Washington e San José: Buzarnescu sogna, Kuznetsova si rilancia

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Washington e San José: Buzarnescu sogna, Kuznetsova si rilancia

Il Premier di San José si colora dei sogni a stelle a strisce di Mihaela Buzarnescu, che in finale sfiderà Sakkari. Kuznetsova si ritrova a Washington: tra lei e il titolo c’è Vekic

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WTA Premier San José

‘BUZ’ CONTINUA A STUPIRE – Quante cose possono cambiare in poco più di un anno. Nel giugno dell’anno scorso la rumena Mihaela Buzarnescu si arrabattava nei tornei minori per costruirsi finalmente una carriera all’altezza del suo talento. Domani a San José si giocherà la prima finale in un torneo WTA Premier e l’accesso nelle prime 20 del ranking (anche se è già n.15 nella Race). Buzarnescu, che si presentava in California da testa di serie n.5, ha infatti avuto la meglio in semifinale sulla belga Elise Mertens, testa di serie n.4 del seeding e altra giocatrice in grande crescita in questo 2018. Dopo aver perso il primo set per 6-4, la trentenne di Bucarest ha dominato i due successivi parziali per 6-3 6-1, chiudendo l’incontro in poco meno di due e ore e 20 minuti di gioco.

A separarla dal titolo è rimasta solo la sorpresa greca Maria Sakkari, alla prima finale in assoluto in un torneo del circuito maggiore. Sakkari si è guadagnata l’accesso all’atto conclusivo del Mubadala Silicon Valley Classic sconfiggendo nella semifinale meno nobile Danielle Collins, ultima americana rimasta in gara. Come Buzarnescu, anche la 23enne ellenica ha dovuto rimontare un set di svantaggio alla sua avversaria per poter portare a casa l’incontro (3-6 7-5 6-2). Con questo risultato Sakkari sicuramente scalerà 18 posizioni nel ranking mondiale portandosi a ridosso delle prime 30. In caso di successo in finale sfonderà anche questo muro. Insomma tutti contenti tranne il pubblico statunitense che non vedrà nemmeno una sua rappresentante cercare di alzare il trofeo. Considerando San José come naturale successore di Stanford, il torneo del quale ha preso il posto in calendario, è successo solo tre volte nelle ultime dieci edizioni. L’ultima nel 2015, quando a sfidarsi in finale furono Angelique Kerber e Karolina Pliskova.

 

Valerio Vignoli

Risultati:

[5] M. Buzarnescu b. [4] E. Mertens 4-6 6-3 6-1
M. Sakkari b. D. Collins 3-6 7-5 6-2

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WTA International Washington

Il torneo di Washington rilancia Svetlana Kuznetsova che dopo mesi difficili, dovuti al recupero dall’intervento al polso sinistro e alle difficoltà a tornare ad esprimersi ad alto livello, ritrova una finale nel circuito maggiore che mancava dal marzo 2017. In quell’occasione, infatti, la russa ex numero 2 del mondo, era arrivata in fondo al torneo di Indian Wells prima di arrendersi alla connazionale Elena Vesnina. Un anno e mezzo dopo Svetlana, scesa al n. 128 WTA, ritrova un match per il titolo proprio a Washington dove, nel 2014, si era imposta sulla giapponese Kurumi Nara mettendo fine a un digiuno durato quattro anni. La finale al Citi Open di Washington sarà la 41esima per la russa, a fronte di 17 titoli conquistati e 23 finali perse.

Svetlana Kuznetsova – Washington 2018 (via Twitter, @CitiOpen)

Decisi segnali di ripresa per Svetlana, giunta a questo torneo con appena quattro vittorie stagionali. Dopo aver chiuso l’ultimo set del suo quarto di finale sospeso il giorno precedente a causa della pioggia – doppio 6-2 alla kazaka Julia Putinseva – Kuznetsova è scesa in campo per sfidare Andrea Petkovic (n. 91 WTA). La tedesca, nel corso della settimana, ha dato importanti segnali di ripresa ma stanotte la russa è stata più centrata e precisa negli scambi; soprattutto si è rivista quella solidità che le ha permesso di fare la differenza e raggiungere importanti risultati in carriera. Il match, nonostante il punteggio secco di 6-2 6-2 in favore di Svetlana, è stato caratterizzato da punti molti lottati. Il dritto di Kuznetsova è risultato più incisivo e le ha permesso di togliere alla tedesca il tempo necessario a costruire lo scambio. Svetlana ha inoltre sbagliato pochissimo e ha colto ogni occasione per punire Petkovic con passanti di ottima fattura, sia di dritto che di rovescio, quando la tedesca ha provato con scarsa fortuna ad accorciare lo scambio.

