Patty Schnyder torna in Fed Cup a 39 anni

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Patty Schnyder torna in Fed Cup a 39 anni

L’ex numero 7 del mondo farà parte della selezione elvetica nella trasferta in Romania per il barrage del 21 e 22 aprile. Tornata a competere nel 2015 dopo uno stop di quattro anni, Patty è attualmente rientrata tra le prime 200 giocatrici del ranking

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A sette anni di distanza dall’ultima apparizione – contro Johanna Larsson in un match valevole per il World Group II nel 2011 – Patty Schnyder tornerà a difendere la bandiera rossocrociata in Fed Cup. La storia infinita dell’ex prodigio ribelle si arricchisce dunque di un nuovo, straordinario capitolo: ritiratasi dopo una sconfitta al primo turno del Roland Garros 2011 giunta al culmine di un percorso extratennistico particolarmente accidentato, con un guru per amante, un marito detective e un carattere insondabile, Patty, già numero 7 della classifica WTA in un passato che sembra davvero remoto, è inopinatamente tornata all’attività agonistica nel 2015. Da allora quattro titoli ITF in carniere e un balzo che l’ha portata ad occupare l’attuale centoquarantanovesima posizione della classifica mondiale: il tutto a quasi quarant’anni, per giunta vissuti pericolosamente. Schnyder, semifinalista dell’Australian Open 2004 e undici volte vittoriosa nel circuito maggiore, sembra aver infine trovato la lungamente inseguita pace interiore dopo la nascita della figlia Kim, avuta dalla relazione con Jan Heino, ed è tornata a frequentare il tour per puro piacere, a quanto pare.

I buoni risultati le hanno dato per ora ragione, e quando si è trattato di dover sostituire Stefanie Vogele, uscita malconcia dalle semifinali al recente torneo di Lugano, il capitano Heinz Gunthardt ha pensato a lei. Insieme a Timea Bacszinszky, Viktorija Golubic e Jil Teichmann, la mancina di Basilea proverà a riconsegnare alla rappresentativa elvetica un posto nella serie A del tennis femminile nello spareggio contro la Romania di Simona Halep, in programma il prossimo weekend a Cluj-Napoca.

 

Dovesse essere schierata titolare, Schnyder avrà l’opportunità di ritoccare i già notevoli record collezionati con la maglia della nazionale: ad oggi è la giocatrice svizzera ad aver disputato il maggior numero di tie (37), ad aver vinto il maggior numero di singolari (33), il maggior numero di doppi (17) e, naturalmente, il maggior numero di partite in assoluto (50).

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Anche Cecchinato sogna il torneo di Monza: “Un’idea fantastica che spinge il movimento”

Anche il N.1 d’Italia non fa mancare il suo sostegno alla candidatura della città lombarda per ospitare un ATP 250 su erba prima di Wimbledon dal 2020

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Marco Cecchinato - Wimbledon 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

I segnali di sostegno del mondo del tennis e dello sport al progetto che vuole portare un torneo ATP 250 a Monza, all’interno dell’autodromo, nel 2020, sono arrivati fin dai minuti successivi all’annuncio ufficiale della candidatura. Ma adesso è addirittura il numero 1 italiano, Marco Cecchinato, a ‘benedire’ il ritorno di un evento del circuito maggiore nel Nord Italia, già dal prossimo anno. Da Miami, dove è impegnato per il Masters 1000 americano su cemento, il numero 16 al mondo fa arrivare forte la sua voce di sostegno agli organizzatori. “Poter giocare un altro Atp in Italia oltre a Roma, sarebbe davvero fantastico. Inoltre è davvero originale la scelta di una superficie come l’erba”.

Proprio sull’erba, peraltro, Cecchinato ha già dimostrato di essere più a suo agio di quanto si potesse pensare: subito dopo la straordinaria semifinale conquistata al Roland Garros, il 26enne siciliano andò sui prati di Eastbourne, in Gran Bretagna, e raggiunse la semifinale superando due avversari ostici sul verde come l’uzbeko Denis Istomin e l’australiano John Millman. Un risultato che dimostrò la capacità di ‘Ceck’ di adattare il suo tennis ben al di fuori dei confini della terra, la superficie su cui il palermitano è cresciuto.

 

Se organizzato – continua Cecchinato – come solo gli italiani sanno fare, un evento del genere può diventare molto allettante per tanti giocatori e divenire quindi un classico appuntamento del circuito mondiale. Spero che l’avventura del Monza Open 2020 si possa incanalare positivamente: mandare in porto questo progetto significherebbe creare un indotto importante per tutto il tennis italiano e dare un aiuto ulteriore a chi vuole investire nel nostro movimento. In bocca al lupo, Monza!”.

Sulla stessa linea del suo pupillo, anche il coach del palermitano, l’ascolano Simone Vagnozzi:In questo momento l’Italia ha sete di tennis – sottolinea l’allenatore azzurro più in vista del momento – e di conseguenza sarebbe ancora più importante riuscire a dare agli appassionati un’altra settimana di altissimo livello da vivere nei nostri confini. In più, questa idea di organizzare il tutto in un autodromo e per giunta sull’erba, renderebbe l’evento unico nel suo genere. Spero vivamente che il progetto si possa concretizzare”.

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Thiem, Andreescu e un equilibrio che non vuole spezzarsi

Diventano 32 i vincitori diversi in altrettanti tornei ATP e WTA giocati nel 2019. L’incantesimo si spezzerà a Miami?

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Dominic Thiem - Indian Wells 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

C’è poco da dire. La vittoria di Dominic Thiem a Indian Wells è un’impresa di quelle che in pochi (forse nessuno) avrebbero potuto prevedere. Invece contro ogni aspettativa, Dominator ha portato a compimento un torneo semplicemente perfetto. Lui che sul cemento ha sempre faticato a trovare un compromesso tra le sue ampie sbracciate e la necessità di non perdere troppo campo, ha sgambettato lungo il percorso maestri del veloce come Milos Raonic e lo stesso Roger Federer in finale. Contro lo svizzero, Thiem ha camminato spesso sul cornicione, salvando 9 palle break su 11 (18 su 22 nel torneo), ma alla fine ha visto ripagato il proprio coraggio.

Il primo Masters 1000 di Dominic Thiem è l’ultima prova dell’atmosfera di estremo equilibrio che sta pervadendo il tennis professionistico. Gli ultimi quindici Masters 1000 infatti hanno visto ben sette nuovi vincitori (oltre a Thiem, abbiamo A. Zverev, Dimitrov, Sock, del Potro, Isner e Khachanov). Per rendere meglio l’idea del peso di questo dato basta considerare che negli 86 tornei “1000” tra Bercy 2007 e Roma 2017 (primo titolo di Zverev) il numero di giocatori capaci di piazzare il primo acuto è stato lo stesso, ovvero sette (Murray, Tsonga, Ljubicic, Soderling, Ferrer, Wawrinka, Cilic). Questo perché gli eventi più importanti sono stati in quel periodo terreno di caccia privilegiato dei Fab Four, che si sono spartiti ben 75 titoli su 86 (87,2%).

 

Thiem è diventato inoltre il diciannovesimo vincitore diverso su diciannove tornei ATP giocati fino ad oggi. La striscia, che domenica si è trovata ad un solo set di distanza dall’essere interrotta, marca in maniera inequivocabile l’altissimo tasso di “democrazia” di questo avvio di 2019. L’equilibrio coinvolge anche il circuito WTA che con la strepitosa e sorprendente affermazione di Bianca Andreescu in California, ha visto allungarsi a tredici la lista delle monotitolate (record). Sommate, le due metà del mondo della racchetta danno dunque come risultato un quasi incredibile trentadue su trentadue, tra cui si contano ben dieci prime volte (sette in campo maschile e tre nel femminile). L’incantesimo si spezzerà a Miami? Probabilmente sì, ma se anche fosse non cancellerebbe uno degli avvi di stagione più curiosi degli ultimi anni.

I 19 vincitori ATP:

Roberto Bautista Agut – Doha
Kei Nishikori – Brisbane
Kevin Anderson – Pune
Alex De Minaur – Sydney (primo titolo)
Tennys Sandgren – Auckland (primo titolo)
Novak Djokovic – Australian Open
Juan Ignacio Londero – Cordoba (primo titolo)
Jo-Wilfred Tsonga – Montpellier
Daniil Medvedv – Sofia
Gael Monfils – Rotterdam
Reilly Opelka – New York (primo titolo)
Marco Cecchinato – Buenos Aires
Laslo Djere – Rio de Janeiro (primo titolo)
Stefanos Tsitsipas – Marsiglia
Radu Albot – Delray Beach (primo titolo)
Roger Federer – Dubai
Nick Kyrgios – Acapulco
Guido Pella – San Paolo (primo titolo)
Dominic Thiem – Indian Wells

