Sonego e Baldi, a Roma si suona la prima. Fuori Wawrinka e Giorgi – Ubitennis

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Sonego e Baldi, a Roma si suona la prima. Fuori Wawrinka e Giorgi

ROMA – Lorenzo rimonta Mannarino, prima vittoria in un 1000. Per Baldi sarà il primo main draw ATP della carriera. Camila eliminata dall’americana Collins, Stan out in due

Stefano Tarantino

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da Roma, il nostro inviato

Inizia nel migliore dei modi l’avventura degli italiani agli Internazionali d’Italia. Lorenzo Sonego, nr. 142 del ranking ATP, supera in tre set (ed in rimonta) il francese Adrian Mannarino ed accede per la prima volta al 2° turno di un Masters Series. Esponenziale negli ultimi anni la crescita del tennista piemontese, già a Roma con una wild card nel 2016 (battuto dopo un’aspra battaglia dal portoghese Sousa poche settimane fa vincitore all’Estoril) e battuto dopo un’altra lunga partita nelle qualificazioni l’anno scorso da Almagro. Se a questo aggiungiamo la prima vittoria in un challenger a ottobre del 2017 (ad Ortisei), la prima vittoria in uno slam a gennaio di quest’anno (battuto Haase agli Australian Open) e da ultimo la vittoria del torneo delle prequalificazioni di Roma (che gli hanno permesso di avere una wild card nel main draw) possiamo dire che a 23 anni (compiuti due giorni fa) Lorenzo Sonego ha iniziato la marcia verso il tennis che conta che speriamo possa regalargli e regalarci come appassionati grandissime soddisfazioni. Una partita cominciata in salita quella con Mannarino che però ha avuto il torto di non chiuderla nel secondo parziale e permettere al tennista italiano di acquisire fiducia ed autorevolezza. Il francese ha praticamente finito la benzina dopo il secondo set perso al tie break e lì è stato bravo Sonego a non voltarsi mai indietro. Ora al secondo turno avrà uno tra l’americano Querrey ed il tedesco Gojowczyk, sicuramente avversari non impossibili.

All’impresa di Lorenzo Sonego si aggiunge circa un’ora dopo quella di Filippo Baldi, che nel turno decisivo delle qualificazioni batte dopo oltre due ore e mezzo di battaglia lo spagnolo Garcia-Lopez, nr. 69 del ranking ATP (l’azzurro gli era dietro di ben 299 posizioni). Una partita tutta da godere, con scambi tecnicamente apprezzabili ed estenuanti, con entrambi i contendenti che non si sono mai risparmiati. Onore al merito a Filippo Baldi che ha tenuto per tutto il match un atteggiamento costruttivo, cercando sempre di fare lui la partita. Mai visti tanti serve & volley sulla terra in una sola partita, la tattica del tennista italiano ha ampiamente pagato, tenendo anche conto che ieri era stato oltre 3 ore in campo contro l’ungherese Fucsovics e che oggi ha giocato con una lucidità tattica impressionante. Insomma, due raggi di sole nel panorama delle nuove generazioni del tennis italiano.

 

Lorenzo Sonego – Roma 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

 

LA RIMONTA DI SONEGO – Cielo abbastanza coperto, il sole ogni tanto fa capolino, molti spazi vuoti sugli spalti del Centrale, Sonego vince il sorteggio e sceglie di ricevere. 10 minuti di gioco e Mannarino vola subito sul 3-0, le oltre 100 posizioni di differenza in classifica si vedono subito. Sonego finalmente entra in partita, le sue prime viaggiano oltre i 210 km/h, i game si fanno più combattuti. L’italiano ha una palla break sul 2-4 ma se la gioca malissimo mettendo un banale rovescio in rete. Mannarino nel game successivo centra il break a zero e chiude il set 6-2 dopo appena 32 minuti. Il francese ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo, Sonego fa poco per impensierirlo, poca continuità e colpi che non trovano profondità.

Il secondo set inizia all’insegna della regolarità, sino al 2-2 nessun sussulto. Nel quinto gioco è bravo Sonego a trovare un paio di accelerazioni di diritto e una buona risposta, Mannarino accusa il primo vero passaggio a vuoto e cede la battuta. Sonego ora è in fiducia, il diritto viaggia e fa male, il rovescio invece è ancora poco pericoloso. Nell’ottavo game l’azzurro incappa in un paio di gratuiti e Mannarino da giocatore più esperto ne approfitta subito, controbreak per il 4-4. Nel game successivo Sonego va 0-30 ma il francese ancora una volta fa valere la sua maggiore esperienza e tiene la battuta. Sonego serve due volte per rimanere nel set ma si salva con grande autorevolezza aiutandosi non poco con il servizio. Si va al tie break, ogni tanto il vento taglia il campo e dá un po’ di fastidio ai giocatori, il pubblico prova a spingere il suo beniamino. Sonego scappa subito avanti di un minibreak ma Mannarino lo recupera sul 2-2. Sonego gioca con gran sicurezza, Mannarino non riesce a far valere la sua miglior classifica. Arriva il primo rovescio vincente di Sonego ed è minibreak, 5-4 e due servizi per l’azzurro. Occasione prontamente sfruttata, Sonego va 6-4 e con il quarto ace del match chiude il set. Il pubblico ora più numeroso gioisce, sulle note di Alvaro Soler Mannarino si prende una pausa fisiologica.

Si riparte con Sonego al servizio, Mannarino sembra un po’ a corto di energie, i suoi colpi non fanno più male, Sonego mostra grande autorità e aggressività. La partita è girata, arriva alla terza occasione il break del piemontese nel quarto gioco, Sonego sale 3-1 e servizio. Il nr. 147 del mondo ha il match in pugno, basta non tremare e mantenere la barra dritta. Mannarino di diritto oramai la appoggia solo dall’altra parte, Sonego invece picchia con lo stesso colpo e anche con il rovescio trova maggiore profondità. Il momento topico arriva nel settimo game che nel tennis è sempre quello della verità. Complice un doppio fallo l’azzurro regala una palla del controbreak ma con il servizio, la vera arma in più dell’ italiano oggi (6 ace e molte prime vincenti) si salva e tiene la battuta. Altro piccolo momento di paura nel nono gioco, Sonego serve per il match e va sotto 15-30, ma due gratuiti di diritto di Mannarino e l’ennesimo servizio vincente gli regalano il tripudio del pubblico romano e la prima vittoria in un Masters 1000.

IL CORAGGIO DI BALDIFilippo Baldi è chiamato ad un’impresa titanica sulla carta, quella di battere un avversario che è 299 posizioni avanti a lui, che sulla terra è un vecchio marpione e soprattutto cercare di farlo dopo aver speso ben 3 ore e 10 minuti ieri contro l’ungherese Fucsovics, insomma un Everest da scalare. Ma il tennista lombardo ha dimostrato grinta e coraggio da vendere e si confida sul fatto che si possa ripetere anche oggi. Guillermo Garcia-Lopez è nr. 69 ATP e parte subito con il piede giusto. Baldi appare un po’ giù di tono, break in apertura e 2-0 e poi 3-1 per lo spagnolo. Gli scambi sono di primissimo livello, Baldi cerca di essere aggressivo ma Garcia-Lopez con il rovescio detta legge. Lo spagnolo però non può permettersi distrazioni perché il tennista italiano c’è e lo dimostra nel sesto gioco quando centra il controbreak. Trattasi però di un fuoco di paglia, Garcia-Lopez va di nuovo avanti di un break e dal 4-3 e servizio veleggia tranquillo sino al 6-4.

