Federer a Rotterdam per la storia: "Non ci credevo più". Krajicek: "Forse l'ultima volta"

ATP

Federer a Rotterdam per la storia: “Non ci credevo più”. Krajicek: “Forse l’ultima volta”

Tutto pronto per l’assalto di Federer al numero uno. Sarebbe il più vecchio di sempre. Il direttore del torneo in esclusiva: “Non sappiamo per quanto continuerà”. Seppi ok

Pubblicato

il

da Rotterdam, il nostro inviato

FEDERER NIGHT FEVER – Lo scorso anno arrivarono all’ultimo momento i forfait di Wawrink e Nadal; come per uno strano e benevolo karma, stavolta il last minute di Rotterdam ha portato in dote Roger Federer. Una e-mail, subito dopo gli Australian Open tramite il suo agente Tony Godsick, per scatenare sogni ed eccitazione nel primo ATP 500 dell’anno. “Ero negli Stati Uniti, l’ho letta appena sveglio” racconta in esclusiva Richard Krajicek, campione a Wimbledon ’96 e direttore del torneo. “Sapevo ci fosse una piccolissima possibilità di vederlo qui, ma capire che si sarebbe concretizzata è stato straordinario. Non sappiamo per quanto ancora giocherà, potrebbe essere la sua ultima volta qui”. Si respira l’aria tesa e febbrile di un evento raro a Rotterdam. Alla sua 45esima edizione, l’ABN AMRO World Tennis Torunament potrebbe essere il palcoscenico di un avvenimento storico, che manco a dirlo avrebbe come protagonista lo svizzero. Federer approfitterà infatti di una wild card, e giocherà per diventare il più vecchio numero uno del mondo di sempre: per farlo gli sarà sufficiente raggiungere la semifinale, a prescindere poi dalla vittoria del titolo. E forse mai, in un torneo che pure nell’albo d’oro vede Ashe, Connors, Borg, Edberg, Becker e Murray, oltre allo stesso Federer, si è avuta la sensazione di essere il centro del mondo tennistico, come in questo momento. Basta girare per la sala stampa che ribolle di addetti ai lavori, rappresentanti media e staff. Nel 2017 si faticava a raggiungere la doppia cifra di presenze, oggi la difficoltà sta nel trovare un desk libero: “Roger”, rispondono alzando le spalle e sorridendo i colleghi.

L’ULTIMA VOLTA NEL 2013 – Federer torna a Rotterdam dopo cinque anni, da quell’orribile 2013 in cui vinse un solo torneo (Halle) e qui perse inopinatamente contro Julien Benneteau, che già lo aveva spaventato sei mesi prima a Wimbledon, costringendolo a rimontare da due set sotto. Lo scorso anno preferì volare direttamente nella “sua” Dubai, dove raccolse la sua prima, sorprendente sconfitta stagionale contro Donskoy, pur avendo avuto match point a disposizione. Stavolta le carte in tavola sono diverse e decisamente di maggior valore: “Mi ero prefissato di studiare il ranking dopo gli Australian Open” dice nella conferenza stampa pre-torneo, in una sala gremita come non mai e vestito di una tuta scura. “Non avrei mai pensato di vincere di nuovo, erano dieci anni che non confermavo un titolo dello Slam (US Open 2008, il quinto consecutivo, ndr). A dire la verità dopo la sconfitta alle Finals credevo non avrei mai avuto altre chance per tornare numero uno”, trono su cui non siede dal 4 novembre 2012. Quell’anno vinse Rotterdam, poi Indian Wells e Wimbledon trai sette tornei complessivi. “Febbraio è sempre stato un mese piuttosto flessibile nelle mie stagioni. Ho sempre varie opzioni tra cui scegliere, Dubai, Rotterdam o la Svizzera con la famiglia (che non lo ha seguito qui in Olanda, ndr). Se fosse necessario, potrei anche giocare negli Emirati, non so ancora”.

