Federer torna ai fornelli: in arrivo i nuovi spot Barilla

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Federer torna ai fornelli: in arrivo i nuovi spot Barilla

Prosegue il viaggio di Roger Federer con lo chef Davide Oldani: quattro lezioni di cucina per testare la creatività del campione svizzero con i prodotti Barilla

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Roger Federer, novello numero due del mondo dopo il ruggito di Rafa, torna in campo. Ma non si tratta ancora di un campo da tennis – per quello si dovrà attendere Stoccarda – bensì di un ambiente che sta imparando a conoscere negli ultimi mesi: la cucina, sotto la stretta osservazione dello chef stellato Davide Oldani. Dopo il primo spot e la trasferta a New York alla scoperta del Pesto Barilla, infatti, prosegue la saga del campione svizzero con i prodotti del marchio italiano. Sono in arrivo quattro nuovi spot pubblicitari pensati e sviluppati come banchi di prova per le abilità di Federer ai fornelli. Il periodo di training per Roger è durato ormai qualche mese e il maestro Oldani ha voluto testarlo invitandolo a nobilitare il gusto di quattro prodotti Barilla, due tipologie di pasta e due salse, aggiungendo alla ricetta un tocco creativo… del tutto personale. Perché un piatto di pasta non è soltanto un piatto di pasta, ma un’esperienza che racchiude in sé tutti i valori e la tradizione della dieta mediterranea.

Ognuno dei quattro spot della durata di quindici secondi è associato a una lezione e una parola chiave. Come non bastasse la presenza del più grande tennista di ogni epoca Barilla si è avvalsa del talento visionario del regista spagnolo Ruben Latre, mago del foodtelling. Sessanta secondi complessivi che Barilla diffonderà a partire dal 20 maggio per raccontare quattro storie e mille sapori.

LE QUATTRO MASTER LESSON

 

Nella prima Master Lesson dal titolo ‘La semplicità‘, il prodotto da gustare non può che essere la Salsa Pronta Barilla con pomodori italiani. Un salsa corposa e vellutata che sa esaltare (ed essere esaltata) dal sapore dei tortiglioni. La seconda è intitolata ‘Il rispetto‘ e vede Roger cimentarsi con il Ragù di carne alla bolognese, il piatto che nella tradizione italiana meglio incarna il pranzo della domenica. Cottura lunga, soffritto tradizionale e l’aggiunta di un pizzico di rosmarino: è così che lo svizzero è riuscito a superare la seconda prova.

Protagonista della terza master lesson è la Pasta ai 5 cereali, un nuovo prodotto nato nel solco della ricerca di sapori che sappiano abbinare benessere e gusto. ‘Abbi cura di te‘ è il consiglio dello spot nel quale Roger prepara una ricetta dello chef Oldani: pennette ai cinque cereali con condimento di succo d’arancia, mandorle, piselli e zucchine, un perfetto connubio di tradizione e creatività. La quarta e ultima lezione reca come titolo inequivocabile ‘Sorprendi‘ ed è in qualche modo la tappa conclusiva del percorso di crescita dell’allievo Federer ai fornelli. La classica ricetta Cacio e Pepe, un must della cucina capitolina – che certamente i tennisti non avranno mancato di gustare al Foro Italico – viene rivisitata per accogliere e coniugarsi con gli Spaghetti integrali. Il tocco creativo di Roger è una grattugiata di scorza di limone: innovativo e vincente come la sua SABR.

 

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La WTA adotterà le stesse categorie dei tornei ATP

Dopo anni di dibattito la svolta: stop a Mandatory, Premier 5, Premier e International. Al via 1000, 500, 250 e 125

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La notizia è stata svelata poche ore fa dal quotidiano “Marca”. Alla fine di un buon lustro colmo di discussioni anche contraddittorie, la WTA il prossimo due dicembre ufficializzerà un radicale cambio nella denominazione dei propri tornei. Dimentichiamoci i Premier, i Mandatory e gli International: gli eventi del circuito femminile si adegueranno alle categorie adottate più di dieci anni fa dai colleghi dell’ATP, che battezzano ogni manifestazione sulla base dei punti assegnati da ognuna di esse.

Anche i tornei WTA si divideranno dunque in “Mille”, “Cinquecento” e “duecinquanta”, aggiungendo la peculiare categoria dei “centoventicinque”, sorta di ibrido tra International e ITF dall’alto montepremi già in vigore nel tour da qualche anno. Gli ex Premier Mandatory e Premier 5 metteranno in palio mille punti, i Premier “semplici” cinquecento e gli International duecentocinquanta. Nella prima categoria finiranno Indian Wells, Miami, Madrid, Pechino, Doha/Dubai, Roma, Rogers Cup, Cincinnati e Wuhan.

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Il Masters 1000 di Madrid sta per rinnovare fino al 2031

Il direttore del torneo, Feliciano Lopez, ha inoltre rivelato che il combined dovrebbe annunciare entro fine anno la costruzione di un quarto tetto

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Feliciano Lopez, direttore del torneo di Madrid oltre che immarcescibile Top 100 dall’alto dei suoi 39 anni, ha parlato con Marca delle prospettive del Masters 1000/Premier Mandatory della Caja Magica, tradizionalmente uno degli eventi più volitivi del circuito.

Nelle scorse settimane era stata paventata la cessione della licenza a Berlino, ma le nubi sembrano essersi ormai diradate. Anzi, lo status dell’evento si è impennato nel giro di pochi giorni, perché prima è arrivato l’annuncio dell’allungamento della durata del torneo femminile, a cui sono seguite, nella giornata di ieri, le dichiarazioni a Marca di Lopez, che si è soffermato su due fronti di particolare importanza per la dirigenza dell’evento: la costruzione del quarto tetto e il prolungamento della licenza.

Per quanto riguarda il primo punto, il progetto è di costruire un secondo stadio, pronto per il 2022 o al più tardi per il 2023, che renderebbe il Mutua Madrilena il primo torneo al mondo con quattro tetti retrattili – l’Australian Open è l’unico altro evento ad oggi ad averne tre: “Il progetto è praticamente pronto, e ci permetterà di avere due sessioni, diurna e notturna. […] Si tratta di un’espansione voluta fortemente sia da noi che dall’amministrazione municipale, speriamo di poterla annunciare entro fine anno”.

 

La licenza, invece, dovrebbe essere concessa fino al 2031 (l’anno prossimo è l’ultimo garantito nell’accordo corrente): “Presto annunceremo la firma con il comune per altri dieci anni”. E nonostante il 2021 sia per ora colmo d’incertezze, il classe ’81 rimane ottimista sulla possibilità di avere il pubblico sugli spalti: “La pandemia non potrà durare in eterno. Al momento sembra esserci una tendenza positiva perché si sta parlando di tanti vaccini efficaci. Se per maggio una parte della popolazione sarà stata vaccinata, allora magari le persone si sentiranno più sicure a uscire”.

Fra le altre cose, Lopez (recentemente “vittima” della vittoria N.1000 di Rafa Nadal a Bercy) ha anche parlato degli argomenti più scottanti nel mondo del tennis come la questione set negli Slam: Credo che i cinque set siano la soluzione migliore perché altrimenti mancherebbe qualcosa a questi grandi tornei”. Qualche riserva rimane però: “Con i cinque set gli Slam durano due settimane, e, se consideriamo che i migliori generalmente non giocano la settimana precedente, è come se tre mesi di stagione andassero via per quattro tornei”. Sulla potenziale sostituzione dei giudici di linea ha invece detto: “La mia esperienza non è stata delle migliori, perché allo US Open il gioco mi è sembrato più lento per via delle chiamate elettroniche, quindi sarei a favore solo se questo cambiamento comportasse un effettivo progresso“.

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Karen Khachanov e famiglia positivi al Covid-19

Il tennista russo è in quarantena a Dubai, dove aveva appena iniziato la preparazione per il 2021

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Karen Khahanov - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Nuovo caso di coronavirus nel tennis: si tratta di Karen Khachanov, N.20 ATP, risultato positivo al tampone assieme alla moglie e al figlio. Il ventiquattrenne, che ha chiuso la stagione con 20 vittorie e 15 sconfitte, si trova a Dubai, negli Emirati Arabi, per iniziare a prepararsi in vista del prossimo anno, ma si è dovuto fermare per isolarsi con i propri cari, come scritto su Twitter:

“Salve a tutti, un rapido aggiornamento. Avevo iniziato la preseason a Dubai, ma sfortunatamente io, mia moglie e mio figlio siamo risultati positivi al tampone. Siamo in auto-isolamento e speriamo di rimetterci presto. Per certi versi questo è il momento migliore per un tennista per le due settimane di stop (se proprio bisogna farle), visto che l’inizio della prossima stagione con ogni probabilità slitterà.

 

Dalla ripresa delle attività ad agosto, la lista dei giocatori ATP colpiti dal Covid include, fra gli altri, Benoit Paire (allo US Open), David Goffin, Fabio Fognini (in Sardegna), Sam Querrey (a San Pietroburgo con annessa fuga nottetempo), Corentin Moutet (a Bercy), Damir Dzumhur (al Roland Garros), Fernando Verdasco (anche lui a Bois de Boulogne, a cui avrebbe deciso di fare causa), Kei Nishikori e Lucas Pouille, che però non è mai sceso in campo durante l’anno.

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