La grinta di Errani, il cuore di Chiesa e l'intuito di Garbin. Ai playoff sarà Italia-Belgio

Focus

La grinta di Errani, il cuore di Chiesa e l’intuito di Garbin. Ai playoff sarà Italia-Belgio

Impresa da non sottovalutare quella dell’Italia in Fed Cup. Ospiteremo il Belgio per conquistare il World Group. La Germania sorprende, Mladenovic trascina la Francia

Pubblicato

il

 
 

AGGIORNAMENTO

È stato effettuato questa mattina a Londra il sorteggio dei playoff del World Group I e II che si giocheranno il 21 e 22 aprile. L’urna ha decretato che a sfidare la squadra azzurra capitanata da Tathiana Garbin sarà il Belgio di Elise Mertens (che al primo turno si è arreso al doppio di spareggio contro la Francia di Mladenovic). Ancora da definire la sede dell’incontro, che si giocherà in Italia visto l’ultimo precedente giocato nella finale di Charleroi del 2006, che ci consegnò il primo titolo della nostra storia. La squadra belga potrà contare, oltre che sulla numero 20 del mondo Mertens, su Kirsten Flipkens (70 WTA), Alison Van Uytvanck (79) e Yanina Wickmayer (117). L’Italia disputerà i playoff del World Group per la quarta volta nella sua storia: nel 2008 e nel 2015 le azzurre si guadagnarono la permanenza nel World Group superando rispettivamente Ucraina e Stati Uniti, mentre nel 2016 furono sconfitte dalla Spagna. Sono sette i precedenti confronti diretti tra le due nazionali, tutti vinti dall’Italia.

Tutte le sfide dei playoff

 

World Group I

Bielorussia-Slovacchia
Romania-Svizzera
Australia-Olanda
Italia-Belgio

World Group II

Russia-Lettonia
Spagna-Paraguay
Canada-Ucraina
Giappone-Gran Bretagna


Se il week-end di Coppa Davis ci aveva regalato una vittoria in Giappone sofferta oltre ogni previsione, quello di Fed ci ha portato in dono un successo quanto mai inaspettato sulla Spagna visti i valori in campo e i pronostici della vigilia. Eravamo stati i primi a preventivare una sconfitta ritenendo che fare tre punti nei singolari contro Suarez e Arruabarrena fosse un’impresa improba (nel doppio le spagnole erano nettamente favorite) e siamo ben felici di essere stati smentiti. Dov’è riuscito il miracolo?

Le componenti che hanno fatto sì che ci guadagnassimo l’accesso quanto mai insperato ai Play-off per il World Group dell’anno prossimo sono tanti e proviamo ad elencarli: 1) una Sara Errani che non vedevamo da tempo, grintosa come ai bei tempi, determinata, ben presente a se stessa. Prima ha stracciato Arruabarrena poi ha ridotto ad una crisi di nervi la resistenza di Suarez, con la quale è vero che era in vantaggio 8-3 negli scontri diretti, ma non ci giocava dal 2016 e mentre la spagnola agli ultimi Australian Open era arrivata nei quarti (sconfitta solo dalla futura campionessa Wozniacki), la nostra tennista era addirittura uscita nelle qualificazioni. Si dirà, ma si giocava sulla terra. Vero, ma anche Suarez sul mattone tritato si trova bene e comunque era più di 100 posizioni avanti ad Errani nel ranking. Quindi, bravissima Sara. 2) Il ruolo del capitano in Davis come in Fed è molto particolare. Devi saper muovere le corde giuste con chi sta in campo, stargli sempre vicino, fargli sentire che si è in due e non da soli contro l’avversario. Ma soprattutto l’abilità di un capitano deve essere quella di sparigliare le carte, di trovare un jolly inaspettato che smuova gli equilibri. Come sia venuto in mente a Garbin di schierare Deborah Chiesa non lo sappiamo. Ha dichiarato nel postpartita che sapeva che poteva essere l’occasione per la giovane azzurra di giocarsi le sue carte, l’ha motivata a dovere, l’ha trovata pronta. Ecco, il gioco è fatto, Chiesa scende in campo e gioca la partita della vita (a noi ha ricordato l’impresa di un quasi esordiente Volandri a Roma in Davis contro Ivanisevic, guarda caso anche lui sotto 4-1 nel quinto set prima di vincere), Arruabarrena ko e tanti saluti.