 

ROGER DAL 1999 – Per due volte Federer ha vinto il torneo di Rotterdam (2005 e 2012, finali con Ljubicic e del Potro) ma i suoi esordi sono da datare ben prima. Quasi vent’anni fa ottenne qui i primi risultati di rilievo della sua carriera: “Quando penso a questo torneo ho ricordi piuttosto vividi del ’99: quarti di finale, poi di nuovo quarti a Marsiglia, mi permisero di fare un bel balzo nel ranking. Certo dopo non vinsi un match per mesi, ma… (ride)”. A ottobre di quell’anno avrebbe vinto il suo primo e unico Challenger in carriera, a Brest contro Maks Mirnyi. “Il torneo è cambiato da quando sono stato qui l’ultima volta, l’arena è stata migliorata ma lavorano ancora molte delle persone che già conoscevo. Significa che l’ambiente di lavoro è sereno e coinvolgente, e quest’atmosfera si respira”. A trentasei anni sarebbe il tennista più vecchio in assoluto a raggiungere la vetta del ranking, scavalcando anche Serena Williams, che si è rivista in Fed Cup lo scorso weekend anche se solo aggregata al team: “Serena è una grande fonte di ispirazione, ci siamo stimolati sempre a fare di più. E un risultato del genere sarebbe incredibilmente prezioso, ma non sono qui perché sento di doverlo fare. Sto bene, sono in pace con me stesso e questa è la cosa che conta. È fondamentale essere entusiasta, non solo vedere un torneo o degli incontri come passi verso un record”. E a conferma di ciò si  allenato in tre diverse sessioni oggi, tutte insieme all’olandese Haase, suo abituale compagno di off season a Dubai.

WAWRINKA A METÀ – Il debutto sarà mercoledì sera contro il belga Ruben Bemelmans, che oggi si è allenato con Karen Khachanov: non ci sono precedenti. Sulla strada per consegnarsi una volta di più alla storia Federer potrebbe incontrare il suo grande amico e connazionale Stan Wawrinka, campione qui nel 2015 in finale contro Berdych: si troverebbero eventualmente in quarti di finale, il match decisivo per tornare numero uno: “Mi fa piacere vederlo di nuovo in campo, è mancato al tour. Sarebbe speciale, certo, ma non fa differenza il mio avversario, l’importante ovviamente è vincere”. E Krajicek conferma le ottime chance di Roger, senza badare alla scaramanzia: “Avrà una pressione particolare, ma ormai è abituato. Anche quando era favorito per il Roland Garros non giocò al massimo, ma riuscì con l’esperienza a vincere il torneo. Wawrinka solitamente sarebbe un avversario tostissimo, ma viene da un stop molto lungo e Federer è in fiducia dopo Melbourne. Si gioca indoors quindi nelle condizioni ideali per Roger. È il match che si aspettano tutti, ma per noi sarebbe un successo clamoroso in ogni caso: se Wawrinka dovesse perdere prima, significherebbe avere la certezza di un olandese in quarti di finale, probabilmente contro Federer. Meglio di così…”. Wawrinka è tornato quest’anno dopo una lunga pausa per infortunio. La scorsa settimana ha raggiunto e perso la semifinale al 250 di Sofia, contro il bosniaco Mirza Basic che ha poi proseguito con il vincere il suo primo titolo in carriera. Stan è sereno, consapevole e non si fa illusioni: “Ho giocato tre partite consecutiva per la prima volta dopo otto mesi, e sono contento. Ma sono ancora lontano dalla mia forma migliore, so quello di cui ho bisogno per poter essere al top, ormai sono esperto”. “Federer? Tutto quello che ha fatto è nei libri di storia. E quanto al nostro quarto di finale, credo mi convenga pensare al primo turno e vedere come mi sento”.

ROTTERDAM MARCHIO GARANTITO – Federer o non Federer, il tabellone di quest’anno a Rotterdam è impressionante: quattro top 10, sette top 20 che avrebbero potuto essere di più se Tsonga e Kyrgios non avessero deciso di ritirarsi. “Sì, peccato abbiano dato forfeit. Ma quando c’è la fortuna di avere Federer il resto passa in secondo piano”, ammette Krajicek. Un torneo che si conferma quindi polo di attrazione per l’inizio stagione, e che richiama tennisti di calibro assoluto: “Abbiamo strutture fantastiche, campi di allenamento numerosi e in condizioni perfette, e l’intera organizzazione è impeccabile” riporta fiero il padrone di casa, che vinse qui nel ’95 e ’97. Sarebbe un candidato per la fantomatica categoria di ATP 750? “Potremmo provarci. Ma non credo sarebbe un sistema di punteggio positivo. Ai miei tempi ci fu un periodo in cui non era ben chiaro quali tornei fosse meglio giocare, quali punti e vantaggi avrebbero comportato. La divisione attuale mi sembra vincente, 100, 500 e 250 ben ripartite anche in proporzione. Non cambierei, insomma, ma se fosse così proveremmo a fare il meglio per il torneo e per la città”.

