Mondo Challenger: Sonego fa impazzire Genova, è nei top 100 del mondo

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Mondo Challenger: Sonego fa impazzire Genova, è nei top 100 del mondo

Grande vittoria del torinese nel prestigioso torneo ligure, battuti Delbonis e Dustin Brown. Successo di pubblico a Valletta Cambiaso. A Chicago vince Istomin

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Genova (Italia, €127.000, terra) – [8] L. Sonego b. [WC] D. Brown 6-2 6-1

Spettacolare successo di Lorenzo Sonego sui campi in terra battuta di Valletta Cambiaso. Il 23enne torinese conquista il suo secondo torneo challenger in carriera demolendo in finale il genio sregolato di Dustin Brown davanti a 2.000 persone. Il torneo è stato un clamoroso successo di pubblico con il tutto esaurito registrato non solo per la finale ma anche per ognuna delle sessioni serali. Sonego grazie a questo prestigioso risultato entra nei primi 100 del mondo, al N.90 del ranking ATP. Oltre alla vittoria netta sul tedesco di Giamaica era arrivata in semifinale un’altra vittoria di prestigio contro Federico Delbonis, una vecchia volpe del circuito. Davvero esaltante la risposta della città di Genova che ha reagito con grande forza alla devastante tragedia del ponte Morandi.

Chicago (USA, $150.000, cemento) – [2] D. Istomin b. R. Opelka 6-4 6-2

 

Ricco appuntamento sponsorizzato da Oracle nella “città del vento” (che a breve ospiterà anche la Laver Cup). Lo vince un veterano del circuito ATP: Dennis Istomin che domina in finala l’americano Opelka.  Si tratta dell’undicesimo titolo challenger per l’uzbeko (che vanta anche 2 titoli nel circuito maggiore). Una vittoria che lo riporta al N.60 del ranking mondiale. La testa di serie N.1 del torneo era Andreas Seppi che dopo l’eliminazione allo US Open si è spostato in Illinoios. Brutta sconfitta all’esordio per lui contro il qualificato americano Sarkissian.

Cassis (Francia, €64.000, cemento) [Q] E. Couacaud b. [5] U. Humbert 6-2 6-3

Sembra un campionato nazionale francese il challenger di Cassis. La finale è ovviamente tutta transalpina vinta da Enzo Coaudad in 2 set rapidi su Ugo Humbert. Nessun italiano in tabellone, il vincitore del torneo ha eliminato da qualificato la prima testa di serie Berankins…..

Siviglia (Spagna, €64.000, terra) – [Q] K. Coppejans b. [Q] A. Molcan 7-6(2) 6-1

Sulla terra battuta spagnola si impone il qualificato belga Coppejans in 2 set su un altro qualificato, lo slovacco Molcan. Male gli italiani, Giustino vince il derby con Gaio ma poi si ferma. Giannessi fuori all’esordio contro lo spagnolo Davidovich Fokina. Donati batte la seconda testa di serie Maden ma poi è costretto al ritiro nel secondo turno

Zhangjiagang (Cina, $50.000, cemento) – Y. Uchiyama b. [1] J. Jung 6-2 6-2

L’unico torneo asiastico della settimana vede la vittoria del giapponese Uchiyama sul taiwanese Jung prima di testa di serie. Unico italiano in tabellone Alessandro Bega sconfitto all’esordio in 2 set dal giapponese Soeda.

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Abedallah Shelbayh, il tennista venuto dal nulla

Dalla Rafa Nadal Academy al tennis che conta: il 19enne giordano batte Caruso ed impressiona al Challenger di Tenerife. È il primo giocatore del suo paese ad entrare nel ranking mondiale

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Shelbayh Abedallah - Foto Daniel Kondraciuk

Al terzo e ultimo Challenger di Tenerife si sta parlando molto di Abedallah Shelbayh, il giovane talento proveniente dalla Giordania che ha messo per la prima volta il proprio paese sulla mappa del tennis internazionale. Il ragazzo è approdato al tabellone principale dopo aver battuto nelle qualificazioni il solido canadese di scuola spagnola Steven Diez e poi il padrone di casa Merida Aguilar. All’esordio nel main draw ha trovato il nostro Salvatore Caruso che, pur reduce da un periodo non propriamente brillante, rimane comunque avversario ostico, di quelli che non si battono da soli. E infatti ci ha pensato il giovane Abedallah a mettere da subito in difficoltà l’azzurro che è riuscito a mantenere la parità fino al 3-3 e poi, dopo aver subito il break, ha ceduto di schianto. Per il giordano è stata tutta discesa, nonostante la lunga interruzione (sul 4-0 del secondo set), a causa di una bufera di vento, l’abbia mandato un po’ in confusione. Con questa vittoria (6-4 6-3) Abedallah dovrebbe raggiungere il n.408 ATP, suo nuovo best. E al secondo turno cercherà di confermare contro il britannico Ryan Peniston (n.159 ATP) che l’appetito vien mangiando.

Il ragazzo ha un fisico compatto, non è particolarmente alto (180 cm) e questo lo induce a giocare il servizio in kick, in maniera però molto incisiva, tanto da porre ogni volta l’avversario di fronte a un bel problema. Solido nei fondamentali e dotato di un ottimo tocco, si intuiscono grandi margini di miglioramento.

L’escalation di Abedallah è sorprendente perché quando parliamo di Giordania pensiamo subito alla meravigliosa località archeologica di Petra, certamente non a un campo da tennis. Si tratta infatti di un paese che potremmo eufemisticamente definire tennisticamente acerbo, dove mancano le strutture di base e soprattutto quella tranquillità che altrove garantisce ai ragazzi di poter fare sport senza preoccuparsi del contorno. Questo nonostante la Giordania sia uno degli stati più pacifici del turbolento Medio Oriente.

 

Narra la leggenda che Abedallah abbia conosciuto il tennis all’età di quattro anni mentre suo padre stava guardava in televisione Rafael Nadal impegnato al Roland Garros. Il piccolo s’incuriosì così tanto che babbo Khaled decise di regalargli una racchetta che Abadallah impugnò subito di mancina, proprio come il suo idolo, nonostante fosse destro naturale.

Con la crescita del bimbo, la leggenda lascia il posto alla cronaca che ci racconta di come a 15 anni abbia deciso di iscriversi alla Rafa Nadal Academy di Manacor, dove ha continuato a studiare e si è allenato fino all’estate dello scorso anno. In quei tre anni fu notato da Rafa che gli propose di scambiare qualche palla, e in breve i palleggi tra i due si trasformarono in una piacevole consuetudine.

Diplomatosi nel giugno 2021 alla Rafa Nadal International School, Shelbayh ha vinto una borsa di studio all’Università della Florida, dove è andato a difendere i colori dei mitici Gators, raccogliendo l’eredità di Ben Shelton. Spesso gli universitari americani d’estate muovono i primi passi nel mondo professionistico ed è esattamente quello che ha fatto Abedallah: tra il luglio e l’agosto 2022 ha vinto due Futures sul cemento di Monastir, e subito dopo al Challenger di Maiorca ha onorato la wild card concessagli da Nadal con una sorprendente semifinale, battendo tra gli altri un certo Dominic Stricker. Questo ha segnato il vero inizio della sua carriera professionistica e contemporaneamente la fine della sua breve esperienza universitaria. In dicembre infatti ha annunciato che avrebbe lasciato i Gators per passare al professionismo e la settimana successiva già vinceva il suo terzo titolo ITF a Trnava (Slovacchia, cemento indoor), battendo in finale Daniel Rincon che il mese successivo si sarebbe preso la rivincita all’ITF di Manacor, ma ormai la sfida al mondo dei grandi è lanciata.

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Il Challenger di Tenerife è di Matteo Arnaldi

Il sanremese batte in finale l’altro azzurro Raul Brancaccio e si avvicina alla top 100. Vittorie anche di Safiullin, Kovacevic e Hijikata

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Arnaldi vince a Tenerife - Foto Kondraciuk

Matteo Arnaldi è il campione del Challenger 75 di Tenerife 2. Sul campo centrale dell’Abama Tennis Academy il ligure ha vinto il derby contro Raul Brancaccio per 6-1 6-2, portandosi in vantaggio nei testa a testa che fino ad oggi erano in parità (vittoria di Arnaldi nell’ITF di Bolzano e rivincita di Brancaccio nel Challenger di San Benedetto del Tronto). La finale è durata 58 minuti ed è stata purtroppo condizionata da un problema alla mano di Brancaccio, che ha combattuto con le vesciche.

Al via da seconda testa di serie, Matteo Arnaldi è riuscito ad alzare al cielo il secondo titolo Challenger della sua carriera, dopo quello di Francavilla al Mare nello scorso mese di maggio. Dopo essere stato forzato al terzo set da Giannessi e dal giapponese Mochizuki ad inizio torneo, il tennista classe 2001 ha messo le marce alte e non si è concesso ulteriori sbavature. A fine partita il vincitore ha dichiarato: Sono contento del successo, devo dire che è stata una bella settimana e ho iniziato con il piede giusto sin dall’esordio. Al primo round forse ho giocato addirittura la mia partita migliore. Mi dispiace che Raul non abbia potuto dare tutto, ma dal mio punto di vista ho fatto una bella finale”. Da oggi Arnaldi sarà numero 107 del mondo, suo best ranking. La top 100 si avvicina a grandi passi, ma il sanremese, per quanto contento, continua a concentrarsi sulla globalità del suo tennis: Fuori dal campo ho trovato il mio equilibrio. Questa stagione sarà ricca di esperienze, mi aspettano i primi tornei del circuito maggiore e spero anche i primi main draw Slam. Top 100? È un traguardo importante che cambia un po’ di cose sia economicamente che soprattutto per quanto riguarda le entry list. La priorità però resta il mio tennis, anche se adesso non nascondo che il mio obiettivo sia giocare il tabellone principale del Roland Garros. Al netto della sconfitta può sorridere anche Raul Brancaccio, che dopo il titolo di Noumea ha disputato la seconda finale di questo suo ottimo 2023. Il classe 1997 di Torre del Greco salirà alla 119ª posizione mondiale, ritoccando così la sua miglior classifica.

L’atto conclusivo del secondo dei tre eventi organizzati da MEF Tennis Events sull’isola ha richiamato tantissimo pubblico ed ancora una volta è stata una vera festa del tennis per tutta l’isola, anche fuori dal campo.

 

Intanto nella giornata di domenica 5 febbraio sono iniziate le qualificazioni del Tenerife Challenger 3, ATP Challenger 75, che andrà in scena fino a domenica 12 febbraio.

Al Challenger 100 di Koblenz (cemento indoor) vittoria del russo Roman Safiullin (n.100 ATP e seconda testa di serie) che in finale ha avuto la meglio 6-2 7-5 sul canadese Vasek Pospisil (n.113 ATP). Per Safiullin l’atto finale è stato curiosamente il passaggio più facile di tutto il torneo, l’unico in cui non ha dovuto fare ricorso al terzo e decisivo set. Per lui è la quarta vittoria Challenger che gli regala anche il nuovo best ranking alla posizione n.82 ATP.

Al Challenger 75 di Cleveland (cemento indoor) ha vinto il padrone di casa Alexandar Kovacevic che in una combattutissima finale, durata oltre due ore, ha battuto il cinese Yibing Wu (n.97 ATP) col punteggio di 3-6 7-5 7-6(2). Per Kovacevic è la prima vittoria Challenger dopo che nello scorso luglio a Indianapolis aveva perso in finale proprio dallo stesso  Wu in un match ancor più combattuto con due tie-break da record. Per il vincitore arriva anche il nuovo best alla posizione n.120 ATP.

Si giocava anche in Australia a Burnie (Challenger 75, cemento outdoor) in quello che assomigliava molto a un campionato nazionale aussie con 20 australiani ai nastri di partenza, integrati da 10 giapponesi e via così. Alla fine, sintesi perfetta, ha vinto Rinky Hijikata, australiano di origini giapponesi, che ha battuto in finale James Duckworth con un doppio 6-3. Per lui è la seconda vittoria Challenger, accompagnata dal nuovo best al n.199 ATP, settimo miglior giocatore australiano.

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Sono tre gli azzurri che si qualificano per i quarti al Challenger di Tenerife

Buon torneo per Arnaldi, Brancaccio e il redivivo Marcora. A Koblenz eliminati invece prematuramente Nardi, Oradini e Arnaboldi.

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Marcora Roberto - Foto Daniel Kondarcuik

Gli italiani ai nastri di partenza del Challenger 75 di Tenerife (cemento outdoor) erano addirittura dodici ma ben sette di loro sono stati eliminati all’esordio e non gli rimarrà altro da fare che allenarsi, approfittando dello splendido clima dell’isola, in vista del terzo ed ultimo torneo organizzato da MEF che andrà in scena la prossima settimana. A proposito di MEF, sono doverosi i complimenti al gruppo di Marcello Marchesini che si conferma ancora una volta un passo avanti a tutti gli altri. Infatti quello di Tenerife sarà ricordato come il primo Challenger in assoluto ad aver utilizzato l’Occhio di Falco per il controllo telematico delle palle contestate, confermando come i loro Challenger assomigliano sempre più a dei tornei ATP. Tornando al campo, accedono ai quarti Matteo Arnaldi, Raul Brancaccio e Roberto Marcora. Il sanremese, dopo aver vinto il derby tutto ligure contro Alessandro Giannessi, ha poi fermato la corsa di Shintaro Mochizuki (6-0 2-6 6-3) che sembrava avere un conto aperto con gli italiani, avendo eliminato la giovane wild card Massimo Giunta nelle qualificazioni e Matteo Gigante nel primo turno. Adesso dovrà vedersela con l’ucraino Oleksii Krutykh (n.176 ATP) e giocherà da favorito.

Raul Brancaccio conferma il suo ottimo inizio di stagione prima rimontando il serbo Nikola Milojevic (n.265 ATP), senza farsi scoraggiare da un primo set disastroso (0-6 7-5 6-2), e poi regolando con un tranquillo 6-3 6-3 il britannico Daniel Cox (n.447 ATP).

Discorso a parte merita Roberto Marcora che, entrato in tabellone da n.683 del mondo grazie al ranking protetto, continua a rimandare il momento della pensione, già dichiarata ma mai praticata.

 

Il 33enne tennista di Busto Arsizio, che lo scorso anno aveva appunto annunciato il ritiro, ha trovato un nuovo equilibrio e ha deciso di regalarsi un’altra chance in questa seconda parte della sua carriera. “Questa mattina pensavo di avere un 20% di possibilità di vincere ed è per questo che sono davvero contento – ha raccontato l’azzurro dopo il 1-6 7-5 6-3 inflitto a Rodriguez Taverna -. Nel pomeriggio di ieri ho lavorato tanto con il fisioterapista perché avevo accusato dei fastidi dopo il match con Zekic, quindi devo ringraziare anche lui per i trattamenti. In campo, dopo aver perso il primo set, ho pensato solo a godermela e a fare del mio meglio per vincere”. Seguito da Uros Vico nella trasferta alle Canarie, Roberto ha trovato un nuovo modo di vivere il tennis: “Se ripenso ad un anno fa devo ammettere che ho passato un periodo molto duro che mi aveva portato a decidere il ritiro. Poi ho capito che non era finita ed ora la vivo come una seconda chance. Sono in un posto magnifico, gioco a tennis e me la godo. Vediamo che succederà ai quarti di finale”. In cui troverà ad aspettarlo Lloyd Harris, che ha superato Francesco Passaro.

Sfortunato il tennista perugino che, da prima testa di serie, ha trovato al secondo turno Lloyd Harris, autentica mina vagante del torneo. Il sudafricano vale ovviamente molto di più della sua classifica (n.175 ATP) come aveva già dimostrato contro Musetti agli AO. Fuori al secondo turno anche Riccardo Bonadio che subisce una severa lezione (6-4 6-0) da Carlos Taberner (n.177 ATP) dopo essersi però tolto la soddisfazione di domare 7-5 6-4 l’astro nascente Martin Landaluce, il 17enne fenomeno, vincitore lo scorso anno degli US Open Juniores e allenato da Oscar Burrieza (l’ex allenatore di Jimbo Moroni). A proposito di Jimbo, purtroppo il tennista romano ha perso all’esordio contro lo spagnolo Carlos Taberner. A fargli compagnia Francesco Maestrelli che si è fatto sorprendere (7-5 6-1) dal qualificato Alejandro Moro Canas, Lorenzo Giustino, Salvo Caruso e Gianluca Mager, gli ultimi due avvitati in una spirale di cui non si riesce a vedere la fine.

Al Challenger 100 di Koblenz (cemento indoor) c’erano tre italiani in gara e purtroppo non è che abbiano fatto molta strada. Eliminato all’esordio Luca Nardi che cede 7-6(9) 6-3 allo svizzero Henri Laaksonen (n.194 ATP), confermando come la stagione che doveva essere quella della sua consacrazione non sia partita affatto col piede giusto. Eppure nel primo set molte cose potevano andare diversamente, visto che il tennista pesarese ha avuto ben tre set point, uno sul 5-3 e servizio e due nel tie-break. Eliminati nelle qualificazioni Giovanni Oradini e Andrea Arnaboldi. Il roveretano si è dovuto arrendere al tedesco Mats Rosenkranz (6-3 6-4) che si è dimostrato assolutamente ingiocabile sulla prima di servizio in cui ha totalizzato l’89% dei punti. Arnaboldi ha ceduto quasi senza combattere (6-4 6-4) all’altro tedesco Johannes Haerteis (n.705 ATP).

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