3) Il capitano può avere l’intuizione ma poi in campo ci vanno i tennisti, sono loro a dover rispondere presente. Deborah ha giocato con tanto cuore e sfrontatezza, il resto l’ha scritto il nostro inviato sul campo Borgatti in un bellissimo pezzo, null’altro da aggiungere. 4) La Spagna contava sui due punti di Suarez e sul doppio, ma si è presentata a Chieti con una Arruabarrena assolutamente inguardabile. Travolta da Errani, si è fatta battere daChiesa nonostante fosse 4-1 avanti nel terzo set dopo aver perso nettamente il primo. Nelle competizioni a squadre non puoi distrarti, la differenza di valori in campo si annulla se abbassi la guardia, quello che è successo alla tennista spagnola, inerme di fronte alla voglia di vincere di Chiesa. 5) Se vanno fatti i complimenti a Garbin, va sicuramente condannata l’assoluta impotenza sula panchina spagnola di Medina Garrigues, al suo esordio nel ruolo. Faccia tremebonda e pallida in tutti e due i giorni, una paura dipinta in volto che la si vedeva lontana un miglio. La ciliegina sulla torta di un week-end iberico da dimenticare.

E adesso? Il ciclo sta ripartendo? Abbiamo trovato il ricambio generazionale che tanto latitava? Andiamoci piano. Vero è che siamo sempre in tempo per fare pace con Giorgi ed avere comunque un’altra pedina da mettere in campo di buon livello, ma è meglio attendere la prova del nove, anche se la vittoria di Chiesa e la semifinale di Cocciaretto a Melbourne nel torneo junior, ci fanno quanto meno vedere un minimo di luce in fondo al tunnel. Il primo banco di prova comunque sarà proprio lo spareggio per conquistarci il World Group 2019 (sorteggio ore 11 a Londra oggi)Le nostre avversarie potrebbero essere (l’Italia non sarà testa di serie) Bielorussia, Svizzera, Olanda e Belgio. Con Bielorussia, Svizzera e Olanda deciderà il sorteggio il fattore campo, mentre con il Belgio giocheremo in casa visto l’ultimo precedente nella finale di Charleroi del 2006 che ci consegnò il primo titolo della nostra storia. Sicuramente una Olanda o una Bielorussia in casa sulla terra sarebbero avversari ideali. Le olandesi hanno classifiche simili alle nostre, eccezion fatta per Bertens che però ha disertato i quarti negli Stati Uniti (non crediamo sarebbero cambiate le cose con la sua presenza), ma che comunque si trova più a suo agio sul veloce che sulla terra (dove fa più fatica ad imporre la sua esplosività). Rus (che si chiama Arantxa perché la madre aveva come idolo Sanchez-Vicario) e Hogenkamp sono di medio livello, il match sarebbe quanto meno alla portata.

Per quanto riguarda le bielorusse, Sasnovich e Sabalenka sono temibili sul veloce, ma sulla terra sarebbero assolutamente al livello delle nostre ragazze, quindi anche in questo caso un match tutto da giocare. Il discorso sarebbe diverso se la Bielorussia potesse contare su Azarenka, ma i contorni della vicenda per l’affidamento del figlio sembrano ancora lontani dall’essere definiti. Di livello medio superiore sicuramente le svizzere (Bencic, Bacsinszky ma anche Golubic), mentre il Belgio con Mertens sarebbe ostacolo improbo ma non insormontabile, anche se Van Uytvanck e Flipkens non sono da disprezzare come numero 2. Superare anche i play-off sarebbe davvero un bel segnale, soprattutto se fosse sorteggiata un’avversaria abbordabile. Vincere e giocare con grande intensità quando sei sfavorito è facile, vincere quando il pronostico è dalla tua o comunque la vittoria è sulla carta possibile è tutta un’altra cosa, anche lì bisogna dimostrare maturità. Lo speriamo, nel frattempo facciamo di nuovo i complimenti alle nostre ragazze e a Garbin.

Nel World Group le semifinali saranno Germania-Repubblica Ceca e Francia-USA. La Bielorussia vice-campione uscente si è fatta sorprendere dalle riserve della Germania. L’esordiente capitano tedesco Gerlach non ha potuto contare su Kerber, Goerges, Petkovic e Lisicki ma Maria, Lottner e Groenefeld non le hanno fatte rimpiangere. L’impresa tedesca è stata possibile grazie anche al week-end nero di Sasnovich, quasi infallibile nella cavalcata verso la finale dell’anno scorso ma inguardabile nella sfida con le tedesche. Sorpresa da Lottner sabato,  non è stata schierata la domenica e la sua assenza è pesata non poco. Le tedesche ospiteranno in semifinale lo squadrone ceco, che se al completo sulla carta non teme nessuno. Liquidate senza problemi le svizzere (Bencic mediocre a Praga), per le vincitrici di cinque titoli negli ultimi sette anni si prospetta una semifinale molto intrigante. Con la squadra al completo (Pliskova, Kvitova, Safarova e Strycova) capitan Pala non ha nulla da temere dalla trasferta tedesca se non ci sarano le “big” teutoniche. In caso contrario invece la sfida sarebbe davvero affascinante e di altissimo livello, da comprare assolutamente il biglietto per essere sul posto, potrebbe essere un week-end da ricordare.

Yannick Noah porta la Francia in semifinale in Fed Cup e deve ringraziare la ritrovata Mladenovic. Costretto a poter contare solo su tre giocatrici (con la nr.1 anche Parmentier e Hesse) vista l’indisponibilità di Garcia alla competizione a squadre e i problemi con l’antidoping di Cornet, il capitano francese si è salvato con il doppio nella sfida casalinga con il Belgio. Davvero fondamentale la nr.1 francese, infallibile in singolare e determinante nel doppio decisivo. Sicuramente Mladenovic da sola non basterà contro gli USA se il team a stelle strisce si presenterà in Europa in semifinale con le Williams e Vandeweghe. Il bulldozer americano ha travolto le olandesi e si dirige spedito verso la Francia per la semifinale. All’orizzonte una finale R.Ceca-USA che con le due squadre al completo sarebbe una delle più belle degli ultimi, Germania e Francia permettendo, naturalmente.

Velocissima panoramica anche sulle altre sfide del World Group II, dove c’era l’Italia. Ha faticato tanto l’Australia contro una Ucraina priva delle migliori giocatrici. Vittoria solo al doppio decisivo e si giocava pure sull’erba. Vita facile invece per Romania (contro il Canada) e Slovacchia che ha superato la Russia senza “big”. Da culla del tennis europeo le russe si trovano ad un passo dalla C, serviranno le migliori per evitare uno scivolone storico.

Continua a leggere
Commenti

Flash

WTA Toronto: Serena cede a Bencic e si congeda dal Canada, Andreescu agli ottavi

Belinda Bencic liquida Serena Williams in due set e sancisce la fine della sua carriera su suolo canadese

Pubblicato

il

Bianca Andreescu - Toronto 2022 (foto Twitter @NBOtoronto)

La prima partita disputata da Serena Williams dopo l’annuncio del suo ritiro non poteva che essere uno show di grande impatto emotivo. Il centrale del Sobeys Tennis Center di Toronto con il pubblico delle grandi occasioni, e l’attenzione mediatica in Canada tutta concentrata sulla città dell’Ontario, nonostante a Montreal fosse in corso il Masters 1000 maschile con l’idolo di casa Felix Auger-Aliassime ancora in gara.

Tuttavia la “vicenda agonistica” (come era solito chiamarla il compianto Gianni Clerici) non è stata all’altezza dell’enfasi e dell’anticipazione riservata all’evento: davvero troppa la differenza tra le due giocatrici, soprattutto dal punto di vista atletico. La capacità di movimento di Serena non è ancora tale (e forse non lo sarà mai più) da permetterle di competere con una tennista del calibro di Belinda Bencic, che comunque ha svolto il suo compito alla perfezione senza lasciarsi distrarre dal sostegno del pubblico per la grande campionessa americana.

In un’ora e 17 minuti la svizzera ha chiuso la pratica ed ha anche chiuso la carriera in Canada di Serena Williams che ha lasciato il campo in lacrime con un mazzo di fiori, le maglie dei Toronto Maple Leafs (hockey) e dei Toronto Raptors (basket) per se stessa e per sua figlia Olympia, e ovviamente l’ennesima standing ovation della sua carriera, la prima di tantissime che riceverà nel suo “tour d’addio” fino allo US Open.

 

Mi sono sempre divertita moltissimo qui [a Toronto], dentro e fuori dal campo – ha detto Serena Williams prima di uscire dal campo ai microfoni di Sportsnet, la televisione canadese che trasmette l’evento in Canada – Tornerò come semplice turista a visitare la città. È stato tutto molto bello, ho giocato partite incredibili su questo campo, con splendide vittorie e un match altrettanto incredibile contro di te [Bencic n.d.r] alcuni anni fa. È stato un piacere giocare per voi oggi, e grazie per il sostegno.”

In conclusione di giornata, l’incontro finale della sessione serale sul Centrale ha visto l’ultima canadese rimasta in gara, Bianca Andreescu, sudare per oltre due ore e 10 minuti per avere la meglio della francese Alize Cornet. Dopo essere stata avanti 6-4, 3-1, Andreescu ha patito il ritorno dell’avversariache ha infilato quattro giochi consecutivi e poi ha chiuso il set 6-4.

Nel terzo set la canadese ha comunque mantenuto il comando del match e del punteggio chiudendo per 6-3 e prenotando l’appuntamento negli ottavi con la giovane promessa cinese Qinwen Zheng, che ha beneficiato del ritiro di Ons Jabeur.

Il tabellone completo del WTA di Toronto

Continua a leggere

ATP

ATP Montreal: Auger Aliassime profeta in patria, Tsitsipas subito fuori

Esordio vittorioso per Felix Auger-Aliassime su Yoshihito Nishioka nel torneo di casa. Subito fuori Stefanos Tsitsipas per mano di Jack Draper

Pubblicato

il

Felix Auger-Aliassime - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

All’Omnium Banque Nationale di Montreal mercoledì sera era “la” sera nella quale essere presenti al tennis. In uno degli eventi della stagione estiva per la città del Quebec, l’idolo di casa Felix Auger-Aliassime ha fatto l’esordio nel torneo affrontando il giapponese Yoshihito Nishioka, fresco finalista al CitiOpen di Washington la settimana scorsa.

Il ritardo accumulato dal programma diurno a causa delle oltre tre ore del match tra Paul e Alcaraz ha fatto sì che gli spettatori della sessione serale abbiano dovuto aspettare oltre un’ora nei ground prima di prendere posto sul Centrale (o Stadium IGA che dir si voglia) per la partita clou della serata, per la gioia delle concessioni commerciali del torneo che senza dubbio hanno fatto affari d’oro vendendo cibo e bevande ai quasi 12.000 spettatori in attesa.

Sulla carta l’esordio non era dei più semplici: come detto Nishioka era reduce da un’ottima prestazione nel torneo precedente, era in vantaggio per 3-1 nei confronti diretti contro Auger-Aliassime, e proprio il loro primo incontro in assoluto ha una valenza simbolica molto forte per il giovane canadese. Quel precedente risale al luglio 2015 in occasione del Challenger di Granby, il primo torneo professionistico in assoluto giocato da Auger-Aliassime. Ricevuta una wild card per le qualificazioni, l’allora quattordicenne Felix procedette poi ad arrivare nei quarti di finale dove perse in tre set proprio contro Nishioka in un match giocato nella prima serata di venerdì e trasmesso in diretta televisiva in tutto il Quebec.

 

Sette anni dopo, e in una situazione di esperienza e classifica completamente diversa, Auger-Aliassime ha iniziato il suo incontro inevitabilmente teso e messo alla prova dal ritmo da fondocampo imposto dal giapponese. Gli scambi erano tesi e rapidi, l’ideale per intrattenere il pubblico da tutto esaurito sullo Stadium IGA. Il primo ad andare in vantaggio era proprio Nishioka, che al quinto gioco otteneva il break alla quinta occasione, salvo poi però non essere in grado di consolidare la leadership restituendo immediatamente il controbreak.

Il primo set si è così deciso al tie-break, nel quale Auger-Aliassime è andato a tre set point sul 6-3, non riuscendo però a concretizzare la chance avuta sulla propria battuta a causa di uno smash tirato in maniera troppo cauta che ha consentito a Nishioka di recuperare. Il secondo set point, però, due punti più tardi, ha visto il più grosso boato registrato su questo campo dalla famosa notte del 2017 nella quale il 18enne Shapovalov sconfisse Rafael Nadal: un rovescio incrociato in corsa che ha infilato Nishioka a rete e ha lasciato quasi tutti i 12.000 dell’arena in piedi per una standing ovation.