Le 13 vincitrici WTA:

Karolina Pliskova – Brisbane
Julia Goerges – Auckland
Aryna Sabalenka – Shenzhen
Sofia Kenin – Hobart (primo titolo)
Petra Kvitova – Sydney
Naomi Osaka – Australian Open
Kiki Bertens – San Pietroburgo
Dayana Yastremska – Hua Hin
Elise Mertens – Doha
Belinda Bencic – Dubai
Alison Van Uytvanck – Budapest
Yafan Wang – Acapulco (primo titolo)
Bianca Andreescu – Indian Wells (primo titolo)

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WTA Miami, qualificazioni: inciampano Potapova e Bouchard

Le prime due teste di serie escono in maniera rocambolesca contro le giapponesi Doi e Hibino. Avanti Jakupovic, Golubic, Townsend e Swiatek

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Eugenie Bouchard - Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

A Miami, il primo turno delle qualificazioni femminili ha visto un discreto numero di cadute illustri. Spiccano in particolare le rocambolesche sconfitte delle prime due favorite del tabellone, rispettivamente Anastasia Potapova e Eugenie Bouchard. La russa, opposta a Misaki Doi, ha prima sprecato tre match point nel tiebreak del secondo set, perso 12-10, e poi ne ha mancato un quarto al momento di servire per chiudere nel terzo parziale. Avversaria giapponese anche per Bouchard, eliminata in tre set da Nao Hibino. La canadese ha incamerato il primo set per poi cedere di schianto nel secondo e infine sciupare un break di vantaggio nel terzo e decisivo parziale.

Fuori anche la quinta, la sesta, l’ottava e la nona testa coronata, rispettivamente rappresentante da Jennifer Brady, Katie Boulter, Bernarda Pera (ritiratasi nel secondo set contro Arantxa Rus) e Lara Arruabarena (sconfitta da Monica Niculescu).

 

Successi invece per Dalila Jakupovic (tds numero 3), brava a riprendersi dopo un primo set difficile contro Fiona Ferro, e Viktoria Golubic, che ha beneficiato del ritiro di Karman Thandi a metà del secondo parziale. Grande vittoria anche per Taylor Townsend: sotto 6-4 6-1 contro Qinwen Zhang, la statunitense ha ripreso per la coda una partita apparentemente segnata, finendo poi per vincere 6-4 al terzo. Obiettivo secondo turno raggiunto anche per la diciassettenne Iga Swiatek, emersa vittoriosa in due set dalla sfida tra contro Zarina Diyas.

Risultati:

M. Doi b. [1] A. Potapova 3-6 7-6(10) 7-6(2)
[20] M. Minella b. [WC] C. McHale 2-6 7-6(3) 6-4
N. Hibino b. [2] E. Bouchard 4-6 6-0 6-4
[13] M. Linette b. [WC] C. Dolehide 7-5 7-6(5)
[3] D. Jakupovic b. F. Ferro 1-6 6-3 6-2
[17] M. Brengle b. H. Watson 6-7(2) 6-3 6-4
[4] V. Golubic b. [WC] K. Thandi 6-0 3-0 rit.
[18] M. Barthel b. H. Dart 3-6 6-4 7-6(5)
S. Vickery b. [5] J. Brady 2-6 6-3 6-2
I. Swiatek b. [15] Z. Diyas 6-2 7-5
M. Bouzkova b. [6] K. Boulter 6-4 6-2
K. Muchova b. [22] V. Diatchenko 7-6(6) 6-1
[7] K. Kanepi b. P. Badosa Gibert 6-3 6-3
[23] T. Babos b. S. Voegele 3-6 7-5 6-4
A. Rus b. [8] B. Pera 6-3 3-0 rit.
[14] J. Pegula b. [WC] A. Kiick 7-5 6-0
M. Niculescu b. [9] L. Arruabarrena 6-0 2-6 6-4
K. Kozlova b. [16] L. Zhu 0-6 6-4 6-2
[10] T. Townsend b. [WC] Q. Zheng 4-6 7-5 6-4
[WC] B. Haddad Maia b. [24] A. Blinkova 2-6 6-3 6-2
[11] Kr. Pliskova b. A. Bogdan 6-4 1-6 7-5
Y. Wickmayer b. [21] V. Kudermetova 6-4 6-2
[12] P. Hercog b. F. Stollar 6-2 6-2
L. Siegemund b. [19] S. Cirstea 4-6 7-5 7-5

Il tabellone completo delle qualificazioni

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