Darren Cahill si prende una pausa: Halep resta senza coach

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Darren Cahill si prende una pausa: Halep resta senza coach

Dopo quattro anni si interrompe (per motivi familiari) il proficuo sodalizio tra la N.1 del mondo Simona Halep e Darren Cahill. Parole al miele tra i due

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Con la stagione WTA in dirittura d’arrivo con la finale di Fed Cup, le tenniste si preparano a tirare le somme dei risultati raccolti in questa annata, e prima di concedersi le meritate vacanze è bene regolare i conti con il proprio team in modo da arrivare già preparate al 2019. Ed è proprio in questo periodo che si assistono agli esoneri e al così detto “valzer degli allenatori”, i quali spesso svolazzano da una panchina all’altra come un’ape in cerca di un fiore carico di polline, spesso scambiandosi la stessa giocatrice più volte e finendo per creare rivalità che alla fine non fanno mai male allo spettacolo. Per la prima volta dopo quattro anni toccherà anche alla numero 1 del mondo Simona Halep mettersi alla ricerca di un nuovo coach per la prossima stagione, perché il suo proficuo sodalizio con Darren Cahill è giunto al termine.

Il primo a dare la notizia è stato proprio l’ex tennista australiano con un lungo post sul suo profilo Istagram, con il quale, oltre a sottolineare il valore di Halep sia come persona che come tennista, ha voluto specificare come questa separazione sia dovuta interamente a motivi familiari. In particolare Darren ha preferito scegliere di dedicare maggior tempo a sua moglie e ai suoi due figli: “Dopo molte riflessioni e discussioni, e molti anni con oltre 30 settimane passate lontano dalla famiglia, ho deciso di prendermi 12 mesi di pausa dall’attività di allenatore per restare a casa a sostenere i miei ragazzi, i quali stanno entrando in alcune fasi importanti della loro vita come l’avvicinarsi dell’ultimo anno di scuola superiore, più lo sport e la preparazione al College, e il tutto richiede più tempo da parte mia”.

 

Dunque non si concretizza il sogno della romena, la quale sperava di restare al fianco di Cahill fino al termine della sua carriera, e a circa due mesi dall’inizio della stagione si ritrova senza allenatore. Cahill nella sua lettera di addio ha anche speso belle parole di ringraziamento nei confronti della sua assistita – con la quale ha raggiunto la vetta del ranking WTA per la prima volta lo scorso anno e soprattutto ha conquistato il Roland Garros nel 2018: “Vorrei ringraziare Simona per gli ultimi quattro anni. La sua comprensione, personalità, etica del lavoro, generosità e professionalità hanno reso un grande piacere stare al suo fianco come coach. Lei è una giovane donna di grande classe e una persona che rispetto infinitamente, il che è più importante di qualsiasi risultato ottenuto. In pratica ho avuto il lavoro dei miei sogni e voglio ringraziarla per averlo reso possibile”.

Successivamente anche Simona ha ripreso il messaggio di Cahill riproponendolo sul suo profilo Twitter, ringraziandolo a sua volta per il lavoro svolto insieme e augurando buona fortuna a lui e alla sua famiglia.

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Sharapova, la spalla non è ancora pronta, niente Stoccarda e Madrid

Più lungo il previsto il recupero dopo il piccolo intervento alla spalla. Il ritorno forse a Roma

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Maria Sharapova - US Open 2018 (foto via Twitter, @usopen)

Non è ancora arrivato per Maria Sharapova il momento di rientrare alle competizioni. Dopo il ritiro al secondo turno del torneo di San Pietroburgo in febbraio contro Daria Kasatkina e il forfait a Indian Wells e Miami per un piccolo intervento alla spalla, la russa ormai da tempo residente negli Stati Uniti ha fatto sapere che non potrà essere in campo né al Porsche Tennis Grand Prix di Stoccarda, ai nastri di partenza la prossima settimana, né al Mutua Madrid Open la settimana successiva.

Per tutti i miei meravigliosi tifosi in Germania che mi vengono a vedere a Stoccarda ogni anno, sono davvero dispiaciuta di che ormai non c’è più abbastanza tempo perché io sia pronta a giocare a Stoccarda – ha fatto sapere Sharapova in un comunicato ripreso dalla WTA – sto facendo buoni progressi ma non sono ancora in grado di essere competitiva al massimo livello”.

 

La russa ha giocato solamente tre tornei in questo 2019, raggiungendo i quarti di finale a Shenzhen, gli ottavi agli Australian Open e, come già ricordato, dovendo dare forfait al secondo turno a San Pietroburgo la prima settimana di febbraio. Il problema alla spalla che ha richiesto un piccolo intervento chirurgico è relativo al tendine già ricostruito che l’ha costretta diverse volte a modificare il movimento del servizio.

Le immagini diffuse da Sharapova attraverso i suoi account social la mostrano intenta a curare la preparazione fisica senza racchetta sotto il sole della California. Il suo prossimo impegno dovrebbero essere gli Internazionali BNL d’Italia in programma a Roma dal 6 al 19 maggio, per i quali si è iscritta nella entry-list, ma a questo punto sarà forse necessario attendere gli ultimi giorni prima del torneo per capire se davvero potremo vedere Maria al Foro Italico.

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Montecarlo, il programma del day 6: comincia Sonego, chiude Fognini, in mezzo Djokovic e Nadal

Lajovic e Coric sulla strada dei due azzurri. Nole incontra un Medvedev in forma, Rafa trova Pella

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Sono rimasti in otto, qualcuno abbondantemente previsto, qualcun altro un po’ meno, ma tutti ben intenzionati a dare il massimo per un posto in semifinale. La notizia del giorno, anzi, del decennio, visto che non accadeva da Amburgo 2005 (Seppi e Volandri), è la presenza di due italiani nei quarti di un ATP 1000. Ad aprire il programma sul Court Rainier III alle 11, sarà la sfida inedita fra Lorenzo Sonego e Dusan Lajovic; proveniente dalle qualificazioni, il torinese si sta addentrando in una terra a lui finora sconosciuta ma dove pare tutt’altro che fuori posto, mentre il serbo è alla sua seconda apparizione nei quarti di un Masters dopo Madrid 2018 (perse da Anderson). Subito dopo, Daniil Medvedev sarà un buon test per verificare le condizioni di forma di Novak Djokovic; al contrario, sia per caratteristiche sia guardando i due precedenti, Guido Pella non dovrebbe impensierire Rafa Nadal. Chiude il programma Fabio Fognini, che vorremmo non si togliesse più i panni del giocatore che potrebbe essere, indossati dopo aver annullato la quinta palla del “quasi match” a Rublev. L’azzurro troverà Borna Coric, battuto a Umago quando il croato era ancora diciassettenne.

COURT RAINIER III – dalle 11
D. Lajovic vs [Q] L. Sonego
[1] N. Djokovic vs [10] D. Medvedev
G. Pella vs [2] R. Nadal
[9] B. Coric vs [13] F. Fognini

 


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Auger-Aliassime: “Peccato per il secondo set, ho sprecato delle occasioni”

Qualche rammarico per il giovane canadese dopo la sconfitta a Montecarlo contro Zverev. Ora riposo e poi rotta su Barcellona

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Felix Auger-Aliassime - Montecarlo 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Che il crash test fosse di quelli violenti si sapeva. Felix Auger-Aliassime ha racimolato appena cinque game contro Alexander Zverev, giocando però una partita dai due volti. Male nel primo set, decisamente in crescita nel secondo al punto da rimpiangere la mancata possibilità di giocarsela in un eventuale terzo. “Mi ha messo subito pressione spingendomi a forzare i colpi – l’analisi del canadese -, a un certo punto ho perso il controllo del servizio, mi sembrava tutto fuori portata. Poi però nel secondo set le occasioni le ho avute, senza riuscire a sfruttarle. Un vero peccato. Adesso ho bisogno di riposarmi per recuperare fisicamente e arrivare nel migliore dei modi a Barcellona“.

Dopo aver ribadito di non essere afflitto dall’ansia di risultati – era stato il tema della sua prima chiacchierata monegasca – il canadese ha voluto esplicitare le dinamiche della coesistenza tra i suoi due allenatori Frederic Fontang e Guillaume Marx (QUI una sua intervista esclusiva realizzata da Vanni Gibertini): “A inizio stagione stabiliamo un programma, ci sono settimane in cui lavoro con entrambi e altre in cui si alternano. Marx ha iniziato la stagione su terra, poi continuerà Fred per poi cambiare ancora nell’ultima parte dell’anno. Si completano perché hanno la stessa visione ma esperienze differenti. Con Guillaume sono cresciuto, mi conosce meglio di tutti ed è come un secondo padre per me. Fred ha completato il team con la sua grande esperienza professionale.

 

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