana Open, al via quest’oggi, a causa della distorsione alla caviglia destra riportata nella semifinale di Sofia. Jannik, che era stato sorteggiato nel quarto di Novak Djokovic e avrebbe dovuto debuttare con Oscar Otte, sarà sottoposto nelle prossime 48 ore a tutti gli accertamenti del caso (ecografia e risonanza) per valutare l’entità del trauma subito nella sfida con Holger Rune. Nella capitale bulgara, l’azzurro ha alzato bandiera bianca per la terza volta in stagione dopo i ritiri occorsi a Miami e Parigi. Gli intoppi patiti da Jannik nell’arco di questi dieci mesi sono stati di varia natura: dal covid alle vesciche ai piedi (problema risolto grazie a dei plantari specifici), dagli addominali all’anca, fino ad arrivare all’infiammazione al ginocchio e a quest’ultimo incidente alla caviglia.

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La prevenzione in casa Sinner resta massima da sempre. Malgrado l’assenza last minute dell’altoatesino, l’Italia sarà rappresentata nel ricco torneo kazako da Luca Nardi. Il pesarese, classe 2003, si è qualificato grazie al successo messo a referto ai danni di David Goffin, ex numero 7 ATP Il marchigiano, autore di una splendida prestazione contro il primo favorito del tabellone cadetto, si è imposto in rimonta con il punteggio di 3-6 7-6(3) 7-6(3) salvando complessivamente tre matchpoint

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Si è conclusa positivamente la trasferta israeliana di Novak Djokovic. ll serbo si è laureato campione a Tel Aviv sbarazzandosi per l’ennesima volta di Marin Cilic (19 vittorie su 21 confronti diretti). Grazie all’89° titolo messo in bacheca, Nole ha racimolato punti preziosi in ottica Nitro ATP Finals. Avendo vinto uno Slam quest anno, al serbo basterà rientrare fra i primi 20 della Race to Torino (e non fra i primi 8) per garantirsi la partecipazione al Master di novembre.

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Fenomeno Spagna terra di campioni (Vincenzo Martucci, Il Messaggero Sport)

Oggi lo sport di Spagna potrà fregiarsi dell’ennesimo, storico, successo: presenterà due giocatori ai primi due posti della classifica mondiale dei tennisti professionisti, Carlos Alcaraz e Rafa Nadal. Una situazione eccezionale nell’ATP Tour, il sistema di graduatoria deciso dal 1973 dal computer, tanto che si è registrata l’ultima volta il 13 agosto 2000 con una super-potenza dall’immenso bacino come gli Stati Uniti, con due campioni come Andre Agassi, numero 1, e Pete Sampras, 2, all’apice della loro epica rivalità. Ma lo sport iberico non si ferma al tennis, anzi. TRADIZIONE Non sottilizziamo sull’allenatore, Sergio Scariolo (italianissimo) e il jolly, Lorenzo Brown (oriundo per motivi di forza maggiore): la Spagna maschile di basket che domina in finale la Francia agli ultimi Europei aveva già vinto il titolo nel 2009, 2011 e 2015 e anche il Mondiale 2019, ed ha cominciato a brillare ciò con l’argento olimpico a Los Angeles 1984 esprimendo talenti come Fernando Martin Espina, Rubio, Corbalan, Rydy Fernandes, San Epifanio, Navarro, Pau Gasol e suo fratello Marc. E il calcio non è solo La Liga, la serie A iberica, non è solo i bianchi (le merengues) di Madrid, la squadra più titolata al mondo con 28 allori (14 Coppe dei Campioni/Champions League) e in patria (35 scudetti), e il Baria dei fenomeni, da Cruyff, a Maradona, da Ronaldinho a Ronaldo a Messi. Tanto che nelle coppe europee la Spagna ha dominato dal 2013 al 2018 vincendo 18 trofei su 19.

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E’ innegabile che il fattore-sport è molto sentito e supportato a livello nazionale e sociale, sulla scia di campioni dall’incredibile richiamo come Miguel Indurain nel ciclismo, Fernando Alonso della Formula 1, Marc Marquez nel motociclismo (sulla scia di Angel Nieto), il triatleta Javier Gomez Noya, il canoista David Cal, il ginnasta Gervasio Differite e lo sbatter Javier Fernandez. Tanti campioni in tante discipline diverse non possono essere un caso.

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Tutto è cominciato con gli enormi investimenti per l’Olimpiade di Barcelona 1992, chiusa col bottino record di 22 medaglie. La Spagna ne ha beneficiato a tutti i livelli, anche in sport come l’hockey pista dove ha vinto 5 mondiali consecutivi, dal 2005 al 2013. Ma, soprattutto, è stata capace di diversificare e di seguire l’evolversi dei tempi, tanto da sposare per prima uno sport emergente come il padel, tanto che oggi conta 100mila tesserati.

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Sofia, sfuma la finale italiana (Buongiovanni). Sinner trema: caviglia ko (Giammò). La resa di Sinner fa male due volte (Bertellino)

La rassegna stampa di domenica 2 ottobre 2022

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Sofia, sfuma la finale italiana (Andrea Buongiovanni, La Gazzetta dello Sport)

Altro che finale tutta italiana: oggi l’atto decisivo del torneo indoor di Sofia vedrà opposti il 26enne svizzero Marc-Andrea Huesler e il 19enne danese Holger Rune. II primo, contro pronostico, elimina 7-6 (5) 7-5 un Lorenzo Musetti che, nei momenti clou del match, sparisce di scena. Il secondo fa fuori Jannik Sinner, testa di serie numero uno, costretto al ritiro sul 7-5 4-6 2-5. L’altoatesino, che in Bulgaria inseguiva il terzo successo consecutivo, sul 2-3 (15-15) del terzo set, correndo lateralmente a fondo campo, impunta il piede destro e si infortuna alla caviglia. Interviene il fisioterapista per una fasciatura d’emergenza, Jannik riprende con coraggio, ma mettendo a segno non più di tre punti, perde altri due game e, con evidenti difficoltà negli spostamenti verso destra, si fa da parte. La sua smorfia dice più di tante parole. L’azzurro abdica così dopo undici vittorie consecutive. Ora il 21enne pusterese scivolerà dal 10° al 12° posto del ranking mondiale e vedrà farsi tutta in salita la corsa verso le Finals di Torino di novembre, una settimana prima dalla fase decisiva di Coppa Davis a Malaga: il suo futuro a breve sarà determinato dai tempi dl recupero. Intanto, infortunio a parte, il match contro Rune, numero 31 al mondo – primo scontro diretto tra I due – era improvvisamente diventato difficile. Sinner, sospinto da servizio e risposta, vince il primo parziale 7-5 alla quarta palla break a disposizione, ma nel secondo, sul 2-2, accusa un pesante passaggio a vuoto, perde per la prima volta il servizio, e, complice un parziale di 12 punti a 2, non recupera più. Jannik fatica anche in apertura di terzo set: Rune pare avere più energie, è più reattivo ed aggressivo. Fa subito il break, non sfrutta un’occasione per il 4-1, ma si invola comunque. Fino al fattaccio. «Imporsi così – dice il danese – non è bello: auguro a Jannik il meglio e di riprendersi in fretta. Per quanto mi riguarda, sono un po’ stanco, ma a questo punto voglio arrivare fino in fondo». Oggi Holger, dunque, se la vedrà con Huesler, attuale numero 95 della classifica Atp. Musetti, nel tie-break del primo set, si trova avanti 5-1, ma perde il parziale 7-5. E nel secondo, sul 5-6, avanti 30-15, subisce il primo (fatale) break dell’incontro. E addio sogni.