Nel secondo set il nipponico è stato bravo a rintuzzare l’esuberanza di Auger-Aliassime in un game di 20 punti con cinque palle break, ma l’inerzia della partita era definitivamente girata. Il canadese ha preso il vantaggio poco dopo sul 4-2, ha mancato alcune occasioni per il doppio break, ma se pur dopo ben due ore e sei minuti di gioco, la vittoria è alla fine arrivata sancendo il passaggio al terzo turno dove sfiderà Cameron Norrie, contro il quale ha perduto la settimana scorsa a Los Cabos.

In chiusura di serata, quando ormai l’orologio aveva già passato da tempo la mezzanotte, è arrivata l’ultima sorpresa di questa lunghissima giornata: anche la testa di serie n. 3 del torneo, Stefanos Tsitsipas, è stata eliminata dal giovane qualificato britannico Jack Draper. Una vittoria in due tie-break per il classe 2001 di Londra, che ha così registrato il suo primo successo su un Top 5 raggiungendo il suo primo ottavo di finale in un Masters 1000 dove incontrerà il francese Gael Monfils.

Il tabellone completo dell’ATP di Montreal

Continua a leggere

Flash

WTA Toronto: Gauff vince lo scontro tra neo finaliste Slam con Rybakina, Pliskova domina Anisimova

Karolina si prende la rivincita dopo la sconfitta subita a San José pochi giorni fa. Le difese di Cori prevalgono sulle staffilate di Elena

Pubblicato

il

Cori Gauff - Berlino 2022 (Twitter - @wtatour)
Cori Gauff - Berlino 2022 (Twitter - @wtatour)

Il National Bank Open di Toronto entra nel vivo con la quinta giornata di gare, oggi mercoledì 10 agosto era la volta dei match di secondo turno valevoli per un posto negli ottavi di finale del “1000” canadese.

Gli organizzatori del torneo hanno deciso di non mutare l’ora d’inizio del programma, inizialmente prevista per le 12:00 – ora locale – ma poi modificata dopo la giornata di lunedì funestata dalla pioggia con la decisione di anticipare di un’ora l’avvio della sessione diurna. Dunque il menù tennistico odierno, del Canadian Open al femminile, ha visto aprire i battenti alle 17:00 italiane considerando le sei ore di fuso orario che ci sono rispetto al Bel Paese.

[14] K. Pliskova b. A. Anisimova 6-1 6-1

 

Sul Court 1, terzo campo per importanza, hanno dato il via alla mattinata nordamericana la tds n. 14 Karolina Pliskova e la statunitense Amanda Anisimova. La 20enne del New Jersey dista in classifica dall’esperta ceca ben 8 posizioni, essendo attualmente situata al n. 22 del ranking. Lo scontro sembra stia diventando una “classica” del tennis femminile contemporaneo, dato che quello in terra canadese è stato il sesto confronto diretto tra le due giocatrici nonché il quinto nelle ultime due stagioni. Il ricordo dell’ultima volta che si sono date battaglia sul campo è freschissimo, è accaduto esattamente una settimana fa: agli ottavi del cinquecento californiano di San José, la giocatrice di origini russe si è imposta in rimonta per 6-1 al terzo.

UNA PLISKOVA INCONTENIBILE – Anche oggi il medesimo punteggio del set conclusivo, nel loro più recente duello, si è manifestato a più riprese ma con al differenza che in questo caso a goderne è stata Karolina. La due volte finalista Slam ha infatti fatto sua la partita con un netto doppio 6-1 in neanche un’ora di gioco, accedendo così al round successivo e vendicandosi della sconfitta subita pochi giorni fa. Un successo che rimarca la distanza nel computo totale degli H2H, ora la finalista uscente del torneo guida 5-1. A rompere l’equilibrio del match, segnandolo in modo irreversibile, è stato il parziale della ceca di 8 game consecutivi, che dal 1-1 del set inaugurale hanno condotto la 30enne di Louny sino al 4-0 “pesante” del secondo. Pur non potendo usufruire di una percentuale di rilievo con la prima palla di servizio, Plsikova si è mostrata molto abile nel saperla rendere efficacie con 7 ace e il 71% di punti vinti. Anche la seconda non è stata da meno: un ottimo 65% di realizzazione, che è stato di grande aiuto nel far sì che la n. 14 WTA superasse indenne le uniche due palle break concesse nell’incontro.

