Mondo Challenger: Pablo Andujar alla fine del calvario

Challenger

Mondo Challenger: Pablo Andujar alla fine del calvario

Il trentaduenne castigliano trionfa ad Alicante dopo tre operazioni al polso e l’incubo di non poter proseguire la carriera. Battuto in finale De Minaur. A Panama diciannovesimo titolo per Carlos Berlocq

Pubblicato

il

Alicante (Spagna, $43.000, terra) – [WC] P. Andujar b. [4] A. De Minaur 7-6(5) 6-1

Tre anni e mezzo dopo, è ancora Pablo Andujar. Certo in quel luglio 2014, nella ricca e schizzinosa Gstaad, il livello di appeal era comunque notevole e la luce delle telecamere più intensa, ma dopo una via crucis simile anche un quinto titolo challenger, alla tredicesima finale disputata, non è proprio da buttare. Già numero 32 del mondo nell’estate del 2015 e opportunamente celebrato su queste pagine dopo la cavalcata conclusa nella finale di Barcellona dello stesso anno, Pablo il mediano aveva imboccato un tunnel popolato da foschi pensieri, anche di ritiro: un polso malconcio e dispettoso, il destro, lo ha costretto a tre operazioni pressoché consecutive nell’anno di scarsa grazia 2016, obbligandolo a un sostanziale stop di due anni rattristato da un paio di infruttuosi tentativi di rientro e dall’uscita dal ranking, causa esaurimento punti, lo scorso settembre. Quest’anno il timido come back con il paracadute del ranking protetto e sino a ieri pochi sorrisi: una vittoria contro il fantasma di Gerald Melzer a Rio de Janeiro e quattro secche sconfitte nei primi turni di Pune, Melbourne, Quito e Marbella. Poi l’invito degli organizzatori del Ferrero Challenger Open – presso l’accademia di Mosquito a Villena –  e l’arrivo dell’agognata settimana perfetta: rigorosamente scendendo in campo da sfavorito a partire dal secondo turno, Andujar ha via via fatto secchi Jaume Munar, Guido Andreozzi, Marco Cecchinato e infine Alex De Minaur, al termine di un ultimo atto combattuto solo nel primo set. Il non fortunatissimo Pablo può ora guardare al futuro con un minimo di fiducia: da oggi torna nei 400 del ranking (al numero 355 per la precisione) e soprattutto in Marocco – altra classifica protetta a Marrakech – dove ha vinto (ma si giocava a Casablanca) due dei suoi tre titoli pregiati.

Panama City (Panama, $50.000, terra) – [4] C. Berlocq b. B. Rola 6-2 6-0

 

Carlos Berlocq è un guerriero da Davis. E da Challenger. Quello vinto ieri a Panama è il diciannovesimo titolo di secondo livello per il leone di Chascomus in trentuno, dicasi trentuno, finali disputate. Protagonista di una settimana in gran parte tranquilla, Berlocq ha visto ogni difficoltà concentrarsi nella sfida di semifinale, vinta solo al tie break del terzo contro il qualificato connazionale Juan Ignacio Londero dopo aver salvato cinque match point. Particolarmente agevole, invece, l’incontro per il titolo, vinto su Blaz Rola: lo sloveno ha dato battaglia fino al due pari della prima frazione, colando poi a picco senza raccogliere ulteriore game alcuno e ricavando la miseria di nove punti nel secondo parziale.

Continua a leggere
Commenti

Challenger

A Pau, Gulbis vince la finale amarcord con Janowicz. Buoni segnali per il futuro?

