Città di Santa Croce: Cina e USA, prima storica affermazione

Flash

Città di Santa Croce: Cina e USA, prima storica affermazione

Cannon Kinsglsey e Quinwen Zheng sono i vincitori della quarantesima edizione del Grado 1 pisano

Pubblicato

il

 
 

Lo statunitense Cannon Kingsley e la cinese Quinwen Zheng si aggiudicano la quarantesima edizione del Torneo ITF giovanile “Città di Santa Croce” Mauro Sabatini TFL, organizzato sui campi del Tennis Club Santa Croce sull’Arno (Pisa) e unico grado 1 ospitato in Italia.

Il programma è stato aperto dalla finale femminile di fronte ad un folto pubblico e ad un sole estivo, che ha fatto scordare il freddo e pioggia patiti nei giorni scorsi. La sfida è stata una battaglia fisica e di nervi estenuante, con protagonista la regolarità estrema della polacca Rogozinska, un muro solidissimo privo di variazioni o accelerazioni. La ragnatela ha sortito i suoi effetti per un set, durato un’ora e venti minuti, in cui la cinese, decisamente più brillante dell’avversaria, non è riuscita a spezzare le trame polacca e ad approfittare del vantaggio di 5-4. A partire dal secondo Zheng ha capito di dover cambiare tattica e ha iniziato a essere più aggressiva: tanto è bastato per mandare in confusione Rogozinska, andata ko dopo un eloquente striscia negativa di dodici games a tre.

Qinwen Zheng – Torneo ITF giovanile “Città di Santa Croce” Mauro Sabatini TFL 2018

A seguire sono scesi in campo gli uomini per l’atto conclusivo del tabellone di singolare maschile. I primi due set hanno confermato gli altri e bassi che hanno contraddistinto il cammino dei due giocatori fino al match decisivo: nel parziale d’apertura il turco Erel ha sfoggiato tutto il suo repertorio mancino di puro talento, nel secondo lo statunitense ha avuto la pazienza di alzare il ritmo da fondocampo e sfruttare la maggiore discontinuità dell’avversario. Decisivo il parziale decisivo, quando Cannon Kingsley ha alzato l’asticella al servizio ed ha realizzato il break fondamentale sul 3-2.

 

Curiosità finale, le quattro nazioni scese in campo oggi rappresentano un inedito per gli Internazionali santacrocesi: nessuna di esse aveva mai trionfato al Cerri nelle trentanove edizioni precedenti, neppure le due superpotenze Cina e Stati Uniti che mai in quattro decadi avevano visto prevalere un loro atleta. “Sono stati otto giorni speciali ma faticosissimi – ha concluso la cerimonia di premiazione il direttore del torneo Simone Martini : fino a giovedì la pioggia non ci ha mai dato tregua, e devo ringraziare i circoli limitrofi che hanno messo a disposizione i loro campi indoor e ci hanno permesso di terminare la manifestazione senza ritardi. Un grazie anche allo staff che giorno e notte ha lavorato per far sì che tutto funzionasse perfettamente: grazie a questi splendidi ragazzi il futuro degli Internazionali di Santa Croce è garantito…”

Risultati:

Singolare maschile: C. Kingsley C. (USA) b. Y. Erel (TUR, 4) 2-6 6-2 6-3
Singolare femminile: Q. Zheng (CHI, 2) b. S. Rogozinska Dzik (POL) 5-7 6-1 6-2

Ufficio stampa TC Santa Croce

Continua a leggere
Commenti

Flash

Raducanu: “A fine torneo rifletterò sul fatto di aver battuto due grandi campionesse come Serena e Vika”

Dopo Serena Williams, anche Azarenka viene travolta dalla campionessa in carica dello US Open

Pubblicato

il

Due grandi vittorie ottenute contro due grandi campionesse della storia del tennis. Prima Serena Williams, poi Azarenka, entrambe battute da Emma Raducanu che sembra tornare a dare segnali importanti in un torneo di Cincinnati nella quale sta recitando il ruolo di protagonista.

