Cecchinato conquista a Budapest il primo titolo, è in top 60

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Cecchinato conquista a Budapest il primo titolo, è in top 60

L’azzurro batte in due set Millman coronando la settimana migliore della carriera. Era entrato in tabellone da lucky loser prima di iniziare la sua cavalcata vincente

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[LL] M. Cecchinato b. J. Millman 7-5 6-4

Il sogno è diventato realtà. Ebbene sì, Marco Cecchinato conquista la seconda edizione dell’Hungarian Open sconfiggendo John Millman, attuale numero 94 mondiale (da domani sarà tra i primi settanta). Che settimana quella di Marco, qui a Budapest dopo le ottime sensazioni raccolte a Montecarlo, partita però dalla sconfitta nell’ultimo turno di qualificazione e in tabellone solo come lucky loser, ma che è stato in grado di mettere tutti in fila i suoi avversari, arrivando a vincere un derby complicato come quello di ieri contro Seppi fino ad oggi: quella prima finale tanto agognata, sofferta, lottata ma conclusa con un strameritata vittoria per un ragazzo che entra con questo successo tra i primi sessanta giocatori mondiali (ovviamente, il suo best ranking) e che speriamo possa essere solo l’inizio di una serie di risultati importanti.

MILLMAN AL FOTOFINISH- È John Millman l’avversario di Marco Cecchinato nella finale del torneo di BudapestIl numero 94 mondiale, nella prosecuzione dell’incontro sospeso ieri all’inizio del terzo set, in mattinata riesce a sconfiggere Aljaz Bedene, numero 5 del seeding e finalista qui lo scorso anno. Succede di tutto nel terzo parziale, con il nativo di Brisbane che serve per il match nel decimo game con un match point a disposizione, ma lo sloveno riesce a ribaltare la situazione, arrivando addirittura a procurarsi a sua volte tre match point nel dodicesimo gioco, che però vengono tutti vanificati; l’esito della battaglia viene deciso al tie-break: qui è nuovamente Millman a procurarsi altri tre match point, riuscendo a chiudere per 7 punti a 5. Sarà dunque il ventottenne John a contendere la finale a Marco Cecchinato, con cui condivide l’esordio assoluto in una finale ATP.

 

CECK SENZA PAURA- Entrambi i giocatori rompono il ghiaccio mantenendo il proprio turno alla battuta, ma è Marco a imporre il ritmo da fondocampo, arrivando già nel terzo gioco a una doppia palla break, dove riesce a concretizzare la seconda portandosi avanti 2-1; il tennista siciliano affronta anche il primo momento critico dove offre la possibilità del contro-break, ma si dimostra attento annullandola e facendo suo il game del 4-2 grazie alla prima palla di servizio con cui riesce a mettere in difficoltà Millman. L’italiano sembra poter controllare l’ottavo gioco con la palla per andare sul 5-3, invece Millman alza il ritmo da fondo, procurandosi la chance di recuperare il break di svantaggio, riuscendoci con una risposta vincente di rovescio lungolinea. Siamo 4 pari. Marco ora sembra essere in balia dell’australiano, deve fronteggiare un set point che cancella con una prima lavorata e uno smash a rimbalzo, riuscendo con qualche patema a rimanere in partita sul 5 pari; se l’inerzia delle operazione sembrano andare dalla parte del ventottenne di Brisbane nell’undicesimo gioco da 40-15 arriva un passaggio a vuoto che Cecchinato concretizza alla grande con 4 punti consecutivi, permettendogli di tornare in vantaggio e andando a servire per il set: sul 40-30 Marco tira un diritto in recupero fuori dal campo che Millman non controlla, permettendo all’azzurro di incamerare il primo set per 7-5.

SI REALIZZA IL SOGNO – Sulle ali dell’entusiasmo il nativo di Palermo nel gioco inaugurale non riesce a concretizzare due palle break consecutive, poi nel game successivo Millman a sua volta ha due occasioni: se nella prima un punto contestato (dovuto a un rimbalzo di troppo) permette a Marco di rimanere a galla, è la seconda ad essergli fatale per l’allungo dell’australiano che vola sul 3 a 0 con un po’ di frustrazione del nostro portacolori; gli scambi ora diventano lunghi, i giochi sempre più combattuti con Millman che vanifica due palle del possibile 5-1, mentre Cecchinato non perdona rientrando nel parziale sul 4 pari; ora è il momento di insistere con l’avversario non più lucido mentalmente, poiché Millmann commette due doppi falli consecutivi, consentendo a Marco di servire per il match nel decimo game: arrivano sul 40-15 due match point e il nastro è in questo caso un alleato prezioso per il venticinquenne di Palermo, che dopo un’ora e quarantasette minuti di lotta si lascia andare a terra da un’esultanza commossa per quello che è il suo primo meritatissimo successo nel circuito ATP. Appuntamento al prossimo impegno, dove Marco se la vedrà (ironia della sorte) contro Fabio Fognini a Monaco di Baviera, ma oggi è solo il giorno della grande gioia.