[10] C. Gauff b. E. Rybakina 6-4 (8)6-7 7-6(3)

DUE ASTRI NASCENTI PRONTI A DARE INIZIO AD UNA SAGA – La National Bank Granstand è stata invece inaugurata dall’interessante incrocio tra due delle maggiori novità presentate dai primi sei mesi di stagione. Due nuove stelle, che hanno dimostrato di essere competitive per i massimi livelli raggiungendo la prima finale Slam della carriera. La prima, n. 11 del ranking, ha solamente diciotto anni ma è oramai sulla bocca di tutti da diverse stagioni con l’appellativo di predestinata; dall’altro canto se batti una certa Venus Williams sui prati londinesi di uno “sconosciuto” Centre Court quando le tue coetanee sono unicamente assillate dal complesso passaggio dall’infanzia all’età adolescenziale, è fisiologico che si scateni su di te a più non posso l’attenzione dei media. Nel mese di giugno ha ottenuto la qualificazione all’ultimo atto del Major rosso, dando anche un dispiacere al tennis italiano con l’estromissione in semifinale di Trevisan, arrendendosi soltanto dinanzi allo strapotere polacco – al tempo ancora in versione rullo compressore.

L’altra, in questo momento posizionata alla 27esima piazza della classifica – ma avrebbe dovuto essere molto più su – è una 23enne kazaka scartata dalla madre patria Russia e quindi costretta a cercare fortuna e sostegno dalle parti di Nur Sultan. Un ripiego non così disdicevole, tenendo presente l’enorme possibilità economica della federazione kazaka, ma certamente molto più all’oscuro dalla notorietà del grande tennis di quanto non lo fosse la giovincella d’oltreoceano già delineata futura campionessa Slam. Si pensava di lei, che fosse sicuramente una giocatrice di buon livello: moderna, grandi servizi, staffilate piatte da fondo che fanno male. Però obbiettivamente quasi nessuno avrebbe scommesso, neppure un penny, che la bella Elena si sarebbe addirittura spinta fino al trionfo nell’evento di tennis più importante da quando l’uomo ha memoria. Una cavalcata così sorprendente, che persino la protagonista dell’impresa è stata sopraffatta dalla comprensibile emozione di chi è totalmente spaesata – e non a proprio agio in quel tipo di situazione – nell’ambiente in cui si trova. Stiamo ovviamente parlando della finalista del Roland Garros Cori Gauff e della campionessa in carica di Wimbledon Elena Rybakina.

L’incontro andato in scena è stato al cardiopalma, quasi tre ore di struggente contesa la kazaka è abituata alle lotte prolungate. Le due protagoniste era come se volessero dimostrare, che il loro approdo all’atto conclusivo di un torneo del Grande Slam non sia stato un acuto senza possibilità di nuova verifica, inoltre avevano la necessità di far vedere di possedere qualcosa in più rispetto all’avversaria, autrice dello stesso percorso. E’ probabilmente quel lumicino in più a favore di Coco, che non ha ancora raggiunto il grande traguardo, può aver delineato la minima differenza che ha deciso la sfida. Dal canto suo Rybakina ha lottato fino alla fine, ma si è dovuta arrendere per 6-4 (8)6-7 7-6(3).

Dopo aver perso il primo set, nonostante avesse avuto lei a disposizione le prime palle break della partita nel quarto game, in cui ha pagato lo strappo dell’americana sul 3-3, la nativa di Mosca si è trovata ad un passo dalla resa definitiva nel tie-break del secondo. La n. 27 WTA, ha visto infatti la tds n. 10 involarsi sul 6-3 nel gioco decisivo, ma è stata freddissima Elena ha scovare dentro di sé la forza necessaria per cancellare tre match point consecutivi – i primi due in risposta – più un quarto ancora in ribattuta nel quindicesimo punto del deciding game, per poi sfruttare il secondo set point e rimandare il verdetto al terzo. La frazione finale è stata condizionata pesantemente dall’instabilità dei servizi: girandola di strappi e cuciture, dal terzo gioco ce ne sono stati ben 6 nei successivi 7 turni di battuta. Inevitabile perciò che l’esito venisse redatto nuovamente al jeu décisif, se il set regolare era stato teatro di break a ripetizione, il game finale ha fatto anche peggio: 3 mini-break a testa, più un settimo in favore di Gauff che ha chiuso il match. Cori è riuscita ad avere la meglio nonostante 13 doppi falli commessi e un insufficiente 46% di trasformazione con la seconda. Sul piano tattico la strabiliante abilità difensiva della classe 2004 di Atlanta, si è dimostrata alla lunga superiore alle bordate offensive della kazaka da fondocampo.

IL TABELLONE DEL WTA 1000 DI TORONTO

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement