Roland Garros: ecco le proiezioni nel ranking ATP di Cobolli, Berrettini e Arnaldi

Per la prima volta l’Italia porta tre tennisti ai quarti nello stesso Slam. Cobolli sogna la top 10, Berrettini e Arnaldi hanno già dimezzato la loro classifica

Di Andrea Binotto
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Matteo Arnaldi - Roland Garros 2026 @x @rolandgarros)

Il tennis azzurro non smette di sorprendere. Nonostante la sconfitta inaspettata di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros, il forfait di Lorenzo Musetti per lo Slam parigino e l’insuccesso di Luciano Darderi sempre al secondo incontro, l’Italia ha comunque portato tre suoi rappresentati ai quarti di finale nella capitale francese. È la prima volta che ciò accade in un Major.

Se Sinner è sicuro di rimanere ampiamente in cima al ranking e Musetti e Darderi in top 20, la situazione per quanto riguarda i superstiti azzurri a Parigi è ben diversa. Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi hanno già disputato un torneo strepitoso, che gli consentirà di lasciarsi dietro nel ranking parecchie caselle (specialmente i due Matteo). Ma quante sono, nello specifico, le posizioni scalate dai nostri tre azzurri a seguito dei loro piazzamenti al Roland Garros? E quanto si può ancora sognare? Di seguito, analizziamo caso per caso, in ordine di classifica.

Flavio Cobolli vede la Top 10, ma c’è ancora da combattere

Il percorso di Cobolli a Parigi è stato piuttosto tranquillo. Almeno inizialmente. Vinti i primi tre incontri senza lasciare parziali per strada, il romano ha però un po’ rischiato agli ottavi contro Zachary Svajda, andato a un passo dal quinto set. Alla fine, Flavio è riuscito a spuntarla e ha quindi conquistato la casella numero 11 nella classifica virtuale (suo best ranking), oltre che il suo secondo quarto di finale in uno Slam dopo Wimbledon 2025. Ora però, se finirà per perdere contro Felix Auger-Aliassime in semifinale, potrà essere superato se uno tra Jakub Mensik o Rafael Jodar raggiungesse la finale, o se Joao Fonseca vincesse il titolo.

Se riuscisse a vincere contro il canadese, Cobolli entrerebbe in top 10 nella graduatoria live. Ma in caso di sconfitta in semifinale, e di vittoria del titolo o del ceco, o dello spagnolo o del brasiliano, si vedrebbe sfuggire dalle mani questo traguardo. Cosa che non sarebbe possibile se invece il romano si qualificasse per la finale. Qualora ci riuscisse, sarebbe certo di entrare tra i primi 10. In caso di un clamoroso sigillo parigino, ecco che allora la sua classifica da lunedì prossimo lo vedrebbe al numero 5 al mondo.

Matteo Berrettini è già rientrato nei primi 50

Il cammino di Berrettini al Roland Garros non è stato privo di intoppi. Se all’esordio ha faticato a entrare in partita contro Marton Fucsovics, che gli ha rubato la prima frazione, è al terzo turno che il romano se l’è vista davvero brutta. Dopo aver cancellato due match point a Francisco Comesana, The Hammer ha alzato le braccia al cielo e con un’ottima prestazione agli ottavi si è qualificato per il suo secondo quarto di finale a Parigi (il primo e unico era stato nel 2021). Lo Slam francese, peraltro, è l’unico in cui non è ancora mai riuscito a raggiungere le semifinali.

Intanto, grazie alle sue vittorie Berrettini è passato dalla posizione numero 105 alla 47 virtuale, che diventerebbe 32 nel caso vincesse contro Arnaldi al turno dei migliori otto. Se poi il romano staccasse il pass per l’ultimo atto, ecco che la classifica lo vedrebbe catapultato alla posizione numero 23 (o 24 se Jodar dovesse vincere contro Zverev). Se poi strappasse incredibilmente il suo primo Slam, ma in finale con il tedesco, Matteo salirebbe alla casella numero 12 al mondo. Se il successo all’ultimo atto arrivasse contro uno dei tre giovanissimi, dal prossimo lunedì Matteo sarebbe invece 13esimo in classifica. Ricordiamo, per chi se lo fosse dimenticato, che Berrettini è attualmente fuori di tre posti dal tabellone principale a Wimbledon, torneo che lo vide finalista nel 2021 e per il quale spera di ottenere una wild card.

Matteo Arnaldi alle soglie della Top 50, la sfonderebbe in caso di semifinale

La cavalcata più assurda è stata sino ad ora quella che ha visto protagonista Matteo Arnaldi, qualificatosi per la prima volta ai quarti di finale in uno Slam. Il sanremese, in quattro partite, è stato in campo per un totale di 17 ore e 42 minuti. Una media di 4 ore e 25 minuti per ciascun match. Tallon Griekspoor, Stefanos Tsitsipas, Raphael Collignon, ma soprattutto Frances Tiafoe, andato a un passo dal successo nel quarto set, sono tutti stati battuti da Matteo, che grazie a questi risultati passerà dalla posizione numero 104 del ranking alla 53esima casella (che potrebbe diventare 54esima se Sebastian Baez o Vit Kopriva vinceranno il Challenger di Prostejov, o 55esima se anche Valentin Royer alzerà il trofeo a Perugia).

In caso di vittoria nel derby contro Berrettini, Arnaldi salirebbe sino alla piazza numero 34 al mondo, ovvero a quattro scalini dal suo best ranking. Se si qualificasse per la finale, invece, Matteo avanzerebbe fino alla 24esima posizione (25esima se Fonseca dovesse battere Mensik ai quarti). Il titolo in finale contro Zverev, poi, lancerebbe il sanremese fino alla casella numero 13 al mondo, che diventerebbe 14 se all’ultimo atto ci dovesse arrivare uno degli altri tre giovani nella parte bassa del tabellone.

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