ATP Finals: Federer parte bene, senza scintillare

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ATP Finals: Federer parte bene, senza scintillare

LONDRA – Buon ingresso nel torneo di Roger Federer. Due set a zero a Jack Sock, nessuna palla break concessa. Ma diverse, troppe occasioni sprecate per chiudere prima

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ATP Finals: Zverev, esordio di carattere. Battuto Cilic

Gruppo Becker (1a giornata)

[2] R. Federer b. [8] J. Sock 6-4 7-6(4) (dal nostro inviato a Londra)

 

Qui alla O2 Arena di Londra, a North Greenwich, erano stati i primi a implementare l’ingresso in campo dei giocatori con gli effetti di luce e musica al livello che conosciamo tutti. Ma ormai gli organizzatori delle ATP Finals sono stati abbondantemente superati: nel confronto diretto con il Rolex Paris Masters di Bercy, non c’è storia, i francesi stravincono come coinvolgimento, spettacolo, disc-jockey, tutto. Rimane, segno distintivo delle Finals, il battito cardiaco ritmato alla presentazione dei tennisti (e durante i challenge di Hawk-Eye), che è un bel tocco e al pubblico piace moltissimo.

Nel primo game del torneo, gruppo “Boris Becker”, piacciono molto meno a Jack Sock un paio di rovesci lungolinea di Roger Federer, che lo fulmina prima in risposta e poi sullo scambio, strappandogli il servizio in avvio. Il break a freddo si rivelerà decisivo per il set, chiuso da Roger 6-4 in 36 minuti, senza mai concedere possibilità di controbreak all’avversario. Diversi i momenti divertenti, su tutti un passante da un metro sopra la rete fallito da Federer con Sock girato di spalle e successivamente incredulo davanti all’erroraccio dello svizzero.

Tecnicamente, lo statunitense sta provando a imporre ritmo e pesantezza con il dritto, ma Roger manovra con buona disinvoltura, e dà l’impressione di essere in grado di controllare la situazione senza dover strafare. Gli spalti sono gremiti fino al secondo anello in alto, il colpo d’occhio è notevole. C’è tanta simpatia per Jack, ma il tifo va come di consueto dalla parte di Federer.

Il secondo parziale procede inizialmente senza scosse. Jack sembra aver aumentato i giri del motore (e soprattutto, del suo top-spin di dritto); arriviamo al 3-3 con lo statunitense che ha perso un punto su 12 alla battuta (Roger appena meno bene, 2 su 12). Quasi inaspettate, ecco due palle break consecutive per lo svizzero, che però non è esente da colpe nello sprecarle, con risposte appoggiate, poco coraggiose, e qualche errore. Sock è uscito da una bella buca e lo sa, Federer farà bene a stare attento e concretizzare quando deve. Ancora divertimento e applausi per un “tweener” frontale al volo di Sock, poi passato di rovescio da Roger, e sul 4-4 ecco ancora i vantaggi e poi due palle break per lo svizzero, che però le fallisce sempre di rovescio (altalenante oggi dal lato sinistro Federer). Jack sorride al cambio campo, avanti 5-4, Roger ha un’espressione comprensibilmente seccata, ma se sta per servire per salvare il set e non per chiudere il match, sinceramente deve solo rimproverare se stesso. In un attimo, e di rabbia, lo svizzero si prende il 5-5, va di nuovo a palla break, e qui è bravissimo Jack a martellare con il dritto e annullarla, per poi salire 6-5. Siamo a una palla break convertita su 6 per Roger, quella nel primo game del match, il tiebreak è inevitabile. Alla stretta finale, non cambiano le cose: Federer va avanti, si fa raggiungere, e ci vuole il doppio fallo di Sock a dargli il mini-break che si rivelerà decisivo. Bene averla chiusa in due per Roger, ma un po’ di cinismo agonistico in più ci voleva.

Statisticamente, siamo alla vittoria numero 50 nel 2017 per Federer, e a un bilancio di 53-12 al Masters/Finals, a partire dalla sua prima partecipazione nel 2002 (sono 15 in tutto, saltato solo il 2016). E non è finita.


ATP Finals, il sorteggio dei gironi
Il programma di oggi

I profili degli otto protagonisti:

Tutto quello che c’è da sapere sulle ATP Finals 2017

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ATP Ranking: Alcaraz e Nadal, domina la Spagna. Sinner fuori dalla top 10, best ranking per Musetti

La classifica mondiale aggiornata: Huesler sale al n.64 grazie alla vittoria di Sofia, Nishioka al n.41

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Rafael Nadal - US Open 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)

E dopo Federer venne Huesler. Lo svizzero Marc-Andrea ha reso onore al ritiro del suo grande connazionale (e al proprio portafoglio) vincendo il torneo di Sofia con uno stile di gioco che avrà riscaldato i cuori dei nostalgici del gioco a rete. La settimana di eventi del circuito ATP appena trascorsa ha visto anche il ritorno alla vittoria di Novak Djokovic, che torna a conquistare un titolo ATP, il numero 89 della sua straordinaria carriera, superando in finale Marin Cilic. Infine, a Seul trionfa il giapponese Nishioka in finale sul canadese Shapovalov. La top 20 della classifica ATP del 3 ottobre 2022 vede dunque alcune novità.