Il lettone è perfetto al servizio e chirurgico in risposta. Buona prestazione e buon torneo comunque per il polacco che guadagna quasi 600 posizioni in classifica

Pubblicato

il

Gulbis e Janowicz - Pau 2020 (via Twitter, @ATPChallenger)

E. Gulbis b. [WC] J. Janowicz 6-3 6-4

Un appassionato che scorresse distratto il programma di gioco dei tornei Challenger di questa settimana si sarebbe forse stupito e rallegrato della presenza di Ernests Gulbis e Jerzy Janowicz nella finale di Pau. Entrambi ex semifinalisti Slam (Roland Garros 2014 per Gulbis, Wimbledon 2013 per Janowicz), entrambi con best ranking di tutto rispetto (numero 10 per il lettone, 14 per il polacco) ed entrambi purtroppo spariti un po’ dai radar negli ultimi anni. Gulbis in verità qualche spunto positivo lo ha avuto, raggiungendo la finale a Stoccolma contro Stefanos Tsitsipas nel 2018 (la prima persa in carriera dopo otto successi su otto, sei in singolare e due in doppio), ma niente di clamoroso. Il ranking non lo vede tra i primi cinquanta del mondo ormai da maggio 2015 e più in generale anche la top 100 è stata spesso priva del suo nome. Janowicz invece è stato quasi sempre fermo dal 2017 ad oggi, uscendo addirittura dalle classifiche ATP nel novembre 2018 per rientrarvi quest’anno alla posizione numero 1039.

Tutti dati che non fanno che incrementare la gioia di rivederli uno contro l’altro a buoni livelli, in un match che mette in palio un trofeo anche se del circuito minore. Alla fine a vincere è stato Gulbis, il giocatore più in forma dei due, quello con più incontri sulle spalle, quello che il circuito non l’ha mai abbandonato. Lo ha fatto in due set, prendendosi un break nella pancia di ciascun parziale, sfruttando al meglio ogni calo al servizio dell’avversario. Janowicz da parte sua ha comunque lasciato intravedere un buon livello: il dritto è pesante come un tempo, il servizio gira a meraviglia e il rovescio fa il suo dovere. Il problema per il polacco è stato quello di non essere praticamente mai riuscito a prendere le misure in risposta, complice anche la prestazione stellare di Gulbis alla battuta. Il lettone ha chiuso con il 58% di prime, ma con soli tre punti persi sul primo servizio (90%), di cui nessuno nel primo set.

 

Una chance di riaprire la partita in verità Janowicz l’ha avuta, proprio quando i giochi sembravano chiusi. Sul 5-4 del secondo set, il polacco è riuscito a far partire lo scambio più spesso e, vincendo un punto molto divertente sul 30-30 (vedi video), si è guadagnato una palla break. Gulbis però si è sottratto al pericolo con il solito fidato colpo di inizio gioco e ha chiuso il match. Il lettone conquista dunque la quindicesima vittoria stagionale tra qualificazioni, Challenger e tour maggiore per il lettone (a fronte di quattro sconfitte). Per lui si tratta del quinto successo a livello Challenger (l’ultimo risale addirittura al 2007 a Mons, mentre l’ultima finale al 2012), ma soprattutto fa un salto di 60 posizioni in classifica, dal numero 220 al 160. Ne guadagna invece 578 di posizioni Janowicz, che grazie ai 60 punti della finale arriva al numero 461. La speranza è che entrambi proseguano su questa strada, perché il tennis non può che trarne beneficio.

Continua a leggere

Challenger

Challenger di Bergamo, cancellata la finale a causa del Coronavirus. Il torneo non avrà un vincitore

L’emergenza coronavirus ha portato all’annullamento di tutti gli eventi sportivi della giornata in Lombardia e Veneto, su indicazione del governo

Pubblicato

il

Pala Agnelli - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

La finale del Challenger di Bergamo non si giocherà oggi, né nei prossimi giorni. La partita, che vedeva coinvolti il francese Enzo Couacaud (tds N.7) e l’ucraino Illya Marchenko, sarebbe dovuta iniziare alle 17:00 (peraltro con diretta YouTube annessa), ma non avrà luogo a causa dell’ondata di casi di Coronavirus che ha colpito in particolare la Lombardia e il Veneto negli ultimi giorni – i soli casi lombardi ammontano a 89, dato destinato a crescere.

Era dunque naturale che arrivasse un’ordinanza relativa agli eventi pubblici (e quindi anche quelli sportivi) da parte del Governo, come confermato dalla lettera del Ministro Vincenzo Spadafora (Ministro per le politiche giovanili e lo sport) al CONI: “Il Governo si appresta ad emanare misure urgenti per fronteggiare e contenere in modo particolarmente incisivo i casi di contagio da Coronavirus. Tali misure comprendono anche il mondo sportivo per l’esigenza di prevenire rischi e tutelare al meglio la salute di tutti coloro che, a vario titolo, partecipano alle manifestazioni e alle competizioni. In attesa del perfezionamento dei provvedimenti e della piena ed efficace attuazione degli stessi, su conforme avviso del Consiglio dei Ministri, per ragioni di cautela e massima precauzione, Le chiedo di farsi interprete presso tutti i competenti organismi sportivi dell’invito del Governo di sospendere tutte le manifestazioni sportive di ogni grado e disciplina previste nelle Regioni Lombardia e Veneto per la giornata di domenica 23 febbraio 2020“.

Non resta che affidarsi alle indicazioni delle autorità di competenza e assumere tutti i comportamenti del caso, viste le proporzioni dell’emergenza. Il breve comunicato rilasciato dall’ufficio stampa del torneo specifica che il torneo rimarrà senza un vincitore. Punti e soldi destinati al finalista andranno sia a Marchenko che a Couacaud.

 

La finale del Trofeo Perrel-Faip di Bergamo (46.600€, Greenset) non si giocherà. La decisione di cancellare tutti gli eventi sportivi nelle Regioni di Lombardia e Veneto ha coinvolto anche l’evento bergamasco. Gli organizzatori le hanno provate tutte, ventilando anche la possibilità di giocare la finale a porte chiuse, ma la richiesta di deroga prefettizia non è stata accolta. A quel punto, i due finalisti Illya Marchenko ed Enzo Couacaud si sono dovuti rassegnare. Ad entrambi saranno assegnati i punti ATP (48) e il prize money (3.650€) destinato ai finalisti.  

Riportiamo anche un altro passaggio del comunicato rilasciato dall’ufficio stampa del torneo, nel quale vengono citati diversi altri esempi di tornei non conclusi.

QUEI TORNEI MAI TERMINATI – A modo suo, questa edizione rimarrà nella storia. Non era mai successo che un torneo non si concludesse per un’emergenza sanitaria, mentre esistono diversi casi di eventi non conclusi per ragioni di forza maggiore, in particolare relative al maltempo. Il più famoso riguarda, probabilmente, il torneo ATP di Rotterdam. Nel 1984, la finale tra Ivan Lendl e Jimmy Connors fu interrotta sul punteggio di 6-0 1-0 per il cecoslovacco. Con una telefonata anonima, il rappresentante di un presunto movimento “anti-capitalista” disse che era stato piazzato un ordigno nei pressi del campo centrale. Le ricerche non ebbero effetto, ma Lendl rifiutò di tornare in campo e il torneo rimase senza vincitore.

Più frequenti i casi di mancate conclusioni per pioggia: il più importante rimane Monte Carlo 1981: anche in quel caso, era in campo Jimmy Connors. Sul punteggio di 5-5 nel primo set, la finale contro Guillermo Vilas fu sospesa e mai più ripresa. Agli albori dell’Era Open, la pioggia impedì la disputa della finale al torneo del Queen’s 1968 tra Clark Graebner e Tom Okker, ma si ricordano anche tornei nemmeno andati vicino alla conclusione. L’ATP di Rancho Mirage del 1980 fu bloccato prima dello svolgimento delle semifinali, mentre il torneo femminile di Lugano, nel 1983, si interruppe addirittura prima dei quarti. Per quanto riguarda i Challenger, stessa categoria del Trofeo Perrel-Faip, si ricorda un caso del 2011 alle Reunion Islands, quando la pioggia costrinse a interrompere l’evento ancora prima dei quarti di finale.

