WTA Ranking: Sabalenka di nuovo vicina alla top 10. Exploit Andreescu

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WTA Ranking: Sabalenka di nuovo vicina alla top 10. Exploit Andreescu

La bielorussa eguaglia il best ranking: l’ingresso tra le prime 10 è solo rimandato. Andreescu divora 45 posti e si prepara ad entrare in top 100. Si rivede Zvonareva

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Aryna Sabalenka - WTA Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @ShenzhenOpenWTA)

Non ci sono nuovi ingressi in top10 e in top20. Aryna Sabalenka non riesce per il momento ad entrare nelle prime dieci: i due posti in più grazie al titolo a Shenzhen non le consentono di andare oltre l’11° posto, suo best ranking. Retrocede di due posti Sevastova (n.13). Lei e la bielorussa sono le due più titolate ad entrare in top10 a breve. Tra le dieci  la novità più rilevante è la retrocessione al 6° posto di Svitolina. Guadagnano una posizione Osaka (n.4, best ranking anche per lei), Stephens (n.5) e Pliskova (n.7), vincitrice a Brisbane. Kvitova scivola al n.8.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Simona Halep 6641 16
2 0 Angelique Kerber 5875 19
3 0 Caroline Wozniacki 5436 19
4 1 Naomi Osaka 5270 21
5 1 Sloane Stephens 5023 21
6 -2 Elina Svitolina 4940 19
7 1 Karolina Pliskova 4750 23
8 -1 Petra Kvitova 4630 22
9 0 Kiki Bertens 4360 25
10 0 Daria Kasatkina 3415 25
11 2 Aryna Sabalenka 3365 25
12 0 Elise Mertens 3165 24
13 -2 Anastasija Sevastova 3160 23
14 0 Julia Goerges 3055 24
15 0 Ashleigh Barty 2985 20
16 0 Serena Williams 2976 10
17 0 Madison Keys 2976 16
18 0 Garbiñe Muguruza 2910 22
19 0 Caroline Garcia 2660 23
20 0 Anett Kontaveit 2525 24

Molto più movimentata la classifica alle spalle delle migliori 20 giocatrici del mondo. Raggiungono il Career High Lesia Tsurenko (+3, n.24), finalista a Brisbane, Donna Vekic (+5, n.29) e Viktoria Kuzmova (+4, n.46). ma i movimenti più eclatanti non riguardano giocatrici di primo piano. Si tratta della ex n.2 del mondo Vera Zvonareva (+14, n.94) di nuovo in top100, e soprattutto della giovane rivelazione canadese Bianca Andreescu, sconfitta da Goerges in finale ad Auckland, che fa un salto di 45 posti e si porta al n.107. Iniziano bene l’anno anche Alison Riske (+14, n.48), Eugenie Bouchard (+8, n.79) e Monica Niculescu (+11, n.88). Qualche dolore invece per Katerina Siniakova (-5, n.36) che non riesce per ora ad andare oltre il suo best ranking di n.31,  Kaia Kanepi (-9, n.70), Irina-Camelia Begu (-9, n.76) e Kristyna Pliskova (-7, n.101).

 

CASA ITALIA

Perdono posizioni tutte le prime italiane classificate. Quella più in difficoltà è Jasmine Paolini (-13, n.205) che esce addirittura dalle prime 200 del mondo. Camila Giorgi (-1, n.27) è l’unica italiana in top100. Di seguito le prime 20 giocatrici italiane presenti nel ranking WTA:

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
27 -1 Camila Giorgi 1800 20
114 -2 Sara Errani 522 14
187 -3 Martina Trevisan 315 20
194 -1 Martina Di Giuseppe 302 20
205 -13 Jasmine Paolini 289 29
222 -3 Giulia Gatto-Monticone 267 27
229 -1 Anastasia Grymalska 254 25
264 -6 Deborah Chiesa 195 29
301 1 Jessica Pieri 151 19
315 2 Stefania Rubini 136 22
362 2 Georgia Brescia 101 24
372 3 Camilla Rosatello 92 15
374 3 Federica Di Sarra 91 20
382 5 Gaia Sanesi 88 13
391 4 Martina Caregaro 84 19
421 2 Lucrezia Stefanini 72 16
437 1 Cristiana Ferrando 66 21
447 2 Martina Colmegna 60 17
466 3 Dalila Spiteri 55 11
503 2 Lucia Bronzetti 46 13

NEXT GEN RANKING

Salto in avanti di 5 posti di Bianca Andreescu che si assesta al n.5 del ranking. Perdono posizioni Danilovic (-1, n.6), Zhuk (-2, n.8) e Bellis (-2, n.10) che retrocede di 15 posti anche in classifica generale. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Dayana Yastremska 2000 59
2 0 Marketa Vondrousova 1999 67
3 0 Amanda Anisimova 2001 87
4 0 Anastasia Potapova 2001 90
5 5 Bianca Andreescu 2000 107
6 -1 Olga Danilovic 2001 109
7 0 Marta Kostyuk 2002 116
8 -2 Sofya Zhuk 1999 119
9 0 Claire Liu 2000 139
10 -2 Catherine Bellis 1999 145

NATION RANKING

Le prime due posizioni sono sempre appannaggio degli Stati Uniti e della Repubblica Ceca. Risale al n.3 la Germania. Perde 3 posizioni la Romania, che si assesta al n.9. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Stati Uniti 38
2 0 Repubblica Ceca 47
3 1 Germania 79
4 -1 Russia 82
5 0 Ucraina 89
6 1 Bielorussia 96
7 1 Australia 94
8 1 Cina 100
9 -3 Romania 102
10 0 Francia 109

 

LE TOP 50            
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [ROU] Simona Halep 27 6641 16
2 0 [GER] Angelique Kerber 30 5875 19
3 0 [DEN] Caroline Wozniacki 28 5436 19
4 1 [JPN] Naomi Osaka 21 5270 21
5 1 [USA] Sloane Stephens 25 5023 21
6 -2 [UKR] Elina Svitolina 24 4940 19
7 1 [CZE] Karolina Pliskova 26 4750 23
8 -1 [CZE] Petra Kvitova 28 4630 22
9 0 [NED] Kiki Bertens 27 4360 25
10 0 [RUS] Daria Kasatkina 21 3415 25
11 2 [BLR] Aryna Sabalenka 20 3365 25
12 0 [BEL] Elise Mertens 23 3165 24
13 -2 [LAT] Anastasija Sevastova 28 3160 23
14 0 [GER] Julia Goerges 30 3055 24
15 0 [AUS] Ashleigh Barty 22 2985 20
16 0 [USA] Serena Williams 37 2976 10
17 0 [USA] Madison Keys 23 2976 16
18 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 2910 22
19 0 [FRA] Caroline Garcia 25 2660 23
20 0 [EST] Anett Kontaveit 23 2525 24
21 0 [CHN] Qiang Wang 26 2485 23
22 0 [LAT] Jelena Ostapenko 21 2362 22
23 0 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 2153 21
24 3 [UKR] Lesia Tsurenko 29 2005 20
25 -1 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1820 26
26 -1 [SVK] Dominika Cibulkova 29 1805 20
27 -1 [ITA] Camila Giorgi 27 1800 20
28 0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1640 24
29 5 [CRO] Donna Vekic 22 1580 25
30 -1 [RUS] Maria Sharapova 31 1552 13
31 1 [CRO] Petra Martic 27 1465 20
32 1 [CZE] Barbora Strycova 32 1430 23
33 -3 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 24 1340 21
34 1 [AUS] Daria Gavrilova 24 1335 24
35 1 [USA] Danielle Collins 25 1319 23
36 -5 [CZE] Katerina Siniakova 22 1313 24
37 2 [USA] Venus Williams 38 1266 13
38 -1 [GBR] Johanna Konta 27 1255 24
39 -1 [CHN] Saisai Zheng 24 1224 25
40 0 [CHN] Shuai Zhang 29 1190 25
41 0 [GRE] Maria Sakkari 23 1164 25
42 0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1160 23
43 0 [FRA] Kristina Mladenovic 25 1155 28
44 0 [KAZ] Yulia Putintseva 23 1145 24
45 1 [AUS] Ajla Tomljanovic 25 1127 24
46 4 [SVK] Viktoria Kuzmova 20 1114 28
47 -2 [FRA] Alizé Cornet 28 1085 26
48 14 [USA] Alison Riske 28 1072 25
49 -2 [BEL] Kirsten Flipkens 32 1058 25
50 -2 [SVK] Magdalena Rybarikova 30 1056 23

 

RACE TO SHENZHEN
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti
1 0 [CZE] Karolina Plískova 470
2 0 [CHN] Shuai Peng 311
3 0 [UKR] Lesia Tsurenko 305
4 0 [BLR] Aryna Sabalenka 280
4 0 [GER] Julia Goerges 280
6 0 [CAN] Bianca Andreescu 257
7 0 [SRB] Ivana Jorovic 203
8 0 [SVK] Viktoria Kuzmova 200
9 0 [RUS] Ekaterina Alexandrova 190
10 0 [THA] Luksika Kumkhum 186
11 0 [JPN] Naomi Osaka 185
12 0 [CRO] Donna Vekic 185
13 0 [USA] Alison Riske 180
13 0 [RUS] Evgeniya Rodina 180
15 0 [RUS] Vera Zvonareva 167
16 0 [USA] Lauren Davis 141
17 0 [CHN] Yafan Wang 135
18 0 [SUI] Belinda Bencic 130
19 0 [TPE] Su-wei Hsieh 110
20 0 [NED] Bibiane Schoofs 106

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ATP

Miami: partita stregata, Berrettini fuori al primo turno [AUDIO]

Matteo cede a Hubert Hurkacz, sprecando tante occasioni, e buttando il primo set. “Che sfortuna la pioggia, niente allenamento, ma non cerco scuse, bravo lui”

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H.Hurkacz b. M.Berrettini 6-4 6-3

da Miami, il nostro inviato

 

Dopo un primo set che sfugge nel modo più fastidioso possibile, è dura mantenere la calma e la concentrazione. Nel game iniziale della sua partita di primo turno al Miami Open 2019, Matteo Berrettini ha tre palle break consecutive, e poi una quarta, che gli sfuggono anche per meriti dell’avversario, Hubert Hurkacz, il polacco che la settimana scorsa era arrivato a giocarsi i quarti di finale a Indian Wells contro Roger Federer. Per il resto del set, il gioco procede regolare, senza rischi particolari per chi va alla battuta, fino al 5-4 Hurkacz, servizio Berrettini: e qui Matteo si incarta in una sequenza terribile di 4 errori consecutivi, nell’ordine un doppio fallo, due dritti larghi, un rovescio lungo, 6-4 praticamente regalato a Hubert. Che disdetta, davvero. Il match si sta svolgendo sul nuovo centrale, l’enorme e asimmetrica struttura ricavata all’interno del’Hard Rock Stadium, di solito teatro delle partite casalinghe dei Dolphins, la squadra di NFL della città. Non deve essere facile trovare le misure e i riferimenti, ma ovviamente la cosa vale per entrambi i giocatori. però Hubert è qui ad allenarsi da sabato, matteo ha toccato la prima palla in questo impianto stamattina, sono cose che a questi livelli possono influire. Hurkacz, lo abbiamo visto in California, è un buonissimo tennista, spinge, attacca, difende, fa un po’ tutto bene. Berrettini spinge i suoi colpi preferiti, servizio e dritto, ma anche di rovescio manovra con efficacia, in particolare alcuni slice bassissimi sono stati molto utili a far girare il ritmo degli scambi.

Nel secondo set, finalmente Matteo capitalizza le occasioni che gli si presentano nel terzo game, brekka Hubert, ma restituisce subito il favore facendosi controbrekkare, il suo sospiro di delusione si sente fino alla tribuna stampa, che qui non è proprio vicinissima al terreno di gioco. E come fosse una maledizione, arriva ancora un game stregato: sul 4-3 per il polacco, Berrettini si fa rimontare da 40-15 (anche qui, un paio di errori evitabili per l’azzurro), perde ancora la battuta, e tre minuti dopo Hurkacz chiude 6-3, certamente meritando, ma la sensazione di partita che poteva e doveva girare, ma non lo ha fatto, rimane. Peccato Matteo, dagli Stati Uniti ci si porta a casa un bel successo a Phoenix, ora sarà da smaltire la delusione, e preparare per bene la stagione sulla terra rossa.

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(S)punti Tecnici

La coda di Indian Wells, spunti(ni) tecnici: Hsieh, la quadrumane mai vista

Entrambi i fondamentali bimani non sono una novità. Lo è il modo in cui la simpaticissima giocatrice di Taipei impugna la racchetta eseguendoli

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da Indian Wells, il nostro inviato

Versione ridotta, più per curiosità che altro, della rubrica tecnica da bordocampo: a volte, anche piccoli dettagli fuori dalla norma possono essere interessanti da analizzare. Perchè non è affatto scontato che siano chiari a prima vista, a meno di non andare a controllare i filmati. Su-Wei Hsieh, 33 anni, 27 WTA, diversi scalpi anche eccellenti in saccoccia soprattutto nell’ultimo anno (battute Muguruza, Radwanska, Kerber, Pliskova, Halep, messa in gran difficoltà Osaka a Melbourne – era 7-5 4-2 40-0 – per citarne alcuni) appartiene a una categoria di tenniste assai marginale, ma niente affatto estinta. Parlo delle cosiddette “quadrumani”, le giocatrici che eseguono sia dritto che rovescio a due mani, che hanno avuto la massima rappresentante nella grande Monica Seles (9 Slam), poi Marion Bartoli (Wimbledon 2013), per arrivare alle attuali Luksika Kumkhum, la nostra Georgia Brescia, e appunto l’amica Hsieh.

 
Monica Seles, indimenticabile fuoriclasse serba, ritirata ufficialmente nel 2008

Rispetto a tutte le altre, però, Su-Wei ha una caratteristica unica. Le quadrumani, di norma, eseguono un rovescio a due mani normale dal lato dell’arto non dominante, e un dritto bimane con presa invertita (mano dominante in fondo al manico, mano di appoggio sopra) dall’altro, per l’ovvia ragione del non dover mollare mai la presa, potendosi semplicemente limitare a ruotare o aggiustare il grip (quando lo fanno). Hsieh, invece, esegue due rovesci bimani classici (lei è destra): la cosa richiede un mini gioco di prestigio, ovvero un fulmineo e preciso spostamento delle mani sul manico, ogni singola volta, tra un colpo e l’altro. Bizzarro, tecnicamente affascinante, notevolissimo dal punto di vista della destrezza e della coordinazione. Evidentemente, visti i gran bei risultati dell’ultimo periodo in singolare (Su-Wei è stata numero uno in doppio, specialità che prediligeva fino a due anni fa, prima della storia del suo paese ad arrivare in cima a una classifica del tennis professionistico tra l’altro), la cosa per lei funziona, e pure alla grande. Vediamocela insieme, in 30 secondi di video, è veramente una “chicca” tecnica pressoché unica.

Come possiamo vedere, Su-Wei utilizza una racchetta con manico più lungo del normale, evidentemente su misura, tiene la mano dominante nel centro, e in pratica sposta alternativamente nello spazio sopra e sotto la sinistra (anche se in realtà muove anche la destra, portandola in fondo al manico dal lato sinistro, il suo “vero” rovescio, ma il lavoro grosso lo fa con quella opposta). Una rapidità di tocco, e una sensibilità ‘da borseggiatrice’, considerata la rapidità con cui deve eseguire questi aggiustamenti. Brava Hsieh, bel personaggio tra l’altro, e divertentissima da vedere in partita, il doppio rovescio bimane le consente di fintare gli angoli, così come le rotazioni (in coda al pezzo, vedete un’affettata mica male, con la testa della racchetta che scatta sotto la palla invece di coprirla all’ultimissimo istante), in modo estremamente fastidioso per le avversarie. Oltre a questo, la rende un’incontrista fenomenale, bombardandola di servizi e accelerazioni da fondo non la sfondi praticamente mai. L’unico aspetto svantaggioso è che Su-Wei, come tutte le quadrumani, ha un minore allungo, colpendo così devi sempre essere sulla palla con le gambe vicine e veloci. Ma se ce la fai, ottieni controllo e possibilità di mascherare le traiettorie molto bene. Se ne sono ben accorte tante di quelle giocatrici che questa trottolina terribile ha fatto – sportivamente – diventare matte.

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Focus

Disastro azzurro in California: la maledizione di Indian Wells. Sperando in Miami

Un solo set vinto in quattro partite, così male solo nel 2011. Nessuna azzurra nel tabellone femminile. Le ragioni di un torneo pessimo per i colori azzurri. La tradizione negativa nel torneo americano. E a Miami…

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Fabio Fognini - Indian Wells 2019 (foto Luigi Serra)

Se è vero che una rondine non fa primavera, è altrettanto vero che la primavera (alle porte) del primo Masters 1000 dell’anno non deve fare da… uccello del malaugurio. L’Italia del tennis è uscita con le ossa rotte già dopo i primi giorni del grande torneo americano, ma avrà tutta la stagione per invertire la rotta, soprattutto con l’avvento dell’amata terra rossa.

Tuttavia, il dato statistico che emerge dal primo torneo del Sunshine Double è decisamente inquietante. Avevamo quattro azzurri in tabellone, due (Fognini e Cecchinato) tra le teste di serie, e tutti e quattro sono stati eliminati all’esordio. In quattro partite siamo riusciti a portare a casa un solo set con Matteo Berrettini contro Sam Querrey, in un match che il giovane azzurro avrebbe potuto portare tranquillamente a casa. Male Seppi, ko senza molte attenuanti contro Gojowczyk, mentre un discorso a parte meritano i nostri due primi giocatori.

 

Fabio Fognini ha iniziato l’anno molto male, nel tour sulla terra sudamericana, solitamente terreno fertile per il suo palmares, ha collezionato solo sconfitte e con queste premesse non c’era molto da aspettarsi contro un giocatore in ottima forma come il moldavo Albot. Perdere il primo set 6-0 totalizzando solo 8 punti però la dice lunga sul momento di down prolungato dell’azzurro, al quale non avrà certo giovato il sorpasso in classifica da parte di Marco Cecchinato. Dopo la splendida stagione appena trascorsa, la migliore in carriera per continuità di risultati, Fabio fa fatica a ritrovarsi, e il linguaggio del corpo mostrato in questi primi mesi del 2019 è preoccupante. Fognini ha a più riprese dichiarato di sentire il bisogno della vicinanza della famiglia e dopo anni sul tour e con l’arrivo della paternità, ciò è decisamente comprensibile, ma con l’arrivo della stagione “vera” sulla terra deve guardarsi dentro e trovare la forza di reagire: sul rosso è ancora in grado di fare la differenza e dare filo da torcere ai più forti.

Marco Cecchinato e il cemento non hanno un buon rapporto e a Indian Wells se n’è avuta un’altra conferma: sei game raccattati contro l’onesto Ramos-Vinolas sono davvero poca cosa. Fino a Parigi Marco ha una bella occasione per incrementare ulteriormente il suo ranking, ma di sola terra rossa non si può vivere.

Il primo Masters 1000 stagionale ha emesso un verdetto tremendo: per trovare quattro sconfitte in quattro partite bisogna ritornare al 2011 quando Fognini, Seppi, Starace e Cipolla completarono l’identico en-plain al rovescio.

Storicamente però, il deserto della California non è mai stato particolarmente benevolo con i colori azzurri. Restringendo l’analisi agli ultimi quindici anni, da quando nel 2004 il tabellone si è ampliato a 98 giocatori con 32 teste di serie esentate dal primo turno, in una sola occasione abbiamo chiuso il torneo con un bilancio positivo. Nel 2014, grazie soprattutto all’exploit di Fabio Fognini che si issò sino agli ottavi di finale (dopo un bye all’esordio, battè Harrison e Monfils prima di cedere alla bestia nera Dolgopolov), chiudemmo con quattro vittorie (di Seppi su Querrey e Lorenzo su Carreno le altre due) e tre sconfitte. Per il resto tanti brutti ko e poche soddisfazioni, come la vittoria sempre di Fognini su Tsonga nel 2017.

Oltre alla storica poca attitudine per i campi veloci dei tennisti azzurri, c’è da considerare che spesso i nostri giocatori arrivano a Indian Wells direttamente dal Sudamerica, senza giocare alcun torneo sul cemento prima del Sunshine Double, anche se per la verità Seppi e Berrettini questa volta avevano giocato rispettivamente ad Acapulco e Dubai, perdendo anche lì all’esordio. E se consideriamo anche i due tornei appena citati che hanno preceduto Indian Wells, con le sconfitte di Gaio con Gojowczyk e Fabbiano con Verdasco, ecco che nelle ultime tre settimane il bilancio azzurro sul cemento assume i contorni del disastro con un inquietante 0-9.

L’obiettivo si sposta su Miami, sperando si possa invertire la rotta (per ora è iniziata benino nelle qualificazioni, con due vittorie e due sconfitte). In Florida, Fabio Fognini ha raggiunto il miglior risultato in carriera in un Masters 1000 con la semifinale del 2017 (eguagliando l’altra semifinale di Montecarlo 2013) e proprio questo exploit rende il bilancio azzurro leggermente migliore rispetto all’altra metà del Sunshine Double. Dal 2004 al 2018 a Indian Wells abbiamo vinto 27 partite, perdendone 49, a Miami il bilancio è 30-48. Insomma, tra California e Florida negli ultimi quindici anni, portiamo a casa una partita su tre. Siamo una nazione storicamente a forte connotazione “terraiola” ma nel tennis del nuovo millennio, con l’assimilazione delle superfici, bisogna decisamente fare meglio.

La nuova generazione di giocatori azzurri per fortuna sembra essere piuttosto predisposta per il tennis sul duro, Berrettini ha tutte le armi per fare bene su questa superficie e anche i giovanissimi che stanno venendo fuori (Musetti e Sinner su tutti) fanno ben sperare. La vittoria di Matteo nel ricco Challenger di Phoenix e i buoni risultati di Caruso, Sonego e Napolitano nel circuito minore ne sono la conferma, e già a partire dalle qualificazioni di Miami si attendono buoni risultati.

Altro discorso, purtroppo, quello che riguarda il circuito femminile. Nel 2014 Flavia Pennetta alzava il trofeo ad Indian Wells, gustando un meraviglioso antipasto di quello che sarebbe successo l’anno dopo a New York. Quest’anno, complice anche l’infortunio di Camila Giorgi, non abbiamo avuto un’azzurra in tabellone a Indian Wells, e avremo soltanto Camila in Florida. Ma questa è un’altra storia.

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