Isner: “Vincere a Pasqua è speciale. Grande merito al mio fisio”

"Ho una vita privata molto felice e stabile, questo aiuta molto nella carriera". Tutta la normalità di John Isner applicata al più grande successo della sua carriera

Isner: “Vincere a Pasqua è speciale. Grande merito al mio fisio”

È risorto” scrive John sulla telecamera dopo la sua prima vittoria in un Masters 1000. Una Pasqua speciale per l’americano, profondamente credente, in cui può celebrare, in fondo, anche una “resurrezione” tennistica. E poi, che momento per il tennis d’oltreoceano! Dopo Sloane Stephens e i fratelli Bryan, arriva un altro successo a stelle e strisce a Miami. “Long” John Isner fa suo l’ultimo match di singolare a Crandon Park, intascando il suo primo Masters 1000 a 32 anni – dopo tre finali perse – grazie a una vittoria in tre set tirati contro Alexander Zverev, cadetto di dieci anni e con cui ha cominciato ad allenarsi quando il tedesco aveva 15 anni. Il cerchio poi si chiude in modo perfetto per il tennis americano a Miami poiché, anche nel doppio femminile, la newyorkese Coco Vandeweghe e Ashleigh Barty (australiana) hanno la meglio in finale sul duo Krjcikova/Siniakova.

Un momento d’oro per il neo-sposo Isner, diventato il quinto tennista a conquistare il suo primo ‘1000’ dallo scorso maggio (Alexander Zverev trionfava a Roma) e artefice del terzo successo non europeo di fila dopo Sock (Bercy) e del Potro (Indian Wells), a interrompere una incredibile serie di 69 titoli Masters 1000 europei – in buona parte appannaggio dei Fab 4 – cominciata dopo il titolo di Roddick a Miami 2010 e conclusasi con la vittoria di Federer a Shanghai. Un lasso di tempo nel quale sono stati soltanto 14 i giocatori extra-europei – tutti sconfitti – a raggiungere una finale a livello ‘1000’: Isner, con tre tentativi, è stato assieme a Nishikori e Raonic il più agguerrito avversario del vecchio continente, ma il fortino è caduto soltanto nel 2017 per mano di Jack Sock.

 

LA CONFERENZA STAMPA DI JOHN ISNER

Cosa significa per te vincere l’ultimo match a Key Biscayne?
È pazzesco. Questo torneo ha una tradizione storica. Tutti i più grandi giocatori hanno giocato qui negli anni passati. Per me e Sascha condividere questo campo nell’ultimo match di singolare è stato fantastico. Non avrei mai pensato di vivere questo momento considerato come stavo giocando prima del torneo. Per me venire qui e vincere è una cosa davvero speciale.

I giocatori americani hanno fatto piazza pulita a Miami…
Sì,  Sloane ha dimostrato in finale di riuscire a fare ancora un passo importante dopo lo US Open e ha ragione nell’affrontare questi momenti con meno tensione. Poi anche Bob e Mike hanno vinto il doppio, hanno grandi meriti e con loro condivido un coach, David Macpherson.

La tua performance a Miami è dovuta a un miglioramento tecnico o David è riuscito a farti cambiare qualcosa?
No, niente di tecnico, è piuttosto un aspetto mentale. Credo fosse mercoledì scorso; il torneo era appena iniziato, eravamo a cena e abbiamo parlato molto e ho capito che si trattava di un aspetto mentale e non tanto di quello che avrei dovuto fare in allenamento. È per questo che ultimamente perdevo tanti match serrati. Così ho cercato di affrontato le partite sentendomi più fresco mentalmente. Ne abbiamo parlato ancora, cena dopo cena; e ho continuato a giocare in modo più rilassato per tutto il torneo.

A 32 anni e da neopapà… perché hai bambini, vero?
No.

Oh scusami! (ride). Ti sei sposato da poco, la serenità della vita famigliare aiuta a trovare maggiore tranquillità… Scusami ancora
Speriamo in futuro! [per la paternità]. Nessun problema, è divertente (ride). Sì, lo penso anch’io. Altri giocatori in passato giocavano molto bene dopo essersi fidanzati o sposati. Murray, per esempio, è uno di questi. La mia vita privata è molto stabile e felice e hai ragione, questo aiuta molto la carriera. Capiamo che ci sono altre cose importanti oltre al tennis. Sono fortunato perché ho sposato l’amore della mia vita e, il tennis, che amo, è la mia professione. È speciale per me.

Nel discorso di premiazione hai reso omaggio al tuo fisioterapista. Cosa sta facendo in particolare per renderti più competitivo e in forma, le tue risposte al servizio sono state incredibili…
Lavoro con Clint da sei anni. Non è qualcosa che ha fatto solo questa settimana, ma per tutti questi anni in cui abbiamo lavorato insieme. Per tutto questo tempo sono rimasto in salute e in forma e il merito va a lui: adattare gli allenamenti, farmi fare gli esercizi giusti o i massaggi giusti. Significa tutto, ci sono tante cose da considerare, è un aspetto delicato. Così, a 32 anni anni, fisicamente mi sento benissimo e, come ho detto, gran parte del merito è suo.

Quanto è speciale per te aver vinto il tuo primo Masters 1000 il giorno di Pasqua?
Sì, è un giorno molto speciale. Per questo ho scritto sulla telecamera “È risorto“. È molto importante per me. Di solito non parlo molto di questo, ma è un aspetto importante della mia vita e ancora di più ora che sono sposato e con mia moglie ne parliamo tanto. Ogni qualvolta siamo a casa, andiamo a messa; oggi, ovviamente, non sono potuto andarci ma è davvero un giorno molto speciale per me. È incredibile!

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