Marco Cecchinato e John Millman (abbraccio) – Budapest 2018 (Via Facebook, @huntennis)

I TITOLI ITALIANI – Marco Cecchinato è il 23esimo tennista italiano a vincere un tennista ATP, il 32esimo a disputare una finale. Si tratta del 58esimo titolo a finire in una bacheca italiana, il secondo del 2018 dopo l’affermazione di Fognini a San Paolo. Cecchinato, nato a Palermo nel 1992, è anche il primo giocatore italiano nato negli anni ’90 ad alzare un trofeo nonché il primo di sempre a riuscirci da lucky loser (negli ultimi 12 mesi è la terza volta che accade dopo Rublev a Umago e Leonardo Mayer ad Amburgo). Adesso il bilancio complessivo delle finali italiane nel circuito maggiore ammonta a 150, purtroppo sfavorevole nel rapporto vittorie/sconfitte: 58 i trofei sollevati, 92 i runner-up.

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ATP Sofia: Musetti esce tra i rimpianti, Huesler firma l’impresa e vola in finale

Lorenzo Musetti concede appena una palla break in tutto l’arco della partita, fatale, dopo essersi fatto rimontare da 5-1 nel tie-break del primo set. Sfuma sul nascere il sogno di una finale tutta italiana

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M. A. Huesler b. [4] L. Musetti 7-6 (5) 7-5

Marc-Andrea Huesler aggiunge un altro tassello alla sua settimana da sogno, eliminando anche la testa di serie numero 4 dopo aver sorpreso la numero 2 (Carreno Busta, al secondo turno). Una prestazione maiuscola da parte sua, dominante al servizio e brillante anche da fondo campo, che da lunedì gli varrà il best ranking al numero 74 (guadagnerebbe altre dieci posizioni in caso di titolo). Per Lorenzo Musetti, in ogni caso, restano grandi rimpianti, specialmente per non essere riuscito a concretizzare un vantaggio di 5-1 nel tie-break del primo set. La semifinale al Sofia Open consente comunque all’azzurro di centrare il suo best ranking: da dopodomani sarà 26esimo nella classifica ATP.

IL MATCH – La partenza di Musetti è folgorante, mettendo a referto due ace e due dritti vincenti nel primo game del match e facendosi subito minaccioso in risposta. Scosso dall’avvio brillante del suo avversario, Huesler deve subito rimontare nei suoi primi due turni di battuta. Affidandosi ad un’ottima prima – talvolta seguita anche a rete – è però molto bravo a recuperare in entrambi i casi da 15-30, salendo sul 2-2. La testa di serie numero quattro concede la miseria di un punto nei suoi primi tre game al servizio, muovendo bene lo svizzero e comandando le operazioni fin da inizio scambio. Ad avere la prima mini-occasione dell’incontro è proprio il numero 95 del ranking, che riesce ad arrampicarsi fino ai vantaggi nel settimo game, pur senza procurarsi nessuna palla break.

 

Abbandonati i leggeri timori di inizio partita, anche Huesler comincia a macinare punti in battuta, concedendo appena tre “quindici” nei quattro turni di servizio che gli servono per arrivare al tie-break. Non può essere diversa, infatti, la risoluzione di un primo set rapido, piacevole ed estremamente equilibrato. Musetti strappa subito un mini-break grazie ad un’ottima risposta nei piedi del suo rivale, concretizzata poi con un facile passante lungolinea di rovescio. L’italiano viene a prendersi a rete i due punti successivi, portandosi sul 4-1. Il parziale sembra ormai compromesso per lo svizzero, che con un doppio fallo concede un secondo mini-break, finendo sotto 1-5. Da quel momento, però, il 20enne di Carrara spegne la luce, perde gli ultimi sei punti giocati e deve cedere 7-6 (5) la prima frazione.

Decisivi, suo malgrado in negativo, sono due gratuiti di dritto e un doppio fallo che Musetti concede nei suoi ultimi tre mini-turni di servizio. Dettagli pesantissimi, in un set comunque molto ben giocato, che consentono a Huesler prima di rientrare in gioco, quindi di mettere la freccia e conquistare l’intera posta in palio. È un vero peccato per il numero 30 del mondo, anche perché al cambio campo l’espressione dello svizzero era evidente: neanche lui sembrava credere di poter vincere quel tie-break. L’avvio di secondo parziale, se possibile, è ancora più rapido del primo. Ad eccezione di qualche buon guizzo a rete e una SABR di federeriana memoria dell’attuale n°1 svizzero, sono i servizi a farla da padrone.

Dopo neanche mezz’ora il secondo set entra nella fase calda e, sul 4-4, per la prima volta nel match Huesler viene trascinato ai vantaggi, anche per via di due vincenti fantastici del suo avversario (un dritto in risposta e un passante di rovescio incrociato). È il game delle prime volte, dato che il numero 95 ATP concede anche la prima palla break dell’incontro, cancellata però con un meraviglioso serve&volley – seguendo la seconda – finalizzato con una volée in contropiede difficilissima. Musetti gioca senza dubbio il miglior turno di risposta della sua partita, impreziosito da alcune perle con il rovescio che, però, non bastano.

Nel dodicesimo gioco, quando tutto sembra apparecchiato per un nuovo tie-break, Musetti incappa nuovamente in un doppio fallo sanguinoso. Arrivato infatti sul 30-30, vale la prima palla break della partita per Huesler, che equivale anche ad un match point. Con una gran risposta lo svizzero sugella una prestazione maiuscola (spiccano 10 ace, 24 vincenti e 83% di punti vinti con la prima) e agguanta la vittoria più importante della sua carriera, raggiungendo la finale. Ora attende di conoscere chi tra Jannik Sinner e Holger Rune sarà il suo avversario domani.

Il tabellone completo dell’ATP250 di Sofia

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ATP Astana: Alcaraz e Medvedev guidano il tabellone, Tsitsipas e Djokovic tds n.3 e 4

L’unico italiano al via in Kazakistan sarà Jannik Sinner. L’altoatesino, dopo aver sbrigato la faccenda Sofia, sarà ai nastri di partenza del ‘500’ asiatico. Luca Nardi avanza nelle qualificazioni

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Carlos Alcaraz - US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)

Un main-draw ricchissimo, quello che presenta il nuovo Astana Open – al via lunedì 3 ottobre, sui campi del National Tennis Centre, che ospita anche tutti gli incontri casalinghi della squadra kazaka di Davis: a propositivo di questo, ci ricordiamo in tal senso un ottavo del World Groupe 2015 in cui l’Italia fu sconfitta, ahi noi, per 3-2 – con addirittura 6 membri della Top Ten mondiale, che saranno al via del torneo. Un parco partecipanti che potrebbe sorprendere nonostante i tanti appuntamenti dello swing cinese, cancellati a causa delle ancora limitanti norme anti pandemiche in essere nel Paese asiatico – dove fra l’altro oggi è Festa Nazionale -, debbono necessariamente essere sostituiti per poter garantire ai giocatori lo stesso numero di punti ATP che in una situazione normale, con un calendario non stravolto, sarebbero conquistabili.

In realtà, però, non lasciano basiti più di tanto i nomi roboanti che si daranno battaglia nella prossima settimana, ai nastri di partenza, poiché da quest’anno l’evento di scena in terra kazaka ha compiuto un salto di qualità. Per la prima volta, nella sua breve storia, difatti il torneo che si svolge nell’ex Nur Sultan – breve digressione sulla denominazione della capitale kazaka: dal 1997 al 2019 è stata conosciuta come Astana, poi il 23 novembre 2019 tramite decreto presidenziale venne rinominata Nur Sultan in onore del Presidente uscente. Ma, nel 2022 su iniziativa parlamentare è stata ripristinata la vecchia denominazione -, si presenterà come un ATP 500.

IL TABELLONE DELL’ATP 500 DI ASTANA

 

CARLOS E DANIIL I PRINCIPALI FAVORITI – Se poi si va più in profondità, andando a scovare l’origine della nascita di questo torneo, ci si accorge che l’evento, geograficamente situato a cavallo tra l’Asia e l’Europa, sia soltanto alla sua terza edizione. E che in un certo senso non avrebbe mai avuto vita se non si fosse abbattuta sull’intero globo la piaga della Pandemia, visto che l’ATP di Astana – allora Nur Sultan – ha fatto il suo ingresso nel Calendario internazionale nel 2020, come evento ‘250’. Dopo i trionfi di Millman e Kwoon, però come detto, nell’edizione 2022 il parterre sarà di tutt’altro peso.

A guidare il tabellone sarà il n. 1 della classifica mondiale Carlos Alcaraz, un bel biglietto da visita avere il capofila del movimento tennistico alla “prima” nella nuova veste, subito a ruota un Daniil Medvedev voglioso di riscatto e reduce dalle polemiche con il pubblico francese a Metz. Il 19enne murciano, al rientro dopo la parentesi agro-dolce vissuta in Davis, avrà però un esordio alquanto complesso ed esigente trovandosi dall’altra parte della rete il rampante Holger Rune. I due, entrambi classe 2003 già affrontatisi nei Round Robin delle Nex Gen Finals milanesi dello scorso anno, daranno certamente vita ad una sfida molto spettacolare. L’unica incognita risiede nelle condizioni del danese, oggi impegnato nella semifinale di Sofia ed opposto a Jannik Sinner, ma conoscendo bene le abilità da stacanovista del vichingo di Copenaghen non dovrebbero esserci problemi sul piano della stanchezza. Decisamente più semplice il debutto per il n. 4 del ranking ATP, il russo se la vedrà con il terraiolo catalano Albert Ramos-Vinolas.

UN GRECO E UN SERBO, AD INCALZARE DALLA RETROVIE – Nella parte alta del tabellone, verso un’ipotetica semifinale contro Carlitos, l’altra testa di serie di rifermento oltre al prodigio iberico sarà Stefanos Tsitsipas. Il greco non vive certamente un momento felice, ancora una volta in Laver Cup ha dimostrato di tremare quanto la posta in palio è di quelle veramente pesanti, ma dovrebbe assorbire nuova linfa in termini di fiducia, per ritornare ad esprimersi al meglio, grazie alla quarta qualificazione consecutiva alle Finals torinesi arrivata per una serie di risultati favorevoli materializzatisi a Seoul. Ai trentaduesimi per Tsitsi, ci sarà il veterano di casa Mikahil Kukushkin, omaggiato di un wild-card, avversario sicuramente da prendere con le pinze ma che ormai sembra aver smarrito lo smalto dei tempi migliori.

IL TABELLONE DELL’ATP 500 DI ASTANA

Diversamente, fare compagnia all’orso russo nella parte bassa sarà compito del 21 volte campione Slam Novak Djokovic. Il 35enne serbo, che nella giornata odierna affronterà – un altro russo – Roman Safiullin per centrare la finale a Tel Aviv, entrato in tabellone all’ultimo grazie ad un invito concessogli dagli organizzatori – perché non iscritto al torneo – da tds n. 4 inizierà la propria campagna kazaka opposto al quartofinalista dell’ultimo Wimbledon Cristian Garin.

TUTTI A CACCIA DI PUNTI PER LE FINALS – A completare il lotto ci sono altre tre teste di serie al via: Andrey Rublev, Hubert Hurkacz e Felix Auger-Aliassime . Il 24enne di Mosca e il polacco, rispettivamente quinto e settimo favorito alla vittoria finale, vanno caccia di punti vitali per conquistare la qualificazione al Masters di fine anno. Il n. 9 ATP fronteggerà, per iniziare, un qualificato; mentre Hubi avrà di fronte nei trentaduesimi di finale l’argentino Francisco Cerundolo – che ben si è comportato in Davis -. Il canadese ottava forza del tabellone, invece, esordirà in un match dagli spunti tecnici alquanto intriganti contro il valenziano Roberto Bautista-Augut. Due tennisti, che non solo hanno in comune il fatto di possedere il doppio-cognome, ma anche per certi versi un stile simile. Sicuramente la pesantezza di palla sia del dritto che del servizio in dote al giocatore di origini togolesi, dovrebbero varcare il solco in termini di cilindrata; ma se dovesse calare anche solo di poco nella spinta o nella precisione, Roberto certamente non farebbe prigionieri. Il Felix però ammirato con addosso la maglietta rossa del Resto Del Mondo, è un cliente che nessuno vorrebbe incrociare.

L’ITALIA SOGNA LA PRESENZA DI UN ALTRO AZZURRO – Ah ovviamente vi starete chiedendo se non manchi una testa di serie. Certo che manca, è quella del nostro Jannik Sinner. Il kid della Val Pusteria, dopo che cercherà fino alla fine di far man bassa in Bulgaria, si dirigerà in Kazakistan per affrontare l’erbivoro Oscar Otte. Sulla carta dovrebbe essere l’unico azzurro impegnato all’Astana Open, ma potrebbe non essere così. Luca Nardi infatti, nella mattinata odierna, ha superato il coetaneo serbo Hamad Medjedovic (n. 255 ATP) per 6-1 6-3 in quasi un’ora e dieci di match. Una partita che è stata il remake di quanto accaduto cinque anni fa nella finale del Les Petits As – il campionato del mondo under 14, che si svolge nella cittadina di Tarbes a venti chilometri da Lourdes -, dove a trionfare fu ancora l’azzurro. Ora per accedere al quarto main-draw della carriera, se la dovrà vedere con la tds n. 1 delle quali David Goffin. Un impegno sicuramente molto arduo, ma il 19enne pesarese – n. 151 del mondo – forte del suo seed di n. 7 proverà a regalarsi un’altra gioia dopo Anversa, Roma ed Amburgo.

IPOTETICI QUARTI DI FINALE, SE LE TESTE DI SERIE DOVESSERE ESSERE RISPETTATE –

[1] C. ALCARAZ – [5] A. RUBLEV

[3] S. TSITSIPAS – [7] H. HURKACZ

[6[ J. SINNER – [4/WC] N. DJOKOVIC

[8] F. AUGER-ALISSIME – [2] D. MEDVEDEV

IL TABELLONE DELL’ATP 500 DI ASTANA

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ATP Seul: la finale sarà tra Shapovalov e Nishioka

Il canadese continua il suo cammino in Corea del Sud e vince in due set contro Brooskby. Nishioka sconfigge il lucky loser Kovacevic al terzo set

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Denis Shapovalov - US Open 2022 (foto Twitter @tenniscanada)

Due semifinali caratterizzate da bel gioco, ottimi scambi per la gioia del pubblico coreano presente negli spalti, hanno delineato i due contendenti che si sfideranno nell’ultimo atto dell’Eugene Korea Open Tennis Championships, torneo ATP 250 in corso di svolgimento al Seoul Olympic Park Tennis Center. A giocarsi il titolo nella capitale coreana saranno il canadese Denis Shapovalov e il giapponese Yoshihito Nishioka. La finale tra il ventitreenne canadese e il ventiseienne giapponese non sarà una sfida inedita. I due mancini, infatti, si sono già affrontati nel lontano 2018 a Shenzen, con la vittoria di Nishioka in tre set. Chiunque dei due si aggiudicherà il torneo di Seul conquisterà il secondo titolo della propria carriera.

IL TABELLONE DEL ATP 250 DI SEOUL

[4] D. Shapovalov b. [8] J. Brooksby 7-5 6-4

 

In una stagione sinora avara di soddisfazioni, il viaggio in Estremo Oriente regala il primo sorriso a Denis Shapovalov. Il tennista canadese, attuale numero 24 del ranking mondiale, ha la meglio in due set sullo statunitense Jenson Brooksby e conquista la prima finale stagionale, la quinta in carriera. Ultimo atto del torneo di Seul raggiunto grazie ad una settimana giocata ad ottimi livelli, come dimostrato dal percorso che lo ha visto arrivare in finale senza perdere un set.

Un match molto equilibrato che ha visto entrambi soffrire con la seconda di servizio (poco più del 50% di punti portati a casa) e che ha visto il canadese trionfare grazie alla maggiore solidità nei punti decisivi e alla maggiore aggressività che ha pagato, nonostante i troppi errori (26 non forzati a fronte di 22 vincenti).

Primo set caratterizzato da diversi break. Brooksby è stato il primo a fuggire via portandosi sul 3-1, ma la rimonta del canadese non si è fatta attendere. Shapovalov ha strappato per ben due volte all’avversario issandosi sino al 5-3. Chiamato a servire per il set, il canadese forza la seconda e commette 3 doppi falli a cui si somma un rovescio fuori in lunghezza che rimettono Brooksby in gara, rendendo il canadese sempre più nervoso. In risposta è tutta un’altra musica, Shapovalov breakka ancora lo statunitense e sul 6-5 si ritrova nuovamente a servire per il set. Il canadese si issa sul 40-0 ma al momento di chiudere cominciano gli errori. Un dritto e un rovescio larghi vanificano i due set point. La terza occasione, tuttavia, è quella buona con il recupero di Brooskby sull’attacco di dritto che finisce fuori.

Secondo set molto più lineare che segue l’andamento dei servizi sino al 4-4. Il break decisivo arriva nel nono game. Buoni scambi alternati ad errori di lunghezza, vedono Brooksby non chiudere sulla palla game per poi venire punito da due brutti errori, prima di dritto e poi di rovescio. Come il primo set quando si tratta di chiudere la mano di Shapovalov trema. Il canadese sciupa due match point ma alla terza occasione chiude con una prima vincente.

IL TABELLONE DEL ATP 250 DI SEOUL

Y. Nishioka b. [LL] A. Kovacevic 6-3 4-6 6-3

Match ad alta intensità la seconda semifinale del torneo di Seul con Aleksandar Kovacevic on fire pronto a fabbricare vincenti e Nishioka efficace nel modo di giocare con pochi errori.  Lo statunitense, entrato in tabellone come lucky loser e alla sua prima semifinale in carriera, non trema per nulla per l’emozione e fa capire subito come il servizio sia un’arma molto pericolosa (10 ace a fine incontro). Nonostante ciò, è lui il primo a dover fronteggiare due palle break, la prima annullata con servizio e dritto la seconda con una prima vincente. Il match è molto gradevole, entrambi giocano a viso aperto a vantaggio dello spettacolo visto la pioggia di vincenti (saranno 42 quelli di Kovacevic a fine match, 22 quelli di Nishioka).

Kovacevic gioca sulle ali dell’entusiasmo, usa bene il dropshot e si muove ovunque in campo. Tutto ciò non scalfisce la solidità di Nishioka. Infatti, nel quinto game arriva il break che certifica la maggior consistenza del giapponese. Nishioka ricama la palla col dritto e gioca molto di anticipo, facendo correre il suo avversario con l’obiettivo di riprendere subito le redini dello scambio respingendo lo statunitense a fondo campo.

Nel nono game la crescita del giapponese porta lo statunitense a strappare un po’ i colpi. Un dritto fuori misura di Kovacevic regala due set point a Nishioka. Il nipponico sciupa il primo con uno dei pochi errori del primo set, Kovacevic con un ace annulla il secondo. È solo questione di tempo, arriva una terza occasione e Nishioka punisce il posizionamento non corretto di Kovacevic a rete per portare a casa il primo set.

IL TABELLONE DEL ATP 250 DI SEOUL

Nonostante il primo parziale sia finito nelle mani di Nishioka, lo statunitense non si perde d’animo e cerca ancora di più di giocare aggressivo soprattutto in risposta, cercando l’approccio a rete e di mettere pressone al nipponico che inizia a commettere qualche errore, sebbene saranno 5 gli errori non forzati in tutto il match. Nishioka, che non aveva dovuto affrontare nessuna palla break nel primo set, cede il servizio nel quinto game. Kovacevic è sempre più solido al punto da trovarsi con due set point a sua disposizione. Il numero 222 li sciupa entrambi con un doppio fallo e un dritto a rete. Solo alla quarta occasione Kovacevic mette il sigillo sul set e porta il match al parziale decisivo.

Terzo set che vede Nishioka ritornare quello del finale di prima partita, con le giuste accelerazioni che fanno correre l’avversario e gli valgono due palle break già nel secondo game. La prima viene sciupata malamente ma la seconda viene convertita con l’ennesima accelerazione di rovescio che poi lo porta a chiudere a rete, con grande facilità.

Nishioka è dominante con il rovescio che pennella punti che strappano applausi al pubblico coreano, issandosi agilmente sul 4-1. Kovacevic, tuttavia, non ha intenzione di abbandonare il match. Nel settimo game nonostante Nishioka sia straordinario in difesa, obbligandolo a rifare il punto più volte, con un dritto vincente sfrutta la palla break e recupera lo svantaggio. Il giapponese non ha nessuna intenzione di mollare e gioca un game straordinario in risposta breakkando a zero l’avversario, per poi chiudere 6-3 in un’ora e cinquantaquattro minuti di gioco, per la sua seconda finale stagionale dopo quella persa a Washington.

IL TABELLONE DEL ATP 250 DI SEOUL

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