Moya non fa drammi: “Rafa è umano, può capitare di perdere”

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Moya non fa drammi: “Rafa è umano, può capitare di perdere”

L’ex n.1 al mondo ha ricordato come anche l’anno scorso Nadal perse contro Thiem a Roma. Ma sappiamo tutti come è andata a finire a Parigi

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Nonostante l’inattesa sconfitta contro l’austriaco Dominc Thiem tra le mura amiche di Madrid, nel clan di Rafa Nadal regna la tranquillità. A mandare questo messaggio è stato Carlos Moya, suo attuale allenatore nonché grande amico, subito dopo la partita. “Questo è lo sport”, ha dichiarato Moya, cercando di “umanizzare” il re della terra battuta,  “La gente prende un sacco di cose per scontate. Vedono solo il giocatore, non vedono l’uomo che ci sta dietro”. Secondo l’ex n.1 al mondo, l’eccessivo nervosismo di Rafa e un’eccezionale prestazione di Thiem sono la spiegazione del risultato negativo del match. “Tutti hanno esitazioni, tutti passano dei momenti in cui si sentono nervosi”, ha proseguito, “Si è innervosito alcune volte durante la scorsa stagione ma ha trovato la maniera di superare queste situazioni. Oggi non ci è riuscito. Anche a causa del suo avversario che ha giocato benissimo”.

Moya ha anche rivelato che fin dal riscaldamento della mattina Rafa gli era sembrato un po’ nervoso e poco in palla. Ma che non aveva fatto troppo caso a questo dettaglio. “Il riscaldamento non è stato buono oggi”, ha sottolineato, “Cerco di non dare importanza alla maniera in cui si riscalda di mattina ma oggi siamo stati in campo un po’ più a lungo di quanto perché vedevo che era nervoso e non era soddisfatto della maniera in cui colpiva la palla. Ho avuto queste sensazioni la mattina ma in tante occasioni non ha fatto un buon riscaldamento e poi ha giocato un’ottima partita e viceversa”.

Questa sconfitta è un passo indietro nella marcia del fenomeno iberico verso l’11esimo Roland Garros? “Non penso. Non lo è per noi almeno”, risponde fermamente Moya. Anche l’anno scorso Rafa perse una sola partita nei tornei di preparazione allo slam parigino, sempre contro Thiem, sempre nei quarti di finale, però agli Internazionali d’Italia. Tuttavia a Bois de Boulougne triturò come al solito tutti i suoi avversari, vincendo il torneo senza perdere un solo set. Il vincitore del Roland Garros 1998 non esita a rammentare il precedente ai giornalisti ma indirettamente anche agli atri pretendenti al secondo Major stagionale. “Forse i suoi avversari ora sanno che hanno una chance di batterlo”, ha detto Moya, “Ma sapevamo che sarebbe stata dura vincere tutti i tornei su terra. Sapevamo che questo sarebbe potuto accadere. È successo l’anno scorso a Roma e poi lui ha giocato in maniera fantastica al Roland Garros”. Che la storia sia destinata a ripetersi?

 

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Sinner si arrende a Thiem: l’austriaco sfiderà Berrettini nella finale del Bett1 Aces di Berlino

Berrettini fa una prodezza di rovescio e vola in finale, Sinner ne fa una in tuffo ma perde, Thiem troppo più solido ed esperto di Jannik

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Bene ma non benissimo Jannik? No, più che altro aveva di fronte il numero tre del mondo che appare già in forma smagliante, e non potrebbe essere altrimenti con tutte le partite che ha giocato da quando il tennis è timidamente ripreso tra campionati nazionali ed esibizioni. Sinner è stato sconfitto in due set da Dominic Thiem nella semifinale del Bett1 Aces di Berlino, evento di esibizione che si sta disputando sull’erba, con il punteggio di 6-3 7-6.

Primo set condotto con autorevolezza da Thiem, secondo con qualche patema in più, ma alla fine la caselle delle palle break concesse dall’austriaco è rimasta intonsa. Otto anni di esperienza sono tanti, forse troppi da annullare specie su una superficie che non ammette troppe chance di recupero quando si perde il servizio. Sinner è riuscito ad arrivare immacolato al tie-break del secondo set, dopo aver ceduto il servizio una volta nel primo, ma nonostante un gran punto in tuffo si è dovuto arrendere alla solidità di Thiem nel tie-break.

Thiem affronterà solo italiani in questo mini-torneo, poiché in finale sarà opposto a Matteo Berrettini. Recente vincitore dell’Ultimate Tennis Showdown, Berrettini ha sconfitto nuovamente Bautista Agut (già battuto pochi giorni fa al Thiem’s 7 di Kitzbuhel) ma questa volta in rimonta (4-6 6-3 10-6) e con qualche difficoltà in più. L’italiano ha confermato il suo ottimo stato di forma e i pochi presenti sugli spalti hanno potuto assistere dal vivo a una sua grande prodezza.

Il torneo maschile si concluderà domani con la finale tra Thiem e Berrettini, mentre quello femminile sarà conteso da Svitolina e dalla vincitrice della seconda semifinale, in cui si sfidano Kvitova e Bertens.

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365 giorni dopo i due match point falliti da Federer contro Djokovic nella finale di Wimbledon

Scegliete il ricordo che fa al caso vostro, in base al grado di nostalgia che provate per la finale di Wimbledon 2019

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Novak Djokovic e Roger Federer - Wimbledon 2019 (via Twitter, @ATP_Tour)

Chi l’avrebbe mai detto che, a distanza di un anno, quel dritto steccato di Federer sarebbe rimasto l’ultimo punto ufficiale giocato sul centrale di Wimbledon. Nessuno avrebbe potuto prevedere la pandemia, evenienza per cui l’organizzazione dei Championships si è fatta paradossalmente trovare pronta grazie alla preziosa assicurazione stipulata.

Invece è stato così, e 365 giorni dopo i due match point falliti da Federer e il trionfo di Djokovic, il quinto sui prati di Wimbledon, ci troviamo con un po’ di magone a ricordare questa ricorrenza perché orfani del tennis da diversi mesi.

C’è poco da scrivere che non si sia già scritto, e quindi – per chi ha voglia di riaprire la ferita, se tifa Federer, o di rivivere un’immensa gioia, se tifa Djokovic – vi lasciamo qui qualche link per rivivere quelle cinque, storiche, ore di gioco. Ve ne lasciamo tre, in base al grado di nostalgia del tennis con cui vi ritrovate a combattere.

 

1 – UNA CLIP, UNA CANZONE, UNA DIDASCALIA (NOSTALGIA LIEVE)

2 – LA CRONACA DELLA FINALE (NOSTALGIA MODERATA)

3 – LA FINALE INTERA (NOSTALGIA: ELEVATA)

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L’edizione 2020 dell’ATP 500 di Basilea, già priva di Federer, è stata cancellata

Salta il primo evento della stagione indoor 2020. Con lo swing asiatico al rischio, sarà difficile avere una preparazione adeguata per le Finals di Londra

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Roger Federer - Basilea 2018 (foto di Gaston Szerman)

Era un po’ il segreto di Pulcinella, già da quando il nuovo calendario è stato ufficializzato, ma adesso la notizia è ufficiale. Il primo torneo della stagione indoor 2020 è saltato e si tratta dell’ATP 500 di Basilea che ha già dato appuntamento al 2021.

Nel percorso di avvicinamento che condurrà, auspicabilmente, alle Finals di Londra mancherà dunque l’appuntamento svizzero, già in bilico da quando nel bel mezzo della pandemia la sua stella Roger Federer aveva dichiarato forfait dichiarandosi indisponibile per tutti gli eventi del 2020. Questa motivazione, assieme alla difficoltà di riempire l’impianto anche solo parzialmente con il pubblico, ha indotto gli organizzatori e il direttore del torneo Roger Brennwald a rinunciare all’organizzazione della 50° edizione del torneo.

Nel comunicato diffuso sul sito ufficiale del torneo circa un mese fa, si leggeva l’intenzione di aprire un tavolo di discussione con l’ATP palesando la propria preferenza per la cancellazione dell’evento, circostanza che si è poi verificata. Nel corso di queste settimane, sono attese notizie anche sugli eventi di Vienna e Bercy – che sembrano più propensi al sì – laddove l’intero swing asiatico sembra a forte rischio a causa del provvedimento del governo cinese che ha cancellato i principali eventi sportivi internazionali del 2020. A pagarne le conseguenze sarebbero proprio le Finals di Londra, che si ritroverebbero prive (o quasi) di eventi di preparazione.

 

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