Pliskova soffre ma vince, è di nuovo regina a Brisbane

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Pliskova soffre ma vince, è di nuovo regina a Brisbane

Il primo torneo Premier della stagione si conclude con una finale dai due volti. Vince la ceca su una Tsurenko che le era stata superiore per quasi un’ora e mezza. Dodicesimo titolo per lei in carriera

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È Karolina Pliskova a sollevare il primo trofeo australiano della stagione 2019. La ceca infatti conquista a Brisbane il primo Premier dell’anno, torneo più importante tra i tre in programma questa settimana. Lo fa al termine di una finale dai due volti, vinta in tre set (e in rimonta) con lo score di 4-6 7-5 6-2 sull’ucraina Lesia Tsurenko, n.27 al mondo e giustiziera di Naomi Osaka in semifinale. Pliskova, in difficoltà sia sullo scambio che al servizio, ha subito per lunghi tratti del match il colpi di un’avversaria in fiducia. Ma grazie alla pazienza e anche ad un piccolo infortunio occorso a Tsurenko, è riuscita a venire a capo dell’incontro. Alla fine si è meritata questa sua seconda affermazione nel Queensland, a due anni di distanza da quella precedente.

In totale per lei ora fanno 12 titoli sul tour maggiore WTA. Dalla prossima settimana, la 26enne di Louny farà anche un piccolo balzo in avanti in classifica, sorpassando la connazionale Kvitova e passando da ottava a settima. Tsurenko ha perso la sua prima finale sul circuito maggiore e ha qualcosa da recriminare per aver sfiorato il trofeo più importante della carriera. Si può consolare con le ottime prestazioni fornite durante il torneo in cui ha battuto anche Naomi Osaka e con il best ranking di n.24. Inoltre, nel primo turno di Sydney, salvo rinunce, potrà prendersi la vendetta su Pliskova al primo turno. Ma la posta in palio sarà nettamente inferiore, purtroppo per lei.

 

LA PARTITA – Pliskova comincia il match nei peggiori dei modi. La ceca appare imballata e cede subito il servizio con un rovescio in rete. Dal canto suo, Tsurenko è molto centrata e aggressiva. Le sue accelerazioni, soprattutto con il rovescio lungolinea, sono estremamente efficaci. L’ucraina è in fiducia e si vede. Ma talvolta esagera nel cercare soluzioni fin troppo rischiose. Proprio per colpa di questa smania e qualche errore di troppo, Tsurenko finisce per perdere il break di vantaggio sul 3 a 2. Per sua fortuna Pliskova non ha ancora registrato nemmeno il servizio, il suo colpo migliore. La n.8 del mondo si fa infatti controbreakkare a zero. Nel cambio di campo l’allenatrice della ceca, Renae Stubbs, scende per incoraggiare la sua giocatrice. Ma è troppo tardi: con tanta bravura e un pizzico di fortuna, Tsurenko porta a casa il primo set per 6-4 in 39 minuti. A fare la differenza è l’81 per cento di prime in campo per lei e 10 vincenti contro i soli 2 della sua più quotata avversaria.

Pliskova è molto frustrata per la sua prestazione opaca. Lo scoramento le fa perdere un altro turno di battuta nel gioco d’apertura del secondo parziale. Tsurenko invece continua a fare il suo gioco, spingendo bene sui colpi fin troppo lenti offerti dalla ceca. Come nel primo set, l’ucraina tuttavia si distrae e, avanti 2 a 1, perde il turno di servizio. Per fortuna per lei, ancora in maniera speculare al primo parziale, Pliskova non riesce a sfruttare la sua occasione e si fa nuovamente breakkare. Tsurenko sta però perdendo parte dello smalto iniziale. Sul 4 a 3, concede una palla break alla boema che ha dunque ha un’altra chance di rientrare nel set. Ma ancora non è lucida. Dopo tutte queste opportunità lasciate andare, sembra logico che il set e, di conseguenza il match, vadano nelle mani di Tsurenko. All’improvviso, sotto 5 a 4, con le spalle al muro, Pliskova reagisce e con una serie di gran punti piazza il break a zero. La ceca riduce al massimo gli errori e con altri due game consecutivi riesce inaspettatamente a conquistare il set per 7-5 in 54 minuti e riaprire la contesa.

L’inerzia ora è completamente cambiata con Tsurenko che subisce il forcing di una ritrovata Pliskova. Piove sul bagnato per l’ucraina quando sul 40 pari del secondo gioco appoggia male il piede sinistro in uscita da un rovescio in corsa e si procura una piccola storta.

Non è niente di grave ma dopo il medical timeout, la n.26 del mondo è costretta a fronteggiare una palla break. E ovviamente perde il punto. Pliskova è sempre più ringalluzzita: gioca a braccio sciolto, scaricando i suoi colpi potenti, e talvolta verticalizza il gioco come consigliato dalla sua coach in precedenza. Tsurenko cerca di limitare i danni. Ma, sotto 5 a 2, la sua diga cede ancora di fronte all’impeto della ceca. Dopo quasi due ore e un quarto di tennis tutt’altro che eccezionale, Pliskova piazza il break decisivo che le vale il match e il secondo titolo a Brisbane.

La bassa qualità del match è evidenziata dal saldo nettamente negativo tra vincenti ed errori di entrambe le tenniste: 16-33 per Pliskova e 30-43 per Tsurenko. La finalista degli US Open può essere comunque soddisfatta per una vittoria arrivata non giocando benissimo e soffrendo il tennis di un’avversaria in grande fiducia. Chissà che per lei, da sempre additata di non essere proprio una fighter, non possa essere un buon viatico in vista degli Australian Open e dell’intero 2019.

[5] Ka. Pliskova b. L. Tsurenko 4-6 7-5 6-2

Il tabellone completo

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Pagelle

Pagelle: quanto sei bella Roma quando piove

Il nono trionfo di Nadal e la prima vittoria di Pliskova nell’edizione dei rinvii, dei biglietti cari, della pioggia e delle polemiche. Il ritorno di Federer e le follie di Kyrgios

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Straordinaria, fantastica, entusiasmante. È stata la migliore edizione della storia degli Internazionali d’Italia. Che già di per se è il miglior Masters 1000 in assoluto e quindi, considerando che a New York c’è sempre troppo baccano, che a Parigi hanno la puzza sotto il naso, che a Wimbledon sono troppo tradizionalisti e che l’Australia è troppo lontana, l’etichetta di quinto Slam comincia a stare stretta al nostro torneo.

È stato un trionfo su tutta la linea. Entusiasti gli spettatori, felici di pagare qualche euro in più rispetto agli altri tornei ma “vuoi mettere il fascino del Pietrangeli sotto la pioggia? Non esiste da nessuna parte al mondo”, oppure “il brivido che regala Roma non lo regala nessuno, arrivare alla sera del mercoledì senza sapere cosa sarebbe successo il giorno dopo è un’emozione strepitosa, tanto un ponte sotto il quale dormire lo si trova sempre!”. Gli stranieri sempre più entusiasti: “Abbiamo prenotato le vacanze al mare in campeggio, venire al Foro è stato importante per abituarci alle toilette”.

 

Incantati i giocatori. Federer: “Che fascino la Grandstand Arena, mi sentivo come a casa, mi sembrava proprio di essere in Svizzera con tutte quelle buche che mi ricordavano il gruviera e quelle scivolate che mi rimandavano alle mie nevi. Mi è dispiaciuto dovermi ritirare ma non volevo creare un dispiacere a Binaghi battendo Nadal”.

Riconoscente Fognini: “Ringrazio Palmieri, non avevo capito che l’idea di farmi giocare due partite a distanza ravvicinata nello stesso giorno era un’idea geniale per farmi preparare per i cinque set del Roland Garros”.

Idem Thiem: “Mercoledì mi hanno costretto a rimanere al Foro tutto il giorno. Meno male, se fossi andato in giro con Kiki per via del Corso mi sarebbe costato un occhio della testa, meglio stare 24 ore con Massu”.

Innamorato e dispiaciuto Kyrgios: “Adoro i romani e il loro modo di assistere alle partite. Accetto la squalifica, ma si è trattato di un grosso malinteso. Avevo sentito che giovedì, a causa del boom di presenze di spettatori per il rinvio di mercoledì, non ci fossero più posti a sedere. Per questo avevo offerto una sedia a uno spettatore rimasto in piedi…”

Alla fine ha trionfato per la nona volta Nadal: “Posso confessare ora di aver perso di proposito a Montecarlo, Barcellona e Madrid, perché il mio unico obiettivo era vincere solo e soltanto qui per far felice il mio primo, grande tifoso che ogni anno viene qui addirittura dalla lontana Sardegna”.

Triste ma non troppo Djokovic: “Questo è il miglior torneo del mondo, ogni anno imparo a parlare meglio l’italiano, quest’anno finalmente ho capito cosa significa la parola pepe. Quando tutti mi dicevano di mettere più pepe io pensavo ad intensificare i rapporti con il Guru Imaz, invece si riferivano alla cacio e pepe”.

Tsitsipas e Sakkari, coppia d’oro del tennis ellenico (e pare non solo) si sono issati in semifinale e hanno ringraziato il pubblico italiano: “Sentiamo il calore dell’Italia in ogni angolo del vostro paese, dovunque andiamo intuiamo che siamo diventati il vostro punto di riferimento visto che sentiamo ripetere sempre ‘Faremo la fine del Grecia'”.

Insomma un’apoteosi suggellata dai commenti della stampa internazionale: “Finalmente al Foro italico è stata fatta piazza pulita, finalmente sono rimasti a casa tutti quei turisti del giornalismo che vengono a Roma solo per prendere il sole (ehm…). Bravissima la federazione a rifiutare l’accredito ai 140 fannulloni”.

Ma, evidentemente, 140 posti in meno in sala stampa non erano sufficienti e si è provveduto ad eliminare anche il centoquarantunesimo. Ma questa è un’altra storia che, come direbbe Corrado – uno che Roma la conosceva molto bene – non finisce qui.

I voti (più o meno) seri.

  • Rafa Nadal 10
  • Novak Djokovic 9
  • Stefanos Tsitsipas 8
  • Diego Schwarzman 8,5
  • Roger Federer 7,5
  • Nick Kyrgios 0
  • Il tetto sul centrale 10
  • “Abbiamo raddoppiato il prezzo dei biglietti per premiare chi li ha comprati per tempo” 10, al livello della nipote di Mubarak
  • Jannik Sinner 8
  • Matteo Berrettini 7,5
  • Fernando Verdasco 7,5
  • Juan Martín del Potro 7,5
  • Sascha Zverev 4
  • Dominic Thiem 4,5
  • Fabio Fognini 6
  • Marco Cecchinato 5,5
  • Grigor Dimitrov 3
  • Karolina Pliskova 10
  • Johanna Konta 9
  • Maria Sakkari 8
  • Kiki Bertens 7,5
  • Elina Svitolina 4 (per lo schiaffo al volo sul match point)
  • Victoria Azarenka 7
  • Simona Halep 4,5

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Ranking

WTA Ranking: Pliskova sale al n.2, Svitolina n.9

Karolina Pliskova ritorna vicino alla vetta dopo il successo al Foro Italico. Scende di 3 posti l’ex campionessa in carica, Svitolina. Konta in top30. Crolli di Ostapenko e di Sharapova

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Dei 13 titoli conquistati finora in carriera da Karolina Pliskova, il Premier 5 di Roma è, con Cincinnati, il torneo più importante vinto dalla ex n.1 del mondo. La partnership con Concita Martinez, 4 volte campionessa al Foro, le ha permesso di alzare il trofeo forse più inaspettato, vista la superficie. Anche se non ci dobbiamo dimenticare che Karolina è stata capace di arrivare in semifinale a Parigi nel 2017. I 900 punti della coppa consentono alla ceca di salire di ben 5 posti fino alla posizione n.2. Possibilità per il Roland Garros? A mio parere le favorite restano altre e sarebbe singolare che il primo titolo Slam per Pliskova arrivasse sulla superficie a lei meno congeniale. L’anno scorso  si è fermata al 3° turno e non le sarà difficile fare meglio. Anche in ottica ranking, può affrontare il prossimo Slam con molta tranquillità: chi ha molto da difendere non è certo lei. Tra queste, ci sono invece Simona Halep (-1, n.3), chiamata a confermare il titolo di un anno fa, Sloane Stephens (+1, n.7), battuta in finale, e le semifinaliste Garbiñe Muguruza (n.19) e Madison Keys (n.14), che rischiano di scendere molto in classifica.

Dopo un inizio anno tutto sommato positivo, con i quarti a Melbourne e le tre semifinali a Doha, Dubai e Indian Wells, Elina Svitolina non ha raccolto finora i risultati sperati sull’amata terra. Era attesa come una delle protagoniste a Roma, essendo la campionessa delle ultime due edizioni. Purtroppo per lei, la sconfitta all’esordio da una rediviva Victoria Azarenka (+7, n.44) le costa 3 posti in classifica e la caduta al n.9 della top10.  

 

In difficoltà anche Aryna Sabalenka (-1, n.11). Anche per lei un inizio anno promettente con la vittoria a Shenzhen e la semifinale a San Pietroburgo e poi un black out di risultati che la porta, oggi, a uscire dalla top ten. Per ora, non sta confermando i progressi dell’anno scorso  in classifica e rischia di retrocedere (dopo Parigi avrà quarti a ‘s-Hertogenbosch e finale a Eastbourne da difendere).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Naomi Osaka 6486 19
2 5 Karolina Pliskova 5685 22
3 -1 Simona Halep 5533 16
4 0 Kiki Bertens 5405 26
5 -2 Angelique Kerber 5095 20
6 -1 Petra Kvitova 5055 21
7 1 Sloane Stephens 4552 21
8 1 Ashleigh Barty 4430 19
9 -3 Elina Svitolina 3967 18
10 1 Serena Williams 3521 12
11 -1 Aryna Sabalenka 3500 25
12 1 Anastasija Sevastova 3136 25
13 -1 Caroline Wozniacki 3063 18
14 0 Madison Keys 2965 14
15 0 Belinda Bencic 2893 27
16 1 Qiang Wang 2815 22
17 -1 Anett Kontaveit 2565 23
18 0 Julia Goerges 2520 26
19 0 Garbiñe Muguruza 2465 21
20 0 Elise Mertens 2305 26

Vediamo gli altri movimenti in top50 e intop100:

  • Johanna Konta (+16, n.26): rientra nelle 30 dopo la finale a Roma. Il suo best ranking è il n.4 ed è ancora molto lontano. Tornerà così in alto?
  • Maria Sakkari  (+10, n.29): riesce a eguagliare il suo best ranking con ottime probabilità di migliorarlo nel prosieguo della stagioneMarketa Vondrousova (+6, n.38): best ranking anche per la ceca che un anno fa era n.90 in classifica.
  • Jelena Ostapenko (-13, n.40): quest’anno ha raggiunto il terzo turno solo a Indian Wells e a Charleston. A Roma esce al primo turno e difendeva i quarti di un anno fa.
  • Maria Sharapova (-14, n.49): semifinalista al Foro l’anno scorso. Ha dato forfait anche a Parigi. È destinata a uscire dalla top50. Chissà quando (e se) la rivedremo in campo.
  • Kristina Mladenovic (+9, n.54): si riavvicina alla top50. Anche se un buon torneo non significa che si sia ritrovata dopo un anno di risultati deludenti. Aspettiamo.
  • Daria Gavrilova (-8, n.63): fuori nelle qualificazioni a Roma.
  • Bernarda Pera (+32, n.83): vincitrice dell’ITF di Trnava.
  • Laura Siegemund (+9, n.99): rientra in top100 con i quarti a Trnava.
  • Escono dalla cento Vera Lapko (-15, n.101) e Svetlana Kuznetsova (-13, n.102).

CASA ITALIA

A parte Jasmine Paolini, che è stabile, sono tutte in discesa le prime italiane nel ranking: Camila Giorgi (-2, n.36), Martina Trevisan (-1, n.157), Giulia Gatto-Monticone (-4, n.167), Martina Di Giuseppe (-25, n.191), Anastasia Grymalska (-4, n.281), Sara Errani (-2, n.286) e Jessica Pieri (-7, n.290). Cristiana Ferrando guadagna 40 posizioni e sale al n.418.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
36 -2 Camila Giorgi 1475 17
157 -1 Martina Trevisan 377 22
167 -4 Giulia Gatto-Monticone 355 31
191 -25 Martina Di Giuseppe 301 27
210 0 Jasmine Paolini 279 31
281 -4 Anastasia Grymalska 186 29
286 -2 Sara Errani 176 12
290 -7 Jessica Pieri 171 21
308 1 Stefania Rubini 150 22
318 1 Deborah Chiesa 141 27
398 3 Lucrezia Stefanini 90 20
400 -1 Gaia Sanesi 90 14
407 3 Georgia Brescia 86 18
418 40 Cristiana Ferrando 79 17
421 2 Lucia Bronzetti 78 17
436 -3 Martina Caregaro 72 16
463 1 Martina Colmegna 61 19
503 -2 Dalila Spiteri 49 9
504 -4 Federica Di Sarra 49 17
531 0 Tatiana Pieri 40 11

NEXT GEN RANKING

Marketa Vondrousova scavalca Dayana Yastremska al n.2. Stabili le altre posizioni. Comanda sempre Bianca Andreescu. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 22
2 1 Marketa Vondrousova 1999 38
3 -1 Dayana Yastremska 2000 42
4 0 Amanda Anisimova 2001 51
5 0 Anastasia Potapova 2001 81
6 0 Iga Swiatek 2001 106
7 0 Whitney Osuigwe 2001 122
8 0 Olga Danilovic 2001 124
9 0 Kaja Juvan 2000 132
10 0 Elena Rybakina 1999 135

NATION RANKING

Crolla in settima posizione la Russia, che segue il destino di Sharapova in classifica generale. La Francia aggancia la Romania al n.10. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Stati Uniti 31
2 0 Repubblica Ceca 48
3 0 Ucraina 78
4 0 Germania 81
5 1 Bielorussia 87
6 1 Cina 111
7 -2 Russia 107
8 0 Australia 118
9 0 Spagna 119
10 0 Romania 126
    Francia 126
LE TOP 50
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [JPN] Naomi Osaka 21 6486 19
2 5 [CZE] Karolina Pliskova 27 5685 22
3 -1 [ROU] Simona Halep 27 5533 16
4 0 [NED] Kiki Bertens 27 5405 26
5 -2 [GER] Angelique Kerber 31 5095 20
6 -1 [CZE] Petra Kvitova 29 5055 21
7 1 [USA] Sloane Stephens 26 4552 21
8 1 [AUS] Ashleigh Barty 23 4430 19
9 -3 [UKR] Elina Svitolina 24 3967 18
10 1 [USA] Serena Williams 37 3521 12
11 -1 [BLR] Aryna Sabalenka 21 3500 25
12 1 [LAT] Anastasija Sevastova 29 3136 25
13 -1 [DEN] Caroline Wozniacki 28 3063 18
14 0 [USA] Madison Keys 24 2965 14
15 0 [SUI] Belinda Bencic 22 2893 27
16 1 [CHN] Qiang Wang 27 2815 22
17 -1 [EST] Anett Kontaveit 23 2565 23
18 0 [GER] Julia Goerges 30 2520 26
19 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 2465 21
20 0 [BEL] Elise Mertens 23 2305 26
21 0 [RUS] Daria Kasatkina 22 2150 22
22 1 [CAN] Bianca Andreescu 18 1973 20
23 1 [CRO] Donna Vekic 22 1940 22
24 -2 [FRA] Caroline Garcia 25 1935 22
25 0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1830 25
26 16 [GBR] Johanna Konta 28 1785 23
27 -1 [UKR] Lesia Tsurenko 29 1767 18
28 3 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 1672 22
29 10 [GRE] Maria Sakkari 23 1642 25
30 -1 [ROU] Mihaela Buzarnescu 31 1630 26
31 -3 [CRO] Petra Martic 28 1615 20
32 0 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 25 1550 21
33 -3 [USA] Danielle Collins 25 1541 23
34 3 [USA] Sofia Kenin 20 1513 24
35 -2 [SVK] Dominika Cibulkova 30 1512 18
36 -2 [ITA] Camila Giorgi 27 1475 17
37 -1 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1470 24
38 6 [CZE] Marketa Vondrousova 19 1457 16
39 -1 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1440 23
40 -13 [LAT] Jelena Ostapenko 21 1432 24
41 -1 [CZE] Barbora Strycova 33 1355 23
42 -1 [UKR] Dayana Yastremska 19 1319 23
43 2 [CZE] Katerina Siniakova 23 1277 25
44 7 [BLR] Victoria Azarenka 29 1260 18
45 1 [CHN] Saisai Zheng 25 1210 28
46 -3 [SVK] Viktoria Kuzmova 21 1205 28
47 0 [AUS] Ajla Tomljanovic 26 1168 26
48 5 [FRA] Alizé Cornet 29 1155 25
49 -14 [RUS] Maria Sharapova 32 1140 11
50 -2 [CHN] Shuai Zhang 30 1120 22
RACE TO SHENZHEN
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti Tornei
1 0 [CZE] Petra Kvitova 29 3525
2 1 [CZE] Karolina Pliskova 27 3271
3 -1 [JPN] Naomi Osaka 21 2961
4 0 [NED] Kiki Bertens 27 2711
5 0 [SUI] Belinda Bencic 22 2289
6 0 [AUS] Ashleigh Barty 23 2175
7 0 [ROU] Simona Halep 27 1897
8 0 [CAN] Bianca Andreescu 18 1757
9 0 [GER] Angelique Kerber 31 1620
10 0 [UKR] Elina Svitolina 24 1377
11 0 [EST] Anett Kontaveit 23 1166
12 0 [USA] Danielle Collins 25 1163
13 25 [GBR] Johanna Konta 28 1128
14 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 1080
15 -2 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1052
16 3 [CZE] Marketa Vondrousova 19 1050
17 -2 [CRO] Donna Vekic 22 966
18 17 [GRE] Maria Sakkari 23 949
19 -3 [BEL] Elise Mertens 23 905
20 -3 [BLR] Aryna Sabalenka 21 897

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Focus

Djokovic: “Nadal troppo forte per me oggi. A Parigi Fognini può dire la sua”

Il numero uno del mondo accetta il verdetto del campo: “Avevo già rischiato di perdere con del Potro. Madrid e Roma a 10 giorni? Notizia falsa”

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Novak Djokovic - Roma 2019 (foto via Twitter, @InteBNLdItalia)

È un Novak Djokovic tutto sommato soddisfatto per la sua “settimana” romana quello che si presenta in conferenza stampa dopo la finale persa al Foro. Il numero uno del mondo riconosce la superiorità di Nadal, soprattutto nel primo set: “Sono contento di aver lottato e portato l’incontro al terzo set sopratutto considerando che nel primo sono stato quasi stato spazzato via dal campo. I primi 3/4 giochi del terzo sono stati combattuti ed è li che ho mancato la piccola chance di mantenere il trend positivo dalla vittoria del secondo”.

Non vuole accampare scuse Djokovic anche quando giustamente gli ricordano il percorso faticoso finto alla finale. “Avevo poca benzina oggi, spesso mi mancava mezzo passo in più sulla palla, specie sul rovescio, ma Rafa ha giocato davvero in maniera egregia. Troppo forte per me oggi”.

Novak non ha alimentato alcuna polemica neanche riguardo alla programmazione congestionata dalla pioggia e al fatto di aver disputato due match duri entrambi in sessione serale, contro del Potro e Schwartzman, ma senza alzare i toni ha parlato di una programmazione migliorabile.

 

Ieri sera quando ho finito erano circa le 23 e sull’altro campo stavano ancora giocando il doppio che è poi terminato all’1 di notte, con la finale del doppio programmata per oggi alle ore 14. Queste sono cose un po’ preoccupanti per i giocatori perché ti chiedi su che base stilino gli orari delle partite. A parte questi aspetti da migliorare, non voglio utilizzarla come scusa e togliere i meriti a Rafa. Avevo già rischiato di perdere ai quarti con del Potro, riprendendo un match quasi perso. Oggi ho lottato e anche se non al meglio sono riuscito a giocarmela. Ciò è positivo”.

Molto interessante invece la risposta alla domanda sugli spunti tecnici della partita. Un giornalista gli chiede: “Spesso hai la meglio sulla tua diagonale di rovescio, pensi che oggi (Rafa, ndr) abbia giocato meglio su quella diagonale con il suo dritto?”. E il serbo risponde: “Nel secondo set sono andato meglio, ma mi mancava un po’ di dinamicità e tempo sulla palla. La palla che arriva dal dritto di Rafa è molto carica e anche il rimbalzo di giorno è piuttosto differente rispetto alla sera. Inoltre io non ho sul rovescio uno spin come quello di Dominic Thiem o altri giocatori da quel lato, di solito cerco di colpire piatto d’anticipo essendo “sopra alla palla”. Oggi però non mi è riuscito molto bene. In aggiunta a ciò nessuno copre bene il campo come Nadal e spesso sei costretto a giocare un colpo in più nello scambio che normalmente con il 99% dei giocatori sarebbe già concluso”.

Non c’è invece nulla di concreto, per il momento, riguardo al possibile prolungamento dei tornei di Madrid e Roma a dieci giorni. “Non so da dove venga questa notizia, ma è falsa. Capisco benissimo le ragioni per le quali entrambi i tornei vogliano passare a 10 giorni. Il calendario come sapete è molto complicato e non è facile per l’ATP venire incontro alle esigenze di Roma e Madrid senza penalizzare qualche torneo minore. Credo che se un cambiamento del calendario ci sarà e verrà approvato il prolungamento per un torneo, accadrà anche per l’altro”.

Come per Nadal, la chiusura di conferenza è proiettata all’imminente Roland Garros. “Senza dubbio Nadal rimane favoritissimo. Tuttavia credo che ci siano diversi giocatori competitivi. Dominic può dire la sua e lo stesso Fabio Fognini ha dimostrato a Montecarlo di cosa è capace. Del resto sono 15 giorni di torneo con partite 3 su 5 ed un giorno di riposo. Tutti arriveranno preparati e possono giocarsela al meglio delle proprie possibilità”.

Gianluca Santori

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