Mondo Challenger: Pablo Andujar alla fine del calvario

Il trentaduenne castigliano trionfa ad Alicante dopo tre operazioni al polso e l'incubo di non poter proseguire la carriera. Battuto in finale De Minaur. A Panama diciannovesimo titolo per Carlos Berlocq

Mondo Challenger: Pablo Andujar alla fine del calvario
Pablo Andujar - Challenger Alicante 2018 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Alicante (Spagna, $43.000, terra) – [WC] P. Andujar b. [4] A. De Minaur 7-6(5) 6-1

Tre anni e mezzo dopo, è ancora Pablo Andujar. Certo in quel luglio 2014, nella ricca e schizzinosa Gstaad, il livello di appeal era comunque notevole e la luce delle telecamere più intensa, ma dopo una via crucis simile anche un quinto titolo challenger, alla tredicesima finale disputata, non è proprio da buttare. Già numero 32 del mondo nell’estate del 2015 e opportunamente celebrato su queste pagine dopo la cavalcata conclusa nella finale di Barcellona dello stesso anno, Pablo il mediano aveva imboccato un tunnel popolato da foschi pensieri, anche di ritiro: un polso malconcio e dispettoso, il destro, lo ha costretto a tre operazioni pressoché consecutive nell’anno di scarsa grazia 2016, obbligandolo a un sostanziale stop di due anni rattristato da un paio di infruttuosi tentativi di rientro e dall’uscita dal ranking, causa esaurimento punti, lo scorso settembre. Quest’anno il timido come back con il paracadute del ranking protetto e sino a ieri pochi sorrisi: una vittoria contro il fantasma di Gerald Melzer a Rio de Janeiro e quattro secche sconfitte nei primi turni di Pune, Melbourne, Quito e Marbella. Poi l’invito degli organizzatori del Ferrero Challenger Open – presso l’accademia di Mosquito a Villena –  e l’arrivo dell’agognata settimana perfetta: rigorosamente scendendo in campo da sfavorito a partire dal secondo turno, Andujar ha via via fatto secchi Jaume Munar, Guido Andreozzi, Marco Cecchinato e infine Alex De Minaur, al termine di un ultimo atto combattuto solo nel primo set. Il non fortunatissimo Pablo può ora guardare al futuro con un minimo di fiducia: da oggi torna nei 400 del ranking (al numero 355 per la precisione) e soprattutto in Marocco – altra classifica protetta a Marrakech – dove ha vinto (ma si giocava a Casablanca) due dei suoi tre titoli pregiati.

 

Panama City (Panama, $50.000, terra) – [4] C. Berlocq b. B. Rola 6-2 6-0

Carlos Berlocq è un guerriero da Davis. E da Challenger. Quello vinto ieri a Panama è il diciannovesimo titolo di secondo livello per il leone di Chascomus in trentuno, dicasi trentuno, finali disputate. Protagonista di una settimana in gran parte tranquilla, Berlocq ha visto ogni difficoltà concentrarsi nella sfida di semifinale, vinta solo al tie break del terzo contro il qualificato connazionale Juan Ignacio Londero dopo aver salvato cinque match point. Particolarmente agevole, invece, l’incontro per il titolo, vinto su Blaz Rola: lo sloveno ha dato battaglia fino al due pari della prima frazione, colando poi a picco senza raccogliere ulteriore game alcuno e ricavando la miseria di nove punti nel secondo parziale.

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