Giorgi vince a New Haven, scansa Halep e ritroverà Bencic

Facile affermazione su Bogdan per la tennista italiana. Avrebbe dovuto affrontare Halep ma la rumena si è ritirata: al secondo turno ci sarà la svizzera che evoca dolci ricordi. Subito fuori Pliskova

Giorgi vince a New Haven, scansa Halep e ritroverà Bencic

Dopo essersi affrontate due volte a Shenzhen, quest’anno e lo scorso con una vittoria ciascuna, Camila Giorgi e Ana Bogdan hanno incrociato le racchette per la prima volta fuori di terra cinese. Al primo turno del Premier di New Haven ha prevalso nettamente la tennista azzurra (6-3 6-2), che era stata sconfitta altrettanto nettamente nella sfida che aveva aperto il suo 2018. L’inizio di partita non è stato semplicissimo per Camila, costretta ad annullare ben cinque palle break nel primo game per poi vedersi strappare il servizio nel quinto gioco; da quel momento, sotto 3-2, Giorgi si è liberata dalle inibizioni e ha semplicemente messo la freccia vincendo sei game di fila per aggiudicarsi il primo set e salire 2-0 nel secondo. Non ci saranno altre incertezze per la giocatrice di Macerata che nel secondo set concederà soltanto sei punti sul suo servizio.

Il regalo per l’ottima prestazione è il secondo turno contro una lucky loser. Si tratta pur sempre di Belinda Bencic, potenzialità da campionessa e colpi che possono lasciar ferma qualsiasi avversaria, ma il cattivo periodo di forma della 21enne svizzera non lascia dubbi sul fatto che si tratti di un grosso miglioramento rispetto all’avversaria designata. L’urna aveva infatti accoppiato Camila con la n.1 del mondo Simona Halep, che reduce dalla sfiancante finale di Cincinnati ha prevedibilmente deciso di rinunciare al torneo in Connecticut per dirigersi direttamente a New York. L’incrocio con Bencic evoca dolci ricordi non solo perché l’italiana ha vinto le ultime due sfide, ma soprattutto perché la prima di queste due vittorie è valsa a Giorgi il primo e finora unico titolo in carriera, quello di ‘s-Hertogenbosch 2015.

 

BIG O PRESUNTE TALI – Ha ricominciato senza troppi affanni Sabalenka, che a Mason aveva brillato prima di imbattersi in Halep in semifinale. La bielorussa ha sconfitta con un comodo 6-3 6-2 Sam Stosur, altra lucky loser. Chi invece gli affanni continua a viverli con regolarità è Karolina Pliskova, che contro Makarova non è riuscita ad andare oltre i quattro campo. La giocatrice ceca non poteva avvicinarsi in modo peggiore all’ultimo Slam dell’anno, che solo qualche mese fa sembrava poter essere tra le protagoniste a Flushing Meadows. C’è invece una giocatrice ceca che qualche carta da giocarsi a New York ce l’ha sicuramente ed è Petra Kvitova, la cui scelta di scendere in campo a New Haven ha un po’ stupito dopo le fatiche di Cincinnati. La terza testa di serie è scesa in campo in chiusura di programma e ha battuto in due set Aga Radwanska, capace di essere maga solo a tratti nel secondo parziale, e comunque in modo sufficiente a garantirle soltanto una resa onorevole al tie-break.

GLORIA ALLE QUALIFICATE – Praticamente infallibili le qualificate in Connecticut: oltre a Giorgi, che a sua volta ha battuto una giocatrice uscita dal tabellone cadetto, hanno passato il turno anche tutte le altre ‘Q’ presenti in tabellone. A partire da Sasnovich, che è emersa dall’incontro più lottato di giornata – oltre tre ore di gioco – contro Kiki Mladenovic, le cui prestazioni sono in miglioramento ma a quanto pare non abbastanza da sganciarla dall’anonimato in cui si è cacciata. La bielorussa non ha cominciato benissimo, anzi, nel primo parziale ha persino mandato la francese a servire per il set; a quel punto si è svegliata dal torpore e dopo aver annullato un set point nel tie-break si è portata in vantaggio. Nel secondo Sasnovich si è portata subito avanti di un break, ha fallito ben sei palle del doppio vantaggio, si è vista rimontare prima di tornare avanti, andare a servire per il set e fallire ancora, tanto da propiziare il tie-break e il conseguente terzo set. Non inganni il 6-2 del set decisivo, durato oltre 50 minuti, con Mladenovic avanti 2-0 e poi incapace di vincere altri game.

Tanto agevoli quanto sorprendenti le affermazioni delle altre qualificate Yastremska, che ha lasciato solo tre game alla wild card Collins, e Diyas, giocatrice con ottime soluzioni sul veloce: la kazaka ha sconfitto Sakkari, che sta vivendo un ottimo momento di forma in questa seconda parte di stagione. Il quinto e ultimo exploit di una giocatrice qualificata porta la firma di Monica Puig, che ha vinto la sfida di rovesci contro una Timea Bacsinszky in disarmo sempre più preoccupante (attualmente n.751 WTA). La svizzera quest’anno ha vinto un solo incontro a Miami, contro Makarova, in un incontro in cui peraltro aveva regalato una giocata da urlo. Poi è arrivato un fastidio al polpaccio che si è sommato alle sequele dell’operazione al polso, non ancora completamente ristabilito dopo il lungo stop. Non se la passa troppo meglio Laura Siegemund, sconfitta al primo turno da Konta e dunque ancora incapace di progettare l’assalto alla top 100.

Puig affronterà agli ottavi la vincente di Bertens-Kontaveit, unico incontro di primo turno non ancora disputato per concedere all’olandese qualche ora in più di meritato riposo dopo la straordinaria vittoria di Cincinnati; per Konta invece ci sarà Suarez Navarro.

Risultati:

[Q] A. Sasnovich b. K. Mladenovic 7-6(6) 6-7(3) 6-2
J. Konta b. L. Siegemund 6-2 7-5
E. Makarova b. [4] Ka. Pliskova 6-1 6-3
[Q] C. Giorgi b. [Q] A. Bogdan 6-4 6-2
[Q] D. Yastremska b. [WC] D. Collins 6-0 6-3
A. Sabalenka b. [LL] S. Stosur 6-3 6-2
[Q] Z. Diyas b. M. Sakkari 6-4 6-3
[Q] M. Puig b. T. Bacsinszky 7-5 6-1
[3] P. Kvitova b. A. Radwanska 6-1 7-6(3)

Il tabellone completo

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