Sinner trema: caviglia ko. Fuori anche Musetti (Ronald Giammò, Corriere dello Sport)

 

Nessuna finale azzurra, nessun derby, e neanche un italiano in finale. Si fermano sul più bello le corse di Lorenzo Musetti e Jannik Sinner nell’Open di Sofia (ATP 250).Il toscano è stato battuto in due set da Marc Huesler – 7-6(5), 7-5 – mentre l’altoatesino, opposto al danese Holger Rune, è stato costretto al ritiro (il terzo del 2022) dopo essere incappato in una distorsione alla caviglia destra a metà del terzo set, sul punteggio di 5-7, 6-4, 5-2 in suo sfavore. Mattatore all’esordio nel torneo contro il n.14 del mondo Carreno Busta, e sopravvissuto a Majchrzak dopo aver annullato due match point, Huesler è sceso in campo con la convinzione di avere i mezzi per poter figurare anche nell’ultimo atto del torneo. Sorretto dal servizio e deciso a chiudere in fretta gli scambi, ne è venuto fuori un match all’insegna dell’equilibrio in cui Musetti non è riuscito ad avvolgere il rivale nella sua tela. L’azzurro si è così trovato a giocare l’ennesimo tie-break (il 4° negli ultimi 6 set) del suo torneo portandosi in vantaggio 5-1 per poi farsi rimontare dal suo rivale. L’equilibrio si è mantenuto fino all’epilogo quando ancora una volta è stato Musetti a concedere l’unica palla break al suo rivale, coincisa con un match point che lo svizzero non si è lasciato sfuggire. Avversario sulla carta più ostico dello svizzero, Jannik Sinner era comunque riuscito a domare il danese Rune in un primo set in cui aveva trovato nel ritmo e nella profondità dei colpi le sue armi migliori. Abbandonato dal servizio in avvio di secondo set, Sinner ha provato a riequilibrare il punteggio nell’ultimo game del parziale salvando un primo set point per poi cedere sul secondo. Innervositosi, l’italiano ha subito ceduto il servizio nel terzo, e su quel regalo Rune ha costruito e consolidato il suo vantaggio fino al sesto game, quando rincorrendo una palla alla sua destra, Sinner ha perso l’appoggio della sua caviglia finendo con l’accasciarsi al suolo. Bendaggi e trattamenti son stati sufficienti per rimetterlo in piedi, ma la resa era ormai vicina. Scalzo e a testa bassa, Sinner ha abbandonato il campo. […]

La resa di Sinner fa male due volte (Roberto Bertellino, Tuttosport)

Un sabato difficile per gli italiani nel 250 ATP di Sofia. Nelle semifinali prima Lorenzo Musetti e poi Jannik Sinner, hanno ceduto il passo a Huesler e Rune. È andata peggio all’altoatesino che dopo aver vinto il primo set con break nel 12° gioco, è calato nel secondo, anche in seguito all’accresciuto rendimento del 19enne danese che negli ottavi si era già sbarazzato di Lorenzo Sonego. Rune nel secondo set ha capitalizzato l’unico break conquistato sul 2-2. La terza frazione è nata nuovamente male per Sinner, che si è trovato a rincorrere (0-2). Sul 2-3 si è anche procurato una distorsione alla caviglia destra, curata con tanto di fasciatura sopra il calzino. Alla ripresa Rune ha tenuto il servizio (4-2) e Sinner ha provato a resistere, ma poi è stato costretto al ritiro sul 2-5. Prima battuta d’arresto nel torneo bulgaro per l’azzurro, campione nel 2021 e nel 2020. Sconfitta dolorosa in tutti i sensi soprattutto in ottica qualificazione alle ATP Finals. […] Da verificare l’entità del danno di Sinner in una stagione per lui sfortunata fin dall’avvio: è il quarto ritiro del 2022. […] Janník è uscito dal campo a capo chino, non un bel segnale. Brucia anche la sconfitta subita da Musetti. Il carrarino ha ben giocato ma non è stato cinico nei due passaggi chiave del match contro lo svizzero Marc-Andrea Huesler n.95 Atp. Grande equilibrio tra i due con il servizio che è stato dominante. La decisione del primo set è giunta al tie-break e Musetti è sembrato poterlo far proprio quando è salito 5-1. Poi un improvviso black-out con molti errori, compreso un doppio fallo, ha rimesso in gioco il mancino elvetico che ha chiuso con un parziale di 6 punti a 0. […] Nel secondo set sul 5-6 Musetti ha perso la battuta per la prima volta nel match con un altro doppio fallo a metà game, sul 30-30, e ha ceduto allo svizzero. […]

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