È stata un’altra partita davvero difficile. Vika è una grande campionessa che ha vinto tanti tornei e slam. Sapevo che dovevo pensare al mio gioco e non dovevo guradare la mia avversaria. L’obiettivo era prepararsi al meglio e adesso sono molto soddisfatti di come ho giocato e di come sono riuscita a conservare a lungo la concentrazione”.

Nel corso del secondo set la britannica ha conquistato undici punti di fila tracciando la rotta definitiva: “Non stavo pensando troppo al punteggio, volevo raccogliere quanti più punti possibili e ha funzionato. Ci sono stati sicuramente alcuni momenti in cui l’inerzia avrebbe potuto cambiare e lei avrebbe potuto recuperare quel secondo set. Sono davvero contenta di come sia riuscita a superare quei momenti”.

 

Che significa aver superato Williams e Azarenka nel giro di 24 ore?

“È ​​sempre difficile quando le cose vanno troppo bene (scherza). Quando vinci tante partite di fila senti che qualcosa potrebbe facilmente andare storto. Per questo ho sempre cercato di restare concentrata anche quando ero avanti un set e 4-1. Mi sono davvero concentrata sul tenere il servizio, specialmente nell’ultimo game di servizio, perché penso che verso la fine stesse colpendo delle palle davvero centrate e gli scambi stavano diventando complicati”.

La numero tredici del ranking WTA ha impressionato col servizio e con i colpi da fondo: Penso che quando giochi con due grandi campionesse come Williams e Azarenka, sei entusiasta dal poter condividere il campo con loro e prendi qualsiasi lezione, e apprezzi davvero l’opportunità nel confrontarti con due campionesse del genere. Iniziare il game bene era fondamentale contro entrambe. Vika ha un rovescio incredibile, mentre Serena ha il miglior servizio del circuito. Per questo mi sono concentrata su me stessa: non si può pensare a chi c’è oltre la rete”.

Raducanu ha ribadito di voler trovare una continuità importante: “In altre circostanze ho giocato molto tesa. La sfera emotiva ha spesso preso il sopravvento. Mi sono detta di dover far bene questi due tornei americani e ci sto riuscendo fin qui”.

Poi ha parlato del suo stato di forma fisico: “Sto cercando continuità. Non è importante la vittoria in sé, quanto la possibilità di poter continuare a giocare e trovare continuità. Determinati comportamenti li alleni solo in gare ufficiali. Vediamo come va questo torneo e poi decidiamo cosa fare per il prosieguo”.

La prossima sfida opporrà Raducanu all’americana Pegula. “Ha vissuto una settimana fantastica a Toronto ed è nella top 10. Sta giocando un buon tennis, di sicuro. Sarà un’altra partita difficile per me, e giocando qui penso che il pubblico la supporterà. Ho vissuto questa situazione contro Serena. Non credo che sarà peggio di quella sfida dal punto di vista ambientale, quindi sono preparata”.

Poi ha sottolineato l’affetto della gente ricevuto dopo la vittoria su Serena Williams: “Molti messaggi, ma non potevo rispondere o esaminarli tutti. Mi sento sempre un pò male a non farlo, ma sto solo cercando di rimanere davvero concentrata, e questo mi ha sicuramente aiutata. Non ho aperto molti messaggi, solo poche persone. Non ho davvero guardato il mio telefono. Un’ora dopo, poco prima di entrare, dovevo chiamare il mio fisioterapista, e ho appena visto i messaggi, non si sono aperti. Ero tipo, devo solo concentrarmi (ndr ridendo)”.

Quando finirà il torneo dovrà pensare a quanto fatto a Cincinnati: “Penso che dopo il torneo dovrò fare due passi indietro e pensare al fatto di aver battuto due campionesse incredibili. È un risultato davvero buono che sottolinea i sacrifici fatti”.

Paolo Michele Pinto

Continua a leggere

Flash

Taylor Fritz: “Faccio un passo alla volta per guadagnarmi la top 10”. “Il coaching? È una regola stupida”

Sul prossimo avversario Rublev: “Lui è un giocatore molto aggressivo come me. Devo fare il mio gioco ed esserlo altrettanto

Pubblicato

il

Non è cosa da poco battere il giocatore del momento, Nick Kyrgios, per due set lascandogli la miseria di soli 5 game. Taylor Fritz sogna in grande e lo fa a casa sua, davanti al suo pubblico, nel suo Paese; ha promesso che il suo obbiettivo è ancora quello di entrare in top ten, ma senza porsi dei limiti, perché oggi è a tutti gli effetti il volto del tennis a stelle e strisce.

IL MODERATORE: Primo incontro con Nick, un buon amico. Come ti sei sentito là fuori oggi?

TAYLOR FRITZ: È stato bello. Penso che la cosa più importante per me sia stata andare là fuori e servire abbastanza bene, prendermi cura del mio servizio, perché se in qualche modo lui ti breakka dopo è difficile strappargli il servizio e rischi che lui scappi via.

 

D. Hai una sensazione all’inizio di una partita se il tuo servizio funziona bene? Sai se prima del match funzionerà?

TAYLOR FRITZ: Sì, onestamente è solo il ritmo nel servire. Purtroppo per me con gli infortuni di quest’anno ci sono stati momenti in cui mi sentivo come se il mio servizio fosse davvero buono, e poi dopo una pausa di un paio di settimane torno e non è più lo stesso. Ad essere onesto, penso che l’ultima settimana il ritmo di servizio fosse davvero pessimo. Pensavo di servire davvero male. È cambiato quando ho iniziato a fare clic a metà del mio warm up mattutino. Ho iniziato a sentirmi bene. Poi, in campo oggi, stavo solo tenendo quel segnale acceso nella mia testa immagino, in modo da sentirmi bene. Sì, il ritmo è stato fantastico per tutta la partita.

Q. So che giochi e ti alleni molto con Nick. Com’è la sensazione di affrontare quel servizio, ad esempio devi avere un movimento rapido? È una cosa difficile da leggere?

TAYLOR FRITZ: Sì, viene solo dalla sua racchetta È molto difficile da leggere. Colpisce molto bene i suoi punti. In genere non mi appoggio ai servizi delle persone perché sono piuttosto lungo e ho molta portata, e mi sento di rispondere a tutti quei servizi che non sono precisi. Mi sentivo decisamente come se dovessi appoggiarmi a Nick, perché io so che su un punto importante probabilmente gli mancherà il suo servizio oppure può colpire nel posto giusto e non ti da possibilità di rispondere. Mi sentivo come se dovessi scegliere un lato per colpire la risposta.

Q. So quanto ti piace analizzare la partita mentre stai andando là fuori nella tua mente e provare a capire cosa succederà. Fino a che punto parli a questo proposito con Mike ora che puoi avere un dialogo? Ad esempio, quanto si arriva in profondità nell’analisi?

TAYLOR FRITZ: Con lui, non troppo in profondità dopo la partita, perché in genere i dialoghi continuano durante gli allenamenti dove possiamo farlo subito dopo che ho colpito una palla o dopo che è successo qualcosa, posso parlargli a proposito. Sai, possiamo fare botta e risposta. Quindi, quando si tratta della partita, parliamo di certe cose, ma non si va troppo in profondità con le partite.

D. Durante la partita, ora che la regola è disponibile, non lo usi davvero tanto?

TAYLOR FRITZ: No, onestamente non me ne sono nemmeno accorto. Io non ho parlato con Mike e lui non ha parlato con me una sola volta da quando il coaching è diventato una regola. È una regola stupida.

D. Perché è una regola stupida?

TAYLOR FRITZ: Perché il tennis è uno sport individuale. Perché non lo stiamo rendendo uno sport individuale? Una parte enorme del tennis è, nella mia mente, come il tennis è tanto mentale quanto è fisico e gran parte di esso è che devi immaginarlo in campo per te stesso. Devi essere l’unico a capirlo. Penso che sia ridicolo che tu possa essere mentalmente non lì, non bravo analiticamente, non bravo a elaborare cose e inventare strategie, e puoi avere qualcuno ti dice cosa fare. Lo odio

D. Quanto è ancora importante per te essere tra i primi 10? Forse i tuoi obiettivi sono cambiati a causa di quanto successo nella stagione.