Per Kuznetsova il vero fattore sembra però la ritrovata forma fisica. La numero 128 WTA – già sicura di rientrare in top 100 – è tornata anche ad esaltarsi con ottimi recuperi in fase difensiva, e in poco più di un’ora e venti minuti di gioco ha chiuso il match con il medesimo punteggio dei quarti di finale.

Tra Kuznetsova e il titolo, adesso, c’è la croata Donna Vekic (n. 44 WTA) che nel match che ha chiuso il programma di giornata ha battuto la cinese Saisai Zheng (n. 85 WTA) con il punteggio di 7-5 6-3. Sia Vekic che Zhang hanno dovuto chiudere i match di quarti di finale iniziati nella giornata precedente prima di scendere in campo per la semifinale. La croata, dopo qualche incertezza iniziale soprattutto al servizio, è riuscita nelle fasi finale del primo set ad alzare il livello del suo gioco e ha sfruttato al meglio la maggior penetranza del suo dritto. Nel secondo set Vekic ha giocato a braccio più sciolto e ne ha guadagnato in lucidità, riuscendo anche a sorprendere Zheng con qualche palla corta. La cinese, dal canto suo, ha tentato di resistere offrendo palle lavorate all’avversaria ma non è riuscita a cambiare l’inerzia del match. Donna Vekic ha chiuso il secondo set per 6 giochi a 3 e, adesso, disputerà la sua sesta finale della carriera: l’ultima risale allo scorso anno nel torneo su erba di Nottingham quando ebbe la meglio su Johanna Konta.

Bruno Apicella

Risultati:

Quarti di finale

[7] D. Vekic b. M. Linette 6-1 7-6(0)
Zheng b. [Q] A. Kick 6-3 6-1
Kuznetsova b. [8] Y. Putinseva 6-2 6-2

Semifinali

Kuznetsova b. A. Petkovic 6-2 6-2
[7] D. Vekic b. S. Zheng 7-5 6-3

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WTA

WTA Bogotà: Anisimova più forte di Sharma, per lei è il primo titolo

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Amanda Anisimova - Claro Colsanitas Open Bogotà (foto Twitter @CopaWTABogota)

[6]A. Anisimova b. A. Sharma 4-6 6-4 6-1

Ci ha pensato Amanda Anisimova a tenere alto l’onore delle teenagers in questo fine settimana. Dopo la sconfitta di Iga Swiatek nella finale di Lugano, la diciassettenne americana di origini russe ha conquistato il suo primo titolo WTA in carriera sconfiggendo in tre set la rivelazione australiana Astra Sharma.

 

In un match certamente non bello e quantomai altalenante, è riuscita a recuperare uno svantaggio di un set e un break contro un’avversaria sicuramente potente e di ottime prospettive, ma che nell’occasione si è dimostrata ancora troppo acerba contro un’Anisimova che, a dispetto dei suoi 17 anni, è riuscita a tenere duro nei momenti più difficili ed ha rovesciato l’esito di un match che sembrava aver preso una brutta piega.

Ci sono stati molti più errori gratuiti che errori vincenti, e 13 break su 27 game totali. La prima parte del match è stata tutta in favore della 23enne australiana proveniente dalla Vanderbilt University, che tra un break e l’altro si è comunque sempre mantenuta in vantaggio con il punteggio: dal 2-2 ci sono state cinque serie di due giochi a testa, due per Anisimova e tre per Sharma, per arrivare al 6-4, 2-2. Un game combattutissimo di 14 punti ha dato nuovamente il vantaggio e il break all’australiana, che però non è riuscita a trovare l’ultimo guizzo e da quel momento è andata progressivamente spegnendosi, vincendo solamente due dei successivi dodici giochi.

Amanda Anisimova entra dunque nella lista delle vincitrici di almeno un torneo WTA e diventa la diciottesima giocatrice diversa ad aggiudicarsi un titolo WTA in questa stagione su 18 tornei giocati. Con questa vittoria la teenager sale al n.54 della classifica mondiale, sua migliore posizione in carriera, che con ogni probabilità migliorerà nel prossimo futuro. Settimana più che positiva anche per Astra Sharma, che prima di questo Claro Colsanitas Open di Bogotà aveva vinto un solo incontro in un tabellone principale a livello WTA (al primo turno dell’Australian Open 2019), e che ora vede il suo ranking salire fino al n.101, a solo un passo dal grande traguardo della Top 100.

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WTA

Swiatek si scioglie sul più bello, a Lugano trionfa Hercog

La polacca inizia male, recupera, ma poi scompare nel terzo set, nonostante un break di vantaggio. Terzo titolo in carriera per la slovena

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Polona Hercog - Lugano 2019

Una finale dedalica e dai molti volti ha incoronato Polona Hercog campionessa del Samsung Open di Lugano. La giocatrice slovena ha giocato una buona partita dall’inizio alla fine, senza scomporsi troppo quando Iga Swiatek è salita di rendimento nel secondo set e restando calma anche sotto di un break nel parziale decisivo. Da parte sua la polacca, classe 2001, ha mostrato sia nel primo set che, soprattutto, nel terzo di soffrire molto la pressione in questa prima finale della sua carriera.

L’inizio del match è rimandato di oltre un’ora a causa della pioggia insistente. Quando finalmente si può giocare, entrambe le tenniste si presentano in campo ben coperte da maniche lunghe e pantaloni di tuta per far fronte al freddo clima svizzero di questa domenica. Swiatek si dimostra fin da subito piuttosto tesa e fallosa. Dopo l’1-1 iniziale, tre break consecutivi fissano il punteggio sul 3-2 per Hercog, che addirittura allunga sul 5-2. La slovena sciupa tre set point, si fa strappare il servizio, ma rimedia nel gioco successivo, chiudendo il set per 6-3.

 

In palese stato confusionale, Swiatek chiama il proprio coach per tentare di schiarirsi le idee. L’effetto balsamico della chiacchierata si vede fin da subito. La giovanissima polacca inizia infatti a disegnare il campo secondo i suoi ritmi, spostando Hercog a piacimento sia col dritto che col rovescio. Dal 3-2 in favore della slovena, Iga vince quattro giochi consecutivi e rimanda tutto al set decisivo.

L’inerzia sembrerebbe decisamente a favore della giocatrice polacca. Hercog chiede l’intervento della fisioterapista per farsi trattare la gamba destra e, una volta rientrata in campo, viene sballottata da una parte all’altra dalle accelerazioni di Swiatek, che trova un immediato break. Hercog però non demorde e piazza due vincenti in risposta che mettono la polacca sotto pressione. Il braccio di Iga diventa improvvisamente di marmo e iniziano a fioccare gli errori, soprattutto dalla parte del dritto. Hercog capisce il momento e spinge il palleggio, pur senza strafare, in attesa dei regali dell’avversaria. Swiatek è sempre più nervosa e non mette più un dritto in campo. Ne viene fuori un parziale di sei giochi a uno che valgono a Hercog il match e il terzo titolo in carriera.

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Italiani

Sara Errani si ferma ai quarti a Bogotà

Ancora penalizzata dal servizio, Errani sconfitta da Astra Sharma. Anisimova supera la wild-card colombiana Osorio Serrano

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Sara Errani - Indian Wells 2019 (foto Luigi Serra)

Sembrava che il Claro Colsanitas Open di Bogotà potesse essere per Sara Errani se non proprio il torneo della rivalsa, quantomeno un punto di partenza per una difficile risalita, invece il percorso della romagnola si è fermato ai quarti di finale davanti alla giovane australiana Astra Sharma (n.138 WTA) e davanti alle sue enormi difficoltà al servizio.

Come già capitato nei turni precedenti, Sara si è più volte affidata al servizio dal basso, totalmente incapace di trovare un minimo di affidabilità sulla seconda di servizio e molto traballante anche sulla prima. Il primo set è stato da dimenticare: 6-1 subito in 28 minuti, con 5 doppi falli, il 20% di punti vinti sulla seconda, zero vincenti e 7 errori non forzati. Sharma non ha dovuto fare moltissimo, se non sfruttare la pochezza della seconda palla avversaria e menare le danze con battuta e diritto. Aiutata anche dall’altura (Bogotà è situata a 2600 metri sul livello del mare) l’australiana ha superato spesso e volentieri i 180 chilometri orari con la prima di servizio, mentre all’inizio del secondo parziale Errani ha iniziato a battere anche qualche prima palla “da sotto”, a testimonianza della sua totale mancanza di fiducia in questo colpo.

 

Devi diventare come un muro” ha detto Pablo Lozano a Errani durante un cambio di campo, invitandola a rimandare quante più palle possibile per provocare l’errore di Sharma, certamente in possesso di un gioco brillante ma non altrettanto regolare, soprattutto nei palleggi sulla diagonale rovescia. Nel secondo set Errani è riuscita ad evitare la mattanza sul suo servizio trovando il modo di entrare negli scambi dove il match era certamente più equilibrato. Il servizio ceduto sul 4-4 (dopo aver condotto per 40-15) grazie a due “parate” a rete dell’australiana sembrava potesse essere quello decisivo, ma una Sara mai doma riusciva a restituire il break per il 5-5 pari con un paio di coraggiose discese a rete. Era solo un fuoco di paglia però, perché cinque minuti dopo il set e l’incontro arrivavano alla fine con Astra Sharma a celebrare la sua prima semifinale in un torneo WTA e il suo miglior ranking lunedì prossimo, che in caso di vittoria in semifinale contro Laura Arruabarrena sarà all’interno delle Top 100.

Per quanto riguarda Sara Errani, invece, il quarto di finale conquistato sulla terra sudamericana le consente di risalire dal n.243 al n.207 della classifica WTA: nelle prossime settimane ci sono 90 punti in scadenza, e l’obiettivo è quello di mantenere una posizione tale da ottenere l’ingresso nelle qualificazioni del Roland Garros.

L’ultimo incontro della sessione serale ha invece visto di fronte le protagoniste del quarto di finale “baby” del Claro Colsanitas Open: la diciassettenne americana Amanda Anisimova (n.76 WTA) ha sconfitto in tre set pieni di alti e bassi la wild card locale Maria Camila Osorio Serrano (n.438), sua coetanea e sua avversaria in tre precedenti incontri ai tempi delle competizioni junior. È stata quasi sempre Anisimova a fare e disfare la partita, soprattutto nel secondo set quando ha perso completamente la misura del diritto, spesso e volentieri sparacchiato fuori di parecchi metri, ed ha lasciato via libera alla beniamina del pubblico di Bogotà, allenata dall’ex giocatore ATP Alejandro Falla. Visibilmente infastidita dal colorito tifo dei colombiani, Anisimova ha comunque fatto valere il suo maggiore tasso tecnico ed il suo maggiore peso di palla costringendo l’avversaria a difendersi per gran parte del match, arrivando poi a prendere le misure nel terzo set e chiudendo senza patemi. La teenager statunitense affronterà in semifinale la brasiliana Beatriz Haddad Maia (n.165 WTA), vincitrice nel suo quarto della spagnola Sara Sorribes Tormo (n.79).

Risultati:

[6] A. Anisimova b. [WC] M.C. Osorio Serrano 6-2 1-6 6-3
[Q] B. Haddad Maia b. [7] S. Sorribes Tormo 6-7(6) 6-2 6-3
[11] L. Arruabarrena b. [5] T. Zidansek 6-4 6-2
A. Sharma b. [LL] S. Errani 6-1 7-5

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