ZVEREV SÌ, ZVEREV NO – I primi turni hanno di fatto già regalato tennis e nomi di altissima qualità. Mischa è il primo degli Zverev a scendere in campo: aggredisce e attacca come suo solito, ma si trova di fronte un Berdych in ottima condizione che chiude in due set, rimontando un break di svantaggio nel primo, per poi comandare. Il ceco, che ha da pochissimo detto addio alla Davis, vuole dire la sua nella caccia a Federer, e si candida come uno dei primi indiziati. Sascha, invece, non trema e di forza respinge la usuale, commovente tigna di David Ferrer: 6-4 6-3 senza repliche, frutto di una paurosa tenuta al servizio e di una diagonale di dritto che troppe volte costringeva lo spagnolo a perdere campo. Nel box degli Zverev si vede Boris Becker, che da qualche mese partecipa ai lavori della federazione tedesca: “Abbiamo avuto un’esperienza fantastica in Davis, ed è prezioso avere qualcuno di così esperto accanto”. Nessun riferimento quindi a una possibile partnership di lunga durata. Il messaggio a Roger comunque, in vista della semifinale, è lanciato.

SEPPI C’È – Sarà Andreas Seppi a sfidare Sascha al secondo turno. L’azzurro, entrato come lucky loser dopo il forfeit di Tsonga, lotta quasi due ore per avere la meglio sul portoghese Sousa, di fronte a un pubblico ben più nutrito di quanto l’ora tarda potesse far presagire. Avvio poco coinvolgente, Seppi strappa il primo set di calma e solidità prima di cedere senza appello il secondo: “Sono un po’ uscito dal match verso la metà, ho avuto un calo anche di concentrazione. All’inizio del terzo ho giocato beinssimo però, è statà lì la svolta”. Il servizio viaggia anche se incostante, il lungolinea di rovescio fa male e toglie a Sousa le certezze del dritto a uscire, per timbrare il biglietto nel torneo che nel 2008 lo vide battere Rafael Nadal. “Non avrò niente da perdere contro Zverev, lui ovviamente è in ottima condizione. Me la giocherò, tutto qui”. 

 Risultati:

[6] T. Berdych b. M. Zverev 7-5 6-3
F. Lopez b. [Q] M. Klizan 6-3 7-6(4)
[LL] A. Seppi b. J. Sousa 6-4 1-6 6-2
[3] A. Zverev b. D. Ferrer 6-4 6-3

Continua a leggere
Commenti

ATP

Australian Open: Berrettini ritrova Monfils, il compasso per chiudere il primo grande cerchio

Per i bookmakers favorito l’azzurro: il suo successo quotato a 1.55 contro il 2.45 che premia la vittoria del francese E anche Sinner con Tsitsipas è dato per favorito

Pubblicato

il

Matteo Berrettini all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

Matteo Berrettini è chiamato all’appuntamento con la storia. C’è da dire, a onor del vero, che in questi ultimi tempi il telefono del venticinquenne romano ha metaforicamente squillato diverse volte, al punto che la “storia” sembra quasi diventata routine.

Al raggiungimento del suo quinto quarto di finale in uno Slam, infatti, Berrettini è diventato il primo italiano nella storia a tagliare questo traguardo nei quattro major: nessuno prima di lui c’era riuscito. Nel suo primo quarto di finale slam, ironia della sorte, il romano aveva di fronte proprio Gaël Monfils. Erano gli US Open 2019: fu una partita con diverse storie da raccontare al suo interno, emozione contro esperienza, potenza contro talento. Vinse Matteo, che si impose al tiebreak del quinto set con lo score di 3/6, 6/3, 6/2, 3/6, 7/6 (5).

Da quella partita si aprì un cerchio, che allora nessuno sapeva quanto grande potesse rivelarsi e di cui oggi, certamente, abbiamo una forma più nitida. L’eventuale terza semifinale slam in carriera rappresenterebbe per Berrettini la chiusura dello stesso cerchio, che ha probabilmente iniziato a farsi più stretto e limitato. Andrà tracciata una nuova prima curva, quella di un nuovo cerchio delle ambizioni, che si fa sempre più grande.

 

Una vittoria domattina (l’inizio del match è previsto per le 11 circa) sarebbe ancora più soddisfacente per Berrettini, che diventerebbe il primo italiano di sempre a raggiungere una semifinale agli Australian Open. Per lui sarebbe la terza in totale, dopo quella gli US Open 2019 e Wimbledon 2021: andrebbe ad eguagliare Adriano Panatta (che le ha raggiunte tutte al Roland Garros), issandosi dietro solo a Nicola Pietrangeli (5 semifinali slam).

