L'ITF annuncia i primi beneficiari delle sovvenzioni internazionali

Flash

L’ITF annuncia i primi beneficiari delle sovvenzioni internazionali

15 giocatori provenienti da Paesi con risorse limitate nel mondo del Tennis sono stati premiati con sovvenzioni che li aiuteranno nel passaggio dal circuito junior a quello professionistico

Pubblicato

il

Tramite un comunicato ufficiale, l’International Tennis Federation ha reso noti i nomi dei 15 giocatori che sono stati selezionati per ricevere le prime sovvenzioni internazionali per giovani tennisti ITF. Questo programma innovativo e sicuramente apprezzabile, fornirà un finanziamento totale nel 2018 di $ 325.000, con lo scopo di accompagnare questi atleti nel difficoltoso passaggio dal circuito junior a quello professionistico.

Il programma di sviluppo dell’ITF, che ha preso il via alla fine degli anni ’70 con l’obiettivo di innalzare il numero dei Paesi che competono nel tennis internazionale mainstream, ha subito un’accelerata due anni fa visto che proprio lo sviluppo è al centro del piano strategico a lungo termine chiamato “ITF 2024”, annunciato nel 2016 nell’annuale conferenza di Zagabria. In merito alla scelta di aiutare alcuni giovani tennisti, il presidente ITF David Haggerty ha rimarcato proprio la necessità di dare un sostegno alle nazioni con meno risorse nel mondo tennistico. “L’ITF è impegnata nello sviluppo del tennis in tutto il mondo e queste sovvenzioni sosterranno alcuni dei migliori giocatori junior da nazioni con poche risorse. Il passaggio dal tennis junior a quello professionale è una grande sfida e questo programma è uno dei tanti modi con cui la Federazione mira a supportare questi giovani talenti”.

I destinatari delle sovvenzioni sono stati scelti in base a specifici criteri di età, classifica, rappresentanza regionale e potenzialità. Tra i 5 ragazzi che otterranno $ 25.000 a testa spicca il nome del giocatore di Taipei Chun Hsin Tseng,  numero 2 della classifica ITF e recente finalista agli Australian Open Junior. Tra gli altri troviamo il numero 7 Uisung Park, Korea, il numero 8 Nicolas Mejia, Colombia, e gli europei Emil Ruusuvuori, Finlandia e Jurij Rodionov, Austria; questi ultimi due giocatori hanno ormai abbandonato il circuito ITF ed a partire da quest’anno si sono affacciati nel tennis che conta.

 

Per quanto riguarda invece le ragazze, che riceveranno sempre $ 25.000 a testa, sono state premiate Violet Apisah, Papua Nuova Guinea, Emiliana Arango, Colombia, Kaja Juvan, Slovenia, Sada Nahimana, Burundi, Maria Gabriela Rivera Corado, Guatemala, e infine la cinese Xinyu Wang, numero della 3 classifica ITF e semifinalista lo scorso gennaio a Melbourne. Da tenere d’occhio Violet Apisah, prima giocatrice della Papua Nuova Guinea a raggiungere una finale slam in doppio, sempre agli Australian Open.

Inoltre il dominicano Nick Hardt, il sudafricano Philip Henning, il neozelandese Ajeet Rai e la colombiana Maria Camila Osorio Serrano riceveranno $ 12.500.

La prima giocatrice a lasciare dichiarazioni in merito al premio ricevuto è stata Maria Gabriela Rivera Corado, comprensibilmente entusiasta per questa iniziativa. “Voglio ringraziare l’ITF per questo programma che assiste quelle giocatrici che come me non hanno accesso alle risorse per essere in grado di competere nei migliori tornei del mondo. L’esperienza di andare nei migliori tornei grazie a questa sovvenzione mi spinge a continuare a lavorare sodo e sono sicura che grazie ad essa diventerò una giocatrice di successo”.

Continua a leggere
Commenti

Flash

Andrey Rublev ancora positivo al Covid al suo ingresso in Australia

A sorpresa Rublev dichiara di essere entrato in Australia ancora positivo al Covid-19

Pubblicato

il

Il tennista russo, attuale n. 6 del mondo, era risultato positivo al Covid-19 alla fine del mese di dicembre, dopo la sua partecipazione al Mubadala World Tennis Championships di Abu Dhabi. Oltre a lui, dopo l’evento negli Emirati Arabi, erano risultati positivi anche Rafa Nadal, Carlos Moya, Denis Shapovalov e Ons Jabeur, poi tutti nuovamente negativi prima di partire per l’Australia.

Ieri Andrey ha rivelato che, al momento del suo viaggio per Melbourne e al suo arrivo, era ancora positivo ma le autorità hanno comunque acconsentito al suo ingresso in Australia poiché considerato ormai non più contagioso:La mia carica virale era molto bassa” ha dichiarato il tennista russo, “e quindi pare non fossi più contagioso, per questo le autorità australiane mi hanno fatto entrare. Poi ho fatto una quarantena di oltre dieci giorni“.

La procedura è prevista dalle norme standard per l’ingresso in Australia, come spiegato dal Ministero della Sanità sul proprio sito. Le norme saranno modificate il 23 gennaio e il sito ora riporta i nuovi requisiti richiesti per l’ingresso in Australia, ma riportiamo qui sotto uno screenshot delle norme in vigore nell’ultimo mese.

 

Dunque per chi è risultato recentemente positivo al COVID-19 viene richiesto un test positivo (ottenuto nei tre giorni precedenti al viaggio) e un certificato medico che include una dichiarazione che la persona è asintomatica e sono passati più di 14 giorni da quando è risultata positiva per la prima volta. Questo perchè la carica virale bassa (nota come “persistent shredding”) rilevata dal test PCR non è tale da rendere la persona infettiva.

Rublev dovrà disputare sabato nella mattinata italiana, il suo match di terzo turno contro Marin Cilic.

Continua a leggere

Australian Open

John McEnroe a Eurosport: “Sinner cerca un super coach? Disponibile ad allenarlo part-time” [VIDEO]

Jannik aveva dichiarato: “A breve allargherò il mio team con un’altra persona”. Permane il mistero sul nome, ma il campione americano si propone

Pubblicato

il

John McEnroe - Commissioner Eurosport

Durante la conferenza stampa post match di secondo turno, in cui l’altoatesino aveva avuto la meglio su Steve Johnson con il punteggio 6-2 6-4 6-3, Jannik aveva lanciato la bomba. “Allargherò il mio team con un’altra persona, ma per ora non posso svelare il nome”, ha detto il giocatore alto-atesino. Subito è scattato il toto nome del Super Coach che si siederà al fianco di Riccardo Piatti sulla panchina del ragazzo di Sesto Pusteria. Stefano Semeraro, su La Stampa, si era lasciato ad una suggestione piuttosto intrigante, che vedeva coinvolto il mitico John McEnroe. Il giornalista, infatti, ha ricordato una diretta Facebook di due anni fa in cui Riccardo Piatti, intervistato da Marco Montemagno, aveva dichiarato di aver mandato un messaggio a McEnroe, dicendogli che avrebbe avuto bisogno di lui. Ricordiamo che Riccardo e John avevano collaborato insieme per preparare la stagione sull’erba di Raonic, quando l’allenatore lombardo seguiva il gigante canadese.

E proprio John McEnroe, ospite su Eurosport, si è espresso così: “Sarei disponibile ad un lavoro part-time per aiutare Jannik Sinner a diventare un grande giocatore, anche se lo diventerà indipendentemente dal fatto che io lo alleni oppure no. Ho detto a Riccardo Piatti che se volesse il mio aiuto per formare questo splendido giocatore italiano, per migliorarlo ed aiutarlo a crescere, sarei ben felice. L’ho visto allenarsi lo scorso anno durante lo Us Open ed è davvero una spugna per come assorbe gli insegnamenti”. Il fatto che lo stesso John si sia proposto fa pensare che possa non essere lui il nome misterioso, ma non ci possono essere certezze fin quando non sarà Sinner a svelarlo.

Cipriano Colonna

 

Continua a leggere

Australian Open

Berrettini, il re dei tie-break. Ne ha vinti quattro contro Djokovic e Medvedev: negli Slam fa paura

Allo US Open 2019 Matteo battè Monfils 7-6 al quinto nell’unico tie-break di un altro match infinito. Negli ottavi vinse 7-6 al terzo su Rublev: ha perso solo un gioco decisivo, contro Nadal. Segui Il Punto del Direttore ogni pomeriggio su Instagram

Pubblicato

il

2022 AUSTRALIAN OPEN, Matteo Berrettini (ITA), Photo © Ray Giubilo

Matteo Berrettini è il re dei tie-break. Lo evidenzia il direttore di Ubitennis nell’appuntamento quotidiano con “Il punto di Ubaldo Scanagatta” di questo pomeriggio su Instagram. Il giocatore italiano ha vinto al terzo turno degli Australian Open contro Alcaraz facendo la differenza proprio nei tie-break, uno vinto a 3 e l’altro a 5: 17 punti contro gli 8 del giovane spagnolo, che non aveva mai perso un tie-break nei set finali in tutta la sua giovane carriera. Nei momenti che contano Berrettini, aiutato dal servizio e dal carattere mai domo, fa paura, soprattutto negli Slam. Confermata la tendenza degli ultimi anni. Allo US Open del 2019, contro Monfils, vinse 7-6 al quinto dopo oltre 4 ore di battaglia, in un match dalla dinamica simile a quello di oggi contro Alcaraz: avanti due set a uno, perse il quarto e sembrava sul punto di capitolare ma arrivò al tiebreak e lo vinse 7-5. E vinse un tie-break anche negli ottavi contro Rublev, quello del terzo set (8-6). Perfino contro Djokovic, che lo ha battuto in tre Slam nel 2021, Berrettini ha vinto il tie-break del terzo set nella finale di Wimbledon (7-4) e quello del primo set nel loro scontro al Roland Garros (7-5). E con il numero due del mondo, Daniil Medvedev? Anche contro il russo due tie-break vinti sui due disputati, uno a Indian Wells 2018 (8-6) e uno nell’ATP Cup di quest’anno (7-5). La cosa più curiosa è che Berrettini pur avendo vinto 4 tie-break contro i due più forti tennisti al mondo non li ha mai battuti. Ha perso 3 volte su 3 con Medvedev e 4 volte su 4 con Djokovic: ma i tie-break, li ha sempre vinti lui.

QUI L’appuntamento di oggi con “Il punto di Ubaldo Scanagatta” sulla nostra pagina Instagram.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement