A Eastbourne c'è solo Murray: dominato Wawrinka. Seppi out

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A Eastbourne c’è solo Murray: dominato Wawrinka. Seppi out

Nella sfida tra i campioni al rientro, l’idolo di casa convince. Stan raccoglie 4 giochi. Undicesima sfida tra Seppi e Istomin: quarta vittoria per l’uzbeco. Fuori anche Berrettini

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COME STANNO MURRAY E WAWRINKA? – Se un anno fa qualcuno ci avesse detto che ad una settimana dall’inizio del torneo di Wimbledon avremmo assistito ad una sfida tra Andy Murray e Stan Wawrinka al primo turno di un ATP 250 come wild card, sarebbe quasi certamente stato preso per matto: invece è quello che è successo oggi pomeriggio a Eastbourne, dove l’ex numero 1 e l’ex numero 3 del mondo sono scesi in campo nella loro diciannovesima sfida (10-8 Murray ma ultima vittoria al Roland Garros 2017 per Wawrinka) per testare definitivamente la loro condizione ed avere un’idea realistica delle loro chance ai Championships di Church Road. Quello che si è visto nel primo set potrebbe fare pensare che uno solo dei giocatori fosse reduce da un infortunio che lo ha tenuto a lungo lontano dai campi, mentre l’altro, pur non essendo in forma smagliante, potrebbe anche reggere per qualche turno nel prossimo torneo dello Slam. È Murray che si aggiudica in modo perentorio il primo set per 6-1. Lo svizzero ha messo in mostra il tipico atteggiamento dei giorni peggiori, incostante, falloso, quasi stizzito nelle reazioni come in occasione del primo doppio fallo, determinato da hawk-eye, chiamato a confermare la chiamata del giudice di linea. Dall’altra parte della rete Andy Murray ha fatto il necessario per testare la situazione fisica dopo il lungo stop, anche se la mancanza di continuità nel gioco del suo avversario svizzero non l’ha certo aiutato. Si percepiva ad occhio nudo la cautela in certi movimenti del giocatore scozzese, il rischio di ricadute è stato analizzato nel dettaglio e sono state fornite ad Andy tutte le contromisure per gestire il suo rientro al meglio.

STAN NON C’È, VINCE ANDY – Nel secondo set Wawrinka cerca di reagire, trovare nuove soluzioni che gli consentano di prendere il comando del gioco senza necessariamente dover contare sui colpi “pesanti” di cui dispone nei momenti migliori, ma purtroppo per lui il Murray di oggi non pare in vena di concessioni. Anzi è lesto ad approfittare dell’unica occasione concessa dallo svizzero nel sesto gioco per guadagnare il vantaggio necessario per continuare a giocare in controllo senza rischiare. Stan non pare in grado di riprendere in mano la partita e cambiarne l’inerzia; riesce ad avere quattro occasioni nell’ottavo gioco ma ad Andy basta premere leggermente l’acceleratore per mettere in cassaforte il risultato e suggellare la sua prestazione strappando nuovamente il servizio al suo avversario, chiudendo il suo match dopo poco più di settanta minuti di gioco. In prospettiva Wimbledon possiamo dire che non vedremo sicuramente il miglior Murray, ancora troppo legato nei movimenti per poter cambiare radicalmente in meno di una settimana, ma vedremo sicuramente in giocatore in crescita. Stan deve invece sperare di riuscire in questi pochi giorni ad elevare la sua condizione mentale a livello di quella fisica, perché in caso contrario la sua strada sui verdi prati inglesi rischia di essere non molto lunga.

