Wang gioca sulle nuvole e batte Sabalenka, Osaka vince i suoi demoni

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Wang gioca sulle nuvole e batte Sabalenka, Osaka vince i suoi demoni

Semifinali per metà asiatiche a Pechino: Osaka affronterà Sevastova, Wang gioca un’altra partita eccellente e sfiderà Wozniacki. Sabalenka praticamente fuori dalla corsa alle Finals

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Neanche Aryna Sabalenka riesce a fermare Qiang Wang. La Cina torna ad avere una semifinalista a Pechino dodici anni dopo Shuai Peng, che nel 2006 venne sconfitta da una Kuznetsova lanciatissima verso il titolo. Wang firma la quindicesima vittoria nelle ultime diciassette partite servendosi di tutte le doti messe in mostra questa settimana: coraggio, resistenza, un rovescio lungolinea da applausi oltre al prezioso supporto del coach Peter McNamara, ex tennista australiano. La bielorussa è praticamente eliminata dalla corse alle Finals sebbene non penda ancora su di lei la condanna della matematica: deve vincere Tianjin e Mosca e sperare che Pliskova e Bertens non facciano altri punti nelle prossime due settimane. Siamo ben oltre il concetto di miracolo. (per qualsiasi dubbio, leggete QUI).

LA PARTITA – Godibile, dall’inizio alla fine. L’inizio frenetico della cinese conferma che non c’è stanchezza né appagamento nelle sue membra, mentre il dubbio che possa essere la bielorussa ad accontentarsi non è neanche contemplato. Sabalenka verrà tradita in entrambi i set dall’undicesimo game, e sebbene sia spesso sembrata sul punto di sopraffare l’avversaria non vi riuscirà mai davvero, per meriti da attribuire completamente alla velocità di gambe di Wang che è capace di arrivare praticamente su qualsiasi palla. Il marchio sul break che deciderà il primo set, il quinto complessivo del parziale, è uno splendido dritto in allungo della cinese. E dire che le circostanze verrebbero anche in aiuto a Sabalenka. Sul primo dei due set point Wang va a segno col servizio ma l’arbitro chiama la palla fuorihawk-eye smentisce, ma l’arbitro decide di far rigiocare il punto. La cinese protesta – probabilmente con buone credenziali, Sabalenka sembrava lontana dalla palla – ma per tutta risposta torna a servire e piazza un altro ace, questa volta limpidissimo. Set artigliato con buona dose di attributi, la bielorussa è in negativo col rapporto vincenti-gratuiti (13-19).

Wang sembra addirittura in controllo ma sull’1-2 il carattere di Sabalenka si fa sentire. Risposta vincente e game ai vantaggi, appena per la terza volta nell’incontro; Wang sventa la minaccia con un passante di dritto in corsa degno della migliore Halep. Iniziano a piovere palle break ma sia Sabalenka (sul 3-3) che Wang (nel game successivo) annullano, la cinese domando alla radice un possibile accesso di rabbia. Wang sente che il momento è cruciale e chiede l’ausilio del suo allenatore, che in modo estremamente paterno la tranquillizza, suggerendole poi di non concedare angoli alla sua avversaria. È l’iniezione di fiducia decisiva per raccogliere le energie residue e piazzare l’ultimo attacco vincente al servizio della bielorussa, che col ventiquattresimo gratuito del set manda la cinese a servire per l’incontro. Sabalenka non è tipa da arrendersi e risale sul 30-30 nell’ultimo game, ma il rovescio lungolinea in corsa con cui Wang spezza definitivamente le reni alla sua avversaria è la fotografia di una vittoria pienamente meritata. Non ci si lasci ingannare, non è soltanto l’aria di casa né il fatto che siamo a fine stagione: Wang è una tennista vera e non partirà affatto sconfitta contro Wozniacki, che ha distrutto Siniakova al termine di una partita mai davvero cominciata.

NAOMI ‘NON’ ALLA SUA MANIERA –Scusa per come mi sono comportata, ero un po’ nervosa‘. Per chi se lo stesse domandando, è questo che Naomi Osaka ha sussurrato a Shuai Zhang dopo aver battuto sul campo la cinese e, nella partita parallela che si stava giocando nella sua testa, i suoi stessi demoni. La giapponese è stata costretta al terzo set appena per la quinta volta in stagione e ne è uscita vincitrice per la quarta volta, rimontando persino un set di svantaggio da attribuirsi per metà alla solita tigna di Zhang e per metà al nervosismo di Osaka, placato in modo provvidenziale dall’intervento di Sascha Bajin. Chissà infatti se senza il suo ausilio, o con un’altra persona nel suo box, Osaka avrebbe portato a casa l’incontro di oggi.

Osaka e Bajin a Tokyo

Nonostante i 66 errori gratuiti sparsi nelle due ore e mezza di gioco, nonostante i sei break concessi alla cinese e nonostante una percentuale di prime sotto il 50%, Naomi Osaka ha trovato la chiave. Una chiave che non possedeva affatto dodici mesi fa, a testimonianza di una crescita che non è stata soltanto tennistica. Quando stai giocando una delle peggiori partite delle ultime settimane e hai di fronte una giocatrice che ti costringe a durare il vincente due o addirittura tre volte, è facile perdere la pazienza, lasciarti andare a un pizzico di superbia e pensare ‘vabbè, ho dimostrato di essere tanto forte, vincerò la prossima‘. Soprattutto quando sei sotto 6-3 2-0 poco dopo aver perso un game di risposta in cui hai lasciato per strada sei palle break.

Invece quel che accade, guidato in modo sapiente dalle parole di Bajin, è che Naomi riesce a incanalare la rabbia. Non riuscirà a liberarsene sino all’abbraccio finale, ma potrà rimanere in partita quel tanto che basta a far sorgere in Zhang il dubbio che l’esito non dipenda soltanto da lei, che forse non le basterà tenere la palla in campo per portarla a casa perché la sua avversaria è in campo, e lotta mentre tiene sott’acqua le sue insicurezze. Sul 5-5 del terzo set la cinese si perde il dritto per un paio di minuti che risulteranno fatali: Osaka chiude l’incontro con due servizi vincenti e dopo un bell’abbraccio e un lunghissimo sospiro di sollievo può pensare alla sua prossima avversaria, Anastasija Sevastova, che ha messo fine alla corsa di Dominika Cibulkova. “L‘ho affrontata due volte, sempre sul veloce. So che è una grande giocatrice, tutti lo sanno. Mi aspetto una partita molto difficile e so che dovrò lottare“. Se terrà buona la lezione di oggi, la troveremo di nuovo in finale. “Anche se c’è soltanto una piccola cosa che posso fare, anche solo tenere in campo una palla in più, se può cambiare l’esito dello scambio o della partita allora lo farò“. Naomi non è una lottatrice naturale, ma pensate che giocatrice diventerebbe se migliorasse anche in questo. E sembra poterlo fare.

A.S.

Risultati:

A. Sevastova b. D. Cibulkova 6-3 7-6(5)
[8] N. Osaka b. S. Zhang 3-6 6-4 7-5
[WC] Q. Wang b. A. Sabalenka 7-5 7-5
[2] C. Wozniacki b. [Q] K. Siniakova 6-2 6-2

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A Birmingham riecco Venus e Ostapenko. A Kristyna il derby di casa Pliskova

La neo-trentanovenne Williams non vinceva un match sull’erba fuori da Wimbledon dal 2011. Aliona centra i primi quarti di finale dell’ultimo anno solare. Alla gemella meno famosa una maratona chiusa al tie break del terzo

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Parecchia sostanza e diversi spunti tra i prati delle Midlands occidentali, laddove a Maiorca si è detto e fatto il minimo indispensabile. Appena quattro match in programma alle Baleari – dove il bel tempo stabile ha consentito di diluire la programmazione – di cui uno addirittura monco. La sfortuna ha colpito ancora una volta Ons Jabeur, ragazza tunisina dal talento grande quanto la predisposizione agli infortuni, anche se oggi, con ogni probabilità, il massimo della salute non l’avrebbe comunque salvata contro l’astro Sofia Kenin, che aveva dominato fino all’obbligo di ritiro. Nel frattempo Elise Mertens aveva sbrigato in due la comoda pratica Stosur e Yafan Wang, sinora quasi digiuna d’erba, si era sbarazzata molto più facilmente del previsto di Alison Van Uytvanck. In chiusura, la seconda favorita Sevastova ha concesso le briciole, sotto forma di tre giochi, all’impotente Ajla Tomljanovic.

Molta più ciccia a Birmingham, come dicevamo, e conferme su conferme per la signora campionessa del Roland Garros Ashleigh Barty: la rovente australiana ha letteralmente spianato Donna Vekic, non la prima venuta, una che sul verde gioca bene e che era reduce, per quanto molto delusa, dalla finale giocata a Nottingham domenica scorsa. Segnali preoccupanti, per le avversarie s’intende, quelli lanciati da Ash, la quale a Wimbledon sarà temuta e pericolosa anche in ottica numero uno del mondo: Naomi Osaka è autorizzata a fare tutti gli scongiuri del caso.

Ma è stata soprattutto la giornata dei ritorni, ovviamente graditi: quello di Venus Williams – trentanove candeline spente ieri l’altro, auguri – al successo in un match su erba lontano da Church Road, evento che non capitava alla meno giovane della dinastia Williams addirittura dal 2011 (secondo turno a Eastbourne contro Ana Ivanovic), ma anche quello di Jelena Ostapenko. Buona la prova offerta dalla lettone nonostante la classica zavorra di doppi falli (oggi sono stati otto), tuttavia emendati da un numero di vincenti più che sufficienti a investire una spenta Johanna Konta. Per Aliona quella ottenuta poche ore fa è la prima vittoria contro una top 20 degli ultimi quindici mesi (ultimo hurrà a Miami 2018 contro Elina Svitolina): un opportuno brodino in vista di Wimbledon dove, non dovesse avvicinare le semifinali guadagnate lo scorso anno, i problemi di classifica potrebbero per lei rivelarsi di difficilissima soluzione.

 

È planato tra le mani della gemella mancina, infine, il derby di casa Pliskova, iniziato nell’ilarità delle contendenti e salomonicamente deciso al tie break del terzo dopo quasi due ore di zuffa. Tremarella nel gioco dirimente, chiuso da Kristyna al secondo match point, come il primo cortesemente offerto da un doppio fallo della sorella. Vinto in modo sorprendentemente agevole il primo set, la numero 112 WTA era nel corso del match riuscita a contenere la rimonta della più famosa parente affidandosi soprattutto al potentissimo archibugio in dotazione (24 ace e l’82% di punti con la prima in campo alla fine).

Birmingham, primo turno:

J. Brady b. L. Tsurenko 6-3 6-3
[2] A. Barty b. D. Vekic 6-3 6-4
[6] Q. Wang b. [Q] L. Davis 6-3 6-2
[WC] V. Williams b. A. Sasnovich 6-3 6-4

Secondo turno:

B. Strycova b. S-W. Hsieh 7-6(3) 6-3
J. Ostapenko b. [7] J. Konta 6-3 6-4
P. Martic b. M. Gasparyan 6-3 7-6(4)
Kr. Pliskova b. Ka. Pliskova 6-2 3-6 7-6(7)

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Maiorca, secondo turno:

Y. Wang b. A. Van Uytvanck 7-6(3) 6-3
[4] E. Mertens b. [WC] S. Stosur 6-3 6-3
[7] S. Kenin b. O. Jabeur 6-2 2-0 (rit.)
[2] A. Sevastova b. A. Tomljanovic 6-2 6-1

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A Maiorca ritorno con vittoria per Sharapova. Osaka la spunta a Birmingham

Masha soffre per un set, poi ha vita facile contro Kuzmova. Anisimova annulla un match point e rimonta, Azarenka cede a Garcia dopo un gran inizio. In Inghilterra Osaka coi denti, poi la pioggia

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Naomi Osaka (foto via Twitter, @the_LTA)

Non dev’essere facile essere Maria Sharapova e non poterlo dimostrare sul campo. Non dev’essere facile soffrire come una bestia per un set intero, il primo, per tenere testa all’entusiasmo di una ragazzotta di buone speranze come Viktoria Kuzmova, sua avversaria nel turno inaugurale dell’International maiorchino. Ferma da più di quattro mesi per colpa della solita spalla ballerina nuovamente operata, Maria ha accettato di buon grado l’invito offertole dagli organizzatori del torneo di Maiorca con l’intento di ritrovare confidenza, come si dice, in vista del ritorno sugli amati campi di Church Road: il primo test è stato probante e certamente utile.

Il match è finito in discesa ma non è stato lontano dal trasformarsi in una ripidissima scalata, in fondo a un primo tempo giocato sul filo del rasoio e chiuso al tie break al secondo set point dopo che Masha era stata costretta a salvarne un paio a sua volta. Non solo, poco prima, messa in difficoltà dalle buone abilità in risposta e dall’encomiabile capacità di generare angoli acutissimi della giovane rivale, Sharapova nell’undicesimo gioco era stata obbligata a rispondere per salvare capra e cavoli, riuscendovi grazie a qualche missile vintage sulle righe e alla scarsa abitudine di Kuzmova a fronteggiare simili personalità.

Risolto il dilemma, nel secondo set Masha si è sciolta in maniera inversamente proporzionale all’avversaria delusa, alla quale ha concesso la miseria di sei punti nell’intero parziale. Salva l’ex numero uno del mondo – per lei possibile secondo turno contro Angie Kerber, oggi piazzata in chiusura di programma -, e salva Amanda Anisimova: al battesimo stagionale sull’erba la teenager del New Jersey ha rischiato grossissimo contro Tereza Martincova, qualificata e discreta erbivora, vincendo in rimonta dopo aver annullato anche un match point nel tie break del secondo. Niente da fare invece per Vika Azarenka, alla quale non è stato sufficiente un entusiasmante primo set dal sapore antico per aver la meglio su Caroline Garcia, in fase di ritrovata fiducia dopo il successo raccolto a Nottingham un paio di giorni fa.

 

Meno carne al fuoco quest’oggi a Birmingham, anche a causa della pioggia che, come d’abitudine, ha costretto tutti a un’interruzione tutt’ora protraentesi. Per ciò che riguarda gli incontri completati, da segnalare il sofferto successo ottenuto dalla numero uno del mondo Naomi Osaka contro Maria Sakkari, non certo una specialista del verde, e il ritorno alla vittoria di Jelena Ostapenko contro Iga Swiatek, non ancora a suo agio sui campi in erba, alla quale ha lasciato appena due giochi. Niente festa, infine, per Ekaterina Aleksandrova, ieri segnalata dal computer al best ranking di numero cinquanta WTA, battuta in due da Petra Martic.

Birmingham, primo turno:

P. Martic b. E. Alexandrova 6-3 7-5
[8] J. Goerges b. D. Yastremska 3-6 6-4 6-3
[Q] Kr. Pliskova b. [Q] V. Tomova 6-3 6-4
J. Ostapenko b. [Q] I. Swiatek 6-0 6-2
[1] N. Osaka b. M. Sakkari 6-1 4-6 6-3
Y. Putintseva b. [WC] H. Dart 6-1 6-4

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Maiorca, primo turno:

O. Jabeur b. [Q] K. Juvan 7-5 7-6(5)
[2] A. Sevastova b. [Q] V. Lepchenko 6-3 7-6(5)
[WC] S. Stosur b. S. Zheng 6-4 7-5
[Q] S. Rogers b. S. Zhang 6-2 6-2
A. Anisimova b. [Q] T. Martincova 3-6 7-6(7) 6-4
[6] C. Garcia b. V. Azarenka 1-6 6-4 7-5
[WC] P. Badosa Gibert b. A. Riske 6-7(2) 7-5 7-5
[WC] M. Sharapova b. V. Kuzmova 7-6(8) 6-0
A. Cornet b. [Q] S. Sorribes Tormo 6-0 6-1
[1] A. Kerber b. [Q] Y. Bonaventure 7-5 4-6 6-2

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A Birmingham favorite a gambe all’aria, Bencic facile a Maiorca

Svitolina, non ancora al meglio, cede a Gasparyan mentre Sabalenka, in crisi sempre più nera, spreca troppo contro Hsieh. Alle Baleari bene anche Kenin, Van Uytvanck e Tomljanovic

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Giornata gratificata da un più che accettabile sole e giubilo generale all’esordio della seconda settimana erbivora al femminile, dopo gli allagamenti dei giorni scorsi. Splende il sole su due gran bei tornei, dal campo di partecipazione persino clamoroso rispetto all’importanza degli eventi in questione. Birmingham sarebbe un Premier, obietterete, ma si sa, al quartier generale della WTA distribuiscono qualifiche come si distribuivano i sei politici ai tempi dell’autogestione.

Considerazioni burocratiche a parte, tocca constatare la presenza di svariate top trenta tanto alle Baleari quanto nelle West Midlands, e soprattutto in Inghilterra il cartellone è di quelli davvero chic. Come non è inconsueto nei lunedì inaugurali, a Maiorca è tuttavia andato in scena un programma non ricchissimo, e due delle tre teste di serie in campo – in attesa di Elise Mertens in fondo alla giornata – hanno velocemente sbrigato le pratiche loro assegnate: Belinda Bencic lasciando nove giochi a Rebecca Peterson; Sofia Kenin concedendone cinque in meno a Kirsten Flipkens. Si sospetta che la tennista di Lovanio, qui quarta testa di serie e discreta giardiniera, riserverà un trattamento simile ad Andrea, mai troppo felice di affrontare il verde.

Line-up più corposa e risultati in parte imprevedibili a Birmingham dove invece, mentre si aspetta l’esordio di Karolina Pliskova, due delle tre favorite in campo sono andate a casa. Analizzando gli annessi e i connessi degli ultimi mesi agonistici vissuti da Elina Svitolina e Aryna Sabalenka viene comunque da pensare che sì, le odierne sconfitte ci potevano benissimo stare: l’ucraina, sconfitta in tre da Gasparyan, non ha forse ancora recuperato del tutto le funzionalità del ginocchio ultimamente tormentato, mentre la bielorussa, per la quale si potrebbe in tranquillità cominciare a parlare di crisi, non ci fossero stati gli incredibili exploit in doppio a tenerne a galla il percorso professionale, è stata cacciata da Hsieh senza riuscire a difendere un vantaggio di quattro a due nel terzo set.

 

Parente stretta della crisi nera è la sfiducia, manifestatasi pronta nell’ennesimo pomeriggio delicato di Aryna: tre doppi falli sui sei totali commessi dalla numero dieci WTA hanno consentito alla quadrumane da Taipei di trasformare altrettante palle break.

Premier Birmingham, primo turno:

M. Gasparyan b. [4] E. Svitolina 6-3 3-6 6-4
S-W. Hsieh b. [5] A. Sabalenka 6-3 2-6 7-6(1)
B. Strycova b. [WC] H. Watson 3-6 6-3 6-4
[7] J. Konta b. A. Kontaveit 6-4 6-2
E. Rodina b. K. Mladenovic 6-2 2-6 6-4
[3] Ka. Pliskova b. M. Buzarnescu 6-3 6-4

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International Maiorca, primo turno:

A. Tomljanovic b. M. Puig 6-4 7-5
A. Van Uytvanck b. [8] K. Siniakova 6-2 3-6 6-3
[3] B. Bencic b. R. Peterson 7-5 6-4
Y. Wang b. A-L. Friedsam 7-5 6-3
[7] S. Kenin b. K. Flipkens 6-2 6-3
[4] E. Mertens b. [WC] A. Petkovic 6-2 6-2

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