Ai lettori gli auguri più sentiti e un'ipotesi: Ubitennis forse non sarà più tutto gratuito

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Ai lettori gli auguri più sentiti e un’ipotesi: Ubitennis forse non sarà più tutto gratuito

Un pay-wall per potervi dare tutti i nostri servizi. L’exploit solitario di Cecchinato, il best ranking di Fognini non bastano. L’80% dei giornali di qualità non sono più totalmente gratuiti. Scelta di sopravvivenza

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È il momento degli auguri di Natale a voi lettori. Li faccio da 12 anni, prima come blogger di Servizi Vincenti e poi come direttore di Ubitennis che, qualcuno ricorderà, il 10 maggio di quest’anno ha compiuto 10 anni. Ubitennis non è un mio bambino, anche se mia moglie sostiene che lo sia perché è quello cui ho finito per dedicare in assoluto più tempo e impegno, ma è un bambino di tanti. Compresi voi lettori. I collaboratori sono stati tanti; non li ho contati e non li voglio neppure contare perché quelli che ci hanno lasciato a me hanno lasciato un vuoto. Li conto sulle dita di una mano quelli che ho visto andare via senza dispiacermene. Mi sono affezionato, ho condiviso tanti momenti con quelli del primissimo anno, quelli che lo hanno lasciato, quelli che sono subentrati. Tutti hanno dato qualcosa, chi moltissimo, chi molto,  ma io non posso che essere grato anche a quelli che hanno dato poco o comunque meno.

Il premio che abbiamo avuto recentemente dall’AIPS, l’Associazione Internazionale della Stampa Sportiva –anche se non sappiamo ancora se sarà il primo, il secondo o il terzo nell’ambito di una selezione fra 1273 candidature provenienti da 119 Nazioni… ma nella categoria weblog saremo stati all’incirca un centinaio a competere – è comunque un premio che ci deve inorgoglire tutti davvero molto e che non sarebbe mai arrivato se non avessimo avuto tutti voi lettori a sostenerci, in numero sempre crescente. E se non avessi avuto al mio fianco i bravissimi collaboratori che ho avuto, ciascuno con le proprie conoscenze e caratteristiche. Per quanto nel 2018 Ubitennis sia cresciuto passando  da 10 milioni di visite a 11 milioni e – ecco un dato che interessa soprattutto chi volesse promuoversi attraverso il sito – da 22,5 milioni di pagine visualizzate abbia fatto un balzo enorme a 29 milioni (il 30% di incremento è quasi incredibile per chi poteva pensare che non ci fossero quasi margini di crescita… ma io so che ci sono ancora), questi restano numeri che purtroppo fanno solo sorridere la maggior parte degli editori dei siti di calcio.

 

Il tennis continua a essere purtroppo uno sport minore, almeno fino a quando un nostro giocatore non sarà in grado di imporsi in un torneo dello Slam. O ad arrivare con una certa continuità alle fasi finali. Quest’anno con la semifinale di Cecchinato a Parigi – 40 anni dopo Barazzutti – si è registrato improvvisamente un interesse eccezionale nell’opinione pubblica, ma è durato un paio di settimane o poco più. Già con Wimbledon siamo rientrati nella nostra modesta normalità. Noi abbiamo invece bisogno di trovare quel campione che non abbiamo avuto per 40 anni. Potrebbe essere Matteo Berrettini? O Marco Cecchinato? Forse Fognini potrebbe riuscire a fare quei tre passettini per entrare tra i top 10, ma purtroppo non risolverebbe il problema. Il suo tennis è certamente più divertente rispetto a quello di tanti pedalatori senza fantasia, ma non è immune da difetti – tennistici e non – e il prossimo anno andrà per i 32.

Il tennis italiano insomma si tiene a galla e prova a fare anche di più, ma il quadro che ne deriva non è ugualmente in grado di sostenere economicamente come vorrei lo sforzo di chi collabora a tutti i livelli, social (cresciuti anch’essi tantissimo, ma a prezzo di uno sforzo collettivo massiccio), commerciale e più strettamente giornalistico. Quest’anno abbiamo pubblicato 4.422 “elementi” fino al 22 dicembre (e 3139 nella home inglese di Ubitennis.net, quasi altrettanti in quella spagnola). Significa (per la sola italiana) 12,5 articoli al giorno andati on line sul nostro portale, senza contare gli elaborati che sono confluiti sotto un unico titolo (è il caso delle cronache, ma anche di tutti quei giorni in cui quarti di finali, semifinali raccontate in una serie di diversi contributi da parte di più autori, sono state accorpate in un unico articolo) e naturalmente tutto quello che è finito sui social. Vi basti sapere che in pochi anni sul Twitter di Ubitennis (che può contare su 12.000 followers) abbiamo inserito oltre 58.000 tweets; su Facebook ci seguono in oltre 100.000, su Instagram un po’ meno di 5.000, su YouTube un migliaio. Tutte queste ultime attività mi vedono pochissimo presente di persona: è più roba per voi giovani. Ai numeri non sto più dietro. Scrivo, scriviamo, inseriamo talmente tanto materiale che non ricordiamo più neppure tutto quel che abbiamo scritto. Il database si appesantisce, le spese di gestione crescono e non sempre sono “coperte” dagli introiti pubblicitari. Questi sono stati penalizzati anche dalle modificate abitudini di connessione internet degli utenti.

Se fino a pochi anni fa il 70% delle visite provenivano dal desktop (leggi: computer) e il 30% dal mobile (leggi: cellulare e tablet), oggi il rapporto si è letteralmente rovesciato. La conseguenza di tutto ciò è che la pubblicità sul cellulare sembra più invasiva, a chi non sta attento con il dito scatta anche in maniera traditrice, finisce per fare maggior fastidio di una volta all’utente che si difende con l’ad-block. Comunque il lettore la “apre” meno.

Se è vero che su Ubitennis gli utenti più fidelizzati entrano più volte e aprono più pagine (anche perché con la possibilità di scorrerle lateralmente e non solo dall’alto in basso tutto è molto più facile), lo fanno però quasi tutti di fretta. Insomma la durata della permanenza sul sito è mediamente calata sebbene ci siano molti più articoli di una volta da leggere. Ma si legge più alla svelta. L’informazione la si divora. E si pretende, legittimamente, che essa sia sempre più accurata, approfondita. Il che comporta una maggiore professionalità di chiunque rediga e controlli i prodotti redazionali con aggravi di tempi non indifferenti. Il dito sul cellulare scrolla su e giù, da sinistra a destra e viceversa, ma il lettore – quando può – salta la pubblicità a piè pari.

I grandi giornali on line ormai obbligano l’utente a sorbirsi una decina di secondi (o più) di video prima dell’accesso al contenuto. Capirete bene che non sono tempi facili per gli editori digitali. Quando gli utenti leggevano i siti dal computer a lato degli articoli la pubblicità restava sempre ben visibile, ora la fruizione è molto più frammentata e origina con più frequenza spesso dai social; Facebook, ad esempio, è diventato il più grande hub di informazione del mondo e nessun attore nel mondo dell’editoria digitale vi si può sottrarre.

D’altra parte questo trend non stimola certamente chi vorrebbe promuoversi pubblicitariamente e per questo occorre arrangiarsi in modo diverso. Aggiungo che Ubitennis si è fatto vanto da sempre di aver ritenuto giornalisticamente importante seguire con i suoi inviati anche più di 30 tornei l’anno. Alla fine, poiché in molti tornei siamo stati presenti in tre o quattro, sono stati un’ottantina i collaboratori di Ubitennis presenti nei vari tornei.Anche il lavoro di preparazione degli accrediti, il suo data base, ha un costo.  Crescendo così anche i costi delle trasferte, tutto si riflette in una crescente difficoltà operativa. Chiaro che alla lunga tutto incide a indebolire la presenza degli inviati. Ora però non sto qui a farvi tutto il cahier de doleances, che sarebbe noiosissimo per tutti.

Nonostante i progressi accennati, siamo alla ricerca di soluzioni che ci consentano di andare avanti con meno angosce. I giornali americani di qualità hanno all’80% optato per un sistema paywall. Dopo un certo numero di visite mensili gratuite, chi vuole farne di più, o leggere certi contenuti “premium”, deve pagare qualcosa. Anche un costo minimo, magari. Ma non si può più pensare di reggere una piccola impresa ‘regalando’ tutto il lavoro sempre più complesso che sta dietro a un giornale online. La pubblicità diretta che arriva dai Google Adsense o prodotti similari è rapportata al traffico, ma produce noccioline. Stiamo valutando se prendere la via del “metered” Pay-Wall, un pay-wall moderato. Essa comporterebbe un grosso rischio e una possibile perdita di contatti per tutti coloro i quali, una volta esaurito il bonus di articoli gratuiti, non vorranno sottoporsi alle forche caudine della registrazione e del piccolo pagamento.

Ci rendiamo conto della difficoltà anche psicologica che frenerebbe molti. Sebbene oggi soprattutto le giovani generazioni si siano abituate a comprare molto con l’e-commerce, con Amazon, eBay, Itunes, sappiamo bene che l’Italia sotto questo profilo è lontana anni luce rispetto agli Stati Uniti. Ma dopo dieci anni è arrivato anche il momento di capire se lo zoccolo duro dei lettori di Ubitennis è sufficientemente fidelizzato da affrancarsi da quel blocco psicologico oppure no. Ho parlato di blocco psicologico e organizzativo più che di un freno economico, perché l’esborso economico sarebbe certamente modesto. Quanto esattamente ancora non so, si dovrà valutare attentamente. Al momento abbiamo riscontrato che sono almeno 10.000 i lettori (su punte di 70.000) che aprono Ubitennis più di 15 volte al mese. Quelli dovrebbero essere i nostri lettori più fidelizzati e – speriamo – disponibili a sostenerci affrontando una minima spesa. Non abbiamo un’idea precisa dell’importo: se fosse un euro al mese?

Mi spiace se qualcuno se ne avrà a male, ma il rapporto fra Ubitennis e i lettori deve essere franco, schietto, come lo è sempre stato.

Per il momento il nostro interesse è sondare il terreno, sebbene sarebbe prematuro trarre indicazioni definitive dai vostri commenti. Se intanto i lettori che ci seguono con affetto e ci vogliono bene ci dicessero se hanno intenzione di sostenerci  (o anche no, con le relative motivazioni) forse cominceremmo ad avere una minima indicazione. Purtroppo comunque non decisiva perché non è detto che la risposta arrivi in numeri congrui. A chiunque ci darà una risposta, qui sotto o anche inviando una mail a direttaubitennis@gmail.com (qualora il vostro parere sia più esteso), noi saremo non grati, ma gratissimi. Ribadisco che per ora siamo allo stadio del progetto.

Siamo forse diventati una realtà di un certo rilievo per tutti quelli che non hanno mai voluto guarire da questa bella malattia che chiamiamo tennis. Sono 10 anni di sacrifici per tanti di noi, intrecciati con i successi raccolti e alcuni obiettivi raggiunti, in un costante processo di crescita continua. Ubitennis ha sempre cercato di mantenere la sua identità e di ospitare ogni voce. 

In un altro articolo, che potrebbe assomigliare più a una letterina a Babbo Natale piuttosto che a un riassunto del 2018 e le scuse di rito… se qualche volta siamo stati cattivi!,  ricostruirò un po’ quello che ci ha riservato questo 2018, con Federer e Nadal che hanno continuato a stupire nella prima metà dell’anno, con la quasi incredibile resurrezione di Djokovic nel secondo semestre fino a chiudere l’anno per la quinta volta da n.1, con le ragazze che con Serena fuori gioco per la maternità hanno continuato ad avvicendarsi sul podio degli Slam – otto diverse regine negli ultimi due anni! – con le buone notizie in campo maschile per il tennis italiano – sei vittorie in tornei ATP, 3 di Fognini, 2 di Cecchinato, 1 di Berrettini – con le notizie meno buone giunte dal tennis femminile… ma quest’ultima cosa era abbastanza scontata dopo la “scomparsa” agonistica del quartetto Schiavone, Pennetta, Vinci e Errani… sebbene quella di Sara potrebbe essere augurabilmente solo temporanea.

Ubitennis ha continuato a istruire nuove leve verso il giornalismo e spero che possa continuare a farlo. Un amico molto esperto nel campo delle risorse umane mi ha promesso che mi darà una mano per esaminare le varie proposte di collaborazione (alcune ferme dal luglio scorso…, scusateci), per gestirle assegnando alcuni incarichi rispetto alle competenze segnalate. Ho saputo poco prima dell’estate che il mio vice primario, Carlo Carnevale – che naturalmente ringrazio con tutto il cuore per quanto ha fatto in questi due anni in cui ha dovuto coordinare molte cose fino a scrivere sempre meno (capita anche a me e ne soffro) – ci avrebbe lasciato a fine anno (quantomeno nel suo ruolo), così da rendere necessaria una riformulazione interna dell’organigramma.

Come ho già avuto modo di dire in passato sono consapevole del fatto che starmi vicino richieda anche una buona dose di pazienza.  Ringrazio tutti i lettori che continuano a darci fiducia, aspetto con fiducia vostre indicazioni riguardo al pay-wall, e a tutti i consigli che riterrete opportune mandarci per aiutarci a far sì che Ubitennis sia sempre più il Vostro sito. Auguri affettuosi a tutti,  proprio a tutti…in attesa di ricevere un vostro feedback tra un pandoro (o un panettone, non voglio entrare anche in questa disputa!) e l’altro.

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ATP

Miami: un brutto Federer rimonta e la spunta al terzo

Roger, molto falloso, rischia grosso con Radu Albot. “Tiravo quando non dovevo, non tiravo quando dovevo”. Prossimo turno contro Krajinovic

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[4] R. Federer b. [Q] R. Albot 4-6 7-5 6-3

da Miami, il nostro inviato

 

Il moldavo Radu Albot, 29 anni, è decisamente un bel giocatore, velocissimo, non alto (1.75), ottimi fondamentali da dietro, e onesto tocco a rete. Oltre a questo, è pure nel momento migliore della sua carriera, ha raggiunto il best ranking di 46 ATP tra Indian Wells e qui, qualificandosi in entrambi i tornei e arrivando al terzo turno in California. Roger Federer, all’esordio nel mastodontico Hard Rock Stadium di Miami, se ne accorge immediatamente, perdendo il servizio nel primo game, e subendo l’entusiasmo dell’avversario, che sembra carico come una molla. Radu conserva il vantaggio salendo fino al 5-4, in piena trance agonistica, aiutato anche da un servizio molto efficace e continuo, pur se non esplosivo. Roger appare un po’ imballato, sbaglia molto, non trasforma quattro palle dell’immediato controbreak nel secondo game (questa non è una novità per il fuoriclasse svizzero), ma pian piano sale di livello, ottenendo applausi finalmente convinti da parte di un pubblico che riempie le tribune come mai prima di questa sera. Un paio di palle corte, una finta a rete, una bella volée di rovescio segnalano che è entrato in partita anche lui. Ma non è sufficiente: il bravo Albot non esita, continua a picchiare il dritto appena può, e chiude 6-4 al primo set-point, niente da dire, meritatissimo. Federer può anche aver raccontato e ripetuto quanto bene si sentisse fisicamente dopo Indian Wells, ma la stanchezza mentale è ancora più importante, resettare la testa è sempre più difficile col passare degli anni. E non è un caso che praticamente tutti quelli che vanno in fondo al “1000” californiano arrivino spesso qui assai scarichi.

Nel secondo set, continua la bella prestazione di Radu, che non scende granchè di percentuali con la battuta, insistendo giustamente con le palle lavorate sul rovescio di Roger, e attaccando la rete al minimo spiraglio concesso dall’avversario. In generale, Federer sta anche giocando corto, farà bene a cambiare marcia in fretta perchè si sta mettendo in guai seri. Sul 3-3, Roger annulla attccando di dritto una palla break potenzialmente letale, nello stesso modo subito dopo Albot gli cancella la prima che aveva concesso dal secondo game. Onestamente, un Federer davvero sottotono, i colpi gli viaggiano poco e a intermittenza, mentre di là le gambe di Radu invece viaggiano come un treno. Una risposta di dritto facile, su palla alta, che sul 6-5 in suo favore, 30-30, avrebbe potuto mandarlo a set point, la spara lunga un metro, non ci siamo per nulla. Per sua fortuna, due punti dopo Albot commette forse il terzo errore del set, gli regala un’altra opportunità, e qui finalmente è bravo e convinto Roger a chiuderla a rete, 7-5 per lui, ma che fatica.
Le cose non cambiano granchè all’inizio del terzo set, il match è assolutamente alla pari, il che chiaramente non è una buona notizia per il grande favorito, che continua a sbagliare troppo. Radu combatte al suo massimo, sta facendo una grandissima partita dal punto di vista dell’attenzione tattica, certo che qualche risposta di rovescio un po’ più aggressiva Federer potrebbe e dovrebbe rischiarla. “A un certo punto mi sono anche dimenticato di quello che mi aveva detto il mio allenatore, mentre lui sembrava sapere molto bene quello che stava facendo“, ammetterà Roger alla fine. Il settimo game, 3-3 con lo svizzero al servizio, è lottatissimo, un doppio fallo al terzo vantaggio costa a Roger una palla break pericolosissima, cancellata da un ace. Altre due botte con la battuta negli angoli mandano Federer avanti 4-3, però i rischi continuano. Il DJ dello stadio spara “Thunderstruck” degli AC/DC a tutto volume al cambio campo, chissà che un po’ di sano hard rock (d’altronde, se non lo suonano in questo stadio…) non svegli e dia grinta al 20 volte campione Slam. Pare proprio che sia così, perchè un super-rovescio piantato lungolinea da Roger fa esplodere il pubblico, e un passantino in slice basso e stretto gli dà due palle break: la prima fallita dall’ennesima risposta semplice di dritto che vola larga, la seconda trasformata grazie all’errore gratuito di Albot, 5-3 Federer. All’attacco in modo convinto – meglio tardi che mai – Roger chiude senza altri patemi, bravissimo Radu che lo ha fatto soffrire per oltre due ore, Federer dovrà crescere e non poco se vorrà andare avanti nel torneo. Ora per lui Filip Krajinovic, che ha eliminato Stan Wawrinka, i precedento sono 2-0 per Roger.

Risultati:

[6] K. Anderson b. J. Munar 6-4 3-6 6-3
J. Sousa b. [31] S. Johnson 7-6(6) 6-4
[24] G. Dimitrov b. F. Lopez 6-1 6-3
J. Thompson b. [10] K. Khachanov 6-2 6-3
[13] D. Medvedev b. A. Mannarino 6-2 6-1
[Q] R. Opelka b. [21] D. Schwartzman 6-4 3-6 6-4
F. Krajinovic b. [30] S. Wawrinka 5-7 6-2 7-6(5)
[4] R. Federer b. [Q] R. Albot 4-6 7-5 6-3
[8] S. Tsitsipas b. [LL] M. McDonald 7-6(4) 6-1
L. Mayer b. [26] G. Pella 6-2 6-4
[20] D. Shapovalov b. [LL] D. Evans 4-6 6-1 6-3
[Q] A. Rublev b. [9] M. Cilic 6-4 6-4
[14] M. Cecchinato b. D. Dzumhur W/O
[18] D. Goffin b. P. Andujar 6-4 6-1
[28] F. Tiafoe vs [WC] M. Kecmanovic
[2] A. Zverev vs [WC] D. Ferrer

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ATP

Miami: un grande Ferrer batte Querrey. Tomic sfiderà Djokovic, ok Auger-Aliassime

Nella debacle USA Querrey cede in due set a Ferru, prossimo avversario di Zverev. Dzumhur si salva nonostante i dolori alla schiena, lo attende Cecchinato

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David Ferrer (foto via Twitter, @MiamiOpen)

Erano ben 26 gli incontri maschili programmati nella terza giornata del Miami Open 2019, causa rinvii per pioggia dei giorni scorsi. E tra le affermazioni e le disfatte della vecchia e della nuova guardia si è completato anche il programma dei primi turni, prima che il torneo entri nel vivo con l’esordio dei grandi favoriti. Nella serata italiana sarà la volta di Djokovic e Thiem. Il serbo non ha per nulla convinto in California e nel primo incontro sul nuovo Hard Rock Stadium di Miami dovrà vedersela con Bernard Tomic che non ha avuto problemi contro Thiago Monteiro, battuto 6-4 6-1.

Nell’ultimo match della sessione serale David Ferrer si è tolto di dosso qualcuno dei suoi 37 anni e ha giocato una partita sontuosa contro Sam Querrey, battuto 6-3 6-2 in un’ora e un quarto di gioco. Ferrer sta giocando il suo ultimo Masters 1000 su cemento e dirà addio al tennis giocato al Mutua Madrid Open di Madrid: avrà un ricordo sempre agrodolce di Miami, dove ha perso una grande finale contro Andy Murray nel 2013. Ora al secondo turno sfiderà Alexander Zverev che dodici mesi fa lo ha battuto in tre set. L’altro veterano spagnolo, Feliciano Lopez, l’ha spuntata al terzo set contro Benoit Paire dopo due ore e venti minuti e sarà l’avversario di Grigor Dimitrov nel secondo round.

 

Querrey è solo uno dei sei statunitensi usciti sconfitti nella terza giornata del Miami Open. L’unico a salvarsi è stato Opelka, che ha rimontato Struff. Roger Federer ha conosciuto il nome del suo prossimo avversario, il moldavo Radu Albot, in tabellone dalle qualificazioni. Albot ha sfruttato il ritiro dell’australiano Ebden sul 6-0 3-2 e testerà al debutto il finalista del torneo di Indian Wells nella giornata di sabato.

Damir Dzumhur sarà il prossimo avversario di Marco Cecchinato, sempre che il bosniaco recuperi dall’infortunio patito nel finale di match contro Eubanks. Damir ha vinto in rimonta al tie-break del terzo set pur avendo la schiena bloccata sin dai game finali del parziale decisivo. Nonostante il dolore, è riuscito a muovere il gioco e a far sbagliare Eubanks, centrando così la terza vittoria del suo 2018.

È stata una giornata positiva per i giovani, soprattutto per Felix Auger-Aliassime, giustiziere dei due azzurri Lorenzi e Vanni nel percorso di qualificazione al main draw. Il canadese classe 2000 ha battuto in rimonta Casper Ruud, di due anni più grande (che come lui si era imposto al grande pubblico nel torneo di Rio de Janeiro), confermando il periodo positivo che dura ormai da quasi un mese. Incrocerà la racchetta con Marton Fucsovics al prossimo round. Un altro giovane (e promettente) qualificato ha superato il primo turno: il russo Andrey Rublev ha battuto in tre set Taro Daniel. Lo aspetta un impegno per nulla semplice dal momento che dovrà vedersela con un Marin Cilic che deve riprendersi da un inizio di stagione abbastanza negativo.

Risultati:

B. Tomic b. [Q] T. Monteiro 6-4 6-1
M. Marterer b. T. Fritz 6-4 3-6 6-3
I. Ivashka b. T. Fabbiano 6-4 1-6 6-3
A. Ramos-Vinolas b. M. Copil 6-4 6-2
[Q] L. Sonego b. M. Klizan 6-4 6-3
[Q] F. Auger-Aliassime b. [Q] C. Ruud 3-6 6-1 6-2
R. Haase b. [Q] L. Lacko 6-2 6-4
J. Chardy b. N. Jarry 6-7(1) 6-2 7-6(5)
[Q[ A. Bublik b. T. Sandgren 5-7 6-4 7-6(5)
D. Lajovic b. [Q] P. Cuevas 6-4 6-7(6) 6-3
J. Munar b. [Q] P. Gunneswaran 7-6(3) 6-4
J. Sousa b. [WC] C. Tseng 6-4 7-5
F. Lopez b. B. Paire 7-5 4-6 6-4
J. Thompson b. C. Norrie 4-6 7-6(5) 6-3
A. Mannarino b. A. Bedene 4-6 6-4 6-2
[Q] R. Opelka b. J. Struff 4-6 6-3 6-4
F. Krajinovic b. P. Herbert 6-4 6-4
[Q] R. Albot b. M. Ebden 6-0 3-2 rit.
[LL] M. McDonald b. U. Humbert 6-4 6-7(4) 7-6(4)
L. Mayer b. [Q] M. Ymer 4-6 6-3 6-4
[LL] D. Evans b. M. Jairi 6-2 6-0
[Q] A. Rublev b. T. Daniel 3-6 6-3 6-4
D. Dzumhur b. [WC] C. Eubanks 1-6 6-4 7-6(5)
P. Andujar b. I. Karlovic 7-6(2) 6-4
[WC] M. Kecmanovic b. E. Gulbis 6-2 7-5
[WC] D. Ferrer b. S. Querrey 6-3 6-2

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WTA

Andreescu inizia col brivido a Miami. Bene Kvitova e Garcia

Bianca rimonta da 5-1 sotto, annulla match point e si salva contro Begu. Cade solo Keys tra le teste di serie, mentre Venus Williams e Cori Gauff potrebbero sfidarsi al terzo turno

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Si è presa un grosso spavento Bianca Andreescu, che arrivava in Florida con il – pesantissimo! – trofeo di Indian Wells nel borsone. La 18enne canadese è stata costretta a giocare il primo turno nonostante il trionfo nel Mandatory in California le abbia permesso di salire al numero 24 in classifica da lunedì, troppo tardi per entrare tra le teste di serie e ricevere il bye. Sfidava Irina Camelia Begu (70 WTA) che le aveva strappato un set anche a Indian Wells sempre a livello di primo turno. La giocatrice rumena era avanti 6-4 5-1 prima di subire la rimonta di Bianca, che ha anche annullato con grande carattere un match point sul 3-5. Dopo aver dominato il tie-break del secondo set, la campionessa di Indian Wells ha chiuso 6-2 al terzo e sfiderà Sofia Kenin al secondo turno.

Ha debuttato nel torneo anche Petra Kvitova, la testa di serie più alta a mettere piede sui rinnovati campi di Miami (la n.3). Petra ha giocato una grande partita per sbarazzarsi in due set di Maria Sakkari, entrata in partita solo in avvio di secondo set (in vantaggio 2-0, rimontata immediatamente dalla ceca). Kvitova ha chiuso in 70 minuti e ha raggiunto già il terzo turno dove sfiderà Donna Vekic, che ha battuto con un doppio 6-3 Sorribes Tormo.

 

Nello stesso spicchio di tabellone di Kvitova, la francese Caroline Garcia (t.d.s. 19) ha vinto nella sessione serale una delle partite più attese della terza giornata contro Victoria Azarenka, tre volte campionessa a Miami e semifinalista lo scorso anno. La bielorussa era sopravvissuta ventiquattro ore prima alla lotta contro Dominika Cibulkova, ma Garcia con una partenza sorprendente nel primo set (5-0) l’ha costretta a rincorrere sin dall’inizio. Pur provandoci nel finale, dove ha recuperato più volte il break di svantaggio, Azarenka non è riuscita a far girare l’incontro e ha ceduto dopo più di un’ora e mezza di partita. Garcia avrà Julia Goerges al terzo round. Da segnalare anche la buona vittoria di Karolina Muchova sulla giapponese Hibino. La 22enne ceca sinora ha dovuto affrontare le qualificazioni in tutti e quattro i tornei disputati nel 2019: lo si evince chiaramente dal bilancio stagionale, che la vede già a 12 vittorie con sole 3 sconfitte. Affronterà adesso Kerber, che dovrà fare la massima attenzione.

L’unica testa di serie a uscire di scena è Madison Keys, per il dispiacere dei tifosi statunitensi. Samantha Stosur è riuscita a imporsi in tre set dopo aver sprecato un vantaggio di 4-0 nel secondo parziale dopo aver vinto il primo. La 34enne australiana non batteva una top 20 da ottobre 2017. Al prossimo turno sarà derby aussie contro Ashleigh Barty (t.d.s. 12), che ha dato 6-4 6-1 alla giovane ucraina Yastremska.

C’è stata meno azione invece nella parte bassa nel tabellone. Si è comunque completato il programma dei primi turni e ora sarà tempo di esordio per Serena, Stephens, Pliskova Svitolina e Camila Giorgi. Oltre alla prima vittoria a livello WTA per la 15enne Cori Gauff, si registra la 65esima vittoria per Venus Williams tra Key Biscane e Miami Gardens (da questa stagione). Dopo essere stata sotto 5-4 e servizio nel primo set contro Dalila Jakupovic, con molte difficoltà negli spostamenti, Venus ha vinto nove degli ultimi dodici giochi per vincere in due set e approdare al secondo turno. La maggiore delle sorelle Williams ha vinto tre volte il torneo, nel 1998, 1999 e 2001, ben prima che Gauff venisse al mondo. Se ‘Coco’ batterà Kasatkina e Williams supererà Suarez Navarro, le due statunitensi – divise da 24 anni di età – potrebbero sfidarsi al terzo turno.

Risultati

Secondo turno:

[3] P. Kvitova b. M. Sakkari 6-1 6-4
S. Stosur b. [17] M. Keys 6-4 4-6 6-4
[19] C. Garcia b. V. Azarenka 6-3 6-4
[26] D. Vekic b. S. Sorribes Tormo 6-3 6-3
[15] J. Goerges b. M. Rybarikova 6-4 7-5
[12] A. Barty b. D. Yastremska 6-4 6-1
[7] K. Bertens b. [WC] Xiy. Wang 6-4 6-1

Primo turno:

V. Williams b. [Q] D. Jakupovic 7-5 6-3
Y. Wang b. K. Mladenovic 6-3 6-3
P. Martic b. S. Zhang 6-1 6-2
B. Andreescu b. I. Begu 4-6 7-6(2) 6-2
O. Jabeur b. [LL] Kr. Pliskova 2-6 6-3 6-4
J. Konta b. [Q] J. Pegula 6-1 6-4
[WC] W. Osuigwe b. [WC] M. Osaka 6-2 6-4
A. Tomljanovic b. A. Friedsam 4-6 6-3 6-0
[Q] K. Muchova b. [Q] N. Hibino 6-3 6-3
A. Riske b. [Q] K. Kanepi 6-2 6-2
A. Cornet b. V. Lapko 7-5 6-7(7) 6-1
A. Sasnovich b. [Q] V. Golubic 4-6 7-5 6-4
[Q] Y. Wickmayer b. [Q] S. Vickery 3-6 6-3 6-1
[Q] T. Townsend b. J. Larsson 6-1 6-2
R. Peterson b. [Q] L. Siegemund 6-1 5-7 7-5
[Q] M. Niculescu b. T. Zidansek 6-1 6-2
[Q] M. Doi b. [WC] Xin. Wang 6-2 1-6 6-3
[WC] C. Gauff b. [WC] C. Mcnally 3-6 6-3 6-4
V. Kuzmova b. D. Gavrilova 6-4 6-2
T. Maria b. A. Schmiedlova 6-4 6-1

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