La classifica ATP aggiornata è disponibile al seguente link, che porta alla sezione “Sotto Rete” del sito web di Intesa Sanpaolo, main sponsor della manifestazione e partner di Ubitennis.

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata!

 

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ATP Tokyo: Nakashima e Tiafoe senza problemi contro le wild card giapponesi

Dopo il 1° titolo a San Diego, prosegue il buon momento per il 21enne Brandon Nalashima nel suo paese d’origine. Frances Tiafoe concede poco e niente a Uchiyama

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Il primo match dopo il primo titolo vinto in carriera non è mai facile, ancora di più quando di mezzo ci si mette una traversata oceanica, ma Brandon Nakashima non ha deluso le attese: dopo il successo nella sua città natale di San Diego, il 21enne americano ha superato il 1° turno al Rakuten Japan Open Tennis Championships. Nakashima, il cui padre è di origine giapponese, ha sconfitto la wild card giapponese Shintaro Mochizuki 6-3 6-2 alla sua prima apparizione nell’ATP 500 di Tokyo.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 500 DI TOKYO

“È la mia prima volta in Giappone, quindi sto ancora imparando molto a riguardo, ma è molto eccitante. È bellissimo finora”, ha detto Nakashima nella sua intervista post-partita. “Il lato della famiglia di mio padre è giapponese. È da lì che prendo il mio cognome. Ogni volta che imparo di più sul mio background sono super eccitato,quindi sono felice di essere qui. L’atmosfera è davvero fantastica. Mi sento come a casa.”

 

Il 19enne Mochizuki, attuale n.401 del mondo, ha iniziato bene concedendo pochissimo al servizio, ma la battuta d’arresto – come spesso capita in queste situazioni – c’è stata a cavallo dei due set. Il primo si è deciso con un break sul 4-3 che ha mandato Nakashima a servire sul 5-3, e poi c’è stato un altro break in avvio di secondo set che ha definitivamente spezzato le gambe al giovante tennista locale, uscito sconfitto 6-3 6-2 dopo 67 minuti. Ogni volta che servo bene, influisce su tutte le altre parti del mio gioco, ha detto Nakashima, che non ha mai fatto arrivare il suo avversario neanche ai vantaggi. “Sono felice di aver servito bene oggi”. Nakashima affronterà ora la nona testa di serie Borna Coric o l’australiano Thanasi Kokkinakis.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 500 DI TOKYO

Nella partita di apertura del programma, Pedro Martinez ha abbattuto Alexei Popyrin 7-5 6-4. Con questa vittoria, lo spagnolo ha interrotto la striscia di otto sconfitte consecutive ad ogni livello, comprese sei sconfitte nel tour. In giornata è arrivata anche la vittoria di un altro spagnolo: Bernabe Zapata Miralles ha superato il giapponese Taro Daniel 7-5 7-5, recuperando in entrambi i set un break di svantaggio. Ora l’avversario del n.80 del mondo sarà Frances Tiafoe.

L’americano n.19 del mondo ha chiuso il programma del primo giorno di torneo affrontando la wild card giapponese Yasutaka Uchiyama (30 anni, n.314). Anche in questo match non c’è stato nulla da fare per il tennista di casa, vittima del grande gioco di gambe di Tiafoe che ha mostrato grande tecnica ma anche concretezza chiudendo 6-4 6-3, e annullando col servizi le uniche due palle break concesse nel quarto game del secondo set. La testa di serie n.4 ha sfruttato proprio queste chance non concretizzate da Uchiyama per piazzare subito dopo il break che di fatto ha deciso la partita; neanche un’ora e un quarto rimasto in campo, facendo divertire il pubblico di Tokyo e proseguendo al meglio la sua campagna asiatica, iniziata con l’incontro pochi giorni fa con la stessa NBA Stephen Curry.

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ATP Astana: Zhang sorprende Karatsev, Mannarino sfrutta la stanchezza di Wawrinka. Tutto liscio per Hurkacz e Van De Zandschulp

Bella prestazione del cinese alla distanza, il russo accusa problemi fisici. Stan paga la precaria condizione fisica. Hubi e Botic rispettano il pronostico

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Zhizhen Zhang

Non è una gran sorpresa quella che apre la giornata dell’Astana Open, promosso quest’anno ad ATP 500. Adrian Mannarino, pur partendo decisamente male, riesce ad avere la meglio di un appannato Stan Wawrinka (ammesso tramite wild card) per 1-6 6-2 6-3, in neanche due ore, per un match veloce, e raramente entusiasmante. I primi due parziali sono più una sequenza di errori e orrori del francese prima, dello svizzero poi, con il livello leggermente più costante nel terzo, ma senza nulla di indimenticabile. Il parziale decisivo procede senza break né game ai vantaggi, con qualche errore di troppo da ambo le parti, ma specie di Wawrinka, molto falloso e ancorato al servizio per restare a galla. La situazione, nel sesto game, è ribaltata dallo stesso svizzero, che stacca completamente la spina e commette solo errori da fondo, non certo impossibili da evitare, permettendo il break a Mannarino, che è infila 11 punti consecutivi. E il livello di gioco sensibilmente alzatosi da parte del francese, insieme a una versione, dal secondo set in poi, spenta dello svizzero, che sicuramente ha pagato la stanchezza e anche un certo nervosismo, regalano una vittoria molto più agevole del previsto a Mannarino, che giocherà ora contro il vincente tra Carlos Alcaraz e David Goffin.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 500 DI ASTANA

C’è invece qualcosa da segnalare nel match seguente, e cioè la vittoria, per 4-6 6-4 6-1 di Zhizhen Zhang su Aslan Karatsev, che sì sarà in un brutto periodo, ma resta sempre un valido avversario su queste superfici. Il cinese, dopo un brutto primo set, ha saputo risalire e approfittare anche di qualche noia fisica dell’avversario per una bella meritata vittoria. L’inizio è stato appannaggio del russo, con il primo set 6-4 solo per un piccolo rallentamento nel finale, ma mai è stata in dubbio la vittoria per Karatsev, preciso e costante da fondo, con qualche errore qua e là, ma molto più regolare di Zhang, a tratti meraviglioso sul rovescio, ma in generale troppo falloso. Inizia meglio il cinese nel secondo parziale, andando addirittura in vantaggio di un break, ma il pressing operato da Karatsev subito dopo lo rende più contratto, facendo tornare qualche errore di troppo che vale il contro-break. Il secondo parziale procede molto più lentamente e con molte più occasioni, per entrambi, rispetto al primo. Nessuno dei due riesce però a trovare il break, per quanto il livello ora mostrato sia sempre più alto, con gli errori che arrivano ma sono più isolati, in mezzo a tanti colpi da ricordare. E alla fine, non senza una certa sorpresa, oltre che una certa mano dall’avversario, Zhang forza il set decisivo, vincendo il secondo parziale con pazienza, colpi bilanciati, vincenti, e godendo di un pessimo decimo game del russo, che chiude con un doppio fallo.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 500 DI ASTANA

Prosegue il momento no di Karatsev, con 5 game persi di fila (che arriveranno poi a 7), e sempre più errori, che permettono il sorpasso a Zhang, che si limita a rispondere bene e trovare i giusti angoli, che spazientiscono e tolgono precisione al n.39 al mondo. Il russo sembra accusare anche dei problemi alla coscia, che non fanno altro che rendere ancora più grave la sua già precaria situazione, portandolo sotto 5-0, con un atteggiamento dismesso e neanche la forza di andare sulla palla. Infatti, poco dopo, ancora sfruttando lo scoramento dell’avversario e la sua tranquillità, Zhang va a chiudere per 6-1, tornando a vincere una partita ATP più di 3 anni dopo l’affermazione su Kyle Edmund a Pechino. Prosegue invece la crisi di Karatsev, che subisce oggi la quinta sconfitta consecutiva, con l’ultima vittoria a Cincinnati. Per il n.1 cinese, intanto, al prossimo turno ci sarà il vincente di Djere-Rublev, che giocheranno nel pomeriggio, con l’esordio di un’altra testa di serie (la 5) dopo che il settimo favorito ha aperto le danze stamattina.

Si tratta infatti di Hubert Hurkacz, nono nella Race e in cerca di punti preziosi per il sogno ATP Finals, che ha operato un ottimo debutto battendo 6-2 7-6(2) Francisco Cerundolo, autore di un’ottima annata, ma certamente non così temibile sui campi in cemento indoor, dove invece il polacco sa giocare decisamente meglio (vittoria a Metz e semifinale a Bercy nel 2021). Non ci sono stati problemi infatti per il n.7 del seeding, che solo una volta ha dovuto affrontare una palla break, salvandola, e chiude con 11 ace e un grande 80% di punti con la prima, mostrando dunque subito ben affilata l’arma principale per disputare un grande torneo. L’argentino ha saputo almeno dare battaglia nel secondo parziale, più equilibrato, ma senza mai davvero spaventare il bombardiere polacco, che al secondo turno attende uno tra Griekspoor e il padrone di casa Bublik. Parlando di giocatori di casa, è scesa in campo anche un’altra delle wild card del torneo, e cioè Beibit Zhukayev, n.327 del mondo, che questo ricco e crudele tabellone ha subito opposto a Botic Van De Zandschulp. 6-1 6-1 il punteggio a favore dell’olandese, troppo più qualitativo e soprattutto ben adatto a certi campi. Questa tonda vittoria regalerà (presumibilmente) al n.34 del mondo un incrocio di secondo turno con Novak Djokovic che, forte della vittoria a Tel Aviv, esordirà contro Garin.

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