Dal doppio impegno emerge Sabalenka: è suo il primo titolo dell’anno a Shenzhen – Ubitennis

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Dal doppio impegno emerge Sabalenka: è suo il primo titolo dell’anno a Shenzhen

La 20enne bielorussa inizia il 2019 ancora meglio di come aveva finito il 2018 vincendo il titolo a Shenzhen. Battuta in rimonta Alison Riske, top 10 davvero a un passo

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La pioggia caduta nei giorni scorsi ha costretto gli organizzatori del WTA International di Shenzhen a condensare in un unico giorno sia le semifinali che la finale, e i primi due match di giornata hanno un po’ risentito di questa inevitabile scelta. Sul campo centrale infatti è durata appena un’ora la sfida tra la testa di serie n. 1 Aryna Sabalenka e la numero 70 del mondo Yafan Wang. La cinese, dal fisico troppo leggero e dal gioco troppo poco incisivo, è sempre stata in balia della sua avversaria la quale le ha lasciato appena tre game. In contemporanea, sul campo numero 1, le cose si sono risolte ancora più celermente: dopo 37 minuti Vera Zvonareva è stata costretta a ritirarsi contro Alison Riske quando il punteggio recitava 6-0 1-0 in suo sfavore. La tennista russa, presente in Cina grazie ad una wild card, deve comunque ritenersi più che soddisfatta della sua prestazione in questo primo torneo stagionale e i tre match vinti consecutivamente le permettono di rientrare finalmente in top 100 (non le capitava dal 2013). L’ex numero 2 del mondo è ancora alla ricerca della prima finale post-maternità ma oggi, contro Riske, forse anche se fosse stata al meglio non ce l’avrebbe fatta. La statunitense infatti si trova davvero a suo agio su questi campi e per la terza volta in carriera (dopo il 2016 e 2017) ha raggiunto la finale.

PRIMA FINALE DELL’ANNO – Dopo circa tre ore di riposo, Sabalenka e Riske sono tornate di nuovo in campo per contendersi il trofeo e l’unica volta che le due si erano trovate faccia a faccia era stato a Roma lo scorso anno, con Aryna vincitrice in tre set. Oggi l’esito non è cambiato ma a differire è stata l’intensità di gioco; ritmi sempre elevati e risultato in bilico per gran parte del tempo. La 20enne bielorussa ha vinto in rimonta come le era già capitato in questo torneo al primo turno contro Tatjana Maria.

Nelle fasi iniziali del match la statunitense ha cercato di imbastire le sue azioni da fondo rimanendo il più solida possibile e se all’inizio questa scelta ha dato i suoi frutti – vincendo il primo parziale 6-4 grazie ad unico break – con il passare dei game Aryna ha iniziato a farsi sotto. Nel secondo infatti la bielorussa ha avuto due set point già nel nono game, ma bisogna dare il merito a Riske di esser stata in grado di innalzare ancora una volta il suo livello per giungere fino al tie-break. Ben presto la sfida si è trasformata in uno di quegli incontri che ti fanno desiderare l’esistenza del pareggio nelle regole del tennis ma purtroppo, o per fortuna, non è così e quindi, dopo aver vinto il tie-break del secondo set per 7-2, la numero 13 del mondo chiuso il match per 6-3.

 

Per Sabalenka questo è il terzo titolo della sua giovane carriera, dopo quelli di New Haven e Wuhan, e grande riconoscimento va dato anche al suo coach Dmitry Tursunov capace di incanalare la grande aggressività e potenza della sua allieva nella giusta direzione. Nonostante la grande battaglia in campo, le due tenniste hanno comunque avuto modo di esternare la loro stima reciproca e dopo il sentito abbraccio nei pressi della rete, durante la premiazione la vincitrice ha scherzato con la sua avversaria: “quel tuo rovescio lungolinea mi ha fatto arrabbiare così tanto. Devi insegnarmi come si fa, è incredibile!”.

La bielorussa sembra non aver minimamente patito l’interruzione dovuta alla off-season, anzi pare essere tornata ancora più convinta e sicura di se; adesso le mancano davvero una manciata di punti per entrare in top 10, precisamente i 50 che dividono la sua undicesima posizione (best ranking eguagliato) dalla decima di Kasatkina. La prossima settimana avrà da difendere i quarti di finale raggiunti un anno fa a Hobart, ma cercherà di farlo a distanza (e con maggiore ‘potenza di fuoco’) avendo preferito il Premier di Sydney dove affronterà al primo turno Petra Kvitova.

Risultati Semifinali:

[1] A. Sabalenka b. Y. Wang 6-2 6-1
A. Riske b. [WC] V. Zvonareva 6-0 1-0

Risultati Finale:

[1] A. Sabalenka b. A. Riske 4-6 7-6(2) 6-3

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Australian Open

Federer non è il solo sconfitto di giornata. Tante sorprese

MELBOURNE – K.o. anche l’altro finalista del 2018, Cilic. Bautista Agut non molla. Tiafoe che compleanno, Nadal irresistibile. Fuori Kerber, Stephens e Sharapova. Kvitova in finale?

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i nostri inviati a Melbourne

 

L’appuntamento di Roger Federer con il centesimo titolo è rimandato. A quando? Non lo si può sapere, così come non si può sapere se Tsitsipas diventerà n.1 del mondo, però sembra sulla strada giusta. “Sono l’uomo più felice della terra in questo momento…” E c’è da credergli. È riuscito a non perdere mai il servizio con Federer, salvando 12 palle break. E non l’aveva perso contro il campione svizzero neppure nella Hopman Cup, come ha ricordato per primo lo stesso Federer.

Ha 21 anni, Tsitsipas, e la sua vittoria sul campione in carica (delle due ultime edizioni e di sei in tutto) ricorda molto quella che Roger Federer ottenne a Wimbledon negli ottavi di finale del 2001 su Pete Sampras, detentore del titolo (e di sette Wimbledon). “Già, che coincidenza – ha detto lo stesso Tsitsipas – erano ottavi di finale allora…”. Non solo: anche Tsitsipas gioca un rovescio a una mano straordinario, ha un gran servizio, una gran classe e anche… i capelli lunghi come aveva Roger all’inizio del terzo millennio. Federer battè Sampras 76 57 64 67 75. Stavolta la vittima è stata lui. A batterlo è stato un ragazzo greco di 21 anni e n.15 del mondo, nato per l’appunto il 12 agosto come Pete Sampras. Quel ragazzone greco che lo scorso anno a Toronto aveva battuto 4 top-ten di fila, Thiem, Djokovic, Zverev e Anderson, prima di arrendersi in finale a Nadal.

Peraltro non ha perso solo Federer, che peraltro per le tre ore di gioco ha dimostrato di essere abbastanza a posto fisicamente – soltanto nel finale si vedeva che arrivava in ritardo, che spingeva un po’ meno, che giocava un po’ corto – ma ha perso anche il finalista di un anno fa a Melbourne, Marin Cilic, sorpreso da Bautista Agut che dopo aver vinto a Doha è capace anche di dar fastidio a Tsitsipas che magari potrebbe far fatica a riprendersi dalla sbornia post-Federer.

Va ricordato che quando Federer battè Sampras poi non vinse il torneo. Lo avrebbe vinto due anni dopo. È sempre difficile per un giovane restare con i piedi per terra dopo un grande successo. Lo spagnolo sarà per il greco la classica prova del nove. “Devo cercare di restare umile – ha continuato a ripetere Tsitsipas in conferenza stampa – è un sogno aver giocato per la prima volta sulla Rod Laver Arena, contro il mio idolo di sempre e battere una leggenda del nostro sport. Ma questo non significa che ora sarò io a vincere il torneo…non ci penso proprio, un passo alla volta”.

La stessa cosa potrebbe dire Frances Tiafoe nel giorno del suo compleanno. Dopo aver battuto il nostro Seppi il ragazzo che imita i campioni del basket, e LeBron in particolare, nelle sue esultanze, ha battuto anche Dimitrov (semifinalista qui una volta e nei quarti altre due), in 4 set. Splendido l’abbraccio sportivo di Grigor al suo giustiziere e emozionanti le lacrime di Frances: “10 anni quando dissi ai miei genitori che volevo diventare un professionista del tennis, mi guardarono come se fossi matto. Ora sono nei quarti di finale in uno Slam”.

Frances Tiafoe – Australian Open 2019 (via Twitter, @AustralianOpen)

Beh, il Next-Gen di Milano ha seminato bene: Tsitsipas aveva vinto a Milano e ha battuto nientemeno che Federer, De Minaur era stato finalista e ha vinto il torneo di Sydney, Tiafoe era stato un altro protagonista e ora è nei quarti a Melbourne, anche se contro il Nadal che ha dominato Berdych nei primi due set (per poi cancellargli un setpoint nel terzo) sarà dura. Rafa è sembrato di nuovo fortissimo. Eppure non giocava più un vero torneo dall’ultimo US Open.

La giornata è stata ricca di sorprese in campo femminile: cosa avesse Kerber per perdere 62 60 da Danielle Collins (che un anno fa era n.160 e dintorni…) davvero non so. Collins comunque è un gran bel personaggio e i lettori di Ubitennis meritano di saperne di più. Un assaggio è qui, nel resoconto della conferenza stampa di oggi; ma ne avevamo già parlato all’epoca del suo exploit di Indian Wells.

Anche Ashleigh Barty è personaggio niente male. Dopo che la Sharapova aveva così ben giocato contro la Wozniacki e aveva vinto il primo set con l’australiana, non molti avrebbero scommesso su lei (che tre anni fa aveva mollato il tennis per darsi al cricket). Maria ha subito tali e tanti fischi per la lunga passeggiata alla Toilette (7 minuti!) che ne è rimasta turbata. A una ragazza della sua esperienza non avrebbe dovuto succedere. Alla fine ha vinto Barty al quarto match point con il punteggio di 46 61 64 in 2h e 22m. Non una sorpresa poi così clamorosa. Molti la vedevano anzi favorita.

Ma la sconfitte di Kerber, che ha perso il primo set in 20 minuti e poi, dopo quel 60 anche 62, non poteva essere prevista. È chiaro che non stava bene. Verrebbe voglia di scrivere che è stata ridimensionata bruscamente anche Anisimova, che ha subito un 62 61 da Kvitova in 59 minuti, ma se Kvitova giocasse sempre così farebbe vedere i sorci verdi a tutte.

Quel che non ci si attendeva è che perdesse, oltre alla Kerber laggù in basso, anche Stephens che era una delle undici candidate – ora sono quattro- alla corona di n.1 del mondo all’inizio del torneo nel caso che la Halep avesse perso presto. Pavlyuchenkova che già aveva sorpreso la Bertens e la Sasnovich adesso si misurerà con la Collins per arrivare a una semifinale contro chi vincerà fra Kvitova e Barty. Per me quindi Kvitova, che vedo in finale.

Ma ora si attende il duello fra Serena Williams e Simona Halep, che vi presentiamo qui, per quanto anche Muguruza-Pliskova sia una sfida tutta da vedere.

 

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Australian Open

Tsitsipas spacca l’Australian Open: fuori un Federer senza dritto

Il ventunenne greco elimina il campione in carica, tradito dal dritto. Tsitsipas giocherà il primo quarto Slam della sua carriera, tonfo in classifica per Federer

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VANNI GIBERTINI E BEN ROTHENBERG COMMENTANO LA GIORNATA (IN INGLESE)

 

Nonostante per quasi tre ore non abbia visto neanche una palla break, Stefanos Tsitsipas compie l’impresa della sua carriera: eliminare Roger Federer, campione in carica, dall’Australian Open. Lo svizzero non perdeva qui a Melbourne dalla semifinale del 2016 e oggi ha giocato per larga parte del match senza il dritto, aggrappandosi all’orgoglio e al servizio. Ha pesato tantissimo lo 0/12 nella conversione delle palle break, che a conti fatti ha indirizzato la partita verso il greco. Federer scivolerà al sesto posto in classifica, che potrebbe diventare addirittura il settimo qualora Nishikori andasse avanti nel torneo. Tsitsipas raggiunge il primo quarto Slam della sua carriera e si lancia nell’Olimpo del tennis: la sua carriera ad alti livelli sembra essere cominciata oggi.

SUL FILO DI LANA – Nel primo set, gran parte delle emozioni si concentra nel game d’esordio, durato ben nove minuti. Federer è fin da subito molto aggressivo, mentre Tsitsipas inizia un po’ contratto. Lo si vede dai colpi, in particolare dal dritto, ma anche dal tempo che impiega per servire tra un punto e l’altro. Questa lentezza gli costa una prima time violation. Il greco salva una palla break, ma ne concede una seconda quando un’altra time violation lo costringe a servire direttamente la seconda, che atterra fuori dal rettangolo del servizio. Arriva però un provvidenziale ace a cavarlo d’impaccio. Dopo questo spavento iniziale, Tsitsipas si scioglie, inizia a servire benissimo e contrasta bene il ping pong da fondo di Federer. Il giovane greco finalmente gioca con la sana sfrontatezza che si conviene alla sua giovane età e si permette anche un attacco in chop di dritto à la Federer. La partita, piuttosto godibile, approda dolcemente al tie-break (il terzo consecutivo tra i due, dopo quelli giocati in Hopman Cup qualche settimana fa). L’equilibrio regna sovrano, ma la qualità non è eccelsa. Entrambi infatti sbagliano tanto (Federer in particolare è poco preciso col dritto) e mancano tre set point a testa. Sul 12-11, qualcuno tra il pubblico chiama out un dritto sulla riga di Tsitsipas, che, forse distratto dall’urlo, accorcia al colpo successivo permettendo a Federer di chiudere lo scambio e il parziale.

NO BREAK FOR FED – Nel secondo set, entrambi calano molto di rendimento, ma se da una parte Federer è ben supportato dal servizio, dall’altra Tsitsipas appare più in difficoltà. Il greco alterna ottimi punti a errori banali ed è chiamato ripetutamente a salvarsi. Due game fiume, uno da 16 punti e uno da 18, vedono il greco annullare ben quattro palle break anche grazie alla complicità di un Federer in perenne lite col proprio dritto oggi. Le occasioni mancate dallo svizzero in questo secondo parziale salgono a otto nel decimo game, quando uno dopo l’altro gli scivolano via dalle mani ben quattro set point. Ancora una volta a dirimere la questione è il tiebreak. Tsitsipas scappa avanti 3-0, ma una magia in lungolinea col rovescio di Federer riequilibra la situazione. Il greco però spinge sul lato destro di Federer e guadagna tre set point. Basta il primo per pareggiare il conto dei set.

SORPASSO TSITSIPAS – Continuano gli affanni dal lato destro per Federer. Stecca spesso, non opta quasi mai per il lungolinea e addirittura a volte sembra aver proprio paura di tirare il dritto, rifugiandosi con alterne fortune nella smorzata. Tutto quello che manca da quel lato viene però compensato col rovescio, grazie al quale si procura altre due palle break, anche stavolta non sfruttate. Dall’altra parte della rete, Tsitsipas è centratissimo, i colpi sono registrati e vari e anche la lucidità tattica non fa difetto. Proprio quando tutto sembra apparecchiato per il terzo tiebreak, Federer si incarta ancora col suo colpo migliore e regala il terzo set all’avversario. Dopo tre ore, siamo due set a uno per Tsitsipas.

GAME OVER – Il greco entra con grande tranquillità nel quarto set, mentre Roger continua senza successo la sua ricerca del dritto perduto e si aggrappa disperatamente al servizio. Un po’ a sorpresa Tsitsipas chiama il fisioterapista nella pancia del set per farsi massaggiare entrambe le cosce, ma non palesa nessuna difficoltà nei movimenti. Con estrema fatica, Federer riesce a trascinare nuovamente la contesa al tiebreak. Lo svizzero va subito sotto di un mini-break, ma lo recupera con un pazzesco (e purtroppo isolato) dritto in corsa. L’orgoglio però non basta e ancora una volta è il dritto a tradire lo svizzero nel momento decisivo e a mandare Tsitsipas a match point. Il greco è freddissimo e si regala la vittoria forse più importante della sua carriera: ora dovrà affrontare Bautista Agut ai quarti di finale. Lo spagnolo è ancora imbattuto in questo 2019.

(in aggiornamento con le dichiarazioni)

Risultati:

[6] M. Cilic vs [22] R. Bautista Agut
[14] S. Tsitsipas b. [3] R. Federer 6-7(11) 7-6(3) 7-5 7-6(5)

F. Tiafoe b. [20] G. Dimitrov 7-5 7-6(6) 6-7(1) 7-5
[2] R. Nadal b. T. Berdych 6-0 6-1 7-6(4)

Nadal fa sul serio, Tiafoe si regala i primi quarti Slam
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Australian Open

Federer annuncia il ritorno su terra, giocherà il Roland Garros. “Voglio divertirmi”

MELBOURNE – Dopo la sconfitta contro Tsitsipas, il campione svizzero comunica alla stampa francese che tornerà sulla terra dopo due stagioni di assenza. “Non vedo perché non dovrei giocare quest’anno”

Vanni Gibertini

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VANNI GIBERTINI E BEN ROTHENBERG COMMENTANO LA GIORNATA (IN INGLESE)

 

dal nostro inviato a Melbourne

È una dichiarazione ancora da decodificare nel suo senso più pieno, poiché potrebbe trattarsi anche del primo indicatore dell’intenzione di lasciare definitivamente il tennis al termine di questa stagione. Per ora la notizia è questa, comunicata da Roger Federer ai cronisti francesi subito dopo la sconfitta subita per mano di Stefanos Tsitsipas agli ottavi di finale dell’Australian Open: il tennista svizzero tornerà quest’anno a giocare sulla terra battuta, superficie che non lo vede protagonista dal 2016. Federer ha disputato l’ultima partita sul rosso a Roma, in occasione degli ottavi di finale persi contro Dominic Thiem.

Mi è mancata la stagione sulla terra. Due anni fa ho avuto problemi fisici, lo scorso anno ho deciso di non giocare ma quest’anno non vedo perché non dovrei“. Messo da parte un certo velo di tristezza – comprensibile – che ha in un certo senso caratterizzato la prima parte della sua conferenza stampa, Federer ha subito voltato lo sguardo verso il futuro. “Sono in una fase in cui voglio divertirmi. Ho avuto la sensazione che non fosse necessario fare una pausa così lunga. Giocherò il Roland Garros“. Sembra quindi certa la sua presenza a Parigi – non gioca dal 2015 – mentre non ha rivelato dettagli sull’eventuale intenzione di giocare tornei di preparazione.

Sono bastati pochi minuti e la notizia è subito rimbalzata da un capo all’altro del mondo: il Roland Garros ha immediatamente ripreso la notizia attraverso il proprio account Twitter, ed è cominciata anche la “caccia al tesoro” per tentare di capire se e quali altri eventi sulla terra vedranno la partecipazione del campione svizzero, che da solo può spostare folle enormi.

In virtù della sua classifica Federer viene sempre iscritto d’ufficio a tutti i Masters 1000 sulla terra battuta (escluso Montecarlo, che non fa parte dei tornei obbligatori anche se è un Masters 1000), ma grazie alla sua anzianità sul circuito ed alla sua età può saltare quegli eventi senza venire penalizzato nel ranking (ammesso che la cosa gli interessi). I due tornei di Madrid e Roma sarebbero quindi i maggiori indiziati a vedere la presenza del campionissimo elvetico, ma Federer potrebbe anche decidere di cimentarsi in un torneo di minor lignaggio (si era parlato in passato dell’ATP 500 di Barcellona) per testare la sua condizione contro avversari meno pericolosi. Da tenere presente, inoltre, che i tornei ATP 250 e 500 possono offrire ai tennisti garanzie economiche (le cosiddette “appearance fees”, che nei casi di Federer, Nadal e Djokovic arrivano comodamente alle sette cifre) che invece i Masters 1000 non hanno in budget in quanto in teoria dovrebbero aver garantita la presenza di tutti i migliori.

Il torneo di Madrid, che si disputa ai 650 metri sul livello del mare della capitale spagnola, è sempre stato particolarmente gradito allo svizzero (che lo ha vinto nel 2009 e nel 2012) grazie alle condizioni di gioco piuttosto rapide; tuttavia proprio per questo motivo non costituisce un test probante per il Roland Garros, per cui Federer potrebbe decidere di tornare al Foro Italico dove ha perso quattro finali (nel 2006 e nel 2013 contro Nadal) ma non ha mai vinto.

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