Baldi sembra accusare il colpo, break in apertura di secondo set, il match sembra andato. E invece no, controbreak immediato, il Pietrangeli spinge il tennista italiano che trova risorse nervose inimmaginabili. Nel quinto game Filippo annulla una importantissima palla break, si procede di pari passo sino al 5-4 Baldi. Garcia-Lopez serve per rimanere nel set, l’azzurro spinge ogni palla, arriva un set point prontamente sfruttato, putiferio sul Pietrangeli dove non c’è nemmeno un posto vuoto. Ora il match è diventato bellissimo, tasso tecnico di primo livello, i due tennisti procedono spalla a spalla ribattendo colpo su colpo. Sul 4-3 Baldi lo spagnolo si complica la vita dal 30-0 con due gratuiti di diritto ed un doppio fallo, ma Filippo sbaglia malamente un rovescio e non sfrutta l’occasione di andare a servire per il match. Sul 5 pari Baldi si viene a trovare 15-30 ma l’azzurro rimedia con due coraggiosissimi serve&volley di primissimo livello e poi con un diritto vincente va sul 6-5. Garcia-Lopez risponde tenendo la battuta a zero, si va al tie break e forse è giusto così.

Si apre con Baldi che effettua un paio di salvataggi incredibili e approfitta di Garcia-Lopez che spara da metà campo un comodo smash in rete. Lo spagnolo con il rovescio si procura un minibreak ed allunga sul 4-2, ma Baldi trova una risposta profonda, recupera il minibreak e con 3 punti di fila va 5-4. Sul 5-5 Garcia-Lopez sbaglia di diritto, l’atmosfera sul Pietrangeli è da Davis, “Filippo, Filippo” urla il pubblico che spinge sul match point il proprio beniamino. Baldi dimostra coraggio anche su questa che è la palla più importante della sua carriera, ottimo diritto aggressivo e attacco sul quale il passante di Garcia-Lopez va in corridoio. Baldi pare incredulo, è il suo primo accesso ad un main draw ATP e non poteva farlo che nel più importante torneo italiano.

Stan Wawrinka – Roma 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

WAWRINKA: “SONO VICINO AL TOP” – Sconfitta con il sorriso per Stan Wawrinka, al rientro dopo quasi tre mesi di stop. L’esperienza in Australia aveva consegnato allo svizzero una risposta importante: “Dopo Melbourne ho capito che non ero in condizione. Ho provato a riprendere con calma, ma dopo Marsiglia ho avuto bisogno di fermarmi”. Doppio 6-4 incassato dallo statunitense Steve Johnson, nettamente più fluido e meno in difficoltà negli spostamenti. Wawrinka arranca soprattutto quando deve spostarsi lateralmente, Johnson ha gioco facile nell’aprirsi il campo con il dritto a uscire, e chiudere in lungolinea. “È stato uno dei periodi più brutti della mia carriera” dirà Stan dopo la gara. “Ma sono vicino al top, sono contento di come sto lavorando e del mio periodo lontano dal campo. Ho lavorato sull’atletica ogni giorno da febbraio: durissimo, ma sono soddisfatto”. Si rivede anche Norman nel box: “Vedremo come va, abbiamo ripreso appena ho potuto colpire di nuovo dopo lo stop”.

STOP CAMILA – Non riesce invece l’accesso al main draw del tabellone femminile a Camila Giorgi, fermata in 3 set dall’americana Danielle Collins, messasi in luce quest’anno a Miami con la vittoria su Venus Williams. Giorgi aveva iniziato benissimo conquistando il primo set 6-2. Dopo aver annullato una palla break nel game di apertura, la tennista marchigiana allungava nel quarto break e con un altro break nell’ottavo game portava a casa il primo set. Collins sembrava in balia del gioco e della velocità della nostra tennista, ma Camila iniziava male il secondo parziale e dall’1-0 in suo favore finiva in un amen sotto 1-4. La Giorgi recuperava uno dei due break ma Collins portava la sfida al terzo chiudendo 6-4 il parziale. Inizio pessimo anche nel terzo set per Giorgi che aumentava in maniera esponenziale il numero dei gratuiti. Collins andava sul 3-0 “pesante”, non sfruttava due palle del 4-0, cedeva poi la battuta ma nel quinto game dopo aver annullato una palla del 2-3 conquistava di nuovo il doppio break di vantaggio. La partita nella sostanza si concludeva qui, la tennista americana chiudeva 6-2 garantendosi l’accesso al tabellone principale.

Risultati

1° turno maschile

P. Gojowczyk b. [12] S. Querrey 6-2 7-6(7)
[WC] L. Sonego b. A. Mannarino 2-6 7-6(4) 6-3
[13] J. Sock b. D. Ferrer 6-3 6-4
S. Johnson b. S. Wawrinka 6-4 6-4
R. Harrison b. Y. Sugita 7-6(5) 6-3

Turno finale qualificazioni maschili

[1] S. Tsitsipas b. D. Lajovic 7-6(9) 6-4
[8] N. Jarry b. [2] J. Sousa 6-4 6-3
[13] F. Delbonis b. [3] M. Zverev 3-6 6-3 6-4
[12] N. Basilashvili b. [5] J. Benneteau 3-6 7-5 6-4
[WC] F. Baldi b. [10] G. Garcia-Lopez 4-6 6-4 7-6(5)
[7] M. Jaziri b. M. Youzhny 6-4 3-6 6-3

Turno finale qualificazioni femminili

[13] P. Hercog b. [1] A. Krunic 7-6(4) 6-4
N. Vikhlyantseva b. [2] A. Sabalenka 6-2 1-6 6-4
[3] A. Van Uytvanck b. [14] Q. Wang 3-6 6-3 6-1
[4] D. Collins b. [9] C. Giorgi 2-6 6-4 6-2
[5] D. Vekic b. [15] M. Puig 4-1 rit.
[11] K. Kanepi b. [6] K. Siniakova 6-3 3-6 6-3
[7] S. Hsieh b. M. Barthel 6-2 7-6(3)
A. Tomljanovic b. [8] Z. Diyas 7-6(4) 6-3

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Il sogno di Seppi si infrange su De Minaur

Qualche rammarico per Andreas, avanti di un break sia nel primo che nel secondo set. A Sydney arriva il primo titolo in carriera per il 19enne australiano, che chiude 7-5 7-6. Sesta finale ATP persa da Seppi

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Alex de Minaur - Sydney 2019 (foto via Twitter, @SydneyTennis)

[5] A. de Minaur b. [8] A. Seppi 7-5 7-6(5)

Si è da poco conclusa la finale dell’edizione 2019 del Sydney International, tradizionale appuntamento di avvicinamento al primo Slam stagionale che si disputa fin dal lontano 1885. A contendersi il titolo sono stati l’esperto azzurro Andreas Seppi, uno che in Australia storicamente si trova a proprio agio, e Alex de Minaur, papà uruguaiano e mamma spagnola ma nato proprio di Sydney diciannove anni fa, alla seconda finale consecutiva nel torneo di casa dopo la sconfitta rimediata dodici mesi or sono contro Daniil Medvedev. Nona finale della carriera invece per Seppi, con tre vittorie in bacheca, l’ultima nel 2015 persa contro Roger Federer. Nessun precedente tra i due in un main draw. Primo favorito per il computer era il greco Tsitsipas, sconfitto proprio da Andreas, qui accreditato della testa di serie numero 8. Percorso senza sbavature per de Minaur, il quinto favorito del seeding, e nemmeno un set lasciato per strada nel cammino verso l’atto conclusivo. Lo scontro generazionale, quindici anni la differenza tra i due, al termine di una partita che ha progressivamente perso di intensità è andato ad appannaggio di de Minaur, bravo a tenere a bada un avversario che ha saputo far da lepre in entrambi i set ma ha sempre mancato il colpo risolutivo.

 

LA CRONACA – È Seppi a uscire meglio dai blocchi, due game ai vantaggi vinti in un avvio durissimo e primo allungo di giornata per l’azzurro. De Minaur, non un gigante, ha piedi veloci, copre bene il campo e si incita a gran voce a ogni quindici, forse troppo, ma in questo frangente, sul ritmo, Andreas colpisce che è una meraviglia e, anche soffrendo, tiene il naso avanti, forte del break conseguito a freddo. Mezz’ora di gioco, solo quattro game a referto: una battaglia. Il bolzanino non ricava un granché con la battuta dove le percentuali sono troppo basse, in compenso quando può liberare il diritto in corsa è una sentenza. Nel corso del sesto game, però, Seppi è ancora in difficoltà con il servizio a disposizione – purtroppo per lui punti diretti se ne vedono pochi – e qualche titubanza nel prendere la rete in situazioni di inerzia favorevole gli costa prima l’aggancio sul 3 pari e poi il controsorpasso.

La sensazione è che per l’azzurro sarebbe funzionale non farsi agganciare in lunghi scambi da un avversario che dà invece l’impressione di poter correre per giorni senza decadimento della prestazione. Invece è lo stesso Seppi che prova ad addormentare il gioco ma l’uso del back di rovescio è per lui fonte di qualche errore di troppo. Il parziale segue l’ordine dei servizi e, sotto per sei giochi a cinque, l’allievo di coach Sartori è chiamato a rifugiarsi nel tie-break. Il dodicesimo gioco, però, è aperto da un brutto errore dell’italiano a cui fa seguito un vincente di de Minaur con il rovescio. Seppi sbaglia ancora, questa volta con il diritto, e per l’australiano sono tre le palle set. La terza è quella buona e l’enfan du pays incamera così in rimonta un parziale nel quale, avvio a parte, ha avuto le maggiori occasioni per prevalere. Decisiva la scelta (o l’esigenza, magari un momentaneo calo di energie) di abbassare i ritmi operata da Seppi nella seconda parte del set.

De Minaur ha una capacità difensiva che rasenta l’eccellenza e non deve essere facile per Andreas vedersi restituire con continuità palle apparentemente definitive. L’azzurro, con mestiere, alla ripresa delle ostilità esce indenne da un primo turno di servizio complicato nel quale annulla tre palle break e resta in scia. La seconda partita è meno spettacolare di quella che l’ha preceduta ma ha il pregio di mantenersi in equilibrio. De Minaur col servizio cerca spesso il diritto dell’avversario, da destra soprattutto, scelta arguta che si traduce in una fucina di punti. Ma è proprio il servizio a tradire inaspettatamente il Next Gen nel corso del settimo game quando, costretto a difendere un break point, affossa, una seconda in rete: doppio fallo. Per Seppi, fin qui, due chance di break e due capitalizzazioni, un cecchino.

Il game del possibile allungo, però, è un pasticcio, con de Minaur che si ritrova sul quattro pari praticamente senza giocare, tanti sono gli errori ravvicinati commessi dall’altoatesino. Tutto da rifare, una disdetta. I giochi scorrono via rapidi in virtù di scambi ora meno intensi e decisi da rally abbreviati e, analogamente al primo set, Andreas ha il compito disagevole di dover acciuffare il tie-break. Questa volta la missione è compiuta. Il jeu decisif si apre con un mini-break per parte e con l’evidenza che sfidare de Minaur con la palla corta, un felino, non sia mai un buon affare. Seppi, agevolato da una prima di servizio finalmente continua, va al cambio di campo sul 4 a 2 ma un doppio fallo sanguinoso rimette in corsa l’aussie che, tuttavia, restituisce immediatamente il favore. Situazione incerta. De Minaur, nonostante un pizzico di comprensibile tensione alla vista del traguardo, è il giocatore più propositivo in campo e si assicura così il match point. Lo scambio che ne fa seguito, per la verità nulla di particolarmente spettacolare, si conclude con un nastro beffardo che trattiene la palla nella metà campo azzurra e con il pupillo di Gutierrez che si lascia cadere a terra dalla gioia. Profeta in patria, un momento da ricordare.

Per Alex de Minaur (che diventa il più giovane campione di Sydney dai tempi del trionfo di Lleyton Hewitt nel 2001, anche lui 19enne), è dunque il primo meritato successo della carriera, non sarà l’ultimo. Qualche rimpianto per il nostro Seppi, quest’oggi in vantaggio di un break in entrambi i parziali e poi sempre superato sul filo di lana, ma la sua resta comunque un’ottima settimana in vista dell’Happy Slam di Melbourne.

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Tennys Sandgren festeggia: primo titolo ad Auckland

Lo statunitense supera Cameron Norrie con una prestazione superba alla battuta. A 27 anni conquista il primo titolo della sua carriera

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Tennys Sandgren - Auckland 2019 (foto via Twitter, @ASB_Classic)

T. Sandgren b. [WC] C. Norrie 6-4 6-2

La finale dell’ASB Classic di Auckland vede affrontarsi due giocatori ancora a caccia del primo titolo ATP: Cameron Norrie, numero 93 e classe 1995, in tabellone con una wild card, e lo statunitense Tennys Sandgren, numero 63, proveniente dal Tennesse. Questo è il loro primo scontro nel circuito maggiore, ma come rivelerà Sandgren durante la premiazione, i due si conoscono bene dal circuito Challenger. Sarà proprio l’americano ad alzare il trofeo, il primo di una curiosa carriera, sbocciata un po’ tardi ma spesso sotto i riflettori, forse per il nome insolito o per le curiose esternazioni. Entrambi i finalisti hanno eliminato sulla strada giocatori del calibro di Kohlschreiber, Cecchinato e Taylor Fritz, sbaragliando i pronostici.

Inizia Norrie al servizio ma è Sandgren a breakkare subito, con l’inglese che utilizza un hawk-eye già al secondo punto, rivelando un nervosismo da prestazione che lo porterà a commettere numerosi non forzati. Norrie infatti non ricerca bene la palla, sembra non trovare la giusta distanza al momento del colpo e soffre molto la solidità e la pesantezza dei colpi di colui che di nome fa Tennys, che in questo emisfero ha totalizzato la percentuale maggiore dei suoi punti attuali e che finora non ha lasciato per strada neanche un set.

 

Un bel passante di Norrie apre il quarto game che si conclude con il controbreak del britannico: 2 a 2 e l’iniziale doccia fredda sembra averlo scosso dal torpore. È la sua prima finale d’altronde e ci sta una partenza lenta. Norrie infatti è un giovane professionista, dal 2017 appena, ma dimostra di avere nervi d’acciaio quando è sotto nel punteggio. Nonostante ciò questa è una brutta giornata per lui e il suo rovescio, e infatti con una prima a 199kn/h il suo avversario sfrutta il primo set point a disposizione e archivia il primo parziale 6-4 in 41 minuti.

Il primo game del secondo set è l’unico in cui il britannico nato a in Sudafrica sarà avanti nel punteggio, perché, dopo un attimo di pausa dovuto a una pallina forse sgonfia, Sandgren inizia il suo turno di battuta e fa apprezzare a tutti il suo gioco, prima vincendo uno scambio tirato da 17 colpi, poi con un attacco a rete concluso con una bella volée e infine con uno schiaffo al volo di dritto, siamo 1 a 1.

