Montreal: brutto stop per Wozniacki, ai quarti Stephens e Svitolina – Ubitennis

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Montreal: brutto stop per Wozniacki, ai quarti Stephens e Svitolina

MONTREAL – La N.2 spreca un vantaggio di 5-3 nel terzo set con Sabalenka ed esce ai sedicesimi. Vittorie in due set per l’americana e l’ucraina su Suarez Navarro e Konta

Vanni Gibertini

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dal nostro inviato, Vanni Gibertini

SLOANE SENZA PROBLEMI – Dopo la sessione serale di mercoledì annullata a causa della pioggia insistente (Montreal è stata sotto un temporale costante fino alle 3 del mattino) la giornata di giovedì si è presentata con un bel sole, cielo blu e una brezza costante ma non eccessivamente fastidiosa a tener lontana nuova pioggia. L’inizio del programma sul centrale ha visto Sloane Stephens disporre in maniera piuttosto agevole della “smemorata” qualificata Carla Suarez Navarro, la quale ha dovuto passare per il torneo di qualificazione essendosi dimenticata di iscriversi alla Rogers Cup. L’unico momento di incertezza del match si è avuto quando Suarez Navarro ha rimontato dall’1-5 al 5-5 per poi però cedere gli ultimi due game. “Credo che alla fine del secondo set lei abbia cominciato a giocare meglio, è un’ottima giocatrice, e credo che oggi abbia fatto un’ottima partita – ha dichiarato Stephens dopo il match – Ma fa parte del tennis, succede, non è che quando capita di perdere un vantaggio come quello cominci a pensare ‘Diamine adesso va tutto a putt… Oh, chiedo scusa…”. Insomma… la solita irresistibile Sloane.

HALEP SI SALVA NEL “RECUPERO” – Probabilmente non si aspettava di rimanere in campo così tanto, ma Simona Halep ha dovuto faticare per oltre tre ore (solo poco più di due delle quali giocate oggi) per passare il suo primo ostacolo alla Rogers Cup di Montreal. Il match era stato sospeso dalla pioggia mercoledì sera sul punteggio di 4-3 Pavlyuchenkova, ed alla ripresa sembrava che la vittoria di Halep nel tie-break del primo set avesse incanalato la partita sui binari del pronostico. Ma l’atteggiamento aggressivo della russa, in particolare in risposta, e la giornata poco brillante di Halep, ancora un po’ arrugginita dalla pausa estiva e poco a suo agio con il vento hanno fatto girare la partita dalla parte di Pavlyuchenkova, che dopo aver vinto il secondo set per 6-4 si era portata subito in vantaggio di un break e poi per 4-2. Ci è voluta tutta la “pugna” della n.1 del mondo, unita ad un comprensibile irrigidimento della sua avversaria nei momenti conclusivi del match a ribaltare il punteggio e consentire alla rumena di qualificarsi per gli ottavi di finale da giocare solamente poche ore più tardi. “Mi fa male tutto, ho una vescica che mi fa male, ma è normale quando si smette di giocare per un po’ – ha detto Halep dopo il match – Non ho molto tempo per recuperare, so come giocare contro Venus e sono pronta a dare tutto quello che ho”.

 

VENUS PRONTA PER SIMONA – Pass degli ottavi di finale conquistato per Venus Williams, vittoriosa su Cirstea nella Rogers Cup di scena a Montreal. Sul Banque Nationale court Venus si presenta con una vistosa ginocchiera blu, confermando i piccoli problemi fisici già accusati nel primo turno. Cirstea imposta la partita sull’aggressività, cosa che paga immediatamente con il break conquistato nel primo gioco. Williams non riesce a spingere col servizio, e soprattutto la seconda è poco più che una rimessa in gioco. Tutto in favore della romena, che controlla bene i propri turni di servizio e aggredisce a tavoletta in risposta. Ciò nonostante Venus non molla, cercando coi colpi a rimbalzo di cogliere ogni buona occasione, annulla tre palle break consecutive sul 4-2, e riacciuffa Cirstea sul 5 pari, più per demerito della giocatrice romena che per un innalzamento clamoroso del livello di Venere Nera. Tie break che Venus conquist dopo aver rincorso per tutto il set: 7-6 in suo favore. Non una gran notizia per Cirstea, che non riesce ad approfittare di una battuta avversaria molto al di sotto del consueto potenziale, e in più si fa breakkare a zero nel quinto gioco, con troppi errori non forzati. Partita comunque combattuta, cosa confermata dai cinque break consecutivi che portano Venus a servire per il match, completando l’opera. La rivedremo in campo più tardi contro Halep o Pavlyuchenkova.

KONTA NON TREMA CON AZARENKA MA SALUTA CON LA SVITOLINA – La caparbia britannica ha ripreso esattamente da dove aveva interrotto ieri e ha lasciato le briciole alla più esperta bielorussa, scesa al numero 95 del ranking WTA dopo la gravidanza e la battaglia processuale per l’affidamento del figlio che ne è seguita. Nel primo pomeriggio canadese Johanna Konta ha infatti continuato a dominare in risposta e ha poi chiuso con lo score finale di 6-3 6-1, con “Vika” che non ha trasformato nessuna delle 4 palle break avute a disposizione tra mercoledì e giovedì. Giornata di straordinari comunque per la suddita di sua maestà, tornata in campo qualche ora dopo per affrontare Elina Svitolina con in palio i quarti di finale. L’ucraina, campionessa della Rogers Cup di Toronto nel 2017, ha rispettato il pronostico e i precedenti che vedevano la 23enne di Odessa avanti con 3 vittorie su altrettanti incontri disputati.
Poco spettacolo e appena un game finito ai vantaggi nel primo parziale che la Svitolina si è aggiudicata per 6 giochi a 3. Lotta più serrata e capovolgimenti di fronte invece nel secondo, quando la Konta si è trovata avanti anche 4-2 e servizio prima di restituire a 0 il break.  Alla fine è stato proprio il parziale di 4 giochi consecutivi che ha consentito alla tennista ucraina di ribaltare la situazione e, complice un  break decisivo nel nono game (durato ben 16 punti), la numero 5 del mondo ha così superato l’ostacolo britannico dopo 1 ora e 25 minuti di match.  La detentrice del titolo troverà quindi venerdì dall’altra parte della rete la vincente della sfida tra la belga Mertens e la bielorussa Sabalenka, autrice dell’eliminazione della danese Wozniacki.

NESSUNA GIOIA PER CARO – Dopo la testa di serie n.1 che si è salvata per un soffio, la Rogers Cup ha però dovuto dire addio alla testa di serie n.2. Caroline Wozniacki, presentatasi in campo con la coscia sinistra vistosamente fasciata, si è dovuta arrendere a Aryna Sabalenka che dopo due ore e 31 minuti di ceffoni più o meno ragionati è riuscita a portare a casa il match al tie-break del terzo set, dopo aver annullato tre match point sul 3-5 della partita finale.
Il tema tattico della partita è stato abbastanza scontato, e piuttosto monocorde: Sabalenka a picchiare e Wozniacki a fare “muro” dall’altra parte. Il match avrebbe in teoria concludersi anche più velocemente in favore della ventenne bielorussa, in quanto nel primo parziale Aryna si era portata in vantaggio 5-3 per poi perdere quattro game consecutivi ed il parziale, così come era successo nel loro primo incontro la primavera scorsa ad Eastbourne. Poi, dopo un secondo parziale a senso unico, il drammatico finale che ha lasciato parecchio amaro in bocca alla tennista danese: “È sempre una grande delusione quando si perde un match dopo aver avuto la possibilità di vincerlo – ha detto una contrariatissima Wozniacki subito dopo essere uscita dal campo – che si tratti di un primo turno o di una finale. Peccato perché fisicamente mi sentivo bene, l’infortunio patito la settimana scorsa [a Washington, dove era stata costretta al ritiro n.d.r] non mi ha dato fastidio, per cui spero di fare meglio nei prossimi tornei”.

Hanno collaborato Corrado Boscolo e  Gianluca Rossino

Risultati:

Ottavi di finale

[1] S. Halep b. [13] V. Williams 6-2 6-2
[6] C. Garcia b. M. Sharapova 6-3 6-2
[15] A. Barty b. A. Cornet 7-6(3) 6-4
K. Bertens b. [8] P. Kvitova 6-3 6-2
A. Sevastova b. [10] J. Goerges 6-3 7-6(2)
[3] S. Stephens b. [Q] C. Suarez Navarro 6-2 7-5
[5] E. Svitolina b. J. Konta 6-3 6-4
[14] E. Mertens b. A. Sabalenka 2-6 7-6(1) 6-0

Secondo turno

[1] S. Halep b. A. Pavlyuchenkova 7-6(9) 4-6 7-5
[13] V. Williams b. S. Cirstea 7-6(4) 6-4
J. Konta b. [WC] V. Azarenka 6-3 6-1
A. Sabalenka b. [2] C. Wozniacki 5-7 6-2 7-6(4)

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Kvitova soffre, lotta e vince: a Sydney conquista il titolo numero 26

Dopo un primo set da dimenticare, e sotto 3 a 0 nel parziale decisivo, Petra rimonta l’australiana Ashleigh Barty. Secondo trionfo in carriera nel Premier di Sydney

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Petra Kvitova - Sydney 2019 (foto via Twitter, @SydneyTennis)

[5/WC] P. Kvitova A. Barty 1-6 7-5 7-6(3)

Il cuore. La testa. La voglia di non mollare e di lottare su ogni punto. Petra Kvitova (n. 8 WTA) batte l’australiana Ashleigh Barty (n. 15 WTA), conquista il titolo numero 26 della carriera e lo fa al termine di un match lottato e nel corso del quale è stata costretta sempre a rincorrere. Dopo un primo set da dimenticare, Kvitova è stata brava a restare attaccata nel punteggio nel secondo set ed è stata capace di alzare il livello del suo tennis nei momenti decisivi che le hanno consentito di andare a giocarsi il tutto per tutto nel terzo set. E il parziale decisivo non è stato semplice dal momento che si è trovata subito sotto 3 a 0; quando poi è sembrata vicino alla conclusione dell’incontro, non è riuscita a chiudere con due game di servizio a disposizione, avvertendo un calo fisico, che però non le ha impedito di vincere, a suon di accelerazioni vincenti, il tie-break decisivo.

Petra Kvitova in carriera ha disputato 33 finali e ne ha perse solo 7. E dato ancor più significativo: da quando è rientrata nel circuito dopo la terribile aggressione del dicembre 2016 che aveva messo a rischio la sua carriera, non ha mai perso una finale. Quella di Sydney è la settima finale consecutiva vinta dalla ceca bi-campionessa di Wimbledon. L’ottava vittoria consecutiva se si considera la conquista del WTA di Zhuhai avvenuta, però, prima dell’aggressione. “Grazie di tutto – ha detto durante la premiazione una sorridente Kvitova – Ashleigh mi dispiace che tu abbia perso in casa ma sono sicura che un giorno vincerai questo torneo. Buona fortuna per tutto”. Era stata la stessa Barty a congratularsi con l’avversaria poco prima.

 

Il primo set della finale di Sydney è stato tutto a favore dell’australiana: Kvitova non è stata lucida nella gestione dello scambio, è apparsa molto fallosa e al servizio non è riuscita a fare la differenza da fondo. La numero 15 del mondo invece ha coperto bene il campo e letto il gioco dell’avversaria: i gratuiti della ceca hanno iniziato ad aumentare mentre l’australiana si è dimostrata molto solida e capace anche di effettuare delle variazioni nel gioco. Barty, quindi, è apparsa in perfetto controllo del match chiudendo il parziale per 6-1.

Alla ripresa Kvitova ha provato a lasciarsi alle spalle il primo set mettendo più prime in campo e, soprattutto, impostando meglio il gioco nei game di battuta. La ceca ha tentato di incidere anche in risposta; Barty però ha sfruttato bene gli angoli del campo non dando punti di riferimento all’avversaria. L’intensità del match ha iniziato a salire: Kvitova ha trovato fluidità nei colpi mettendo in luce il rovescio, forte e preciso, con il quale aveva dominato la partita di semifinale contro Sasnovich. La numero 15 WTA, però, non si è fatta intimidire e ha rispedito al mittente i tentativi di rimonta da parte della ceca.

Kvitova quindi si è trovata a servire per salvare il match: a questo punto la campionessa Slam ha aumentato la profondità e la potenza dei colpi, ha spolverato le righe e ha trovato interessanti soluzioni con il rovescio che hanno sorpreso l’avversaria. La pressione a questo punto è stata tutta sulle spalle di Barty, che ha accorciato i colpi e ha permesso a Kvitova di dominare lo scambio e conquistare la prima palla break dell’incontro. La numero 8 WTA ha sfruttato l’occasione portandosi a servire per rimandare la contesa del match al set decisivo. Dopo due palle per il set Kvitova ha chiuso per 7 a 5 grazie ad un bellissimo rovescio. È stato questo il colpo che le ha permesso di fare la differenza nel parziale.

Nel terzo set Kvitova ha alternato errori ad ottime soluzioni da fondo e di tocco ed è stata costretta a rincorrere nel parziale, mentre Barty ha ritrovato la fluidità dei colpi del primo set si è portata sul 3 a 0. La ceca, però, non è rimasta passiva e dopo un bellissimo game al servizio ha messo pressione con il suo gioco da fondo recuperando il break e riportando in parità il parziale. Il break che avrebbe potuto concludere l’incontro, però, è arrivato nel nono game: Kvitova ha lottato su ogni punto e grazie a delle risposte molto angolate e profonde ha strappato la battuta all’avversaria. Ma quando si è trovata a servire per il titolo ha subito la rimonta di Barty: il servizio di Kvitova non ha funzionato come in precedenza e alcune imprecisioni hanno rimandato la chiusura dell’incontro.

La ceca ha ritrovato profondità in risposta strappando di nuovo la battuta ma, dopo un punto molto lottato vinto da Barty, è apparsa in affanno e si è piegata più volte sulle gambe. Kvitova, quindi, non ha potuto fare la differenza al servizio, ha aumentato i doppi falli, e il match è arrivato al tie-break decisivo. Con una grande dimostrazione di forza e di voglia di non mollare, Kvitova ha giocato d’esperienza, lasciando andare il braccio e, grazie a molte accelerazioni vincenti e colpi profondi giocati sulle righe, ha chiuso il tie-break per 7 punti a 3.

Grazie ai punti ottenuti in questo torneo da lunedì Kvitova salirà in classifica dalla posizione numero 8 fino alla 6 e, nelle prossime ore, sarà impegnata nel primo Slam dell’anno in un primo turno non proprio facile: dall’altra parte della rete troverà la slovacca Magdalena Rybarikova. Barty invece ha perso la sua seconda finale consecutiva a Sydney (lo scorso anno con Angelique Kerber) e confermerà la sua posizione di numero 15. Per lei a Melbourne ci sarà l’impegno contro la thailandese Luksika Kumkhum.

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Primo sorriso in carriera per Sofia Kenin, battuta Schmiedlova a Hobart

La 20enne americana domina la finale di Hobart vincendo il primo torneo della carriera senza perdere nemmeno un set. Farà il suo ingresso tra le prime 40 giocatrici del mondo

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Sofia Kenin - Hobart 2018 (foto via Twitter, @HobartTennis)

S. Kenin b. A. Schmiedlova 6-3 6-0

Si è conclusa la 25esima edizione del torneo WTA di Hobart: dopo un dominio di giocatrici europee che durava dal 2012, a vincere l’evento International è stata la statunitense Sofia Kenin, che al primo titolo conquistato in doppio conquistato la settimana scorsa ad Auckland, fa subito seguire il primo successo della carriera anche in singolare. A uscire sconfitta da una finale a senso unico è stata la slovacca Anna Schmiedlova, incapace in questo match di trovare contromisure alla maggior potenza di palla della sua avversaria. Dopo Chanda Rubin nel 1999 e Amy Frazier nel 2004, una tennista americana torna a trionfare in Tasmania: dopo appena due settimane il tennis statunitense ha eguagliato il numero di titoli vinti in singolare nel 2018, uno appunto.

Il percorso più ostico per arrivare a questa finale forse lo ha percorso Kenin, la quale al primo turno ha eliminato la testa di serie numero 1 Garcia, mentre l’avversaria più rognosa per Schmiedlova è stata Bencic. Le due finaliste si erano affrontate solamente una volta in precedenza: nel turno di qualificazioni di New Haven e anche in quel caso a vincere fu Sofia. La 20enne americana quest’oggi è partita subito forte e se la sua avversaria aveva dichiarato di essere sorpresa di aver raggiunto la finale, lei non lo sembrava affatto. Con il carattere caparbio che ormai abbiamo imparato a conoscere, ha iniziato sin dai primi scambi a spingere da fondo, ben alternando le sue accelerazioni con frequenti smorzate di rovescio. Schmiedlova in un primo momento è riuscita a contenere la sua avversaria, ma il suo gioco che viaggia a ritmi molto più bassi e privo di un colpo definitivo, alla lunga si è rivelato troppo fiacco.

 

Dopo un momento iniziale particolarmente equilibrato dove entrambe le giocatrici hanno avuto chance per passare in vantaggio, Kenin è riuscita a prendere il sopravvento e con il passare dei game il suo dominio si è esteso sempre di più. Dal 3-3 infatti la tennista classe ’98 non si è più voltata indietro e col punteggio di 6-3 6-0 ha portato a casa l’incontro in un’ora e 13 minuti di gioco. Come detto questo è per lei il primo titolo della carriera ed è arrivato senza perdere un set; inoltre questo successo le permetterà di migliorare il suo best ranking facendole raggiungere la posizione numero 37.

Al di là del risultato di questo match, entrambe le giocatrici partono da Hobart con ottime sensazioni. Se agli Australian Open Schmiedlova è subito chiamata ad un impegno difficilissimo contro Elise Mertens, Sofia Kenin si appresta ad affrontare Veronika Kudermetova nel miglior modo possibile. A questo punto la possibilità di assistere al secondo turno con la numero 1 del mondo dipende molto più da Halep che da lei.

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Kvitova sfida Barty per il titolo a Sydney, Kenin contro Schmiedlova a Hobart

A Sydney Petra vendica la sconfitta di Wimbledon con un match perfetto, Barty proverà a fermarla. A Hobart la giovane statunitense cerca il primo titolo WTA

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Petra Kvitova, WTA Premier Sydney 2019 (foto via Twitter @SydneyTennis)

SYDNEYAncora una volta la pioggia si è resa protagonista al WTA International di Sydney, causando un notevole ritardo nel programma delle semifinali. Tuttavia Ashleigh Barty e Kiki Bertens sono riuscite a completare il loro match e almeno gli spettatori presenti, prima di dover mettersi a riparo dall’acqua, hanno potuto assistere a uno spettacolo a dir poco avvincente.

Entrambe le giocatrici hanno un gioco particolarmente offensivo e possono vantare ottimi risultati anche nel doppio, con l’australiana che forse è più propensa al gioco di volo anche in singolare ed è dotata di maggior sensibilità rispetto all’olandese. Cercando quindi di sfruttare al massimo queste sua abilità, Ash si è recata spesso a rete cercando di togliere tempo alle manovre di Kiki. Nel primo set i servizi sono stati dominanti tanto che, giunte al tie-break, proprio grazie ad un ace Bertens è riuscita a chiudere 7-4. Col passare dei game la numero 9 del mondo, forte del vantaggio acquisito, ha iniziato a rendersi anche lei più propositiva, ma nonostante l’ottima copertura della rete, Barty in numerose occasioni è riuscita a passarla con colpi tanto notevoli quanto efficaci. Un solo break nel quinto game le è bastato per riportare il match in equilibrio e con un altro, al fotofinish del terzo set, si è portata a casa il match. Più ci si avvicinava all’epilogo più il livello si alzava, e proprio nei momenti cruciali Barty ha messo a segno un paio di punti da incorniciare: con una volée in allungo si è aperta la strada per il break sul 5-5 e con un pallonetto di rovescio a una mano ha aperto l’ultimo game, quello che le ha consegnato la meritata vittoria. Questo successo dunque le consente di tornare a giocarsi la finale a Sydney dopo 12 mesi (persa con Kerber) ma soprattutto, considerando la prestazione convincente, le dà grande fiducia in vista degli Australian Open dove il pubblico, come oggi, sarà tutto dalla sua parte.

Nella seconda semifinale si sono incontrate per la seconda volta Petra Kvitova e Aliaksandra Sasnovich. L’unico precedente tra le due è stato a dir poco memorabile e risale ad appena sei mesi fa: si erano incontrate al primo turno di Wimbledon dove la bielorussa, sfruttando al massimo la sua risposta, aveva portato a casa la partita con tanto di bagel nel terzo set. Entrambe le finali WTA raggiunte da Sasnovich risalgono a quando giocava da qualificata: Seoul 2015 (perso contro Begu) e Brisbane 2018 (perso contro Svitolina).

 

Oggi però non era la sua giornata. In appena 66 minuti una Kvitova dirompente ha raggiunto la sua prima finale del 2019, lasciando appena tre giochi alla malcapitata Sasnovich. La bielorussa ha comunque fatto registrare una statistica interessante: è la quinta volta negli ultimi sei anni che una qualificata raggiunge le semifinali di Sydney; addirittura nel 2014 Pironkova vinse il titolo e Puig arrivò seconda due anni dopo. Dopo un grande avvio di Kvitova (3-0), Sasnovich ha avuto tre occasioni di rientrare in partita, ma ha da recriminare solo sulla terza, sciupata con una risposta in rete su una seconda abbordabile della ceca. Il colpo che ha fatto la differenza in favore di Kvitova è il rovescio, quello di solito meno affidabile, con il quale oggi ha disegnato traiettorie imprendibili. Nel secondo set Sasnovich è rimasta in partita solo nei primi quattro giochi. Una volta subito il break nel quinto, la partita è scivolata nelle mani della numero 8 WTA, che ha chiuso anche con ottimi numeri al servizio (solo due punti persi con la prima nel secondo parziale). Kvitova -campionessa a Sydney nel 2015- tornerà a giocare una finale dopo sei mesi di attesa, dal torneo di Birmingham 2018. Proprio al torneo sull’erba del centro Inghilterra (del 2017 però) risale l’ultimo dei due precedenti con Ashleigh Barty, sua avversaria nell’ultimo atto. In entrambi casi ha vinto Petra, ma non si sono mai scontrate sul cemento.

 

HOBART  La prima semifinale del torneo WTA International di Hobart ha visto opposte Belinda Bencic e Anna Schmiedlova. L’incontro è stato equilibrato per due set abbondanti ma si è sempre avuti l’impressione che Anna fosse in controllo delle operazioni e infatti, nel parziale decisivo, la svizzera appena è andata sotto nel punteggio ha iniziato a lasciarsi andare. La 24enne slovacca ha poi riconosciuto le difficoltà nel giocare contro Bencic, soprattutto per il rapporto che le lega fuori dal campo: siamo molto amiche e non avrei mai voluto vincere contro di lei e domani, chiunque sarà la mia avversaria, non avrò nulla da perdere e giocherò senza pressione.” L’ultima finale giocata dalla numero 77 del mondo risale allo scorso anno a Bogotà quando batté Arrubarena.

Nell’altro incontri di giornata la testa di serie n. 6 Alizé Cornet, giunta in semifinale dopo aver battuto due tenniste fuori dalla top 300, interrompe bruscamente la sua corsa contro Sofia Kenin. Quest’ultima si dimostra per l’ennesima volta una giocatrice caparbia e con questo risultato, senza perdere neanche un set, raggiunge la prima finale della carriera (sarà la terza statunitense a giocarsi il titolo a Hobart dopo Madison Keys nel 2015 e Mattek-Sands nel 2011). Cornet, campionessa qui in Tasmania tre anni fa, è scesa in campo con una vistosa fasciatura alla coscia sinistra e durante l’incontro ha anche ricevuto un medical time-out. Nonostante ciò è comunque riuscita a mettere in difficoltà la sua avversaria, soprattutto nel secondo set salendo 3-0, ma da quel momento in poi le sue condizioni sono peggiorate drasticamente e le vada dato almeno il merito di non essersi ritirata. La 20enne Sofia invece, continuando a spingere con il potente dritto come se niente fosse, ha portato a casa il match in un’ora e 14 minuti e in finale affronterà la slovacca Schmiedlova, già battuta nell’unico precedente sei mesi fa a New Haven.

con la collaborazione di Antonio Ortu

RISULTATI

Sydney, semifinali:

A. Barty b. [7] K. Bertens 6-7(4) 6-4 7-5
[5/WC] P. Kvitova b. [Q] A. Sasnovich 6-1 6-2

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Hobart, semifinali:

A. Schmiedlova b. B. Bencic 7-6(2) 4-6 6-2
S. Kenin b. [6] A. Cornet 6-2 6-4

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