Pliskova soffre ma vince, è di nuovo regina a Brisbane

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Pliskova soffre ma vince, è di nuovo regina a Brisbane

Il primo torneo Premier della stagione si conclude con una finale dai due volti. Vince la ceca su una Tsurenko che le era stata superiore per quasi un’ora e mezza. Dodicesimo titolo per lei in carriera

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È Karolina Pliskova a sollevare il primo trofeo australiano della stagione 2019. La ceca infatti conquista a Brisbane il primo Premier dell’anno, torneo più importante tra i tre in programma questa settimana. Lo fa al termine di una finale dai due volti, vinta in tre set (e in rimonta) con lo score di 4-6 7-5 6-2 sull’ucraina Lesia Tsurenko, n.27 al mondo e giustiziera di Naomi Osaka in semifinale. Pliskova, in difficoltà sia sullo scambio che al servizio, ha subito per lunghi tratti del match il colpi di un’avversaria in fiducia. Ma grazie alla pazienza e anche ad un piccolo infortunio occorso a Tsurenko, è riuscita a venire a capo dell’incontro. Alla fine si è meritata questa sua seconda affermazione nel Queensland, a due anni di distanza da quella precedente.

In totale per lei ora fanno 12 titoli sul tour maggiore WTA. Dalla prossima settimana, la 26enne di Louny farà anche un piccolo balzo in avanti in classifica, sorpassando la connazionale Kvitova e passando da ottava a settima. Tsurenko ha perso la sua prima finale sul circuito maggiore e ha qualcosa da recriminare per aver sfiorato il trofeo più importante della carriera. Si può consolare con le ottime prestazioni fornite durante il torneo in cui ha battuto anche Naomi Osaka e con il best ranking di n.24. Inoltre, nel primo turno di Sydney, salvo rinunce, potrà prendersi la vendetta su Pliskova al primo turno. Ma la posta in palio sarà nettamente inferiore, purtroppo per lei.

LA PARTITA – Pliskova comincia il match nei peggiori dei modi. La ceca appare imballata e cede subito il servizio con un rovescio in rete. Dal canto suo, Tsurenko è molto centrata e aggressiva. Le sue accelerazioni, soprattutto con il rovescio lungolinea, sono estremamente efficaci. L’ucraina è in fiducia e si vede. Ma talvolta esagera nel cercare soluzioni fin troppo rischiose. Proprio per colpa di questa smania e qualche errore di troppo, Tsurenko finisce per perdere il break di vantaggio sul 3 a 2. Per sua fortuna Pliskova non ha ancora registrato nemmeno il servizio, il suo colpo migliore. La n.8 del mondo si fa infatti controbreakkare a zero. Nel cambio di campo l’allenatrice della ceca, Renae Stubbs, scende per incoraggiare la sua giocatrice. Ma è troppo tardi: con tanta bravura e un pizzico di fortuna, Tsurenko porta a casa il primo set per 6-4 in 39 minuti. A fare la differenza è l’81 per cento di prime in campo per lei e 10 vincenti contro i soli 2 della sua più quotata avversaria.

 

Pliskova è molto frustrata per la sua prestazione opaca. Lo scoramento le fa perdere un altro turno di battuta nel gioco d’apertura del secondo parziale. Tsurenko invece continua a fare il suo gioco, spingendo bene sui colpi fin troppo lenti offerti dalla ceca. Come nel primo set, l’ucraina tuttavia si distrae e, avanti 2 a 1, perde il turno di servizio. Per fortuna per lei, ancora in maniera speculare al primo parziale, Pliskova non riesce a sfruttare la sua occasione e si fa nuovamente breakkare. Tsurenko sta però perdendo parte dello smalto iniziale. Sul 4 a 3, concede una palla break alla boema che ha dunque ha un’altra chance di rientrare nel set. Ma ancora non è lucida. Dopo tutte queste opportunità lasciate andare, sembra logico che il set e, di conseguenza il match, vadano nelle mani di Tsurenko. All’improvviso, sotto 5 a 4, con le spalle al muro, Pliskova reagisce e con una serie di gran punti piazza il break a zero. La ceca riduce al massimo gli errori e con altri due game consecutivi riesce inaspettatamente a conquistare il set per 7-5 in 54 minuti e riaprire la contesa.

L’inerzia ora è completamente cambiata con Tsurenko che subisce il forcing di una ritrovata Pliskova. Piove sul bagnato per l’ucraina quando sul 40 pari del secondo gioco appoggia male il piede sinistro in uscita da un rovescio in corsa e si procura una piccola storta.

Non è niente di grave ma dopo il medical timeout, la n.26 del mondo è costretta a fronteggiare una palla break. E ovviamente perde il punto. Pliskova è sempre più ringalluzzita: gioca a braccio sciolto, scaricando i suoi colpi potenti, e talvolta verticalizza il gioco come consigliato dalla sua coach in precedenza. Tsurenko cerca di limitare i danni. Ma, sotto 5 a 2, la sua diga cede ancora di fronte all’impeto della ceca. Dopo quasi due ore e un quarto di tennis tutt’altro che eccezionale, Pliskova piazza il break decisivo che le vale il match e il secondo titolo a Brisbane.

La bassa qualità del match è evidenziata dal saldo nettamente negativo tra vincenti ed errori di entrambe le tenniste: 16-33 per Pliskova e 30-43 per Tsurenko. La finalista degli US Open può essere comunque soddisfatta per una vittoria arrivata non giocando benissimo e soffrendo il tennis di un’avversaria in grande fiducia. Chissà che per lei, da sempre additata di non essere proprio una fighter, non possa essere un buon viatico in vista degli Australian Open e dell’intero 2019.

[5] Ka. Pliskova b. L. Tsurenko 4-6 7-5 6-2

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Opinioni

US Open 2020, la Champions League del tennis

Oggi, nel calcio, riparte la Champions League: il sole d’agosto e la voglia di tennis possono creare numerose allucinazioni, tipo accostare l’Atalanta a Denis Shapovalov, tra serate in bianco e incontri molto bizzarri sul bagnasciuga…

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Denis Shapovalov - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Lo US Open che la USTA assicura si disputerà (ma a questo punto ci crederemo solo quando vedremo i giocatori in campo impegnati nel primo turno) costituiscono un torneo inevitabilmente anomalo. L’assenza del pubblico, le interviste in smart working, un solo media presente (ESPN) e le numerosissime defezioni rendono questo torneo del tutto sui generis. Quando però una grande competizione assume una configurazione così insolita, la possibilità che emergano sorprese è estremamente alta, anche in chiave di successo finale.

La strada per sollevare il trofeo è fatta sempre di 7 partite, ma si tratta di quelle manifestazioni che davvero possono creare terremoti. C’è una situazione in parte analoga anche nel calcio.

La Champions League, una volta disputati gli ottavi di finali rimanenti (con Juve e Napoli in ballo, rispettivamente contro Lione e Barcellona), si disputerà in sede unica a Lisbona, con quarti e semifinali in partita secca – niente andata e ritorno – per poter chiudere il torneo entro la fine di Agosto. Proprio quando scatterà lo US Open, tanto per non perdere il gusto dello sport quotidiano che esalta l’uscita dal mare o lenisce le sofferenza di chi si ritrova in ufficio o sui libri. Una Champions che potremmo leggere come un ‘Wimbledon calcistico’ dai quarti in poi, in salsa lusitana e sempre, rigorosamente, su manto verde.

Sono queste le suggestioni agostane che animano le discussioni tra due strampalati amici, Fabio e Matteo, che in una località sulla riviera adriatica dell’estate più strampalata di tutte – costantemente a metà tra precauzioni talvolta eccessive e sconsiderati assembramenti da movida ritrovata – si ritrovano nella condizione più comune di tutte. Ragazze sbranate con gli occhi ma avvicinate solo per chiedere l’ora, all’insegna del drammatico “Anche stasera si cucca domani”…

 

M: “Fabio, che ne pensi di questo US Open?” 

F: “Intanto vediamo se giocano davvero…” 

M: “Sì d’accordo, ma siccome non siamo noi i dirigenti della Federazione americana, ti volevo chiedere se pensi che vista la situazione unica, non possa arrivare una grande sorpresa. È un po’ come in Champions League, dai quarti tutti a Lisbona in partite secche, tipo final eight del basket. In una situazione così, potrebbe vincere l’Atalanta! In molti si aspettano il primo successo Slam di un Next Gen e io sono tra questi, ma ho in mente una sorpresa bella da vedere come la Dea, Denis Shapovalov

F: “Sei impazzito? Devi aver preso troppo sole, Shapovalov appena trova uno solido e di esperienza soccombe. Se vuoi che ti segua nel tuo parallelo con la Champions, il canadese è il Lipsia e Bautista è l’Atletico Madrid. Ce li vedi i tedeschi che mandano a casa gli uomini di Simeone? Mi piace però la tua suggestione sull’Atalanta, ma la mia Dea è David Goffin, esperienza e talento, altro che Next Gen… A proposito, Zverev è il Manchester City, ogni volta sembra che debba suonare tutti, e ogni volta torna suonato

M: “Ecco, probabilmente allora la Champions la vincono gli inglesi e a New York trionfa Sascha…”.  

A questo punto, giusto dalla prima fila di ombrelloni, separato dal mare solo dai due giovinastri che sin dal mattino avevano occupato il bagnasciuga, interviene un distinto signore sulla sessantina, più abbronzato di  un pescatore locale: “Ragazzi, scusate se mi intrometto, anch’io sono un malato di tennis. Abbiate pazienza, ma perché in questa Champions League tennistica non vedete i nostri italiani possibili vincitori? Lo so, purtroppo Fognini non sarà della partita, torna sulla terra rossa ed è un peccato, perché Fabio lo conoscete bene, è una sorta di Napoli con l’esperienza internazionale, mentre Matteo lo vedo come una via di mezzo tra la freschezza dell’Atalanta e il potenziale del Paris Saint-Germain. Voi invece volete trovare a tutti i costi la sorpresa estera. Perdonate la confidenza, non è che siete di Ubitennis per caso? Sembrate davvero due firme allevate a pane e Scanagatta…

No, noi siamo solo due umili lettori… lei piuttosto, visto il suo ottimismo patriottico, non è della FIT per caso?

Ah ah, no, anch’io sono solo un appassionato lettore, sia di Ubitennis che della concorrenza. Insomma, credo proprio che nè Binaghi né Ubaldo sapranno nulla di questa discussione… Comunque noi qui sogniamo in spiaggia ma credo che il Real di turno, all’anagrafe Novak Djokovic, non si batterà neanche quest’anno. Lasciate perdere quest’anno che il Real dovrebbe rimontare il Manchester City, sarebbe come se Djoker dovesse rimontare 2 set a Zverev sul veloce (ci crederei solo se lo vedessi, e comunque in uno Slam ce la farebbe lo stesso). Vi saluto ragazzi

L’italico signore volge le spalle al mare e ai due amici, per stringere la mano a un altro cumenda, col quale scambia due veloci battute per concludere con un sorriso rassicurante: “Non si preoccupi Avvocato, anche dovessero giocare senza pubblico, per lei le porte degli Internazionali saranno sempre aperte“. I sospetti sulla provenienza di quel distinto vanno rafforzandosi, ma Matteo e Fabio tornano subito al tennis giocato.

M: “Certo che Berrettini mai come ora a New York ha una grande opportunità e ce l’avrebbe avuta anche Fognini. Anche se ti confesso che pensando a quei due penso subito a Flavia e Tomljanovic”. 

F: “Sì però pure tu, quelle due ieri sera ci sorridevano per tutto il lungomare e ora mi parli di Tomljanovic e Pennetta. Allora dillo che preferisci palleggiare contro un muro bellissimo piuttosto che giocare un bel match contro un fresco terza categoria…”. 

La Champions comincia tra poche ore, tra poco più di 20 giorni toccherà anche allo US Open. Nella speranza che la ripresa globale dello sport non venga interrotta da altre notizie infauste.      

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Italiani

WTA Palermo: Giorgi in rimonta, sono tre le azzurre ai quarti di finale

Camila perde il primo parziale contro la slovena Juvan poi viene fuori alla distanza. Ma quanti errori e quanti patemi. Raggiunge Errani e Cocciaretto, che sfiderà Kontaveit. Passa la n.1 Martic

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Camila Giorgi - Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

È la solita Camila Giorgi, nel bene e nel male, quella che supera in rimonta la 19enne slovena Kaya Juvan, n.121 del ranking mondiale, con lo score di 3-6 6-2 6-4 in due ore di gioco nel suo match di secondo turno al torneo di Palermo, il primo dell’era post-Covid per la WTA. Sprazzi di un tennis dominante, con vincenti a raffica, e passaggi a vuoto, causati anche dagli eccessivi rischi che il suo gioco comporta. Alti e bassi, non solo all’interno della stessa partita ma anche dello stesso set. Alla fine, comunque basta per piegare la resistenza della combattiva e promettente Juvan, debilitata anche da qualche dolore alla schiena nelle fasi finali del match. “Per me è stata una bella partita; lei non mi ha messo in difficoltà, sono io che ci ho messo un po’ a entrare in partita ed ero sempre io a sbagliare. Avevo il punto sempre in mano, infatti nel terzo ho set ho dominato” ha detto Camila dimostrato buona sicurezza a fine partita.

La tennista di Macerata approda così ai quarti di finale del torneo siciliano, insieme alle altre italiane Sara Errani ed Elisabetta Cocciaretto. Affronterà Dayana Yastremska che ha battuto facilmente Oceane Dodin. 

IL MATCHAvvio di incontro spumeggiante per Camila che mette pressione alla sua avversaria in risposta e la infilza sia di dritto che di rovescio con grande facilità. Juvan però non si scompone, mantiene basso il numero degli errori e si riprende subito il break di svantaggio pareggiando sul 2 a 2. Giorgi invece perde verve e cede il servizio nel settimo gioco. La slovena conferma il vantaggio e approfitta di un orrendo turno di servizio da parte di Giorgi, concluso con un doppio fallo, per conquistare il primo set per 6-3. Rinfrancata dal set di svantaggio, Juvan ora gioca tranquilla, mostrando un gioco solido e dalle soluzioni tecniche talvolta interessanti. Giorgi ha però il merito di non andare via di testa. Ne vengono fuori una serie di giochi lottati al termine dei quali è Camila a venire fuori con un break sul 2 pari. L’azzurra vince altri 3 game e rimanda tutto al set decisivo. 

 

Juvan nella pausa chiama l’intervento del fisioterapista per un dolore nella parte inferiore della schiena. Sfruttando l’inerzia e i fastidi fisici dell’avversaria, Giorgi va subito avanti sul 3 a 0. A causa di un passaggio a vuoto perde uno dei due break, ma poi lo recupera immediatamente portandosi sul 5 a 1. La partita sembra ormai indirizzata definitivamente con Juvan che comincia a buttare via gli scambi. Giorgi però pecca in quanto a killer instinct, commettendo una serie di errori inopinati che riportano la giovane balcanica incredibilmente sotto, fino al 5 a 4. Nonostante anche un po’ di malcelata tensione, Giorgi riesce al secondo tentativo a tenere il servizio, ottenendo la vittoria in un match che ha messo in mostra i soliti pregi e difetti della marchigiana. Il Covid-19 ha cambiato il mondo, ma non Camila Giorgi. 

Camila Giorgi – Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

GLI ALTRI MATCH – Negli altri due match di giornata, vittorie in rimonta per la teste di serie per Petra Martic e Anett Kontaveit, rispettivamente n.1 e n.4 del seeding. A far sudare la croata è la Liudmila Samsonova, n.117 del ranking WTA, russa di nascita ma italiana d’adozione, che a causa di un passaporto mai arrivato da qualche anno purtroppo non veste più i colori azzurri. Primo set equilibratissimo e tutto giocato sui servizi, a dir il vero notevoli per gli standard femminili delle due tenniste. Avanti 5 a 4, Samsonova ha sei occasioni per portarsi a casa il set in risposta (di cui tre consecutive) ma Martic si salva. La 21enne russa però non accusa il colpo, e dopo aver tenuto a fatica il proprio turno di battuta riesce finalmente a conquistare il parziale per 7 giochi a 5.

Parte meglio la 29enne di Spalato nel secondo set, mettendo a segno il break in apertura. C’è però equilibrio in campo e Samsonova si riporta sotto sul 4 pari. La russa però non conferma il vantaggio in uno sciagurato game di servizio a zero e Martic vince il set per 6-4. Nel secondo set la favorita del seeding dilaga con due break, nel terzo e nel settimo gioco. La tennista balcanica vince il parziale per 6-2 dopo poco meno di due ore e mezza di gioco e va ai quarti. Affronterà la bielorussa Aliaksandra Sasnovich, come Samsonova proveniente dalle qualificazioni, giustiziera della nostra Jasmine Paolini al secondo turno. 

Maggiormente pronosticabili le difficoltà incontrate da Kontaveit contro la tedesca Laura Siegemund, ex top 30, tennista dal gioco potente e vario. Ed è proprio grazie a questo mix che la veterana tedesca, allenata dal siciliano Antonio Zucca, mette subito la testa avanti nel primo parziale. Kontaveit recupera sul 2 pari ma la sua avversaria è più pimpante e può fare affidamento su un maggior numero di soluzioni tecniche. Siegemund si prende un altro break e sale 4 a 2. A spianarle la strada è la stessa estone la quale con un game di servizio da tre doppi regala il primo set per 6-3.

Kontaveit cambia marcia nel secondo parziale: più incisiva sia di dritto che di rovescio e meno fallosa da fondocampo. E gli equilibri in campo si alterano radicalmente. La n.4 del seeding si invola facilmente sul 3 a 0 pesante. Siegemund recupera un break e si riporta sotto. Kontaveit però è padrona del campo: strappa ancora il servizio all’avversaria nel settimo gioco e si prende il set per 6-2. L’estone mette subito la testa avanti nel parziale decisivo. La tedesca non molla e rimane agganciata. La n.22 del mondo dà la spallata decisiva sul 5 a 2. Un’indomita Siegemund annulla quattro palle break ma deve cedere sulla quinta. Sarà dunque, Kontaveit l’avversaria di Elisabetta Cocciaretto ai quarti: un’altra Top 30 da sfidare, un’altra montagna da scalare. Ma la teenager di Porto San Giorgio ha già dimostrato in questo torneo di non farsi intimorire facilmente. 

Risultati:

[1] P. Martic b. L. [Q] Samsonova 5-7 6-4 6-2
[4] A. Kontaveit b. L. Siegemund 3-6 6-2 6-2
C. Giorgi b. [Q] K. Juvan 3-6 6-2 6-4
D. Yastremska b. O. Dodin 6-2 6-4

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Italiani

WTA Palermo: imprese di Cocciaretto ed Errani, male Paolini

Giornata piena di gioia per i colori italiani a Palermo, Cocciaretto ed Errani volano ai quarti di finale

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Elisabetta Cocciaretto al Palermo Ladies Open 2020 (foto Twitter @LadiesOpenPA)

PAOLINI KO – È Jasmine Paolini la prima italiana a scendere in campo a Palermo, contro la numero 116 del mondo Aliaksandra Sasnovich. Nonostante la differenza di classifica Sasnovich si presentava alla partita dopo la grandissima vittoria contro Mertens e non si può dire che la partita non abbia rispettato le aspettative. Paolini viene dominata completamente nel primo set, dove vince solo 6 punti su 19 al servizio e subisce un pesante 6-0 senza appello. Non migliora molto la situazione nel secondo set, dove subisce subito il break e ha un sussulto solamente nel sesto game, dove non sfrutta 5 palle break per tornare dentro la partita. Sasnovich scampa il pericolo e chiude comodamente con 6-2.

Molto lucida Paolini nella sua analisi post-partita Paolini: “In queste situazioni è molto difficile. Ho provato a incitarmi, a rimanere vicina nel punteggio ma quando parti male e l’altra parte molto bene è difficile. L’atteggiamento però è quello giusto, oggi purtroppo non è andata: lei mi è salita subito sopra“. Sasnovich sfiderà la vincente tra la numero 1 del seeding Petra Martic e Samsonova per un posto in semifinale.

ERRANI IN RIMONTA – Sfida inedita quella tra Sara Errani e Krystina Pliskova ed è la tennista italiana a volare nei quarti del Palermo Ladies Open. La tennista ceca, reduce da una grandissima vittoria contro Maria Sakkari, non rispetta le previsioni della vigilia e cede ad una Sara Errani che parte male ma che carbura col passare dei game.

 

L’inizio non è appunto dei migliori. La Pliskova vince ben 13 punti di fila ad inizio partita portandosi abbastanza comodamente sul 3-0. Sembra una partita dall’esito scontato, sulla falsariga di quella di Jasmine Paolini, ma Errani ha il merito di rimanere dentro la partita. Paradossalmente Errani non sembra soffrire tanto al servizio quanto in risposta, dove non riesce mai a mettersi in posizione di comando nello scambio e subisce perennemente l’iniziativa di Pliskova.

Nonostante la situazione pesante di punteggio sembra essere scattato qualcosa in Sara, che dopo il quarto game salvato aumenta i giri del motore in risposta e rende sempre la vita difficile a Pliskova sin dal primo colpo dopo il servizio. E il break arriva per l’italiana, dopo aver salvato tre set point. Ma bastano due seconde attaccabili di Errani per portarsi a due palle break e un rovescio affondato a rete vale il set per la ceca.

Lo spartito del match cambia completamente nel secondo set. Errani non sbaglia praticamente niente da fondocampo e Pliskova non riesce più a dominare lo scambio con il suo dritto. In un attimo la tennista ceca si ritrova sotto 0-2 e rischia anche il doppio break, ma una bellissima demi-volée di dritto la tiene a galla. Una riga profonda salva Pliskova da un pericoloso set point ma non basta, Errani va a servire per il set sul 5-4 e chiude con autorità un secondo set pienamente meritato. Un set in cui Sarita non ha mai perso il servizio.

Il momentum della tennista bolognese continua nel terzo set, con Errani che continua a dominare da fondocampo e a tenere medie accettabili al servizio. Chiuderà la partita con il 78% di prime in campo e il 59% di punti vinti con la prima. L’italiana trova il break nel quinto game e non si guarda più indietro. Tiene la concentrazione nonostante il rain delay sul 5-3 e chiude il match con l’ennesimo break. Troverà una Fiona Ferro in grandissima forma nei quarti, ma visto il livello tenuto in questo inizio di torneo tutto è possibile. “Ho cercato di rimanere concentrata durante la pausa per la pioggia – ha detto Errani a fine match -. Sono più tranquilla rispetto allo scorso anno, sono sempre dentro la partita. Ferro prossima avversaria? Questa mattina ci siamo allenate insieme. È giovane e molto potente”.

SORPRESA COCCIARETTO – Elisabetta Cocciaretto si conferma il nostro miglior prospetto femminile e sconfessa i pronostici della vigilia battendo Donna Vekic dopo un’ora e mezzo di battaglia. È la prima vittoria contro una top30 e la seconda contro una top100 nell’arco di due giorni. La tennista italiana ha fatto valere la sua maggiore solidità da fondocampo e soprattutto al servizio, dove nonostante non abbia brillato particolarmente per potenza è stata molto più costante dell’avversaria.

La partita è dura sin da subito. Cocciaretto deve salvare due palle break in un game di dieci minuti e la stessa Vekic soffre parecchio al servizio in altri due game interminabili. È Cocciaretto però a spuntarla grazie al suo dritto. L’italiana si porta a palla break con un bellissimo dritto in corsa e si prende il 4-2 grazie ad un errore non forzato della croata. Vekic non trova mai il ritmo da fondocampo e soprattutto ha un servizio troppo poco incisivo per creare problemi a Cocciaretto. L’italiana è estremamente aggressiva sulle seconde della numero 24 del mondo e non ha problemi a sfruttare il servizio timoroso della Vekic, portandosi a casa break e set per il 6-2.

Le distrazioni della tennista croata non si fermano nel secondo set, dove viene breakkata subito e mostra un linguaggio del corpo che non lascia presagire niente di buono. Nonostante ciò ha un sussulto e tanto basta per riaprire il set, approfittando di un passaggio a vuoto di Cocciaretto al servizio. L’italiana non si perde d’animo e tiene senza problemi i suoi turni di battuta, per poi trovare il break decisivo nel decimo game e lanciare la racchetta al cielo per quella che è la più grande vittoria della sua carriera finora. Saranno i primi quarti a livello WTA per Elisabetta Cocciaretto, che troverà la vincente tra Kontaveit e Siegemund.

Risultati:

[Q] A. Sasnovich b. J. Paolini 6-0 6-2
[WC] S. Errani b. Kr. Pliskova 3-6 6-4 6-3
[WC] E. Cocciaretto b. [6] D. Vekic 6-2 6-4
F. Ferro b. [8] E. Alexandrova 7-5 6-2

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