SEPPI DIESEL – Eastbourne, ultimi ritocchi alla condizione prima dei Championships per quei giocatori che sui prati quest’anno non hanno avuto grosse soddisfazioni. Della folta rappresentanza italiana che ha affrontato le qualificazioni, ha centrato l’accesso al tabellone principale il solo Matteo Berrettini, mentre per Viola e Bega gli avversari si sono dimostrati troppo forti, anche se Alessandro ha lottato per tutto l’incontro ad armi pari contro il tedesco Brandts. Nel tabellone principale aveva già trovato posto Andreas Seppi (43 ATP), che sempre bene ha fatto sull’erba, alla ricerca di conferme dopo la buona settimana di Halle (sconfitto dal futuro vincitore Borna Coric) e le non esaltanti prestazioni in terra d’Olanda. Ed è proprio con il suo incontro sul campo principale che si apre il programma odierno: il suo avversario è Denis Istomin (91 ATP) che dall’inizio del 2018 non ha realizzato prestazioni rilevanti e quindi potrebbe essere alla portata del tennista altoatesino. I precedenti tra i due sono ben dieci: l’azzurro ha trionfato in sette circostanze, ha vinto le ultime due e non perde contro l’uzbeco dal 2014 (Dusseldorf). Purtroppo per Andreas l’inizio non è dei migliori, visto che deve fronteggiare ben quattro palle break: ne annulla tre ma la quarta gli è fatale e lo costringe a dare strada ad Istomin. Seppi tenta di riequilibrare il match già nel successivo turno di battuta del kazako, ma l’impresa non riesce e Istomin conferma il break portandosi sul 3-0. Da lì alla fine del set poche emozioni, se non delle preoccupanti perdite di controllo con il dritto di Andreas che non gli consentono di mettere pressione sull’avversario e che non gli permettono di cambiare l’inerzia del match. Frazione chiusa sul 6-3 dopo 43 minuti.

 

REAZIONE ANDREAS MA NON BASTA – L’inizio del secondo set vede un Seppi meno falloso, che tiene il servizio e si guadagna una palla break: Istomin si salva e nel gioco seguente strappa il servizio all’italiano. La reazione di Andreas è quella di un esperto giocatore erbivoro, immediato contro break e match nuovamente in equilibrio. Nel nono gioco Seppi ha anche un set point che non trasforma e nel game successivo rischia di mandare Istomin a servire per il match ma alla fine si arriva al tiebreak, che il nostro giocatore si aggiudica di autorità per 7 punti a 4. L’andamento della terza frazione rispecchia la partita precedente: Seppi in difficoltà all’inizio, sotto di un break, recuperato nel gioco successivo, poi equilibrio fino al nuovo tiebreak. Anche nel gioco decisivo l’andamento è la fotocopia di quanto avvenuto in precedenza, con la differenza che Istomin riesce ad essere più solido e conquistare i punti decisivi che gli consentono di avanzare nel torneo. La sconfitta lascia un po’ di amaro in bocca ad Andreas, forse una minore imprecisione nel primo set avrebbe potuto portare ad un esito diverso, tuttavia la condizione del nostro giocatore pare buona e Wimbledon è alle porte.

FERRER FA FUORI BERRETTINI – Nel pomeriggio assolato di Eastbourne, dopo la sfortunata partita di Seppi, scende in campo Matteo Berrettini (80 ATP), proveniente dalle qualificazioni. L’azzurro affronta in una sfida inedita il vecchio leone David Ferrer, attualmente 38 ATP ma per tante stagioni solido top ten. Matteo parte con autorità e mette pressione allo spagnolo tanto da riuscire a guadagnarsi e trasformare la prima palla break del match, che gli consente di salire sul 3-1. A questo punto Ferrer comincia a macinare gioco, diventa il solito motorino che corre, corre e non si ferma mai, lottando su ogni punto. Lentamente ma inesorabilmente lo spagnolo prende il comando delle operazioni e riesce ad aggiudicarsi il primo set brekkando per due volte consecutive il nostro giocatore. Nel secondo set, David gioca di esperienza e non lascia spazio a Berrettini, che però non smette di lottare. Primo gioco e immediato break per Matteo, ma come detto prima Ferrer non vuole correre rischi e prima riequilibra il match, poi cerca di premere ancora sull’acceleratore, mentre le difese del nostro portacolori cominciano a cedere. Grande gioco in risposta e ancora un break per lo spagnolo: da lì in avanti l’esperienza ha la meglio sulla freschezza e l’incontro scivola senza sussulti verso lo scontato finale. La prestazione di Berrettini può e deve fare ben sperare. L’avvio di partita dimostra come con il passare dei match la consapevolezza dei propri mezzi sia sempre più in crescendo, e sicuramente la strada imboccata è quella giusta.

GLI ALTRI INCONTRI – Da segnalare la bella prestazione di Jay Clarke diciannovenne britannico ripescato in tabellone come lucky loser e capace di mortificare in due set (lasciandogli solo cinque giochi) il numero 50 del mondo Ryan Harrison – e la sconfitta di Gilles Muller, giustiziere di Nadal a Wimbledon lo scorso anno, che non riesce a superare l’australiano John Millman. Match equilibratissimo tra i due americani Jared Donaldson e Taylor Fritz, con due tiebreak e vittoria finale di Donaldson dopo quasi due ore e mezza di partita.

Risultati:

D. Istomin b. A. Seppi 6-3 6-7(4) 7-6(4)
J. Donaldson b. T. Fritz 6-7(8) 6-3 7-6(3)
J. Millman b. G. Muller 6-7(5) 6-3 6-2
[LL] J. Clarke b. R. Harrison 6-4 6-1
[6] D. Ferrer b. [Q] M. Berrettini 7-5 6-3
[WC] A. Murray b. [WC] S. Wawrinka 6-1 6-3

Andrea Franchino

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Australian Open, tabù Slam per Zverev: Shapovalov passa in tre set, ora Nadal

Sorpresa a Melbourne: il tedesco vittima dei suoi demoni, il canadese conferma di essere pronto per puntare in alto

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Denis Shapovalov - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)
Denis Shapovalov - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

[14] D. Shapovalov b. [3] A. Zverev 6-3 7-6 6-3

Clamorosa sorpresa all’Australian Open, che saluta uno dei principali favoriti. Alexander Zverev cade fragorosamente agli ottavi di finale per mano di un Denis Shapovalov che appare ormai maturo per puntare a qualcosa di importante. Sulla Margaret Court Arena passa il canadese in tre set (6-3 7-6 6-3) al termine di una partita che ha visto il tedesco rimanere vittima dei suoi demoni: qualcosa non va negli Slam per Sascha, che era accreditato come uno dei pretendenti al trono di Melbourne dopo quanto accaduto a Novak Djokovic. Dall’altra parte, Shapovalov si è fatto forza dei dubbi dell’avversario, gestendo bene i suoi momenti complicati e rimanendo lucido anche quando, nel terzo set, Zverev è apparso faticare più del dovuto dal punto di vista fisico.

IL MATCH – E dire che Sascha aveva avuto due palle break subito, nel primo game dell’incontro. Denis però le ha salvate e ha finito per togliere il servizio all’avversario nel quarto game (3-1). Il canadese è stato bravo a portare fino in fondo il break, senza concedere l’opportunità del contro-break: la saetta col servizio mancino slice ha messo spesso in difficoltà Zverev, che è finito ben presto in preda alla frustrazione. Il secondo set è proseguito sulla scia del primo, con il canadese che ha strappato al primo gioco il servizio a Zverev (molto deludente il rendimento del tedesco col suo punto migliore: a fine partita avrà solo il 69% di punti vinti con la prima e addirittura solo il 29% di punti vinti con la seconda). Dopo il break subito, il tedesco ha mostrato chiari segni di cedimento nervoso sfasciando malamente la racchetta. Poi però Denis ha accusato un calo, subendo prima il contro-break (2-2) e poi il break all’ottavo gioco (5-3). Ma Zverev è incappato in un game negativo quando è andato a servire per il secondo set permettendo a Shapo di agganciarlo sul 5-5. Il tiebreak è stato vissuto come sulle montagne russe. Il canadese si è portato sul 5-1, Zverev ha accorciato le distanze sul 5-4, Shapovalov ha commesso un doppio fallo sul primo set point sul 6-4, ma ha concretizzato il secondo il punto successivo grazie a una clamorosa stecca di diritto del tedesco e si è portato in vantaggio due set a zero. A quel punto l’inerzia del match era tutta dalla sua parte. Uno Zverev in rottura prolungata ha ceduto il servizio alla prima palla break del terzo set (2-0) e solo nel sesto gioco è riuscito ad arrivare a parità sul servizio di Shapovalov, che però è riuscito a tenere il servizio e poi a chiudere al secondo match point.

 

LE PAROLE – Shapovalov, dopo aver vinto la ATP Cup a inizio anno, arriva per la prima volta ai quarti a Melbourne e conferma che questo potrebbe essere l’anno della sua definitiva consacrazione come tennista di livello massimo: è il terzo canadese ad arrivare ai quarti di finale dell’Australian Open dopo Belkin (1968) e Raonic (2019). Potrebbe essere raggiunto da Auger-Aliassime, che domani sfiderà Cilic. “Adoro giocare in Australia, strafelice di aver vinto e giocato bene in una atmosfera fantastica come questa – ha detto Shapovalov nell’intervista post partita -. Non mi aspettavo di poter vincere in tre set. Ho giocato bene in tutte le zone del campo, colpito bene su entrambi i lati e sono stato intelligente. Ho gestito bene momenti complicati e sono riuscito a venirne fuori”. Ora per Shapovalov il quarto di finale contro Nadal: “Sarà un onore. Abbiamo giocato non troppo tempo fa ad Abu Dhabi, sarà ovviamente un’altra partita, sarà una grande battaglia, ma credo proprio che ci divertiremo”. Qui, invece, le dichiarazioni dei due giocatori in conferenza stampa.


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Australian Open 2022, un grande Nadal supera un buon Khachanov: 15° ottavo a Melbourne [VIDEO]

Vittoria in quattro set per il n. 5 del mondo: “Senza dubbio il mio miglior match quest’anno”. Ora per lui c’è Mannarino, che ha sconfitto Karatsev

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Rafael Nadal all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

[6] R. Nadal b. [28] K. Khachanov 6-3 6-2 3-6 1-6

Nel match di chiusura della sessione serale della Rod Laver Arena, Rafael Nadal supera Karen Khachanov per 6-3 6-2 3-6 6- 1in 2 ore e 50 minuti con una prestazione decisamente in crescita rispetto ai match disputati finora in questo torneo. La lontananza dal circuito nella parte finale del 2021 per il 35enne spagnolo non è stata una pausa particolarmente debilitante e ora a Melbourne sta continuando ad ingranare sempre di più. Di solito un’assenza prolungata di quasi 6 mesi può lasciare strascichi nel momento del ritorno alle competizioni di alto livello ma non se disponi dell’esperienza di Rafa, che con questa vittoria si è qualificato per la quindicesima volta alla seconda settimana dell’Australian Open; ricordiamo che in una situazione simile, proprio cinque anni fa e alla stessa età, Roger Federer tornò in campo e trionfò agli Australian Open.

Nadal per il momento ha superato l’ostacolo Khachanov – battuto 9 volte su 9 in carriera – con una prestazione a dir poco brillante per larghi tratti dell’incontro, di tutt’altra pasta rispetto a quella vista contro Hanfmann nel turno precedente. Del resto lo spagnolo non perde in questa fase di torneo dal suo debutto nel 2004 contro Lleyton Hewitt, e ora agli ottavi di finale trova Adrien Mannarino. Il n. 30 del mondo Khachanov invece, che aveva raggiunto i quarti di finale a Wimbledon nel 2021, arriva a quattro sconfitte consecutive nel terzo turno degli Australian Open senza aver mai superato questa fase a Melbourne.

 

IL MATCH – Blackout iniziale di Khachanov, con grande contributo dello spagnolo, che perde i primi sette punti del match e, nonostante le prime di servizio, si ritrova subito sotto di un break. Nadal non ci mette molto a saper sfruttare i momenti di incertezza dell’avversario e non toglie il piede dall’acceleratore facendo leva su angoli improponibili trovati sia col dritto che col rovescio. Magari l’uncino non avrà la stessa rotazione di un tempo ma l’efficacia non è scemata. Inizio di partita davvero travolgente per la testa di serie n. 6 che perde il primo punto alla battuta addirittura sul 5-3 nel momento di servire per il primo set. Con percentuali che sfiorano la perfezione, Nadal continua a pungere col dritto e poi una risposta lunga sancisce la fine del primo set per 6-3 dopo un monologo di 36 minuti.

La lotta e l’equilibrio del secondo set si condensa tutta nel primo game durato più di 10 minuti con il russo alla battuta. Khachanov prova a spingere portandosi quasi al limite delle sue abilità ma le potenti accelerazioni tornano indietro troppo spesso e alla fine il break in apertura è inevitabile. Poco più tardi c’è un altro game lottato dall’elevato tasso adrenalinico in cui Karen conquista la prima palla break della sua partita, occasione in cui ovviamente Nadal trova il modo per salvarsi con la battuta mantenendo il vantaggio, e conseguentemente il set per 6-2.

Sotto di due set Khachanov ha il grande merito di non abbandonare la partita anzitempo, anzi, inizia a sfoderare le sue potenti bordate di dritto con ancor maggiore convinzione; affinché l’andamento di un match si ribalti però ci vuole la complicità di entrambi i tennisti e dunque è anche Nadal ad avere un evidente calo di prestazione nel terzo set e anche un evidente arretramento nella posizione in risposta. Il maiorchino perde la battuta dopo esser stato sopra 40-0 e, nonostante le chance immediate di contro-break, Khachanov trova sempre il modo di salvarsi galvanizzandosi col passare del tempo. Il pubblico apprezza decisamente questo ravvivamento dell’incontro e in 57 minuti Karen vince il set per 6-3.

Nel quarto parziale Nadal torna ad indossare i panni del cannibale e neanche la bottiglietta meticolosamente poggiata a terra che cade e rovescia tutta l’acqua può distrarlo. Il calo registrato nel set precedente viene rapidamente smaltito e, continuando ad adottare una posizione in campo estremamente difensiva, il suo gioco mostra tutt’altri connotati; a suon di passanti vincenti arriva il break di Rafa già al secondo game. Il n. 5 del mondo è una roccia e di lì a poco arriva un altro allungo che permette a Nadal, dopo 2 ore e 50 minuti, di chiudere 6-1 con un servizio vincente al primo match point.

LE PAROLE A CALDO“Ho giocato contro un gran giocatore e un mio amico. Senza dubbio è il mio miglior match da quando ho ripreso a giocare quest’anno e colgo l’occasione per augurare Karen buona fortuna per il resto della stagione – ha iniziato Rafa nell’intervista in campo a fine partita -. Giocare una partita del genere significa avere dentro grande energia e voglio ringraziare il mio team e la mia famiglia perché abbiamo fatto un grande lavoro”.

A. Mannarino b. [18] A. Karatsev 7-6 6-7 7-5 6-4

L’avversario di Nadal negli ottavi a sorpresa sarà Adrien Mannarino, che nei pressi delle 02:30 australiane ha sconfitto dopo una battaglia di quattro ore e 39 minuti (un’infinità di tempo per soli quattro set) la testa di serie numero 18 Aslan Karatsev, che a Melbourne Park difendeva la semifinale del 2021. Karatsev, probabilmente provato dal fatto che aveva giocato già per cinque ore al primo turno contro Munar e altre due ore e mezza al secondo turno con McDonald, si è arreso ai colpi piatti e filanti del francese, che a 33 anni si è tolto la soddisfazione di arrivare per la prima volta al quarto turno dell’Australian Open. Il russo quest’oggi non è apparso certo nella sua miglior versione: particolarmente impressionante il numero degli errori non forzati (86).


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Australian Open, Medvedev piega il solito spettacolare Kyrgios. Daniel manda a casa Murray [VIDEO]

Nick, spinto da pubblico della Rod Laver Arena, fa il massimo, ma perde in 4 set. Sconfitta in 3 invece per Murray da un ottimo Daniel. Si ritira Gasquet

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Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)
Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Altro resoconto dei match maschili del Day 4 all’Australian Open 2022, quelli della tarda mattinata (qui per leggere cosa è accaduto nella notte, qui per la cronaca dei match della prima mattinata).

[2] D. Medvedev b. N. Kyrgios 7-6(1) 6-4 4-6 6-2

Alla fine il match più atteso del day 4, quello tra il numero 2 Medvedev e lo showman Kyrgios, è andato come la maggior parte degli appassionati si aspettava. Il pubblico della Rod Laver Arena ha sospinto un Kyrgios ancora imperfetto fisicamente al massimo delle sue capacità, ma alla lunga la forza mentale e atletica di Medvedev ha annullato il tennis spettacolare dell’australiano, che ha comunque regalato un’emozionante sessione serale ai suoi sostenitori e un set vinto. L’unica nota negativa di un match che è stato godibilissimo per tutto l’arco delle tre ore di gioco, è il continuo ululare del pubblico australiano, che nell’imitare l’esultanza di Cristiano Ronaldo (urlando ‘Siu’) letteralmente dopo ogni punto, pareva che urlasse ‘buu’ ai giocatori in campo.

