WTA Indian Wells, quali: buon esordio di Vinci, fuori Schiavone

INDIAN WELLS - Dopo un inizio difficile, Roberta alza il livello e vince in due set. La voglia c'è, il tennis va a sprazzi. Francesca si fa rimontare e battere al terzo, è la sesta sconfitta di fila

WTA Indian Wells, quali: buon esordio di Vinci, fuori Schiavone

dal nostro inviato a Indian Wells

Il tabellone di qualificazione aggiornato

 

R. Vinci b. [23] E. Rodina 7-5 6-3

Non deve essere facile, per Roberta Vinci, una che è stata numero 7 del mondo, che ha battuto Serena Williams, e che ha fatto una finale Slam, trovare le motivazioni per azzuffarsi nel primo turno delle qualificazioni qui in California con una onesta mestierante di seconda fascia quale Evgeniya Rodina (russa, 29 anni, 111 WTA, best ranking 74). Figurarsi se ci si ritrova sotto di due break, 4-1 e servizio per l’avversaria nel primo set.

Mi è scattato qualcosa nella testa“, racconta l’azzurra a fine partita “ho reagito bene, e sono felice di aver vinto, visto che è la mia ultima partecipazione qua” (scatta il prevedibile, ma sincero e sentito, “oooh nooo” del pubblico, in America a Vinci vogliono bene tutti e si vede).

7-5 6-3 il punteggio finale, con break recuperato anche nel secondo set, impreziosito da alcuni slice di rovescio lungolinea, vincenti netti, di una bellezza tale che se ne sente la nostalgia in anticipo, anche guardandoli dal vivo e in diretta. Ma per il magone c’è ancora un po’ di tempo, sarà agli Internazionali d’Italia il congedo definitivo. Nel frattempo, nel deserto caldo della Coachella Valley, arriva il turno decisivo per l’accesso al tabellone principale, contro Monica Niculescu (1-0 Roberta l’unico precedente, nel 2012), in un derby tra affettatrici che promette quantomeno di offrire trame tattiche e tecniche inconsuete e interessanti.

J. Teichmann b. F. Schiavone 5-7 7-5 6-1

Dopo Roberta, tocca a Francesca Schiavone scendere in campo nello “Stadium 4” di Indian Wells, opposta alla ventenne svizzera Jil Teichmann (132 WTA). La veterana azzurra, al contrario di Vinci, non ha ancora previsto una “data di scadenza” per la sua splendida carriera, e molto semplicemente – e giustamente – continua a giocare, con la più elementare delle motivazioni: si diverte ancora. La bionda avversaria di Francesca, oggi, purtroppo si rivela un osso duro alla distanza. Gioca bene Jil, va detto: mancina, ottime accelerazioni, qualche errore gratuito di troppo, ma nell’insieme è una buonissima giocatrice. Nel primo set l’esperienza e le continue variazioni di ritmo di Schiavone hanno la meglio, ma nel momento decisivo del secondo, sul 5-5, l’italiana prende un brutto break, commettendo un paio di errori banali a rete, e subendo degli ottimi passanti soprattutto di dritto.

Il match, virtualmente, finisce lì, Jil chiude 7-5, e infligge un 6-1 senza appello a Francesca nel set decisivo. Peccato, perchè è sempre un piacere veder giocare la milanese. Sugli spalti arriva Sara Errani a incoraggiare l’ex compagna di squadra in Fed Cup, ma non basta. Fa un certo effetto, comunque, agrodolce e malinconico, vedere in un pomeriggio nello stesso campo Roberta, poi Francesca e Sara, mancava solo Flavia Pennetta (campionessa 2014 proprio qui). Queste quattro ragazze le rimpiangeremo a lungo.

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