Oltre al già citato successo nei quarti dello US Open 2019, Berrettini ha vinto un’altra volta contro Monfils, nella fase a gironi dell’ATP Cup 2021 (6/4, 6/2 il punteggio). I quarti di finale nel primo slam dell’anno sono il miglior risultato ottenuto da entrambi, con il francese che va alla ricerca della sua prima semifinale in Australia. Inoltre, il transalpino non ha mai battuto un top10 agli Australian Open (e arriva da nove sconfitte consecutive nei major contro i primi dieci giocatori del mondo), motivo per cui sarà certamente un match imperdibile.

Per Monflis si tratta del decimo quarto di finale in carriera a livello slam (quattro al Roland Garros e quattro agli US Open completano il quadro). Tuttavia, il francese ha raggiunto le semifinali solo in due occasioni (Roland Garros 2008 e US Open 2016).

Berrettini stando ai bookmakers parte favorito: i betting analyst di Snai vedono un suo successo a 1,55, mentre il passaggio in semifinale del francese è visto a 2,45. Tuttavia, potrebbero avere un peso le dodici ore e venti trascorse sul campo nei primi quattro turni. Rispetto all’allievo di Vincenzo Santopadre, Monfils è stato impegnato più di cinque ore in meno (per la precisione sette ore e trentanove minuti). Ma il trentacinquenne francese ha dieci anni in più rispetto a Matteo (è il secondo giocatore più anziano tra gli otto rimasti in tabellone dopo Rafael Nadal). Tra l’altro, l’unico match vinto in tre set da Berrettini è poi proprio l’ultimo disputato (7/5, 7/6, 6/4 a Carreño Busta), in cui è rimasto in battaglia meno di due ore e mezza.

Il numero uno italiano dovrà necessariamente affidarsi al suo gran servizio: emblematici, da questo punto di vista, gli 80 ace messi a segno in quattro match, il numero più alto di ace messi a segno tra i tennisti rimasti (Berrettini è terzo in questa speciale classifica, dietro ai 95 di Cressy e gli 85 di Cilic, ma entrambi sono già stati eliminati). Monfils non spicca in questa speciale classifica, posizionandosi in undicesima posizione (53 ace realizzati).

Attualmente numero sette del mondo, Berrettini potrebbe arrivare al best ranking di numero sei a fine torneo, a meno che Sinner o Auger-Aliassime vincano il titolo. Il francese, invece, ha iniziato la rassegna australiana da ventesima forza della classifica mondiale (peggior classificato tra i tennisti ancora in corsa), ma anche lui può vantare un best ranking di numero sei. La scorsa stagione, inoltre, il romano ha messo in bacheca due titoli – Belgrado 1 e Queen’s – mentre Monfils si è spinto al massimo fino alla finale di Sofia, sconfitto da Jannik Sinner. Ma quest’anno ha iniziato molto bene il 2022 vincendo il titolo ATP ad Adelaide 1.

Proprio l’altoatesino, come Berrettini, può ambire a raggiungere la semifinale. E anche lui è ritenuto favorito contro Tsitsipas: un successo del giovane altoatesino paga 1,72 su Planetwin365, mentre la vittoria del classe 1998 greco è in quota a 2,09. Se entrambi dovessero riuscire nel loro intento rappresenterebbero la quinta “coppia italiana” nella storia a centrare un simile traguardo, dopo Gianni Cucelli e Rolando Del Bello (Roland Garros 1948), Beppe Merlo e Nicola Pietrangeli (Roland Garros 1956), Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola (Roland Garros 1960) e Paolo Bertolucci e Adriano Panatta (Roland Garros 1973). Berrettini e Sinner, eventualmente, sarebbero dunque i primi a raggiungere le semifinali “in coppia” al di fuori del major parigino.

Tra le altre cose, il duello tra Monfils e Berrettini mette di fronte due tennisti le cui compagne sono di nazionalità diversa. Il francese, infatti, è sposato dal 16 luglio 2021 con l’ucraina Elina Svitolina, mentre l’italiano è innamorato di Ajla Tomljanovic – nata a Zagabria ma cittadina australiana – dal 2019.

