A San Pietroburgo la prima di Cecchinato e l'ultima di Youzhny

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A San Pietroburgo la prima di Cecchinato e l’ultima di Youzhny

Marco conquista la prima vittoria nel tour maggiore su cemento contro Lacko. Berrettini cede di schianto al terzo contro Shapovalov. Youzhny saluta il tennis con orgoglio

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FINALMENTE CECK! – Tra i pochissimi intimi del campo 1, Marco Cecchinato riesce finalmente ad ottenere la sua prima vittoria ATP sul cemento (0-9 il suo bilancio in carriera sin qui) e si prende la rivincita della semifinale persa pochi mesi fa ad Eastbourne contro lo slovacco Lukáš Lacko (77 ATP). L’inizio sembrava presagire un’ altra sconfitta senza appello come quella sull’erba inglese, con il numero 22 al mondo in affanno nello scambio e molto falloso col rovescio, ma dal 4-2 sotto comincia a prendere feeling con i colpi e prova ad anticipare più spesso la palla in modo da non dare il tempo allo slovacco di poter liberare il suo dritto a sventaglio. È una tattica che paga, prima con due palle break nell’ottavo gioco annullate dallo slovacco e poi con il break al decimo gioco, quando Lacko è andato a servire per chiudere il set. L’inerzia del set è ormai segnata, e nel dodicesimo game Marco alza ulteriormente il livello, regge molto bene la diagonale di sinistra dove Lacko martella col dritto inside out e si prende il parziale. Il trend positivo per la testa di serie nr. 3 continua, che va avanti di un break nel quarto gioco grazie ad un bellissimo lob in recupero da fuori dal campo su una veronica cortissima di Lacko. Il match sembra ormai ben indirizzato, ma nel settimo gioco Cecchinato ha un inspiegabile black out con alcuni gratuiti decisamente evitabili che rimettono il set in parità. Prima del tie break, l’unico episodio degno di nota è una grandissima occasione sprecata dal tennista palermitano che non chiude un comodo schiaffo che l’avrebbe portato a due match point in risposta.

Il jeu decisif sembra a senso unico, Cecchinato commette due brutti errori col rovescio mentre Lacko scaglia due ace e una risposta all’incrocio delle righe per procurarsi cinque set point. Marco sul suo servizio con degli ottimi scambi giostrati col rovescio annulla i primi due e nel momento della verità Lacko spreca i due minibreak di vantaggio incartandosi proprio con il dritto che l’ha portato fino a qui. Da questo momento lo slovacco sembra aver subìto il contraccolpo psicologico, Cecchinato si limita a tenere lo scambio e questo basta a convertire il primo match point e completare il parziale di 7 punti a zero che lo portano ai quarti di finale, dove inconterà, sicuramente da sfavorito, il vincente tra Bautista Agut e Youzhny

MATTEO COMBATTE, POI CEDE – Il programma del day 4 del ricco St. Petersburg Open si apre con il match inedito e proiettato al futuro tra Denis Shapovalov (34 ATP) e Matteo Berrettini (62 ATP). Le condizioni molto veloci (caratterizzate da una superficie rapida come il Rebound Ace utilizzato per gli Australina Open per 20 anni oltre che il contesto indoor) e la spiccata propensione offensiva dei due contendenti producono un primo set in cui gli scambi brevi sono una costante e le discese a rete frequenti, anche grazie all’ottima resa al servizio di entrambi. Il primo e unico sussulto prima di arrivare al tie break è una palla break nell’ottavo gioco per il canadese, conquistata a suon di risposte incisive con il suo mai banale rovescio monomane ma annullata dal ventiduenne romano con una stop volley titubante ma bastevole.

 

Il gioco decisivo (dei quali il canadese ha il magro bottino di 9 vinti e 16 persi nel 2018 a fronte di un equilibrato 7-6 per Matteo) propone diversi punti degni di nota, tra i quali figura un notevole rovescio incrociato stretto per Shapovalov e un bellissimo punto con accelerazione di dritto, smorzata millimetrica con l’avversario lontano e chiusura a rete per Berrettini prima che quest’ultimo si porti al set point, annullato con particolare lucidità dal canadese grazie a un ottima seconda slice esterna tipica per un mancino nei momenti di difficoltà. Al cambio campo, Berrettini concede a sua volta un set point insaccando un rovescio agevole a metà rete ma non riesce ad annullarlo, costretto a rincorrere sin dall’uscita dal servizio a causa di una risposta di rovescio sporca ma profonda del nr.7 del seeding propedeutica a costruire il punto poi chiuso con agio con uno smash sopra la rete. Il grande equilibrio del primo set si protrae anche nel secondo, nonostante gli scambi più lunghi diventano più frequenti e soventemente vengono vinti dal tennista canadese sopratutto sulla diagonale di sinistra, ma Berrettini rimane solido e molto costante al servizio grazie anche alla sua seconda spesso giocata vicino alle righe, ma in risposta il tennista romano appare in difficoltà sulle seconde cariche del mancino 19enne.

L’equilibrio si incrina nel proverbiale settimo gioco, nel quale Berrettini concede con qualche ingenuo gratuito due palle break non consecutive, annullate con la collaudata combinazione servizio-dritto e un ace. L’andamento del gioco suggerisce che il canadese abbia in mano l’inerzia del match, ma quando egli si ritroverà a servire per rimanere nel set nel decimo gioco, Berrettini si porta 0-30 grazie ad un bel passante agevolato da uno Shapovalov avvicinatosi a rete con sufficienza e che sotto pressione sbaglia due dritti, uno dei quali a campo spalancato, e concede a zero il primo break del match e procastina il verdetto di questo incontro al set decisivo.

Verdetto che non si farà attendere, poiché il canadese si riprende già dal primo game, nel quale gioca ottime risposte e si porta a palla break con un grande rovescio lungolinea, ma è annullata dalla solita ottima prima di Berrettini. Negli scambi lunghi comunque il tennista azzurro continua a subìre, annulla la seconda palla break con una prima a 220 km/h esterna sulla riga ma concede il servizio alla terza con una stop volley a rete. Da questo momento il match sfugge dalle mani di Berrettini, travolto da uno Shapovalov esaltato dal break che chiude virtualmente la contesa con una difesa in lob su uno smash dell’italiano che si trasforma in un perfido lob imprendibile e poi dilaga sino al 6-0 finale che lo porterà a sfidare Martin Kližan, giustiziere di Fognini e campione di questo torneo nel 2012.

IL GRAN SALUTO DEL COLONNELLOMikhail Youzhny lascia il tennis giocato con un match fantastico contro lo spagnolo Roberto Bautista Agut (26 ATP) che rovina la festa di un Petersburg Sports and Concert Complex di San Pietroburgo gremito. In palio c’è solo un quarto di finale in un ATP 250, ma per Misha ogni match qui può essere l’ultimo e questo si vede già nel primo set, nel quale i ribaltamenti di fronte sono continui e ogni game è una lotta senza quartiere. Sicuramente, oggi il moscovita ha mostrato tutto il suo incredibile campionario tecnico dal lato del rovescio, che ad ogni colpo poteva diventare spada con vincenti lungolinea fulminanti o fioretto con squisite variazioni in back. Dall’altro lato, la regolarità di Bautista, oggi frutto di un algoritmo rigoroso nel quale nulla è lasciato al caso, crea un confronto di stili stupendo dal quale è difficile non essere ammaliati. Il primo parziale è una maratona lunghissima, conclusasi al tie break dopo un’ora e 10 di gioco: il russo a suon di rovesci vincenti si guadagna due set point, ma Bautista è bravissimo ad annullarli con un servizio vincente ed un ottimo scambio comandato da fondo. Alla fine, è proprio lo spagnolo ad aggiudicarsi il set, sfruttando un insolito rovescio lungo del russo che nei punti importanti sembra sentire la tensione.

Si sa che Youhzny è un lottatore ed è evidente nel secondo set, nel quale invece di scoraggiarsi alza ancora il livello e domina, complice anche un lieve calo di Bautista al servizio. Si arriva dunque al set decisivo, che nei primi giochi vive una fase di transizione per poi accendersi dal sesto gioco, nel quale il russo si ritrova 0-30 al servizio ma torna su grazie ad un servizio vincente e sopratutto grazie ad un pazzesco scambio lungo 24 colpi nel quale il russo ha corso da una parte all’altra del campo prima di scagliare un vincente di rovescio incrociato alla velocità di 141 chilometri orari. Il game successivo Youhzny sente che è il momento decisivo per aggiudicarsi il match e si porta a due palle break consecutive dando fondo alle ultime energie, ma Bautista è davvero una macchina oggi e le annulla comandando lo scambio con estrema attenzione tattica. Il vincitore della Coppa Davis 2002 (e che vittoria!) e bi-semifinalista a New York è visibilmente stremato dalla dura lotta e paga la fatica profusa cedendo il break, tradito proprio dal suo celebre rovescio ad una mano. Non ci sarà più niente da fare per il moscovita, che riceve il foglio di congedo dal tennista di Valencia che chiude la contesa con un serve & volley.

THIEM AVANZA – Per l’ultimo match di giornata, Dominic Thiem (8 ATP) batte in due set equilibrati il tedesco Jan-Lennard Struff (50 ATP). La prima testa di serie ha bisogno di qualche game di acclimatamento e va anche sotto di un break prima di conquistare il primo set al tie-break, chiuso da una splendida risposta incrociata di rovescio. Nel secondo parziale invece basta un break nel terzo gioco all’austriaco, che ha annullato col dritto (colpo spesso sottovalutato) le tre palle break conquistate dal coriaceo avversario teutonico. Thiem affronterà domani nei quarti l’ultimo russo in tabellone Daniil Medvedev, che ha battuto in due comodi set il kazako Kukushkin. Infine, bene anche Dzumhur, che nel 2017 riuscì a compiere una doppietta in terra russa vincendo sia qui (battendo in finale Fabio Fognini) che a Mosca. Il bosniaco affronterà Wawrinka, battuto quest’anno nell’unico precedente di Dubai nel quale lo svizzero era ancora in fase di rodaggio.

Niccolò Masiero

Risultati:

[7] D. Shapovalov vs M. Berrettini 7-6(6) 4-6 6-0
[6] D. Dzumhur b. G. Pella 6-4 6-4
[8] D. Medvedev b. M. Kukushkin 6-3 6-4
[3] M. Cecchinato b. L. Lacko 7-5 7-6(6)
[5/WC] R. Bautista Agut b. [WC] M. Youzhny 7-6(6) 3-6 6-3
[1] D. Thiem b. J.L. Struff 7-6(4) 6-4

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Ancora pioggia a Rio, Mager fermato a tre giochi dalla finale

Ottimo primo set per Gianluca Mager, poi ancora la piogga. Christian Garin in vantaggio su Borna Coric. Si riprende domenica alle 17 italiane

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Gianluca Mager - Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

Ci hanno provato fino in fondo, gli organizzatori del Rio Open, a completare il programma della giornata. Ma verso mezzanotte e mezzo, con le due semifinali a metà del secondo set e la pioggia ancora incessantemente a impantanare i campi rossi, hanno dovuto alzare bandiera bianca e rimandare a domenica. Dopo il completamento dei quarti di finale nel primo pomeriggio, le semifinali erano state ritardate di oltre cinque ore rispetto all’orario previsto delle 17, ma la tregua concessa da Giove Pluvio non è stata sufficientemente lunga per giocare un incontro completo.

Gianluca Mager (n.128 del mondo, ma da lunedì entrerà in top 100) si è trovato nella bizzarra situazione di dover incontrare di nuovo, sei giorni dopo, un avversario già battuto in questo torneo, quell’Attila Balazs (n.106 ATP) cui aveva lasciato solo due game nel turno decisivo delle qualificazioni. Nella partita di gran lunga più importante delle due il sanremese ha preso il comando del punteggio aggiudicandosi un primo set nervoso e altalenante, ma chiuso con grande carattere in un tie-break giocato con i nervi d’acciaio.

Attila Balazs – Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

Il campo ridotto quasi a pantano dalla pioggia e l’importanza della posta in palio hanno pesato non poco sulla qualità del tennis espresso, che non è stato di livello eccelso. D’altra parte si trattava senza alcun dubbio della partita più importante della carriera per entrambi i giocatori: c’erano in palio ben 120 punti e quasi 88.000 dollari di montepremi.

 

Al buon inizio di Mager, che si è portato subito sul 2-0, ha fatto seguito la rimonta e il sorpasso di Balazs sul 4-2 che poi si è comunque fatto raggiungere sul 4-4. Entrambi hanno usato con grande frequenza la palla corta, che su un campo così pesante risultava alquanto efficace. Né i colpi lineari di Mager, normalmente più ficcanti, né quelli più arrotati di Balazs risultavano abbastanza rapidi da poter generare vincenti, e così eccezion fatta per le palle corte e le sporadiche discese a rete dei due, i punti venivano decisi principalmente dagli errori. Sul 5-5 si doveva sospendere il gioco per diversi minuti perché la pioggerella che ha accompagnato tutta la partita si era fatta più fitta e le righe erano diventate scivolose, ma fortunatamente si è potuto riprendere quasi subito.

Il primo set si è concluso al tie-break, altalenante come il resto del parziale, ma nel quale Mager ha dato ancora una volta dimostrazione di quella freddezza che lo ha accompagnato nei momenti decisivi in questa settimana (tre tie-break vinti su tre) mostrando un tennis molto solido e disciplinato. L’errore più grave lo ha compiuto Balazs, che sul 3-4, con il servizio a disposizione, ha fermato lo scambio reputando fuori un diritto di Mager che invece, secondo l’arbitro, ha toccato la riga. L’azzurro ha capitalizzato quel vantaggio tenendo i suoi due turni di servizio successivi mettendo quindi in cascina il primo set per 7-4 in 62 minuti.

Mentre la pioggia aumentava di intensità, ma nessuno voleva smettere, il match continuava sugli stessi binari di equilibrio fino al 3-3, quando, allo scoccare della mezzanotte locale, ci si doveva arrendere all’evidenza e i giocatori venivano mandati ancora una volta negli spogliatoi.

Le semifinali saranno completate a partire dalle 13 ora locale (le 17 in Italia), con la finale programmata non prima delle 17.30 locali (21.30 in Italia).

I risultati completi:

[3] C. Garin vs [5] B. Coric 6-4 4-4 sosp.
[Q] G. Mager vs [LL] A. Balazs 7-6(4) 3-3 sosp.

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Tsitsipas supera Bublik. Seconda finale a Marsiglia, dove trova Auger-Aliassime

Tsitsipas controlla l’avanzata del kazako Bublik e accede per il secondo anno consecutivo alla finale di Marsiglia. Affronterà Auger-Aliassime, vittorioso contro il mai domo Simon

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Stefanos Tsitsipas- Marsiglia 2020 (foto Cristina Criswald)

Da Marsiglia, la nostra inviata

[2] S. Tsitsipas b. A. Bublik 7-5 6-3

Il detentore del titolo fornisce un’altra prestazione convincente superando per 7-5 6-3 il n. 55 del mondo Alexander Bublik. Il tennis champagne e d’attacco del kazako non basta per impensierire Tsitsipas, che fatica solo nel primo set dopo essersi fatto rimontare da 5-2.

 

Dopo un concerto rap con tanto di violini e l’inno americano in onore del giudice di sedia (americano, appunto) suonato dalla banda della “We are tennis Academy” presente oggi per la prima volta in tribuna, Stefanos Tsitsipas conferma sin dai primi punti di essere in grande spolvero; il servizio funziona alla grande e anche da fondo il greco è solidissimo. Ma Bublik non è da meno e tiene senza problemi il suo primo game di battuta. C’è equilibrio fino al 2-2; Tsitsipas è a volte impreciso di rovescio ma complessivamente è in totale controllo. Entrambi cercano di verticalizzare ma la differenza la fa Tsitsipas sul 3-2, approfittando di alcune disattenzioni dell’avversario e riuscendo così a strappargli il servizio.

Sale 4-2 e, con i piedi sempre dentro il campo, cerca di far muovere Bublik e contrastarne le numerose discese a rete. Allunga ancora il passo sul 5-2, ma il kazako persevera nel suo tennis propositivo e d’attacco, con tagli insidiosi e passanti millimetrici da fondo. Insomma, un vasto repertorio che funziona alla grande, soprattutto sul 4-5: Bublik gioca un game particolarmente spumeggiante e annulla il gap con Tsitsipas impattando sul 5-5. Tuttavia, a differenza del greco, Alex è più falloso e spesso mette in atto il suo piano di gioco con troppa fretta. Il primo set alla fine è appannaggio del greco che chiude 7-5.

Bublik continua imperterrito a scaraventare i suoi passanti ma soprattutto a togliere il tempo all’avversario scendendo a rete, e delizia il pubblico con un’altra saetta di dritto lungolinea. Sul 2-1 Tsitsipas, il kazako si cimenta in un tentativo maldestro di smorzata e consegna così due palle break all’avversario. Ne salva una ma poi, una volta ancora, non ha la pazienza di attendere, scende a rete e viene ancora trafitto dal passante millimetrico di Stefanos. C’è il break e il greco avanza ancora sul 3-1 per poi rafforzare il distacco sul 4-1. Il pubblico esulta con il tennis brillante di Bublik ma il grande tifo è quasi tutto per Tsitsipas, salutato da un gruppo di connazionali greci che fanno sventolare la bandiera ellenica.

Sul 5-2 ci sono tre match point greci. Bublik tenta di salvarsi ancora e lo fa in modo rocambolesco: con un servizio da sotto alla Kyrgios, una smorzata imprendibile e un ace, per poi aggiudicarsi il game. Nel gioco successivo il n. 5 del mondo si procura altre tre possibilità di chiudere l’incontro. Bublik attacca imperterrito ma questa volta non funziona, a prevalere – definitivamente – è la solidità di Stefanos. Dopo un’ora e otto minuti, il campione uscente accede per il secondo anno di fila alla finale dell’Open 13 con lo score di 7-5 6-3.

[7] F. Auger-Aliassime b. G. Simon 7-5 7-6(2)

Match di grandissima intensità tra il “veterano” Gilles Simon (35 anni e n. 58 del mondo) e il NextGen Félix Auger-Aliassime (classe 2000 e 18 ATP). Il francese è in testa per quasi tutto il primo set ma poi si fa rimontare dal canadese che chiude la prima frazione 7-5 in rimonta. Nel secondo parziale il testa a testa continua ma è ancora Félix ad essere più concreto e solido nei momenti cruciali. Vince 7-5 7-6(2) e raggiunge la sua seconda finale di fila dell’anno dopo quella di Rotterdam.

È Gillou ad interrompere l’equilibrio dell’inizio del primo set procurandosi tre palle break sul 3-2 a suo favore. Félix fa fatica ad aprirsi il campo con Simon che disegna il campo con la pazienza e la precisione di cui è maestro. Niente da fare. Il canadese mira alle righe ma i suoi colpi sono imprecisi. Con la calma che gli è congenita, il tennista di Nizza vola sul 5-2. Il canadese, avvicinatosi sul 3-5, pasticcia spesso a rete, consegnandogli punti preziosi. Félix spinge e spinge ancora, avanzando ancora e, questa volta, in un game particolarmente lottato, il break è suo, 4-5. Ora lo stesso Gilles si incarta e Félix comincia ad ingranare, a far valere il maggior peso nei colpi, è il 5-5 ne è naturale conseguenza. Addirittura Simon offre tre possibilità di sorpasso per il 6-5. Il francese è furioso, la rabbia gli dà l’adranalina giusta per salvare due break point, ma la terza è del canadese, che passa in vantaggio 6-5. La rimonta di Félix è definitiva e dopo un’ora di gioco intasca la prima frazione per 7-5.

Nel secondo set c’è un perfetto equilibrio fino al 5-5;  lo score è serrato, gi scambi sono intensi ed entrambi sono in controllo con i rispettivi servizi. Sul 5-5 si siede in tribuna anche Apostolos Tsitsipas, ad osservare il prossimo avversario del figlio Stefanos. Si giunge al tie-break, dominato da Aliassime che prende il largo sul 6-2, nonostante Simon lotti come un leone. Dei quattro match point a disposizione, questa volta a Felix basta il primo (a differenza del match folle contro Herbert): ci pensa un doppio fallo di Simon a chiudere le ostilità dopo quasi due ore di gioco.

Auger-Aliassime giocherà la quinta finale della sua giovane in carriera, ed è in vantaggio 2-1 negli scontri diretti contro Tsitsipas. Inoltre, non ci ha mai perso nelle sfide disputate da junior.

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ATP

Tanta pioggia a Rio: Sonego sconfitto, Mager in vantaggio su Thiem

Tra uno scroscio e l’altro Lorenzo Sonego cede in due set contro Borna Coric nonostante una buona partita. Mager fermato dalla pioggia avanti un set e un break contro Thiem. La ripresa sabato alle 18

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Borna Coric - Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

La pioggia torrenziale per per diverse ore è caduta su Rio de Janeiro nella giornata di venerdì ha disturbato non poco i quarti di finale del Rio Open nel quale erano impegnati anche i due italiani Lorenzo Sonego e Gianluca Mager. Inizialmente programmati tutti sul campo principale, la Quadra Kuerten, gli incontri sono stati progressivamente distribuiti sui vai campi dell’impianto: a metà pomeriggio, dopo una breve interruzione del primo quarto di finale (quello tra Garin e Coria), gli incontri sono stati ripartiti sul Kuerten e sul n.1; successivamente, a seguito di una più lunga sospensione di quasi quattro ore, tutte le partite non ancora disputate sono state programmate contemporaneamente su tutti i campi disponibili.

Lorenzo Sonego ha giocato quindi sul campo n.1, facendo vedere ottime cose contro la testa di serie n.5 Borna Coric, piuttosto remissivo nella prima parte del match e spesso in difficoltà sulla propria battuta. Il croato ha dovuto salvare cinque palle break al quarto game e poi, immediatamente dopo la lunga pausa per la pioggia, si è trovato a salvare due set point sul 4-5 e un altro sul 5-6, peraltro ben cancellati giocando in maniera più aggressiva. Al tie-break si è andati avanti a forza di minibreak (sei nei primi otto punti) per poi arrivare con Coric al set-point sul 6-5 e capace di convertirlo subito con una risposta aggressiva sulla seconda. Tra un’interruzione e l’altra il primo parziale ha richiesto ben 83 minuti.

Nel secondo set il piemontese ha avvertito il contraccolpo della perdita di un parziale nel quale era sembrato avere il controllo del gioco e che lo aveva visto ottenere ben otto palle break senza concederne nessuna. Sempre costretto a inseguire nel punteggio, Sonego ha finito per cedere il servizio al sesto game, scaraventando a terra la racchetta e facendo uscire tutta la sua frustrazione nel sentire che il match gli stava scappando di mano. Coric, dal canto suo, ha giocato con grande mestiere e discernimento, nonostante la sicura stanchezza per il lungo match giocato nemmeno 24 ore prima, ed ha portato a casa il match dopo due ore e 10 minuti di gioco.

 

Borna Coric è stato fortunato anche perché un paio di minuti dopo la fine della sua partita il cielo sopra Rio de Janeiro si è riaperto sospendendo le partite ancora in corso, tra cui quella tra il nostro Gianluca Mager e la testa di serie n.1 Dominic Thiem. Il match è stato sospeso con l’italiano, n. 128 del ranking ATP, sorprendentemente in vantaggio di un set e un break.

Sceso in campo senza alcun timore reverenziale, Mager ha approfittato di un Thiem un po’ appesantito forse anche dalla maratona del giorno prima contro Munar, conclusa ben oltre la mezzanotte, e si è portato subito in vantaggio sul 4-1. Un controbreak a zero al settimo game ha però riequilibrato il primo parziale, che si è deciso poi al tie-break dove Mager ha giocato con grande coraggio, spingendo sempre Thiem a giocare punti forzati e conquistando il set per 7 punti a 4. Poco prima che la pioggia ricominciasse a scendere, il sanremese ha approfittato di un paio di errori di Thiem per ottenere il break di vantaggio per il 2-1 avendo così questo importante vantaggio psicologico durante la notte di pausa.

Il programma di sabato verrà sul campo Kuerten il completamento di Mager-Thiem a partire dalle ore 14 locali (le 18 in Italia) ed alla stessa ora la continuazione di Martinez-Balasz sul campo 1. Le semifinali poi seguiranno sul campo Kuerten non prima delle 17 locali (le 21 in Italia), iniziando con Garin-Coric, seguita poi dal match tra i vincenti dei due quarti di finale non terminati venerdì.

Risultati:

[3] C. Garin b. [Q] F. Coria 2-6 6-3 7-5
[5] B. Coric b. L. Sonego 7-6(5) 6-3
[Q] P. Martinez vs [L] A. Balasz 6-2 2-2 sosp.
[Q] G. Mager vs [1] D. Thiem 7-6(4) 2-1 15-15 sosp.

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