ATP Challenger: a Bolelli il derby con Giannessi, è finale in Uruguay

Simone Bolelli batte in due set il compagno di doppio Alessandro Giannessi e raggiunge la finale al secondo torneo dell'anno. Prossimo avversario l'argentino Andreozzi

ATP Challenger: a Bolelli il derby con Giannessi, è finale in Uruguay
Simone Bolelli (foto Roberto Dell'Olivo)

Si sono disputate nella notte le semifinali del Challenger di Punta del Este e per il terzo incontro consecutivo Simone Bolelli ha affrontato un suo connazionale: dopo Gian Marco Moroni e Federico Gaio, è stato il turno del 27enne Alessandro Giannessi. Ancora una volta, purtroppo, il n. 156 del mondo ha mostrato evidenti carenze tecniche sul lato del rovescio mentre il tennis di Bolelli, che con costanza sta risalendo in classifica, a tratti è parso quello dei tempi migliori. Il ranking fa altri nomi, ma al momento Simone, n. 174, può davvero essere considerato il terzo miglior tennista italiano e tutto ciò ovviamente fa ben sperare per l’appuntamento in Davis contro la Francia. Nel primo set della semifinale non c’è stata storia: con un break in apertura e uno in chiusura il giocatore bolognese ha agevolmente chiuso per 6-2. Nel secondo parziale invece l’equilibrio si è protratto fino al dodicesimo game dove Bolellli, di pura esperienza, ha piazzato il break decisivo che lo ha mandato direttamente in finale. L’epilogo della prima edizione di questo evento si giocherà intorno alla mezzanotte italiana.

Queste le parole di Bolelli, rilasciate al termine del match ad Agustín Recuero, inviato per ubitennis.es: “Quella di oggi non era una partita facile. Ho giocato contro un compagno di allenamento, un compagno di squadra, e come tutti i derby non si gioca mai molto bene. Ho giocato molto a fasi alterne: buonissimo primo set e secondo set bene/male, bene/male. Sono riuscito a essere aggressivo nei momenti giusti e a fare qualche vincente che mi ha dato fiducia. Domani è un’altra partita, sono contento comunque di essere arrivato in finale. Giannessi è un avversario molto ostico, sta giocando molto questa settimana, ha vinto un buonissimo match contro Kovalik. È mancino, è un giocatore che corre molto bene, difende bene e sulla terra insomma non è mai facile contro questo tipo di giocatori. Sapevo che era una partita difficile. Indipendentemente da chi ci sarà dall’altra parte, devo pensare al mio gioco, a quello che mi permette di essere aggressivo, di fare gioco, di comandare lo scambio. Indipendentemente da Popko o Andreozzi, che sono due buonissimi giocatori, dovrò essere concentrato sul mio”.

 

A contendere a Simone il titolo nel Challenger uruguaiano sarò il tennista argentino Guido Andreozzi – 26enne numero 166 del mondo vittorioso sul kazako Popko – che vanta quattro titoli in questa categoria, tutti sulla terra. I due non si sono mai incontrati in singolare ma ieri, in occasione del torneo di doppio, Bolelli, proprio in coppia con Giannessi, ha avuto modo di affrontare l’argentino – quest’ultimo affiancato dal brasiliano de Paula – e il risultato ha sorriso agli azzurri. Domani infatti Giannessi e Bolelli, uno di fianco all’altro, scenderanno di nuovo in campo per sfidare in finale la coppia Bagnis/Behar.

In Giappone invece è arrivata a sorpresa la sconfitta di Jordan Thompson, testa di serie n. 1, nonché unico top 100 presente in tabellone. L’australiano ha perso nella semifinale del Challenger di Yokohama dal tennista di casa Yasutaka Uchiyama, numero 290 del mondo, con il punteggio di 6-4 7-5. Questo match ha sicuramente rimesso il sorriso sui volti degli organizzatori i quali, nell’altra semifinale, hanno dovuto prendere atto del ritiro di Cem Ilkol, con conseguente vittoria per walk over di Tatsuma Ito, n. 183 del mondo, che a questo punto diventa il favorito per la vittoria finale.

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