ATP Amburgo, Gstaad e Atlanta: il tabellone. Cinque azzurri in campo

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ATP Amburgo, Gstaad e Atlanta: il tabellone. Cinque azzurri in campo

Fognini campione uscente e prima tds a Gstaad. Presenti Berrettini e Lorenzi. Ad Amburgo Cecchinato-Monfils e Seppi-Kohlschreiber. Isner e Kyrgios ad Atlanta, torna Chung

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ATP 500 Amburgo (Germania, Terra Rossa, €1.753.255)

Amburgo è il torneo più importante della mini-stagione estiva sulla terra rossa europea. Unico 500 in programma nelle tre settimane post Wimbledon, circondato da otto ATP 250, anche quest’anno Amburgo presenta un tabellone che rispecchia il valore del torneo. Il favorito è il recente finalista del Roland Garros, e numero 9 al mondo, Dominic Thiem. Nel suo quarto c’è Richard Gasquet, finalista (e si spera solo finalista, ci passerete il tifo italico) questa settimana a Bastad. Richard dovrà però prima passare lo scoglio di Paire al primo turno. Sempre nella parte alta, Thiem dovrebbe vedersela con Carreno Busta in semifinale. Lo spagnolo non è parso però particolarmente brillante nelle ultime uscite. Carreno avrebbe Kohlschreiber ai quarti; il tedesco è impegnato al primo turno contro il nostro Andreas Seppi. I precedenti ci lasciano delle speranze (6 vittorie per parte). Nella parte bassa, il favorito per la finale, in ordine di classifica, è Diego Schwartzman, uscito questa settimana a Bastad al primo turno contro Simone Bolelli. L’argentino ai quarti se la dovrebbe vedere contro Marco Cecchinato, poco fortunato con l’urna e opposto al primo turno a Gael Monfils. Nel caso in cui Marco vincesse contro il francese, avrebbe uno tra Leonardo Mayer e Ramos-Vinolas al secondo turno.

 

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ATP 250 Gstaad (Svizzera, Terra Rossa, €561.345)

Dopo la finale di Bastad, Fabio Fognini proverà a riconfermasi anche a Gstaad, dove l’anno scorso aveva conquistato il quinto titolo in carriera, sconfiggendo in finale il tedesco Yannick Hanfmann (quest’anno prima testa di serie delle qualificazioni, si era qualificato anche lo scorso anno). Fabio è la prima testa di serie di un tabellone che non sembra potergli presentare particolari insidie (assumendo che Fognini tenga una qualità di tennis costantemente accettabile). Dopo il bye al primo turno, Fabio avrà un qualificato, e poi presumibilmente il portoghese Joao Sousa (contro cui ha vinto cinque partite su sei). Nella sua parte di tabellone, l’avversario delle semifinali dovrebbe essere Andrey Rublev, sconfitto da Robin Haase nei quarti di Umago. Nel quarto di Rublev ci saranno Matteo Berrettini, opposto a Radu Albot al primo turno (primo incontro tra i due), e Paolo Lorenzi, che se la vedrà con il finalista di Umago, Guido Pella (2 a 1 per l’italiano i precedenti). La parte bassa di tabellone è guidata da Roberto Bautista Agut e Borna Coric.

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ATP 250 Atlanta (USA, Cemento, $748.450)

Con Atlanta inizia ufficialmente la stagione americana sul cemento che condurrà a Flushing Meadows a fine agosto. Il torneo dà infatti l’inizio alla US Open Series 2018. Le prime due teste di serie sono (Long) John Isner e Nick Kyrgios. Isner è arrivato almeno in finale in sette otto edizioni del torneo di Atlanta, inaugurato nel 2010, vincendone quattro delle ultime cinque. L’ultimo stop gli è stato inflitto proprio da Nick Kyrgios nella finale del 2016 in due tie-break.  L’unica edizione nella storia del torneo senza Isner tra i finalisti è quella del 2012, quando John si fermò in semifinale, sconfitto da Andy Roddick, che conquistò poi l’ultimo torneo in carriera il giorno successivo contro Gilles Muller. Si rivedrà finalmente Hyeon Chung, semifinalista degli Australian Open, fermo ai box da Madrid per un infortunio alla caviglia.

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Raffaella Reggi su Bollettieri: “Entrava nell’anima di ogni suo giocatore, sapeva sempre dire la parola giusta”

Ubaldo Scanagatta e Raffaella Reggi ricordano Nick Bollettieri. Reggi si è allenata con lui da quando aveva 15 anni. “L’ho sentito l’ultima volta poche settimane fa”

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Nick Bollettieri

Poche ore dopo la scomparsa di Nick Bollettieri, il Direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta è stato interpellato da Radio Sportiva insieme con una delle sue allieve storiche, la faentina Raffaella Reggi, che è stata seguita dall’accademia del grande coach italo-americano a Bradenton in Florida da quando aveva 15 anni.

Stavo giocando lo US Open junior nel 1981 e sapevo che un mese dopo sarei andata in Florida ad allenarmi da lui nell’ambito di un contratto di sponsorizzazione che avevo firmato – ha ricordato Reggi – Arrivai in Florida un giorno più tardi perchè avevo perso la coincidenza a New York, e mi catapultarono subito in campo. Venti minuti dopo, con quelle sue quattro-cinque parole in italiano maccheronico che conosceva venne in campo e mi disse ‘Facciamo una scommessa io e te? Tra un anno tu sarai entrata nelle Top 50’. Sei mesi dopo ero già arrivata al n. 47, quindi ci aveva visto lungo“.

Qui sotto l’audio integrale della conversazione andata in onda su Radio Sportiva il 5 dicembre.

 

Le frasi celebri di Nick Bollettieri

Il ricordo dei campioni del tennis

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Luca Van Assche, il primo 2004 a vincere un torneo Challenger: ecco il dato che può renderlo ottimista

Il diciottenne francese di origini italo-belghe iscrive il suo nome in un elenco che lo vede in compagnia anche di Alcaraz e Sinner

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Luca Van Assche – Maia Open 2022 (foto via Twitter @ATPChallenger)

Era in agguato da un paio di mesi, Luca Van Assche. Una, due, tre prede gli erano state soffiate all’ultimo momento da Cecchinato, Barrere e Krutykh. Era ormai solo questione di tempo, ma il tempo stava per scadere. O, meglio, il calendario era arrivato all’ultimo foglio da strappare, quello con i nomi di Maspalomas, nella Canarie, e Maia, in Portogallo. È stata quest’ultima la destinazione scelta da Luca per l’ultimo torneo della stagione, il Maia Open, categoria Challenger 80. Così, dopo tre finali perse, il diciottenne francese ha messo le mani sul suo primo trofeo a questo livello. Ora francese, ma nato a Woluwe-Saint-Lambert, comune nei pressi di Bruxelles, da padre belga e madre italiana, per poi trasferirsi con la famiglia a Aix-en-Provence all’età di tre anni.

Da numero 501 del ranking, a inizio anno ha giocato il suo ultimo torneo ITF, vincendolo. Ha così continuato la sua rapida ascesa (un anno prima era fuori dai primi 1500) fino all’attuale n. 138, l’ultimo (ma certo non ultimo) best ranking conquistato. Vincitore del Roland Garros 2021, per l’ATP misura 178 cm, un’altezza che, se confermata e definitiva, non è molto promettente, per quanto i due top 20 più bassi vantino appena cinque centimetri più di lui – e parliamo di Alcaraz e Ruud, numero 1 e 3 del mondo.

Di sicuro, almeno per adesso, non possiede il colpo che lascia fermo l’avversario, né a destra, né con il rovescio bimane, né con il servizio. Riservandoci di capire meglio nel prossimo futuro le qualità su cui può puntare per continuare un’ascesa che si fa sempre più ripida, ci sono un paio di dati che paiono di buon auspicio e, forse, anche per questo Luca sembra essersi avventato con particolare urgenza sul trofeo portoghese. Innanzitutto, l’elenco dei vincitori francesi under 18 a livello Challenger vede Richard Gasquet, Gael Monfils, Fabrice Santoro e Sébastien Grosjean. Vabbè, anche Corentin Moutet.

 

Inoltre, ci svela un tweet di Luca Fiorino, c’era una casella vuota in corrispondenza della classe 2004 nella lista dei primi vincitori Challenger di ogni annata ed è stata occupata appunto da Van Assche. Non che la concorrenza fosse agguerritissima, con il solo connazionale Fils (quello che aveva battuto Fognini nelle quali di Bercy per poi perderci al primo turno) a frequentare abitualmente la categoria. In ogni caso, considerando i nomi che lo precedono – Auger-Aliassime, Sinner, Musetti e Alcaraz – il giovane francese ha un motivo in più per essere ottimista riguardo alla propria carriera da pro.

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Connors: “Sanzioni ITIA a Fish e Bryan da Medioevo: le scommesse fanno comodo al tennis”

L’ex campione statunitense dice la sua sul rapporto tra lo sport e il betting. Un punto di vista di chi confessa di essere stato uno scommettitore compulsivo

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Jimmy Connors, US Open 2017 - Raccolta fondi della Croce Rossa per le vittime dell'uragano Harvey (foto Art Seitz)

Jimmy Connors dice la sua sul rapporto tra tennis e scommesse e, come spesso accade quando parla, ciò che afferma non lascia indifferenti. Durante il suo podcast trasmesso dalla Apple e condotto insieme al figlio Brett, “Advantage Connors”, Jimmy ha parlato anche delle recenti sanzioni inflitte dalla ITIA a Mardy Fish e Bob Bryan, entrambi membri della nazionale americana, per aver promosso sui social una società di gioco d’azzardo. Per le regole ITIA, qualsiasi persona in attività nel tennis non può incoraggiare in alcun modo le scommesse. Ma Connors è di tutt’altro parere.

“Sanzioni così sono da Medioevo – ha detto Jimbo -. Le scommesse possono fare il bene del tennis ed è ora di capirlo, invogliando le persone a guardare le partite e tenersi aggiornati sui giocatori. Io sono un appassionato di tennis, ma l’idea di poter fare delle scommesse su baseball o basket mi rende interessato a quegli sport. Vogliamo dare alla gente un motivo in più per guardare il tennis? Inoltre, il tennis potrebbe avere dei benefici economici nello stringere rapporti con società di scommesse sportive”.

Come è ovvio, il tema è ampio e il mondo delle scommesse può anche avere degli influssi negativi, dal fenomeno del match fixing a quello delle ludopatie. Però Connors dice tutto questo rivelando di essere stato a sua volta uno scommettitore accanito. Secondo quanto riporta tennis365.com, infatti, Connors ha affermato di aver scommesso più volte su sé stesso persino quando giocava. Puntando sempre, ha precisato, su sé stesso vincitore. Grazie alla moglie, Jimbo ha poi superato il vizio del gioco ma tuttora si ritiene convinto che tennis e scommesse possano andare a braccetto.

 

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