Ubipodcast, la voce del Direttore: il miracolo di Perth

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Ubipodcast, la voce del Direttore: il miracolo di Perth

PODCAST – Il racconto del Direttore apre una serie di podcast che vi accompagneranno in off-season. Una nuova piattaforma su cui ascoltarci (e c’è anche la sigla!): Spreaker

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Stati Uniti, Australia, Regno Unito e Francia. Fino al 1960 erano queste le “big four“, le quattro selezioni ad avere in pratica dominato tutte le edizioni disputate sino a quel momento della Coppa Davis. Nessun’altra nazione sarà comunque in grado di sollevare l’insalatiera fino al 1974, anno del primo e unico successo del Sudafrica – vinse la finale senza neanche dover affrontare l’India, rinunciataria a causa della protesta contro l’apartheid sudafricano – ma la prima squadra a spezzare la monotonia delle solite finali “USA/AUS/GBR/FRA fu proprio l’Italia, nel 1960. Da quando (nel 1923) la Coppa Davis aveva preso la fisionomia mantenuta fino al 1980, ovvero la divisione nei vari raggruppamenti continentali (con il challenge round che è sopravvissuto fino al 1971), ad affrontarsi nell’atto finale erano state sempre le solite quattro sorelle. Fino all’intrusione dell’Italia di Pietrangeli e Sirola. 

Dopo otto vittorie nel raggruppamento zonale europeo e altrettanti infruttuosi spareggi interzonali/semifinali contro Australia (tre) e Stati Uniti (cinque), (sei soltanto tra 1949 e 1959) finalmente l’Italia riesce a issarsi fino al Challenge Round sconfiggendo proprio gli Stati Uniti grazie al “miracolo di Perth” del dicembre 1960. In finale, contro i colossi australiani, il capitano (nativo della Repubblica Ceca) Jaroslav Drobny deve essere sostituito dal bolognese Vanni Canepele poiché il regolamento della Davis impedisce che a guidare una nazionale ci sia un capitano di un’altra nazionalità. Nel week-end del 26-28 dicembre 1960, quindi, si vola sull’erba di Sydney: il resto ve lo racconto nell’audio.

P.S. Per non farvi mancare nulla, vi racconto anche di quella volta che ho giocato contro Nicola Pietrangeli. E ho avuto anche un set point…

 

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1 x 36 – Ubi Radio: Roma chiama Italia, la corazzata azzurra è una realtà

Uno sguardo al comportamento degli azzurri agli Internazionali BNL d’Italia con Vanni Gibertini e Laura Guidobaldi

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Grand Stand - Roma 2021 (foto Twitter @InternazionaliBNLdItalia)

Nella settimana degli Internazionali BNL d’Italia che riportano il pubblico a bordo campo nella Penisola dopo tanti mesi di match giocati a porte chiuse, la puntata odierna di Ubi Radio è dedicata a una panoramica dei risultati degli italiani nel torneo di casa. Il quarto di finale raggiunto da Lorenzo Sonego dopo la splendida vittoria su Thiem è chiaramente la prestazione di punta in questo torneo, ma tutta la truppa si è ben distinta, almeno a livello maschile. Per le ragazze invece tre sconfitte al primo turno, due delle quali, invece, probabilmente evitabili.

Il nostro conduttore Vanni Gibertini insieme con la nostra collaboratrice Laura Guidobaldi si sofferma su alcune delle mise più ardite di questa stagione sulla terra battuta. Per chiudere, poi, ai guarda avanti al Roland Garros e alla sfida degli organizzatori di avere 5.000 persone sugli spalti in occasione delle finali nonostante tutte le restrizioni.

La puntata precedente

 

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1 x 35 – Ubi Radio: Roma amarcord, ricordi di Internazionali

Vanni Gibertini e Luca Baldissera parlano con l’ex Top-100 Claudio Pistolesi delle sue esperienze al Foro Italico. La magia degli Internazionali vissuta da un “romano de Roma”

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Roma 2020 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Il mese di maggio per gli appassionati di tennis italiani vuol dire una cosa sola: è il mese degli Internazionali BNL d’Italia. Il più importante torneo tennistico del nostro Paese è ormai a pochi giorni dal prendere il via e per celebrare questa nuova edizione che si disputerà, con un po’ di fortuna, non a spalti quasi vuoti, come invece era accaduto lo scorso autunno, abbiamo parlato con Claudio Pistolesi, l’ex giocatore professionista e allenatore di lungo corso che è nato e cresciuto proprio a pochi passi dall’ingresso del Foro Italico.

Con lui, il nostro conduttore Vanni Gibertini e il suo compagno di avventure Luca Baldissera si sono avventurati nei meandri dei ricordi riportando alla luce le grandi partite giocate da Pistolesi sui campi in terra tra il Tevere e Monte Mario e gli episodi più curiosi vissuti nei vari decenni di presenza agli Internazionali d’Italia.

La puntata precedente

 

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1 x 34 – Ubi Radio: il curioso caso del Masters 1000 su erba

I pro e i contro dell’inserimento nel calendario ATP di un Masters 1000 su erba discussi dai nostri Vanni Gibertini e Alessandro Stella

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Il campo n.14 di Wimbledon
Il campo n.14 di Wimbledon

Un’intervista recentemente rilasciata dal CEO dell’ATP Andrea Gaudenzi ha riportato in auge uno dei “riempipista” delle discussioni tennistiche: perché non inserire nel calendario ATP anche un Masters 1000 sull’erba? Ci sono nove Masters 1000 (otto e mezzo se si considera lo status particolare di Montecarlo) di cui cinque sul cemento, tre sulla terra e uno indoor. Perché non inserirne uno anche sull’erba?

L’argomento è certamente interessante e il nostro conduttore Vanni Gibertini ne ha discusso con il vicedirettore di Ubitennis Alessandro Stella, il quale ha elencato i motivi per i quali questa aggiunta sarebbe positiva per il movimento tennistico. Da bravo conduttore, poi, Vanni Gibertini ha presentato i contro-argomenti che invece sconsigliano l’inserimento di un Masters 1000 nella stagione sull’erba, il tutto per dare agli ascoltatori tutti gli elementi per ragionare sulla questione.

La puntata precedente

 

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