Continua a leggere

Challenger

Mondo Challenger: prosegue la ‘maledizione’ di Marcora, sconfitto da Safiullin. Che bravo Ocleppo

Marcora continua il suo ottimo periodo di forma ma si deve arrendere a Safiullin, per la quinta sconfitta in cinque finali. Ocleppo raggiunge la sua prima semi

Pubblicato

il

Roberto Marcora

Challenger DCNS de Cherbourg (Francia, cemento, montepremi EUR 46,600)

Roberto Marcora ci ha preso gusto e sembra voler continuare la sua scalata nel ranking. Il 30enne tennista di Busto Arsizio, dopo il suo primo quarto di finale a livello ATP a Pune, continua nel suo ottimo momento di forma raggiungendo la finale a Cherbourg. Accreditato della seconda testa di serie, Marcora raccoglie lungo il cammino uno scalpo eccellente come quello di Mischa Zverev – in ripresa dopo un’annata molto complicata – per conquistare la quinta possibilità di vincere un torneo di categoria, sfumata purtroppo come le prime quattro.

Il suo avversario, il russo Roman Safiullin, è troppo solido al servizio e non concede alcuna chance a Marcora, che viene breakkato sul 4-3 del primo set. Nel secondo set Safiullin si ripete nel quinto gioco e non si guarda più indietro. Si tratta del primo titolo Challenger in carriera per il 22enne tennista russo, che sale al suo best ranking di n.174 del mondo. Soddisfazione comunque per Marcora, che firma come il suo avversario un nuovo primato in classifica (posizione 150). Proverà a dare seguito al suo ottimo stato di forma nel Challenger di Bergamo, dove difende la finale (persa dodici mesi fa contro Sinner). Al primo turno affronterà uno tra Zeppieri e Cobolli.

 

Finale: Safiullin b. Marcora [2] 6-4 6-2

India Bangalore Challenger (India, cemento, montepremi USD 162,480)

Tanti rimpianti italiani nel Challenger più ricco e competitivo della settimana. Ai quarti di finale sono arrivati ben tre azzurri, di cui due hanno raggiunto la semifinale. Thomas Fabbiano, testa di serie numero 9, si è fermato ai quarti contro James Duckworth, già giustiziere di Marcora a Pune. Dopo un primo set vinto per 7-5, l’italiano ha perso completamente i riferimenti in campo, inabissandosi con un 6-0 6-2. Sorte migliore per la testa di serie più alta del torneo Stefano Travaglia, che è arrivato in semifinale ma ha subito una dura sconfitta per 6-3 6-4 contro il numero 250 del mondo Benjamin Bonzi.

La rivelazione del torneo è sicuramente l’italo-monegasco Julian Ocleppo, capace di eliminare due teste di serie (Zhang e Ivashka) e raggiungere la sua prima semifinale. Non riusce però a coronare la settimana migliore della carriera, che si conclude con il 6-3 6-2 subito da Duckworth. Proprio l’australiano si rivelerà il vincitore del torneo in finale contro Bonzi, capace di rendergli la vita complicata ma non di impedirgli di vincere il primo torneo della stagione con annesso best ranking al 71° posto.

Finale: Duckworth b. Bonzi 6-4 6-4

Cleveland Open (USA, cemento, $60,000)

Terza titolo Challenger in carriera per il 25enne danese Mikael Torpegaard. Da testa di serie numero 12, Torpegaard ha avuto un percorso accidentato solo in avvio. Dopo essere sopravvissuto per 7-6(3) 4-6 7-6(0) alla sfida con Michael Mmoh, padrone di casa e testa di serie numero 8, il tennista danese non ha perso un set fino alla finale, battendo l’americano Sarmiento per 6-4 6-4 ai quarti e Thomaz Bellucci in semifinale per 6-1 6-1. Più combattuta la finale con il tennista giapponese Watanuki, in cui i due tennisti si sono alternati nel dominio dei momenti della partita sebbene ils set conclusivo (6-1) non abbia avuto storia. Curiosamente tutti i titoli a questo livello del tennista danese sono stati conquistati sul cemento statunitense (due titoli a Columbus).

Finale: [12] Torpegaard b. Watanuki 6-3 1-6 6-1

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement