Mondo Challenger: Millman ritorna (ancora) in top 100, Berrettini quasi

Matteo vince a Bergamo il secondo titolo Challenger in carriera e ora è a un passo dalla top 100. Millman supera l'ennesimo guaio fisico e vi rientra. Novikov esulta in Messico

Mondo Challenger: Millman ritorna (ancora) in top 100, Berrettini quasi
Matteo Berrettini - ATP Challenger Bergamo 2018 (foto Antonio Milesi)

Bergamo (Italia, $64.000, cemento indoor) – [1] M. Berrettini b. S. Napolitano 6-2 3-6 6-2

Dell’ennesima riuscitissima edizione del trofeo Parrel- FAIP (2500 spettatori accorsi domenica per il derby finale) abbiamo avuto modo di parlare diffusamente durante la settimana, dunque in questa sede non ci resta che diffondere ulteriore compiacimento per il successo di Matteo Berrettini: il ragazzo romano ha centrato a Bergamo il secondo titolo a livello challenger dopo quello messo in bacheca la scorsa estate a San Benedetto del Tronto, onorando la prima testa di serie in dotazione e mostrando notevoli progressi soprattutto in termini di tenuta mentale: valgano come esempi le partite di finale (contro Napolitano) e semifinale (opposto a Zopp): vinto in entrambi casi il primo set tutto sommato agevolmente, Matteo si è visto sfilare inopinatamente di tasca il secondo, salvo riprendere a marciare sicuro nella decisiva partita, sempre vinta con autorità. Berrettini fa il balzo in classifica che pone l’annata sotto una nuova luce: da ieri è seduto alla poltrona numero 104 del ranking ATP, sesto italiano una sola posizione alle spalle di Marco Cecchinato. Oggi sarebbe l’ultimo giocatore a entrare di diritto nel tabellone principale del Roland Garros. La sensazione? Quest’anno ci farà divertire.

 

Morelos (Messico, $50.000, cemento) – [3] D. Novikov b. C. Garin 6-4 6-3

Terzo titolo challenger in carriera – il primo dal 2015 – per Dennis Novikov, che ha intascato la quinta corona del Morelos Open Credito Real imponendo ai rivali un dominio piuttosto netto: nei cinque incontri disputati l’americano di Mosca ha concesso agli avversari appena un set, bastonando in appena settanta minuti Christian Garin nell’ultimo atto. A Cuernavaca si è rivisto Thanasi Kokkinakis, il quale ha inteso condurre in Messico il solito bagaglio di fortune quantomeno alterne: nel finale dell’incontro di quarti contro il primo favorito del seeding Andrej Martin, Kokkinakis, appena tornato a frequentare il circuito dopo il milionesimo infortunio della sua ancor giovane carriera, si è girato una caviglia in modo preoccupante, riuscendo comunque a chiudere in suo favore l’incontro grazie a due consecutivi ace negli ultimi due punti. Nondimeno, il ventunenne di Adelaide non è riuscito a scendere in campo il giorno successivo nel match di semifinale programmato contro il coetaneo Garin, facendo temere a tutti il peggio. Il bersagliatissimo Thanasi può consolarsi con il ritrovato posto tra i primi 200 ATP (da ieri è numero 199) e con la wild card che lo aspetta ad Acapulco (dov’è stato sorteggiato al primo turno contro Sasha Bublik). Sempre che la iella non ci metta di nuovo lo zampino.

Kyoto (Giappone, $50.000, cemento indoor) – [1] J. Millman b. [2] J. Thompson 7-5 6-1

Anch’egli australiano, anch’egli abbonato alle infermerie del circuito mondiale, John Millman si è fatto ricostruire una spalla nel 2013, prima che un noioso infortunio all’inguine lo spingesse fuori dai primi duecento della graduatoria lo scorso anno. Provvisto di pellaccia dura, John si è rifatto ancora una volta una classifica e ridato lustro alla bacheca, grazie al decimo trofeo challenger in carriera sollevato domenica a Kyoto, bissando il successo giapponese ottenuto nel 2013. In una finale tutta aussie e senza troppa storia, Millman ha battuto il sodale Jordan Thompson, quest’ultimo reduce dal successo della settimana corsa a Chennai. Il giocatore originario di Brisbane da ieri ha ritrovato un posto tra i primi 100 piazzandosi al numero 93: dal gennaio del 2017 non si trovava così in alto nel ranking ATP.

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