 

Per quanto riguarda l’andamento del match invece, i fuochi d’artificio sono iniziati già dalle prime fasi, quando Medvedev si è portato avanti di un break ed è poi stato riacciuffato da Kyrgios grazie a qualche sbavatura del russo e un paio di ottime soluzioni con il rovescio di Nick a infiammare il campo principale di Melbourne Park. A sostenere l’australiano non c’è stata solo la folla che riempie lo stadio per un… abbondante 50%, ma anche un servizio straordinario: per i primi tre parziali ha mantenuto la percentuale di prime in campo vicina – o spesso superiore – al 70%. La risposta del campione dello US Open è stata però impeccabile e lo dimostra il fatto che abbia chiuso con 31 ace contro i 17 di Kyrgios, quasi il doppio.

Non è solo la fase di contenimento che ha dato la vittoria a Medvedev: sono 24 i colpi vincenti messi a segno in un cruciale primo set vinto al tie-break, dove dall’1-0 per Nick ha infilato 7 punti consecutivi, 4 dei quali grazie a vincenti. C’è stata anche la non quotata polemica continua da parte dell’australiano, che ha spesso battibeccato con Carlos Bernardes (giudice di sedia), reo secondo Kyrgios di far partire lo shot clock troppo presto, così da non dargli tempo di raggiungere il box del suo asciugamano a bordo campo. Medvedev non si è fatto distrarre e nella seconda metà del secondo set ha aggredito la partita, riuscendo sul 5-4 a disinnescare il servizio avversario e forzare un break nel decimo game. Molto interessante la statistica sul numero dei colpi negli scambi: la superiorità di Medvedev negli scambi lunghi – fattore che ci si aspettava essere ben marcato nel match – non è riscontrata a livello generale nei primi due parziali, mentre c’è stata una tendenza del russo a vincere più punti sul servizio di Kyrgios (18-13) quando lo scambio superava i 5 tiri.

Il terzo set di Kyrgios andrebbe invece recuperato per intero se non si è avuto modo di seguirlo, soprattutto nella fase finale. Scriverne non rende giustizia all’atmosfera che i suoi colpi hanno creato in uno stadio pieno solo per metà. Il break è arrivato sul 3-3 con un susseguirsi di colpi estemporanei e anche di elevata qualità tecnica. Medvedev non ha potuto che accettare l’onda emotiva sulla quale Nick continuava a viaggiare e ha incassato un 6-4, rimandando tutto al quarto.

La sensazione che Medvedev ne avesse di più era chiara sin dall’inizio, ma ciò che è accaduto nel finale del terzo ha rischiato di compromettere il quarto e mettere in discussione una prevedibile vittoria finale del russo: Kyrgios ha trovato una risposta vincente nel primo game per arrivare a palla break, ma si è fatto ipnotizzare nel suo attacco. Passato il momento positivo, ha tenuto la battuta per due turni, ma anche lui ha avuto la sensazione che il break fosse imminente: “Gli sto tirando il lavandino ed è tutto quello che ho”, ha detto, citando una famosa frase di Andy Roddick. Le prime di servizio a 220 orari infatti non sono bastate. Medvedev ha trovato una risposta vincente di rovescio contro il serve&volley di Kyrgios per brekkare e lì il match si è concluso, dal momento che l’australiano non ne aveva davvero più. Medvedev ha superato lo scoglio più arduo della sua prima settimana e ora giocherà al terzo round contro van de Zansdschulp.

Nell’intervista post-match il numero 2 del mondo ha detto che “Stare calmi è l’unica cosa che si può fare quando il pubblico grida ‘buu’ tra prima e seconda di servizio“, non capendo che urlassero invece ‘Siu’, come Cristiano Ronaldo. Jim Courier ha provato a spiegarlo a Medvedev, mentre chi ancora era presente sulla Rod Laver Arena continuava a ululare. Il russo li ha rimproverati ancora “Non riesco a sentire Jim Courier, abbiate rispetto, ha vinto qui. Rispettate almeno lui, perché sta parlando”. Ricevuta la spiegazione ha ribadito che è comunque fastidioso, soprattutto mentre si serve. Ha comunque chiuso tra gli applausi del pubblico, nonostante la doverosa polemica.

[Q] T. Daniel b. [WC] A. Murray 6-4 6-4 6-4

È un Andy Murray molto frustrato quello che si è presentato in conferenza stampa dopo essere stato eliminato dall’Australian Open al secondo turno. Taro Daniel ha superato il cinque volte finalista di Melbourne con un triplo 6-4, al termine di una partita in cui Andy avrebbe potuto anche vincere un set, ma non ha mai dato la chiara impressione di poter far girare l’incontro in suo favore. Si pensava che le fatiche del primo turno contro Basilashvili (e anche del torneo di Sydney la settimana precedente) le avrebbe probabilmente pagate contro Jannik Sinner in un possibile terzo turno. Invece è stato Daniel a mandare a casa Murray.

Lo scozzese avrebbe dovuto vincere il primo parziale per poter gestire meglio le energie, invece dopo aver livellato il set con un contro-break sul 3-3, ha ceduto di nuovo il servizio commettendo un paio di errori non da Andy Murray. Saranno 16 i non forzati al termine del primo set, uniti alla grande difficoltà del britannico nel gestire l’aggressività in risposta di Daniel (4/13 con la seconda in campo). La partita potrebbe cambiare a inizio secondo set, quando Murray ha mancato quattro chance di portarsi 2-0 e servizio, guadagnate mentre comandava il gioco e riusciva a prendere la rete. Il giapponese ha però salvato il turno di battuta e nel game successivo ha sfoderato un game eccezionale, con due risposte di rovescio e un dritto vincenti per conquistare il break, decisivo per la vittoria finale del set.

Il break che doveva arrivare a inizio secondo parziale, il tre volte campione Slam se l’è preso nel terzo, ma l’ha subito restituito. A questo punto ha iniziato a credere sempre meno nella vittoria, consapevole anche che nel suo serbatoio forse non ci fosse benzina a sufficienza per una rimonta da due set di svantaggio. Ma non solo. Daniel ha giocato un match quasi perfetto in tutte le sue componenti, come conferma l’invidiabile bilancio vincenti-errori (46-21). Dall’altro lato Murray ha chiuso sfiorando quota 50 non forzati e con un brutto gesto che da lui non si vede spesso, la racchetta scagliata a terra dopo aver subito – sul 4-4 – il break che ha mandato Daniel al terzo turno Slam per la prima volta in carriera.

B. van de Zandschulp b. R. Gasquet 4-6 6-0 4-0 rit.

Nella sezione più bassa del tabellone, si è deciso l’avversario di Daniil Medvedev nel terzo round. Sarà Botic van de Zandschulp, protagonista di una grande cavalcata allo US Open dove si fermò proprio contro il russo nei quarti di finale del torneo. Van de Zandschulp fu l’unico a togliere un set al numero 2 del mondo in occasione dello Slam di Flushing Meadows, vinto poi dal russo in finale contro Djokovic. Il giocatore olandese sfidava nel secondo round Richard Gasquet, autore di una grande partita all’esordio contro il connazionale Ugo Humbert, battuto in quattro set. Il 35enne ha pagato tutti gli sforzi del primo round quando van de Zandschulp ha alzato l’intensità del match, finendo per infortunarsi e lasciare il campo senza completare la partita.

Il francese ha comunque vinto un bel primo set, grazie a un break nel terzo game conquistato con il suo magistrale rovescio. Dopo il 6-4 in tre quarti d’ora, Gasquet non ha vinto più nemmeno un game. Prima ha ceduto un secondo set lampo, 6-0, poi a inizio terzo parziale ha avuto sempre più difficolta a servire, non riuscendo a incidere nemmeno con i colpi da fondocampo: al momento non ha però comunicato la causa dell’infortunio, né la parte del corpo infortunata.


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