TAYLOR FRITZ: È un obiettivo enorme. Sto solo crescendo come ragazzo, essendo uno dei primi 10 giocatori al mondo, è sempre qualcosa che sogni. È ancora un grande obiettivo, ma penso che a volte quando arrivi molto vicino a raggiungere questi traguardi, ti fa quasi, suppongo, arretrare un po’. Abbiamo quasi rivalutato. Abbiamo detto, va bene, non ci stiamo pensando alla top 10 più. Adesso pensiamo ai primi 5. Questo è corretto – con quella mentalità, così sarà più facile entrare nella top 10, credo.

D. Top 5 ti porta nella fascia del numero 1? Sarà questo il prossimo obbiettivo?

TAYLOR FRITZ: Esattamente. Fai un passo alla volta.

Q. Tu e Nick avete avuto una grande stagione insieme. Siete amici anche fuori dal campo. Voi parlate di come state giocando l’un l’altro o no?

TAYLOR FRITZ: No, quando parliamo, non parliamo davvero di, Oh, tipo, stai giocando alla grande, io sto giocando alla grande. Andiamo, buon per noi. Non abbiamo davvero quelle conversazioni.

D. Ovviamente conosci abbastanza bene Rublev a questo punto da molti anni. Cosa stai cercando in questo incontro? Ti concentrerai solo su te stesso o…

TAYLOR FRITZ: Devo — se posso servire come ho fatto di nuovo oggi, sarebbe davvero bello. Ho bisogno di attaccare il più possibile. Lui è un anche un giocatore molto aggressivo come me. Sento di dover provare a batterlo sulla forza. Non posso essere io quello passivo, lasciandoglielo fare, tipo spostarmi in giro per il campo. Ho solo bisogno di concentrarmi su me stesso, fare il mio gioco ed essere aggressivo.

D. Ti è stato chiesto di Novak e del tuo pensieri su quello?

TAYLOR FRITZ: No.

D. Cosa ne pensi?

TAYLOR FRITZ: È dura. Penso da un lato è difficile fare alcune eccezioni alle regole per certe persone. Non so come mi sento al riguardo, ma poi, allo stesso tempo, penso che non siamo il Paese più sicuro per i contagi del COVID. Quindi quale sarebbe il problema nell’affittare il miglior giocatore del mondo per venire a giocare agli US Open? Ma come ho detto, allo stesso tempo, sono in conflitto, perché io non so come mi sento a fare eccezioni speciali per una persona solo per quello che sono. Quindi vedo entrambi i lati della questione, a dire il vero. È difficile, sai, differenziare ovviamente. Va bene per ogni giocatore se Novak non è nel sorteggio (sorridendo).

D. Come difensore, ti piacerebbe che fosse lì o sei felice che non ci sia?

TAYLOR FRITZ: Oh, non lo so. Novak è una delle poche persone in tour che non ho mai battuto, quindi non lo so (sorridendo).

Continua a leggere

Flash

Scanagatta: “Che cos’ha davvero Nadal non si sa, salvo che come Edberg nel 96 ha alti e bassi” [VIDEO]

“Sinner fin qui non mi ha convinto. Contro Aliassime stanotte sarà dura”, il commento sul torneo di Cincinnati del direttore Ubaldo Scanagatta

Pubblicato

il

Il maiorchino sconfitto da Coric dopo quasi tre ore al suo primo match a Cincinnati. Così commenta il direttore Ubaldo Scanagatta: “Che cosa ha davvero Nadal non si sa, salvo che ha 36 anni e che come Edberg nel 96 ha alti e bassi. E poi c’è Sinner che fin qui non mi ha convinto. Contro Aliassime stanotte sarà dura”.

CONFERENZA STAMPA DI RAFA NADAL

CONFERENZA JANNIK SINNER

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement