Memorial Carlo Agazzi - Trofeo CST: dieci anni di passione

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Memorial Carlo Agazzi – Trofeo CST: dieci anni di passione

Il 22 e il 23 dicembre un’esibizione da record

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Un traguardo di spessore come i dieci anni di storia merita di essere festeggiato con un’edizione da record. Una sfida che gli organizzatori del Memorial Carlo Agazzi – Trofeo Cst hanno colto al volo, lavorando dietro le quinte un anno intero per fare al pubblico il miglior regalo di Natale possibile. Lo consegneranno sabato 22 e domenica 23 dicembre, quando il rodeo Open del PalaIseo (provincia di Brescia) accoglierà alcuni big del tennis italiano, a caccia delle ultime vittorie dell’anno prima di fare le valigie in direzione Australia, per il via della stagione 2019. L’elenco delle stelle in arrivo sul Lago sarà annunciato nella conferenza stampa di presentazione, in programma giovedì 6 dicembre alle 18.00 all’Hotel Touring di Coccaglio, ma gli appassionati possono già cerchiare le date sul calendario, a maggiore ragione dopo che – complice la cancellazione dei Challenger di Manerbio e Brescia – quello di Iseo è rimasto l’unico appuntamento della provincia dove poter ammirare alcuni dei migliori azzurri del circuito mondiale. Come da tradizione, la presentazione del torneo comprende anche, dalle ore 20, una cena di gala con l’evento “Sport Live Club”, quest’anno in versione “amarcord”. La serata condotta dal giornalista Fabrizio Valli sarà dedicata ai ricordi delle scorse edizioni del torneo, con le testimonianze dei vari vincitori del passato, il tutto accompagnato dalla musica, con un pianista e un cantante.

Un modo unico per lanciare un torneo ugualmente unico, che negli anni ha accolto nell’albo d’oro gente come Andreas Seppi, Paolo Lorenzi e Flavio Cipolla. Ma che soprattutto, edizione dopo edizione ha saputo crescere e migliorarsi fino a diventare un autentico gioiellino del nostro tennis, in grado di far respirare passione a chiunque metta piede al PalaIseo. “Quando un evento ha un significato particolare come il nostro – dice Andrea Agazzi, anima del torneo in memoria del padre –, c’è sempre una motivazione extra, che spinge tutte le persone coinvolte a dare il massimo. Arrivare a dieci anni di storia è un traguardo importantissimo: ci siamo impegnati tanto e siamo stati fortunati. Non ci saremmo mai aspettati che l’evento entrasse nel cuore di tanti giocatori di altissimo livello. È un grande onore, che ci spinge a puntare sempre più in alto”. Un imperativo che anno dopo anno sta facendo miracoli. Ulteriori informazioni al sito www.palaiseo.it, sulla relativa pagina Facebook (PalaIseo) o su quella dedicata al Memorial Carlo Agazzi – Trofeo CST.

 

Alcuni dei big dell’edizione 2017 del Memorial Carlo Agazzi – Trofeo CST. Da sinistra Federico Gaio, Paolo Lorenzi, Flavio Cipolla e Matteo Berrettini

10 ANNI DI GRANDE TENNIS E PURA PASSIONE – Giunto alla decima edizione, il Memorial Carlo Agazzi è un gioiello del calendario FIT nazionale. Nasce nel 2009, quando la famiglia Agazzi e il giudice arbitro Paolo Fedele decidono di dare il via a un evento in memoria di Carlo, grande appassionato e primo tifoso del figlio Andrea. Dopo due edizioni sull’erba naturale di Casalicolo, vinte da Uros Vico e Marco Pedrini, nel 2011 si cambia data, spostandosi in inverno al Cs Rigamonti (titolo al bergamasco Falgheri). Nel 2012 la svolta, con l’approdo al PalaIseo e la prima delle due vittorie consecutive di Flavio Cipolla. Nel 2014 la miglior edizione di sempre, con in gara due azzurri di Coppa Davis: Andreas Seppi e Paolo Lorenzi. Ha vinto il primo, ma il secondo non è stato a guardare, tornando per prendersi il titolo nel 2015 e facendo poi il bis nel 2017. Nel 2016, invece, successo per Federico Gaio.

Ufficio Stampa 10° Memorial Carlo Agazzi – Trofeo CST

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Robredo e l’Arthur Ashe Humanitarian Award: “Ci dà la forza di continuare”

Lo spagnolo premiato dall’ATP per l’impegno della sua fondazione (creata in memoria di Santi Silvas) nell’aiutare i ragazzi con disabilità

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Tommy Robredo, ATP Challenger Milano ASPRIA Tennis Cup (credit Francesco Peluso - Makers)

Durante la cerimonia di consegna degli ATP World Tour Awards 2018, tenutasi a Londra nel corso delle ATP Finals, Tommy Robredo è stato insignito dell’Arthur Ashe Humanitarian Award. Il riconoscimento, ideato per premiare gli sforzi umanitari dei tennisti professionisti, quest’anno ha ritenuto particolarmente meritevole l’impegno della Fondazione Tommy Robredo nell’aiutare i ragazzi con disabilità. “Sono molto contento, non mi aspettavo di ricevere questo premio”, ha detto l’ex numero 5 del mondo, a Londra al momento della consegna da parte del presidente dell’ATP Chris Kermode. “Quello che sto facendo, lo sto facendo perché mi piace molto. Sono contento di aver ricevuto questo riconoscimento, che ci dà la forza di continuare a lavorare”.

Robredo ha creato la propria fondazione nel 2009 per onorare la memoria del suo caro amico, Santi Silvas, costretto sulla sedia a rotelle da un incidente e deceduto l’anno precedente. L’intenzione di Tommy è “onorare una promessa” (come si legge sul sito ufficiale della fondazione), ovvero organizzare un torneo di wheelchair tennis. Il sogno di Santi si realizza proprio nel 2009, con la prima edizione del Memorial Santi Silvas, un torneo internazionale che ospita i migliori giocatori e le migliori giocatrici del circuito e che ormai è diventato una tappa importante del calendario internazionale.

“Dagli appunti che Santi ha lasciato, sono stato in grado di creare la Fondazione Tommy Robredo e realizzare il suo sogno”, ha detto lo spagnolo. “Penso che siamo riusciti ad ottenere tutto questo grazie alla risposta positiva che abbiamo avuto dai giocatori, dagli sponsor e dal pubblico che segue i match con grande entusiasmo. Sono sicuro che se Santi potesse vedere tutto questo, sarebbe molto felice”.

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A2 maschile e femminile: Paris riporta Brescia nella massima serie

Giocherà l’A1 femminile anche il Circolo Tennis Siena. Al maschile salgono Vomero, Torre del Greco, Siracusa e Bologna

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Alberto Paris con le ragazze della Bal Lumezzane, squadra promossa in Serie A1

Dal Tennis Forza e Costanza al Tennis Club Lumezzane, da Alberto Paris a… Alberto Paris. A quindici anni di distanza dal Forza e Costanza, che militò nel Campionato nazionale di Serie A1 nel 2004, un’altra squadra bresciana avrà l’onore di competere in mezzo alle big del tennis italiano. Un risultato storico conquistato dalla Bal Lumezzane nel play-off promozione contro lo Sporting Club Sassuolo, e che porta anche la firma di Paris, 53enne tecnico nazionale che di una realtà è direttore e responsabile tecnico, dell’altra è direttore sportivo e capitano del team, capace di due promozioni in due anni, dalla B alla A1. Domenica scorsa, quando Georgia Brescia ha regalato il punto della vittoria al suo team, in panchina c’era proprio lui, che peraltro la Serie A l’ha disputata anche da giocatore negli Anni ’80. E che più recentemente è stato il promotore della collaborazione instaurata da una manciata di anni tra Forza e Costanza e Tc Lumezzane, grazie alla volontà delle rispettive presidentesse, Annamaria Capuzzi Beltrami e Nerina Bugatti. In barba alle invidie che spesso inquinano i rapporti fra club diversi della stessa provincia, le due hanno unito le forze in una joint-venture che può fare scuola a livello nazionale, perché ha portato risultati di spessore. Da anni, vista l’importanza data dalla Federtennis alla presenza nelle squadre di alto livello di almeno un elemento del vivaio, tutte le ragazze più promettenti tra le giovani del Forza e Costanza vengono tesserate per il Tennis Club Lumezzane, proprio nell’ottica di una futura promozione nella formazione di A. Ragion per cui il Forza e Costanza, che col club “gemello” condivide pure una buona fetta degli insegnanti, può sentire come sua almeno una piccola parte di questo traguardo prestigioso.

“È stata una collaborazione studiata per far crescere una squadra che al tempo era in Serie B – racconta Paris –, e ora è arrivata fino alla A1. Già da qualche anno c’erano dei rapporti stretti fra le due società, che sono andati via via intensificandosi, fino a festeggiare insieme un risultato storico. Sia per il Tennis Club Lumezzane, che se paragonato a tanti altri club che frequentano la Serie A è una realtà piuttosto piccola, sia per Brescia in generale. A memoria non ricordo una squadra femminile bresciana in grado di arrivare fino alla Serie A1, e questo dev’essere un grande motivo d’orgoglio per tutta la città e anche per l’intera provincia. Non servirà soltanto come promozione al club, ma rappresenterà una vetrina in grado di dar lustro a tutta la Brescia del tennis. Un’opportunità che, oltre alle protagoniste in campo, ha numerosi altri artefici: il Forza e Costanza, Alberto Paris e la lungimiranza delle due presidentesse, alleate da tempo per puntare a un traguardo diventato realtà lo scorso weekend.

 

Ufficio Stampa Tennis Forza e Costanza Brescia


FEMMINILE, CHI SALE IN A1 E CHI RIMANE IN A2 – Insieme alla Bal Lumezzane, a salire in A1 sarà anche il Circolo Tennis Siena, grazie al successo nel doppio di spareggio sul team B del Tennis Beinasco (fresco campione d’Italia con la squadra A). Rimarranno invece in A2 la squadra B del Circolo della Stampa Sporting Torino e il Circolo Tennis Bologna.

A2 MASCHILE, PROMOSSI E SALVI – A giocare nella massima serie il prossimo anno saranno il Tennis Club Vomero, il New Tennis Torre del Greco, il Match Ball Siracusa e il Circolo Tennis Bologna. Si sono invece assicurati la permanenza in A2 il Tennis Club Siracusa, il Tennis Club Schio, il Circolo Tennis Trento e il Tennis Club Treviglio.

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Venus Williams si separa dal coach David Witt dopo 11 anni

La lunga collaborazione chiusa con una telefonata dopo una stagione opaca e il crollo in classifica

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Non accenna a placarsi l’onda di separazioni (e nuove unioni) che caratterizza la off-season – separazioni professionali, si intende. Arriva così il momento anche per Venus Williams che, secondo quanto riporta su Twitter il giornalista Ravi Ubha, ha messo fine alla collaborazione con il coach David Witt. Ben Rothenberg del New York Times aggiunge che l’ormai ex allenatore è stato licenziato a sorpresa con una telefonata: “Ragazzi, dopo undici anni, è finita con una chiamata di due minuti” è stato il commento di Witt. “Non so nemmeno il motivo: è una decisione solo sua”.

Undici anni insieme hanno fatto di lui “il membro non della famiglia più longevo nel team di Venus”, come scriveva quasi due anni fa la sezione Florida dell’USTA in occasione della nomina a touring coach dell’anno da parte del PTR, il Professional Tennis Registry. Ricevendo il premio, tre settimane dopo la finale raggiunta dalla Venere Nera a Melbourne, Witt aveva risposto ai tanti fan che si domandavano perché un atleta di classe mondiale avesse bisogno di un coach. “Il fatto è che gli sport professionistici sono più complicati di quanto pensino le persone” spiegava, “e la posta in gioco è incredibilmente alta. Ogni atleta può trarre beneficio da un paio supplementare di occhi esperti”.

 

Gli occhi premiati di Witt l’avrebbero poi vista raggiungere anche l’ultimo atto a Wimbledon e alle WTA Finals, chiudendo il 2017 al 5° posto del ranking, ma la stagione da poco conclusa non è stata altrettanto luminosa: Venus è scesa infatti al gradino numero 38, uno per ogni candelina spenta lo scorso giugno, con la semifinale di Indian Wells come unico risultato degno di nota. Se Witt ha ragione non credendo a un ritiro imminente nonostante la stessa sorte sia toccata anche allo sparring partner Jermaine Jenkins, questo bisogno di cambiamento in vista della sua ventiseiesima stagione da professionista fa pensare che la sette volte campionessa Slam abbia intenzione di far sentire l’ennesimo acuto nel Tour.

Dopo il forfait a Cincinnati a causa di un infortunio al ginocchio, l’ultimo incontro ufficiale di Venus resta quello perso contro Serena al terzo turno dello US Open. Il rientro in campo è previsto proprio contro la sorella nell’esibizione di Abu Dhabi a fine mese, subito prima del torneo di Auckland. David Witt, ex tennista pro che aveva iniziato la collaborazione con Venus come sparring partner, ha infine dichiarato che “è stata una corsa eccezionale e nulla dura per sempre” e che vorrebbe continuare la carriera di coach.

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