Sarà una partita tutt’altro che facile per Berrettini. Monfils è un avversario ostico per chiunque e ha, tra le sue caratteristiche, alcuni momenti di lucida follia in cui gli riesce qualunque cosa. Matteo dovrà essere bravo ad arginare queste situazioni e a prendere il sopravvento nelle poche occasioni che avrà a disposizione. Difficile, infatti, che si verifichi una pioggia di palle break: fondamentale sarà la concretezza. E, perché no, anche la voglia di chiudere finalmente un cerchio per tracciarne uno nuovo, iniziando a guardare verso nuovi orizzonti.

Continua a leggere

ATP

Australian Open, Tsitsipas: “Sinner meno emotivo di Berrettini. Ma non serve bene come lui”

Il tennista greco, reduce dalla vittoria nell’ottavo di finale con Taylor Fritz, parla anche del suo prossimo avversario: “Jannik è un giocatore talentuoso da fondo campo e sembra sempre rilassato”

Pubblicato

il

Vittoria sofferta per Stefanos Tsitsipas, che ha rimontato al quinto set l’americano Taylor Fritz ed è approdato ai quarti dell’Australian Open. Il tennista greco si è trovato sotto due set a uno ma ha trovato la forza di rimanere in partita, e con l’aiuto di un Fritz molto falloso nei momenti importanti ha raggiunto il secondo quarto di finale consecutivo in Australia, il terzo negli ultimi quattro anni. Tsitsipas si è presentato in conferenza stampa visibilmente stanco per la battaglia ma raggiante per una vittoria “sporca” e importante visto il periodo negativo passato dal numero quattro del mondo, che era reduce da un operazione al gomito. Il greco sarà il prossimo avversario di Jannik Sinner nei quarti e anche di lui ha parlato in conferenza stampa.

D: Nel quinto set hai commesso solo quattro errori non forzati. Sul campo continuavi a parlare di quanto dovevi essere costante. Nel momento decisivo, cosa provavi a fare? Come pensi di averla gestita?

Stefanos Tsitsipas: “Mi sentivo come se ci fossero dei momenti in cui mi sono messo sulla difensiva e non stavo cercando di tirare troppo, e continuavo a parlare da solo e continuavo a dire: Colpisci la palla, prenditi il rischio. Alla fine parlare da solo mi ha aiutato, quella voce è diventata una realtà nel quinto set. Bene, sono giunto alla conclusione che non posso stare troppo tempo a difendermi, non posso stare troppo nello scambio. Devo farlo muovere e devo essere aggressivo allo stesso tempo. E una cosa che dovevo evitare a tutti i costi è quella di impedirgli di mantenere corti gli scambi, perché il quinto set è stato il momento della partita in cui le cose sono diventate davvero fisiche ed ero pronto fisicamente a mettere molto sforzo in ogni singolo punto e a farlo lavorare per ogni singolo punto. Non volevo che prendesse punti gratis senza lavorare sodo per ottenerli”.

 

Qual è stata la parte più difficile del non avere molto tempo per preparare questa stagione? Ti sei sorpreso per come hai gestito le cose con il tuo gomito?

Stefanos Tsitsipas: “Non ci ho pensato molto, onestamente. Ero troppo concentrato nel tornare di nuovo al 100% dopo l’intervento chirurgico al gomito. Sinceramente non so cosa stavo pensando. Sapevo che l’Australia sarebbe arrivata presto e che avrei dovuto giocare di nuovo molto presto. Ho saltato due settimane di preseason, il che non è stato poi così male, perché il dottore aveva previsto diversamente. La mia guarigione è stata più veloce di quanto chiunque avrebbe pensato che sarebbe stata. Il mio stesso medico era sorpreso per la rapidità“.

Ubaldo Scanagatta (Ubitennis) – Domanda difficile se vuoi essere diplomatico. Che differenza farebbe se giocassi contro Sinner o Berrettini che hanno un gioco completamente diverso? Quindi contro quale dei due, in un certo senso, ti senti meglio nel giocarci contro? Che tipo di gioco ti si addice di più?

Stefanos Tsitsipas: “Non ci ho giocato abbastanza per rispondere a questa domanda. Non è che io abbia una rivalità con loro come quella di Nadal e Djokovic. Sinner sta nel tour da meno di due anni. Matteo da più tempo. Ho giocato contro di lui un paio di volte in più rispetto a Jannik. Considero Matteo un servitore molto più forte di Jannik, il che significa che genera più potenza e precisione con il suo servizio e ottiene più punti gratuiti dal suo servizio rispetto a Jannik. Jannik, lo considererei un giocatore più talentuoso dalla linea di fondo e sembra molto rilassato quando gioca. Non mostra molta tensione quando è là fuori. E’ un giocatore dal sangue più freddo rispetto a Matteo, che sembra un po’ più emotivo. Non posso rispondere. Sono giocatori diversi e sto aspettando di giocarci un po’ di più per rispondere a questa domanda. Dammi solo più tempo”.

Continua a leggere

ATP

Australian Open, tabù Slam per Zverev: Shapovalov passa in tre set, ora Nadal

Sorpresa a Melbourne: il tedesco vittima dei suoi demoni, il canadese conferma di essere pronto per puntare in alto

Pubblicato

il

Denis Shapovalov - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)
Denis Shapovalov - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

[14] D. Shapovalov b. [3] A. Zverev 6-3 7-6 6-3

Clamorosa sorpresa all’Australian Open, che saluta uno dei principali favoriti. Alexander Zverev cade fragorosamente agli ottavi di finale per mano di un Denis Shapovalov che appare ormai maturo per puntare a qualcosa di importante. Sulla Margaret Court Arena passa il canadese in tre set (6-3 7-6 6-3) al termine di una partita che ha visto il tedesco rimanere vittima dei suoi demoni: qualcosa non va negli Slam per Sascha, che era accreditato come uno dei pretendenti al trono di Melbourne dopo quanto accaduto a Novak Djokovic. Dall’altra parte, Shapovalov si è fatto forza dei dubbi dell’avversario, gestendo bene i suoi momenti complicati e rimanendo lucido anche quando, nel terzo set, Zverev è apparso faticare più del dovuto dal punto di vista fisico.

IL MATCH – E dire che Sascha aveva avuto due palle break subito, nel primo game dell’incontro. Denis però le ha salvate e ha finito per togliere il servizio all’avversario nel quarto game (3-1). Il canadese è stato bravo a portare fino in fondo il break, senza concedere l’opportunità del contro-break: la saetta col servizio mancino slice ha messo spesso in difficoltà Zverev, che è finito ben presto in preda alla frustrazione. Il secondo set è proseguito sulla scia del primo, con il canadese che ha strappato al primo gioco il servizio a Zverev (molto deludente il rendimento del tedesco col suo punto migliore: a fine partita avrà solo il 69% di punti vinti con la prima e addirittura solo il 29% di punti vinti con la seconda). Dopo il break subito, il tedesco ha mostrato chiari segni di cedimento nervoso sfasciando malamente la racchetta. Poi però Denis ha accusato un calo, subendo prima il contro-break (2-2) e poi il break all’ottavo gioco (5-3). Ma Zverev è incappato in un game negativo quando è andato a servire per il secondo set permettendo a Shapo di agganciarlo sul 5-5. Il tiebreak è stato vissuto come sulle montagne russe. Il canadese si è portato sul 5-1, Zverev ha accorciato le distanze sul 5-4, Shapovalov ha commesso un doppio fallo sul primo set point sul 6-4, ma ha concretizzato il secondo il punto successivo grazie a una clamorosa stecca di diritto del tedesco e si è portato in vantaggio due set a zero. A quel punto l’inerzia del match era tutta dalla sua parte. Uno Zverev in rottura prolungata ha ceduto il servizio alla prima palla break del terzo set (2-0) e solo nel sesto gioco è riuscito ad arrivare a parità sul servizio di Shapovalov, che però è riuscito a tenere il servizio e poi a chiudere al secondo match point.

 

LE PAROLE – Shapovalov, dopo aver vinto la ATP Cup a inizio anno, arriva per la prima volta ai quarti a Melbourne e conferma che questo potrebbe essere l’anno della sua definitiva consacrazione come tennista di livello massimo: è il terzo canadese ad arrivare ai quarti di finale dell’Australian Open dopo Belkin (1968) e Raonic (2019). Potrebbe essere raggiunto da Auger-Aliassime, che domani sfiderà Cilic. “Adoro giocare in Australia, strafelice di aver vinto e giocato bene in una atmosfera fantastica come questa – ha detto Shapovalov nell’intervista post partita -. Non mi aspettavo di poter vincere in tre set. Ho giocato bene in tutte le zone del campo, colpito bene su entrambi i lati e sono stato intelligente. Ho gestito bene momenti complicati e sono riuscito a venirne fuori”. Ora per Shapovalov il quarto di finale contro Nadal: “Sarà un onore. Abbiamo giocato non troppo tempo fa ad Abu Dhabi, sarà ovviamente un’altra partita, sarà una grande battaglia, ma credo proprio che ci divertiremo”. Qui, invece, le dichiarazioni dei due giocatori in conferenza stampa.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement