Zhuhai: eliminate Kasatkina e Kontaveit, parte bene Muguruza

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Zhuhai: eliminate Kasatkina e Kontaveit, parte bene Muguruza

Anche Qiang Wang e Julia Goerges appese a un filo: la cinese e la campionessa in carica in semi solo vincendo in due set i rispettivi ultimi incontri

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Decisamente più scoppiettante il mercoledì sul Mare delle Perle rispetto alla sonnacchiosa giornata d’esordio. Certo, la cosiddetta cornice di pubblico non è un granché, ma le partite frizzano anche più di quelle viste al Master vero la settimana scorsa a Singapore. I match di oggi, due su tre oltre il limite delle due ore accompagnati dalla facile vittoria di Madison Keys sulla stremata Daria Kasatkina, hanno emesso i primi verdetti. Già eliminate, chiuderanno la stagione entro il fine settimana la medesima Dasha, la quale paga anche il set smarrito ieri nel successo tra i crampi su Qiang Wang e Anett Kontaveit, vincitrice oggi contro la detentrice del titolo Julia Goerges ma perdendo un parziale sanguinoso, il secondo, che sommato al KO in due patito ieri contro Elise Mertens la estromette dalla competizione.

Se la caduta di Kontaveit è solo metaforica, Goerges ha dovuto patirne una reale: a fine secondo set, in un maldestro tentativo di cambiare direzione, ha perso gli appoggi e ha battuto l’anca su cemento. Dopo aver applicato del ghiaccio è riuscita a concludere comunque il suo incontro, sembra senza grosse conseguenze.

Risultano per l’appunto ancora vive, ancorché appese a un filo sottilissimo, la rampante cinese e la tedesca, costrette a vincere i loro ultimi incontri senza farsi borseggiare set alcuno da Madison Keys e Mertens se vorranno giocare anche nel week-end. Nell’unico match odierno non ancora menzionato, è riapparsa provvista di vittoria Garbine Muguruza, la quale, nella sfida inaugurale del girone delle camelie, ha superato soffrendo il giusto Shuai Zhang, l’altra beniamina di casa ai nastri di partenza.

Domani il cartellone prevede gli ultimi attesi debutti, quelli di Caroline Garcia e Anastasija Sevastova, e le ultime pericolose spiagge, agognate da Goerges, Zhang e Barty. Elise Mertens potrà invece giocarsi un interessante match point.

Risultati: 

Gruppo Rosa

[10] A. Kontaveit b. [5] J. Goerges 6-2 4-6 6-4

Gruppo Azalea

[6] M. Keys b. [1] D. Kasatkina 6-2 6-4

Gruppo Camelia

[7] G. Muguruza b. [WC] S. Zhang 3-6 6-3 6-2

I gironi e il calendario
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WTA San Jose: Kasatkina e Rogers si meritano la finale, battute Badosa e Kudermetova

Semifinali in fotocopia per la russa Kasatkina e la statunitense Rogers. Le tenniste più in forma del torneo californiano si contenderanno il titolo

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Daria Kasatkina - San Jose 2022 (foto Facebook @MubadalaSVC)

A San Jose a contendersi il titolo saranno Shelby Rogers, che torna in una finale WTA dopo sei anni, e Daria Kasatkina, che in California aveva raggiunto l’atto conclusivo anche nella scorsa stagione. I verdetti della notte italiana certificano la grande settimana dell’americana Rogers – vittoriosa 6-3 6-4 sulla russa Veronika Kudermetova – che a 29 anni è ancora alla ricerca del suo primo titolo in carriera, mentre la 25enne Kasatkina ha ribaltato i pronostici superando la n-4 del mondo Paula Badosa per 6-2 6-4.

Il tabellone completo del WTA 500 di San Jose

Nella prima semifinale del Mubadala Silicon Valley Classic, Rogers ha iniziato alla grande controllando e dominando un primo set alla perfezione, deciso 6-3 da un break nel primo e uno nell’ultimo game, con Kudermetova mai capace di andare oltre il ’30’ in risposta. Le calde condizioni meteorologiche hanno aiutato il potente gioco di spinta della statunitense, la quale non solo non ha ancora perso un set in questo torneo, ma le sue avversarie non sono mai vinto più di quattro game. Nel secondo set invece la musica è iniziata diversamente, con la russa due volte in grado di passare avanti di un break, ma il ritornello finale è stato sempre lo stesso, e Rogers ha chiuso 6-4 al secondo match point dopo un’ora e 20 minuti.

 

La seconda semifinale, dal punteggio e dall’andamento estremamente simile alla prima, è durata una manciata di minuti in più, con Kasatkina dominante nel primo set vinto 6-2 (anche lei due break realizzati e zero palle break concesse), e più lottato nel secondo per meriti di Badosa. La spagnola n.4 del mondo tuttavia non ha sfruttato le posizioni di vantaggio in cui è riuscita a mettersi, e il break nel nono game le è stato fatale così come i 30 gratuiti a fronte dei 16 vincenti; bilancio in pari invece per la russa con 11 vincenti e altrettanti errori.

Le prestazioni di Kasatkina nel WTA 500 di San Jose sono veramente degne di nota, come certificano i successi sulla campionessa di Wimbledon Rybakina, e sulle due top 10 Sabalenka e Badosa. Una vittoria del titolo la riporterebbe in top 10 a 25 anni, per la prima volta dal 2019. Grazie al suo gioco paziente, poco rischioso, e ricco di variazioni è riuscita a gestire i colpi potenti delle avversarie affrontate finora, e certamente cercherà di fare altrettanto con Shelby Rogers. Per questo, e anche considerando la classifica della statunitense (n.45), è Daria la favorita per la finale, in programma all’1 di notte italiana. I precedenti sono sull’1-1, con Kasatkina vittoriosa nell’ultimo incontro disputato a maggio al Roland Garros. Rogers invece l’ha spuntata nel loro unico incontro sul cemento, nel 2017 a Miami.

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WTA Washington: Kanepi indemoniata travolge Saville, Samsonova fa un sol boccone di Wang

Semifinali a senso unico al Citi Open, anche per via delle problematiche fisiche occorse alle giocatrici sconfitte. La tds n. 6 andrà a caccia di un titolo che manca da nove anni, Liudmila centra la seconda finale dopo Berlino 2021

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Kaia Kanepi

[6] K. Kanepi b. D. Saville 6-3 6-1

Alla sua prima partecipazione al Citi Open, Kaia Kanepi trova la prima finale della carriera sul suolo statunitense alla veneranda età di 37 anni e nella serata di domani proverà ad interrompere un digiuno dal successo lungo ben nove anni e tre mesi. L’ultima volta che la veterana estone aveva alzato un trofeo in un appuntamento del Tour, era stata nel lontano maggio 2013 quando vinse in finale a Bruxelles sull’oramai tristemente nota Peng Shuai. Oggi, nella torrida afa della capitale USA, la n. 37 WTA ha riassaporato il momento della conquista di un match valevole per il titolo e lo ha fatto attraverso una prestazione travolgente, con cui ha spazzato via dal campo la povera Daria Saville in poco più di un’ora. Quattro giochi complessivi raccolti dall’australiana, che ha avuto anche la sfortuna d’infortunarsi alla schiena durante il primo set ma ciò non toglie nulla alla performance da cineteca di Kaia, disarmante per la potenza di palla che è riuscita a sprigionare con il dritto.

Uno scontro che vedeva di fronte due giocatrici, che in passato hanno raggiunto il loro best ranking nello stesso mese ma a distanza di otto giorni e sei anni rispettivamente al 15° e al 20° posto della classifica mondiale, e che alla fine ha premiato la più esperta; la quale giocava nuovamente una semifinale WTA da Melbourne 2021, sempre nel ‘500’ australiano aveva disputato anche l’ultimo atto conclusivo – si arrese in finale a Mertens, dopo aver superato un’altra russa, Daria è stata naturalizzata aussie nel 2015, in semi: Alexandrova -. La stagione 2022 sembra dunque rappresentare una vera e propria seconda giovinezza per Kanepi, che ad inizio anno ottenendo i quarti all’Open d’Australia aveva completato l’accesso a quel turno in tutti e quattro i Majors. Non riesce invece la nativa di Mosca, a centrare la sua prima finale dalle tre conquistate nel 2017 – Strasburgo, New Haven, Hong Kong – in quella che era la sua prima semifinale da Acapulco 2018. Può consolarsi lo stesso osservando la risalita avuta nel ranking, a febbraio era ubicata alla 627esima posizione. Gli H2H adesso dicono 2-0 Kanepi, si erano incrociate la prima volta in un ITF ad Helsinki nel 2011 quando Saville aveva soltanto 16 anni. Inoltre parlando sempre di passato comune, va ricordato come entrambe da junior abbiano raggiunto la finale del Roland Garros: Kaia trionfando nel 2001 ai danni della due volte campionessa Slam Kuznetsova, Daria perdendo da Mladenovic otto anni più tardi.

 

IL MATCH – I quindici centimetri e i quattordici chili di differenza si fanno sentire tutti fin dai primi scampoli di partita. La pesantezza di palla di Kanepi è devastante, e inoltre le fiondate dell’estone si susseguono a ritmo martellante. Saville può fare veramente poco, non ha la minima possibilità di opporre resistenza. In questo momento la sua mobilità e la propria abituale capacità di essere solida e regolare è semplicemente sterile dinanzi alle bordate imprendibili della tds n. 6. La veterana di Haapsalu è totalmente indemoniata, il dritto viaggia che è un piacere ed è fonte di vincenti in successione da far tremare i polsi. L’ex n. 1 junior prende continuamente in mano lo scambio dal centro del campo, e a quel punto lascia andare il braccio eseguendo debordanti accelerazioni dal lato destro. L’australiana nativa di Mosca, può al massimo rimettere dall’altra parte un paio di difese, ma la verità è che neppure un’eventuale richiesta mistica agli dei del tennis può salvarla dalle pallate infuocate di Kaia, soluzioni che spazzano letteralmente via dal rettangolo di gioco la 28enne ex Gavrilova. La n. 37 del mondo è incontenibile, inizia anche spazzolare il campo direttamente in ribattuta pietrificando una regina dell’agilità come l’ex n. 20 del ranking. La classe ’94 mette anche qualche seconda di troppo, così è un gioco da ragazze per la numero 2 del tennis estone partire con uno scoppiettante parziale di 11 punti a 0.

Nel quarto game, sotto 0-3, ovazione del pubblico al primo quindici messo a referto da Saville, che si dimostra molto simpatica nell’accompagnare lo stupore degli spalti con un sorriso di autentica genuinità. Si conoscono però alla perfezione le doti da combattente di Daria, attualmente 88 delle classifiche, che pian piano carbura e complice la forte intensità dei raggi solari che – si abbattono sul William H.G. FitzGerald Tennis Center – disturbano Kanepi al servizio; riesce a recuperare uno dei due break di svantaggio. Adesso la giocatrice aussie è entrata finalmente in partita, soprattutto ora è in grado di far muovere maggiormente l’avversaria per invischiarla in scambi prolungati, poco avvezzi alle lunghe leve dell’estone. Anche il servizio funziona meglio ed è più chirurgico, questo innalzamento del livello della battuta le dà la possibilità di allontanare la tennista di Haapsalu dalla linea di fondo e di conseguenza dalla sua zona di comfort.

Se infatti la sesta forza del tabellone è costretta a fare il tergicristallo e ad abbandonare il posizionamento con i piedi dentro il campo, il match cambia diametralmente dinamica; anche perché in questa situazione tattica l’elastica Daria può verticalizzare di più venendo a rete per togliere il tempo all’avversaria. Sul 4-2, 15-15 tuttavia arriva come un fulmine a ciel sereno un infortunio alla schiena per l’australiana, che all’improvviso dopo il servizio si piega in due mostrando una chiara smorfia per via del dolore. Inevitabile il MTO, che però viene effettuato negli spogliatoi a testimonianza della gravità del problema occorso a Saville. La moscovita rientra comunque fiduciosa, incrociando lo sguardo con il suo angolo e fornendo feedback positivi. Sembrerebbe dunque tutto risolto e per la verità quando si ricomincia la più in difficoltà, contrariamente a quello che ci si poteva aspettare, è proprio l’ex top 15 del Mar Baltico. Kaia infatti appare rigida, probabilmente la sua imponente mole fisica si è imballata durante la pausa prolungata. Ma presto le difficoltà fisiche accusate alla fascia lombare da parte della vincitrice Junior dello Us Open 2010, si rivelano tutt’altro che superate: è abbastanza evidente l’impossibilità da parte di Daria d’inarcare la schiena per sprigionare velocità elevate. Questo fa sì che Kanepi possa investire l’avversaria con le sue fenomenali sbracciate, perciò ecco nuovamente puntuale il doppio break che suggella il 6-3 dopo 36 minuti.

Saville continua a non mollare nulla, mostrando costantemente a tutti i presenti il suo essere guerriera e prova a risalire la china incitandosi frequentemente. Ma la frustrazione per la piega che ha preso la partita è palpabile: prima l’inizio travolgente dell’estone, poi il fastidio fisico. La classe ’85 inoltre torna a macinare gioco e sassate con il suo letale dritto. L’australiana ci prova, varia l’altezza dei colpi ma oggi non ce ne per nessuno. E’ inarrestabile l’esperta 37enne, le sue catenate macellano anche le ultime convinzioni, di una tennista indomita come Gavrilova, di ribaltare il match. A riprova della performance strabiliante di Kanepi, va evidenziato come al drittone implacabile della versione odierna, che è impressionate per potenza di fuoco, si è affiancato un rovescio allo stesso modo efficacie ma che predilige la precisione. L’artiglieria estone è di primo ordine, fa vedere anche recuperi choppati laterali – non certo punti di forza del suo gioco – e quindi lo scoramento aussie aumenta a dismisura: per cui non può non essere confezionato il 6-1 a senso unico, con break maturati nel quarto e nel sesto gioco.

L. Samsonova b. [LL] X. Wang 6-1 6-1

Liudmila Samsonova, cresciuta tennisticamente in Italia – ha rappresentato il Bel Paese per quattro stagioni dal 2014 al 2018 -, dopo aver centrato nel successo del turno precedente contro Raducanu la seconda vittoria su una Top 10 (la prima ottenuta ad aprile su Pliskova a Stoccarda), raggiunge la seconda finale della carriera strapazzando la lucky loser Wang, campionessa allo Us Open junior 2018. La 23enne russa aveva stupito tutti, a giugno 2021, trionfando nel WTA 500 di Berlino partendo addirittura dalle qualificazioni. Quella sull’erba tedesca è stata però l’unica semifinale vinta dalla nativa Olenegorsk nel Tour maggiore, perdendo le successive tre di Lussemburgo, Courmayeur e Stoccarda. La classe ’98 ha dunque riaggiustato il mirino, ma soprattutto sta continuando questa settimana a risollevarsi sul cemento americano, visto che arrivava da 7 ko negli ultimi 8 incontri prima del torneo. Inoltre cercherà di laurearsi la quinta campionessa russa del torneo, giunto alla sua decima edizione. La mancina cinese, da par suo, può comunque ritenersi soddisfatta per il percorso compiuto, dato che aveva perso nelle quali da Chirico. Ma ripescata, ha ottenuto contro la tds n. 4 Azarenka la seconda semifinale nel circuito WTA – Acapulco 2020, sconfitta da Watson – e la terza affermazione su una Top 20 oltre a diventare la seconda giocatrice del suo Paese dopo Li Na a battere la bielorussa negli ultimi 15 anni. Un solo precedente, maturato nel turno finale delle quali di Melbourne Park 2020: vittoria in tre set di Samsonova.

IL MATCH – Si affrontano due tenniste che basano il loro tennis sui colpi d’inizio gioco, cercando di prendere in mano lo scambio fin dal primo colpo in uscita dal servizio o direttamente in risposta nei game di ribattuta. Dunque si prospetta una partita che regalerà soluzioni tennistiche agli amanti dello stile classico contemporaneo, costituito principalmente da potenza e scambi piuttosto brevi. Xiyu Wang, da non confondere con la quasi omonima Xinyu Wang – anche lei classe 2001 e che tra l’altro verrà scalzata lunedì proprio dalla “nostra” Wang dal ruolo di n. 3 di Cina – è delle due in campo quella a partire peggio. La 21enne cinese difatti sembra non essere del tutto apposto fisicamente, si muove male ed è quasi sempre in ritardo nel preparare il primo colpo in uscita dal fondamentale d’inizio gioco. Inoltre a confermare l’impressione che la n. 95 WTA abbia qualche problema fisico o che semplicemente stia soffrendo più del dovuto le condizioni climatiche – anche nella giornata odierna a Washington temperatura costantemente sopra i 30° – arrivano a sostegno delle scellerate smorzate giocate dall’asiatica, puntualmente lunghe e che vengono trasformate in facili chiusure del punto da parte di Samsonova.

Liudmila dal canto suo si limita ad allungare il palleggio quanto basta, per poi raccogliere i regali della mancina d’Oriente che pedissequamente cade nell’errore. La 23enne russa mette in mostra anche un ottimo dritto in avanzamento, che unito alla caratteristica più sorprendente del 2022 della n. 60 al mondo, ovvero la sua resa praticamente impeccabile con la seconda – è la giocatrice che ha vinto più punti con questo fondamentale in stagione -; la porta facilmente sul 5-1 con doppio break di vantaggio (arrivati nel terzo e nel quinto gioco). La giornata no della giovane cinese si evince a tuttotondo, quando subisce il secondo strappo dove commette addirittura due doppi falli nei primi due punti. Wang è pachidermica in campo, oltre che goffa in alcune situazioni come un tentativo di recupero su un lob avversario in cui non trova neanche la palla. Meriti però ad un’attentissima e sempre sul pezzo Samsonova, che non molla niente neppure sul 5-1 dove rimonta dal 30-0 e strappando per la terza volta il servizio chiude il parziale dopo 28 minuti.

Prima che la contesa riprenda, MTO off court per Xiyu che conferma qualche problemino fisico. La musica però è sempre quella, un bottino di 27 punti vinti negli ultimi 31 ad inizio secondo set certificano l’assoluta predominanza russa. La nativa di Taixing è perennemente poco reattiva, in pratica totalmente surclassata: nel suo primo turno di servizio sale 40-15, ma si spegne definitivamente – se mai si fosse accesa – con il break immediato. Il 3-0 diventa presto un altro 6-1 (35 minuti). La differenza è stata dettata dalla resa con la seconda: il 78% contro il 30%.

NIENTE SPECIAL EXEMPT – Sia Kanepi che Saville avrebbero dovuto prendere parte alle qualificazioni del WTA 1000 di Toronto, ma non avendo il dono dell’ubiquità ed essendo Washington un ‘250’, quindi un torneo di due categorie di differenza rispetto al Canadian Open, non può essere applicato lo special exempt. Per cui, le due tenniste che si contenderanno domani il titolo nella capitale degli States hanno dovuto dare forfait ai loro incontri con le wild card di casa Harrison e Min.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI WASHINGTON

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WTA San Jose: Badosa batte Gauff e si regala Kasatkina in semifinale. Ancora inquieta Sabalenka

La russa Kasatkina rimonta la bielorussa Sabalenka rifilandone un 6-0. Cori Gauff resiste un set contro Paula Badosa, Jabeur battuta da Kudermetova

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Al Mubadala Silicon Valley Classic è in corso il torneo WTA 500, l’unico della settimana a non essere sotto attacco dalla pioggia. Tra la notte di venerdì e sabato si sono disputati i quarti di finale dove non sono mancati match equilibrati e interessanti. Partiamo in ordine di ranking – nonché dalla parte bassa del tabellone – dove sbuca il nome di Paula Badosa, numero 4 del mondo e seconda testa di serie in questo torneo, vincente 7-6(4) 6-2 su Cori Gauff. L’americana ha retto l’urto contro la spagnola fino al tiebreak del primo set (dopo non aver sfruttato in precedenza il servizio in vantaggio 5-4) quando sul 3 pari Badosa ha fatto partire un rovescio in corsa fulminante che gli è valso un mini-break. La 18enne ha accusato il colpo tanto da commettere un doppio fallo poco dopo, e Badosa è riuscita a chiudere al primo set point, prendendo subito il largo nel secondo parziale.

Il tabellone principale del WTA 500 di San Jose

“Non è mai facile iniziare contro una giocatrice così aggressiva e con un grande servizio“, ha detto Badosa a fine partita. “Penso di essermi adattata abbastanza bene alla fine del primo set, e ho giocato un tiebreak abbastanza perfetto, quindi sono davvero felice di questo”. Badosa affronterà ora la testa di serie numero 7 Daria Kasatkina nelle semifinali di San Jose. Kasatkina ha superato la testa di serie numero 4 Aryna Sabalenka 4-6 7-5 6-0 all’inizio del programma di venerdì, dopo un match dai frequenti ribaltamenti di fronte (come si evince dal punteggio) in cui la bielorussa ha una buona dose di colpe. Attualmente n.12 del mondo, Sabalenka ha commesso 20 doppi falli (cifre ormai abituali per lei) ma colpiscono ancor di più gli errori banali commessi a campo aperto nel momento di chiudere il punto.

 

Dopo aver fatto suo per 6-4 un primo set tutto sommato convincente, Aryna nel secondo ha iniziato a subire maggiormente le variazioni della russa, rispondendo comunque colpo su colpo e recuperando il doppio break di svantaggio. Anche Kasatkina non ha brillato in termini di freddezza mentale ma se non altro si è limitata a farsi scivolare gli errori addosso senza darci troppo peso, mentre la sua avversaria si è fatta sentire anche col linguaggio del corpo. Il secondo set si è deciso in volata ma senza ricorrere al tiebreak, con Kasatkina abile a mantenere il servizio decisivo, limitando al minimo i rischi. Purtroppo per Sabalenka, anche dei guai fisici si sono messi di traverso costringendola a chiamare un medical time-out tra secondo e terzo set. Terzo set dove non c’è stato nulla da fare e la n.12 Kasatkina le ha inferto il terzo 6-0 della stagione, dopo Giorgi e Alexandrova.

Nella parte alta di tabellone a San Jose, California, si affronteranno per un posto in finale la statunitense Shelby Rogers, n. 45, e la russa Veronika Kudermetova, n.19; stesso match uscito dal sorteggio del tabellone del WTA 1000 di Toronto dove la vincente affronterà Swiatek. In questo torneo invece Kudermetova ha dovuto superare nella notte italiana la tunisina Ons Jabeur, battuta per 7-6(5) 6-2, mentre Rogers si è imposta nel derby a stelle e strisce su Amanda Anisimova con un doppio 6-4.

Il tabellone principale del WTA 500 di San Jose

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