Preparate i fiori, tra una settimana si va a Zhuhai

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Preparate i fiori, tra una settimana si va a Zhuhai

Ufficializzate le dodici partecipanti al ‘Masters B’ di Zhuhai, noto anche come Elite Trophy. Rinuncia soltanto Ostapenko e non ci sarà una vera favorita. Si parte martedì prossimo

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Sarà anche un torneo dalla dubbia competitività, con una collocazione geografica non molto à la page nel profondo sud della sconfinata Cina e una formula rivedibile, ma di motivi per partecipare all’Elite Trophy ce ne sarebbero diversi.

Innanzitutto il ‘Masters B’ di Zhuhai, giunto alla quarta edizione e così soprannominato perché popolato dalle giocatrici che seguono in classifica le otto qualificate al ‘Masters A’ di Singapore, sarà provvisto a stretto giro di un’immensa opera architettonica sotto forma di ponte in grado di solcare le acque cinesi per 55 chilometri e collegare Hong Kong a Zhuhai. Servirà un permesso per accedervi, ma abbatterà drasticamente i tempi di percorrenza del triangolo Macao-Hong Kong-Zhuhai. In secundis, sotto il profilo strettamente tennistico, anche per chi dovesse fermarsi a due sconfitte in altrettanti incontri del girone iniziale ci sarebbero da raccogliere oltre 40000 dollari e 80 punti, che entrano in classifica come diciassettesimo risultato (senza che si perdano altri punti, in sostanza). Non proprio un pessimo bilancio per una gitarella asiatica di novembre.

La partecipazione al torneo è riservata alle undici giocatrici comprese tra la 9a e la 19esima posizione del ranking WTA con l’aggiunta di una wild card selezionata dall’organizzazione, che come ogni anno parlerà cinese. Per effetto della rinuncia di Ostapenko, l’unica giocatrice tra le aventi diritto che marcherà visita, Qiang Wang (a cui inizialmente era stato concesso l’invito) si è qualificata direttamente e la wild card è stata dirottata su Shuai Zhang, già invitata nel 2016. L’elenco delle dodici partecipanti è stato dunque confermato dai canali social del torneo ed è il seguente:

 
  1. Kasatkina
  2. Sevastova
  3. Sabalenka
  4. Mertens
  5. Goerges
  6. Keys
  7. Muguruza
  8. Garcia
  9. Barty
  10. Kontaveit
  11. Q. Wang
  12. S. Zhang (wild card)

Si è detto che nella peggiore delle ipotesi si lascia Zhuhai con 8o punti, ma non che un percorso di sole vittorie – finale compresa – può garantirne ben 700: sono quasi i punti che frutta una semifinale Slam, per intenderci, e servono appena quattro vittorie per incamerarli. Lo scorso anno ci è riuscita Julia Goerges, che sarà ancora della partita e con il titolo di Lussemburgo si è decisamente rilanciata, tanto da poter aspirare con legittime credenziali a difendere il bottino del 2017. Dovrà guardarsi dalla temibile concorrenza di Kasatkina, Sevastova, Sabalenka e Wang, uscite alla grande dalle ultime settimane di competizioni, ma non esistono concreti impedimenti all’ipotesi che anche Kontaveit, Barty e Mertens possano giocarsi le loro carte. L’australiana lo scorso anno ha raggiunto in semifinali ed è giocatrice in grado di esaltarsi quando la pressione del torneo non è eccessiva. E Zhuhai, diciamocelo francamente, non procura una tensione ingestibile.

Zhang gioca in casa e non la si può dare per spacciata, Keys e Muguruza non ci arrivano nel migliore dei modi e soprattutto vige il ragionevole dubbio sulla loro capacità di affrontare questo torneo con la necessaria dose di agonismo. Resta Aryna Sabalenka, e qui dipende più o meno da lei: se riaccende il motore inceppatosi a Tianjin contro Bacsinszky, potrebbe persino vincere con margine tutte le partite. Ma oltre alla freschezza dei muscoli comanderà anche la soglia di concentrazione, e una giocatrice tanto ambiziosa potrebbe lasciarsi sedurre dall’idea di pensare già al 2019.

Nostalgico addio a una stagione morente, il torneo di Zhuhai si articola in quattro gironi dai nomi floreali – lo scorso anno furono Camelia, Azalea, Rosa e Bouganville – contenenti tre giocatrici che si giocano in due sole partite l’accesso alle semifinali. In pratica basta una sconfitta per andare fuori: nella breve storia di questa manifestazione solo Roberta Vinci, nella prima edizione, si è qualificata perdendo una partita contro una giocatrice, Schmiedlova, che aveva però sostituito Wozniacki ritiratasi a metà del suo primo incontro del girone. L’edizione 2018 comincerà tra una settimana, martedì 30 ottobre, e si concluderà il 5 novembre.

 

 

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ATP Vienna, il programma di mercoledì 27 ottobre: Sinner alle 14, Berrettini in serale

Cinque italiani in campo nel mercoledì di Vienna. Musetti affronta Monfils. Sonego e Fognini sul campo “#glaubandich”

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Andy Murray (GBR) -Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Christian Hofer).

Giornata davvero piena per i tifosi di tennis italiani quella di mercoledì a Vienna: ci saranno ben cinque azzurri impegnati nell’Erste Bank Open, tra primi e secondi turni.

Alle 14 il programma nell’arena principale alla Stadthalle verrà aperto da Jannik Sinner che esordirà nel torneo contro Reilly Opelka per continuare la corsa verso le Nitto ATP Finals. A seguire ci sarà Lorenzo Musetti, entrato in tabellone grazie a una wild card, che dovrà vedersela con Gael Monfils in un match tutt’altro che facile. Poi, non prima delle 17.30, un match di grande interesse che vedrà lo scontro generazionale tra Andy Murray e Carlos Alcaraz. In chiusura di programma ci sarà Matteo Berrettini che nel suo match di secondo turno affronterà il finalista di Indian Wells Nikoloz Basilashvili.

A sei fermate di metropolitana dalla Stadthalle, sul campo “#glaubendich” (che significa “credo in te”), come secondo match non prima delle ore 13 ci sarà Lorenzo Sonego, finalista dell’edizione 2020 di questo torneo, che sfiderà il lucky loser Dominic Koepfer, seguito dall’esordio di Fabio Fognini che giocherà contro il finalista della settimana scorsa ad Anversa Diego Schwartzman.

 

Questo il programma completo (cliccare sull’icona nell’angolo in alto a destra per ingrandire)

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Murray, l’alleato che non tifa per Sinner: “Nulla contro Jannik, ma alle Finals vorrei vedere Norrie”

Lo scozzese, agli ottavi dell’ATP di Vienna, segue da spettatore interessato la corsa verso Torino. “Jannik è molto giovane ma già completo su tutte le superfici, forse solo sull’erba ha bisogno ancora di un po’ di tempo”

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Andy Murray - ATP Antwerp 2021 (via Twitter, @EuroTennisOpen)

Una bella spinta, forte e prestigiosa. Magari non troppo volontaria, perché Andy Murray – approdato agli ottavi di Vienna superando Hubert Hurkacz, primo top 20 battuto nella sua stagione di rinascita – ha sì dato una mano a Jannik Sinner nella corsa verso le Finals, ma tifa legittimamente per i tennisti di casa sua. “L’Italia esprime tanta passione per il nostro sport in questo momento storico – ha raccontato in conferenza stampa Sir Andy al direttore Scanagatta – è una grande occasione quella di avere due giocatori a Torino. Capirete però come non abbia nulla contro Jannik, che è un ragazzo e giocatore super, se vi dico che preferirei vedere alle Finals il nostro Cameron Norrie“.

Preferenza più che legittima, ci mancherebbe. In questo momento il numero uno britannico (e 14 ATP), che nel tabellone viennese deve esordire contro Marton Fucsovics, è undicesimo nella Race. Una posizione più indietro rispetto all’azzurro, atteso in Austria dall’incrocio con Reilly Opelka. Sinner deve ringraziare l’impresa di Murray perché fa la corsa proprio su Hurkacz (nono e ultimo qualificato virtuale, con Nadal out), ma deve allo stesso tempo guardarsi le spalle da Norrie.

Murray, che ha già onorato al meglio la wild card offertagli dall’organizzazione austriaca e non intende fermarsi, adesso può concentrarsi sulla seconda puntata dello scontro generazionale con Carlos Alcaraz, il talento spagnolo già superato qualche settimana fa a Indian Wells. Nel frattempo, però, non si tira indietro dall’esprimere un giudizio lucido e argomentato su Sinner: “Ho visto come abbia vinto alla grande il torneo di Anversaha spiegato -, è molto giovane ma sta vivendo la sua migliore stagione. È un fantastico colpitore, molto pulito da fondo campo. Ha grandi capacità di movimento e le condizioni indoor lo esaltano, anche se a lui comunque piace giocare su tutte le superfici. Penso che il suo gioco si adatti molto bene alle condizioni indoor, anche se riesce ad esprimersi bene un po’ ovunque. Forse solo sull’erba non si trova del tutto a suo agio, potrebbe servirgli un po’ più di tempo per abituarsi“.

 

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Kiki Bertens aspetta un bambino

La tennista olandese ha annunciato sui social la lieta notizia

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Kiki Bertens - San Pietroburgo 2019

Kiki Bertens ha annunciato di aspettare un bambino. L’ex tennista olandese aveva dichiarato l’intenzione di ritirarsi a giugno e ufficialmente il suo ultimo match è stato il primo turno alle Olimpiadi di Tokyo perso al terzo set contro Vondrousova. Quest’anno in effetti c’era stato un netto calo di risultati da parte dell’ex numero 4 del mondo, la quale ha vinto due partite consecutive in un torneo per l’ultima volta al Roland Garros 2020 (quello dell’epica sfida con Errani). Da lì in poi solo due vittorie e la sua carriera agonistica si è conclusa con una serie di cinque sconfitte consecutive. Tutto questo però ora è alle spalle e la 29enne olandese è pronta a intraprendere la vita familiare al fianco del marito, nonché ex fisio e sparring partner, Remco de Rijko sposato nel 2019. Il primo figlio della coppia è atteso per aprile 2022.

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