Wimbledon, le semifinali maschili: i giganti alle 14, poi Nole vs Rafa

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Wimbledon, le semifinali maschili: i giganti alle 14, poi Nole vs Rafa

Dopo l’impresa con Federer, Kevin Anderson sfida Isner nella prima semi. A seguire andrà di scena l’attesissima 52esima sfida tra Nadal e Djokovic

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Sarà la sfida dei giganti tra Kevin Anderson e John Isner ad aprire il programma del Centre Court, nella giornata dedicata alle semifinali del tabellone maschile. Il sudafricano è riuscito a compiere un miracolo sconfiggendo l’assoluto favorito per la vittoria finale, Roger Federer, per di più annullando un match point e rimontando uno svantaggio di due set. Non sarà facile quindi recuperare sia dal punto di vista mentale che fisico, anche se la sfida tra servitori contro John Isner vedrà sicuramente scambi molto brevi. Se Anderson ha già disputato (e vinto) una semifinale Slam a New York, si tratta invece della prima volta per lo statunitense, capace finora di non perdere mai il servizio in tutto il torneo. Negli scontri diretti, Isner conduce per 8-3 e si è aggiudicato l’unica sfida sull’erba, al Queen’s nel 2008.

Il piatto forte di giornata è sicuramente la cinquantaduesima sfida tra Novak Djokovic e Rafael Nadal, che si ritrovano sul campo centrale a distanza di 7 anni dalla finale vinta dal serbo. Dopo un anno e mezzo da incubo Djokovic sembra essere tornato ad ottimi livelli, come ha ammesso lui stesso nella conferenza stampa post vittoria contro Nishikori. Dall’altra parte della rete troverà Rafael Nadal, che ha impiegato quasi 5 ore per sconfiggere Juan Martin del Potro al termine della partita più bella dell’anno. Djokovic conduce 26-25 negli scontri diretti e come detto precedentemente ha vinto su questi campi la finale contro Nadal nel 2011. I due però si sono sfidati a Wimbledon anche nel 2007, con il serbo che si ritirò nel terzo set della semifinale.

 

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Miomir Kecmanovic reporter per un giorno

Il next gen serbo si diverte a intervistare le stelle del circuito con domande simpatiche e decisamente poco legate al tennis

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Nella pancia dell’Hard Rock Stadium, Miomir Kecmanovic si è improvvisato reporter per un giorno, intervistando molte stelle del circuito ATP. Il giovane serbo si è sbizzarrito con le domande, chiedendo ad esempio a Roger Federer quale dei suoi quattro figli fosse il suo preferito o quale fosse l’anime (cartone animato giapponese, ndr) preferito di Kei Nishikori. Sempre al giapponese, dato lo status di superstar di cui gode in patria, ha poi chiesto se fosse in grado di comprare l’intera isola. “Non ancora. Mi serviranno ancora un paio d’anni.”

Kecmanovic si è poi rivolto al connazionale Novak Djokovic, cercando di ottenere in regalo qualche trofeo Slam. “Certo, tanto ne ho un sacco“, è stata la risposta divertita di Nole. Con Thiem invece il giovane Miomir si è lamentato di non essere stato menzionato durante il discorso di premiazione ad Indian Wells, visto che si sono allenati insieme in off season e dunque molto merito della vittoria in California è anche suo. Prontissima la replica dell’austriaco: “Beh io ci sono rimasto male che non mi hai ringraziato in conferenza stampa quando sei entrato in top 100!

 

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Nole e Andy in doppio insieme a Miami, sette anni fa [VIDEO]

Djokovic e Murray dalla stessa parte del campo vuol dire una sola cosa: difese pazzesche. Ma a volte può non bastare

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Quando Kyrgios trova un tennista più indisciplinato di lui

A fine partita l’australiano ha detto di Bublik: “L’imitazione è la più grande forma di ammirazione. Sono sicuro di piacergli”

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Un tennista che gioca in maniera disordinata cercando di fare il punto nelle maniere più disparate e impensabili contro uno che cerca di mettere al di là dalla rete più palle possibili sperando che gli errori dell’avversario siano molti più dei vincenti. Questa è la trama delle partite tra Nick Kyrgios e qualsiasi avversario gli si capiti di fronte. Ma con un co-protagonista come il 21enne kazako Alexander Bublik, un cavallo pazzo che domina a livello challenger ma fatica a sfondare sul circuito maggiore, si è visto un film diverso nel secondo turno di Indian Wells. Molto divertente di sicuro per il pubblico e anche per Kyrgios che ha portato a casa l’incontro per 7-5 6-3.

“È un giocatore che gioca alle sue condizioni”, ha poi dichiarato l’australiano, apparso di buon umore di fronte ai microfoni. “Mi ricorda me stesso. Deve imparare a giocare i punti importanti con più disciplina. Sembra strano detto da me”. Il tennista di Canberra conosceva bene il suo avversario e sapeva che le cose sarebbero andate così, che avrebbe dovuto recitare la parte del tennista continuo. “Immaginavo che mi avrebbe messo alla prova con colpi ad effetto. Sapevo che avrei dovuto essere il più disciplinato dei due oggi”, ha proseguito. “Ha mancato un paio di palle break giocando colpi senza senso. Io sono stato più solido”. E di solito la solidità è l’ultima delle qualità di Kyrgios. 

 

L’australiano si è divertito però a giocare contro un giocatore con queste caratteristiche, probabilmente molto di più del solito. “Ha un gran servizio. Tenta sempre di forzare delle seconde. Rischia tantissimo. Cerca sempre il colpo più difficile, la palla corta, ha un tennis entusiasmante. È divertente vederlo giocare e giocarci contro”, ha sottolineato. È possibile che Bublik sia influenzato nel suo stile di gioco da Kyrgios? “L’imitazione è la più alta forma di ammirazione. Gli devo piacere almeno un po’”, ha aggiunto tra il serio e il faceto. L’australiano sta facendo proseliti insomma. Se sia un bene per il tennis, dipende dai gusti e i punti di vista. 

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