Norrie finora ha commesso 18 non forzati ed è in leggera confusione, a distanza di due punti si gioca due Hawk eye sprecandoli entrambi; annulla un break point e si carica, ma Sandgren spezza il momento fermando il gioco per sostituire l’antivibrazioni che è saltato via. Questa interruzione basta a deconcentrare Norrie che esaurisce le chiamate del falco e subisce il primo break del set. Mentre a 2000 km di distanza de Minaur sta servendo per il match per andare a raggiungere il nostro Seppi nella finale di Sydney, Tennys Sandgren sta preparando il terreno per andare a vincere il suo primo torneo, grazie a una tenuta solida dei turni di battuta, dando l’impressione di essere lo stesso giocatore che l’anno scorso ha spedito a casa Wawrinka e Thiem all’Australian Open.

Intanto avviene un siparietto comico nel quale il dj, ingannato dai giocatori che vanno a cambiare entrambi le racchette, fa partire la musica ma viene stoppato dal giudice di sedia Bernardes, che ringraziandolo gli ricorda che siamo ancora sul 4-2 e non al cambio campo. A questo punto del match Sandgren ormai sta dilagando e breakka di nuovo Norrie sul 5-2. Il britannico annulla il primo match point, dopo un ottimo scambio dove Sandgren colpisce ancora una volta in elevazione.

Norrie non demorde e si procura una palla break per evitare la capitolazione ma spreca: di nuovo 40 pari e stavolta l’americano non fallisce il secondo vantaggio e in un’ora e 19 minuti vince il suo maiden title su due finali conseguite (la prima risale lo scorso anno a Houston contro Steve Johnson). Sandgren ha dominato un match e un torneo impressionando per la resa del servizio. Nessuna grande manifestazione di gioia da parte sua se non le braccia alzate a cielo, la testa è probabilmente già a Melbourne, dove affronterà Yoshiito Nishioka per iniziare a difendere i 360 punti dei quarti di finale conquistati lo scorso anno, mentre Cameron Norrie ritorna ad affrontare Taylor Fritz, battuto proprio questa settimana.

Michele Blasina

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Il solito Seppi d’Australia: battuto Schwartzman, giocherà la finale a Sydney

Ennesimo exploit australiano per il tennista italiano, che batte un altro top 20 e vola in finale (la nona della sua carriera). Affronterà uno tra Simon e De Minaur, per ora bloccati dalla pioggia

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Andreas Seppi - Sydney 2019 (via Twitter, @SydneyTennis)

1301 giorni dopo quella persa ad Halle contro Federer, Andreas Seppi tornerà a disputare una finale del circuito maggiore. Il 34enne di Caldaro ha sconfitto in due set Diego Schwartzman nella semifinale del torneo di Sydney, vincendo un primo set molto lottato e resistendo al ritorno del suo avversario sul finire del match, quando sembrava che la partita potesse improvvisamente cambiare direzione. Per Seppi, che con la vittoria del titolo può tornare in top 30 dopo tre anni, si tratterà della nona finale ATP in carriera: sinora ne ha vinte tre.

ANDREAS D’AUSTRALIA – Ormai dobbiamo smettere di stupirci. Quando arriva l’Australia, Andreas Seppi diventa un altro giocatore. E sono direttamente i numeri a raccontarlo: se il totale dei 989 incontri disputati dall’altoatesino in carriera – challenger e ITF compresi – contempla una percentuale di vittorie del 52%, che si abbassa al 48% se limitiamo l’analisi al circuito maggiore, relativamente ai soli tornei disputati in Australia il giocatore italiano vince sei partite su dieci, con una percentuale del 60,6%. Compresa la vittoria di questa mattina contro Diego Schwartzman, Seppi ha giocato 66 partite down under vincendone ben 40: contro uno tra Simon e De Minaur giocherà la sua seconda finale australiana – lo scorso anno ha vinto il challenger di Canberra – e ci riuscirà per la prima volta a Sydney dopo esserci andato vicino nel 2006 e nel 2013, quando si fermò in semifinale.

LA PARTITA – Si affrontano due giocatori che amano contrattaccare, per questo non deve stupire l’inizio parecchio tribolato per i servizi. Nei primi cinque game le palle break (otto, tre delle quali convertite) superano le palle game (tre, due delle quali convertite): Seppi sciupa le prime due occasioni con altrettanti dritti fiacchi, va sotto 2-0 ma si vede restituire il break da un goffo rovescio sotto rete di Schwartzman, che si avvicina alla palla per imitare Nalbandian e finisce per ricalcare l’esecuzione del primo Roddick. Qualche minuto e Andreas capisce che sul servizio del ‘Peque‘ c’è molto margine di manovra. Gioca un game di risposta molto aggressivo e passa a condurre, tenendo le distanze in modo agevole fino al momento in cui deve capitalizzare il vantaggio. Sul 5-4, Schwartzman ricorda all’italiano perché ha sfiorato la top 10 nonostante fatichi a raggiungere il metro e settanta e si procura tre palle break consecutive; Seppi tampona le prime due, ma sulla terza l’argentino si inventa un rovescio profondissimo che Seppi pretende incautamente di aggirare, finendo per affossare il dritto anomalo in rete.

 

Non c’è più tempo per offendersi e si arriva al tie-break, a cui Seppi accede riuscendo nell’impresa non certo improba di lobbare il suo avversario. Qui l’italiano sfrutta la sua superiorità nei colpi di inizio gioco, vola 6-3 e chiude alla prima occasione con lo schema servizio e schiaffo al volo di dritto, scaraventato al centro del campo con violenza.

Diego prova a cambiare la maglietta ma, come è vero che l’abito non fa il monaco, non ne risulta alcun tangibile miglioramento nel suo tennis. Seppi non patisce quando è al servizio e dà la sensazione di poter entrare in campo piuttosto agevolmente in risposta, senza peraltro alcuna fretta di attaccare. L’occasione si presenta al sesto game: Andreas inaugura con una risposta vincente di dritto, sfrutta un nastro fortunato e quindi si inventa un ottimo passante di rovescio su un attacco per la verità molto prevedibile di Schwartzman. Anche in questo caso la terza palla break è quella buona per chi risponde, con l’argentino che spedisce lungo un dritto in corsa.

Forse eccessivamente tranquillo per la superiorità nello scambio, con il suo avversario spesso costretto ad alzare le traiettorie per non affondare, Seppi commette il pericoloso errore di solleticare l’orgoglio ferito di Diego. L’argentino sguaina ancora la spada a un passo dal baratro e toglie il servizio a Seppi sul 5-3 senza lasciarlo arrivare a match point, ben intenzionato a riaprire la partita. E quasi ci riesce: nel game successivo annulla il primo match point con un gran dritto lungo linea prima di commettere un gratuito di rovescio nel punto che avrebbe potuto portarlo sul 5-5. Seppi capisce che non c’è più da scherzare e piazza una brusca sterzata, questa volta decisiva perché il suo inseguitore perda contatto e veda infrangersi i suoi propositi di rimonta sull’ennesimo rovescio in rete.

Battendo solo giocatori compresi in top 40 – ranking medio 27,5 – e due top 20 consecutivi (Tsitsipas e Schwartzman) Andreas Seppi vola in finale, regalandoci un prezioso sorriso in questa mesta giornata funestata dal ritiro di Andy Murray. Se e quando a Sydney dovesse smettere di piovere, scopriremo se il suo avversario sarà Simon o De Minaur: la seconda semifinale è stata rinviata a sabato, lo stesso giorno della finale. Per certo Andreas dovrà vedersela con un altro discreto lottatore, ma il doppio impegno del suo avversario gli consegna già oggi il ruolo di favorito.

Risultati: 

[8] A. Seppi b. [3] D. Schwartman 7-6(3) 6-4
[4] G. Simon vs [5] A. De Minaur rinviata

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